mercoledì 28 aprile 2010

ATTENZIONE AL VENTO DI "GRECALE"

La crisi economica greca, fa sentire le sue ripercussioni a livello europeo.
La mastodontica ma, al tempo stesso, fragile macchina comunitaria, mostra tutti i suoi limiti ed il suo imbarazzo nel fronteggiare il disastro economico del paese ellenico.
La Comunita' Europea resta un'unione di paesi legati soltanto da una moneta unica ma senza uno spirito di coesione condiviso e, soprattutto, senza un serio organo di controllo e di conseguente intervento sanzionatorio. Nei momenti di crisi poi, inevitabilmente, emergono distintamente gli egoistici separatismi nazionalistici, dove si cerca di tirar acqua al proprio mulino, privilegiando gli interessi del momento ( il caso delle elezioni in Germania).
L'UE e' un complesso coacervo di leggi, leggine, regolamenti, protocolli e quant'altro, che rende dura la vita ai suoi cittadini, gia' imprigionati ( specie in Italia) dalla lentezza burocratica degli stati di appartenenza.
Al freddo, rigido, canonico protocollo comunitario, spesso si contrappone la soave leggerezza e la sfrontata superficialita' dei singoli stati membri che presentano bilanci gonfiati, prospettive di crescita irrealizzabili, iniezioni di fiducia fin troppo ottimistiche. Poi, d'improvviso, (il caso della Grecia e' emblematico ) ci si sveglia dal sogno (anni or sono anche la Spagna era un modello) si aprono gli occhi e ci si ritrova nel pieno di un crac economico, con le solite ed inevitabili speculazioni finanziarie che rischiano di propagare "l'incendio".
Anche nel nostro paese, si sente parlare di crescita ma i problemi restano, celati con una sapiente maestria attraverso una propaganda "tele-governativa" la cui regia, irradia ad iosa, rosee prospettive di sviluppo e di definitiva uscita dalla crisi.
Nel frattempo, le tarriffe aumentano, i precari e i cassintegrati restano.
Oggi sono in auge i discorsi sulle correnti ( scissione all'interno del PDL).
Speriamo che nel breve, non soffino freddi venti di "grecale"...

lunedì 26 aprile 2010

UN'ALTRA STAGIONE BALNEARE A RISCHIO

Giorni or sono, a livello di cronaca campana (non mi sembra a livello nazionale) sono passate le immagini desolanti dell'ennesimo scempio perpetuato nelle acque dei Regi Lagni, il sistema di canalizzazione realizzato in epoca borbonica che ancora oggi, raccoglie e indirizza tutti gli scoli delle acque nere, reflue e piovane delle campagne tra le province di Napoli e Caserta.
Purtroppo, molto spesso questi canali vengono adoperati per sversare materiale di ogni genere, sia solido che liquido, altamente tossico ed inquinante, con il risultato che i depuratori alla foce vanno in tilt, non riuscendo a filtrare l'enorme quantita' di materiale in entrata, con il conseguente ed inevitabile inquinamento dell'acqua del mare, dove arriva a fine tragitto, questa ingente quantita' di scarti di lavorazione agricola ed industriale.
Ormai a poche settimane dall'inizio della stagione balneare, pare che i vecchi problemi non siano stati superati ma, anzi, si presentino con maggior virulenza, compremettendo con ogni probabilita' l'attivita' commerciale di tanti imprenditori del litorale domizio che gia' nella passata stagione, dovettero fronteggiare loro malgrado, perdite davvero considerevoli, per una vera e propria fuga dei bagnanti dalle spiagge.
Se lo scempio accaduto nell'isola di Capri sempre nel 2009, puo' definirsi un caso isolato seppur gravisssimo, quello della balneabilita' del litorale domizio, resta ahime', davvero un'incognita.
Come scrissi gia' nell'estate del 2008, per molti da queste parti, il mare resta solo un miraggio.

venerdì 23 aprile 2010

LA TEMPESTA E' APPENA INIZIATA

Dallo scontro tra Berlusconi e Fini, oggi abbiamo una sola certezza: il PDL e' piu' debole di prima.
Nel contempo, la Lega, prezioso alleato, uscita gia' vincitrice alle ultime elezioni regionali, vede cementarsi ulteriormente la sua leadership, nel settentrione.
Ma la Lega e' un alleato appunto, non e' parte integrante del PDL. La Lega ha una forte connotazione territoriale, una indiscussa autonomia decisionale e soprattutto un'infinita indipendenza dal centralismo romano, del quale ha carpito tuttavia, gli infiniti vantaggi (Roma non e' piu' ladrona da quando tanti parlamentari leghisti hanno le loro chiappe sugli scranni di Montecitorio).
In virtu' di questa sua particolare forza che potremmo definire trasversale alla politica, per assurdo il partito di Bossi potrebbe in ogni momento, tendere la mano anche all'attuale opposizione, sempre nell 'ottica della buona e solida amministrazione del territorio padano. Berlusconi ne e' consapevole ed al tempo stesso preoccupato. Ma lui purtroppo, e' abituato a comandare, non a mediare o concertare le diverse anime di un partito che considera sempre piu' come uno strumento per attuare il suo decisionismo personalistico.
Fini, ha avuto il merito o almeno il coraggio (un po' in ritardo) di evidenziare tale propensione del Premier o se vogliamo, la deriva populista assunta dal PDL, sempre piu' partito del padrone, dove si sta allineati al volere del numero uno, senza confronto, ne' dialettica interna, come accade invece, a tuttti igrossi partiti liberali europei.
Berlusconi, da tempo ha perso Casini (per ritrovarselo alleato secondo logiche utilitariste).
Oggi perde Fini e la sua piccola (al momento) corrente, ma sappiamo come in Italia sia molto rapido cambiare casacca a seconda della convenienza, delle circostanze o del tornaconto.
Il Paese vive un brutto momento. La tempesta e' appena iniziata, non sappiamo quanto durera'. Di certo, siamo consapevoli che la politica italiana, e' alla deriva. Se questo doveva essere il periodo per dare inizio a riforme condivise, possiamo affermare che si e' trattato di un'alba infernale.
La maggioranza e' spaccata, incendiata da sterili personalismi, divisa sulle principali linee programmatiche.
L'opposizione e' quasi inesistente, a sua volta frantumata al suo interno, nella perenne e spasmodica ricerca di un nuovo leader.
Anche le Istituzioni, perdono parte della loro responabilita', del loro prestigio e della loro autorevolezza, diventando strumento di ingerenza politica ed affievolendo l'intrinseca prerogativa di organo super partes.
La piazza e' fortemente influensabile dai nuovi tribuni della rete che gettano altra benzina sul fuoco, arroventando il clima dello scontro.
Se a questo aggiungiamo che la crisi economica non e' stata superata affatto e che continua ad insistere un pesante clima di insofferenza sociale, possiamo purtroppo affermare che oggi, ci sono tutti i presupposti per rivivere un periodo buio che speravamo esserci messo alle spalle.

giovedì 22 aprile 2010

COMPLEANNO (43) IN PIENO RELAX

Oggi e' il mio compleanno, 43 primavere. Un cielo terso e tanto sole hanno fatto da contorno a questa giornata in cui mi sono concesso tante "coccole" in pieno relax. Per fortuna e' capitato in un giorno feriale e non nel weekend, dove sarei stato impegnato con il mio lavoro.
Stamane ho giocato un'ora a tennis, al circolo vicino casa, a Napoli. Ho ripreso a giocare dopo tantissimi anni (prima giocavo sempre a calcio) e piu' gioco e piu' mi diverto. Il mio livello e' amatoriale ma me la cavo abbastanza. Questa mattina mi sono allenato con la maestra, per perfezionare alcuni colpi.
Poi verso mezzogiorno mi sono trattenuto al bar del parco dove abito, offrendo (era d'obbligo) un po' di aperitivi ad amici. Chiaramente si e' parlato di calcio (l'ennesima sfuriata di Balotelli) e politica (lo scontro tra Berlusconi e Fini), i soliti discorsi da bar.
Dopo un pranzo veloce con mia moglie (i bambini escono da scuola alle 15,00) nel pomeriggio usciro' in moto per recarmi in azienda. Daro' da mangiare alle galline, alle oche ed alle caprette, innaffiero' le fioriere, mi concedero' una tazzina di caffe', godendomi la quiete del mio giardino.
L'agriturismo dista 28 km dalla mia abitazione, una distanza piacevole da percorrere con la mia KTM.
Stasera concludero' la giornata andando con l'intera famiglia in pizzeria. I miei bambini, Giuseppe 8 ed Enrico 4, vedono poco il loro papa'. E' l'occasione buona, per stare tutti insieme in piena tranquillita'.

mercoledì 21 aprile 2010

UDEUR: DESTRA O SINISTRA, L'IMPORTANTE E' GOVERNARE

Tutti i riflettori della politica italiana sono puntati sullo scontro tra Berlusconi e Fini, in cui la contrapposizione tra le liste dei colonelli, i presunti o concreti tradimenti, le annuciate o ritirate imboscate, la possibile nascita di nuove correnti, sono il condimento di questa insalata russa o se vogliamo di questa insipida minestra riscaldata, in cui si e' trasformata la politica italiana.
Nel frattempo, sfugge agli occhi dei commentatori nazionali, cio' che sta succendendo qui in Campania.
L'Udeur, il piccolo ma sempre determinante partito dei coniugi Mastella da Ceppaloni (il marito Clemente neo-parlamentare europeo passato al PDL, la moglie, Sandra Lonardo, ex Presidente del Consiglio Regionale retto da Bassolino, "esiliata" a Roma ma rieletta al Consiglio Regionale questa volta nella fila del centro-destra) ancora una volta fa sentire il suo peso nelle decisioni politiche locali.
A Napoli, appoggia il centro-sinistra (alla regione e' stato prezioso il suo contributo all'elezione del candidato di centro-destra, Caldoro) e salva ancora una volta (l'ennesima) il Sindaco Iervolino, in grande difficolta' alla votazione del bilancio annuale.
Se Fini, dall'alto della sua carica, per far sentire il suo peso all' interno della prima forza politca nazionale di cui e' co-fondatore, viene additato di trasformismo, possiamo dire che Mastella passa da sinistra a destra e viceversa, con la stessa cadenza dei ritocchi di una campana, intorno alla quale ha edificato il suo grande, solido, imponente campanile politico.

domenica 18 aprile 2010

I RIPENSAMENTI (TARDIVI) DI FINI

Chissa' cosa succedera' in merito allo strappo del Presidente della Camera, Fini. Vedremo in settimana. Sicuramente sara' incrinata la credibilita' del Governo e limitata la capacita' decisionale dell'esecutivo, con gravi ripercussioni in ordine alle riforme .
In ogni caso, qualche analisi va fatta.
L'errore di Fini non e' stato quello di aver capito, forse in ritardo, che il suo spazio nel PDL e' alquanto limitato.
Il suo principale errore, e' stato quello di farvene parte, buttando all'aria il progetto di Alleanza Nazionale, vera forma moderna di destra europeista.
Fini ha preso in giro milioni di elettori di destra, traghettandoli nel partito del padrone, sedendosi allo stesso tavolo degli ex-democristiani, diventando sostenitore di tutti quegli amici di Craxi che per anni combatte' senza sosta, alleato con gente che si illude di masticare politica soltando riempendosi la bocca di spot berlusconiani ( Lupi e Bondi mi sembrano l'esempio piu' adatto) ma che potrebbe soltanto tenere adunati, sparuti gruppettti di anziani negli oratori.
Di quella politica affarista, clientelare, massonica, piduista, attaccata alle poltrone ed al potere, collusa con le banche, spesso imparentata, pervasa e permeata con personaggi di losca provenienza, contro la quale la destra per anni alimentava le sue battaglie, riempiendo le piazze di contenuti e valori in modo spontaneo e non attraverso i richiami schizzofrenici messi in rete da giullari o da finti impegnati intellettuali radical-chic. Fini, oggi, di quella politica ne e' diventato suo malgrado, un protagonista.
Quello che lui, forse non ha ancora compreso, e' che lo scioglimento di Alleanza Nazionale, in pratica, ha consegnato in modo definitivo milioni di voti nelle mani di Berlusconi, il quale ha diviso il prezioso bottino con i suoi amici leghisti. Da parte loro, gli esponenti del carroccio, si sono tenuti ben alla larga da qualsiasi ipotesi di fusione a freddo con il partito del signore delle televisioni, difendendo a denti stretti la loro identita' e la propria autonomia, le loro primordiali propensioni separatiste.
Agli uomini di Bossi, cosa puo' fregarne se la Fiat a Pomigliano o Termini Imerese chiude i battenti? O se nei maggiori ospedali del sud, e' abitudine divenuta ormai regola, visitare gli ammalati nelle corsie, lasciandoli per giorni sulle barelle o che i pomodorini del "pennolo" delle campagne campane o siciliane, siano venduti a 10 centesimi al chilo?
Se poi un popolo (cieco, stolto ed indottrinato) immagina che con la costruzione del Ponte sullo Stretto, tutti i gap del meridione siano definitivamente eliminati, e' giusto che Berlusconi affermi che i cittadini (tele-guidati) siano con lui.
Il sud nel breve rischia la desertificazione. Mettere in galera centinaia di boss, sequestrare ingenti ricchezze alle mafie e non creare contemporaneamente valide alternative di crescita e sviluppo sostenibile, vuol significare abbandonare una fetta d' Italia, al suo destino.
Con la nascita del PDL, nel nostro Paese, una destra social-nazionale, non esiste piu.
Fini l'ha intuito, ma ormai, e' troppo tardi.

giovedì 15 aprile 2010

FINI, CAVALLO DI TROIA

Questa volta pare che lo strappo sia stato piu' violento. Fini, nell'incontro di oggi con Berlusconi a Montecitorio, ha dichiarato di voler formare dei propri gruppi autonomi in Parlamento, qualora Berlusconi assecondi passivamente i dictat della Lega. Secca la risposta del Premier, che invita il Presidente della Camera a dimettersi. Se cio' accadra', possiamo parlare tranquillamente di crisi conclamata ma non inaspettata.
Da tempo infatti, gli ex-alleanzini, cercano di trovare un proprio spazio all'interno del PDL, partito troppo incentrato sulla straripante leadership del Premier, un movimento politico divenuto grande partito contenitore di potere e consenso, ma imprescindibilmente tenuto insieme (ed e' questa il suo limite e la sua debolezza) dal carisma incontrastato e dalla forza tele-mediatica del suo fondatore.
All'indomani del successo della Lega alle regionali che di fatto, conferisce al partito di Bossi una incondizionata forza autonoma territoriale, a prescindere dall'alleanza con Berlusconi, Fini avra' intuito che il suo ruolo e la sua corrente iniziano ad avere un ruolo decisamente secondario tra le forze di maggioranza. Da qui le varie iniziative succedutesi nel tempo, come quella della creazione di format culturali, fondazioni quali Fare Futuro e l'ultima nata, Generazione Italia.
Tali aggregatori politico-culturali hanno posto le basi per la creazione di un Fini pensiero, libero dai condizionamenti e dalle influenze berlusconiane e soprattutto non condizionato dalle sue disavventure giudiziarie.
Se da un lato infatti, la Lega e' un soggetto politico indipendente che, per assurdo, un domani potrebbe sedersi ad un tavolo anche con le attuali forze di opposizione, la parte minoritaria del PDL, cioe' gli alleanzini, sono fin troppo condizionati dalla tenuta del Premier che si presume non essere eterna.
Se poi consideriamo che la forza della corrente Finiana al sud e' stata sempre decisiva nelle vittorie prima del centro-destra e adesso del PDL, possiamo tranquillamente ipotizzare che Fini si e' stancato ormai di essere relegato al ruolo di eterno secondo. Se il Presidente della Camera ( a questo punto sarebbero coerenti le sue dimissioni) resta sulle proprie leggittime posizioni, si andra' alla rottura, quindi ad una crisi aperta, con possibili elezioni nel breve periodo.
Laddove la pochezza ed il peso etereo ed evanescente del PD non sono riusciti ad incrinare la straripante forza della maggioranza, forse ci riuscira' Fini, trasformatosi in cavallo di Troia per la destra di governo.


martedì 13 aprile 2010

IL VATICANO RIABILITA I BEATLES. CALCOLO O COINCIDENZA?

Dopo oltre quaranta anni dal loro definitivo scioglimento, la Santa Sede riabilita i Beatles, riconoscendo il valore artistico assoluto del gruppo. Meglio tardi che mai. Strana coincidenza pero', visto il periodo non proprio roseo in cui e' precipitata la Chiesa.
Il famoso gruppo di Liverpool cambio' il costume dell'epoca, diventando da quel momento, un punto di riferimento imprescindibile per tutti i musicisti che da li in avanti, si avvicinarono a questo mondo.
La loro notorieta' non ha eguali al mondo. La loro arte e il contributo che diedero alla propria nazione, consentì loro di ricevere il titolo di baronetti da sua Maesta', Queen Elizabeth.
La musica che hanno lasciato ai posteri, rimane una testimonianza duratura e rappresentativa per tutto il genere cosidetto "popolare".
I Beatles, da subito, divennero leggenda, vere e proprie icone viventi.
Eppure il loro genere, il loro modo rivoluzionario di approcciarsi con il mondo esterno, la loro nuova forma di comunicazione verso le nuove generazioni dell'epoca, non piacquero alla Chiesa.
Il rapporto si incrino' definitivamente quando John Lennon dichiaro' che la loro fama e la straripante notorieta' a cui giunsero, era superiore a quella di Gesu' Cristo.
Apriti cielo. Furono considerati, spacconi, disinibiti, blasfemi, dei veri e propri artisti satanici, esempi negativi da evitare e condannare.
A distanza di tanto tempo, questa "riabilitazione ecumenica", non viene di certo accolta con entusiasmo da uno dei due artisti ancora in vita, Ringo Starr. Il batterista afferma: "I couldn't care less" che tradotto sta per " non me ne potrebbe fregare di meno".
Concordo con l'artista. La Santa Sede, mai come in questo momento, ha dell'altro a cui pensare.
Io preferisco girarvi 2 tra le tantissime "opere d'arte" che i Beatles, hanno donato all'umanita': Let it be ,
Yesterday
Buon ascolto!




sabato 10 aprile 2010

PROVINCIA DI NAPOLI: UN'AUTISTA AL BILANCIO

In Italia tutti adesso parlano di riforme, di modelli costituzionali da cambiare, di ricerca di un clima di coesione condivisa foriero di un rinnovamento istituzionale.
In molti convergono nel sottolineare ad esempio, l'inutilita' delle province, enti che hanno scarso potere decisionale e che costano tantissimo ai contribuenti.
Qui a Napoli invece, pare che la provincia sia diventata l'ennesino strumento di gestione politico clientelare, a dimostrazione che non era solo Bassolino, da poco defenestrato, a gestire la cosa pubblica per allargare il suo potere. L'ente provinciale, dal suo recente riassetto avvenuto lo scorso anno, ha legiferato davvero poco. Il neo Presidente Cesaro infatti, e' anche un parlamentare e quasi sempre diserta l'aula per i suoi impegni romani.
Pero', quasi per incanto o se vogliamo per un miracolo pasquale, nella pratica con un vero e proprio blitz, e' stato nominato come assessore al bilancio, il suo autista, Armando Cascio, il quale possiede quanto meno, il diploma di ragioneria.
Da queste parti, piu' che altrove, c'e' il rischio che lo slogan berlusconiano della politica del fare(quel che ci pare) diventi non un volano di crescita ma una zavorra di definitivo sottosviluppo.

martedì 6 aprile 2010

PASQUA AD ARBUSTUM: UNA VERA "RESURREZIONE"

Grande affluenza per il ponte di Pasqua nel mio agriturismo. Nonostante il tempo non proprio perfetto ( domenica e' piovuto per circa un'ora, lunedì insisteva un forte vento in una giornata di sole), ho registrato il tutto esaurito.
Tanti clienti, tra cui tantissimi napoletani, molti dei quali si affacciavano per la prima volta in azienda, avevano visto le immagini passate al Tg3 Campania il sabato precedente, all'interno del programma eno-gastronomico, " Antichi Sapori ", condotto dal giornalista Nicola Muccillo e molto seguito qui in regione.
Tutti si complimentavano e mi testimoniavano la loro stima, per aver dato con il mio agriturismo, un'immagine diversa del territorio, fin troppo demonizzato dai media, in modo univoco ed infamante.
Ho ricevuto tanti messaggi e telefonate di congratulazioni che mi hanno generato tanta soddisfazione.
Dopo anni di sacrifici, a volte di profonde delusioni, finalmente la mia azienda ha avuto la visibilita' che meritava.
Adesso mettero' in rete il video, per dare un'ulteriore risonanza a questo che per me, restera' un evento memorabile e che, ne sono certo, contribuira' a infondere tanto interesse e curiosita' per Arbustum.
Ringrazio dal profondo del cuore chi in questi anni mi ha sempre sostenuto, incoraggiandomi a non mollare, permettendomi di fronteggiare quel muro di oscurantismo e di diffidenza che ha coperto il territorio, soffocando in parte anche la mia attivita'.



giovedì 1 aprile 2010

L'ASTENSIONISMO NON VA INTERPRETATO MA RISPETTATO

Il vero vincitore delle ultime elezioni regionali, e' l'astensionismo. Oltre 15 milioni di elettori si e' tenuto a debita distanza dai seggi. Con il non voto, in tanti hanno espresso il loro dissenzo a questa politica ed ai suoi interpreti, spesso inermi replicanti senza anima, semplici marionette scelte ed adoperate come cassa di risonanza dai leader romani.
Tutti cercano ora di intercettare, interpretare, capire quale parte dell'elettorato ha deciso di non scegliere questi politici e i loro partiti. Analisti politici, sondagisti, esperti di statistica elettorale, cercano di cogliere il motivo di questa forma di disobbiedenza civica, di silenziosa ma vibrante protesta, di palese manifestazione di dissenso verso coloro i quali dovrebbero avere la responsabilita' di tenere a cuore le sorti del nostro paese, mirando al benessere collettivo ed al miglioramento generale della condizione di ciascuno.
Alcuni considerano gli elettori di centro-destra stanchi di essere rapprersentati da un leader populista che si e' trasformato in padrone del proprio libero arbitrio.
Altri vedono come gli elettori di centro-sinistra hanno perso da tempo la presenza di una guida carismatica, implodendo all'interno dei propri separatismi, tra correnti moderate, riformiste, radicali e dipietriste e venendo di fatto indeboliti poi, dal grillismo che, non essendo piu' un simpatico movimento di giullare protesta di piazza, ma vero partito politico, ha eroso consenso proprio a sinistra.
C'e' poi chi afferma che gli estremi da soli non contano e non avendo piu' rappresentativita' rimangono soltanto delle forze nostalgicamente romantiche ma prive di qualsiasi rilevanza concreta.
Se a questo quadro aggiungiamo che la condizione economica di tanti italiani e' peggiorata progressivamente in questi ultimi anni ( in aprile partira' un'altra raffica di aumenti per le famiglie) possiamo intuire come la politica, in questo preciso momento storico, con la sua assoluta distanza dai cittadini ( specie quelli refrattari all'indottrinamento telemediatico o internet-veicolato), con la sua sterile rissosita', sia vista semplicemente come un mastodontico contenitore vuoto, veicolo necessario ad accrescere esclusivamente il potere ed il consenso clientelare di pochi.
Chi non si e' recato alle urne, in questa che potremmo definire come elezioni del declinio, ha fatto una scelta precisa: non essere protagonista attivo di questa delicata fase oscurantista del nostro paese. Disertare le urne come espressione di dissenzo generale verso questi protagonisti, come "profilassi" di autodifesa della propria libera ed autonoma soggetivita'.
L'astensionismo quindi, non va interpretato, ma rispettato.



martedì 30 marzo 2010

COMPLIMENTI A CALDORO. ADESSO, A LAVORO

La vittoria in Campania di Caldoro e' stata netta. L' annunciato recupero di De Luca, non e' avvenuto.
Devo ammettere che non mi sarei aspettato un vantaggio così consolidato. Da queste parti, c'era davvero tanta voglia di voltar pagina.
Va sottolineato comunque, il grande appoggio che il candidato del PDL ha ricevuto dalle forze moderate, sia l'UDC di Casini che l'UDEUR di Mastella (questa volta schierato con Berlusconi), molto forte come sempre nel beneventano ma anche nella provincia di Caserta.
L'epopea Bassoliniana si e' conclusa. Adesso si deve guardare al futuro, senza se, senza ma, senza scusanti su cio' che si e' eriditato. Fino ad ieri, i problemi presenti nel territorio, erano elemento di campagna elettorale, slogan ripetuti all'infinito per disfarsi di un avversario politico. Oggi, voltata pagina, gli stessi, devono trasformarsi in punti di intervento strategico-programmatico.
Lo slogan principale della campagna del centro-destra, e' stato quello di premiare la politica del fare.
Qui da fare, ce n'è davvero tanto. Che il nuovo Governatore, scelga subito la sua squadra, in piena autonomia (cosa molto improbabile) e che inizi ad indicare un programma concreto di interventi, per risollevare una regione allo stremo.
Il territorio ha grosse potenzialita' e notevoli margini di miglioramento, proprio perche' ormai versa in una situazione di enorme ritardo.
Penso alla situazione di collasso presente nel sistema ospedaliero, all'incompiuto rilancio di Bagnoli, alla riconversione dell'ex area industriale della zona orientale di Napoli, alle difficili condizioni di vivibilita' presenti a Scampia, al definitivo recupero del litorale domizio, ad un piu' efficente e capillare sistema di raccolta rifiuti, problema non risolto definitivamente, ai tanti disoccupati, cassintegrati, precari che potrebbero diventare spero, ben presto, protagonisti di questo rilancio, di questa rinascita, tanto attesa ed auspicata.



sabato 27 marzo 2010

CHE PERDA IL PEGGIORE

Finalmente e' calato il silenzio su questa patetica campagna elettorale. Come al solito, sono prevalsi lo scontro sterile e la contrapposizione rissosa, alle idee ed ai programmi.
Niente di nuovo, quindi. L'Italia continua a scivolare nella sua parabola economica discendente e nella sua completa perdita di contenuti propositivi.
In Campania vale lo stesso discorso. Caldoro vuole rappresentare il nuovo, la politica del fare (nuovo telemediatico slogan berlusconiano) ma poi la destra si affida a De Mita (da Nusco) e Mastella (da Ceppaloni) ed a qualche bella donna ben truccata, per polarizzare il voto degli indecisi e dei delusi della politica (qui c'e' ne sono tanti).
De Luca, lo "sceriffo" di Salerno, si ritiene indipendente, libero ed autonomo da logiche di partito ma alla fine della sua campagna elettorale si "inchina" a sua maesta' Bassolino (da Afragola) ed a Rosetta Russo, per cercare il loro sostegno, traghettare larghe e consiolidate clientele, ben consapevole che senza il loro placet, sarebbe impossibile colmare il ritardo nei confronti del suo avversario.
Il convento della politica, oggi ahime', passa questa minestra.
E' il caso di dire: che perda il peggiore.

venerdì 26 marzo 2010

RAI, TG3 CAMPANIA, AD ARBUSTUM

Sono felicissimo. La Rai e' venuta nel mio agriturismo, Arbustum, per girare delle immagini da inserire nel programma che va in onda tutti i sabato, all'interno del Tg regionale.
L'evento che davvero potrebbe cambiare le sorti della mia azienda, e' avvenuto mercoledi u.s.
Ho conosciuto un grande personaggio dell'informazione giornalistica eno-gastronomica, un punto di riferimento qui in Campania, Nicola Muccillo, il quale con la sua incomparabile ed elegante oratoria, ha dedicato alla mia azienda una servizio all'interno della sua rubrica " Antichi Sapori".
Finalmente, dopo oltre 6 anni di attivita' piena di sacrifici, un po' di luce arriva sulla mia azienda.
E che luce! Il massimo che potessi aspettarmi.
Avevo invitato il giornalista anni addietro. Alla mia domanda se qualcuno avesse fatto il mio nome per esortarlo a venirmi a trovare, mi ha risposto che la mia lettera giaceva tra tante scartoffie nel suo studio. E' proprio il caso di dire: meglio tardi che mai!
Operare qui al sud, e' davvero molto difficile. Fare impresa a Casal di Principe, potete intuire, lo e' di piu'. Vincere la diffidenza del pubblico verso un territorio contraddistinto da un univoco marchio infamante, non e' cosa semplice.
I miei sforzi, la mia caparbieta', il mio entusiasmo, la mia costante tenace ad andare avanti contro tutto e tutti, e' stata premiata.
Si vive anche di soddisfazioni e questa per me, ne e' stata una grandissima! E poi, e' davvero una grande vetrina da cui la mia azienda, ne sono certo, potra' ottenere grossi vantaggi, proprio perche' ubicata in un contesto territoriale altamente disagiato, desideroso di poter emergere.
Il filmato andra' in onda, sabato 3 aprile, il sabato Santo, quindi anche un grosso "assist" per chi poi dovra' decidere dove spendere la sua gita fuori porta, per il ponte di Pasqua.
A breve pubblichero' delle foto su facebook e poi, chiaramente, anche il video girato in azienda.
Da questo momento, Arbustum, non sara' piu' una piccola stella senza cielo.



martedì 23 marzo 2010

BASTERANNO I "MISSIONARI"?

Il Premier è preoccupato. Teme l'astensionismo. Se n'è fatto un'ossessione. Non vuole fare la stessa fine di Sarkozy.
Berlusconi esorta i suoi "adepti" ad andare casa per casa a stanare gli indecisi, gli svogliati, i disinteressati della politica , per convincere costoro a votare per il partito dell'amore.
In questo intento, i "crociati" della libertà dovranno avere uno spirito missionario.
Come suo solito, il Premier "terrorizza" l'elettorato ipotizzando una riunione della libertà in caso di vittoria del centro-sinistra.
Berlusconi, da una grande connotazione politica a questa tornata elettorale, considerando che 11 delle 13 Regioni in cui si vota sono amministrate dal centro-sinistra. La sfida è davvero ardua.
Nel frattempo, in Campania, il centro-sinistra con De Luca (piazza del Plebiscito gremita per il suo discorso) ha recuperato tanto. Si, Caldoro, il socialista molisano, non convince, non ha la grinta, il carisma, la forte personalità del suo sfidante. Un'ultima considerazione: ma il Premier è sicuro che chi l'ha sostenuto nelle passate elezioni continui ad appoggiare la sua coalizione anche delle amministrative?...

mercoledì 17 marzo 2010

RIECCOLA..E' TORNATA...LA MUNNEZZA

Lo ripeto da tempo. Dall'emergenza rifiuti non siamo mai usciti. Le notizie di questi ultimi giorni, di cui davo gia' qualche anticipazione, sono ahime,' eloquenti. Le foto sono di queste ultime ore . Nella sola citta' di Aversa, giacciono inermi, oltre 600 quintali di immondizia.
Certo, non ci sono piu' le montagne di sacchetti che arrivano ai primi piani delle abitazioni ma cio' non vuol dire che Napoli e il suo hinterland, Caserta e la sua provincia, siano pulite. Anzi. Problemi e disagi, pare ci siano anche nell'avellinese.
L' importante e' che l'opinione pubblica sappia che il problema sia stato risolto. Ma ormai l'hanno capito tutti ed ai gioghi di prestigio, nessuno crede piu'.
Dal 31 dicembre 2009, l'intervento straordinario del Governo si e' concluso. Si e' ritornati alla normale gestione di un comparto comunque al collasso, per mancanza di fondi e per il delicato passaggio ad una gestione provinciale, con tante incognite organizzative e con una sola certezza: le casse anche qui, piangono.
Alla vigilia dell'appuntamento elettorale del 28 marzo, nessuno vuole affrontare questo problema.
I candidati fanno a gara per incontrare varie associazioni di categoria, gli enti e gli organismi territoriali, visitano i reparti ospedalieri, incontrano esponenti della cultura e dell'arte, strigono mani, concedono sorrisi rituali.
Nessuno di essi pero', si fa immortalare in mezzo ai sacchetti abbandonati, segno incontrovertibile del fallimento amminisatrativo di una intera regione.
Troppo facile per il passato, additare tutte le colpe a Bassolino.
Troppo comodo, sopravvivere per ben 14 anni, con l'aiuto straordinario del Governo o con quello operativo di un Commissario per l'emergenza.
Troppo utile celarsi dietro il problema malavitoso come l'unica motivazione del completo fallimento, amministrativo e gestionale di un territorio.
A breve la responsabilita' dell'ordinario passera' ad altri, senza piu' scusanti verso cittadini gia' per troppo tempo offesi e umiliati nella loro dignita' e sottoposti ad una tassazione sui rifiuti tra le piu' onerose d'Italia.
Vincera' il centro-destra con il compassato e soporifero Caldoro o si confermera' il centro-sinistra capeggiato dallo "sceriffo" indipendente (non ci credo) De Luca?
Al momento, l'unica cosa certa, e' che la munnezza e' tornata.

domenica 14 marzo 2010

ASTENSIONISMO: IMITIAMO LA FRANCIA

Risultato forse inaspettato alle elezioni amministrative in Francia.
Le prime proiezioni danno i socialisti in vantaggio sulla destra del presidente Sarkozy.
Il dato che fa riflettere maggiormente pero', e' il forte astensionismo.
Oltre il 50% degli aventi diritto al voto, ha disertato le urne.
La politica con i suoi riti, i suoi ritardi, la sua incapacita' di essere vicino alla gente, evidentemente ha iniziato a non interessare piu' anche oltralpe.
In Francia, i cittadini hanno dato una prova di grande maturita'. Un segnale inequivocabile di distacco verso un mondo fatto di promesse, annunci e propaganda demagogica.
In Italia invece, ci danniamo l'anima a cercare per forza un nemico, un avversario da abbattere, senza intuire che alla fine, i veri sconfitti siamo noi cittadini.
L'elettore e' strumentalizzato, compresso ed indottrinato in una logica dove lo scontro diventa una sorta di chiave esistenziale, un delirio viscerale che ci annulla il cervello e ci divora l'anima.
Disertare le urne, in questo preciso momento storico, dove la politica (che da tempo ha smarrito la sua componente ideologica) non ha piu' proposte, idee e programmi ma e' diventata soltanto rissa isterica, scontro di piazza, gossip effimero, e' a mio avviso l'unica, certa ed incontrovertibile forma di liberta' ed autonoma espressione del pensiero.
La politica e' ormai impantanata inevitabilmente in logiche di compromesso, in favoritismi campanilistici, in nepotismi clientelari.
Il voto e' sempre stato una grande forma di espressione democratica. Disertare le urne oggi, e' l'unico modo per non essere partecipi di questo processo di imbarbarimento culturale, in cui e' scivolata la politica e, di conseguenza, il costume e la societa' di questo paese.
Un seggio vuoto, fa piu' rumore di una piazza tele-riempita o internet-veicolata, da soggetti replicanti.
Astenersi quindi, non deve essere vista come una forma di disubbedienza anarchica ma, una vera e propria forma di evoluzionismo sociale. La Francia, nello specifico, ci ha fornito un grande esempio.



giovedì 11 marzo 2010

ELEZIONI IN CAMPANIA: LA PROPAGANDA SI ALIMENTA COL DEGRADO

Le campagne elettorali si susseguono, i candidati si rinnovano, i problemi restano. Qui a Napoli, sono sempre gli stessi, divenuti ormai, delle cicatrici indelebili, tratti contraddistintivi di un territorio in cui il degrado, l'incuria e l'abbandono sono diventati norma. Quale migliore scenario per rendere ricca di argomenti la propaganda elettorale, se non quello offerto da un terra martoriata, desiderosa di riscatto come la Campania?
Anche questa volta, le tematiche della campagna elettorale ruotano intorno ad alcune questioni fondamentali, la cui risoluzione, viene come al solito sbandierata quale la chiave di volta per il definitivo rilancio.
Sia il candidato del centro-sinistra, De Luca che quello di centro-destra, Caldoro, si impegnano formalmente a risolvere problematiche ataviche, sulle quali si sono incentrate le campagne elettorali di questi ultimi lustri. Oltre i soliti e generici discorsi su lavoro e sicurezza, lotta alla malavita organizzata, tematiche spesso legate a provvedimenti del governo centrale, entrambi gli schieramneti puntano all'affrontare determinati nodi irrisolti, progetti incompiuti divenuti vere e proprie piaghe.
Rilancio di Bagnoli, con la definitiva bonifica. Tanti progetti si sono succeduti per l'area ovest di Napoli ma, di concreto, non e' stato fatto mai nulla. Lo scheletro inerme dell'antica acciaieria dell'Ilva, rimane imbarazzante testimonianza del tanto tempo gettato al vento.
Stesso discorso per l'area orientale, la zona di Ponticelli, per intenderci. L'ex area industriale, e' un grande cimitero dismesso, spesso dimora di stanziamenti rom.
Scampia, quartiere popolare nella zona a nord di Napoli, simbolo del degrado urbano, le cui vele, sono diventate l'emblema della vergogna, di quel rinascimento tanto annunciato ma per niente avvertito in questa zona, in cui la convivenza sociale e' assai precaria.
Senza dimenticare l'ormai vetusto progetto infrastrutturale dell'areoporto di Grazzanise, con tanti proclami annunciati giusto per riempirsi la bocca di frasi fatte in merito al rilancio della provincia di Caserta.
Il centro-destra con Caldoro, ha il vantaggio di poter affermare in campagna elettorale di non aver amministrato la regione in questi ultimi mandati e di additare Bassolino come l'artefice di qualsiasi sfacelo nel territorio.
De Luca ha il vantaggio di poter dimostrare dati alla mano, i miglioramenti apportati alla citta' di Salerno. Certo, governare una regione non e' la stessa cosa che amministrare un piccolo centro.
Una cosa e' sicura: entrambi gli schieramenti, in caso di vittoria, inizieranno a mettere le mani avanti, affermando di aver ereditato una situazione disastrosa.
I problemi resteranno, il ritardo si accrescera' ulteriolmente. Niente paura: nel 2011, si votera' al comune di Napoli. Nuove promesse saranno rinnovate agli elettori.
Da queste parti pero', in tanti non credono piu' nella politica, vista come una sanguisuga che si alimenta grazie all'incessante proliferare del degrado.
Io lo sostengo da un po' di tempo. Siamo in tanti a condividere questa ascelta.


martedì 9 marzo 2010

28-29 MARZO: WEEKEND FUORI PORTA

Di solito per sottolineare il proprio disaffezionamento alla politica, cresciuto in modo esponienzale in questi ultimi tempi, si era propensi a disertare le urne, preferendo le amene mete balneari, dove poter godere di un weekend spensierato, occasione buona per prendere la prima tintarella. Quasi sempre infatti, nel nostro paese si andava al voto nel pieno della primavera, tra maggio e giugno. Molto meglio quindi, nei casi di incertezza o di "intossicazione" dovuta al bombardamento da campagna elettorale, la solita spiaggia, rispetto alla caoticita' del seggio, sempre "adornato" all'entrata, dalla presenza di loschi tipi che avvicinandoti al varco, ti sussurravano sul filo di lana, il nome del proprio candidato.
Il centro-destra ha sempre temuto che gli appuntamenti elettorali coincidessero con delle belle domeniche assolate, invitanti per una gita fuori porta. Storicamente, la sinistra e' rinomata per essere piu' fedele all'urna.
Questa volta pero', per le elezioni regionali, si votera' a fine marzo, un periodo non adatto all'esposizione solare.
Certo per il caos determinatosi in queste ultime settimane, in merito alle liste, ai ricorsi, ai decreti interpretativi e quant'altro, di tutto si parla furche' di programmi, idee e proposte. La voglia di disertare i seggi e' sempre piu' crescente in tantissimi elettori che ormai vedono la politica soltanto come un enorme baraccone mediante il quale spartirsi clientele per avidita' di potere.
I programmi di approfondimento sono stati oscurati, poiche' considerati anti-governativi. Delle tribune politiche non si ha piu' notizia e non si conoscono neanche gli esiti dei primi sondaggi (almeno che non si vada in rete o sulla carta stampata - in Campania De Luca recupera, portandosi a soli 5 punti). Evidentemente le prime rilevazioni, non sono confortanti per una maggioranza di governo che e' minoranza nelle regioni dove si va al voto, considerando che su 13 amministrazioni regionali, 11 sono di centro-sinistra. Gli indecisi, sempre determinanti nell'esito delle votazioni, chi appoggeranno questa volta?
Dimenticavo, per l'ultimo weekend di marzo, che coincide con la domenica delle Palme, si potrebbe pensare ad una visita lampo in una citta' europea, magari in Germania, per osservare le distese chilometriche di fotovoltaico, divenute realta' nel paese teutonico per volonta' politica bipartizan(da noi e' tornato di moda il nuclere). Chi non puo' permetterselo, potrebbe optare per un pic-nic in campagna o dedicarsi al classico cambio di stagione, auspicando che non venga posticipata la data delle elezioni. In tal caso, la campagna elettorale diventerebbe una vera e propria odissea, una estenuante via crucis (coincidente con quella pasquale) una sorta di Grande Fratello politico, dove ad essere prigionieri nella casa, diventeremmo noi tutti cittadini, fruitori di questo deprecabile spettacolo nauseabondo.

sabato 6 marzo 2010

DISASTRO RIFIUTI A NAPOLI: L'UE CONDANNA L'ITALIA

" Ne' l'opposizione della popolazione, ne' gli inadempimenti contrattuali e neppure l'esistenza di attivita' criminali costituiscono casi di forza maggiore che possono giuistificare la violazione degli obblighi derivanti dalla direttiva e la mancata realizzazione effettiva e nei tempi previsti degli impianti".
Così si e' pronunciata verso l'Italia, la Corte di Giustizia Europea, in merito al disastro ambientale che colpì Napoli e la Campania, durante la fase culminante dell'emergenza rifiuti, tra il 2007 e l'inizio del 2008, emergenza iniziata nel lontano 1994.
Chiaramente, la sentenza divide. C'e' chi la ritiene sacrosanta, e chi addirittura la considera anacronistica come se l'incubo munnezza, fosse appunto soltanto un brutto sogno da dimenticare.
Come prima pesante conseguenza per tale sentenza, sono stati congelati ben 500 milioni di euro, fondi europei destinati proprio per fronteggiare le conseguenze di tale disastro ambientale.
Bertolaso, che nel periodo esaminato dalla Corte, non copriva ancora la carica di Commissario straordinario per l'emergenza, cerchera' di dimostrare che il processo di normalizzaazione e' stato avviato.
Non basta pero' il solo termovalorizzatore di Acerra e i nuovi mega-invasi individuati dal Governo e gia' adoperati come discariche. Bisogna trovare soluzioni rapide e definitive per diverse problematiche.
Innanzitutto lo smaltimento di oltre 6 milioni di ecoballe (poco eco), mostri ecologici ammassati nelle campagne tra Giugliano e Villa Literno. In ordine a tale problema , esiste un vecchio e spinoso contenzioso con l'Impregilo, societa' che avrebbe dovuto provvedere allo smalitimento delle eco-balle, prima della costruzione del termovalorizzatore di Acerra, non adatto a eliminarle. Per tale motivo, dovra' essere creato un impianto ad hoc ma, al momento, non ci sono i fondi.
Per lo stesso motivo economico, sono in sofferenza i consorzi di bacino che assicurano lo smaltimento, con migliaia di lavoratori a rischio e la conseguente minaccia di nuove interruzioni nella raccolta, nell'attesa della creazione di aziende provinciali, passaggio che a sua volta determinera' inevitabilmente, degli intoppi organizzativi.
Poi c'e' il discorso differenziata. La raccolta non decolla, assestandosi intorno al 23%.
L'hinterland e' ancora sporco, con cumuli di detriti abbandonati specie ai margini delle grosse arterie viarie di collegamento, dove spesso tra l'immondizia, sorgono improvvisati accampamenti rom, in cui centinaia di persone vivono in condizioni disumane.
Di queste cose non si parla. Nell'immaginario collettivo, Napoli e' tornata ad essere una cartolina.