giovedì 1 aprile 2010

L'ASTENSIONISMO NON VA INTERPRETATO MA RISPETTATO

Il vero vincitore delle ultime elezioni regionali, e' l'astensionismo. Oltre 15 milioni di elettori si e' tenuto a debita distanza dai seggi. Con il non voto, in tanti hanno espresso il loro dissenzo a questa politica ed ai suoi interpreti, spesso inermi replicanti senza anima, semplici marionette scelte ed adoperate come cassa di risonanza dai leader romani.
Tutti cercano ora di intercettare, interpretare, capire quale parte dell'elettorato ha deciso di non scegliere questi politici e i loro partiti. Analisti politici, sondagisti, esperti di statistica elettorale, cercano di cogliere il motivo di questa forma di disobbiedenza civica, di silenziosa ma vibrante protesta, di palese manifestazione di dissenso verso coloro i quali dovrebbero avere la responsabilita' di tenere a cuore le sorti del nostro paese, mirando al benessere collettivo ed al miglioramento generale della condizione di ciascuno.
Alcuni considerano gli elettori di centro-destra stanchi di essere rapprersentati da un leader populista che si e' trasformato in padrone del proprio libero arbitrio.
Altri vedono come gli elettori di centro-sinistra hanno perso da tempo la presenza di una guida carismatica, implodendo all'interno dei propri separatismi, tra correnti moderate, riformiste, radicali e dipietriste e venendo di fatto indeboliti poi, dal grillismo che, non essendo piu' un simpatico movimento di giullare protesta di piazza, ma vero partito politico, ha eroso consenso proprio a sinistra.
C'e' poi chi afferma che gli estremi da soli non contano e non avendo piu' rappresentativita' rimangono soltanto delle forze nostalgicamente romantiche ma prive di qualsiasi rilevanza concreta.
Se a questo quadro aggiungiamo che la condizione economica di tanti italiani e' peggiorata progressivamente in questi ultimi anni ( in aprile partira' un'altra raffica di aumenti per le famiglie) possiamo intuire come la politica, in questo preciso momento storico, con la sua assoluta distanza dai cittadini ( specie quelli refrattari all'indottrinamento telemediatico o internet-veicolato), con la sua sterile rissosita', sia vista semplicemente come un mastodontico contenitore vuoto, veicolo necessario ad accrescere esclusivamente il potere ed il consenso clientelare di pochi.
Chi non si e' recato alle urne, in questa che potremmo definire come elezioni del declinio, ha fatto una scelta precisa: non essere protagonista attivo di questa delicata fase oscurantista del nostro paese. Disertare le urne come espressione di dissenzo generale verso questi protagonisti, come "profilassi" di autodifesa della propria libera ed autonoma soggetivita'.
L'astensionismo quindi, non va interpretato, ma rispettato.



2 commenti:

Piedone L'africano ha detto...

Ciao Angelo, è possibile che ti abbia visto al tgR Campania per un servizio di Muccillo?

Blogger ha detto...

Ciao Angelo,

una tua scelta, lodevole, non può, purtroppo, a mio parere, essere estesa alla massa.
Il popolo, o popolino, meglio, spesso non vota perché non sa cosa votare, niente di più.

Un saluto.

Blogger