venerdì 5 giugno 2009

IO NON VOTO.

Tra poche ore, calera' il silenzio su questa disarmante campagna elettorale. Mai nella storia democratica della nostra Repubblica, si era scivolati così in basso.
Un silenzio che sulla politica dovrebbe diventare permanente, una forma di manifesto mutismo assordante, per evidenziare quanto squallido rumore, chiasso isterico, delirio sterile sia stato prodoto in quest'ultima "rissa elettorale", da mediocri protagonisti politici sempre piu' distanti dalla gente e dalle sue esigenze.
Il loro penoso trascinarsi in uno scontro sempre piu' misero dal punto di vista dei contenuti e delle idee, ha solo accentuato la spaccatura presente nel Paese, tra berlusconiani e anti-berlusconiani.
Il popolo si e' diviso per un fattore di appartanenza, non piu' per questioni culturali, sociali, ideologiche e per ultima istanza politiche.
I partiti piccoli, specie a sinistra non hanno saputo far gruppo, diventando ancor piu' evanescenti e poco rappresentativi.
Per le amministrative si formano alleanze di cartello che portano spesso il "solitario" Casini, lui che tra destra e sinistra, sceglie l'Italia, ad appoggiare l'una o l'altra parte - piu' sovente la destra - smentendo nei fatti, cio' che proclama come simbolo di una presunta pseudo-indipendenza, divenuta a questo punto, becera e truffaldina.
In Europa invece, tutti i partiti tengono a ribadire che correranno da soli, quasi che l'alleato di turno all'interno delle competizioni amministrative, fosse un appestato.
Penso che in questa fase storica, sia necessario staccarsi da questo desolante scenario.
In Campania - l'appuntamento principale e' per la provincia di Napoli - assisteremo ad una svolta storica, non politica. La sinistra con i suoi errori e' alla fine di un percorso. I suoi interpreti, spesso tra loro in contrasto, non sono piu' proponibili. A destra si e' puntato come al solito ad una forma di consenso populista, meno alla qualita' degli attori, delle idee e dei contenuti. Perche' andare a votare se non lo si e' spinti a farlo per il semplice fatto di possedere una tessera, ultimamente tenuta nascosta, visto il livello in cui e' precipitata la politica?
Io non votero', assolutamente. Penso che saremo in tanti questa volta. L'elettore e' stanco, sfiduciato, ha preso sempre piu' coscienza che i suoi rappresentanti sono da lui distanti. Perche' continuare a dar loro sostegno?
Abbandonare la politica quindi, non deve apparire come una forma di protesta anarchica ma come un vero evoluzionismo sociale. Disertare le urne, non sara' un' espressione di disobbedienza civica ma un fattore di indipendenza culturale.
Liberarsi da questa politica, dai suoi interpreti - a volte davvero improponibili - per riacquistare la propria autonomia soggettiva, la propria coscienza di individui liberi non soggetti ad un nauseabondo sistema clientelare che porta a premiare non chi ha idee migliori ma chi detiene piu' potere.
Non votando, mi sentiro' piu' libero.

6 commenti:

Anonimo ha detto...

Ho letto e riletto il tuo articolo con l'intendo di scoprire almeno un punto debole, un appiglio, per controbbattere con più o meno forza l'invito a disertare questo dovere civico e morale delle urne, ma niente. Tale è il degrado che condivido la scelta, fatta secondo coscienza, di non partecipare alla farsa delle elezioni. A destra il crollo sta per iniziare. Scandali, sesso, promesse populiste fatte e non mantenute. Nulla è stato fatto per la base di questa piramide sociale che sembra sgretolarsi su se stessa. Una base fatta di piccole aziende in difficoltà senza tutela e senza aiuti che non riescono nemmeno ad ottenere un credito dagli istituti bancari a cui si rivolgono e una social card che prende a schiaffi la dignità di chi scivola nella povertà. Il modello capitalista implode nella sua mancanza di valori. La sinistra si sgregola confermando la debolezza in programmi e annunci sconfessati dagli scandali dei suoi amministratori locali. Il comune denomitore era allora come oggi la totale mancanza di rispetto delle regole. Il bene comune resta alla mercè di chi riempie la valigia di soldi certo, che forse un giorno, un magistrato aprirà un'inchiesta che sarà presto dimenticata e la pena resterà impunita.
Eppure ci vorrebbe così poco per convincermi a mettere il mio miglior vestito per incamminarmi sereno verso quell'urna che contiene le speranze del mio futuro. Basterebbe il sorriso fiducioso di unomo onesto, pulito, colto e posato che spazzasse via la demagogia con la concretezza di idee e proposte che oggi non appartengono a queste classi politiche. Un uomo che mi parlasse di onestà, legalità, equità e libertà.
Il mio vestito resta per ora nell'armadio aspettando quel giorno.
Saluti Flavio

Piedone L'africano ha detto...

Per il parlamento europeo voterò, sulla scheda per le provinciali scriverò Ahmanidejad, ma solo perchè risiedo in provincia di Salerno, altrimenti a Napoli non sarei nemmeno entrato nel seggio.

Annalisa ha detto...

Idem

Kay Rush ha detto...

Avete visto cosa è successo alle urne di Napoli? http://ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/2009/06/08/chaperon/ Unbelievable!

Angelo D'Amore ha detto...

cara kay,

a napoli su questa mediocre vicenda, si giocheranno anche i numeri al lotto e poi a san gregorio, uscira' la nuova statuina dei pastori.

noi napoletani almeno, la triste realta' degli avvenimenti, la coloriamo di dissacrante ironia.

un bacio

Anonimo ha detto...

Si Angelo, ma questa volta il numero da giocare è il 90 (la paura), ossia la paura di vedere il Bel paese travolto da vergogne che vengono ostentate con irreverente e spavalda arroganza. La paura di sentirsi stretti nella morsa dell'illegalità leggittimata dai decreti legge ad personam. La paura di sentirsi impotenti di fronte ai pochi servizi giornalistici d'inchiesta che raccontano di nefandezze indicibili e intollerabili in un stato che vuole definirsi europeo. I popoli, dicono, hanno la possibilità di cambiare le cose, in uno stato democratico. Il nostro ancora una volta mostra di essere complice di ruffiani, ladri ed evasori fiscali, di starlette compiacenti e amministratori locali che a malapena parlano la lingua italiana. Questa volta la statuetta dovrà rappresentare il popolo. Una statuetta immobile che una sapiente mano avrà sistemato in un angolo del presepe. Qelle di San Gregorio sono di creta. Attenti a romperle....Saluti Flavio