mercoledì 2 dicembre 2009

BERLUSCONI-FINI-BOSSI: IL GOVERNO LITIGA, IL SUD ARRANCA

Il Paese barcolla, il caos e' totale. Il Governo viene messo in discussione dalla sua stessa maggioranza. Il Presidente della Camera Fini, da tempo ed anche per il suo nuovo ruolo istituzionale, prende le distanze da Berlusconi. La Lega ribadisce, di tenere il cavaliere in suo pugno e di fatto ci riesce. Dall'altra parte il vuoto. Il PD e i suoi alleati, si dividono su tutto.
Si organizza la giornata contro il Premier, per il prossimo 5 dicembre. Con quali finalita' e soprattutto con quali conseguenze?
Ci sara' il solito scontro di cifre sull'affluenza in piazza e gli effimeri dibattiti in rete. E poi?
Nulla cambiera'. Il Premier rimarra' al suo posto, con i suoi processi che a breve cesseranno per effetto legislativo. Il Paese restera' con i suoi irrisolti problemi.
L'economia non riparte, nonostante gia' si vedano a iosa, scenari surreali propinati nelle tv di regime, di vacanze tropicali per le prossime festivita' natalizie.
Adesso esplode il problema Fiat a Termini Imerese, mentre viene sottaciuto quello di Pomigliano. Marchionni da tempo, ha deciso di puntare per quanto riguarda il know-how sul mercato americano che al momento continua la sua irrefrenabile crisi, con un dollaro di nuovo ai minimi storici, con una guerra in Afghanistan ormai eterna, nonostante il Nobel per la pace ad Obama - onoreficenza quanto mai scomoda e a questo punto discutibile.
Per la produzione effettiva, si vuole continuare a delocalizzare. La Fiat viene aiutata per l'ennesima volta dallo Stato, cioe' da tutti noi, con l'ennesima somministrazione di "metadone" ad un drogato cronico ed irrecuperabile. Si e' visto pero', che per il passato, nei periodi di vacche grasse, i suoi azionisti di maggioranza, dirottavano gli utili in paradisi fiscali, ottimizzando al meglio gli aiuti governativi. Quando poi c'e' da affrontare la crisi, la dirigenza decide di licenziare o delocalizzare la produzione, impoverendo di fatto l'economia interna, quella proveniente dal reddito delle famiglie.
Il sud e i suoi ritardi, acuitisi con la crisi, d'improvviso diventano ingombranti, quasi insopportabili per un nord che a sua volta inizia a conoscere inevitabilmente, la contrazione.
La Lega, che io definisco " Il Partito di Sinistra-Nazionalista" (un partito territoriale con principi della destra conservatrice che dilaga con il voto di frustrazione delle classi operaie) ormai e' una forza politica insofferente, infastidita. Domani stesso firmerebbe per la chiusura di Termini Imerese. Mai come adesso, il sud e' una vera palla al piede.
Si vuole costruire il Ponte sullo Stretto per unire architettonicamente l'Italia, per soddisfare derive autoglorificanti e populiste ma si chiudono gli occhi dinanzi a quelle che resteranno distanze pressocche' impossibili da colmare. E non si parli genericamente di mafia. Quella e' diffusa a livello nazionale, specie nel ricco e opulento nord. Oggi lo Stato sta ottenendo risultati strabilianti nella lotta alla mafia al sud. Ma quali alternative si danno alla popolazione?
La Lega ribadisce che gli stabilimenti Fiat debbano rimanere escusivamente in un territorio con infrastrutture gia' esistenti, quindi esclusivamente al nord. Perche' allora non si oppone all'idea del Ponte sullo Stretto? O questo servirebbe esclusivamente a far transitare i villeggianti estivi?
Di fatto tutti cercano di portare acqua al proprio mulino ma, nessuno ha il coraggio di osare (aprendo una vera crisi). Si preferisce rimanere ancorati alla propria poltrona che nel caso della Lega, nonostante i venti di federalismo separatista, oggi sono quelle luccicanti dei salotti romani, una Roma che da quando loro governano, non e' piu' ladrona.





1 commento:

Archimede ha detto...

quante parole in questa politica...