giovedì 26 gennaio 2012

UN PAESE UNITO. NELLA PROTESTA

In tutta Italia divampa la protesta. Centinaia di migliaia di persone occupano le strade. I Tir si fermano, bloccando di fatto la distribuzione delle merci nel paese. Protestano i farmacisti, i notai, gli avvocati, i benzinai, i tassisti, gli edicolanti, gli ambulanti, gli agricoltori, i pescatori.
I provvedimenti del governo Monti infiammano il malcontento, mettendo ancora piu' a nudo una situazione di quasi definitivo non ritorno: una stagnante recessione.
E come se d'improvviso, si fossero aperti gli occhi dopo un lungo sonno, un' ipnotica catarsi, nella quale non ci si rendeva conto del lento, graduale, inesorabile impoverimento della collettivita'. L'Italia da oltre dieci anni cresceva meno degli altri grandi paesi europei, continuava ad avere scarsa efficienza nei servizi, nelle infrastrutture, investiva poco nella ricerca, continuava cio' nonostante, ad avere una elevata pressione fiscale ed un impressionanete debito pubblico.
Ma perche' solo adesso si protesta? Perche' solo adesso si scende in piazza, non per esibire un maglione di cachemire viola o per compiere dei patetici girotondi, ma per affrontare con violenza le forze dell'ordine?
Dopo una stucchevole, sterile, di certo non produttiva alternanza politica, tra berlusconismo ed antiberlusconismo che in pratica ha castrato la Nazione di idee, uomini e programmi, oggi ci si scaglia contro un governo tecnico o se volgiamo tecnocrate, il quale voglio ricordare se ce ne fosse bisogno e' retto da una maggioranza parlamentare, quindi politica.
I provvedimenti presi sono stati duri, forse potevano essere diversi. Ma la situazione precipitava e tutti, ma proprio tutti, se la stavano facendo addosso, a cominciare dal Cavaliere che quotidianamente, vedeva dissolversi le sue ricchezze nelle Borse. Altro che senso di responsabilità!
Questo governo dei professori, ma non degli Scilipoti, dei banchieri ma non degli indagati per mafia, per la sua connotazione apolitica, ha avuto la capacita' di compattare il malcontento, di renderlo svincolato da qualsiasi forma di mediazione e compromesso e per questo, di accrescerne a dismisura, i suoi effetti sull'intero territorio nazionale.
Berlusconi per circa un ventennio ha diviso il Paese.
Monti d'improvviso, lo ha unito. Nella protesta.

domenica 22 gennaio 2012

LA CRESCITA? C'E BISOGNO DI UN MIRACOLO

Il prof. Monti (continuo a nominarlo con la sua originaria qualifica) vara il decreto sviluppo, la tanto attesa fase 2. Dopo aver contratto radicalmente il potere d'acquisto delle famiglie, il governo cerca di rianimare l'economia del Paese.
Secondo sua ammissione, questa serie di nuove norme, potrebbe determinare una crescita del PIL del 10%. Molto vaghi pero', restano i tempi in cui si svilupperebbe tale crescita.
Bastera' l'istituzione di altri 500 notai, la creazione di 5000 farmacie, un maggior numero di distributori di benzina self (dopo aver determinato l'aumento del prezzo alla pompa), la liberalizzazione delle licenze dei taxi, per cambiare le sorti dell'Italia?
C'e' anche la possibilita' per i giovani imprenditori, che si vogliano mettere in societa', di pagare soltanto 1 euro per l'avvio della loro attivita', come se cio' bastasse per intraprendere un nuovo percorso imprenditoriale.
Le compagnie assicurative poi, dovrebbero presentare al cliente almeno due preventivi comparativi prima della stipula di un contratto e in un secondo momento poi, potrebbero applicare altri sconti in seguito all'installazione di una scatola nera sulle autovetture. Cio' dovrebbe calmierare il prezzo delle tariffe. Sappiamo come e' andata a finire la precedente liberalizzazione nel settore.
Piu' articolato poi, il sistema che svincolera' la distribuzione del gas ( a scanso di equivoci Monti si e' recato in Libia per riformulare i rapporti di amicizia tra i due paesi) dalla compagnia che ne detiene il monopolio così come per la rete ferroviaria, rispetto all'ente che ne controlla il trasporto su ferro.
Anni addietro, si prometteva sviluppo attraverso l'aumento dei posti di lavoro, con tanto di "rogito televisivo".
Oggi la crescita dovrebbe essere garantita dall'incremento delle liberalizzazioni. Piu' concorrenza, minori costi, piu' potere d'acquisto, maggior propensione a spendere. E tanti scontrini fiscali!
Monti riuscira' nel miracolo? Un tempo, questo termine fu sinonimo di concreta ed impressionante crescita economica. Oggi, c'e davvero bisogno di un intervento misericordioso.

martedì 17 gennaio 2012

IL NAUFRAGIO DI UN PAESE

Si piangono i morti della sciagura della Costa Concordia, al largo dell'isola del Giglio. Il conto delle vittime, col passare delle ore ahime', sara' destinato inevitabilmente a salire.
L'iniziativa folle di un comandante desideroso di protagonismo (pare che non sia l'unico ad effettuare manovre pericolose), che per un attimo pensava di guidare un gommone e non un transatlantico, si e' risolta in modo drammatico, causando una vera e propria tragedia. La magistratura decidera' quali siano le sue reali responsabilita'. Mentre scrivo, apprendo che al momento, Schettino, ha ottenuto gli arresti domiciliari. E' il caso di affermare che in Italia, soltanto gli sfigati finiscono in galera.
Questo pauroso incidente, sembra un perfetto fermo immagine, di un paese che sta colando a picco, una disgrazia che avuto il paradossale merito, di celare per qualche giorno, la triste realta' che ci circonda, una realta' da tempo immersa in abissi profondissimi, dai quali purtroppo, non si riesce a scorgere la luce della superficie. I governanti precedenti, per troppo tempo infatti, hanno lasciato il paese alla deriva, celando ai "passeggeri" l'inevitabile disastro.
In Italia e' in atto una protesta dilagante. Tante categorie di lavoratori vedono minati i propri livelli minimi di sopravvivenza. In tanti hanno perso il lavoro, in molti temono di perderlo. Le misure prese dal Governo Monti, coincidono con l'inizio di una fase di forte contrazione economica. Ci saranno piu' tasse e meno sviluppo. Il 2012 sara' un anno di recessione, in quanto e' gia' prevista una crescita negativa del PIL, coincidente con un avanzamento generalizzato della poverta'. Nel frattempo, nonostante la manovra varata, le agenzie di rating ci hanno ulteriormente declassato.
La Costa Concordia e' adagiata su di un fianco. Il "Titanic Italia" e' a fondo da tempo. (1, 2)


venerdì 13 gennaio 2012

SOVVERTIRE IL SISTEMA

Il popolo e' sempre piu' arrabbiato, depresso, frustrato.
Per anni ci siamo dovuti sorbire quella fiaba satanica che tutto andava bene, che bastava sorridere ed essere armati di incrollabile ottimismo e nessun guaio ci avrebbe potuto sfiorare. Adesso l'aria e' cambiata, un vento gelido ci cinge il corpo e la mente. Ci siamo d'improvviso svegliati da un profondo sonno ipnotico. Le massicce dosi di allucinogeni fatteci ingerire, hanno smesso di produrre il loro effetto di catarsica assuefazione. La terapia e' cambiata, ora ci obbligano a sottoporci a forme di standardizzati elettroshock, attraverso i quali dovremmo, in breve tempo, abituarci al sacrifico, alla rinuncia, alla privazione.
Il destino che ci aspetta e' molto incerto, fosco, nebuloso. Il dramma e' che in tanti abbiamo preso coscienza, di non avere piu' riferimenti politici su cui poter fare affidamento. Abbiamo preso atto della malattia che ci affligge ma, d'improvviso, non abbiamo piu' fiducia nel medico.
Il governo attuale ci sottopone ad un vero e proprio salasso. I politici di quello precedente, mettono in scena l'ultima commedia all'italiana, salvando dal carcere un loro collega, in nome della liberta' e dell'indipendenza costituzionale del Parlamento. Ma qual'e' oggi, la credibilita' di tale Istituzione? Gli scranni romani, da culla della democrazia a servizio della cittadinanza, si sono trasformati in perfidi e fetidi anfratti in cui si cerca di salvaguardare, tutelare, garantire, l'incolumita' di loschi personaggi (portatori di potere e consenso) imposti dall'alto, grazie ad astute alchimie di Palazzo.
Al popolo non resta niente, nemmeno la possibilita' di esprimersi attraverso il voto referendario. Siamo ormai diventati soggetti passivi di questo deprimente spettacolo. E' giunta l'ora di tornare ad essere soggetti pensanti, di rimpossessarci della nostra autonomia cognitiva, della nostra coscienza critica. E' necessario realizzare una rivoluzione culturale, un contrasto non violento (nessuno di questi squallidi ed insulsi interpreti merita di diventare eroe) ma silente e costante, contro questo sistema politico ormai collassato, imploso, non piu' proponibile.
Questa reazione deve sorgere dal basso, deve essere trasversale e' puntare a sovvertire l'attuale panorama politico esistente.
Se ci hanno tolto al momento, con ogni probabilita', la possibilita' di sceglierci i nostri rappresentanti, non ci resta che attuare una nobile forma di disubbidienza civica: l'astensionismo.
O votiamo chi vogliamo, o non votiamo nessuno.

mercoledì 11 gennaio 2012

COSENTINO PREOCCUPA PIU' DELLO SPREAD

La politica torna ad animarsi. In piena crisi di identita', in una forma di purgatorio mediatico, messa sotto naftalina dal governo tecnico di Mario Monti, si riaccende per la vicenda Cosentino.
Il PDL minaccia crisi di governo. Il partito in Campania, teme un pericoloso effetto domino, nelle singole amministrazioni locali, nel caso passi il voto alla Camera.
L'ex premier Berlusconi, passa ore ed ore al telefono, sia per ricucire lo strappo interno alla sua parte politica, sia per evitare che il voto in Parlamento determini l'arresto del coordinatore campano. Il Cavaliere sta addirittura escogitando una " exit strategy ". La Lega a sua volta, si trova nuovamente divisa, tra l'ala maroniana, decisa ad appoggiare la richiesta d'arresto dell'ex Sottosegretario e quella vicina al senatur Umberto, il quale nelle ultime ore, ha suggerito di seguire liberta' di coscienza in merito al voto alla Camera. Favorevoli all'arresto dovrebbero essere in modo compatto, FLI, IDV e PD.
La discussione verte anche sul tipo di votazione da prendere in aula, se in forma palese o in quella segreta, non tanto per questioni di riservatezza in merito ad una decisione così delicata, ma per evitare o al contrario favorire, logiche di mero calcolo politico ( si ipotizza che nel caso di segretezza, alcuni deputati dell'UDC ed anche del PD, possano votare contro l'arresto). Non poteva mancare, il puntuale intervento di Roberto Saviano.
Non entro nel merito della questione. Penso tuttavia, che i ripetuti sospetti sulla persona dell'On. Cosentino, perpetuati a distanza di tempo, avessero suggerito ai leaders del PDL, di prendere decisioni diverse in tal senso, gia' da parecchio tempo, per dare nuovo slancio ad un partito spesso zavorrato da questa e da altre ingombranti figure (bastava ed avanzava quella del suo capo).
Nonostante il delicatissimo contesto economico che stiamo vivendo, pare che piu' dello spread, preoccupino e tanto, le sorti dell'On. Nicola Cosentino.

sabato 7 gennaio 2012

DE MAGISTRIS NON FARTI "SCASSARE"

Ad oltre sei mesi dal suo insediamento, De Magistris inizia ad incontrare qualche ostacolo nella sua amministrazione.
La vicenda delle concordate dimissioni, del presidente dell'Asia, Raphael Rossi, hanno lasciato molti strascichi ed inevitabili polemiche qui in citta'. Il Sindaco per la prima volta, si trova a dover fronteggiare un certo malcontento nella sua stessa area politica. Quel rivoluzionario vento arancione, all'ombra del Vesuvio, inizia a perdere intensita' cromatica. Non si sa ancora quale ruolo sara' assegnato al manger dimissionario, conosciuto per la sua fama di persona incorruttibile, ma iniziano ad essere insistenti le voci che motivano questa scelta, come un primo piegarsi da parte del primo cittadino, a logiche interne alla sua giunta, in modo specifico, all'assunzione di oltre 20 dipendenti di un consorzio di bacino, piu' vicini alla persona del vice-sindaco Sodano.
Altra tegola e' rappresentata dall'organizzazione delle fasi preliminari dell'America's Cup. La regata e' prevista per il prossimo aprile. L'ipotesi Bagnoli e' sfumata in poco tempo. Troppo inquinato il golfo di Pozzuoli per la presenza di una notevole quantita' di residui tossici dell'ex acciaieria dell'Ilva. In molti sostengono che De Magistris era consapevole della certa bocciatura di questo bacino, sperando di far trasferire la regata sul lungo mare di via Caracciolo. Ma anche il cosiddetto piano b, stenta a decollare. Il campo di regata deve essere pronto entro la meta' di marzo, trenta giorni prima della partenza. Alla Soprintendenza ai beni culturali, responsabile del litorale cittadino, non e' pervenuta ancora nessuna bozza di progetto. L'ipotesi complessa di creare nuove scogliere, sara' destinata a cadere. Piu' che probabile, l'utilizzo di pontili galleggianti, per i quali non sono previste autorizzazioni restrittive, in quanto trattasi di strutture movibili che insisteranno sul litorale, per meno di novanta giorni.
Intanto pero', il tempo passa, il ritardo si accumula e non si vede ancora l'inizio dei lavori. Così come non cresce a quanto pare, la percentuale di raccolta differenziata, nonostante gli sforzi e la buona volonta' del Sindaco. Nel frattempo, e' giunta nel porto di Napoli, la nave olandese che dovra' portare via mare, per un periodo di due anni, una grossa quantita' di rifiuti, oltre 3.000 tonnellate a viaggio, con un costo di circa 400.000 euro settimanali. Per la giunta e' l'unica strada da seguire vista la quasi completa saturazione delle discariche presenti, per scongiurare altre drammatiche paralisi, in attesa che la citta' aumenti la percentuale di differenziata. L'obiettivo primario e' quello di evitare la costruzione di un altro termovalorizzatore nell'area est di Napoli, Ponticelli, per l'esattezza, realizzazione molto sostenuta invece, dalla giunta regionale. Cio' nonostante, il Sindaco promette di abbassare il livello di tassazione sulla Tarsu, che a breve diventera' secondo lui, una semplice tariffa. Sara' possibile? Fra due anni, con ogni probabilita', ci troveremo di nuovo con la monnezza per le strade, senza la costruzione di un altro termovalorizzatore (per il Sindaco solo quello di Acerra e' sufficiente) e di sicuro, con tanti soldi in meno nelle nostre tasche.
De Magistris, "ha vinto scassando". Speriamo che non sia lui a breve, a farsi "scassare" da una citta' che iniziera' a sfuggirgli di mano.

mercoledì 4 gennaio 2012

DOVE E' FINITA LA PROTESTA?

Il Governo Monti ha chiesto enormi sacrifici agli italiani. E' iniziato un anno lacrime e sangue, fatto di rinunce e privazioni. A breve sara' un lusso anche andare a prendere un caffe'. Siamo in guerra, il nemico e' silente, non lancia bombe ma ci ha messo le mani in tasca, privandoci della gioia di vivere.
Nel frattempo, i nostri politici continuano a mantenere i loro privilegi. Soprattutto continuano sprezzanti e senza dignita', a non dare il buono esempio. I loro stipendi restano i piu' alti d'Europa, così come rimangono immutate le loro svariate agevolazioni, fatte di viaggi gratuiti in autostrada, treno ed aereo, solo per citare quelli piu' corposi.
Perche' adesso nessuno protesta, si arrabbia? Dove sono finiti i cortei pacifici anti-casta? Gli indignados, il popolo viola, quello arancione, i movimenti delle donne, che fine hanno fatto? Vi ricordate i girotondini, marionette viventi mosse dal burattinaio Moretti? L'unico che con coerenza, fa ancora un gran casino, resta Grillo.
Berlusconi non c'e' piu', ma tante ingiustizie, piu' sottili, subdole, sottaciute, permangono. Non si parla piu' di bunga-bunga, di leggi ad personam, di ministri che acquistano appartamenti a loro insaputa o che pensano che la Svizzera ed il Gran Sasso sono collegati da una galleria.
Addirittura sento parlare di ricerca di ottimismo, come rimedio per allontanare minacce depressive, quando questo termine era in pratica stato abolito dal nostro vocabolario, solo perche' forse troppo abusato dal precedente Presidente del Consiglio.
Saremo tutti piu' poveri, ma il fatto che non ci sia piu' il "Paperone" ci ha attenuato il livore, come se questa situazione di generale rinuncia fosse accettata e metabolizzata in modo indolore, come una forma di sociologico mantra contemporaneo.
Il berlusconismo indottrino' le menti assuefandole a plastificate e surreali icone edonistiche.
Oggi, in un clima di crescente paura per il nostro futuro, corriamo il rischio di abituarci a subire passivamente, i restrittivi modelli di vita imposti da una tecno-casta oligarchica, espressione diretta delle lobby bancarie.

lunedì 2 gennaio 2012

" SACRIFICI ISTITUZIONALI"

Sacrificio. Questo e' cio' che ha chiesto agli italiani, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Sacrifici per salvare il Paese, in cui senza esitazione, continuare ancora a credere.
La piu' alta carica dello Stato, in questi giorni e' nella sua citta' natale, Napoli, citta' dove anch'io vivo. Stringera' tante mani, distribuira' ad iosa, come una spargisale sul ghiaccio, tante parole di speranza, in una citta', in cui lui sa benissimo, la speranza per un futuro migliore, e' un concetto che rasenta la bestemmia. Sicura la sua presenza nell'antico Caffe' Gambrinus, adiacente alla principale piazza di Napoli, Piazza del Plebiscito, prima di far rientro nella sua dimora, Villa Rosbery, sulla collina di Posillipo. Il Presidente si gustera' "na tazzulella e caffè" accolto come un Re liberatore, ma tanti suoi concittadini mai sapranno che anche il loro Presidente, a suo tempo, quando poteva, approfittava della sua carica istituzionale di parlamentare europeo, lucrando a danno dei contribuenti, attraverso i suoi viaggi di lavoro.
Vi giro questo video inedito, mai uscito (o fatto uscire) nel nostro Paese. Chi oggi, dall'alto del suo passato al di sopra di ogni sospetto, per una assai presunta superiorita' morale della sua corrente politica di appartenenza, cerca di dare lezioni di moralizzazione agli italiani, di infondere quel senso di sobrieta' e di rinuncia quasi francescano, quell'abitudine al sacrificio per il bene della Nazione, a sua volta non puo' considerarsi senza peccato.





sabato 31 dicembre 2011

IL REQUIEM DI FINE ANNO

Questa sera, milioni di italiani ascolteranno il discorso del Presidente, gli stessi che hanno hanno difeso, sostenuto ed approvato la sua scelta decisiva per la nostra politica, quella di defenestrare Berlusconi, leader anche da me odiato nell’ultimo periodo, per la sua siderale distanza dal Paese, per la sua condotta immorale, per il suo tentativo ben riuscito di omologare verso il basso, quanti piu' italiani possibile, attraverso una sapiente alterazione cognitivo-mediatica.
Tuttavia, con considerevole probabilita', questi stessi milioni di italiani stanno iniziando ad intuire che, nonostante la sua posizione istituzionale super partes, anche “Re Giorgio” e’ un politico come altri, con i suoi privilegi, il suo potere e con un passato fortemente militante in quella sinistra comunista, all’epoca foraggiata direttamente dall’URSS.
Nonostante cio’, Napolitano fu il primo uomo di sinistra ad essere accolto a braccia aperte alla Casa Bianca, un uomo che per la sua alta influenza, la sua capacita’ di mediazione, ha sempre interloquito con i poteri forti, le lobbies e le massonerie, facendo intuire che la contrapposizione tra blocchi, tra liberismo e socialismo, era piu' un'architettata strategia politico-economica che una reale minaccia bellica.
Il tempismo del nostro Presidente sul cambio di guida in Italia, e’ frutto di questo suo potere, un potere che non ha mai travalicato la carta istituzionale, ma che tramite essa, egli ha adoperato in maniera fortemente autonoma ed indipendente. A riprova di cio', la piu' che probabile telefonata con la cancelliera Angela Merkel, chiaramente smentita dal Quirinale, nella quale in modo esplicito, si parlava di come fare fuori quanto prima il Cavaliere. Berlusconi continuo a ripetere, era improponibile, ma era preferibile che il popolo lo condannasse attraverso le urne. Con la minaccia di una crisi imminente, quasi un apocalisse, si e’ preferita la strada del governo tecnico, un governo che ci portera' alla fame. Non va dimenticato che il giorno prima dell’incarico a Monti, Napolitano lo ha nominato Senatore a vita, una scelta prevista dalla costituzione ma, visto il tempismo con cui e' avvenuta, rivelatasi quanto mai personalistica ed autoritaria. La scelta di Monti, resta una scelta verso un rappresentante di poteri forti, non dimenticando i vari incarichi ricoperti dal professore in un recente passato. Non sarebbe meglio allora, una repubblica presidenziale che questa forma subdola ed ipocrita di "presidenzialismo costituzionale"? Meglio un Capo di Stato eletto dal popolo o un Presidente del Consiglio scelto da un "monarca mascherato "?
Non intendo rinnegare le mie parole. Da questo spazio, ho scritto che preferivo un commissario a cattivi politici. Ma non mi sarei mai aspettato provvedimenti che andassero contro chi stava gia' pagando questa crisi, malgrado le versate lacrime istituzionali.
Da napoletano poi, speravo che un napoletano al vertice delle nostre istituzioni, mettesse dei puntini sulle i rispetto alla figura di Giorgio Bocca, da me definito in un post di qualche giorno fa, come un intellettuale antimeridionale. La mia speranza e' stata disattesa. All'amore del suo territorio, Napolitano ha preferito seguire logiche di appartenenza politica, non dimenticando Bocca su quale tipo di stampa scriveva.
Un grande uomo di sinistra pero', non avrebbe mai permesso che a pagare la crisi fossero gli operai, i pensionati, i cassintegrati, i precari, i piccoli artigiani, il ceto medio basso. Oggi ahime', non possiamo che assistere impotenti, allo sgretolamento economico del nostro Paese, alla desertificazione produttiva di alcuni territori. Restiamo perennemente sotto il tiro della speculazione, oppressi dalle banche internazionali, nonostante l'uscita di scena di "paperone" Berlusconi.
E' la prima volta nella mia vita, che ho paura per il mio futuro e quello dei miei figli. E' la prima volta che, nonostante aborri la Lega e malgrado sia un napoletano, non ascoltero' il discorso del Presidente, evitero' di sorbirmi il suo requiem di fine anno. Preferiro' bere del buon vino, provando quell'illusoria euforia che mi faccia staccare con il mio precario e nebuloso presente.
Certo, e' difficile usare la parola buon anno di questi tempi. Diciamo che l'augurio che vi do e mi do, e' quello di trovare tantissima forza e coraggio nell'affrontare tutte le difficolta', i sacrifici, le limitazioni, le rinunce che ci portera' il 2012.

A tutti coloro che mi seguono, invio un forte e sentito abbraccio!

giovedì 29 dicembre 2011

CRESCERE O FALLIRE

La manovra di 30 miliardi varata da Monti continua non convincere i mercati. Piu' che l'incertezza, nei confronti del nostro Paese, sta crescendo la paura. Per il medio termine, nessuno vuole rischiare di scommettere sull'Italia.
Il Presidente Monti nella sua conferenza e' stato evasivo su come dare inizio alla fase 2, quella relativa allo sviluppo. Ha risposto a tutte le domande ma, emotivamente, non ha comunicato niente.
Nel frattempo, siamo gia' in recessione, lo dimostrano i dati relativi alle spese natalizie ed alle previsioni negative sui prossimi saldi. La crisi italiana ha pero' un contraddistintivo fattore peculiare: alla contrazione del PIL coincide un inasprimento della tassazione. In questa maniera, la morte economica dell'Italia e' sempre piu' vicina.
Il Paese deve tornare a crescere e lo deve fare quanto prima. Per far cio', deve rimettersi in moto la domanda. Se i cittadini e le imprese non lo possono fare, lo deve fare lo Stato. Con l'inasprimento delle imposte, lo Stato deve mettere in circolo cio' che ha prelevato ai suoi abitanti, con una serie massiccia di interventi nelle opere pubbliche (non solo grandi opere) evitando pero', di affidare questo delicato e rigenerante obiettivo, alle solite imprese "amiche" del Palazzo.
Se cio' non lo riesce a fare o non ha il coraggio di farlo, questo Stato e' meglio che getti la spugna.
L'Italia e' dinanzi ad un bivio: crescere o fallire!


martedì 27 dicembre 2011

GIORGIO BOCCA: UN INTELLETTUALE ANTIMERIDIONALE

Il Paese ricorda la morte di Giorgio Bocca, grande giornalista, scrittore, partigiano. Tutti ricordano la forza ed il coraggio delle sue denunce, l'impeto delle sue parole, un giornalismo linerare, concreto, schietto. Per tanti e' stato un maestro irragiungibile, un punto di riferimento nel quotidiano lavoro di cronista.
Bocca fu considerato partigiano serio. Lui all'epoca, combatte' per davvero sulle montagne non fu semplice oratore o testimone di quei fatti. Per molti il suo giornalismo senza fronzoli, ruvido, permeato di critica quasi violenta ed al tempo stesso pervaso di inventiva letteraria, si forgia in quel tempo, tempo di guerra e dittatura. Ma chi fu partigiano coraggioso, non puo' per tale motivo, pretendere di incarnare il verbo assoluto a prescindere, possedere licenza gratuita ed insindacabile di offendere, velleita' certificata e garantita anche dalla veneranda eta' alla quale giunse lo scrittore.
Nel rispetto della sua morte, trattasi sempre di una persona, vorrei tuttavia ricordare il Bocca antimeridionale, sprezzante oratore di una terra, il sud, ed i suoi abitanti, considerati dal giornalista, gente miserabile, appestata, senza futuro.
Nella sua ultima intervista pubblicata da Libero (29/9), rilascia la consueta serie di dichiarazioni contro il Sud, considerato "un cancro" abitato da "gente orrenda" , "repellente e mostruosa". Per lo scrittore, Palermo e' una citta' che "puzza di marcio", Napoli sarebbe "un cimiciaio", i loro abitanti belve da caccia grossa con le quali non si può fraternizzare".
Bocca, non nuovo a questo tipo di dichiarazioni, ha offeso milioni di persone contribuendo in maniera determinante alla diffusione di luoghi comuni e di un razzismo antimeridionale rischioso e dannoso in un momento delicato e complesso come quello che l’Italia (ed in particolare l’Italia meridionale) sta vivendo tra crisi economiche, disoccupazioni crescenti, un’emigrazione soprattutto giovanile sempre più drammatica e questioni meridionali tuttora irrisolte dopo 150 anni.
Sara' stato un grande intellettuale. Sicuramente un antimeridionale, uno scrittore che ha offeso, umiliandoli, una parte di italiani che, tutto sommato, non rimpiangeranno la sua scomparsa. Non avevo mai visto questo filmato. Ve lo giro, sperando che in paradiso non ci sia posto per quest'uomo. Un uomo che, dall'alto della sua cultura e, dal territorio di sua origine, di certo sapeva quanto fosse ricco e prosperoso il sud, prima della venuta dei Savoia. Altro che millenaria decomposizione.

venerdì 23 dicembre 2011

SERENO NATALE!

Oggi finalmente, mi sono concesso una passeggiata natalizia con mia moglie. Come da tradizione, ci siamo recati a San Gregorio Armeno, un luogo dove, nonostante la crisi e la scarsa voglia di guardare vetrine, si sente ancora il Natale. Le viuzze del centro storico era colme di gente, l'aria frizzante (a Napoli non siamo abituati al freddo) accentuava il clima di festa, una ricorrenza che mai come quest'anno, a causa dell'austerity, sara' vissuta in modo assai sobrio.
Siamo andati a fare visita al piu' famoso tra gli artigiani napoletani che lavorano la terracotta, Ferrigno, diventato negli aultimi anni, nostro cliente ad Arbustum. Ci siamo scambiati dei doni natalizi. Ai maestri, abbiamo donato della buona mozzarella di bufala d.o.p. e dei vini dell'agro aversano (Asprinio e Casavecchia), ricevendo da loro le statuette raffiguranti la Nativita'.
Abbiamo proseguito il nostro cammino verso Piazza del Gesu' e la chiesa di Santa Chiara, assaporando delle gustose caldarroste.

A tutti coloro che seguono questo spazio, auguro un sereno Natale!






martedì 20 dicembre 2011

L'AGONIA SARA' LUNGA

Iniziano a circolare voci che con forte probabilita', servira' ancora un'altra manovra nella prossima primavera. Se così sara', devo ricredermi anche sul Governo Monti, nel quale ho riposto tanta fiducia, nonostante anch'io nel prossimo anno, saro' molto piu' vessato, specie in merito alle conseguenze della nuova ICI.
Se il Governo non puntera' anche alla crescita, di certo serviranno altri soldi. In questo caso penso, si tratti davvero di un estenuante accanimento teraupetico.
L'Europa trema. Se l'Italia non si riprende, saranno guai per tutti. Tutti gli indici per il 2012 sono negativi. Il grosso problema e' che il nostro Paese non puo' essere aiutato piu' di tanto. Non si tratta di un'isoletta sperduta nell'oceano, come l'Islanda, ne' possiamo paragonare il sistema economico e produttivo dell'Italia, fino a qualche anno or sono tra gli 8 grandi del pianeta, alla Grecia o al Portogallo.
Mi domando, ma vale davvero la pena accanirsi piu' di tanto? Basteranno gli oltre 75 miliardi gia' stanziati dall'inizio del 2011? Il tanto temuto default, e' sinonimo di catastrofe? Resistere o fallire? L'Argentina oggi, non e' poi un paese da terzo mondo.
Dopo la seconda guerra mondiale, lentamente inizio' la ripresa. Oggi, il nemico non lancia bombe o siluri, ma agisce silente attraverso le Borse, la finanza, le grandi banche.
Peredere questa guerra forse, converra' a tutti. Per auspicare una rinascita, occore prima un tracollo. Temo purtroppo, che il nemico ci preferisca malati anziche' morti. L'agonia sara' ancora lunga.

sabato 17 dicembre 2011

IL PAZIENTE E' MALATO. NON DIAMO LA COLPA AL MEDICO

Passa la manovra " salva Italia ". Ma il Paese uscira' dal guado? Per Monti, l'Italia ce la fara'.
Sara', ma al momento tutte le previsioni sono negative, pessimistiche, tendenti alla depressione. L'Italia e' ferma, la produzione calera', anzi ci sara' una crescita negativa. Siamo entrati di fatto, in recessione.
Gli analisti di settore, prefigurano il 2012 come una anno nefasto, dove tutti gli indicatori economici segneranno un decremento. Ma se il paziente Italia era gravemente malato, non penso che la colpa sia del medico.
Dopo i tagli previsti e gli inevitabili aumenti delle imposte, il Prof. Monti, riuscira' a far ripartire l'economia? Al rigore lacrime e sangue, seguira' la crescita? Se il buongiorno si vede dal mattino, il cielo del nuovo Governo, minaccia tempesta.
Monti si e' dovuto piegare ai diktat di alcune lobbies di potere, come quella dell'ordine dei farmacisti, dei tassisti e degli edicolanti, senza parlare del Vaticano, i cui beni immobiliari pare, non siano al momento soggetti all'imposta della nuoca ICI.
Dopo anni di malapolitica, il governo dei tecnici, degli illuminati professori, ha il doloroso compito non solo di trovare i soldi per evitare il collassamento della Nazione, ma anche quello molto piu' articolato, di modernizzare il Paese, di rilanciarlo in chiave europeista.
Per fare cio', Monti volendo o nolendo, deve confrontarsi con la politica. Stiamo solo all'inizio, il cammino si preannuncia tortuoso.
Non so se faccia piu' paura affidarsi agli interventi di Monti o augurarsi la sua prematura uscita di scena, affidandosi nuovamente a quegli stessi politici che, a noi italiani penso, non abbiano piu' nulla da dire.
In molti sostengono l'incostituzionalita' o l'antidemocraticita' di questo governo, in quanto non eletto da nessuno. Personalmente, oggi, con lo scenario politico-nazionale esistente, il mio appoggio non lo darei a nessuna forza politica, peraltro sempre piu' divise al loro interno ed in perenne ricerca di una nuova identita'.
Meglio un commissario che mediocri politici, in molti casi veri e propri malfattori. La forza di Monti e' direttamente proporzionale alla pochezza dei politici esistenti, un branco di inetti che ci ha condotto nel baratro.


mercoledì 14 dicembre 2011

BUIO ESISTENZIALE

Monti, dopo aver incontrato le parti sociali, corregge la manovra, ma nulla cambia.

Anche oggi, le borse chiudono in perdita e lo spread riprende a salire.

Ormai si e' capito, siamo in guerra. Un tempo il nemico lanciava bombe, oggi agisce sui mercati.

Nell'aria si avverte un clima di profonda depressione. La gente e' sfiduciata, impaurita, non sa piu' ridere.

Il Natale e' alle porte, ma la voglia di festeggiare e' poca. Il clima che si respira e' da funerale.

Le citta' si illuminano, ma la gente dentro vive un buio esistenziale.

Viviamo un'austerity prolungata, una vera e propria carestia, in un Paese senza futuro.

Il passato resta un malinconico ricordo. Il domani resta incerto. L'oggi non c'e'.

sabato 10 dicembre 2011

FISCAL UNION? NO THANKS

La Gran Bretagna non aderisce alle nuove decisioni prese dall'UE in merito al salvataggio dell'euro ed all' ipotesi di dar vita ad un' unione fiscale europea.
Perche' un paese che non ha l'euro come moneta, avrebbe dovuto impegnarsi a salvarlo?
Molti parlano di autoisolamento del governo inglese, di inevitabile indebolimento del paese oltre Manica.
Ne siamo sicuri? In un momento di tale congiuntura avversa, le scelte del governo Cameron, sono il frutto di un atteggiamento irrazionale o di una calcolata strategia?
A tutti e' noto il forte legame, la continuita' diplomatica, politica ed economica tra il Regno Unito e gli Stati Uniti e tra queste due potenze ed il Fondo Monetario Internazionale.
Inoltre, in un momento di forte crisi finanziaria, produttiva e di notevole diminuzione del volume di liquidita' circolante, sappiamo quanto sia importante il valore assunto dalle riserve auree e chi sono i gruppi di potere che ne controllano i flussi.
Nel mondo, la piu' grande quantita' di riserva aurea e' detenuta proprio dagli USA e dal FMI. La Gran Bretagna viceversa, non e' tra le prime potenze europee. Mettere in difficolta' il sistema euro e di conseguenza l'intera UE, non rappresenterebbe un rischio per il Regno Unito, tutta al piu' potrebbe trasformarsi in un'occasione di potenziale vantaggio.
L'intera Europa e' sotto attacco finanziario, ma si sa che la speculazione ha una matrice univoca anglo-statunitense. Perche' e' stato portato quest'attacco e perche' in particolar modo proprio all'Italia, che tra l'altro e' seconda in Europa solo alla Germania, come detentrice di riserva aurea?
Con tutti i suoi difetti, il precedente governo Berlusconi, aveva cercato, con tutte le carenze e i limiti diplomatici, una via energetica alternativa, instaurando una relazione diretta con la Russia di Putin e la Libia di Gheddafi. Morto il colonnello e iniziando a scricchiolare il potere dello "zar" la situazione e' mutata di molto. La politica energetica nazionale e' controllata dall'ENI per il solo 30%. Un restante 20% e' gia' nelle mani anglo-americane. Le "consorelle" chiaramente, ambiscono a detenerne l'intero malloppo, ad ogni costo e con ogni mezzo.
L'euro e' sotto attacco. Ma come nacque la moneta unica? La sua genesi avvenne nel grembo del mondialismo e della globalizzazione. Da subito apparve come una moneta forte, di stati deboli.
Il suo effetto fu quello di frantumare politicamente ed economicamente i singoli stati europei. Uniti per dividerci. Il gigante asiatico muoveva i suoi primi passi. L'illusione dell'unione dei popoli e delle culture europei, come baluardo contro qualsiasi minaccia esterna, e' svanito in un decennio e ci ha portato ad una debacle politica, economica e sociale.
Ad un problema di solito, si risponde con una reazione. A questa segue una soluzione. E qual'e' la soluzione? L'unica medicina possibile, probabilmente, e' la moneta unica mondiale, (ne parlai gia' nel luglio 2008, ) magari elettronica. Un ulteriore passo in avanti, per l'instaurazione di un Nuovo Ordine Internazionale.
Chiaramente, a trazione anglo-americana...

BUONA AUSTERITY

Torno adesso da Arbustum, dove si e' svolto un bel party della Navy League.

Ho trovato il mio computer riparato in tempi record, grazie al puntuale e sapiente intervento del mio informatico, Pino.

Sono stanco per mettermi a scrivere, lo faro' appena possibile.

Con l'aria che tira, non mi resta che augurarvi: " Buona Austerity... a tutti! "

mercoledì 7 dicembre 2011

NAPOLI, VAMOS A GANAR!

Ho il mio computer rotto. Scrivo questo post dal piccolo portatile di mio figlio Giuseppe, 10 anni, il primo di due maschietti. Sento il desiderio di comunicarvi la grande attesa che noi tifosi del Napoli avvertiamo ormai da giorni.

Il Napoli, stasera, puo' compiere l'impresa di entrare nella storia, qualificandosi per gli ottavi di Champions League, un traguardo mai raggiunto dalla squadra, ancora piu' prestigioso, se si pensa che 6 anni or sono disputavamo il campionato di serie C.

In Spagna, contro il VillaReal, gli azzurri avranno un'intera citta' al seguito che fara' sentire a distanza il suo sostegno, la sua spinta irrefrenabile, il suo calore infinito.

Il Napoli puo' passare alla fase successiva anche con un pareggio, se il Munchester City di Mancini, battutto al San Paolo, non batte il Bayern di Monaco o addirittura con una sconfitta, se gli inglesi non andranno oltre il pari.

Ma per soffrire meno, sara' meglio vincere, senza calcoli, con la sfrontatezza di chi finalmente ha intuito la grandezza dei propri mezzi tecnici.

Tutta Napoli aspetta trepidante una magia da Lavezzi, Cavani o Hamsik, i tre tenori di un'orchesta che vuole ancora far sentire la sua musica in Europa.

In un periodo di difficile ristrettezza, ancor piu' avvertita all'ombra del Vesuvio, il Napoli puo' donare alla citta' ed ai suoi tifosi, una serata di inebriante evasione.

Forza Napoli, sempre!

sabato 3 dicembre 2011

MEGLIO UN COMMISSARIO CHE TANTI CATTIVI POLITICI

La manovra di Monti e' pronta. Per gli italiani si avvicinano nuovi sacrifici, gli ennesimi.
Ancora una volta, dopo i vari correttivi varati dal precedente governo Berlusconi, trattasi di interventi tesi a ridurre i costi ed aumentare le entrate. Di sviluppo neanche a parlarne.
La cosa che ritengo piu' patetica pero', in questo momento assai gravoso per il Paese, sono le dichiarazioni dei vari leaders dei maggiori partiti, i quali di volta in volta, non sentendosi piu' al centro dell'attenzione dei media, in uno stato di forzato purgatorio, invitano l'attuale Premier a mantenere il senso di equita' nelle decisioni prossime a venire. C'e' chi difende i pensionati, come Bersani, chi le imprese come Alfano, chi le famiglie come Casini. Cosa hanno fatto costoro, per queste categorie, negli ultimi anni?
Ancora piu' vomitevole e' la posizione della Lega, la quale dopo aver succhiato per anni il latte dalla mammella romana, passa all'opposizione, richiamandosi agli slogan separatisti della prima ora, con tanto di riapertura del parlamento padano, altra accezione surreale di origine politico-fantastica.
Ma questa gente, questo coacerbo di irresponsabili, con quale coraggio osa ancora parlare agli italiani? La loro missione e' fallita. Tutti indistintamente, hanno grosse responsabilita' per il punto di non ritorno in cui siamo sprofondati. Se Berlusconi e' il padrone di un partito azienda, il tele-venditore del sogno mai avverato, Bersani altro non e' che l'ennesimo leader di una sinistra frammentata, imborghesita, sempre piu' distante dai reali bisogni della povera gente. Poi c'e' il Terzo Polo, il nuovo centro, un' insieme di anime perse in cerca di identita', la cui unica aspirazione potra' essere quella di divenire il ricattatorio ago della bilancia nelle prossime spartizioni di potere.
L'Europa nei fatti, ci ha commissariato e, l'unico uomo politico che abbia mostrato senso delle Istituzioni e lucidita' decisionale nel momento di maggior esposizione del nostro Paese, e' stato il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, il cui ruolo di prezioso mediatore in questa fase delicata, e' stato riconosciuto a livello internazionale.
Molti sostengono che il governo Monti, un governo completamente tecnico, potrebbe portare alla lunga, ad un impoverimento della politica, ad un vulnus democratico. Siamo sicuri che agli italiani manchi la politica, soprattutto la politica di questi ulmini anni? Se i protagonisti e regole della politica non mutano, se clientelismo, nepotismo, corruzione, mazzette, tangenti, restano i principali fattori contraddistintivi nell'amministrazione della cosa pubblica, preferisco rimanere commissariato a vita.

mercoledì 30 novembre 2011

ARBUSTUM COMPIE 8 ANNI

Oggi Arbustum compie 8 anni. L'anno si conclude con una perdita di quasi il 20% di presenze. Non mi preoccupo piu' di tanto, poiche' non potevo di certo io, per giunta a Casal di Principe, sovvertire un andamento negativo diffuso e generalizzato a livello globale.
Sono abituato a vedere il bicchiere sempre mezzo pieno, quindi anche in un anno per così dire difficile, sono riuscito nel mio piccolo a migliorare l'immagine e la conoscenza della mia azienda.
Come risultato di rilievo, ho proposto al Comune di Napoli, lo scorso luglio, la mia idea di gemellare delle scolaresche provenienti da contesti difficili con il mio agriturismo. Il progetto e' piaciuto e, al momento, e' seguito dall'Assessorato alle Politiche Sociali. Si dara' la possibilita' a giovani studenti di poter partecipare direttamente in azienda, alle varie fasi di lavorazione della vite di Asprinio, in tre periodi del prossimo anno.
Nonostante questa fase di contrazione, molti nuovi clienti (non mancano le presenze dei militari statunitensi della base di Gricignano) si sono avvicinati all'agriturismo, rimanendo sorpresi di come, anche in quella che ormai e' riconosciuta a livello mondiale, come la capitale di Gomorra, si possa fare turismo eno-gastronomico, offrendo un' ottima accoglienza, proponendo una cucina ricca e genuina ad un prezzo modico, in un ambiente familiare, immersi in un conteso molto curato ed ameno, con un personale molto preparato ed affabile.
Il peggio dovra' prima o poi passare e, se riusciro' a sviluppare un'altra mia bella idea... Arbustum si fara' trovare pronta per la ripresa.