giovedì 20 ottobre 2016

IL RIVOLUZIONARIO CON IL RIMBORSO

SE VERO, CHE FIGURA DI MERDA!


A tutti coloro che credono che lui sia il messia sceso in terra, il rivoluzionario pugno chiuso e maglioncino di cachmere, lui che manda a quel paese il Presidente del Consiglio in campagna elettorale e poi dialoga con il massimo esponente del PD campano, don Antonio Bassolino da Afragola, lui che ci ha riempito di promesse alla pari di Renzi e che nel frattempo, sta abbandonando tutte le strutture sportive della citta' lasciate nel degrado. A tutti quei fintamente impegnati o per meglio dire delusi di fatto da una loro esistenza magra, triste e anonima, a tutti i radical chic con le carte di credito di famiglia, a quelle luffere che si fanno ritrarre con lui nei selfy per spararsi la posa "autocelebrativa" ai baretti con tendaggi abusivi, a tutti quelli che si atteggiano a fare gli scicchettoni nei localini alla moda del lungomare liberato dalle auto ma occupato dagli abusivi, gli stessi che fino a poco tempo fa avevano come loro uniche mete Sharm o Ibiza e che ora fanno i borghesi dell'ultimora apprezzando i beni cuturali e artistici della nostra citta, senza saper neanche cosa sia il gotico o il barocco, ma mangiandosi con le mani la pizza fritta nel locale considerato giusto...
io i comunisti figli di papa', li ho sempre schifati. preferisco dialogare con un vero operaio sporco di grasso o un bracciante che puzza di sudore.

lunedì 9 maggio 2016

NON DIMENTICATE NE' NASCONDETE LA "CARTA SPORCA"

Napoli e' una citta' meravigliosa. Tutto il mondo ce l'ammira.  E' facile immortalare immagini del golfo, del Vesuvio, di Posillipo, di tante belle chiese e monumenti.
Cio' che non trovo giusto o almeno fuorviante, e' che spesso queste immagini sono pubblicate da politici in carica o da cittadini che concorrono a diventare interpreti ed artefici della cosa pubblica nella nostra citta'.
E' come se la bellezza morfologica incantavole del luogo, fosse frutto del loro impegno, della loro capacita' o dei loro futuri programmi.
A me piacerebbe inquadrare e focalizzare l'attenzione sulle periferie, per vedere quanto lavoro c'e' ancora da fare in queste zone. Li c'e' gente che vive ai margini, ma che ha tanta dignita' ed umanita'. Antropologicamente queste persone, sono nate con un handicap sociale. L'ambiente loro circostante dalla nascita, ne influenzera' il destino. Loro pero', sono cittadini napoletani alla stessa maniera. Non e' giusto o comunque irriguardoso per chi gestisce la cosa pubblica, dimenticarsi di queste persone.
Spesso a mo di spot, si ripete che l'Italia si riprendera' quando il sud iniziera' ad essere considerato volano di sviluppo. Alla stessa maniera, se a Napoli si continuera' a far vedere soltanto il "salotto buono", spesso tirato a lucido in occasione di qualche illustre ospite, ma si considerera' piu' opportuno non far vedere la "polvere" delle altre stanze...questa citta' rimarra' per sempre, nella sua interezza ai margini, perche' sara' troppo facile per chi vive in altri luoghi del Paese e magari gestisce l'informazione, far vedere solo quella "polvere", volutamente ed imperdonabilmente nascosta.

" Napoli non e' solo na carta sporca. Certo. Ma non dimenticatevi di raccoglierla e di insegnare alla gente, con l'esempio, l'impegno e la rettitudine, di non gettarne altre a terra.... "

venerdì 18 settembre 2015

RENZI E LA REINTERPRETAZIONE DELL'OTTIMISMO

Il Presidente del Consiglio, rincalluzzito da qualche + 0, % di crescita nella produzione industriale e da qualche - 0, % di decrescita della disoccupazione, ancora euforico per il suo viaggio lampo a New York per la finale tutta italiana di tennis femminile, alza la voce, prova a fare il duro ( l'idea a me fa sorridere) in merito allo sciopero dei dipendenti del Colosseo.
Ribadisce in modo perentorio che l'Italia non puo' permettersi di fare tali figuracce a livello planetario.
L'abatino di Firenze riesce, nel caos politico-istituzionale, nella deriva sociale che sta attraversando il Paese, a vedere la pagliuzza del disagio provocato da uno sciopero non autorizzato e non la trave di un mal costume dilagante, insito nella perdurante e cronicizzata commistione malata, tra politica clientelare, poteri deviati, organizzazioni malavitose.
Ci sono inchieste che vanno avanti da anni e sulle quale tutti vorrebbero sapere di piu', tipo il Mose a Venezia, lo scandalo MPS, mafia capitale, l'affare Pionati, solo per citarne alcune, che hanno indubbiamente messo alla berlina il nostro Paese. Renzi si preoccupasse di capire perche' ad esempio in Campania, a Napoli, probabilmente per le prossime elezioni comunali, non si terranno con molta probabilita', le famose primarie, espediente di alta democrazia partecipata a detta del PD ( anche se da queste parti votano gli extra comunitari per 10 euro a voto, per piu' volte...)
Gli italiani sono stufi di vedere un bamboccio messo al comando del Paese senza essere eletto, atteggiarsi a primo della classe, raccontando fandonie e propagando ottimismo ad iosa a prescindere. Ricordo che anni or sono, questo termine, ottimismo, sbandierato come mantra da Berlusconi, divenne oggetto di perduranti analisi  ed approfondimenti televisivi specie nei salotti radical chic della sinistra vestita di cachemere, dove si convenne che dichiarare ottimismo in un momento difficile ( anni fa la situazione economica, eccetto una pianificata e strategica impennata dello spread, era di gran lunga migliore) era addirittura offensivo per la dignita' degli italiani.
Come cambiano i tempi. Due leader sorridenti ed ottimisti, in due periodi diversi, producono reazioni diverse. A me fanno lo stesso effetto... Fanno ridere.

domenica 9 agosto 2015

LA COMUNICAZIONE METTE LA POLVERE SOTTO AL TAPPETO

E' un po' che non mi affaccio in questo spazio, un tempo luogo di mie considerazioni, contenitore dei miei punti di vista sulla realta' politico-sociale in cui viviamo, a volte anche "palestra" dove poter dare libero sfogo alle arrabbiature personali causate dal dover vivere ed operare in un contesto non proprio favorevole.
Sono passati 6 mesi dall'ultimo post. Forse ho fatto bene ad astenermi dallo scrivere. Le mie parole sarebbero potute apparire come un ritornello stonato emesso da un mangianastri di altri tempi che si inceppa su un determinato gingle.
L'opera di comunicazione del Governo, nel frattempo, ha fatto ulteriori passi in avanti. In base agli annunci di "regime" tutto sta cambiando o si e' cercato con le promesse, di cambiare, ma poco o niente e' cambiato. I verbi coniugati al futuro sono i piu' adoperati.
Si proclamano dati in miglioramento per il P.I.L. (finalmente non piu negativo - in pratica si e' festeggiato per un + 0,1%...), per le auto immatrocalate (forse sono quelle delle flotte aziendali), per una ripresina del mercato immobiliare ( lo strozzinaggio produce anche questo), per un leggero aumento nelle prenotazioni dei viaggi ( i nonni oltre alla paghetta ai nipotini la danno ancora ai figli...)
Per il resto? I soliti "distrattori" socio-comunicativi creati ad arte per nascondere la polvere sotto il tappetto e una massa ricevente il messaggio sempre piu' acritica e remissiva, quasi narcotizzatta.
Prima l'attesa dell'Expo', di cui non sappiamo ancora se i dati dei biglietti venduti, siano produttivi anche di un indotto di riflesso e soprattutto non sappiamo ancora a posteriori, quante saranno le inchieste che si apriranno per i piu' che probabili appalti in odore di malaffare ( il PM Cantone non poteva di certo chiudere l'intero cantiere a pochi mesi dalla sua apertura...) Poi i taglia testa dell'Isis, con le minacce di entrare in Italia ed attentare finanche il Papa. Poi c'e' stato il polverone mafia-capitale, con il suo rumore che per mesi ha concentrato l'attenzione sul clientelismo romano, da sempre noto ma mai reso noto...
E infine il quotidiano "borsino" sulla quantita' di immigrati salvati, dispersi, naufragati e le relative accese polemiche su cosa fare in tal senso, tra spinte populiste e diktat europei. A breve partira' quello del Giubileo straordinario.
Per il resto penso che tanti italiani in questo periodo, nonostante gli "stati sereni" invocati dal Premier(dopo Monti e Letta il terzo a non essere eletto) avranno piu' sofferenze bancarie, piu sospesi con Equitalia, piu' fermi amministrativi sui propri veicoli e riceveranno tanti no-grazie dai propri sportelli bancari per richieste di prestito. Ma anche prima della pausa estiva ( in estate pare che i problemi finiscano) i talk-shaw serali non approfondivano tali argomentazioni. Doveva passare assolutamente il messaggio che il Paese si stava sollevando.
Quello che mi dispiace, per non dire mi fa infervorare, e' di non vedere piu' le vecchine chine tra i rifiuti dei mercati a raccogleire gli ortaggi in decomposizione, l'elenco dei suicidi (chissa' se per miracolo davvero si siano fermati) gli operai appesi  alle gru per protesta o quelli chiusi sotto terra a invocare i loro diritti lesi. 
Ma vuoi vedere che davvero e' avvenuto il miracolo economico ed io non me ne sono reso conto?...

sabato 21 febbraio 2015

CON RENZI LA "SUPPOSTA" FARA' PIU' MALE...

Mi ritorna alla mente che fino a quattro - cinque anni or sono, con la destra al potere, ogni trasmissione di approfondimento televisivo (format molto riusciti, con grande seguito di pubblico, quindi di notevole influenza sull'opinione dei soggetti riceventi il messaggio) era incentrata sulla crisi economica e sul fatto che Silvio Berlusconi raccontasse solo balle, come conseguenza della sua navigata capacita' di imbonitore. Tutti ricordiamo le polemiche circa il fatto che all'epoca, l'ex Premier, affermasse che i ristoranti erano pieni e gli aereoporti pure.
Nei vari programmi di Santoro, Floris etc. si vedevano le vecchiette che raccoglievano ortaggi in decomposizione al mercato, gente appesa alle gru per protesta ad oltranza contro i licenziamenti, minatori chiusi in miniera collegati con telecamere calate nel sottosuolo, operai che tenevano in ostaggio i loro titolari nelle fabbriche, gente che faceva sciopero della fame per veder tutelato il lavoro, dettagliati ed aggiornati bollettini dei suicidi in corso, enormi sit-in fuori le aziende in procinto di chiudere, cortei di protesta per la crisi economica.
Da un bel po' di tempo, gia' con Letta al Governo, ma ancor di piu' con Renzi, il palinsesto televisivo dei talk politici e' incentrato su altro. Tra sbarchi di profughi, dik-tat della Merkel, passaggio al Quirinale, riforme alla Costituzione, crisi in Ucraina, l'avanzata dell'Isis, approfondimenti sulle sciagure dovute al meteo avverso,  (all'epoca si chiesero immediate le dimissioni di Bondi per i danni agli scavi di  Pompei) analisi e simposi vari incentrati sui tweet del Presidente del Consiglio - in pratica l'elogio del nulla allo stato puro (senza dimenticare la massa di fruitori che garantisce ascolto alle varie isole, De Filippi, Sanremo, moviole sui centimetri di fuori gioco della Juventus) si riempe l'ascolto televisivo distraendo la massa critica dai problemi interni del Paese che pare siano drammaticamente insoluti, nonostante questa nuova strategica e pianificata ventata di ottimismo, termine che tengo a precisare, sembrava quasi fosse diventato offensivo all'epoca,  quando sovente veniva adoperato. 
Mi domando: ma secondo voi siamo messi meglio di quattro anni fa? Era solo lo spread che spaventava? E vi siete mai chiesti come mai solo in quel preciso momento il differenziale con i bund tedeschi sembro' non piu' controllabile? Quindi, vorrei esortare un' attenta analisi. Ma vuoi vedere che la tanto presunta, ma alla fine evanescente e forse sfacciatamente presuntuosa superiortita' morale e culturale della sinistra, altro non e' che la sua sottile e alchemica capacita' di alterare la realta' in modo piu subdolo ma al tempo stesso efficace? 
Quando votavi Berlusconi sapevi in partenza di votare un amico degli "amici", un puttaniere, uno che si faceva le leggi ad uso e consumo. Se lo conoscevi, lo evitavi.
Diciamo che adesso con Mr. Bean Matteo, alla lunga, il di dietro fara' piu' male...ma forse non ce ne accorgeremo...

lunedì 10 novembre 2014

NAPOLITANO: FINO ALLA FINE DECISIONISTA

Napolitano, meglio Re Giorgio, resta il dominus anche da possibile dimissionario. Era nell'aria. A tanti amici lo avevo detto gia da qualche mese: a gennaio, con il Presidente dimesso, la crisi ucraina che fara' chiudere i rubinetti del gas, i mercati che si incendieranno sul nostro empasse politico-istituzionale, una stasi decisionale a livello legislativo, con altre fabbriche che chiuderanno, fara' davvero freddo.
Una scelta che rimarca la lentezza del Governo e del Parlamento a risolvere i nodi da lui indicati, una scelta che comunque viene fatta perche' il Presidente sa che comunque lo scenario politico, ahime', difficilmente potra' cambiare, con un Renzi ben in sella ( nonostante gli vengano lanciate uova ad ogni sua esibisizione pubblica ), supportato da una sapiente informazione di regime, con una destra frantumata in cerca di nuovi leader e con un M5S non piu pressante e in lento e progressivo ridimensionamento.
Una scelta che consentira' ancora una volta di incentrare l'attenzione della vita interna del Paese, su importanti ma la tempo stesso effimere questioni di natura politica (molti mesi sono passati per la questione della riduzione dei parlamentari) e non su quelle economiche, a mio avviso molto piu' necessarie in contesto socio-economico ormai alla deriva. Un Paese ormai allo stremo, dove alla rabbia e' subentrata la rassegnazione, l'avvilimento.
In questo Paese ormai fermo, Napolitano recitera' un vero e prorio requiem, il suo ultimo requiem di fine anno, il solito discorso di facciata, il bla bla bla istituzionale sterile, inutile quasi arrogante.
Il Presidente lascera' e con se portera' tanti misteri, tanti dubbi irrisolti, specie quelli relativi alla trattativa Stato - mafia su cui, nonostante le recenti interrogazioni formali, non si sapra' nulla e che molto probabilmente, erano l'ultima tappa a cui si voleva sottoporre. Quello che poteva uscire dalle registrazioni delle intercettazioni e' stato distrutto. Tutto il resto sono chiacchere. Istituzionali, ci mancherebbe...

giovedì 24 luglio 2014

FINITO IL SEMESTRE EUROPEO FARA' MOLTO "FREDDO"

Narcotizzati nelle idee, omologati nel pensiero, castrati nelle speranze, questa e' la cognizione della stragrande maggioranza degli italiani, espressione dell'appianttimento critico a cui e' sottoposta la media dei soggetti pseudopensanti rimasti nel Paese.
L'ash tag dell'estate e': #80europercontinuareasperare.
Il lavoro mediatico dello staff del Premier Matteo Bean Renzi ha prodotto risultati eccellenti.
Mentre il Paese affonda - e la Costa Concordia riprende il largo, trascinata come un'isola galleggiante, con la benedizione del suo Capitano Schettino, invitato a nostalgici e "paleolitici" party vip, da una nuova e residuale classe di cafoni arricchiti (chissa' come - ma non e' difficile capirlo...) - il Premier continua a proferire ottimismo, a fare la voce grossa, addirittura si fa immortalare al taglio di nastri di autostrade, in vero stile vintage DC.
Sembra che in Italia, finite le trasmissioni di approfondimento economico-politico, i problemi scompaino per poi rispuntare alla meta' di settembre, quando di ritorno dai luoghi di villeggiatura, messi in rete i vari selfy espressione di una globalizzata solitudine di massa, ci si ritrova a fare i conti con la routine quotidiana, prendendo coscienza che la cinghia e' ancora piu' stretta.
Abbiamo pagato tutti piu' tasse, i servizi sono tra i peggiori di tutti i paesi sviluppati, pardon, indebitati, le occasioni di lavoro, nonostante le fumose campagne propagandistiche, sono soltanto miraggi. Il debito pubblico aumenta, di pari passo all'indebitamento delle famiglie. In tanti, dopo l'estate, perderanno anche quel salvagente rappresentato dalla Cassa integrazione.
Ma di che cosa stiamo parlando? A breve la macchina istituzionale si inceppera' nuovamente, sulle ingarbugliate e forse inopportune, dato il contensto temporale, riforme costituzionali. Il Premier, all'indomani della riabilitazione mediatica e politica del suo finto ma al tempo stesso utile nemico di sempre, Silvio Berlusconi, si sente piu' forte.
Si e' gridato al cambiamento per troppo tempo. Ma il pachidermico carrozzone politico e' continuato ad essere gestito dai soliti figuranti ed i loro fidi replicanti di apparato.
Una terza via c'era, ma da tanti e' stata considerata pericolosa per la democrazia e per la stabilita' istituzionale. C'era da presiedere il semestre europeo. L'Italia non poteva essere "minata" da irresponsabili sognatori che volevano per davvero cambiare la storia politica del Paese.
E adesso, la suppostina, quando finira' il semestre europeo e fara' molto "freddo", la dovremmo prendere tutti.



mercoledì 4 giugno 2014

" 80 DENARI ". E IL BLUFF ITALIANO CONTINUA

Riconosco di aver sbagliato la previsione. Non pensavo Renzi riuscisse a vincere con tale distacco. Sottolineo Renzi e non il PD, in quanto ritengo che, nonostante lo stesso premier nonche' Segretario del PD si sia battutto contro la personalizzazione dei partiti in politica, l'affermazione alle europee sia opera sua e non del partito. Il resto lo hanno fatto i media di apparato, diffondendo ottimismo e speranza ad iosa, come se per incanto, anche il nuovo Premier, potesse camminare sulle acque.
Questo riguardo il mea culpa. Circa gli elettori, che dire? Ancora una volta, gli italiani non hanno avuto il coraggio di osare, di voltar pagina. Ancora una volta hanno creduto alle promesse dell'inbonitore di turno, ai giochi di prestigio di Palazzo. Con 80 "denari" Renzi ha comprato la fiducia degli italiani. Non si sa se ci saranno le coperture per il prossimo anno, in molti non sanno che questo regalo di campagna elettorale non arrivera' in formula piena, perche' decurtato da altre tasse che nel frattempo sono aumentate. Poco importa. L'importante che si sia creato ad arte questo clima di fiducia virtuale, di forzata e plastica comunione di intenti, contro lo spettro di possibili scenari catastrofici, nell'ipotesi prevalessero logiche e programmi anti-europeisti.
Addirittura Renzi viene visto come il salvatore delle sinistre progressiste europee, dopo la vittoria dei partiti conservatori di destra. Adesso vedrete, non si parlera' piu' di crisi, di fabbriche che chiudono, di PIL decrescente, di disoccupazione ai massimi storici. Anzi, si elogera' il Governo per la sua azione, il suo lavoro. Tecnicamente Renzi, si dara' anche da fare, ma per riforme che io ritengo secondarie al momento, come quella del Senato, delle Province e del sistema elettorale, riforme richieste a gran voce da tutti, ci mancherebbe, ma che adesso data la drammaticita' del momento economico, passerebbero in secondo piano. 
Come un bravo scolaretto, lui si dara' da fare, sotto lo sguardo attento del suo "nonno istituzionale", il Presidente Napolitano, quel " Re Giorgio ", artefice della sua ascesa alla guida del Governo.
Dall'altra parte, anche il M5S deve fare un mea culpa. Grillo deve prendere atto di aver sbagliato nella comunicazione e di dover scegliere per tale delicato settore, persone all'interno del movimento piu' adatte.
Una cosa e' parlare nelle piazze, l'altra e' farlo in televisione. Il movimento e' una realta', il loro lavoro e' sotto gli occhi di tutti. Sarebbe un peccato buttare al vento cio' di buono che e' stato prodotto.
Serve un cambio di strategia. Anche perche', a breve, la luna di miele di Renzi finira'. L'Europa si fara' sentire circa i nostri endemici ritardi e anche la sapiente regia dei media, non potra' celare l'ennesimo grande bluff italiano, che questa volta porta il nome di Matteo Renzi.

giovedì 22 maggio 2014

IN EUROPA PER MANDARLI A CASA

Lo scossone che subira' la politica italiana dopo le elezioni europee 25 maggio, non sara' indifferente.
La tradizionale nomenclatura partitica avra' un ridimensionamento epocale. Era ora.
La gente finalmente si riappropriera' della vita democratica del Paese, da tempo nelle mani di radicate clientele affariste.
I vecchi partiti hanno esaurito la loro spinta propulsiva, imprigionati dagli ennesimi scaldali e da un ricambio generazionale che, se in alcuni casi come nel PD, c'e' anche stato, riguarda si l'anagrafe, non di certo il modo di porsi alla gente, fatto sempre di illusorie speranze, frantumate dalla dura e cruda realta' dei fatti.
L'esempio e' stato lo spot elettorale fabbricato a tavolino da Renzi e dai suoi burocrati di Palazzo. Con soli 80 euro, ha comprato le speranze di dieci milioni di italiani, illudendoli come un navigato imbonitore, pur non avendo il cerone sulla faccia e la tintura nei capelli...
Con la nuova TASI gli italiani verseranno quattro miliardi in piu' di gettito alle casse dello Stato e di quei 80 euro, a molti poco restera' in tasca, se si calcola anche l'abolizione dell'assegno di mantenimento per il coniuge a carico. E poi, le coperture sono garantite solo per il 2014. Quindi, di cosa vogliamo parlare?
Le piazze occupate dai soliti volti della politica, sono sempre riprese con sapienti inquadrature dalle regie delle tv di apparato, asservite ai partiti tradizionali. Stesso discorso e' quello dei sondaggi. Famosi eperti del settore, per trovare ancora il pane di cui sfamarsi, hanno perennemente sminuito la scalata dirompente del M5S, visto sin dalla sua nascita, come pericoloso elemento di destabilizzazione del quadro preesistente.
Ricordate i sondaggi come portavano il M5S alle ultime politiche? I piu' "buoni" davano il movimento al massimo al 19-20%. Sapete come e' andata. Quindi, adesso che lo avvicinano al 25% potete immaginare come andra'.
Il problema, se problema puo' essere visto (forse sara' anche un vantaggio successivo) sara' la quasi certa ingovernabilita' interna. Una tempesta perfetta sta per sprigionare tutta la sua energia abbattendosi su i partiti tradizionali. Volenti o nolenti, Renzi ancora una volta, avra' bisogno dell'ex Cavaliere, il condannato Silvio Berlusconi, per poter governare la Nazione.
La considerate una cosa logica? La sinistra, ma anche tutti gli altri partiti che oggi dichiarano urlanti, la loro ritrovata verginita' morale, potranno ancora una volta tapparsi il naso e chiudere gli occhi e andare per mano con uno ex statista colluso con gli ambienti del malaffare, pur di veder garantita la propria permanenza nel sistema?
Allora meglio, molto meglio, far saltare il banco, quali siano le conseguenze. Ormai il peso del nostro Paese in Europa e' nullo e non di certo Renzi in tale marasma politico e in questa stasi determinista, potrebbe risollevarne le sorti. Al massimo potra' ancor piu' asservirlo ai dictat filo-tedeschi.
Il Capo dello Stato, " Re Giorgio ", artefice del triplice cambio alla guida del governo senza passare dalle urne, dovra' prenda atto dell'empasse e consentire al popolo di italiano di cambiare in modo definitivo la storia della Repubblica. Se non lo fara', sara' la storia a decidere il corso degli eventi.

martedì 25 febbraio 2014

RENZI: L'ELEMENTO NUOVO DI UN SISTEMA VECCHIO

E adesso tocca a Renzi. Ancora una volta, la terza consecutiva, c'e' un cambio di guida al Governo, senza passare alle urne. Il Sindaco di Firenze, crea a tavolino una crisi lampo all'interno del PD di cui da poco detiene il comando, fa fuori l'ala Lettiana e costringe il Presidente del Consiglio a rassegnare le dimissioni, con il placet di Napolitano, sempre piu' Re.
Il dramma e' che mentre in molti paesi si sta combattendo per le strade con il sangue, per far prevalere la democrazia, da noi si accetta tutto, sperando nel nuovo messia di turno, un ex boy scout democristiano, di scuola Demitiana, il nuovo leader della sinistra progressista-radicalchic, un brand che fa tanto tendenza. Matteo, oratore a mezzo spot, abile esecutore del copia ed incolla del programma dei 5s, trama accordi con il nemico storico di sempre, il condannato Berlusconi, cammina a braccetto con il suo delfino traditore, Alfano, pugnala alle spalle l'amico di partito Letta, si sbugiarda andando a capo dell'esecutivo pur avendo dichiarato apertamente di non architettare manovre di palazzo. Qual'e' la sua credibilita'?
Nel discorso di insediamento, improvvisamente le parole del neo-presidente, diventano piu' vaghe, scontate, meno trascinanti. La tanto attesa "vibrazione emotiva" non avviene. Solite promesse, solita retorica, solito impegno volitivo, con la solita aria da furbetto, ma gia' nettamente ammansita. Bastera'? Certo e' presto per dirlo, ma forse nell'era di internet, facebook e twitter, spesso la realta' virtuale prevale su quella reale e il buon Renzi forse, accecato dal successo e dalla risonanza dei suoi interventi in rete, ha pensato davvero, anche se solo per un attimo, di avere il totale controllo del Paese. 
E' proprio il caso di dire che, al momento, la sua leadership e' solamente virtuale, nonostante abbia vinto le primarie che restano, malgrado tutto, una questione o per meglio dire, una bega all'interno del carrozzone democratico.
Renzi rappresenta l'elemento nuovo, di un sistema vecchio e ahime', lento, troppo lento a morire.

lunedì 3 febbraio 2014

IL SISTEMA SI INDIGNA. INTANTO SI SGRETOLA

Il sistema si sente attaccato e risponde attaccando chi lo mette in discussione, chi rende cristalline le sue falle, i suoi limiti, la sua atavica propensione alla diffusione di clientele e nepotismi, corruzione e affarismo.
La politica si sta frantumando sotto i colpi del M5S e da parte sua risponde strenuamente, attraverso un sistema mediatico servile ed interessato, per vedere garantite e tutelate le sue posizioni, fino adesso inviolate.
I principali partiti di riferimento ma anche i cosiddetti piccoli ( loro future propaggini asservite), si indignano non provando vergogna per la propria ipocrisia, sottolineando il comportamento fuori le righe dei grillini, i loro toni accesi, polemici, spesso esagerati, la loro fin troppo vivace opposizione ad un sistema duro a morire.
Si dimenticano quanti malavitosi hanno trovato rifugio a Montecitorio, quanti hanno trovato in quell'aula garanzia di immunita' dalle patrie galere. Si dimenticano improvvisamente i cappi sventolati dalla Lega, le fette di mortadella lanciate dagli scranni e le bottiglie di spumante aperte con tanto di spruzzata in aula dopo la sconfitta di Prodi, nonche' la stessa presenza a suo tempo, di deputate porno-dive elette a furor di popolo per il semplice fatto di evocare momenti di piacere autoindotto...
Oggi si grida alla rissa, ai toni fascisti e sfascisti, alla deriva anarchica ed incontrollata del movimento. Dopo lustri di paralisi interventista, di silente acquiescenza, finalmente l'opposizione fa il suo dovere a tutela dei cittadini. Basta cio' per far notizia o a far gridare allo scandolo chi vede limitati i suoi abusi.
Nessuno invece si indigna di come i due grandi partiti di apparato PD e FI camminino a braccetto decidendo ancora una volta le sorti del futuro del Paese, dopo averne decretato il disastro. Il segretario di un partito ed un pregiudicato a piede libero nonche' plurinquisito, organizzano la vita democratica del Paese al di fuori del Parlamento, cucendosi addosso un abito su misura.
Nel frattempo il Paese sta morendo, urla il proprio dolore, la propria sofferenza, la propria rabbia.
Il malcontento dilaga e questo flusso di sdegno e rancore verso le Istituzioni trovera' suo naturale sfogo nel M5S. I partiti lo sanno, perche' i sondaggi seppur di parte, devono ammettere la tenuta dei M5S, attestandone anzi la graduale crescita.
Una cosa sono le elezioni locali, dove culturalmente vige ancora la logica del ti voto per...
A livello nazionale, sara' sempre piu' diffuso quel senso di condanna ad un sistema che ha prodotto questo sfascio. Va da se, che per tale motivo, il M5S potra' solo accrscere il suo elettorato, anche perche' la politica per cosi dire tradizionale, al momento non sta dando ancora le tanto attese risposte, limitandosi a intravedere da troppo tempo soltanto una fievole luce in fondo al tunnel...

venerdì 10 gennaio 2014

DITE A RENZI DI DIRE A LETTA DI FARE PRESTO

Periodicamente in questo Paese, i media creano sapientemente a tavolino, delle argomentazioni di rito che, passate in modo incessante attraverso il tubo catodico, determinano un soporifero effetto "distrattore" verso i soggetti riceventi il messaggio.
Dopo gli scandali a luci rosse dell'ex premier Berlusconi, le angosce incessanti provocate dallo spread, il ritorno al rigore e alla dignita' portata dall'equipe di professori bocconiani capeggiati da super Mario Monti, la ventata di rinnovamento di Papa Francesco ad una Chiesa sporcata dal peccato, adesso i media sono concentrati nel mandare in modo incessante tutto cio' che pensa e dice Renzi (piu' sovente cio' che gli dicono di dire...), da molti indicato come  nuovo salvatore della Patria, nuovo dominus della politica nazionale.
Il problema e' che mentre Renzi (per me un fenomeno piu' di moda che di contenuti, comunque assai lontano dai dogmi di una sinistra moderna) in ogni sua esternazione, cerca di complicare la vita al Governo Letta, gia' di suo confuso ed in preda a continui cambi di marcia sulle politiche da attuare, il Paese sta morendo.
Altro che luce in fondo al tunnel o primi segnali di timida ripresa. La gente sta sempre peggio, le tasse continuano a strozzarci l'esistenza e soprattutto le banche continuano nella loro cinica opera di distruzione del tessuto imprenditoriale, non concedendo altro credito, seppur minimo, alle piccole aziende, vera spina dorsale del tessuto economico nazionale.
Il Paese sta vivendo una repentina desertificazione economica. La disoccupazione continua ad aumentare, di pari passo all'aumento del debito pubblico. La popolazione dalla rabbia, sentimento dalle pericolose ripercussioni sociali, sta passando alla rassegnazione, segnale ancor piu' preoccupante.
Ma questa nuova ondata di politici quarantenni, figli di papa' (in alcuni casi nipoti di zii...), calati nell'ingranaggio istituzionale perche' nominati o perche' scelti attraverso primarie pilotate dalla base o attraverso il voto assai risicato della rete, ha mai assistito al lavoro in una catena di montaggio, al duro lavoro nei campi, sa quali siano i sacrifici che deve fare un piccolo imprenditore per mantenere in vita la sua azienda, senza avere santi in paradiso?
Un monito o per meglio dire un S.O.S: "qualcuno dica a Renzi, di dire a Letta, di fare presto".

lunedì 30 dicembre 2013

NON DIAMO ASCOLTO AL POTERE

Vedo che quest'anno e' diventato molto trendy attaccare il Capo dello Stato. In rete corrono inviti piu' o meno espliciti tesi a boicottare il suo discorso, a non riconoscersi in questo Presidente.
E' strano che fino a pochi anni or sono, l'attuale Presidente era visto come l'ultimo baluardo istituzionale, l'ancora di salvezza a cui aggrapparsi per limitare il conclamato strapotere berlusconiano.
Il problema e' che la gente ha memoria corta o segue poco le dinamiche politiche. Preferisce seguire l'oratore di turno o per l'appunto il tam tam mediatco del momento.
In un Paese senza piu' garanzie, il cui destino e' segnato da lobbies di potere oltre confine, dove i giovani non hanno piu' futuro, le imprese gia' da tempo hanno perso il loro presente, in tanti hanno perso le proprie certezze, inseguire a tutti i costi questo senso di costruito ed imposto spirito di responsabilita', di utopistica stabilita', di pax vivendi generatrice di astruse e forzate alleanze clientelari, tali da indurci a pensare che il peggio e' passato, non ha piu' motivo d'essere.
Difendere ad ogni costo, la figura di questo Capo dello Stato, espressione estrema di questo dilatato potere di casta che relega noi cittadini a figuranti inermi e soccombenti, penso non solo non sia piu' logico, ma addirittura patetico.
Per quanto mi riguarda, sara' il terzo anno che non ascoltero' il suo discorso, non piu' per senso di protesta ma per una ritrovata indipendenza critica. Questi i miei precedenti post di fine anno ( 1, 2 ).

Pensate. Agite. Buon 2014!





mercoledì 25 dicembre 2013

L'AUTENTICITA' DEL NATALE

Ogni anno che passa, pensiamo che il Natale che viviamo sia l'ultimo Natale peggiore che stiamo passando

Dopo un bel po' di anni, ci stiamo rendendo conto ahime', che le nostre considerazioni andavano riviste

Ci restano i valori autentici, essenziali a cui aggrapparci: la salute, gli affetti, l'amicizia

Forse, insieme al nostro io, alla nostra essenza, gli unici su cui poter ancora contare

Nella ristrettezza, scopriamo che l'effimero era superfluo o magari era un oppio che ci annebbiava la vista

Quando hai poco, comprendi cio' che ha veramente valore

Nel deserto ti accorgi di avere tanta forza per cercare la sorgente

E' Natale, fa freddo, gia' avverti pero' che la luce del giorno e' di nuovo piu lunga...

BUON NATALE!


sabato 21 dicembre 2013

#TERRA DEI FUOCHI. NON BASTAVA LA CRISI

E' da un bel po' che non scrivo in questo spazio. I miei pensieri sono rivolti alla mia azienda, vittima come tutto il territorio dell'allarme mediatico scatenato sulla #Terra dei fuochi. 
E' stato generato un tale panico tra la gente da far subentrare una vera e propria psicosi alimentare. E' stato detto che tutto il territorio da Acerra a Castelvolturno, tra le province di Napoli e Caserta, e' altamente inquinato, compromessa la falda, pericolosi per la salute i prodotti coltivati. Un vasta area che in pratica al momento, resta senza futuro, senza speranza, senza certezze, senza piani strategici per come pianificare il medio periodo.
Processioni, fiaccolate, iniziative di parroci, approfondimenti televisivi, confessioni di pentiti di camorra (trasformatisi in navigati oratori televisivi), hanno riempito a sproposito i notiziari locali e trasmissioni di approfondimento nazionale, a partire gia' dalla meta' di settembre per proseguire in tutti questi mesi autunnali, senza nessun contraddittorio, senza la possibilita' di fare dei distinguo.
Il risultato e' stato che l'intero comparto agro-alimentare di questa vasta area si e' fermato. Il danno e' stato enorme. 
Nello specifico, anche il mio agriturismo, Arbustum, ha pagato un prezzo elevato. Non bastasse la crisi economica diffusa che ha colpito le famiglie, riducendo la loro possibilita' di potersi permettere un pranzo fuori casa, adesso il messaggio che e' passato, ha generato una vera e propria fobia su cio' che viene proposto sulle tavole. Io a differenza di tanti operatori del settore agro-alimentare sul territorio, lavoro abitualmente con forestieri, persone che vengono nella mia azienda da altri luoghi, quindi sto pagando piu' degli altri.
Puo' essere che solo questa parte d'Italia sia inquinata? O forse e' piu' conveniente creare a tavolino un "ghetto geografico del male" per nascondere le tante brutture o le verita' mai dette su altre zone del Paese? A chi fa comodo ingingantire il problema? Chi un domani gestira' e avra' il controllo degli appalti sulle tanto attese bonifiche? Chi riuscira' a comprare, magari a prezzi stracciati, le aziende di chi lavorando onestamente deve arrendersi dinanzi alle conseguenze di quello che sta diventando un vero e proprio sciacallaggio mediatico?
Dopo anni di duro lavoro, in un contesto di certo non favorevole come quello di Casal di Principe, vedo andare in fumo i tanti sacrifici fatti. A chi dovro' chiedere i danni?


martedì 29 ottobre 2013

LA POLITICA VECCHIA E NUOVA BLATERA MENTRE IL PAESE MUORE

Si parla del nulla mentre il Paese affonda.
Da settimane si ipotizzano spaccature in seno al PDL. Non si sa se il condannato in via definitiva Berlusconi, riuscira' a tenere in pugno ed unito il partito, se sara' abile nel portare a termine e senza danni, la riedizione di Forza Italia, una cinematografica riesumazione, piu' nostalgica che strategica di un partito di plastica che nulla a che spartire con i principi e gli ideali della destra italiana. E in tal caso, chi guidera' il partito? Si faranno primarie farsa (decise dal padrone) o si avra' una successione di tipo monarchica, dando le redini in mano alla figlia Marina? Il Paese richiede un rinnovamento. Da destra l'unico nome alternativo a Berlusconi Silvio, e' quello di Berlusconi Marina. Che tristezza.
Dall'altra parte, il PD, radunatosi alla Leopolda senza bandiere, quasi a rinnegare la propria appartenenza,  si prepara all'ennesimo congresso in poco piu' di due anni. Pare che finalmente, il bimbo Renzi, ex chirichetto democristiano vestito da Fonzie,  riuscira' ad ottenere l'ambito giocattolo: la segreteria del partito. E se come pare ci riuscira', grazie ai tanti voltagabbana interni che, nel frattempo, hanno abbandonato le loro correnti di origine per appoggiare il nuovo che avanza, non sara' poi grande la tentazione di far collassare l'esecutivo per andare subito alle urne con l'ambizione di conquistare il Governo? In questo trovera' sicuri alleati nello stesso Berlusconi ed anche in Grillo, quest'ultimo per motivi ben diversi, non legati al potere, ma all'annientamento di una classe dirigente che di questo potere ne ha fatto uno stile di vita.
Il Paese sta crollando. Si mettono in scena rappresentazioni di fanta-politica (nello specifico questa e' morta da tempo) per nascondere l'ormai prossimo collasso. Professionisti della politica, vecchi e nuovi, continuano a promettere rivoluzioni epocali per il Paese. Non si rendono conto che mentre loro blaterano a platee sempre piu' ristrette, l'olezzo del cadavere Italia si diffonde nell'aria.

lunedì 14 ottobre 2013

QUANDO SI PENSERA' A NOI ITALIANI?

In questi ultimi giorni non si fa altro che parlare della condizione di vita nelle carceri (quando Pannella faceva gli scioperi della fame nessuno si interessava alla questione) e delle ripetute tragedie accadute nel canale di Sicilia. Da piu' parti viene chiesto un provvedimento di amnistia, cosi come si invoca la realizzazione di un corridoio umanitario di soccorso ai migranti. Gli schieramenti politici come al solito si dividono, gli studi televisivi si ingolfano di opinionisti e di rappresentanti politici che per ore si confrontano sul tema.
Ma dei milioni di italiani in sofferenza, chi si interessa? Migliorare l'accoglienza dei profughi, rendere migliore la vita dei detenuti, questo e' diventato l'impegno tassativo del momento. Immancabile chiaramente, l'intervento di Napolitano. Scontato in senso contrario, pur di generare rumore intorno alla sua persona, quello di Renzi, sempre in cerca di ribalta mediatica. 
Ma dei cittadini italiani, delle famiglie, delle imprese, dei lavoratori, chi si preoccupa? 
Mai come adesso, i riflettori sono puntati su delle minoranze, mentre la maggioranza della popolazione viene del tutto dimenticata. Il popolo non ha nessun potere di discussione su i suoi problemi. Il suo ruolo e' solo quello di apporre una x sulla scheda elettorale, su il nome dei candidati scelti dalle segreterie di partito.
Nessuno piu' ascolta il lamento, avverte la sofferenza, raccoglie il grido di disperazione della cittadinanza.
Questo e' il destino del nostro Paese. Rispondere ai dictat imposti dall'Europa, ma risolvere in a casa propria,  tragedie come quella dei profughi di Lampedusa.
Quando alzeremo la testa? Quando finalmente faremo sentire la nostra voce? Si sono trovati fondi per mantenere tantissimi detenuti stranieri nelle nostre carceri che sarebbero costati meno mantenendoli nei loro paesi a nostre spese. Si invocano stanziamenti straordinari per trovare migliori soluzioni a favore delle masse di profughi che a breve si affacceranno nel nostro Paese. Nobili gli inteni.
Ma in questa Italia impoverita, sul l'orlo della bancarotta, con famiglie sfrattare da Equitalia, imprenditori falliti per non aver ricevuto altra fiducia dalle banche, cinquantenni esodati senza stipendio ne' pensione per opera dei tecnici nominati da Napolitano, disoccupazione giovanile che al sud arriva al 50%, imprese nazionali svendute agli stranieri, in un Italia cosi mal messa, quando si incomincera' a pensare a noi italiani?




domenica 6 ottobre 2013

"PILLOLA" LETTA E TI PASSA LA PAURA...

Il Governo Letta rimane in vita. Berlusconi e' stato dichiarato decaduto. A voi la vita e' cambiata?
Tutti gli organi di informazione hanno battezzato questa fase storico-politica come l'alba di un cambiamento epocale. Un ventennio si e' chiuso ma la condizione generale rimane la stessa. Gli italiani soffrono e dovranno patire dure privazioni ancora per lungo tempo. L'IVA rimane al 22%, chissa' se non ci tocca pagare una rata di IMU. Le province rimangono al loro posto, cosi come tutti i privilegi dei politici, il numero dei parlamentari, il finanziamneto ai partiti, la stessa orrenda legge elettorale, le migliaia di pensioni d'oro, le spese folli per la difesa, gli inarrestabili flussi di migranti.  
Il Parlamento nel frattempo prende fiato, i partiti si riorganizzano, le correnti si ricompongono e nulla cambiera' nel breve. Nessuno impegno formale e' stato preso da Letta, nessuna scadenza e' stata indicata, nessun preciso programma di ripresa economica e' stato tracciato. Si continuera' a vivacchiare, nel nome di quel concetto astratto di stabilita' imposto dall'Europa, di quella responsabilita' verso istituzioni ormai prive di peso e valore. L'obiettivo primario secondo il Premier, e' raggiungere il semestre europeo a partire dalla meta' del 2014. Ma noi cittadini, in cambio cosa avremo? La stabilita' non incendiera' i mercati, terra' pure lo spread sotto controllo, ma si riuscira' a non far fallire il sistema Paese?
La fine dell'anno si avvicina e nuove tasse stanno per cadere sulla testa dei cittadini come mannaie. Fino a quando tutto cio' potra' durare? Il Paese e' in svendita, molti italiani iniziano a non poter mettere un piatto caldo a tavola tutti i giorni. 
Niente paura. Abbiamo Letta al comando. Possiamo dormire sonni sereni, sara' lui il nostro "tranquillante", il nostro "farmaco" anticrisi. Almeno cosi ci stanno inducendo a pensare...

mercoledì 2 ottobre 2013

" E' ASCIUTO PAZZ O' PADRONE "

Oggi in Parlamento e' andata in scena l'ennesima farsa berlusconiana. Il padrone della destra italiana, da settimane aveva minacciato di essere capace di staccare la spina al Governo. Nei giorni passati prima c'e' stata l'espressa richiesta delle dimissioni dei parlamentari, poi a seguire quella dei Ministri. Alle prime avvisaglie di ripensamento di alcuni dei suoi di non far proseguire l'esperienza Letta, con un partito in piena frantumazione, a pochi minuti dall'inizio del discorso del Primo Ministro, ebbene il Cavaliere cambia idea. 
La fiducia va data, il Governo deve andare avanti. Ma non si doveva creare la crisi perche' l'IVA era aumentata?
Ormai ci troviamo di fronte alla schizofrenia pura. Il delirio di onnipotenza ha raggiunto la sua massima espressione. A pochi giorni dalla sua definitiva uscita formale dal Senato, Berlusconi tenta ancora di far passare l'idea di controllare la vita politica di questo Paese. Ormai lui, Brunetta, Santanche' e tutti gli altri falchi dalle ali di pettirossi, fanno tenerezza, sono come dei cani rabbiosi che pero' hanno ricevuto una bella bastonata. A Napoli di Berlusconi si direbbe: " E' asciuto pazz o' padrone ".
Per sua opera, l'Italia non ha piu' una destra degna di questo nome. Questa si e' sdoganata in un ipermercato in svendita, i cui dipendenti cercano un nuovo proprietario. Il Paese continuera' a vivacchiare, nonostante le belle parole di Letta, dette con quel tono da chirichetto che fa tanto DC.
Piu' che il senso di responsabilita', sono stati i moniti dei mercati che hanno convinto tutti a non creare ulteriori spaccature nel Paese. Quanto potra' durare tutto cio? Quanto potra' ancora arrancare Letta nel seguire politiche decise non di certo nei nostri confini?
L'unica cosa certa e' che dopo tanto rumore, con il si dato a Letta, Berlusconi ha perso definitivamente la faccia e con lui tutti i suoi viscidi figuranti che a loro volta, hanno perso la fiducia nel loro padrone.

martedì 24 settembre 2013

E' INIZIATA LA SVENDITA

Telecom non e' piu' italiana. Gli spagnoli di Telefonìca, ne hanno acquisito il controllo. L'Italia da oggi, non ha piu' nessuna compagnia telefonica nazionale. Altri colossi erano gia' passati in mani straniere.
Giusto per ricordare, vi indico qualche marchio andato oltre confine: Parmalat, Fendi, Gucci, Loro Piana, Bertolli, Carapelli, Buitoni, Gancia, Algida, Motta, Perugina, Peroni, San Pellegrino, Bulgari, Gucci.
A breve, a quanto pare, anche l'Alitalia diventera' francese, passando sotto il controllo di Airfrance in condomino con l'olandese KML. Il salvataggio effettuato nel 2008, in piena campagna elettorale da Berlusconi, in nome  della conservazione di una patriottica italianita', non e' servita. La differenza che ora, con ogni probabilita', i francesi non si accolleranno i debiti, quindi il passaggio non sara' privo di tagli con ulteriore peggioramento dei livelli di disoccupazione.
La nostra competitivita' nei settori strategici e' in continua contrazione. Negli ultimi sei anni abbiamo perso il 20% della nostra produttivita'. Quella italiana, oltre ad essere una crisi economica, e' una crisi di sistema, una prolungata stasi deterministica nel come cambiare, innovare, rivoluzionare il nostro sistema produttivo. L'assurdo che la politica, per bocca di Napolitano, Letta e gli altri ministri economici, parla di piccoli passi in avanti, di barlumi di ripresa, di luce che finalmente si vede in fondo al tunnel. Tutte balle. Siamo messi proprio male. Il nostro Paese e' in svendita. Se prima erano la bocca di Berlusconi ed i suoi giochi di prestigio che ci proiettavano una percezione distorta della realta', ora sono i burocrati di Palazzo che ci continuano ad illudere.
Al nord migliaia di fabbriche hanno chiuso battenti. Al sud sono anni che assistiamo ad una sistemica ed irreversibile desertificazione economica. In questo scenario in tanti stanno lasciando il Paese, sia per offrire le loro braccia che i loro cervelli fuori i nostri confini.
La crisi sara' pure globale, ma la nostra politica da lustri ormai, non riesce a dare chiare risposte al problema.
Di questo passo, a breve, metteremo in vendita il nostro patrimonio architettonico e paseaggistico. Anche nelle normali famiglie, quando si devono fronteggiare improvvise burrasche, si mettono in vendita gioielli ed altri valori. Povera Italia!