sabato 4 luglio 2009

G8, A TREMARE E' IL PIANETA

Il G8, "traslocato" dalla Sardegna in terra d' Abruzzo per volere del Premier, fa preoccupare i grandi del mondo.
La terra continua a tremare. Finanche Berlusconi, usa il termine "preoccupazione" per sottolineare l'apprensione crescente per il grande appuntamento che vedrà L'Aquila diventare la capitale del mondo.
Si ipotizzano spostamenti logistici in extremis, piani di emergenza, repentine evacuazioni, allestimenti degli incontri in aule bunker. Addirittura il Premier inglese, Gordon Brown, si tiene allenato sostenendo un corso di sopravvivenza per prepararsi al peggio.
Come da copione, ormai reteirato, il G8 si annuncia più un happening scenografico di stampo hollywoodiano che un significativo appuntamento incentrato sulle difficili sorti del pianeta.
I problemi relativi all'economia globale ancora in fase di stallo, all'inferno Afghanistan, alle critiche condizioni medio-orientali, all'irrisolto problema israelo-palestinese, passano in secondo piano rispetto le drammaticità contingenti di una terra, quella abruzzese che col suo dramma e, con la ricercata enfasi da spettacolarizzazione dello stesso, consentirà di sminuire problematiche di più ampio respiro e di più remota origine.
La terra di Abruzzo continua a tremare per cause naturali. Il pianeta terra invece, per lo scarso decisionismo dei grandi.

mercoledì 1 luglio 2009

INCONTRO CON ENZO AVITABILE


Oggi alla Feltrinelli di Napoli in Piazza dei Martiri, ho avuto l'onore di conoscere un grande artista napoletano: Enzo Avitabile.
L'occasione era la presentazione della suo nuovo lavoro musicale, dal titolo Napoletana, che avra' la sua presentazione ufficiale al Museo Madre il prossimo 2 Settembre.
Ho conosciuto un autore dall'elevatissimo spessore culturale, un cantante che trasferisce nelle sue opere, il suo vissuto, da lui stesso definito come magma in continuo movimento.
In quest'ultimo lavoro, Avitabile lascia per un attimo il suo percorso artistico dell'ultimo periodo, quello per intenderci caratterizzato dalla ritmicita' ribelle dei Bottari, per trasferirsi in modo quasi "mistico" verso l'essenza della musica antica napoletana - da qui il titolo dell'opera -
L'artista recupera l'antico "lirismo" della melodia napoletana, con brani classici, pietre miliari della tradizione canora all'ombra del Vesuvio, dove la parola cantata diventa essenza reale e verace dell'opera, dominando e prevalendo alla stessa musicita', tipica partenopea.
E' la parola stessa, in questo lavoro, a conferire e trasmettere suono, vibrazione, melodia.
Napoletana e' l'esempio di innovazione nella tradizione. Guardare avanti - Avitabile asserisce di essere sempre un attento osservatore del cambiamento che ci circonda - non dimenticando e rinnegando la tradizione, la tipicita' unica del canto napoletano, espressione che lui vuol presentare non in chiave popolare ma "popolana".
Quindi un' opera semplice nella sua complessita' di riadattamento, essenziale, cruda, diretta, quasi mistica, spogliata da fronzoli per cosi' dire folkloristici ma esaltata da quella autenticita' tipica partenopea. Un'opera da ascoltare nei teatri, nelle chiese, nei musei, poiche' bisognevole di un coinvolgimento piu' intimo e viscerale.
Si canta la sofferenza - una forma di vissuto lamento interiore - che una volta poteva essere rappresentato dai canti contandini, oggi da quelli metropolitani post-industriali.
E' un Avitabile molto diverso da quello di alcuni anni fa. Meno ribelle, sicuramente piu' profondo. Un 'artista sensibile, attento a trasferire un autentico sound qualitativo, molto distante da quelle sonorita' di massa che ultimamente hanno oscurato lo spessore artistico della melodia napoletana.

domenica 28 giugno 2009

"PESSIMISTI": TUTTI ZITTI

Dobbiamo sorridere, essere felici - magari abbronzati e con il lifting appena rifatto - non catastrofisti, per niente allarmisti.
I soldi sono pochi? Non fa niente, basta non pensarci troppo. Chi lo fa, e' un pessimista, anzi peggio, uno iettatore.
Il Premier se la prende con i media. Secondo il suo "imparziale tele-parere", gli organi di informazione sprigionerebbero crepuscolarita' ed oscurantismo a iosa, a mo' di una grossa spargisale, su di un impervio percorso ghiacciato.
Il Premier, come spesso accade, e' un po' distratto - certo a lui le "distrazioni" non mancano...
Berlusconi dimentica che tali "presagi nefasti", sono venuti da due autorevoli organi Istituzionali, come la Banca d'Italia, per bocca del suo Governatore Draghi e da Confindustria, con le dichiarazioni non certo ottimistiche del suo Presidente, Emma Marcegaglia.
Per entrambi gli organismi, il futuro non e' per niente roseo, specie nel breve periodo.
Anche in questo caso, ci troviamo dinanzi a "schierati fiancheggiatori" pessimisti, indottrinati da quella stampa anti-berlusconiana, pronta a pugnalare il Premier alle spalle?
Nella vita serve ottimismo, sempre, ci mancherebbe. Ma una cosa e' la solare e positiva componente caratteriale dei singoli, altro e' confutare una realta' cruda, quale l'attuale situazione economica interna ed internazionale.
Se ci sono tanti soldi, perche' il Governo non completa rapidamente la Salerno-Reggiocalabria, iniziando magari a porre la prima pietra del Ponte sullo Stretto?
In quel caso, veramente staremmo tutti zitti.


venerdì 26 giugno 2009

MICHAEL JACKSON: IL GENIO HA SPENTO LA LAMPADA

Un grande artista se ne e' andato.
Micheal Jackson e' morto a Los Angeles. Il genio ha spento la lampada, non e' piu' tra noi.
Come i grandi geni, spesso l'artista americano, e' stato incompreso.
Amato fino al delirio dai suoi fan, criticato, messo in discussione dall'opinione pubblica e dagli addetti ai lavori.
Stritolato dal suo stesso essere personaggio, vittima dei suoi eccessi e delle sue fobie, spesso viene sminuito o addirittura dimenticato il notevole talento naturale dell'artista, campione mondiale di vendite.
I numeri sono indiscutibili.
Ancora oggi, l'album Thriller del 1982, con 109 milioni di copie vendute, e' il disco piu' venduto nella storia della musica. Nel 1987, l'album Bad ne vende 30 milioni e nel 1991, Dangerous, arriva a 32 milioni.
Ha creato un genere unico, inimitato ed inimitabile.
Corpo, danza, musica, voce, effetti speciali, creazione del mega evento, diventano elementi contraddistintivi che si fondono in un tutt'uno grazie all'inventiva dell'artista, ne caratterizzano il genere che da subito, si trasforma in fenomeno di massa.
Jackson, non e' solo un cantante, ben presto diventa un'icona.
A differenza di altri grandi, lui in vita, era gia' leggenda, mito di un'epoca.


giovedì 25 giugno 2009

EQUILIBRIO

Dirompente positivita' mi reintegra, rigenera la mia mente, pervade il mio spirito.
Il cammino d'improvviso diventa meno impervio, l'orizzonte piu' libero, sgombro.
Sorgente fresca da ristoro al mio viaggio, riposo alle mie membra.
Brezza leggera e costante, soffia alle mie spalle, rendendo meno infuocato il tragitto.
La piccola cala, diventa porto sicuro, abbasso le vele e guardo le stelle.
Linfa vitale rinforza il mio corpo, ossigena i miei pensieri, regola il mio tempo.
Il giardino rigoglioso, si alimenta di sola brina notturna.
Per un attimo riesco a fermarmi, a contemplare, a rendere nitido, spontaneo il mio proiettarmi.
Divento oriente, attesa, passaggio d'acqua sotto i ponti, diluvio che gonfia la foresta.
La luce risorge. E' piu' intensa. I colori piu' vivi. Il suono piu' armonico. I sapori piu' dolci.
Riesco a riflettere con maggior distacco, minor partecipazione, recuperato equilibrio.
Gli errori commessi diventano saggi consigli, semi da mettere a dimora in luoghi diversi.
Le cicatrici di una vita, diventano direttrici guida del mio percorso.
Le mete future, non sono piu' sfide ma ambiziosi progetti.

lunedì 22 giugno 2009

CRISI IRANIANA, MINACCIA PER TUTTI

La crisi iraniana nonostante la sua cruda dirompenza, non riesce a diventare un problema internazionale.
Le diplomazie dei vari paesi si limitano a comunicati di circostanza. Non si vuole determinare una crisi dalle dimensioni incontrollabili.
E gli Stai Uniti, cosa fanno? Obama prendera' una posizione piu' netta, decisa, incontrovertibile? Il suo aprirsi al mondo islamico, era una butade propagandistica o un concreto fine da realizzare con il lavoro diplomatico? Puo' coesistere l'Islam con la democrazia? E se cio' non e' garantito, e' opportuno intervenire?
Le ultime crisi internazionali, in ordine di tempo, sono state i passati bombardamenti in Palestina, in un periodo di vacatio di potere alla Casa Bianca - il Presidente era eletto ma non insediato - e la crisi del Tibet, a ridosso degli ultimi giochi Olimpici.
Nonostante le due questioni, restano pressoche' irrisolte, le diplomazie fecero palesi sforzi per raggiungere provvisori compromessi.
Da un lato, i bombardamenti israeliani spaccarono inevitabilmente l'opinione pubblica in filo-americani e anti-americani, dall'altro l'evento sportivo organizzato dalla Cina, gigante asiatico e nuovo colosso dell'economia globale - nella scorsa estate non sapevamo ancora dell'imminente crollo della Borsa Americana e dell'economia reale mondiale - furono eventi di tale portata che non potevano far rimanere distaccate le democrazie piu' evolute.
Le stesse democrazie, oggi, prendono atto impotenti, del dilagare dell'oppressione da regime, perpetuata in Iran. Ma non intervengono in modo concreto per fermare lo strapotere del suo dittatore, Akhmadinejad. Tutti restano alla finestra, tutti aspettano la prima mossa americana.
Quella parte del mondo, e' da tempo una bomba inesplosa troppo pericolosa perche' qualcuno abbia il coraggio di disinnescarla.
In Iraq, dietro la ricerca di esportare la democrazia, c'era il palese fine di controllare una fetta di mercato petrolifero non indifferente. Stessa cosa di riflesso, dicasi per l'Afghanistan.
In Iran, provocare una crisi diplomatica o addirittura far "sentire" una maggior presenza occidentale nelle varie basi dislocate in medio oriente, potrebbe equivalere ad accendere la miccia di un grosso conflitto, anche in virtu' delle innumerevoli dichiarazioni del suo leader, il quale e' sempre piu' consapevole del suo potere e della sua influenza in medio-oriente.
Speriamo che in queste settimane si arrivi ad una qualche apertura da parte del regime, altrimenti il prossimo vertice del G-8 in Italia, diventera' un incontro dalle delicate ripercussioni internazionali.
Se la questione iraniana e medio-orientale, nel suo insieme, non sara' risolta nel breve periodo, le conseguenze cadranno su tutti e saranno anche piu' incisive, visto il perdurare della crisi economica globale.

sabato 20 giugno 2009

CERCASI RONDE MARINE

Il problema sicurezza fu uno dei cavalli di battaglia delle passate elezioni del 2008.
In Campania oltre il dramma spazzatura, anche quello della criminalita' fu un tema molto battutto nelle promesse, pardon, impegni, da parte dell'attuale Premier.
All'epoca non esisteva "ufficialmente" Noemi e Berlusconi sovente veniva all'ombra del Vesuvio, per dare conforto a noi poveri napoletani, per infondere speranze per un domani diverso.
La spazzatura e' sparita- chissa' dove e' finita... - la criminalita' resta un problema dilagante, dalle connotozioni ormai sociologiche.
I morti ammazzati non si contano piu'. La percezione di sicurezza a Napoli resta molto labile, evanescente, eterea. La movida notturno e' un rigordo lontano. In citta' vengono puniti gli esercizi commerciali che aprono al pubblico abusando di qualche metro di marciapiede, ma non si fa nulla di concreto per fermare una criminalita' ormai dilagante, un fenomeno che per le sue proporzioni sta diventando una componente "normale" dell' humus metropolitano.
In questo caso, chiaramente, le responsabilita' non sono esclusivamente dell'amministrazione locale che da sola non puo' arginare tale fenomeno.
C'e' bisogno di un intervento massiccio del governo centrale. Da queste parti, vista la dilagante macrocriminalita', lo scippo, la rapina, il furto d'auto diventano reati "banali", perdita di tempo per gli organi inquirenti, impegnati estrenuamente per indagini di maggior rilievo e delicatezza.
Eclatante l'ultimo episodio di pirateria marina.
Venerdi, alle 20.00, a largo di Posillipo, un gommone con tre uomini a bordo si avvicina ad un grosso motoscafo. Gli uomini saliti a bordo, armati di mitragliette, derubano dei loro effetti personali gli occupanti il natante, prima di imporre loro di gettarsi a mare - uno di loro ha implorato di poter indossare prima un salvagente non sapendo nuotare -
Napoli ultimamente non finisce mai di stupire, ahime' in peggio. Al nord le ronde sono una realta'. Da queste parti, servirebbero anche quelle marine. Non sommozzatori in pensione, ma lagunari scelti, armati fino ai denti.
...chissa' se una volta presi i delinquenti e scontata la loro pena, non rischieremmo di ritrovarceli come guide turistiche regionali, esperte nell'accoglienza ai turisti, magari per le gite nel golfo...

giovedì 18 giugno 2009

I CITTADINI FUGGONO DAI PROIETTILI. I POLITICI DALLE LORO RESPONSABILITA'

Il video choc, dell'uccisione del giovane romeno, avvenuta alla fine di maggio, ha fatto il giro del mondo. L'eccidio, accaduto all'interno della metropolitana, nel centralissimo quartiere Montesanto, come era prevedibile, ha alimentato il solito polverone di polemiche e di innumerevoli interpretazioni sociologiche. Tutti come al solito, sono intervenuti al capezzale di una citta' in coma profondo.
L'imprenditoria "impegnata", il baronato universitario, l'associazionismo anticamorra, il mondo dei professionisti e i tanti "intellettuali" ( molti dei quali da tempo fuggiti da Napoli per poi profetizzarne il crepuscolo dai loro salotti romani ) fanno sentire la loro voce.
Nei loro interventi, mettono in salvo lo spirito di abnegazione, altruismo e soliderieta' che cottradistingue il popolo partenopeo, sempre pronto ad adoperarsi per il prossimo. Tale predisposizione caratteriale stride ovviamente con il modo crudo in cui la povera moglie del romeno ancora agonizzante, sia rimasta sola, nella totale indifferenza dei passanti, impegnati a dileguarsi in fretta dal luogo dell'eccidio.
Inmancabile l'intervento del sindaco. La Iervolino afferma che anche nella "nordica" Milano, i passanti sarebbero scappati per salvaguardare la propria incolumita'. Cio' e' vero, ci mancherebbe.
Ma il Sindaco, come tutti gli altri teorizzatori socio-metropolitani, tribuni elitari del "verbo" cittadino, dimenticano che ormai da queste parti, data la crescente frequenza dell'uso delle armi tra la gente, a breve, gli episodici sprint dei singoli cittadini in fuga dai proiettili vaganti, si trasformeranno in nutrite gare podistiche di massa.
In quella che ormai nell'immaginario collettivo e' stata ribattezzata come "terra di gomorra", si spara indifferentemente in luoghi isolati ed affollati, col buio ed alla luce del sole.
A noi napoletani, di rimanere all'ombra del Vesuvio, non ce l'ha ordinato il medico.
Noi cittadini fuggiamo dai proiettili. I politici dalle loro responsabilita'. Chi governa invece, avrebbe il dovere di agire affinche' cio' non accada. Ma forse, si preferisce mantenere il caos.
Nel disordine, la mente degli individui, e' piu' facile da manipolare.

lunedì 15 giugno 2009

GLI EX DETENUTI? ANDASSERO A ZAPPARE

Sgomento a Napoli per la decisione presa su iniziativa dell'Assessore Regionale all'Istruzione, Formazione e Lavoro, Corrado Gabriele, di utilizzare gli ex detenuti come accompagnatori dei turisti in citta'.
Gia' ieri ad opera del mio amico blogger il chiodo, la questione prese corpo nella rete.
Anch'io tengo a sottolineare come questa decisione sia un'offesa per Napoli, un'altra testimionianza della deriva in cui siamo sprofondati, dell'abbandono culturale di una citta' ormai spenta.
Oggi i quotidiani cittadini ne hanno dato risalto. Anche la radio cittadina piu' ascoltata, Radio KissKiss Napoli, all'interno dello spazio mattutino Cafe' Blu, condotto dall'amica Ida Di Martino, la voce della citta', ha rivolto agli ascoltatori la questione.
Anche l'associazione civica Napolipuntoacapo per opera di Sergio Fedele ha sollevato notevoli critiche alla scelta fatta dalla Giunta Regionale.
Atavica qui all'ombra del Vesuvio, e' sempre stata quella propensione all'assistenzialismo, di stampo clientelare, per ottenere voti e consenso. La sinistra e' allo sbando, dopo la batosta alle ultime elezioni che ha sancito, se ce ne fosse ancora il dubbio, la fine di un ciclo politico, quello Bassoliniano. Si continuano ad emanare provedimenti senza logica, completamente improvvisati, pur di ottenre appoggio e consenso.
Da queste parti dove i livelli di disoccupazione sono elevatissimi, con tanti diplomati e laureati a spasso, sembra una schiaffo alla morale pensare di poter fare accoglienza affidando l'immagine della citta' ad ex spacciatori o criminali di diverso genere, con livelli di scolarizzazione che rasentano l'analfabetismo. E' vergognoso.
Io non sono contrario al reinserimento sociale di chi ha commesso reati ed infranto la giustizia.
Ritengo davvero imbarazzante pero', che degli ex criminali possano diventare le guide turistiche della citta' per chi desidera conoscerne il suo patrimonio storico-artistico-monumentale-paesaggistico.
Se davvero si vuole rendere utile il reinserimento sociale di tali individui, si potrebbe puntare sul settore primario: l'agricoltura.
in campagna di braccia operose, ce n' è sempre bisogno. Gli ex detenuti, andassero a zappare.

domenica 14 giugno 2009

LA DERIVA, E' CULTURALE

Il Paese e' avvolto da un opaco e magnetico appiattimento. Non reagisce, e' inerme, incastrato in uno sterile conflitto politico, divenuto ormai socio-esistenziale. Berlusconiani e anti-berlusconiani.
Siamo tutti fermi, rigidi, incollati su di una piattaforma di contrasto non piu' ideologico ma relazionale. Non ci rendiamo conto che a parte le problematiche economiche che affliggono il Paese, a cui non si sono date risposte serie, nette, inequivocabili - la social card ne e' la dimostrazione piu' mortificante - con la scusante di un crollo economico-finanziario globale, la deriva che sta attanagliando la nazione, e' culturale.
Il Paese si sta impoverendo, stritolato in questa contrapposizione che ormai ha assunto connotazioni sociologiche. Viviamo in un'epoca di trasformazione dell'informazione ma non siamo ancora in grado di poter ottimizzarne i benefici.
I modelli imposti dai nostri media, soffrono evidentemente la tipicizzazione, la spettacolarizzazione, la personalizzazione che a loro viene data da chi nel bene o nel male, su questi media riesce ad esercitarne il controllo in modo strategico, quasi occulto. In Italia sappiamo da chi tale controllo e' esercitato.
La notizia deve essere urlata, deve craere ascolto innanzitutto, meglio se all'interno di una tribuna che assomiglia sempre piu' ad un'arena. Meglio la rissa che argomentazioni di contenuto.
Il pubblico, espressione di un paese sempre piu' attento al gossip ed ai reality, si appassiona, sceglie i suoi paladini, in base alla violenza delle loro espressioni, al loro sarcasmo che spesso diventa gratuita volgarita'.
Berlusconi ha diviso il Paese. Ha creato una linea di demarcazione netta, precisa tra chi e' con lui e chi gli e' contro. I suoi avversari gli hanno dato una grossa mano, cadendo in questa trappola, non riuscendo da tempo, a proporre idee e programmi alternativi ma solo sterili contrapposizioni, spesso rivolte all'uomo e non al politico.
Cio' ha impoverito il Paese. Chi come me, non si e' sentito partecipe di questa mediocre ed effimera contrapposizione, si e' momentaneamente allontanato dalla politica, con l'astensionismo.
Allontanarsi dalla politica come espressione di dissenzo. Cio' non e' in assoluto, un comportamento civico corretto. Ma in tale fase storica, e' l'unico metodo per non farsi coinvolgere da questo impoverimento, soprattutto culturale.


martedì 9 giugno 2009

NON CAMBIA NULLA

Le elezioni per molti hanno emesso verdetti, sentenze, condanne.
Per me nulla e' cambiato.
Di Pietro ha raddoppiato il consenso, prendendo pero' soprattutto al suo alleato e diventando per questa ragione, davvero scomodo.
Il PD perde meno del previsto ma perde. Smarrisce soprattuto un' identita' mai nata. Che fa Franceschini?
Casini avanza un pochino ma resta piccolo e sempre in cerca di apparentamenti - stavolta a sinistra.
La sinistra radicale, presentatasi divisa, continua a dissolversi.
Pannella per l'ennesima volta supera il digiuno ma vede ulteriolmente eroso il suo consenso.
Il vero vincitore alle urne e' la Lega, un partito non piu' separatista ma sicuramente a vocazione territoriale.
E il PDL, pardon, Berlusconi? Non avanza, anzi retrocede leggermente ma resta in modo imbarazzante, ampiamente dilagante, conquistando tantissime amministrazioni. Adoperati toni trionfalistici per le province - a che servono? - passate al centro-destra. Ma le province non dovevano scomparire? Penso che se non lo vorra' la Lega...continueranno ad esistere.
Quindi, in Italia non cambia nulla.
Finita la campagna elettorale, forse pero' si iniziera' finalmente a parlare di politica.
Dico forse, poiche' l'estate e' alle porte. A breve si iniziera' a parlare solo di G8 - non so come l'Italia ne faccia ancora parte - con i tanti problemi reali dimenticati, attraverso una strategica e surreale scenografia irradiata ad arte per distrarre l'opinione pubblica, ipnotizzandola e opacizzandone il suo spirito critico.
Forse l'aumento dell' astensionismo, altro dato inconfutabile, e' anche la palese dimostrazione di disaffezione a questa politica.


venerdì 5 giugno 2009

IO NON VOTO.

Tra poche ore, calera' il silenzio su questa disarmante campagna elettorale. Mai nella storia democratica della nostra Repubblica, si era scivolati così in basso.
Un silenzio che sulla politica dovrebbe diventare permanente, una forma di manifesto mutismo assordante, per evidenziare quanto squallido rumore, chiasso isterico, delirio sterile sia stato prodoto in quest'ultima "rissa elettorale", da mediocri protagonisti politici sempre piu' distanti dalla gente e dalle sue esigenze.
Il loro penoso trascinarsi in uno scontro sempre piu' misero dal punto di vista dei contenuti e delle idee, ha solo accentuato la spaccatura presente nel Paese, tra berlusconiani e anti-berlusconiani.
Il popolo si e' diviso per un fattore di appartanenza, non piu' per questioni culturali, sociali, ideologiche e per ultima istanza politiche.
I partiti piccoli, specie a sinistra non hanno saputo far gruppo, diventando ancor piu' evanescenti e poco rappresentativi.
Per le amministrative si formano alleanze di cartello che portano spesso il "solitario" Casini, lui che tra destra e sinistra, sceglie l'Italia, ad appoggiare l'una o l'altra parte - piu' sovente la destra - smentendo nei fatti, cio' che proclama come simbolo di una presunta pseudo-indipendenza, divenuta a questo punto, becera e truffaldina.
In Europa invece, tutti i partiti tengono a ribadire che correranno da soli, quasi che l'alleato di turno all'interno delle competizioni amministrative, fosse un appestato.
Penso che in questa fase storica, sia necessario staccarsi da questo desolante scenario.
In Campania - l'appuntamento principale e' per la provincia di Napoli - assisteremo ad una svolta storica, non politica. La sinistra con i suoi errori e' alla fine di un percorso. I suoi interpreti, spesso tra loro in contrasto, non sono piu' proponibili. A destra si e' puntato come al solito ad una forma di consenso populista, meno alla qualita' degli attori, delle idee e dei contenuti. Perche' andare a votare se non lo si e' spinti a farlo per il semplice fatto di possedere una tessera, ultimamente tenuta nascosta, visto il livello in cui e' precipitata la politica?
Io non votero', assolutamente. Penso che saremo in tanti questa volta. L'elettore e' stanco, sfiduciato, ha preso sempre piu' coscienza che i suoi rappresentanti sono da lui distanti. Perche' continuare a dar loro sostegno?
Abbandonare la politica quindi, non deve apparire come una forma di protesta anarchica ma come un vero evoluzionismo sociale. Disertare le urne, non sara' un' espressione di disobbedienza civica ma un fattore di indipendenza culturale.
Liberarsi da questa politica, dai suoi interpreti - a volte davvero improponibili - per riacquistare la propria autonomia soggettiva, la propria coscienza di individui liberi non soggetti ad un nauseabondo sistema clientelare che porta a premiare non chi ha idee migliori ma chi detiene piu' potere.
Non votando, mi sentiro' piu' libero.

martedì 2 giugno 2009

NAPOLI, CHE VERGOGNA

Se si e' arrivati a profanare anche la tomba di Toto', vuol dire che la citta' e' ormai in un vicolo cieco, in un binario morto, ormai in putrefazione.
Ancora una volta, le cronache devono citare avvenimenti che infangano la citta', la umiliano, cancellano in modo permanente la sua antica storia, la sua millenaria cultura, il suo eccezionale patrimonio.
Non penso il gesto sia opera di qualche sconsiderato o di qualche mitomane in cerca di notorieta'.
Purtroppo temo, sia una becera, penosa, vile azione calcolata, strategica, finalizzata a ottenere comunque attenzione, a suscitare un negativo e roboante clamore.
Oggi e' la festa della Repubblica. Qui a Napoli, non c'e' proprio nulla da festeggiare.
La citta' e' un moribondo che si trascina da tempo, avvolto nel suo male, nella sua agonia lenta e inesorabile.
La memoria del Principe Antonio de Curtis, e' stata oltraggiata. Napoli ha ricevuto il suo ennesimo schiaffo. Ormai la citta' non reagisce, poiche' non ha piu' la forza culturale di farlo. Vive solo evocando il suo passato che diventa giorno dopo giorno, piu' remoto.
La vergogna che ha macchiato la citta' per l'ennesima volta, ne e' la piu' chiara e palese dimostrazione.

venerdì 29 maggio 2009

MUNNEZZA: IL SEGRETO, E' MILITARE

Il Paese sta scivolando in una crepuscolare e stagnante acquiescenza comatosa. Il caos diventa norma, cosi' come la contrapposizione delirante. Il vuoto di contenuti, si trasforma in un colmo di effimera ed evanescente pochezza.
L'economia non da segnali di ripresa. Anche Draghi se ne e' accorto. Ha dovuto per forza di cose, rendere pubblici, numeri non confortanti. Al Premier cio' non avra' fatto piacere. Lui per distrarre in ogni modo il suoi "video-elettori" si e' inventato lo scoop delle crociere per terremotati, disgraziati abitanti colpiti da una calamita' naturale che ha coperto in larga misura tutte le incertezze e i primi disagi anche politici - crisi scongiurata con la lega - di un governo che avra' pure larghi numeri ma che non ha compiuto interventi concreti a fronte della forte crisi economica che attanaglia il paese.
In Campania il copione e' lo stesso. Dopo aver denigrato l'amministrazione al governo della regione e usato il dramma rifiuti come arma per attaccare la sinistra, Berlusconi e il suo staff non hanno preso le dovute distanze da Bassolino. Solo in questi ultimi venti giorni di campagna elettorale, si sentono spot elettorali che accusano gli attuali amministratori, di aver distrutto il territorio.
La sinistra ha certamente instaurato un apparato di casta clientelare ma per l'emergenza rifiuti tutte le forze politiche hanno gravissime responsabilita'. Contro gli inceneritori, si opposero tutti, da Rifondazione a Forza Nuova, dai centri sociali ai vertici del clero.
Gli inceneritori, appunto. Oggi pare siano diventati il nuovo business. In Campania ne sono previsti altri tre, oltre quello molto discusso di Acerra. A me pare una esagerazione. A Napoli - zona orientale - a Salerno e a Santa Maria la Fossa dovrebbero essere realizzati i nuovi impianti, chissa' quando...
Su quello di Acerra, gia' si celano molti dubbi. L'impianto non ancora funzionando a pieno regime, ha gia' superato per ben 17 volte su 35 giorni di lavorazione i Pm10 consentiti. Il Premier garanti' che le emissioni prodotte, erano paragonabili a quelle di tre auto di media cilindrata. L'opinione pubblica, "devotamente" come suo solito, gli credette.
Al momento, non si sa che tipo di rifiuti vengono conferiti. Non si sa se i termini per l'apertura delle altre mega-discariche saranno rispettati. Non si sa quando inizieranno i lavori di bonifica dei territori martoriati. Non si sa quando e in quanto tempo, saranno smaltiti i 4 milioni di metri cubi di eco-balle dall'area di Giugliano, localita' Taverna del Re. Non si sa soprattutto, se la soglia del 25% di differenziata imposta per legge, e' un limite che tutti i comuni del territorio campano stanno raggiungendo, pena il commissariamento.
Si sa solo che Bertolaso e' rimasto molto meravigliato dalle domande dei magistrati a cui sono stati sottoposti i suoi generali, in merito a tutta la fase di superamento dell'emergenza e di inizio dell'ordinarieta'.
Una cosa e' certa. Visto che tutte le zone adibite a discarica, stoccaggio, lavorazione e incenerimento, sono diventate per legge, zone militari, su cio' che ruota intorno ad esse, mai nulla si sapra'. Avete mai saputo ufficialmente la verita' sull'incidente di Ustica?
Per la munnezza il meccanismo e' uguale. Il segreto, e' militare.

martedì 26 maggio 2009

A NOEMI, PREFERISCO SAMANTHA

Viviamo in un periodo mediocre. La banalita' ci circonda, riempendo un vuoto fatto di nulla.
Subiamo una societa' fatta di futile esteriorita', di valori effimeri, di pochezza di contenuti.
In televisione si ammazzano per sparlare delle presunte scappatelle del Premier.
Della tal cosa, l'unica a beneficiarne, e' la diciotenne Noemi Letizia, acerba ragazzina a breve famosa.
Proprio in questi giorni, una notizia davvero bella, e' passata quasi nel silenzio e nell'indifferenza. Nel nostro Paese, il merito conta poco. Anche quando se ne ha tanto, la notizia non crea piu' clamore. Per la prima volta infatti, l'Italia avra' una donna astronauta! Da noi ahime', conta di piu' chi vince l'isola dei famosi - di cosa???
Il suo nome e' Samantha Cristoforetti, selezionata in questo ruolo dall' ESA - European Space Agency.
Samantha ha 32 anni e' tenente dell'Aureonatica Militare Italiana.
Due lauree. La prima in ingegneria meccanica, ottenuta all'Universita' di Monaco di Baviera.
La seconda in Scienze Aeronatiche, presso la prestigiosa Accademia di Pozzuoli.
Premiata con la "Sciabola d'Onore" onoreficenza attribuita all'allievo che nei primi tre anni di corso, si classifica sempre primo.
Tra le prime donne in Italia a diventare pilota militare. La Cristoforetti ha frequentato con ottimi risultati anche la Scuola Superiore di aeronatica di Tolosa e di Mosca. Attualmente le sue mani comandano la cloche degli AM-X e degli AM-XT del 32° Stormo di Amendola.
La tenente-ingegnere-pilota parla perfettamente il tedesco, l'inglese, il francese e abbastanza bene il russo.
Come hobbies ama la lettura, lo yoga, il nuoto, lo sci, la speleologia e la mountain-bike.
Dovendo scegliere con chi andare a cena, non avrei dubbi. Preferirei la top gun, sicuramente avrebbe molti piu' "argomenti"... di discussione.


sabato 23 maggio 2009

MC GREGOR OFFENDE CASERTA. COME DARGLI TORTO?

L'attore inglese Ewan Mc Gregor, protagonista del film Angeli e Demoni, offende Caserta. Le sue dichiarazioni diventano un caso internazionale.
Il caso fa riferimento al giugno dello scorso anno. Per esigenze della produzione che non poteva girare le sequenze del film all'interno del Vaticano, furono scelti i saloni della Reggia Vanvitelliana, uno dei maggiori simboli architettonici dell'intera regione Campana.
L'attore, le cui dichiarazioni sono state fonte di esilaranti risate, all'interno del talk shaw inglese Friday Night, ha testualmente descritto la Reggia come un monumento abbandonato nel degrado, all'interno di un'area paragonabile al piu' grande buco di merda mai visto prima.
L'attore dice testualmente: " shit hole " riferendosi alla cittadina in terra di lavoro.
Mc Gregor sottolinea come la produzione si dovette sobbarcare una meticolosa opera di pulizia. Arrivarono appositi mezzi per bonificare le aree interessate dalle riprese. Furono tolte finanche le erbacce cresciute nei solchi apertisi nella mura dell'edificio che facevano triste mostra di se, offendendo lo sguardo di chi attraversava i viali all'interno del palazzo.
L'attore rincara la dose, affermando che una residenza storica, per importanza e prestigio paragonabile al Louvre, non potesse essere utilizzata come parcheggio per le auto, pista per i motorini, dimora per i cani randagi, spazio per la vendita degli ambulanti.
L'amministrazione locale si ritiene offesa. Accusa l'attore di maleducazione e mancanza di stile, dimenticando colpevolmente, come realmente viene tenuta un'opera monumentale di tale portata e in che stato versava specie in quel periodo.
Oggi si parla di crisi economica. Si fa dello sterile vittimismo sulle conseguenze dell'emergenza rifiuti. Ma in concreto, cosa si sta facendo per attirare i turisti da queste parti?

mercoledì 20 maggio 2009

LE INCOGNITE DI UN CAMBIAMENTO

La scadenza elettorale si avvicina. Il clima politico questa volta non sembra rovente. Qui in Campania non si aspetta altro che l'inizio del rinnovamento. Come ho detto spesso da questo spazio, la svolta sara' storica, non politica.
La sinistra ha fatto il suo tempo, quella che oggi si chiama destra - un contenitore acchiappatutto senza anima e personalita' carismatica - in cui personalmente, non mi riconosco, si appresta a conquistare la Provincia di Napoli, un'Istituzione che specie in Campania, non ha mai contato molto.
Non mi esprimo sul candidato. E' stata fatta una scelta di "consenso" e non di contenuto.
Intanto molte verita' vengono sottaciute o strategicamente ovattate. Accendere troppo i riflettori non conviene alla politica, ne' a chi nel breve non governera' piu', ne' a chi dovra' addossarsi tale pesante fardello.
Napoli e il territorio campano, restano aree ad elevatissima presenza criminale.
La massiccia presenza di forze dell'ordine - in molti non sanno che parte dei loro straordinari e' congelato momentaneamente come risorsa da destinare all'abruzzo - sta dando importantissimi risultati in termini di arresti e sequestri di beni, meno purtroppo nel numero dei morti ammazzati.
Il degrado continua a regnare sovrano. La spazzatura nell'hinterland, specie nella provincia di Caserta, torna a far capolino. Anche le spiagge del litorale domizio, sono invase dai rifiuti, diventati stabile conformazione morfologica del paesaggio marino, le cui acque hanno raggiunto livelli di inquinamento da codice penale.
Nel capoluogo si ripetono scene da far west. Giorni or sono si e' verificato l'ennesimo assalto ai vigili urbani, dopo il fermo di un minore extra-comunitario.
Grosse devastazioni sono state perpetuate anche dai disoccupati organizzati. Scene di guerriglia urbana hanno paralizzato la citta'. Occupate le impalcature utilizzate per i lavori di restauro della galleria Umberto, decine di cassonetti rovesciati, autovetture ribaltate, lancio di fumogeni, incendiato un autobus e occupata la zona che porta al nuovo sversatoio cittadino di Chiaiano. Al grido "mafiosi, mafiosi" il corteo ha cercato di fare un blitz anche nel teatro Augusteo, dove si teneva una convention del PDL.
Nel frattempo la sanita' e' sull'orlo della bancarotta. L'ospedale pediatrico Santobono, e' un vero inferno. La terapia d'urgenza ha rischiato la paralisi. I bambini sono stati tenuti sulle barelle come in un lazzaretto. In altri reparti invece, i letti vengono utilizzati per ammassare le sedie. Questo e' il caos in cui versa la sanita' locale. Fare il medico da queste parti e' diventato ormai una missione.
In citta' la concentrazione di idrocarburi, complice l'improvviso aumento delle temperature, ha sforato per l'ennesima volta i parametri di sicurezza. Si continuano a realizzare blocchi provvisori del traffico, senza generare un efficace piano alternativo. Nel frattempo l'amministrazione locale, propone il divieto di fumo oltre che allo stadio, anche nei parchi pubblici.
Effimera originalita', approssimazione e patetica improvvisazione, da queste parti, oltre a essere prerogative caratteriali , diventano "compiute" lineee strategiche di chi governa la res pubblica.
Il tanto atteso rinnovamento, portera' un cambiamento? La svolta sara' di idee o di potere?

lunedì 18 maggio 2009

CARO DE LAURENTIIS, GLI EFFETTI SPECIALI SONO FINITI

Il Napoli perde ancora davanti al suo pubblico. Ormai i problemi tecnici e quelli di spogliatoio, diventano un caso. Il pubblico fin troppo paziente e affezionato alla squadra, riversa la sua rabbia verso i giocatori e la societa'.
Non e' bastato il cambio sofferto della guida tecnica a risollevarne le sorti.
Donadoni, tecnico ancora acerbo, nonostante abbia guidato la nazionale, non e' riuscito a ridare entusiasmo e risultati ad una squadra ancora legata indissolubilmente alla mano del tecnico precedente, Reja, con un organico con palesi limiti tecnici, specie tra le seconde linee.
Dopo una partenza sprint, dovuta anche ad una preparazione anticipata per gli impegni internazionali, anch'essi finiti prematuramente, la squadra si e' lentamente dissolta, entrando in una crisi di identita' oltre che di risultati.
I media locali ci hanno messo del loro. All'inizio sono stati spesi proclami a dir poco trionfalistici, alimentando il delirio di una piazza facile a surriscaldarsi. Poi c'e' stato un esagerato buonismo, una sorta di univoco e servile lecchinaggio, verso un imprenditore, De Laurentiis, che in questa citta' e' venuto in primo luogo a vendere meglio i suoi "panettoni" natalizi.
Il presidente, deve rivedere i suoi programmi. All'inizio godeva di molto consenso in citta'. Aveva permesso di far rimanere presente tra le squadre professioniste il Napoli, prelevandolo dalla serie C. Il suo impegno era quello di portare la squadra azzurra tra le grandi, in 5 anni e sopratutto di divertire. Questo tempo e' scaduto, ma il Napoli resta una realta' ancora piccola. Non c'e' una vera sede sociale, non c'e' un vivaio degno di questo nome, non c'e un assetto societario che dia alla squadra una pur minima parvenza di seria organizzazione tecnico-dirigenziale.
Lo spogliatoio e' diviso. Non c'e' unicita' di vedute nella futura scelta dei giocatori. De Laurentiis ha commesso anche l'errore di sminuire la figura del direttore generale Marino, unica persona competente nel suo staff e unico parafulmine alle sue frequenti uscite "naif" da uomo di spettacolo ma mediocre conoscitore di calcio. Lo stesso Marino ci ha messo del suo, sbagliando alcuni acquisti, spendendo cifre spropozionate per giocatori modesti, come Rinaudo e Aronica.
Ma e' il presidente che adesso deve scoprire le sue carte. Ci deve far capire se vuole fare scelte importanti, se vuole davvero portare il Napoli ai livelli che gli competono. In questi anni si e' puntato a giocatori di "prospettiva" che alla fine si sono rilevati non adatti alla piazza. Piu' che talenti emergenti, ci siamo trovati a cospetto di giovanotti di buone speranze.
Caro presidente, gli effetti speciali del tuo "film" sono finiti. Il fumo negli occhi che hai irradiato a iosa qui in citta', si e' ormai dissolto.
Se vuoi ancora pubblico al botteghino, compra attori di primo livello, non comparse e figuranti adattati al ruolo di protagonisti.

venerdì 15 maggio 2009

PARLANO DI ME

E' bello ricevere gratificazioni, si vive anche di quello.
Vi giro un link, in cui viene rimarcata, in modo spontaneo e disinteressato, l'attivita' che svolgo da quasi sei anni, in una zona difficile, Casal di Principe, senza ricevere forse, i giusti riconoscimenti.
A volte pero', queste piccole soddisfazioni, sono iniezioni di positivita' e ottimismo che mi inducono a guardare al futuro con maggiore entusiasmo.
Sono sicuro che alle persone che mi vogliono bene e che seguono la mia attivita' anche da lontano, questo articolo faccia altrettanto piacere.
http://caffenews.wordpress.com/2009/05/14/arbustum-lagriturismo-che-non-ti-aspetti-a-casal-di-principe/

martedì 12 maggio 2009

NAPOLI. TUTTO VA MALE, TUTTO NORMALE

Napoli rotola nella sua normalita', fatta di degrado, incuria, scarso senso civico.
La citta' si trascina nei suoi paradossi, nei sui contrasti disarmanti. Una citta' stupenda abbandonata al suo destino.
La munnezza non c'e' piu' - chissa' dove e' finita... - ma il livello di vivibilita' resta da paesi del terzo mondo.
Non c'e' programmazione o meglio, ci sono tanti progetti senza un' unica e chiara linea di coerente omogeneita'. Il teatro San Carlo, prima viene aiutato grazie anche ad un commissario ad h.o.c. poi, viene fatto oggetto di notevoli tagli di bilancio, alimentando spaccature all'interno della giunta.
Bagnoli resta l'incompiuta per antonomasia, un sogno mai realizzato, la prova evidente dell'incapacita' degli amministratori attuali.
Per fare cassa, il Comune decide di imporre una tassa sui loculi di 9 euro, per recuperare circa 3 milioni di euro l'anno, con l'unica particolarita' che la tassa avra' applicazione retroattiva a partire dal 2006.
La raccolta differenziata stenta a partire in tutta la citta' e soprattutto nell'hinterland, dove spesso si assiste ancora alla presenza di indecorosi sversatoi a cielo aperto. Come si fara' a raggiungere il 25% di differenziata per la fine del 2009? Quanti comuni verranno commissariati? Si applichera' tale provvedimento o tutto il tal-quale finira' nel termovalorizzatore di Acerra?
La citta' non ha un impiantistica sportiva degna di questo nome. Non c'e' un palazzetto per il basket, lo stesso stadio San Paolo non ha tutti i requisiti per poter disputare gare internazionali. Stesso discorso vale per strutture atte a ricevere grandi eventi o spettacoli internazionali. Mal che vada, c'e' sempre la "poliedrica" Piazza del Plebiscito, spazio usato e abusato per iniziative di ogni genere. Le periferie giacciono nel solito abbandono. Le vele a Scampia sono sempre li, con la loro mortificante struttura che ferisce l'animo di chi le abita.
Continua "l'autoglorificazione" per il prosieguo dei lavori della metropolitana, senza dubbio un vanto per Napoli ma ci si dimentica che la citta' e' un cantiere aperto da oltre venti anni mentre in superfice il problema traffico resta irrisolto, così come quello dell'inquinamento da idrocarburi.
Non si parla piu' di riprogrammazione aeroportuale. Capodichino resta un aeroporto pericoloso, per la sua ubicazione nella citta'. Grazzanise resta un' altra promessa incompiuta.
Nel frattempo prosegue a rilento e con un notevole aumento dei costi inizialmente preventivati, la costruzione dell'Ospedale del Mare, progettato nella zona di Ponticelli, dove sara' ubicato in futuro anche il termovalorizzatore cittadino, in una zona per giunta, distante solo 8 km. dal Vesuvio, con tutte le ripercussioni che tale scelta puo' comportare. Questa puo' definirsi progettualita'?
Il tutto mentre si continua "normalmente" a morire ammazzati. Ieri l'ultima vittima in ordine di tempo nel rione Sanita', nel pieno di un pomeriggio assolato, tra donne, anziani e bambini.
In questo contesto si aspetta il tanto agognato cambiamento politico, a partire dalla Provincia. Un cambiamento di casta, di potere, di clientele, di favoritismi, di consenso arrivista.
Mastella stringe la mano a Cesaro, lasciando la moglie Lonardo alla Presidenza del Consiglio Regionale. L'Udeur torna col PDL. Se il buon giorno si vede dal mattino...