lunedì 5 luglio 2010

GOVERNO: IL CLIMA E' ROVENTE

E' arrivato il gran caldo. Estate torrida, con temperature al di sopra della media.
Assai rovente e' anche il clima che si avverte nel Governo, sempre piu' diviso e litigioso su questioni fondamentali, quali la legge sulle intercettazioni e il varo della manovra finanziaria, tutta lacrime e sangue, con ingenti tagli alle regioni.
A questo punto, con la radicalizzazione dello scontro netto ed irriducibile all'interno del PDL, ogni scenario e' ipotizzabile.
I due leader nonche' co-fondatori del primo partito nazionale, Berlusconi e Fini, si stanno adoperando in una estenuante prova di forza. Sono pronti a tutto pur di non vedere sminuite le reciproche posizioni. Ormai, siamo alla resa dei conti.
Il Paese e' ormai narcotizzato, in balia di questi sterili personalismi; le correnti opposte dello stesso partito, attraverso le diverse associazioni, fondazioni, comitati, testate giornalistiche di riferimento, stanno giocando una delicatissima ed al tempo stesso logorante partita a scacchi che per la nazione si sta trasformando in una vera e propria stasi determinista, in una forma di ipnotica paralisi decisionista.
Per una crisi aperta, ufficiale, formale, e' questione di giorni, forse di ore, con tutte le nefaste conseguenze del caso.
Di solito i governi andati in crisi in primavera trovavano un traghettatore per il periodo estivo.
Nella fattispecie bisogna trovare un "bagnino" che non facci affogare il paese in acque divenute torbide e che lo rifocilli da un'arsura ormai opprimente.



giovedì 1 luglio 2010

SOLO LA RETE E' SENZA BAVAGLIO

Notti d'estate, notti mondiali. No per noi italiani, delusi dalla spedizione sudafricana.
L'attenzione dei media resta comunque alta intorno al pallone. In questo clima pre-feriale, si dimenticano le centinaia di miliardi di euro che le borse europee stanno dilapidando. Passa silente la crisi del comparto auto, le incertezze del futuro della Fiat. Normali, per non dire da manuale, appaiono gli aumenti dei pedaggi delle autostrade, dei carburanti e delle bollette del gas, per non dimenticare quelli dell'Irpef e dell'Irap in alcune regioni, come la Campania.
L'importante e' che Berlusconi mantenga il suo ottimismo, profuso a iosa nel suo tour oltre oceano.
Intanto nel nostro Paese, si sta compiendo un vero e proprio attentato alla liberta' dell'informazione.
Il Governo insiste nel discutere il DDL in merito, entro la fine di luglio. La regia di quest'altro colpo di mano, come al solito e' stata perfetta. Quale periodo migliore se non quello dell'estate inoltrata, per far passare una legge così devastante? Per giunta con tutti i maggiori programmi di approfondimento televisivo, in pausa estiva, quindi senza nemmeno il bisogno di oscurarli.
I giornalisti scendono in piazza per dimostare il loro malcontento, per rimarcare l'evidente passo indietro che sta per compiere il nostro paese, i cui cittadini non avranno la stessa modalita' di informarsi, di sapere, di avere coscienza di cio' che li circonda, a meno che non si scelga di seguire il Tg1 o il Tg5, mediatici notiziari di regime.
Anche in questa circostanza, la stessa maggioranza appare divisa.
Il periodo che stiamo vivendo non e' per niente esaltante. Purtroppo vedo in giro rassegnazione, assuefazione, abitudine a convivere in questo clima opacizzato, in cui tutti sembrano narcotizzati, castrati nel fulvore delle loro iniziative, soggetti divenuti passivi, remissivi, acquiescenti, pervasi ed indottrinati artificialmente dal "verbo" telemediatico che, essendo pressoche' univoco, ha permeato in modo invasivo le menti e le coscienze dei riceventi il messaggio.
Per fortuna, senza bavaglio e' rimasta la rete, libera da filtri ed occulte regie. Almeno per ora.

martedì 29 giugno 2010

NOMINA DI BRANCHER: AUTOGOL DI BERLUSCONI

Il nostro Premier Silvio Berlusconi, gira per il mondo per i suoi impegni internazionali.
Prima in Canada, per il doppio appuntamento G-8, G-20, che ancora una volta, l'ennesima, ha sancito l'impossibilita' dei grandi di convergere su piattaforme condivise.
Il Presidente del Consiglio poi, e' volato in Brasile (da buon venditore, ha affermato che dopo l'eleminazione dell'Italia, tifa per la squadra verde-oro - poteva fare altrimenti?) dove ha accusato senza mezzi termini, l'influenza dei media del nostro paese e la loro azione negativa e distorta, tesa a produrre un' alterata informazione per i cittadini. Addirittura ha esortato gli stessi a scioperare nei confronti della stampa, non acquistando i quotidiani.
Ha aggiunto di non poter amministrare liberamente il Paese per la presenza di un Parlamento macchinoso, di un Presidente della Repubblica limitante l'azione del Governo e di un'azione giudiziaria affidata a magistrati schierati politicamente.
Peccato che dinanzi alla stampa internazionale, si sia dimenticato di spiegare in base a quale principio di liberta' o per quale alta e nobile azione democratica, abbia preso la decisione di nominare un nuovo Ministro (il problema e' che non si e' capito il dicastero affidatogli), nella persona di Aldo Brancher, un individuo su cui pendono diversi casi di imputazione per i quali sperava di ricorrere immediatanmente al leggittimo impedimento.
Berlusconi ha commessso un pacchiano autogol. Mai come in questa occasione, anche la maggioranza si e' fortemente opposta alle scelte del suo leader, nella fattispecie davvero imbarazzanti.
Lo sostengo da un po' di tempo: la parabola del Premier e' al capolinea.

giovedì 24 giugno 2010

LA RESA DEI CAMPIONI

Quando ho visto il terzo goal della Slovacchia, nato su di una rimessa laterale, mi sono reso conto che si era toccato il fondo. Questa gravissima distrazione non accade neanche sui campi di terza categoria, nemmeno nelle scuole calcio, dove i piccoli di 6-7 anni tirano i loro primi calci al pallone.
Quell'errore sintetizza la pochezza della squadra azzurra, una squadra spremuta nel fisico e confusa nelle idee, confusione accentuata da un tecnico (sempre molto presuntuoso) che in ogni partita ha cambiato il modulo di gioco ed i suoi interpreti, un tecnico che ha lasciato a casa alcuni grossi talenti ma che soprattutto non ha saputo usare al meglio (io ho visto un ottimo Quagliarella) quelli convocati per questa avventura sudafricana, presto trasformatasi in incubo.
Lippi nella conferenza stampa del dopo partita, si e' assunto tutte le responsabilita' di questa figuraccia. Era il minimo che potesse fare, visto il calo progressivo che la nazionale ha avuto negli ultimi due anni, culminato nell'assenza di vittorie nell'anno in corso.
Il tecnico aveva puntato tutto sui suoi senatori, i quali pero' arrivavano a questo mondiale, logori nel fisico e senza piu' le motivazioni avute nella passata edizione, quando in un modo o nell'altro si doveva dare una risposta sul campo allo scandalo di calciopoli.
L'ultimo errore l'ha commesso la Federezione, presentando a pochi giorni dalla partenza per il ritiro (era proprio il caso di andare a Sestriere per allenarsi sul sintetico?), il successore di Lippi, l'ex tecnico della Fiorentina, Prandelli.
In modo formale e sostanziale, si sanciva ancor prima di partire per il Sudafrica, la resa dei campioni.

lunedì 21 giugno 2010

SEPE INDAGATO: A MARONNA C'ACCUMPAGNA

L'inchiesta sulla cricca si allarga, coinvolgendo anche le mura Vaticane: ad essere indagato e' il Cardinale Crescenzo Sepe, arcivescovo di Napoli.
La questione come al solito e' molto ingarbugliata, difficile da leggere. Sono coinvolti tutti i nomi ultimamente usciti nelle cronache giudiziarie, inerenti i possibili illeciti verificatisi negli appalti dei grandi eventi.
Balducci, Anemone, Bertolaso, Lunardi. Adesso esce fuori il nome di Sepe. E' stato lo stesso Bertolaso a tirarlo in ballo.
Il prelato era a capo di una potentissima congregazione, la Propaganda Fide, con un patrimonio stimato di oltre 9 miliardi di euro, composto prevalentemente da immobili e donazioni vitalizie.
Strano che nel 2006, Benedetto XVI, allontani il Cardinale a scadenza del suo primo mandato, un'eccezione rispetto i suoi predecessori.
Il Cardinale che sembra sereno e convinto di fare chiarezza in tempi brevi, scrive una lettera ai napoletani, esortandoli ad avere fiducia, dicendo loro che anche questi sono gli sforzi ed i sacrifici da sostenere nel portare la croce.
Lui deporra' a breve dinanzi ai giudici. E' il caso di dire che un confessore si confessa. Chissa' quali "terremoti" provochera' la cardinalizia deposizione.
Speriamo che i vertici della curia napoletana non siano coinvolti in illeciti penali. Napoli gia' soffre abbastanza di suo.
In questa delicatissima vicenda al popolo di questa citta' non resta che aggrapparsi alla fede. Prendendo in prestito un'affermazione spesso adoperata dello stesso Sepe, auguriamoci che "a Maronna c'accumpagna".


mercoledì 16 giugno 2010

NAPOLI, TORNA L'INCUBO MUNNEZZA

E' arrivato il caldo, a Napoli anche il fetore nauseabondo della munnezza.
Tornano con il loro imbarazzante ingombro, i cumuli di rifiuti per le strade. L'azienda cittadina addetta alla raccolta ha pochi fondi. Ci sono stipendi arretrati non percepiti dai dipendenti che con il loro scipero hanno messo in ginocchio la citta'. C'e' da riorganizzare il riassetto dell'intera raccolta, la cui gestione e' passata dal comune alla provincia. Nel frattempo, la differenziata non decolla, così come l'individuazione di nuovi termovalorizzatori. In queste settimane e' scoppiata una forte polemica sulla possibilita' di aprire un grosso invaso nel Parco Nazionale del Vesuvio, dove ubicare una futura mega discarica di tal-quale, senza dimenticare il destino dei 6 milioni di false eco-balle, la cui distruzione pare ancora assai lontana.
Di questa nuova emergenza, avvertita anche nella provincia di Caserta (altra azienda ma medesimi problematiche), non se ne parla ancora a livello nazionale. Sappiamo quanto il Premier ci tenga a far girare per il mondo, l'immagine della " cartolina Napoli ", ma la realta' da queste parti e' molto diversa rispetto a quella irradiata dai media. Piu' volte ho segnalato come tale disagio non sia mai stato superato in pieno.
Per le strade cittadine, sono ammassate oltre 1400 tonnellate di munnezza. I turisti si muovono per le vie del centro facendo zig zag tra i rifiuti. Bisogna trovare una soluzione ed in fretta, prima che il problema non sia piu' gestibile con gli strumenti ordinari.
A Napoli, la munnezza e' di nuovo un incubo.

domenica 13 giugno 2010

BAVAGLIO ALL'INFORMAZIONE: SEGNALE ALLARMANTE

Tanto rumore sta producendo l'introduzione della cosiddetta legge bavaglio, in cui non si da piu' alla stampa la possibilita' di divulgare notizie che in qualche maniera possano ledere un potenziale imputato prima che lo stesso riceva una sentenza definitiva o che possano coinvolgere un soggetto non ufficialmente sottoposto a nessun tipo di informativa cautelare.
C'e da un lato la maggioranza di Governo che per bocca del suo leader Berlusconi, continua ad accusare le interferenze della magistratura, anzi, una parte di essa, come palesi minacce alla liberta' dei singoli cittadini.
Dall'altra, l'opposizione e una grossa fetta di stampa non direttamente assoggettata al pensiero del Presidente del Consiglio o comunque non alle sue dirette dipendenze che vede in tale proposta di legge, un vero e proprio escamotage portato avanti in nome della privacy, ma che in realta' cela un disegno non tanto occulto ma se vogliamo fin troppo evidente, di tenere a tacere tutto cio' che direttamente o indirettamente possa in qualche modo colpire una certa casta di potere.
La legge gia' passata al Senato, in cui si e' sfiorato lo scontro, arrivera' alla Camera non prima di settembre.
E intanto? Il Paese, completamente narcotizzato da questa contrapposizione interna, continua nella sua lenta agonia, nel vivere alla giornata senza dare risposte serie e concrete a migliaia di disoccupati, a tagliare in settori fondamentali come la ricerca e la programmazione ad impoverire di fatto, non solo il potere d'acquisto delle famiglie ma la possibilita' che le stesse possano in piena autonomia, scegliersi il proprio futuro.
Io su questa materia, mi pronunciai in tempi non sopsetti, nel giugno 2008, quando da poco salito in carica, il Governo Berlusconi ne inizio' a discutere. Rispetto allo scenario ipotizzato, la legge in esame e' ancor piu' restrittiva.
Limitare oggi la liberta' d'informazione, in un paese che si considera tra le democrazie piu' evolute al mondo, rappresenta ancor piu' una forma di impoverimento culturale per l'intera collettivita'. In nome del consenso elettorale, divenuto ben presto, espressione di mediatico populismo libertario del leader, si sta compiendo di fatto, una forma di morbida e progressiva metamorfosi costituzionale.
Essere preoccupati che le masse possano informarsi, divenire quindi coscienti e pensanti di cio' che le circonda, e' un segnale davvero allarmante.
Mettere il bavaglio all'informazione e' di fatto, un grosso autogol della maggioranza che dimostra a questo punto, di temere fin troppo che si possano intravedere i troppi scheletri nascosti negli armadi del potere.




mercoledì 9 giugno 2010

MAGGIORANZA AL BAR. LE RUSPE RIPARTONO

Il problema dell'abusivismo edilizio e' molto esteso qui in Campania. Sono ben 60.000 gli immobili abusivi realizzati negli ultimi dieci anni. Mesi or sono, ci sono stati anche diversi abbattimenti che hanno generato violenti scontri tra i residenti fuorilegge e le forze dell'ordine.
Nella passata campagna elettorale per il rinnovo del consiglilo regionale, il PDL si impegno' a portare in Parlamento tale delicata questione, sospendendo pro-tempore l'azione delle ruspe, con la promessa di trovare una soluzione definitiva. In tempi di sanatorie e condoni, il non procedere alle demolizioni, poteva essere considerata una strada da percorrere comoda a tutti.
Ieri, si votava alla Camera tale decreto. Gia' passato al Senato, sorprendentemente e' stato bocciato alla Camera. Violente polemiche hanno investito " l'eccesivo tempismo " di Rosi Bindi, la vice di Fini, che secondo i tanti esponenti della maggioranza, non ha atteso abbastanza per proclamare chiusa la votazione.
Il decreto e' stato battuto 249 a 231. Assenti ben 64 deputati del PDL. Molti di essi si intrattenevano al bagno, alla buvette, a fumare in pieno relax o addirittura a prendere aria all'esterno di Montecitorio, approfittando dell'arrivo tanto atteso delle belle giornate.
La maggioranza e' furiosa, si spera nell'intercessioone del presidente Fini. Si vorrebbe far ripetere la votazione, circostanza assai improbabile. Il decreto antidemolizioni, tecnicamente, e' stato cancellato.
Da domani, un sindaco (poco probabile) o un magistrato, potrebbe in ogni momento ordinare la demolizione di un immobile abusivo. In Campania ci sarebbe soltanto l'imbarazzo della scelta.
A questo punto, i tanti residenti abusivi, sapranno con chi prendersela. I loro rappresentanti in Parlamento, ancora una volta, non erano al loro posto durante le loro pubbliche funzioni squisitamente retribuite. Il governo, in tempo di austerity, dovra' rinunciare suo malgrado, ad un ingente ritorno di liquidita' proveniente dai condoni.
Combattere l'abusivismo dovrebbe essere una priorita'. Qui in Campania, probabilmente, si arrivera' alle demolizioni, per una tazzina di caffe' in piu' presa a Montecitorio.



lunedì 7 giugno 2010

FRANCESCA SCHIAVONE, UN'ITALIANA REGINA A PARIGI

Francesca Schiavone entra nella storia, vincendo a Parigi il Roland Garros, prova del grande slam su terra rossa. E' la prima affermazione in assoluto per una tennista italiana. Solo Nicola Pietrangeli, ben cinquanta anni or sono e Adriano Panatta, nel 1976, erano riusciti nell'impresa.
Non ho avuto il tempo per scrivere prima questo post. Il fine settimana ero molto impegnato con il lavoro. Sono riuscito a vedere degli scampoli dell'incontro, mandato in onda all'ultimo momento anche dalla Rai (e' un peccato che il tennis non sia visto piu' in chiaro come prima). Mi sono emozionato tanto. Anche io gioco a tennis a livello amatoriale. La vittoria della "Schiavo", così e' chiamata dagli amici, e' molto significativa. La tennista italiana la conquista alla soglia dei 30 anni, dopo una carriera in cui i progressi ed i miglioramenti sono stati graduali ma costanti.
E' la vittoria dell'intelligenza, del saper pensare in campo, del gioco vario, sicuramente non basato sull'uso esclusivo della forza e del fisico. Francesca e' alta soltanto 166 cm. ma ha un gran talento, grossa reattivita' ed un gioco molto esplosivo.
Con questa vittoria la Schiavone raggiunge il 6° posto nella classifica mondiale, intasca un premio di oltre un 1.500.000 euro, che non guasta, ma soprattutto da un grosso slancio a tutto il settore tennistico nazionale.
Dopo l'expolit della Pennetta lo scorso anno - anche lei nei top ten mondiali - e il trionfo nella Federation Cup, ancora una volta, una donna da lustro al tennis del nostro Paese, attento (fin troppo) soltanto alle vicende calcistiche.

giovedì 3 giugno 2010

SAVIANO CONTINUA A DIVIDERE

Ancora una volta, l'ennesima, Saviano e' stato criticato per la sua opera o per meglio dire, per la propagazione mediatica negativa che la stessa, secondo molti, produrrebbe sul territorio campano. Dopo gli interventi di Berlusconi e quelli di Fede che hanno determinato un vespaio di polemiche, questa volta e' stato il giocatore del Milan, Borriello, da poco escluso da Lippi per i prossimi mondiali, a schierarsi contro lo scrittore. Le dichiarazioni dell'attaccante del Milan non sono le prime provenienti dal mondo del calcio. Tempo addietro, fu il capitano della nazionale, Fabio Cannavaro, all'epoca giocatore del Real Madrid a dire la sua sull'autore di Gomorra. Io da questo spazio ho cercato sempre di sottolineare come all'indiscusso coraggio dell'autore, meritevole di far conoscere al mondo intero, il sistema mafioso campano, sia susseguita una spamodica ricerca di populismo presenzialista che, in parte, ha sminuito il valore assoluto della sua opera. Vi giro una risposta (risalente al gennaio 2009) che diedi ad una famosa blogger, quando all'epoca si discuteva sulla probabilita' che Gomorra potesse vincere l'Oscar:

" Che dirti. Prima cosa dobbiamo fare un distinguo tra Saviano e Garrone, tra libro e film. Anch'io mi trovo d'accordo con te sul film. Si cerca di suscitare forte emozione, in modo lento, scontato. Se ne andiamo a fare un discorso tecnicamente qualitativo, vediamo quanti limiti ci siano nel valutare il film come quasi certo vincitore all'Oscar - a proposito, stasera mi sembra si assegnino i Golden Globes. Quindi si dovrebbe essere d'accordo che il film se vincera' l'Oscar, sara' un contributo all'opera di Saviano come coraggiosa denuncia ma non come premio all'esecuzione cinematografica di Garrone. Ma lo stesso Saviano, crea un genere narrativo sui casalesi, impiantando il suo racconto su stralci di verbali, indagini degli inquirenti o lavori fatti da altri suoi colleghi. C'e' infatti anche una citazione nei suoi confronti, fatta da un altro giornalista che solo in un secondo momento viene ufficialmente inserito tra coloro che indirettamente hanno aiutato il giovane narratore a realizzare questo ormai famosissimo libro - puoi andare su www.ilroma.net del 9 gennaio 2009 a pag.9 (ne feci anche un post quando se ne parlo' nuovamente)- divenuto fenomeno di costume, un glamour all'italiana, affievolendo il suo carattere di denuncia, proprio perche' inflazionato. Tra le altre cose, Saviano non produce un lavoro alla fine di un lungo periodo di indagine, come fecero al suo tempo gli scomparsi Giancarlo Siani - per la camorra- ed Ilaria Alpi per le vicende di dubbi traffici illeciti che si celavano dietro la guerra in Somalia. In questo piu' meritoria, sicuramente piu' analitica, e' l'opera "Solo per Giustizia", del P.M. Cantone (per anni alla guida del pool investigativo per la Procura di Santa Maria Capua Vetere) o quella di Rosaria Capacchione "L'oro della Camorra" giornalista che da 15 anni segue la cronaca nera su Casal di Principe, anche lei ora sotto scorta. Tra le altre cose, Saviano nel libro, dedica ampio spazio alla camorra napoletana, al principio parla dei traffici e gli intrecci con la mafia cinese che hanno come scenario il porto di Napoli. Diciamo che poi, gli eventi reali che si sono succeduti, in modo cronologicamente naturale, hanno dato maggiore eco su cio' che accadeva a Casal di Principe. Ci si e' improvvisamente dimenticati delle faide tra il clan dei Di Lauro e degli scissionisti nell'area nord di Napoli, faida che ha prodotto decine di vittime. Ci si dimentica di cosa entra nei porti di Napoli e Salerno, ci si dimentica di chi gestisce lo spaccio ed il racket nel capoluogo partenopeo. A tal proposito, ti invito a leggere il mio post pubblicato l'11 ottobre 2008 e pubblicato anche dal quotidiano Roma di Napoli , per vedere come tante purtroppo siane le piaghe che affliggono il territorio campano ma come, ultimamente, si parli solo del clan dei casalesi. L'emergenza rifiuti e' stata "dirottata" come conseguenza del business del clan dei casalesi nello smaltimento dei rifiuti tossici. Cio' e' vero ma lo smaltimento di quelli ordinari- i sacchetti della spazzatura nelle strade di Napoli - non ha nulla a che fare con quello dei liquami tossici provenienti dal nord. Poi ci sono state le uccisioni proprio a Casal di Principe, cosa che non accadeva da lungo tempo, ed infine le uccisioni del giorno di San Gennaro, 19 settembre, dove furono massacrati 6 extra-comunitari a Castelvolturno. A quel punto e' come se l'opera di Saviano prendesse corpo e vita propria , diventando una sorta di naturale proiezione del macabro, una real fiction, dove i morti erano realmente esistenti. Approfondimenti televisivi continui, dibattiti, simposi facevano il resto. Faccio notare come l'ultima volta che Saviano appariva a Matrix, Mentana registrava il suo picco di ascolto, vicino al 40%, ascolti da semifinale di un campionato del mondo di calcio. Si e' determinata un ricerca spasmodica di ascolto, dove lo stesso Saviano diventa strumento di propagazione mediatica, a prescindere. L'opera di Saviano, manca pero' di una parte, se la dobbiamo considerare una moderna prova di neorealismo all'ombra del Vesuvio. Manca dello Stato. Non si citano le decine di arresti, le confische, i sequestri fatti anche precedentemente l'uscita del suo libro. Non si menziona l'opera meritoria di tanti inquirenti, investigatori, magistrati, forze dell'ordine spesso sotto pagate che comunque hanno assicurato alla giustizia tanti malviventi. Non si spiega che spesso, anche gli attuali provvedimenti in tema di restrizione dell'attivita' criminosa, non sono altro che la risultante di anni ed anni di indagini, di lavoro oscuro, perpetuo. Pare come se per incanto tali interventi siano la diretta conseguenza delle denunce di Saviano. Cio' lo trovo ingiusto per chi si sacrifica da anni in un lavoro estenuante e delicatissimo. Certo sara' stata fatta una scelta di libera impostazione narrativa. Ma siccome questo neorealismo e' monco di una parte, Gomorra come opera, non puo' per me essere assurto come libro di didattica nelle scuole dell'obbligo. Si fa educazione, non solo con la denuncia. Si educano le future generazioni, proponendo loro anche modelli positivi. Il bello, anzi il brutto che tutti gli intellettuali napoletani si sono schierati a favore del giovane narratore, secondo me facendo un grande autogol per il territorio. Se ti capita, vai di tanto in tanto a curiosare nel mio link napolipuntoeaccapo. A distanza di mesi, il forum culturale partenopeo mi ha dato atto di cosa segnalassi da tempo con preoccupazione, cioe' che alla lunga , in particolar modo per il territorio campano, gli effetti della propagazione mediatica di Gomorra saranno solo negativi. Addirittura, l'Assessore al Turismo Campano Claudio Velardi, nel suo blog, proponeva mesi fa la lettura a puntate di Saviano. Mi permisi di fargli notare che così facendo, di certo il Turismo in Campania si andava a fare benedire. Lui l'anno passato, accoglieva personalmente i turisti agli arrivi, offrendo loro le classiche sfogliatelle, forse per non far sentir l'olezzo della munnezza. Gli dissi che forse, per il 2009, si sarebbe dovuto procurare all'accoglienza, dei giubbini anti proiettile... Alla fine, credo che proprio per la devastante eco prodotta dal fenomeno, Gomorra vincera' l'Oscar. L'Italia avra' l'assegnazione di questo ambito trofeo. A Saviano, preferisco Benigni ".

mercoledì 2 giugno 2010

2 GIUGNO: NON C'E' NIENTE DA FESTEGGIARE

2 Giugno, festa nazionale. Ogni anno gli stessi discorsi, le stesse parate, i soliti impegni, le scontate promesse.
Si deve far festa, nonostante la crisi, i tagli, la dilagante disoccupazione, la mancanza di qualsiasi prospettiva di sviluppo.
Ci dobbiamo sentire per un giorno, nazionalmente uniti dal tricolore, nonostante le spinte separatiste del nord, le imbarazzanti ruberie affariste della nostra classe dirigente romana, il perdurante malaffare perpetuato al sud.
Il Paese e' da tempo scivolato nel buio di una profonda crisi di valori, da cui non si riesce a vedere ancora la luce. Le sue stesse Istituzioni, non sono piu' garanzia del regolare confronto democratico ma spesso diventano deleterie espressioni di contrapposizione politica.
In questo contesto politico-economico-sociale così decadente, cosa si dovrebbe festeggiare?
Un paese che guarda nostalgicamente solo al suo passato ma non si pone nuovi orizzonti di crescita e di ammodernamento, e' un paese destinato ad invecchiare, non solo per l'eta' media dei suoi cittadini.

venerdì 28 maggio 2010

AREOPORTO DI GRAZZANISE, SARA' LA VOLTA BUONA?

Si ritorna a parlare di Grazzanise. Il comparto aeroportuale campano, potrebbe nel breve (non meno di cinque anni), avere un notevole slancio con la realizzazione di un nuovo scalo internazionale.
Se ne parla ormai, da oltre trenta anni e non solo in tempi di campagne elettorali.
Addirittura, negli anni sessanta, mio padre, ingegnere edile, gia' vincitore nazionale nel 1960 del concorso C.O.N.I. per la progettazione di impianti sportivi, veniva deriso quando ipotizzava tale realizzazione, anche perche' da poco vedeva la luce l'aeroporto di Capodichino.
Da questo spazio anch'io ne ho parlato, nel febbraio e nell'agosto del 2008.
Capodichino, scalo napoletano, ubicato nella citta', ha esaurito ogni possibilita' di ulteriore sviluppo. L'aeroporto dal 1995 ad oggi, ha visto piu' che raddoppiare il numero dei passeggeri, passati dai 2.500.000 agli oltre 5.000.000 .
Inoltre, il futuro scalo, permetterebbe di far atterrare in regione anche grossi jumbo che, al momento, non possono giungere a Napoli per le ridotte dimensioni della pista.
In merito alle polemiche generate sullo scetticismo di far delocalizzare dal capoluogo il principale scalo aeroportuale della regione (che diventerebbe anche il principale del meridione) bisogna tener presente che in tutte le principali citta' europee, gli aeroporti si trovano ad almeno 50 km dal centro cittadino, fino ai quasi 100 ad esempio, per di quello di Francoforte.
In un momento storico di grossa crisi economica e di tagli generalizzati alla spesa, sara' possibile la realizzazione di questo antico progetto?
In prospettiva di un'applicazione generalizzata del federalismo, la Campania autonomamente, avra' la capacita' di portare a termine tale grande opera?

lunedì 24 maggio 2010

PANE, AMORE E FANTASIA

Il Governo deve trovare soldi ed in fretta. Il Premier promette che non saranno toccate le pensioni e gli stipendi. Sta di fatto che bisogna ragranellare velocemente, 25 miliardi di euro. Come fare?
Ancora una volta, un condono, questa volta edilizio, presumibilmente salvera' l'esecutivo.
Dopo la pioggia di miliardi di dubbia provenienza (ben 90), rientrati in Italia tramite lo scudo fiscale che ci permettono oggi di varare una manovra piu' leggera rispetto ad altri paesi europei, adesso saranno condonate tante case fantasma che faranno fare cassa al governo.
Possibile anche un aumento delle imposte comunali (che andranno a surrogare l'ICI eliminata) e la possibilita' di introduzione di pedaggi anche sulle statali di grande scorrimento e di collegamento alle autostrade, per la gioia degli automobilisti, gia' vessati dalle polizze auto e dal caro carburanti.
Ci saranno poi, dei tagli ai parlamentari (era ora) ed una notevole diminuzione del numero di manager e dell'attivita' dei consorzi.
Berlusconi teme di perdere ulteriore consenso. Lui, l'ideatore della politica liberista in Italia, il promotore del consumismo mediatico ma, al tempo stesso, soccorritore dei bisognosi, adesso deve far strigere ulteriormente la cinghia agli italiani.
Il sogno e' finito. La crisi economica ha livellato (in basso) il ceto medio, divenuto in questi ultimi due anni molto piu' povero. La teorizzazione dell'eldorado Italia, la propagazione artificiale e mistificata dell'ottimismo a tutti costi, ha esaurito il suo slancio, frantumandosi sotto i colpi di una dura realta', fatta di numeri e cifre incontrovertibili che ridimensionano e rendono quasi imbarazzante il berlusconismo nel suo insieme.
Il PDL, e' stato anche battezzato il partito dell'amore.
Agli italiani forse, e' rimasto solo tale sentimento, visto che il "pane" e la "fantasia" davvero scarseggiano...


giovedì 20 maggio 2010

DIMISSIONI DI ZINZI: A CASERTA LA POLITICA E' MORTA

Non ci sono parole. Anzi, una fa sentire il suo assordante rimbombo: vergogna.
Il Presidente della provincia di Caserta, Domenico Zinzi, gia' senatore della Repubblica, in forza all'UDC, rassegna le dimissioni, a meno di due mesi dalle elezioni amministrative.
Troppo forti le lotte intestine tra i due partiti di maggioranza locale, il PDL e l'UDC, appunto.
Da queste parti, il PDL ha un nome ed un cognome: Nicola Cosentino.
Il Sottosegretario, prima dimessosi dalle sue cariche, sia parlamentari che di coordinatore regionale del PDL, in netta polemica con il governo centrale, contro la richiesta di Casini di imporre Zinzi in Terra di Lavoro, quale contropartita politica all'appoggio di Caldoro alla Regione, fa sentire notevolmente il suo peso e la sua autorevolezza, portando al logorio il neo-presidente della provincia, condizionandone le decisioni in merito al varo della nuova giunta, cercando di imporre a sua volta, uomini a lui vicini, determinando quindi, una situazione di empasse.
Zinzi ha lamentato gia' all'indomani del suo insediamento da Presidente, di non avere le mani libere, per poter scegliere in completa autonomia uomini di qualita' per la guida della provincia, un territorio che da troppo tempo aspetta una svolta, un rilancio concreto a 360°.
Ancora un volta si e' potuto dimostrare che da queste parti piu' che altrove, le logiche clientelari e la spartizione del potere fine a se stesso, sono la norma.
Se a livello nazionale, la politica sta vivendo una fase di forte crisi, nel territorio casertano, stiamo allo sfascio totale.
A volte in modo sferzante, si usa affermare: i cittadini si meritano i politici che si scelgono. Nel caso della Provincia di Caserta, si puo' convenire a questo punto, che l'amministrazione del territorio, puo' essere garantita solo dai Commissari.
Zinzi ha lanciato un segnale forte ma, adesso a pagarne le conseguenze, sara' la cittadinanza.
La paralisi amministrativa portera' nel breve, conseguenze drammatiche per un territorio gia' stremato ed evocato a livello mondiale, esclusivamente per le sue nefandezze.
Con questo ultimo colpo di scena, si puo' senza dubbio affermare che a Caserta, la politica e' morta.





lunedì 17 maggio 2010

UNITA' D'ITALIA: ARTEFATTO SENTIMENTO NAZIONALISTA

Sono iniziati i festeggiamenti per il centocinquantesimo anniversario dell'unita' d'Italia.
Ma oggi, noi cittadini italiani, su che cosa siamo veramente uniti?
Il Paese e' in una fase di grossa crisi economica, politica e istituzionale.
Nei prossimi mesi, e' attesa una manovra correttiva tutta lacrime e sangue, contro lo spauracchio di un possibile contagio del crac avvenuto in Grecia. In tempi di vacche magre, le politiche liberiste vanno a farsi benedire. Bisogna trovare soldi ed in fretta. I vituperati sistemi social-comunisti di tassazione profonda e capillare, saranno i medesimi applicati dal governo Berlusconi che, contro l'aumento delle tasse, ha basato tutte le sue campagne elettorali. La "vacca" e' stata munta fino all'osso. Di latte non ne esce piu', bisogna correre ai ripari.
A livello politico, il Paese e' ancor piu' spaccato.
Il maggior partito nazionale, maggioranza di Governo, vive un momento di grossa incertezza. Gli scandali lo sommergono nuovamente, in modo imbarazzante, facendogli perdere credibilita' e consenso. La spaccatura tra l'ala forzista e quella alleanzina, erode nel suo insieme il partito, lo rende meno agile e coeso nelle sue decisioni, piu' vulnerabile agli attacchi dell'opposizione.
A sua volta, il partito di Bersani, e' in crisi di identita', distante dalla gente e dagli interessi delle classi deboli, sempre piu' sfiduciate da questa politica. Non e' un caso che la percentuale di astensionismo cresca in modo costante.
Al nord, la Lega dilaga, ma resta un partito territoriale, con la maggioranza assoluta nel solo Veneto. Le sue spinte secessioniste, di certo non cementano questo artefatto spirito di unita' nazionale, non avvertito comunque, anche nel resto del Paese, specie nel profondo sud, dove si combattono le mafie ma non il degrado, l'arretratezza, ne' la distanza dal resto del Paese.
A livello istituzionale poi, negli ultimi mesi, piu' volte si e' assistito a scontri fratricidi tra le varie cariche dello Stato, una contrapposizione spesso rovente che alla fine ha portato ad un indebolimento generale delle stesse, agli occhi dei cittadini.
Sono attese riforme (chissa' quando si faranno) di rinnovamento costituzionale. C'e' chi si ispira al modello francese, chi a quello tedesco. Nessuno si domanda se il nostro non funziona a causa delle sue regole o per l'incapacita', la negligenza, la condotta, la morale e la scelleratezza dei suoi rappresentanti.
A giugno inizieranno i mondiali di calcio. Per circa un mese ci sentiremo tutti uniti (tranne alcune eccezioni) dal tricolore. Spentisi i riflettori in Sudafrica, gli unici "sentimenti" realmente condivisi, saranno l'avversione nei confronti di questa politica e i portafogli che, nel frattempo, diventeranno piu' leggeri.


venerdì 14 maggio 2010

MARIARCA TERRACCIANO: MUORE L'INFERMIERA CORAGGIO

Mariarca Terracciano, non ce l'ha fatta. E' morta l'infermiera coraggio dell'ospedale San Paolo di Napoli.
La donna quarantaquattrenne, sposata e madre di due figli di 10 e 4 anni, protestava contro la sospensione provvisoria del pagamento degli stipendi, da parte dell'Asl di Napoli (la sanita' regionale e' al collasso, la nuova giunta di Caldoro, tagliera' personale, posti letto ed aumentera' le tasse procapite).
L'infermiera aveva inscenato uno sciopero della fame, congiuntamente ad un prelievo di 150 ml di sangue giornaliero. Mentre i suoi colleghi dimostravano per le strade o facevano sentire le loro grida di malcontento dai tetti del nosocomio, Mariarca compiva questa forma estrema di protesta, silente ma fortemente simbolica.
Il suo obiettivo era quello di far scattare una scintilla nel sindacato (da lei considerato troppo distante dalle esigenze dei lavoratori), una scossa di orgoglio in tutti coloro i quali sono vittime di abusi nel mondo del lavoro.
L'infermiera affermava: lo stipendio e' un diritto, un'esigenza irrinunciabile per chi deve crescere dei figli ed onorare un mutuo.
La protesta era iniziata il 22 aprile. Il 2 maggio il suo sfogo era finito anche in rete, su youtube. Il 10 maggio, mentre era al lavoro, si sentiva male, divenmtava cianotica, perdeva conoscenza.
Ieri mattina il suo cuore si e' fermato. Lascia il marito, due figli e tanti colleghi sgomenti.
L'Asl ha ripreso a pagare gli stipendi, non piu' quello di Mariarca Terracciano.

mercoledì 12 maggio 2010

PRESENZA AMERICANA FONDAMENTALE NEL MEDITERRANEO

E' corsa voce, tramite spifferi della CNN che gli Stati Uniti, vogliano smobilitare o quanto meno ridurre, la base Nato a Napoli, sede del comando alleato.
Il contingente americano e' presente in Campania, anche nella base di supporto logistico di Gricignano (Ce) dove vive la maggior parte dei militari, in quella presso il Lago Patria (Na), e nell'avellinese, con una stazione di telecomunicazioni.
Questa volta non e' ne' la criminalita' diffusa, ne' tanto meno l'inquinamento ambientale a scoraggiare il contingente americano.
Si tratta piuttosto di tagli di bilancio che il Governo centrale vorrebbe apportare alla difesa, nel caso specifico alla Marina (Navy). Secondo il Ministro della Difesa, Robert Gates, la flotta americana, (la cui composizione e' superiore a quella di tutti i paesi alleati messi insieme) e' ulteriormente aumentata a dismisura dopo l'11 settembre. Cio', di fatto, arreca un considerevole dispendio alle casse centrali.
Il Governo centrale smentisce tali indiscrezioni. A Napoli tutti temono l'allontanamento delle truppe alleate, per l'indotto che indirettamente gli americani portano in regione. Dopo lo smantellamento dell'insediamento presente nell'isola della Maddalena in Sardegna, sarebbe davvero un peccato perdere la presenza americana all'ombra del Vesuvio.
Una cosa e' certa. Dopo che Obama ha rinunciato all'installazione di missili intercettori da realizzare in basi di terra nell'est europeo, così come era nei piani del suo predecessore, Bush, la difesa dello spazio aereo da potenziali attacchi nucleari nemici, deve avvenire tramite missili lanciati da postazioni mobili. Per far cio' le portarei e i sottomarini americani presenti nel mediterraneo sono fondamentali, per non dire indispensabili. I vettori piu' indicati al caso, sono proprio quelli della VI flotta, cioe' quelli agli ordini della base di Napoli.



venerdì 7 maggio 2010

BERLUSCONI, ANCORA TRE ANNI?

Berlusconi dovrebbe governare ancora tre anni? Voi ne siete sicuri? Il condizionale 'e d'obbligo, vista la piega che sta prendendo questo Governo, sempre piu' sfibrato nel suo insieme e sottoposto ad una ininterrotta spirale d'inchieste che coinvolge molti dei suoi maggiori esponenti.
Ma c'e' qualcosa che sta cambiando. In molti hanno preso atto che questa maggioranza nonostante i suoi ampi numeri, non possiede uno spirito unitario nelle sue decisioni, divisa com'e', tra le spinte separatiste della Lega, il nostalgico sentimentalismo nazionalista dell'ala finiana, l'eccessiva ricerca di libertinismo riformatore da parte degli ex uomini di FI.
Anche la perdurante crisi economico-finanziaria, non aiuta una forza di Governo che ha sempre demonizzato il rigore ed il sacrificio tributario dei cittadini, come metodo di intervento programmatico. Ma i numeri di questa crisi sono inequivocabili. I conti non tornano. Con essi va a farsi benedire, qualsiasi forma di programmazione. Finite le elezioni, vanno in soffitta anche gli spot elettorali. Rimane stridente, la cruda realta'.
L'idea del berlusconismo come filosofia di vita legata al benessere, alla crescita, allo sviluppo in chiave di puro liberismo e' svanita di pari passo al dissolversi di un sistema economico rivelatosi fortemente fragile e palesemente artefatto. La politica come un'azienda, quando queste chiudono, non funziona piu'.
Anche a livello internazionale, qualcosa e' mutato. Molti non ne parlano, ma la storica amicizia tra USA e Italia ( da molti giudicata una sorta di sudditanza del nostro paese) si e' incrinata. Sono finiti i tempi delle grigliate nella fattoria dei Bush dove il nostro Presidente del Consiglio era immortalato con tanto di cappello da cow-boy. Molti dimenticano l'aperto schierarsi di Berlusconi per il candidato repubblicano McCain, nella corsa alla Casa Bianca.
Ultimamente e' il colbacco il copricapo piu' usato dal Premier, il quale intervalla le visite nella dacia di Putin appunto, con quelle nella tenda del colonnello Gheddafi, dittatore antiamericano.
L'Italia e' stata sempre per la sua posizione strategica nel mediterraneo e per il suo storico ruolo nell'Unione Europea, un'importante e fedele alleato americano, nonche' un estrenuo sostenitore delle politiche filo-atlantiche.
Oggi pero' c'e' l'euro. Siamo tutti nella stessa barca. Se non si rema insieme, si affonda.
Il mare agitato intorno alla nave Europa, forse non dispiace agli americani che, dalla nascita dell'euro, hanno visto progressivamente indebolirsi, sino a queste ultime settimane, la loro moneta.
Se c'e' instabilita' a loro non dispiace. Questa instabilita' puo' essere economica come nel caso della Grecia ed in parte della Spagna e del Portogallo.
Puo' essere anche politica. Paesi con governi fragili, litigiosi e spesso alle urne, di certo non danno stabilita' al sistema Europa.
All'uomo "giovane, bello e abbronzato" che Berlusconi abbia problemi, di certo non dispiace.




mercoledì 5 maggio 2010

POLITICA E CORRUZIONE: LEGAME IMMUTABILE

Mentre dal mondo apprendiamo che si e' rischiata una strage a New York, che nel golfo del Messico una marea di petrolio grande quanto mezzo mare adriatico sta provocando uno dei maggiori disastri ambientali della storia, che la bancarotta della Grecia purtroppo produce i primi morti per una serie di scontri avvenuti nel paese ellenico, in Italia continuano a tenere banco notizie di politici corrotti o corruttori, di continue spaccature all'interno della maggioranza, in un contesto sociale di vera e propria fibrillazione, per un'economia che in nessun modo scorge un barlume di ripresa.
I cittadini sono stanchi, rassegnati ormai dall' andazzo nauseabondo di questa politica, fatto di promesse mai mantenute, di proclami annunciati e mai realizzati, di perenni spot elettorali sputati sul viso di una popolazione presa in giro da troppo tempo.
Dovevano iniziare queste benedette riforme condivise. Il paese invece, si trascina nei suoi paradossi, nella sua lentezza decisionale, nei suoi sterili scontri intestini. Anche le celebrazioni per l'unita' d'Italia, di certo non avvertita tra la popolazione, si stanno trasformando in un'occasione di duro scontro e contrapposizione nella maggioranza.
Una costante pare immutabile: il legame tra politica e corruzione. Ultimi solo in ordine di tempo, i casi Verdini, Ciarrapico e Scajola. Una nuova tangentopoli per molti sembra improponobile. All'inizio degli anni 90 i partiti si arrichivano illecitamente. Oggi, in modo sfacciato, lo fanno i loro rappresentanti.
Di certo l'Italia resta un paese con una classe dirigente fortemente truffaldina e con una condotta etico-morale, davvero pietosa.
Nel frattempo l'economia non decolla, anzi. La disoccupazione cresce, così come il debito publico.
Per il momento le casse dello Stato hanno messo fieno in cascina con il ritorno di 90 miliardi di euro, recuperati con lo scudo fiscale che ha permesso il riutilizzo di capitali di dubbia provenienza, tenuti in paradisi fiscali.
Ma questo salvadanaio, per quanto tempo sara' sufficiente?


lunedì 3 maggio 2010

TIFOSI LAZIALI: COMPORTAMENTO VERGOGNOSO

Ieri sera con mio figlio, guardavo la partita del posticipo tra la Lazio e l'Inter.
Nell'aria si avvertiva una strana sensazione di arrendevolezza da parte dei giocatori bianco-celesti. I loro acerrimi avversari della Roma si erano riportati in testa al campionato. Troppo era il rancore nei loro confronti e verso un'intera tifoseria capitolina di fede giallo-rossa.
Mai era immaginabile pero', che i supporter laziali inneggiassero a l'Inter, a Mourinho, unendosi ai cori dei supporters nero-azzurri presenti all'Olimpico.
Addirittura il portiere veniva fischiato quando si superava varie volte ad inizio gara, contro i ripetuti tentativi dei giocatori interisti di portarsi in vantaggio. I giocatori poi, non e' che si impegnassero piu' di tanto in campo, giocando al piccolo trotto, senza infierire.
Di certo, non e' stata una bella domenica di calcio. Si parla di campionati falsati, di calciopoli, moggiopoli e quant'altro. Quella di ieri, voi come la considerate, premettendo che gli stessi giocatori laziali sono stati minacciati dai loro sostenitori, affinche' tenessero in campo, un atteggiamento morbido o per meglio dire, rinunciatario? Verranno presi provvedimenti disciplinari? La lega calcio, cosa dice? Senza dubbio e' stata una vergognosa pagina di sport.
Mio figlio mi chiedeva: papa' perche' i tifosi della Lazio, fischiamo il loro portiere? E aggiungeva, dopo il primo gol interista: papa' perche' applaudono al gol di Samuel?
Come spiegare ad un bimbo di 8 anni, cosa e' l'odio tra le tifoserie, un rancore così profondo che porta a tifare contro la propria squadra del cuore?
Si parla tanto di comportamenti esemplari, di condotte sportive da tenere dentro e fuori degli stadi.
Penso che questo episodio sia ben piu' grave anche degli stessi atti teppistici che avvengono spesso durante le partite di calcio. In quei casi appunto, i responsabili (spesso veri e propri criminali con precedenti penali) sono delinquenti che non hanno niente a che fare con lo sport.
Ieri, a tenere questo comportamento così vile, sono stati gli stessi supporters che, per una sera, hanno gioito della sconfitta della propria squadra.
Quale esempio hanno dato ai giovani che si avvicinano a questo sport o che vorebbero andare allo stadio per seguire la propria squadra del cuore?