martedì 30 marzo 2010

COMPLIMENTI A CALDORO. ADESSO, A LAVORO

La vittoria in Campania di Caldoro e' stata netta. L' annunciato recupero di De Luca, non e' avvenuto.
Devo ammettere che non mi sarei aspettato un vantaggio così consolidato. Da queste parti, c'era davvero tanta voglia di voltar pagina.
Va sottolineato comunque, il grande appoggio che il candidato del PDL ha ricevuto dalle forze moderate, sia l'UDC di Casini che l'UDEUR di Mastella (questa volta schierato con Berlusconi), molto forte come sempre nel beneventano ma anche nella provincia di Caserta.
L'epopea Bassoliniana si e' conclusa. Adesso si deve guardare al futuro, senza se, senza ma, senza scusanti su cio' che si e' eriditato. Fino ad ieri, i problemi presenti nel territorio, erano elemento di campagna elettorale, slogan ripetuti all'infinito per disfarsi di un avversario politico. Oggi, voltata pagina, gli stessi, devono trasformarsi in punti di intervento strategico-programmatico.
Lo slogan principale della campagna del centro-destra, e' stato quello di premiare la politica del fare.
Qui da fare, ce n'è davvero tanto. Che il nuovo Governatore, scelga subito la sua squadra, in piena autonomia (cosa molto improbabile) e che inizi ad indicare un programma concreto di interventi, per risollevare una regione allo stremo.
Il territorio ha grosse potenzialita' e notevoli margini di miglioramento, proprio perche' ormai versa in una situazione di enorme ritardo.
Penso alla situazione di collasso presente nel sistema ospedaliero, all'incompiuto rilancio di Bagnoli, alla riconversione dell'ex area industriale della zona orientale di Napoli, alle difficili condizioni di vivibilita' presenti a Scampia, al definitivo recupero del litorale domizio, ad un piu' efficente e capillare sistema di raccolta rifiuti, problema non risolto definitivamente, ai tanti disoccupati, cassintegrati, precari che potrebbero diventare spero, ben presto, protagonisti di questo rilancio, di questa rinascita, tanto attesa ed auspicata.



sabato 27 marzo 2010

CHE PERDA IL PEGGIORE

Finalmente e' calato il silenzio su questa patetica campagna elettorale. Come al solito, sono prevalsi lo scontro sterile e la contrapposizione rissosa, alle idee ed ai programmi.
Niente di nuovo, quindi. L'Italia continua a scivolare nella sua parabola economica discendente e nella sua completa perdita di contenuti propositivi.
In Campania vale lo stesso discorso. Caldoro vuole rappresentare il nuovo, la politica del fare (nuovo telemediatico slogan berlusconiano) ma poi la destra si affida a De Mita (da Nusco) e Mastella (da Ceppaloni) ed a qualche bella donna ben truccata, per polarizzare il voto degli indecisi e dei delusi della politica (qui c'e' ne sono tanti).
De Luca, lo "sceriffo" di Salerno, si ritiene indipendente, libero ed autonomo da logiche di partito ma alla fine della sua campagna elettorale si "inchina" a sua maesta' Bassolino (da Afragola) ed a Rosetta Russo, per cercare il loro sostegno, traghettare larghe e consiolidate clientele, ben consapevole che senza il loro placet, sarebbe impossibile colmare il ritardo nei confronti del suo avversario.
Il convento della politica, oggi ahime', passa questa minestra.
E' il caso di dire: che perda il peggiore.

venerdì 26 marzo 2010

RAI, TG3 CAMPANIA, AD ARBUSTUM

Sono felicissimo. La Rai e' venuta nel mio agriturismo, Arbustum, per girare delle immagini da inserire nel programma che va in onda tutti i sabato, all'interno del Tg regionale.
L'evento che davvero potrebbe cambiare le sorti della mia azienda, e' avvenuto mercoledi u.s.
Ho conosciuto un grande personaggio dell'informazione giornalistica eno-gastronomica, un punto di riferimento qui in Campania, Nicola Muccillo, il quale con la sua incomparabile ed elegante oratoria, ha dedicato alla mia azienda una servizio all'interno della sua rubrica " Antichi Sapori".
Finalmente, dopo oltre 6 anni di attivita' piena di sacrifici, un po' di luce arriva sulla mia azienda.
E che luce! Il massimo che potessi aspettarmi.
Avevo invitato il giornalista anni addietro. Alla mia domanda se qualcuno avesse fatto il mio nome per esortarlo a venirmi a trovare, mi ha risposto che la mia lettera giaceva tra tante scartoffie nel suo studio. E' proprio il caso di dire: meglio tardi che mai!
Operare qui al sud, e' davvero molto difficile. Fare impresa a Casal di Principe, potete intuire, lo e' di piu'. Vincere la diffidenza del pubblico verso un territorio contraddistinto da un univoco marchio infamante, non e' cosa semplice.
I miei sforzi, la mia caparbieta', il mio entusiasmo, la mia costante tenace ad andare avanti contro tutto e tutti, e' stata premiata.
Si vive anche di soddisfazioni e questa per me, ne e' stata una grandissima! E poi, e' davvero una grande vetrina da cui la mia azienda, ne sono certo, potra' ottenere grossi vantaggi, proprio perche' ubicata in un contesto territoriale altamente disagiato, desideroso di poter emergere.
Il filmato andra' in onda, sabato 3 aprile, il sabato Santo, quindi anche un grosso "assist" per chi poi dovra' decidere dove spendere la sua gita fuori porta, per il ponte di Pasqua.
A breve pubblichero' delle foto su facebook e poi, chiaramente, anche il video girato in azienda.
Da questo momento, Arbustum, non sara' piu' una piccola stella senza cielo.



martedì 23 marzo 2010

BASTERANNO I "MISSIONARI"?

Il Premier è preoccupato. Teme l'astensionismo. Se n'è fatto un'ossessione. Non vuole fare la stessa fine di Sarkozy.
Berlusconi esorta i suoi "adepti" ad andare casa per casa a stanare gli indecisi, gli svogliati, i disinteressati della politica , per convincere costoro a votare per il partito dell'amore.
In questo intento, i "crociati" della libertà dovranno avere uno spirito missionario.
Come suo solito, il Premier "terrorizza" l'elettorato ipotizzando una riunione della libertà in caso di vittoria del centro-sinistra.
Berlusconi, da una grande connotazione politica a questa tornata elettorale, considerando che 11 delle 13 Regioni in cui si vota sono amministrate dal centro-sinistra. La sfida è davvero ardua.
Nel frattempo, in Campania, il centro-sinistra con De Luca (piazza del Plebiscito gremita per il suo discorso) ha recuperato tanto. Si, Caldoro, il socialista molisano, non convince, non ha la grinta, il carisma, la forte personalità del suo sfidante. Un'ultima considerazione: ma il Premier è sicuro che chi l'ha sostenuto nelle passate elezioni continui ad appoggiare la sua coalizione anche delle amministrative?...

mercoledì 17 marzo 2010

RIECCOLA..E' TORNATA...LA MUNNEZZA

Lo ripeto da tempo. Dall'emergenza rifiuti non siamo mai usciti. Le notizie di questi ultimi giorni, di cui davo gia' qualche anticipazione, sono ahime,' eloquenti. Le foto sono di queste ultime ore . Nella sola citta' di Aversa, giacciono inermi, oltre 600 quintali di immondizia.
Certo, non ci sono piu' le montagne di sacchetti che arrivano ai primi piani delle abitazioni ma cio' non vuol dire che Napoli e il suo hinterland, Caserta e la sua provincia, siano pulite. Anzi. Problemi e disagi, pare ci siano anche nell'avellinese.
L' importante e' che l'opinione pubblica sappia che il problema sia stato risolto. Ma ormai l'hanno capito tutti ed ai gioghi di prestigio, nessuno crede piu'.
Dal 31 dicembre 2009, l'intervento straordinario del Governo si e' concluso. Si e' ritornati alla normale gestione di un comparto comunque al collasso, per mancanza di fondi e per il delicato passaggio ad una gestione provinciale, con tante incognite organizzative e con una sola certezza: le casse anche qui, piangono.
Alla vigilia dell'appuntamento elettorale del 28 marzo, nessuno vuole affrontare questo problema.
I candidati fanno a gara per incontrare varie associazioni di categoria, gli enti e gli organismi territoriali, visitano i reparti ospedalieri, incontrano esponenti della cultura e dell'arte, strigono mani, concedono sorrisi rituali.
Nessuno di essi pero', si fa immortalare in mezzo ai sacchetti abbandonati, segno incontrovertibile del fallimento amminisatrativo di una intera regione.
Troppo facile per il passato, additare tutte le colpe a Bassolino.
Troppo comodo, sopravvivere per ben 14 anni, con l'aiuto straordinario del Governo o con quello operativo di un Commissario per l'emergenza.
Troppo utile celarsi dietro il problema malavitoso come l'unica motivazione del completo fallimento, amministrativo e gestionale di un territorio.
A breve la responsabilita' dell'ordinario passera' ad altri, senza piu' scusanti verso cittadini gia' per troppo tempo offesi e umiliati nella loro dignita' e sottoposti ad una tassazione sui rifiuti tra le piu' onerose d'Italia.
Vincera' il centro-destra con il compassato e soporifero Caldoro o si confermera' il centro-sinistra capeggiato dallo "sceriffo" indipendente (non ci credo) De Luca?
Al momento, l'unica cosa certa, e' che la munnezza e' tornata.

domenica 14 marzo 2010

ASTENSIONISMO: IMITIAMO LA FRANCIA

Risultato forse inaspettato alle elezioni amministrative in Francia.
Le prime proiezioni danno i socialisti in vantaggio sulla destra del presidente Sarkozy.
Il dato che fa riflettere maggiormente pero', e' il forte astensionismo.
Oltre il 50% degli aventi diritto al voto, ha disertato le urne.
La politica con i suoi riti, i suoi ritardi, la sua incapacita' di essere vicino alla gente, evidentemente ha iniziato a non interessare piu' anche oltralpe.
In Francia, i cittadini hanno dato una prova di grande maturita'. Un segnale inequivocabile di distacco verso un mondo fatto di promesse, annunci e propaganda demagogica.
In Italia invece, ci danniamo l'anima a cercare per forza un nemico, un avversario da abbattere, senza intuire che alla fine, i veri sconfitti siamo noi cittadini.
L'elettore e' strumentalizzato, compresso ed indottrinato in una logica dove lo scontro diventa una sorta di chiave esistenziale, un delirio viscerale che ci annulla il cervello e ci divora l'anima.
Disertare le urne, in questo preciso momento storico, dove la politica (che da tempo ha smarrito la sua componente ideologica) non ha piu' proposte, idee e programmi ma e' diventata soltanto rissa isterica, scontro di piazza, gossip effimero, e' a mio avviso l'unica, certa ed incontrovertibile forma di liberta' ed autonoma espressione del pensiero.
La politica e' ormai impantanata inevitabilmente in logiche di compromesso, in favoritismi campanilistici, in nepotismi clientelari.
Il voto e' sempre stato una grande forma di espressione democratica. Disertare le urne oggi, e' l'unico modo per non essere partecipi di questo processo di imbarbarimento culturale, in cui e' scivolata la politica e, di conseguenza, il costume e la societa' di questo paese.
Un seggio vuoto, fa piu' rumore di una piazza tele-riempita o internet-veicolata, da soggetti replicanti.
Astenersi quindi, non deve essere vista come una forma di disubbedienza anarchica ma, una vera e propria forma di evoluzionismo sociale. La Francia, nello specifico, ci ha fornito un grande esempio.



giovedì 11 marzo 2010

ELEZIONI IN CAMPANIA: LA PROPAGANDA SI ALIMENTA COL DEGRADO

Le campagne elettorali si susseguono, i candidati si rinnovano, i problemi restano. Qui a Napoli, sono sempre gli stessi, divenuti ormai, delle cicatrici indelebili, tratti contraddistintivi di un territorio in cui il degrado, l'incuria e l'abbandono sono diventati norma. Quale migliore scenario per rendere ricca di argomenti la propaganda elettorale, se non quello offerto da un terra martoriata, desiderosa di riscatto come la Campania?
Anche questa volta, le tematiche della campagna elettorale ruotano intorno ad alcune questioni fondamentali, la cui risoluzione, viene come al solito sbandierata quale la chiave di volta per il definitivo rilancio.
Sia il candidato del centro-sinistra, De Luca che quello di centro-destra, Caldoro, si impegnano formalmente a risolvere problematiche ataviche, sulle quali si sono incentrate le campagne elettorali di questi ultimi lustri. Oltre i soliti e generici discorsi su lavoro e sicurezza, lotta alla malavita organizzata, tematiche spesso legate a provvedimenti del governo centrale, entrambi gli schieramneti puntano all'affrontare determinati nodi irrisolti, progetti incompiuti divenuti vere e proprie piaghe.
Rilancio di Bagnoli, con la definitiva bonifica. Tanti progetti si sono succeduti per l'area ovest di Napoli ma, di concreto, non e' stato fatto mai nulla. Lo scheletro inerme dell'antica acciaieria dell'Ilva, rimane imbarazzante testimonianza del tanto tempo gettato al vento.
Stesso discorso per l'area orientale, la zona di Ponticelli, per intenderci. L'ex area industriale, e' un grande cimitero dismesso, spesso dimora di stanziamenti rom.
Scampia, quartiere popolare nella zona a nord di Napoli, simbolo del degrado urbano, le cui vele, sono diventate l'emblema della vergogna, di quel rinascimento tanto annunciato ma per niente avvertito in questa zona, in cui la convivenza sociale e' assai precaria.
Senza dimenticare l'ormai vetusto progetto infrastrutturale dell'areoporto di Grazzanise, con tanti proclami annunciati giusto per riempirsi la bocca di frasi fatte in merito al rilancio della provincia di Caserta.
Il centro-destra con Caldoro, ha il vantaggio di poter affermare in campagna elettorale di non aver amministrato la regione in questi ultimi mandati e di additare Bassolino come l'artefice di qualsiasi sfacelo nel territorio.
De Luca ha il vantaggio di poter dimostrare dati alla mano, i miglioramenti apportati alla citta' di Salerno. Certo, governare una regione non e' la stessa cosa che amministrare un piccolo centro.
Una cosa e' sicura: entrambi gli schieramenti, in caso di vittoria, inizieranno a mettere le mani avanti, affermando di aver ereditato una situazione disastrosa.
I problemi resteranno, il ritardo si accrescera' ulteriolmente. Niente paura: nel 2011, si votera' al comune di Napoli. Nuove promesse saranno rinnovate agli elettori.
Da queste parti pero', in tanti non credono piu' nella politica, vista come una sanguisuga che si alimenta grazie all'incessante proliferare del degrado.
Io lo sostengo da un po' di tempo. Siamo in tanti a condividere questa ascelta.


martedì 9 marzo 2010

28-29 MARZO: WEEKEND FUORI PORTA

Di solito per sottolineare il proprio disaffezionamento alla politica, cresciuto in modo esponienzale in questi ultimi tempi, si era propensi a disertare le urne, preferendo le amene mete balneari, dove poter godere di un weekend spensierato, occasione buona per prendere la prima tintarella. Quasi sempre infatti, nel nostro paese si andava al voto nel pieno della primavera, tra maggio e giugno. Molto meglio quindi, nei casi di incertezza o di "intossicazione" dovuta al bombardamento da campagna elettorale, la solita spiaggia, rispetto alla caoticita' del seggio, sempre "adornato" all'entrata, dalla presenza di loschi tipi che avvicinandoti al varco, ti sussurravano sul filo di lana, il nome del proprio candidato.
Il centro-destra ha sempre temuto che gli appuntamenti elettorali coincidessero con delle belle domeniche assolate, invitanti per una gita fuori porta. Storicamente, la sinistra e' rinomata per essere piu' fedele all'urna.
Questa volta pero', per le elezioni regionali, si votera' a fine marzo, un periodo non adatto all'esposizione solare.
Certo per il caos determinatosi in queste ultime settimane, in merito alle liste, ai ricorsi, ai decreti interpretativi e quant'altro, di tutto si parla furche' di programmi, idee e proposte. La voglia di disertare i seggi e' sempre piu' crescente in tantissimi elettori che ormai vedono la politica soltanto come un enorme baraccone mediante il quale spartirsi clientele per avidita' di potere.
I programmi di approfondimento sono stati oscurati, poiche' considerati anti-governativi. Delle tribune politiche non si ha piu' notizia e non si conoscono neanche gli esiti dei primi sondaggi (almeno che non si vada in rete o sulla carta stampata - in Campania De Luca recupera, portandosi a soli 5 punti). Evidentemente le prime rilevazioni, non sono confortanti per una maggioranza di governo che e' minoranza nelle regioni dove si va al voto, considerando che su 13 amministrazioni regionali, 11 sono di centro-sinistra. Gli indecisi, sempre determinanti nell'esito delle votazioni, chi appoggeranno questa volta?
Dimenticavo, per l'ultimo weekend di marzo, che coincide con la domenica delle Palme, si potrebbe pensare ad una visita lampo in una citta' europea, magari in Germania, per osservare le distese chilometriche di fotovoltaico, divenute realta' nel paese teutonico per volonta' politica bipartizan(da noi e' tornato di moda il nuclere). Chi non puo' permetterselo, potrebbe optare per un pic-nic in campagna o dedicarsi al classico cambio di stagione, auspicando che non venga posticipata la data delle elezioni. In tal caso, la campagna elettorale diventerebbe una vera e propria odissea, una estenuante via crucis (coincidente con quella pasquale) una sorta di Grande Fratello politico, dove ad essere prigionieri nella casa, diventeremmo noi tutti cittadini, fruitori di questo deprecabile spettacolo nauseabondo.

sabato 6 marzo 2010

DISASTRO RIFIUTI A NAPOLI: L'UE CONDANNA L'ITALIA

" Ne' l'opposizione della popolazione, ne' gli inadempimenti contrattuali e neppure l'esistenza di attivita' criminali costituiscono casi di forza maggiore che possono giuistificare la violazione degli obblighi derivanti dalla direttiva e la mancata realizzazione effettiva e nei tempi previsti degli impianti".
Così si e' pronunciata verso l'Italia, la Corte di Giustizia Europea, in merito al disastro ambientale che colpì Napoli e la Campania, durante la fase culminante dell'emergenza rifiuti, tra il 2007 e l'inizio del 2008, emergenza iniziata nel lontano 1994.
Chiaramente, la sentenza divide. C'e' chi la ritiene sacrosanta, e chi addirittura la considera anacronistica come se l'incubo munnezza, fosse appunto soltanto un brutto sogno da dimenticare.
Come prima pesante conseguenza per tale sentenza, sono stati congelati ben 500 milioni di euro, fondi europei destinati proprio per fronteggiare le conseguenze di tale disastro ambientale.
Bertolaso, che nel periodo esaminato dalla Corte, non copriva ancora la carica di Commissario straordinario per l'emergenza, cerchera' di dimostrare che il processo di normalizzaazione e' stato avviato.
Non basta pero' il solo termovalorizzatore di Acerra e i nuovi mega-invasi individuati dal Governo e gia' adoperati come discariche. Bisogna trovare soluzioni rapide e definitive per diverse problematiche.
Innanzitutto lo smaltimento di oltre 6 milioni di ecoballe (poco eco), mostri ecologici ammassati nelle campagne tra Giugliano e Villa Literno. In ordine a tale problema , esiste un vecchio e spinoso contenzioso con l'Impregilo, societa' che avrebbe dovuto provvedere allo smalitimento delle eco-balle, prima della costruzione del termovalorizzatore di Acerra, non adatto a eliminarle. Per tale motivo, dovra' essere creato un impianto ad hoc ma, al momento, non ci sono i fondi.
Per lo stesso motivo economico, sono in sofferenza i consorzi di bacino che assicurano lo smaltimento, con migliaia di lavoratori a rischio e la conseguente minaccia di nuove interruzioni nella raccolta, nell'attesa della creazione di aziende provinciali, passaggio che a sua volta determinera' inevitabilmente, degli intoppi organizzativi.
Poi c'e' il discorso differenziata. La raccolta non decolla, assestandosi intorno al 23%.
L'hinterland e' ancora sporco, con cumuli di detriti abbandonati specie ai margini delle grosse arterie viarie di collegamento, dove spesso tra l'immondizia, sorgono improvvisati accampamenti rom, in cui centinaia di persone vivono in condizioni disumane.
Di queste cose non si parla. Nell'immaginario collettivo, Napoli e' tornata ad essere una cartolina.



mercoledì 3 marzo 2010

UN SILENZIO CHE FA TANTO RUMORE

Cala il silenzio in RAI. La commissione di vigilanza ha deciso: Floris, Santoro, Vespa ( si anche il tranquillo e canonico Bruno nazionale) dovranno tacere.
Le loro trasmissioni, considerate "antigovernative", (sospesa anche quella di Paragone, Ultima Parola) avrebbero potuto recare danno alla maggioranza, nel pieno di una campagna elettorale gia' segnata da clamorose espulsioni dal Parlamento, esclusioni di liste, leggine dell'ultima ora anticorruzione e la promulgazione di un codice etico nella scelta dei candidati calato all'ultimo istante, una volta avvertito il pesante olezzo di aria inquinata, un mix di mazzette, scandali e festini che stava nuovamente contaminando il palazzo.
Il silenzio e' totale, visto che le tribuncine politiche alla naftalina, preparate per sostiutire gli approfondimenti di prima e seconda serata, non sono ancora state incassonate nel palinsesto televisivo.
Nel paese in cui esiste un partito chiamato Popolo delle Liberta', i cittadini telespettatori non possono usufruire liberamente del servizio pubblico televisivo, poiche' ritenuto di parte, nonostante sia sempre stato garantito il normale contraddittorio con la presenza di personalita' politiche di entrambi gli schieramenti.
In un paese in cui, la maggioranza e' tenuta in piedi esclusivamente dal carisma incontrastato del suo leader, una volta che questi decide di imbavagliare l'informazione, possiamo tranquillamente ipotizzare che la sua forza, raggiunto il livello di massima rappresentativita', inizi inevitabilmente a scemare.
Come ho gia' scritto tempo addietro, l'attuale Governo, oltre ad avere una propria televisione commerciale, ha il pieno controllo su quella pubblica, facendo diventare la RAI, una tv di regime.
Con questa scandalosa decisione politica, il Cda della RAI, limita il diritto di ciascuno ad un'informazione plurima, mortificando i valori democratici del pluralismo televisivo.
Si e' imposto il silenzio. Si produrra' tanto rumore.

lunedì 1 marzo 2010

LA POLITICA LENTA. L'ECONOMIA RALLENTA. PAESE FERMO

Cio' che e' accaduto nel Lazio, con la mancata presentazione delle liste della Polverini per la provincia di Roma, ha dell'incredibile. La mastodontica macchina organizzativa del PDL si e' inceppata. Ci saranno adesso tutti i ricorsi del caso ma la questione e' davvero ridicola.
Il Governo, non riesce a mascherare l'imbarazzo.
Berlusconi, sconcertato, ha parlato di dilettantismo. Bossi, di errore madornale. La Russa, di eccessiva leggerezza. Rotondi, di vera e propria incapacita'.
Problemi pare ci siano anche in Lombardia per la lista di Formigoni, per difetti di forma. Figurarsi cio' che sara' accaduto a livello delle piccole amministrazioni locali, dove si vota.
La politica ancora una volta mostra la sua eccessiva lentezza, la sua pesante macchinosita'.
Nel frattempo, mentre la maggioranza vara provvedimenti anticorruzione, nella sua opera di "bonifica" e "cristallizzazione" in merito alla "purezza" etico-comportamentale dei suoi candidati e dei suoi eletti, continuando pero' a presentare per le prossime regionali, poche donne e molti parenti, la crisi continua nella sua corsa, non trovando ancora un robusto argine.
In Italia le banche non saranno fallite, ma dalla crisi (considerata da tempo alle nostre spalle) non siamo ancora usciti, anzi.
I dati Istat sono incontrovertibili e al tempo stesso spietati. I numeri ahime', non sono sterili chiacchere.
La disoccupazione arriva all'8,6%, record dal 2004.
Le esportazioni calano del 20%.
Il PIL arrettra del 5%, dato peggiore dal 1971, primo anno di rilevazione.
Il totale delle imposte (pressione fiscale complessiva) sale al 43,2% dal 42,9%.
Aumenta anche il debito pubblico, giungendo al 115,8%.
Ne vogliamo parlare? O ci interessa sapere esclusivamente se Berlusconi riuscira' ad evitare i suoi processi?
Un grande leader, inevitabilmente divide. La cronica spaccatura tra berlusconismo ed antiberlusconismo, divenuta ormai una sorta di schiavitu' di appartenenza, ha di fatto bloccato il paese, in un' ipnotica contrapposizione, mettendo ai marigini le reali esigenze della collettivita'.

venerdì 26 febbraio 2010

INCENERITORE A NAPOLI: UN FUMO DI CHIACCHERE

La costruzione di altri termovalorizzatori (oltre quello contestato di Acerra), fu un progetto ripetutamente proposto, durante la fase finale dell'emergenza rifiuti.
Napoli e la Campania, giacevano sotto l'immondizia, sommerse da una coltre di mortificante vergogna. La realizzazione di altri inceneritori quindi, divenne un obiettivo fondamentale una volta superata l'emergenza.
Furono individuati, dopo estenuanti polemiche e aspri scontri politici, ben quattro impianti.
Il primo, fu localizzato nello stesso capoluogo partenopeo, nella zona orientale. Al "calcolato" empasse decisionale del Sindaco Iervolino che in prima battuta ne indico' l'ubicazione ad Agnano (area improponibile per la sua stessa costituzione morfologica), seguì la decisione del Commissariato di Governo che individuo' nella zona di Ponticelli, l'area del termovalorizzatore cittadino.
Un altro impianto sarebbe dovuto sorgere in provincia di Caserta, nel Comune di Santa Maria La Fossa, nei pressi dell'area di stoccaggio di Ferrandelle, dove su terreni sequestrati alla camorra, Bertolaso avvio' una zona di stoccaggio provvisorio, divenuta poi, una mega discarica a cielo aperto, dove sono stati sversati centinaia di migliaia di metri cubi di tal quale.
Un quarto termovalorizzatore si sarebbe dovuto realizzare a Salerno, su iniziativa del Sindaco De Luca, attuale pretendente alla presidenza della Regione Campania.
A circa un anno dall'uscita ufficiale dall'emergenza, nulla di cio' ha avuto un seppur minimo inizio. Come ha sentenziato Walter Ganapini, ex presidente di Greenpeace, attuale Assessore regionale all'Ambiente, mancano i fondi, le idee e nessun progetto e' stato finora presentato. Cio' va in contrasto con quanto fu stabilito negli accordi tra il Commissario dell'emergenza Bertolaso ed i vertici dell'Asia.
Ganapini e' a fine mandato, in vista del rinnovo del Consiglio regionale. Lascera' il suo incarico, nello stesso clima rovente in cui ebbe inizio.
Fra un mese si costituira' la nuova Giunta. I problemi da affrontare sono gli stessi.
L'immondizia e' sparita (quella che arrivava ai primi piani) ma il territorio resta offeso. Il ciclo integrato dei rifiuti non e' mai decollato.
4 milioni di false ecoballe, mai rimosse, sono diventate l'indegno monumento alla memoria, testimonianza indelebile di una ferita ahime', ancora aperta, ormai purulenta.
In quella che e' diventata la terra dei fuochi, tante chiacchere sono andate in fumo.


martedì 23 febbraio 2010

TERRA BAGNATA...

Questo inverno e' stato particolarmente piovoso. Molto fango si e' generato nel nostro paese e non mi riferisco soltanto a quello prodotto dai tanti smottamenti idrogeologici che hanno evidenziato il precario equilibrio statico del nostro territorio.
Mi riferisco al fango degli scandali, delle corruzioni, delle mazzette, delle truffe, dei favori agli amici, delle raccomandazioni dei parenti "meritevoli", degli appalti pilotati, delle consulenze faraoniche. Tutta una serie di consolidati comportamenti illeciti, o quanto meno discutibili, diventati inconfondibile costume nazionale che come abbiamo potuto appurare, coinvolge entrambi gli schieramenti politici.
Ultimo in ordine di tempo, e' la truffa nelle telecomunicazioni che ha coinvolto le compagnie Fastweb e Sparkle, controllata Telecom che ha determinato tra l'altro un tracollo delle rispettive azioni in Borsa, recando un danno a tanti ignari risparmiatori. Mentre il Governo ha cercato di far cassa, consentendo il rimpatrio di ingenti capitali evasi all'estero con una ridicola tassazione, dall'altro alcuni scaltri imprenditori hanno eluso al fisco italiano, caterbe di denaro.
C'e' chi afferma che ci troviamo dinanzi ad una nuova tangentopoli. C'e' chi al contrario, ci rassicura, affermando che si tratta di semplice arricchimento personale, come se il politico che intasca una mazzetta o condiziona l'esito di una gara di appalto, non rappresentasse l'interfaccia del partito, accentuando quella distanza diventata gia' siderale, tra il cittadino e la politica.
Questa volta la levata di scudi e' generale. Non ci sono soltanto i noti agitatori di manette (Di Pietro, Travaglio, De Magistris) a far sentire il loro sdegno. Anche nella maggioranza si avverte l'arrivo di un vento di epurazione; si richiedono nuove regole, auspicando la piu' completa trasparenza nella scelta dei candidati. C'e' chi poi, come Montezemolo, vede la lotta alla corruzione un'impresa titanica ma al tempo stesso auspica di evitare un atteggiamento paranoico autoflaggellante, da parte degli italiani. Peccato che il presidente della Fiat, gia' preso dai problemi del comparto, abbia dovuto pronunciare questo discorso dinanzi all'attuale presidente di Confidustria Emma Marcegaglia, il cui padre Stefano, pare sia coinvolto in un traffico illecito di rifiuti tossici.
Fini invece, auspica un allontanamento dalla politica per chi si macchia di reati. Tutte tesi nobilissime che fanno della condotta morale di ciascun politico, un comportamento etico irreprensibile.
Peccato che chi e' al capo di questo Governo, cerchi nell'esclusivo ed univoco interesse della Nazione, ci mancherebbe, di ridurre i tempi dei processi, per evitare a prescindere una sentenza.
Dopo la collezione invernale, anche per la primavera-estate, il colore alla moda e' il terra bagnata...

domenica 21 febbraio 2010

SANREMO: STENDIAMO UN VELO PIETOSO

E' da qualche anno che mi impongo di non seguire il festival di Sanremo. Quel tam tam mediatico che precede la kermesse canora inducendoti a diventarne spettatore passivamente coinvolto dell'evento, lo vedo una forma di ingannevole aggressione alla normale ed autonoma fruizione del prodotto televisivo. La stessa cosa vale per quei programmi che considero spazzatura, quali il Grande Fratello, L'Isola dei Famosi e simili.
Il festival con il passar del tempo ha smarrito la sua primordiale valenza di gara canora, diventando sempre piu' un grosso baraccone acchiappa auditel. Si dira' che anche il festival rispecchia la nostra societa'. Purtroppo questo specchio e' diventato opaco; in esso, tanti cercano di trovare un riferimento al proprio essere standardivamente omologato. Il fatto che si gridi al successo deve far riflettere.
Quest'anno poi, sembrava davvero che tutto il palinsesto televisivo, fosse stato programmato per determinare l'ottima riuscita dell'evento sanremese, giunto alla sua sessantesima edizione.
Fortunatamente, ci sono state le partite di champion a tenermi impegnato, internet e soprattutto la radio (ascolto Radio Capital ma non perdo mai Unlimeted della mia amica Kay Rush, a RMC) che mi tiene compagnia abitualmente, quando la sera mi intrattengo davanti al pc.
Ma da quello che ho appreso dai giornali, dalle varie edizioni dei Tg, a Sanremo e' successo un bel po' di casino. Tra esclusioni, ripescaggi, successi di cantanti improponibili, proteste plateali spontanee o preparate, ospiti strapagati nonostante gli enormi disavanzi Rai, discussioni di "alto profilo" inerenti la resistenza gravitazionale dei corpetti che contenevano le straripanti rotondita' dell'Antonella nazionale, penso che il fatto che Morgan abbia confessato di fare uso di sostanze stupefacenti, fosse il minore dei problemi, sicuramente meno grave del fatto che circa 700 parlamentari si sono sottratti al test volontario per accertare l'uso seppur occasionale di droga.
Ma si sa, l'Italia e' un paese dalla falsa morale bigotta, dove i peccati si devono confessare soltanto nel silenzio di un confessionale.

mercoledì 17 febbraio 2010

DE LUCA RECUPERA, IL PDL LITIGA

Caserta e' sempre ago della bilancia. Nel 2005 De Franciscis, Udeur, sconfisse un lanciatissimo Cosentino, F.I. al foto finish. Nel 2006, Mastella leader dell'Udeur, ottenne proprio in terra di Lavoro un trionfale exploit che gli permise non solo di ottenere un considerevole successo personale e di partito, ma contribui' in maniera consistente alla seconda vittoria, seppur risicatissima, del centro-sinistra di Romano Prodi.
A livello politico locale, c'e' grossa agitazione. E' dovuto intervenire personalmente il premier Berlusconi per porre fine all'infinita querelle tra UDC e PDL in Campania. Oggetto della contesa la Provincia di Caserta, dove si rinnovera' il consiglio in cocomitanza delle prossime elezioni regionali.
Il PDL voleva a tutti i costi l'appoggio del partito di Casini, per avere maggior certezza di poter aggiudicarsi la corsa alla regione. L'UDC in cambio, pretendeva l'investitura ufficiale di un suo uomo - nello specifico Zinzi - alla guida della provincia. Per settimane non si riusciva a trovare un'intesa.
Il gota del PDL casertano con a capo il Sottosegretario Cosentino e il Sen. Coronella e l'ex Ministro Landolfi, insistevano per la candidatura di un politico di provenienza PDL, meglio se l'On. Pasquale Giuliano. Alla fine di lunghe ed estenuanti concertazioni, i vertici dell'UDC nazionale hanno ricevuto rassicurazioni direttamente dal Premier, per la candidatura di Zinzi per Caserta, in cambio del completo appoggio a Caldoro per la Regione.
Ma i vertici PDL casertano, non ci stanno (il solo Landolfi pare abbia accettato). Il caso sta generando una forte empasse a livello locale e preoccupanti ripercussioni anche per Caldoro nella sua corsa verso palazzo Santa Lucia. Sconfitto al momento, ne esce Cosentino che da coordinatore regionale, e' costretto ad accettare una nomina da lui non solo non condivisa, ma addirittura contrastata. La sua leadership a questo punto, e' fortemente sminuita.
A sinistra le cose iniziano ad andare un po' meglio. La candidatura di De Luca pare non divida come agli albori. Le iniezioni di lifting comunicativo realizzategli dallo specialista Velardi, incominciano a dare il loro effetto. L'appoggio seppur tardivo e molto discusso ricevuto da Di Pietro, ha ricompattato la corrente.
Anche l'estrema sinistra, all'inizio distante dal primo cittadino salernitano, ha promesso il suo sostegno. Sinistra Unita, neo-partito di Ferrero, a livello campano guidato dall'Ass. Corrado Gabriele, dara' il suo appoggio a De Luca.
Il centro-destra parte in vantaggio. Battere Bassolino pero', non e' scontato, specie se si continua a litigare.



lunedì 15 febbraio 2010

LA LEGA SI PIEGA, GHEDDAFI CI BLOCCA

Siamo un paese piu' sicuro rispetto all'aprile 2008, anno dell'insediamento del Governo Berlusconi che fece della sicurezza, insieme alla munnezza di Napoli e alla questione Alitalia, i suoi cavalli di battaglia?
Sicuramente, molti pericolosi malavitosi sono finiti dietro le sbarre. La cosa ci rallegra.
Ma spesso questi successi, sono il frutto di anni di inchieste, pedinamenti, intercettazioni, lavoro degli inquirenti e delle forze dell'ordine, confessioni di pentiti (le quali se usate per questioni di mafia sono utili e preziose, diventando deliranti e fuorvianti se adoperate contro i politici).
Ma la sicurezza percepita dai cittadini, e' aumentata o diminuita? Gli abitanti delle grandi citta', specie se si risiede nelle periferie, sono piu' tutelati? La liberta' tanto sbandierata dal nostro Premier, e' anche quella di poter camminare tranquillamente per le strade delle nostre citta'?
A Milano si e' assistito a scene di vera guerriglia, dopo l'uccisione di un cittadino egiziano da parte di alcuni sudamericani. La citta' ieri, era in stato di assedio.
Ma dove erano le ronde? E i poliziotti di quartiere, con le loro divise sfavillanti, magari a cavallo, a rassicurare le vecchiette, voi li avete visti?
Penso che finiti gli improponibili annunci elettorali, gli spot lanciati dal centro-destra e da asserviti programmi televisivi, la realta' rimane ben altra cosa.
Le citta', specie le grandi metropoli, restano insicure, degradate, abbandonate al loro destino.
E la Lega? Come ha reagito il partito di Bossi, da sempre contro lo straniero invasore, non rispettoso delle nostre tradizioni e della nostra cultura?
Il leader del Carroccio, ha dissuaso chi, come l'europarlamentare leghista Salvini, voleva addirittura organizzare rastrellamenti porta a porta. Bossi e il Ministro Maroni infatti, si sono opposti a questa iniziativa, auspicando una diffusa integrazione multietnica, come unico espediente per una migliore convivenza sociale.
Parole sagge. Ma come sono lontani i tempi in cui la Lega, brindando alla foce del Po, auspicava il separatismo, gridando slogan contro "Roma ladrona". Adesso che i suoi leader hanno stabilmente le loro chiappe sugli scranni del Parlamento e nei salotti romani, diventa un partito morbido, convenzionale, buonista, aperto alla mediazione ed al dialogo. E' finito il tempo del pugno duro contro gli immigrati. La Lega si piega alle logiche di comune e condiviso dirigismo politico.
Ben diverso e' il trattamento che e' stato riservato a cittadini europei sull'altra sponda del Mediterraneo, in Libia, piu' precisamente. Il leader libico Gheddafi, nuovo amico del Premier, ha deciso senza tentennamenti, di non concedere visti di ingresso in Libia a tutti i cittadini europei dell'area Shengen. Inoltre ci sono state espulsioni che hanno riguardato anche nostri connazionali. Tale decisione e' stata presa per rappresaglia contro la Svizzera che tempo fa, espulse 118 libici.
La Libia, per questioni diplomatiche, espelle nostri connazionali, permettendo tuttavia, la migrazione verso le nostre coste, di migliaia di profughi.
Il nostro Governo che ha basato almeno al nord, la sua campagna elettorale sulla lotta all'immigrazione clandestina, si trova invece, a convivere con tale imbarazzante scenario sociale.


venerdì 12 febbraio 2010

LE "RIPASSATINE" DI BERTOLASO: L'ULTIMO DEI PROBLEMI

Ma davvero e' così importante sapere se il capo della protezione civile, Guido Bertolaso, di tanto in tanto, si facese fare una "ripassatina" da una fisioterapista di mezza eta' ?
O se, spingendosi oltre, partecipasse ad incontri per così dire, piu' piccanti?
Il condizionale e' d'obbligo in questi casi. Ma ormai si sa, per una consolidata abitudine italica, le intercettazioni per incanto, dalle procure si volatilizzano invadendo i media, aggredendo e plasmando il comune pensiero di noi semplici cittadini inermi, riceventi il mesasaggio.
Su queste accuse poi, viene a costruirsi un acceso e rissoso dibattito politico, fatto di scontro sterile, fine a se stesso, con l'unico scopo di delegittimare l'avversario, demonizzandolo.
Da un lato il Premier accusa l'intera magistratura di complotto golpistico. Dall'altro l'opposizione, per opera del suo braccio armato, Di Pietro, agita le manette, chiedendo dimissioni a raffica. Peccato pero' che in Campania, per le prossime regionali, l'ex pm si sporchi le sue mani pulite, appoggiando un candidato, De Luca, che sul suo groppone ha gia' in corso due processi pendenti.
Diversa sarebbe la posizione di Bertolaso, se si appurasse che fosse a conoscenza di illeciti ben piu' gravi commessi dal suo staff o dalle ditte che gravitano intorno alla Protezione Civile.
Per sua stessa repentina e puntuale ammissione, ha gia' dichiarato di essere allo scuro di tutto, per una competenza a lui non riconosciuta. Tutto fila liscio come l'olio. Nel nostro Paese, nel 99% dei casi, i numeri uno non rispondono di cosa commettono i loro sottoposti. Quindi, il caso e' chiuso sul nascere.
Questo mentre la crisi economica pare non sia finita, la dialettica politica scompare cedendo il posto alla rissa, non piu' ideologica visto lo scarso valore dei nostri rappresentanti, ma diventando materiale, con veri e propri scontri fisici all'interno del Parlamento, con amministratori locali che prendono mazzette all'interno di pacchetti di sigarette, rievocando il periodo di tangentopoli e con l'Expo di Milano 2015 che oltre ad aver visto notevolmente ridotto il suo badget iniziale per sopraggiunti problemi economici, e' a rischio commissariamento, diventando il prossimo mega affare su cui mettere le mani sia per ditte in odore di mafia che per amministratori insospettabili ma sempre facilmente corruttibili.
Le escort meneghine, gia' si sfregano le mani...

martedì 9 febbraio 2010

60.000 "COLLINA" AL SAN PAOLO

Da questo spazio spesso ho parlato del Napoli, mia squadra del cuore ovviamente, sia per elogiare gli azzurri per i risultati raggiunti ma anche per criticare la dirigenza e lo staff tecnico quando, a noi tifosi, erano riservate soltanto delusioni.
Questa volta pero', vorrei sottolineare il comportamento pietoso degli arbitri che con le loro sviste, stanno letteralmente compromettendo un campionato che, dopo un inizio mediocre, si sta rivelando davvero entusiasmante.
Dopo un rigore negato in casa contro il Genoa, in una partita dominata dagli azzurri, ad Udine si e' assistito ad un vero e proprio scippo.
Gli azzurri da qualche settimana occupano stabilmente il quarto posto in classifica. Forse al "palazzo" tale posizionamento del Napoli non piace.
La Juve si lecca le ferite per un'annata disastrosa, con acquisti sbagliati e una serie di infortuni che ne ha compromesso le aspettative. Credo che tutte le colpe non erano del napoletano Ciro Ferrara. La Fiorentina dei Della Valle, da tutti considerata una pretendente alla zona champion, e' in netto ritardo.
Il Napoli di Mazzarri, tecnico livornese che ha cambiato volto alla squadra dopo un deludente avvio di stagione con il triste Donadoni in panchina, puo' davvero puntare al quarto posto.
Di solito si dice che in un'annata calcistica, gli errori arbitrali vanno in compensazione.
A Napoli, una citta' ed una tifoseria, aspettano un puntuale "risarcimento" a partire da domenica prossima. Con il solito humor partenopeo, il pubblico, dato il periodo di carnevale in corso, ha intrapreso un'originale iniziativa: 60.000 "Collina", osserverennno la prossima uscita degli azzurri al San Paolo.
L'Inter e' avvisata.

venerdì 5 febbraio 2010

CRISI SPAGNOLA: ANCHE I SOCIALISTI PIANGONO

Fino a pochi anni or sono, secondo i teoremi di politica economia rincorsi dal governo Prodi, Zapatero era il modello a cui tendere, il perfetto esempio di moderno sviluppo dirigista, dove il mercato andava sicuramente aggredito, senza perdere mai di mira al tempo stesso, le tematiche sociali di sostenibilita' e garantismo per le masse.
D'improvviso ci accorgiamo che anche in Spagna e' scoppiata probabilmente una bolla speculativa. Questa, con ogni probabilita', non e' stata causata come negli Stati Uniti, da un uso assai superficiale e sconsiderato del credito al consumo e da una malvagia speculazione finanziaria. Molto piu' probabilmente, essa dipende sia da un atteggiamento fin troppo spensierato dell'amministrazione centrale, nel conferire dati piu' rosei rispetto alla critica realta', anche quando non era ancora soppraggiunta la crisi globale, sia dall'applicazione di un welfare troppo spinto e diffuso, sicuramente al di sopra delle reali possibilita' del paese.
Per anni ci hanno fatto ammirare il modello di sviluppo spagnolo, tutto efficienza e pragmatismo.
Zapatero diventava il vero erede di Blair, incarnando in chiave moderna, il pensiero socialista. La sinistra diventa progressista, radical chic, moderna, non piu' univoco riferimento intellettuale di una certa borghesia salottiera schierata o strumento delle masse operaie. Con le sue coraggiose e molto discusse riforme, la sinistra diventa mito, in un paese conservatore e consuetudinario per antonomasia.
La Spagna per un certo periodo, tende anche a ironizzare sulla nostra economia, mettendo in dubbio la possibilita' che l'Italia con giusto merito, potesse inserirsi tra le prime 8 potenze economiche del mondo.
Oggi pare le cose stiano un po' differentemente.
In Italia viviamo un brutto momento, ma se osserviamo gli spietati ed incontrovertibili dati spagnoli, con una disoccupazione al 20%, un'inflazione oltre il 4%, le borse in caduta libera, le proiezioni del Fondo Monetario Europeo che indicano per il paese iberico un ulteriore calo del PIL dello 0,6% nel 2010, possiamo ritenere che il nostro paese ha tenuto meglio nel periodo di disastro globale.
In un momento storico così critico, economie sicuramente piu' liberali hanno reagito meglio alla crisi, anche con l'applicazione di "ricette socialiste". La Spagna, che ha fatto del socialismo in economia, il suo modello di sviluppo, ora si lecca le ferite. Qualcosa non torna.




martedì 2 febbraio 2010

VITTORIA DEL PD IN CAMPANIA: UNA "MISSION IMPOSSIBLE"

Le elezioni regionali si avvicinano. In Campania sembra spianata la strada per il PDL.
Nonostante l'investitura del socialista Caldoro a Governatore, sia stata una scelta di ripiego, dopo l'improponibilita' di Cosentino per le sue delicate vicende penali, la destra sembra in schiacciante vantaggio sul PD.
Tale sensazione e' rafforzata dal fatto che il candidato del PD, il sindaco "sceriffo" di Salerno Vincenzo De Luca, amico trentennale di D'Alema, non piace ai vertici della sinistra campana.
La sua nomina, gradita pero' sia alla corrente Franceschiana che al nuovo partito di Rutelli, ha avuto il placet di Bersani. Il segretario del PD infatti, non voleva perdere ulteriore tempo prezioso, dinanzi ad una imbarazzante empasse decisionale dei vertici regionali del PD che non riuscivano a trovare una candidatura condivisa. Ricordiamo che le primarie sono state prime indette e poi annullate quando, oltre la candidatura del primo cittadino salernitano, non sono giunti altri nomi alternativi.
De Luca non piace pero' a Bassolino, suo storico rivale. Non piace neanche ai Dipietristi per le sue pendenze penali, in merito alla delocazzazione delle Manifatture Cotoniere Meridionali, processo in cui e' indagato insieme al presidente degli industriali Campani, Gianni Lettieri. Non piace inoltre, alla sinistra radicale Vendoliana, perche' rappresenterebbe una scelta di continuita' clientelare.
La candidatura di De Luca di fatto, spacca il PD, gia' frantumato a livello nazionale ed indebolito a livello locale dall'ormai sopraggiunto crepuscolo dell'epopea Bassoliniana.
Quindi da un lato, abbiamo una coalizione di destra ( a giorni e' atteso l'accordo con l'UDC grazie alla benedizione del "giovanotto" De Mita) il cui coordinatore regionale - vero regista politico territoriale - e' sottoposto a misura cautelare; dall'altro, un candidato a governatore sicuramente indipendente, ma a sua volta, imputato in prima persona.
Spuntera' un terzo nome? L'IDV con Di Pietro o De Magistris, si caleranno nella mischia direttamente, a limite con il sostegno esterno dello stesso Bassolino e della sinistra radicale?
Di solito, in qualsiasi genere di sfida, c'e' un vincitore ed uno sconfitto.
In Campania con ogni probabilita', la destra vincera' per l'assenza di un avversario, a meno che in extremis, Claudio Velardi, ex Assessore regionale campano al Turismo, esperto di comunicazione politica ed attuale consigliere della Polverini nel Lazio, avendo avuto lo stesso incarico da De Luca, non riesca nella sua "mission impossible": risollevare le sorti della sinistra in Campania.