lunedì 5 ottobre 2009

DE LAURENTIIS-NAPOLI: IL FILM E' HORROR

Il Napoli ancora una volta esce sconfitto da una trasferta. Dopo l'esordio sfavorevole a Palermo, si e' perso a Genoa, a Milano con l'Inter e ieri all'Olimpico con i giallorossi guidati da un Totti in grande spolvero. I giocatori mostrano palesemente scarsa personalita'. La squadra non ha un'anima.
La classifica parla chiaro. Gli azzurri hanno solo 7 punti e peggio ancora, la difesa e' la piu' battuta da inizio campionato. Paura, incertezza, sconcerto, sono gli elementi che dominano lo stato d'animo degli calciatori. Il caos e' totale.
De Laurentiis che ha investito altri 52 milioni di euro per questa stagione - evidentemente spesi male - e' tornato di fretta e furia la settimana scorsa da Los Angeles, dove era impegnato con la sua produzione, ed ha iniziato a far piazza pulita.
Il primo ad essere stato allontanato e' stato il Dg Marino. A lui la colpa di non aver acquistato giocatori da Napoli. Imminente l'esonero del tecnico Donadoni, lo stesso tecnico chiamato a sostituire Reja - cosa che poteva essere evitata - sul finire del campionato scorso.
De Laurentiis, non e' esente da colpe comunque. Forse, proprio la sua invadente personalita', accresce questo stato di totale confusione.
Perche' il Presidente non fece concludere la stagione al friulano, magari congedando anche il direttore generale a giugno? Se voleva davvero iniziare un nuovo ciclo, come afferma, non era piu' utile farlo a stagione conclusa? Fino ad inizio campionato, non e' stato lo stesso presidente a congratularsi con Marino per i giocatori portati a Napoli?
Parliamo di Quagliarella, Campagnaro, Cigarini, De Santis, Zuniga, giocatori che fecero molto bene nella passata stagione.
Evidentemente le sconfitte scottano, l'immagine di una squadra perdente forse, non sono il massimo per un uomo che fa della comunicazione, un elemento di primo ordine.
Ci dimentichiamo pero' quanti limiti ha la gestione De Laurentiis. La squadra non ha una vera e propria sede sociale. Si e' stipulato un contratto di fitto con una struttura recettiva sita a Castelvolturno, nel casertano, non facendo vivere la citta' ai calciatori.
Non si e' puntato alla costruzione di un settore giovanile degno di questo nome. Si e' imposto ai tesserati un lungo periodo di silenzio stampa, mortificando la professione di tanti addetti ai lavori e non permettendo ai tifosi di conoscere l'umore dei calciatori. Spesso inoltre, il presidente non ha saputo usare i modi e i tempi giusti per le sue sfuriate, di presidente padrone, dimenticando che lo stesso Marino era costretto a calarsi nei panni di pompiere.
Penso che De laurentiis confonda troppo spesso il mondo del calcio con quello del cinema.
A noi napoletani voleva rappresentare un film d'avventura, dove a mo' di Rambo o Indiana Jones, i calciatori al suono del ciak, avrebbero dovuto con le loro gesta riscattare il destino di un'intera citta'.
Penso che dopo oltre cinque anni di "riprese", il film proposto a noi tifosi, stia diventando un horror di basso profilo da proporre solo in seconda visione.

giovedì 1 ottobre 2009

IL POTERE DISTORCE LA REALTA'

Oggi parlare contro Berlusconi e' diventata una moda, un passatempo, un sistema comunicativo sterile, asfittico, piu' attento all'audience che non all'analisi approfondita dell'opera del Governo.
Non vorrei quindi, dare l'immagine di parlare contro il Premier per un senso di antipatia a prescindere o perche' sia motivato da un pensiero politico in antitesi al suo. Non vorrei imitare e fare da eco alla sinistra italiana - quella che rimane nel Paese - e non avendo argomenti validi da proporre, limitarmi e soffermarmi su cio' che fa parte della sua sfera privata - anche se ultimamente pare, essa abbia raggiunto un profilo alquanto basso.
Chi mi conosce sa che nel passato l'ho votato e sono sceso in politica nel suo movimento.
Penso pero', si stia esagerando nel dare un'immagina univoca e fuorviante di un paese dove tutto va bene, dove le difficolta' non esistono, dove tutto deve essere tenuto in una sorta di limbo paradisiaco, di rigenerante eldorado, di artefatto reality.
I problemi esistono, anzi, sono aumentati. I posti di lavoro si continuano a perdere, la ripresa promessa, almeno al sud, non sembra essere ancora partita. Ma, nell'ottica di un sano e al tempo stesso mortificante e bigotto ottimismo, non si deveno argomentare questioni negative. Tali tematiche vanno celate, occultate, sapientemente sminuite.
Stessa cosa per la munnezza. Qui nell'hinterland napoletano e soprattutto in quello casertano, ce n'e' ancora a tonnellate, ma le immagini di questi inferni apocalittici dimenticati, di certo non vengono mostrate.
Nell'immaginario collettivo, deve passare l'effetto della cartolina. Penso che tutte le persone di buon senso, armate di spirito critico autonomo, concordino nell'affermare che questo tipo di messaggio irradiato ad arte con una sapiente regia, offenda chi abbia ancora un minimo di dignita'.
Non ne faccio una questione politica di nessun colore. Anche a noi napoletani, ci fu propinata la genesi di un nuovo rinascimento. Era l'epoca del G7, del 94. Napoli beneficio' di un intervento di make-up radicale. Nella realta', furono puntati i riflettori sul salotto buono di una casa vecchia, dove gli specchi opachi furono tirati a lucido repentinamente, la polvere rimase sotto i tappeti pieni di muffa e per non sentire lo scricchiolio del suo imminente tracollo, furono organizzate feste di piazza con musici e saltibanchi di notevole richiamo.
Tutti sostennero il miracolo. La cosiddetta borghesia intellettuale, poi fuggita dalla citta', ne divenne il volano. Essa non era altro che una elite di dotti e ammaestrati servitori del potere, chiamati ad occupare i salotti di sua maesta' Bassolino, irradiandone la sua presunta ed opinabile opera grandiosa, anche grazie alla presenza di un'informazione locale molto plasmata.
Chi detiene il potere, lo usa a suo piacimento, spesso distorcendo la realta' esistente. Per far cio' non serve avere la proprieta' dei mezzi di comunicazione, basta creare una ramificata, omertosa, clientelare lobby di acquiescienze.



lunedì 28 settembre 2009

CAMPANIA: IL RITARDO E' CULTURALE

Tutti i politici si prostano al capezzale del sud. Bastera'?
La questione meridionale, di vetusta memoria, tiene banco. In Campania ancor di piu'.
La data del prossimo appuntamento elettorale si avvicina. C'e' grosso fermento nel territorio.
I big del Governo, specie i campani d'origine, numerosi accorrono dal "malato". Tutti pare, abbiano la ricetta giusta per la rinascita - sperando non sia un altro virtuale rinascimento.
Perfino Tremonti, ha lanciato sue tesi su come invertire una rotta infelice, senza ritorno.
Il problema e' che piu' che una nave in tempesta, la Campania sembra un treno(carico di rifiuti) che percorre lentamente un binario morto.
Si parla di ricostruire una classe dirigente, di riformare l'intera macchina organizzativa della regione.
Costoro, mi riferisco all'attuale opposizione regionale, maggioranza nel Governo, cosa hanno fatto per rappresentare in questi lustri, un'alternativa valida all'incontrastato dominio Bassoliniano?
Sento dalle cronache locali, che il dubbio amletico del Presidente Berlusconi, sia su chi puntare per la corsa alle amministrative qui in Regione. Tra pochi giorni, il Premier si pronuncera'. Salvo sorprese dell'ultima ora, la scelta cadra' con ogni probabilita', tra Il Ministro Mara Carfagna e il Sottosegretario Nicola Cosentino. No comment!
Da queste parti, si guida l'auto ancora senza cintura, la moto senza casco, si passa al semaforo con il rosso, non si riesce a fare la differenziata e si usano le arie di sosta sugli assi viari come discariche a cielo aperto - anche se la televisione non ci fa vedere cio'.
L'arretratezza del sud, penso sia una questione culturale. Ecco, appunto: la scelta di chi dovrebbe governare questo teritorio, dovrebbe rappresentare una svolta culturale. I nomi su elencati, a mio modesto avviso, non rappresentano questo tipo di rivoluzione.

venerdì 25 settembre 2009

POLITICA E INFORMAZIONE: IL LIVELLO E' DAVVERO BASSO

AnnoZero ha dimostrato, se ce ne fosse ancora bisogno, che la politica in Italia e' finita da tempo e che l'informazione sia diventata uno strumento di lotta, di scontro fratricida e non piu' un elemento di corretta analisi della realta' che ci circonda. Imperversa il gossip, sotto forma di una "real-fiction" esasperata, dove i contenuti propinati sono davvero squallidi, volgari, offensivi, sicuramente lontani da quelle che sono le vere problematiche del Paese. La democrazia non sara' in pericolo, l'informazione non e' da regime, sicuramente la cultura al momento, e' di un profilo spaventosamente basso.
Ora piu' che mai, allontanarsi da questa politica e non rimanere coinvolti in questa guerra tra testate giornalistiche, e' una vera forma di elevazione socio-culturale, un modo per riappropriarsi dell'autonoma soggettivita' individuale.
Diventare apolitici quindi, non e' una manifestazione di insubordinazione comportamentale, ma un' espressione di liberta' ed indipendenza cognitiva.
Un quadro politico-istituzionale, degno di questo nome, manca di fatto nel Paese. Noi inermi cittadini, siamo subissati da messaggi fuorvianti, frenetici, parziali, interessati, che ci portano a stravolgere il nostro senso critico. Contiamo solo perche' contati come votanti e, per tale motivo, sottoposti quotidianamente, a qualsiasi tipo di subdolo condizionamento.
In questa precisa fase storica - dove tribuni diventano giullari di piazza o pseudo intellettuali girotondini - caratterizzata da un appiattimento culturale e da un'omologazione del pensiero, essere apolitico e' l'unica forma costruttiva di disobbedienza sociale. Non partecipare a tale contrapposizione sterile, diventa una manifestazione di corretto ed evoluto dissenzo.
Al sottoscritto, come a tanti italiani, non interessa sapere se i nostri politici vanno a mignotte e se quando lo fanno, adoperano stupefacenti.
Lo scontro sterile, ripetitivo, quasi ipnotico su tali questioni di basso e rozzo profilo, a cui siamo sottoposti con estenuante insistenza, non interessa davvero piu' a nessuno. La rissa e' necessaria soltanto a chi deve battere l'avversario con l'insulto o a chi deve conquistare un buon risultato nei dati di ascolto, puntando alla chiassosita' della forma e non al valore del contenuto.
I problemi nel Paese sono ben altri. La distanza tra essi e chi li dovrebbe risolvere, sta diventando ahime', siderale.

mercoledì 23 settembre 2009

LA CITTA' SPROFONDA, NON SOLO PER I CROLLI

Quando piove a Napoli, i cittadini tremano. Come infatti, le piogge dei giorni scorsi, hanno ancora una volta fatto ingenti danni in citta'.
Crolli hanno interessato il centro storico, la zona dei quartieri spagnoli, per fortuna senza conseguenze per gli abitanti. In questa zona, Napoli e' una gruviera, un dedalo di viuzze sospese su cavita' naturali di tufo. Il tutto e' il caso di dire, si mantiene impedi per miracolo. Gia' lo scorso anno, nel luglio 2008 piu' esattamente, ci fu un grave cedimento nella stessa area, uno stabile danneggiato dal terremoto del 1980 crollo', venne giu', sgretolandosi su stesso. Ancora una volta, per solo caso, non ci furono vittime.
In queste ultime ore, la citta' fa sentire altri scricchiolii. Molti centri medici specialistici convenzionati chiudono i battenti, perche' non rimborsati dalla regione - il comparto come si sa e' sotto commissariamento - Migliaia di malati non ricevono delicate cure specialistiche, vedendo messa a serio rischio la propria salute.
Protestano anche i dipendenti del Consorzio Unico creato dal Commissario all'emergenza rifiuti. Per loro non e' garantito l'assorbimento nelle diverse ditte di smaltimento locale e a dicembre potrebbero perdere definitivamente il lavoro. Si minacciano azioni di rappresaglia e disagi per l'ordine pubblico e si rischia a breve, di veder compromesso il regolare smaltimento di rifiuti.
Sullo stesso sistema di raccolta, aleggiano ancora molti dubbi, primo tra tutti, quello di riuscire ad arrivare ad una soglia del 25% di raccolta differenziata, per tutti i comuni del territorio campano, pena il commissariamento degli stessi.
Se aggiungiamo le incerte sorti dello stabilimento Fiat di Pomigliano, quello dell'Atitech di Capodichino e le migliaia di tagli fatti tra i precari della scuola, possiamo ben dire che la citta' sta per sprofondare davvero.

domenica 20 settembre 2009

MARADONA, SOLO BRICIOLE ALL'ERARIO

Sabato 19 settembre, la Guardia di Finanza ha compiuto un blitz nell'Hotel Palace di Merano, luogo in cui Diego Armando Maradona si sta sottoponendo all'ennesimo trattamento di cura dimagrante e disintossicante, cercando anche di dimenticare in fretta, le batoste subite dalla nazionale argentina nelle ultime uscite per le qualificazuioni ai mondiali del Sudafrica, del prossimo anno.
I militari sono entrati direttamente nella stanza occupata dal pibe e dalla sua compagna, chiedendo al fuoriclasse di visionare le carte relative al suo contezioso, e di consegnare le uniche cose di valore che Diego aveva al suo seguito: gli orecchini di diamanti, di un valore stimato, inferiore ai 5.000 euro.
Maradona ha un lungo contezioso con il fisco italiano, risalente agli anni '80, periodo in cui militava in forza al Calcio Napoli. Con gli interessi calcolati, dovrebbe ridare allo Stato, circa 37 milioni di euro. Gia' nel 2006, in occasione di un suo ritorno a Napoli, per una partita di beneficenza, le Fiamme Gialle sequestrarono a Maradona due Rolex, per l'ammontare di circa 11.000 euro.
Mi chiedo: l'azione della Guardia di Finanza, puo' definirsi esemplare? Perche' non prendere provvidementi piu' rigidi- anche l'arresto- quando l'argentino mette piede in Italia?
Perche' non trovare la formula di risalire ai beni posseduti dal campione in Argentina - se ne possiede ancora - recuperando in modo piu' copiscuo l'ammontare della cifra evasa?
Penso che questa azione della Finanza, di carattere sicuramente dimostrativo, abbia una finalita' piu' scenografica e persecutoria, ma non certo risarcitoria per l'Erario, a cui ritornano soltanto briciole.
Per altri evasori illustri, non e' stato di certo adoperato lo stesso trattamento ma, forse, si sono ottenuti migliori risultati.


giovedì 17 settembre 2009

FOLKLORE PARTENOPEO A STRASBURGO

Sorprendente, insolita, inaspettata, spiazzante performance all'euro Parlamento di Strasburgo.
Protagonista di tale episodio e' stato il rappresentante del PDL Enzo Rivellini, napoletano.
Durante l'importante seduta, incentrata sulla reilezione del Presidente - nello specifico il portoghese Barroso e' riuscito a confermare la sua carica- il nostro rappresentante si e' esibito in una particolare audizione, tutta "recitata", e' il caso di dirlo, in dialetto napoletano.
L'accaduto ha causato sconcerto tra i presenti, imbarazzo negli altri delegati italiani e un vero e prorpio panico per i traduttori ufficiali che chiaramente, non riuscivano a comprendere il discorso del nostro europarlamentare.
Lo scopo di Rivellini, era quello di mettere al centro dell'attenzione, le problematiche ataviche che affliggono il sud d'Italia, territorio di strategica importanza nel bacino del mediterraneo, vera cerniera nelle relazioni sia tra Europa ed Africa che tra est ed ovest del vecchio continente - nello specifico anch'io sottolineavo da questo spazio, le grandi potenzialita' inespresse di Napoli, la citta' piu' importante a queste latitudini -
Rivellini nella sua uscita sottolinea le difficolta' che sta attraversando questo lembo d'Europa, gia' fortemente arrettrato rispetto alla restante parte d'Italia e che oggi vede in modo piu' profondo ed irreversibile, acuirsi le conseguenze della crisi economica globale.
Addirittura nella sua conclusione, il rappresentante del PDL, adopera una sorta di avvertimanto, quasi una minaccia. Il malcontento cronico della popolazione presente nel sud, paragonato ad una pioggerella - in napoletano, "na' schizzichiata" - potrebbe a breve, trasformarsi in un diluvio, una tempesta - tradotto, "nu' pata pata 'e ll'aqua" -
Penso che il delirante o quanto meno fokloristico discorso a mo' di masaniello, fatto da Rivellini, sia davvero una performance folkloristica, molto piu' appropriata se fosse stata messa in scena all'ultima festa di Piedigrotta da poco conclusa in citta' ( il duo Rivellini - Elthon John non sarebbe stato niente male).
Ci si dimentica che la questione meridionale, ormai e' parte della storia contemporanea.
Dal 1861, data dell'Unita' d'Italia, si parla di questo ritardo presente nel Paese, di questa doppia economia nazionale, divenuto ormai una questione antropologica.
La Cassa per il Mezzogiorno, le miriadi di interventi nazionali ed europei fatti in tal senso, non sono serviti a niente. Il sud resta per sua stessa volonta', un coacervo di clientelismo e malaffare, di nepotismo campanilistico ed immobilismo socio-culturale, dove l'assistenzialismo profuso a pioggia non ha permesso alla popolazione di diventare imprenditrice di se stessa.
Spesso si attribuisce alla piaga purulenta rappresentata dalla mafia, ogni ritardo nel decollo di questo territorio. Si e' dimostrato che la mafia e' presente dappertutto. Restano invece, incontrovertibili, le lentezze che affliggono il meridione.

lunedì 14 settembre 2009

RAI, TV DI REGIME

Domani sera, sarebbe dovuto tornare in onda il programma di Floris, Ballaro', sulla terza rete RAI.
L'oggetto della trasmissione, era la ricostruzione in Abruzzo, ma soprattutto il gradimento del Governo da parte degli italiani e se, come ha affermato lo stesso Premier, lui e' stato il miglior Presidente del Consiglio, in 150 anni di storia dall'unita' d'Italia. Il programma invece, e' stato congelato all'ultimo momento, con la scusante che andava in onda nella stessa sera - ma alla RAI non esiste un palinsesto? - uno speciale di Porta a Porta, dove anche il mansueto ma piu' "allineato" Vespa, poneva come argomento, l'intervento del Governo in terra di Abruzzo, esaltandone pero' l'aspetto quasi "miracolistico" della ricostruzione lampo di una mega baraccopoli - questo e' il termine esatto per indicare delle provvisorie abitazioni in legno - per circa 30.000 sfollati.
Come poteva coesistere in una stessa serata, sulla tv pubblica, un programma incentrato sulla presunta ma a questo punto assai discutibile, superiorita' del Premier, ed un altro che tesseva l'elogio al suo operato in una forma di palese e schierato assist glorificante?
Dopo la gia' avvenuta sospensione di Report, condotta dalla bravissima ma scomoda Milena Gabanelli, con la motivazione della mancata copertura legale garantita ai giornalisti - un modo subdolo ma raffinato per non arrivare alla vera cancellazione del programma, espediente tipico delle dittature - come si puo' ormai nascondere alla collettivita', che la RAI ha smesso di essere un servizio di informazione pubblica ed e' diventato un ulteriore strumento di indotta, ipnotica, veicolazione cognitiva ed un mezzo di indottrinamento appiattito delle masse?
Ormai per avere una informazione plurima, indipendente, sicuramente libera, la si puo' ottenere solo accedendo alla rete. Per tale motivo, noi blogger, stiamo diventando un po' un problema per i nostri governanti, poiche' siamo piccoli ma infinitamente numerosi, liberi e soprattutto non sottoposti a nessun padrone.
Oggi, forse, un ottimo cronista non e' piu' completamente libero.

venerdì 11 settembre 2009

BERLUSCONI: UN CICLO E' FINITO

Che le esternazioni di Berlusconi rasentassero costantemente un sentimento profetico ed autoglorificante con sfumature populiste era noto a tutti, anche ai suoi piu' vicini sostenitori; ma ormai, le sortite del Premier hanno assunto connotazioni deliranti, mistiche, allucinanti. Hanno iniziato a scalfire le corrette relazioni diplomatiche con democrazie piu' evolute e sicuramente piu antiche della nostra.
Anche la scelta di conferamare il suo appoggio icondizionato e sostanziale alla Russia di Putin e la sua recente apertura strategica al leader libico Gheddafi, ha creato i presupposti per grossi sconvolgimenti nelle relazioni internazionali. Gli Stati Uniti sono diventati meno amici rispetto all'era Bush.
Berlusconi oltre ad accrescere quel senso di odio tra i suoi avversari storici, e' diventato un problema anche tra i suoi alleati ed i suoi diretti sostenitori.
Il suo forte ed indiscusso carisma, simbolo e collante del neonato PDL, e' divenuto d'improvviso un limite, trasformandosi rapidamente in elemento fortemente disgregante, all'interno del movimento di centro-destra(di centro ne e' rimasto poco).
Molti "storici" elettori di destra - me compreso - non si riconoscono in questo partito verticale e verticista, dove ogni decisione viene presa a tavolino negli studi e nei salotti capitolini.
La destra italiana e' a un bivio: scegliere di andare avanti facendo a meno del suo leader o rimanere vittima dello stesso.
Se il Premier non ha la lungimiranza di fare un passo indietro, indicando formalmente il suo successore, questa decisione coraggiosa deve essere assunta dal partito. Continuare a far vivere un movimento tenuto in piedi da un solo uomo, non fa bene ne' al centro-destra, ne' alla politica nel suo insieme.
Messe da parte le futili questioni di donnine e festini a luci rosse, ricuciti gli strappi con il clero - qui occorrera' piu' tempo - sopite le ataviche questioni di belligeranza mediatica, e' giunto il momento di parlare di politica, guardando ai reali problemi - spesso celati - avvertiti dalla popolazione.
La cultura del nostro paese e' regredita, dissolta. E' stata imprigionata da futili personalismi, sterili ed effimere contrapposizioni tra berlusconiani ed anti-berlusconiani.Tutti ne sono rimasti vittime: sia i piu' accaniti sostenitori che i piu' acerrimi detrattori.
La crisi economica globale avra' avuto un solo merito forse, quello di mettere in discussione il concetto di consumismo sfrenato, di liberismo libertario, di individualismo esasperato, tutti modelli di cui si e' nutrito il berlusconismo.
A 15 anni dalla sua fatidica "discesa in campo", un ciclo si e' concluso.
E' giunto il momento di guardare avanti. E' arrivata l'ora di voltar pagina.
L'Italia si e' impoverita. A breve forse, sara' una nazione meno divisa.

martedì 8 settembre 2009

NIENTE BACIO A SAN GENNARO

La psicosi influenza si diffonde nel Paese. A Napoli e' ancor piu' avvertita, dopo il decesso del paziente ricoverato al Cotugno, per complicanze dovute a patologie comunque preesistenti al nuovo virus.
Il timore tuttavia resta diffuso. Addirittura nello specifico, le esequie sono andate deserte.
Parenti, amici e conoscenti, erano spaventati dalla possibilita' che il morto potesse infettare i presenti direttamente dalla bara o che ci fosse tra loro, gia' qualcuno raggiunto dal contagio.
A Napoli si sa, tutto viene ad essere coperto da un alone di spettacolarizzazione teatrale, nella migliore tradizione eduardiana.
In questo clima di diffusa incertezza, alimentato anche da una nebulosa informazione mediatica, la citta' si sta avvicinando all'importante appuntamento dello scioglimento del sangue del patrono, prevista per il prossimo 19 settembre.
Il Cardinale Sepe, ha informato la cittadinanza che, per questioni di maggior sicurezza, quest'anno la tradizionale esposizione dell'ampolla contenente il sangue del Santo, non potra' essere accompagnata dal bacio dei fedeli. I presenti nel Duomo, potranno limitarsi al semplice contatto con la fronte.
L'importante e' che la cosa non dispiaccia al patrono e, come tradizione consolidata, il sangue si sciolga. Da queste parti, la mancata liquefazione, e' segnale di cattivi presagi.
Chissa' quali numeri della cabala verranno giocati per la particolare contingenza.
I piu' preoccupati sono la Iervolino e Bassolino. Gli amministratori storici del territorio, mai facevamo mancare il loro bacio sull'ampolla. Sara' un segno del destino?

domenica 6 settembre 2009

LE ALBERATE AVERSANE GIUNGONO IN ALTO-ADIGE

Quest'anno, per i primi di ottobre, organizzero' una vendemmiata ad Arbustum, dove faro' ammirare al pubblico, la tecnica unica al mondo, di raccogliere l'uva ad una altezza superiore ai dieci metri. L'idea e' ancora in fase embrionale, ma cerchero' di farla diventare un appuntamento ufficiale quanto prima.
Le nostre alberate aversane - in alcuni casi si arriva anche festoni "maritati" ai pioppi, sospesi a circa 15 metri - sono ancora poco conosciute e pubblicizzate per una serie di motivazioni che non sto qui ad elencare.
Nonostante cio', pare ci sia un certo fermento intorno a questo tecnica di allevamento e a questo vitigno, sicuramente presente sul territorio, gia' in epoca angioina - XIII sec.
Una piccolissima parte del raccolto, sara' destinata ad una cantina dell'alto casertano che, in collaborazione con l'Universita' di Napoli, Federico II, sta portando avanti un progetto di sperimentazione su diverse aziende dell'agro-aversano.
Il mio vigneto, nello specifico, ha suscitato un notevole interesse da parte di Antonella Monaco, perito agrario, con la quale daro' vita a questa giornata di divulgazione agro-culturale. Nello specifico poi, pubblicizzero' l'evento sul mio account di facebook, coinvolgendo anche molti addetti ai lavori, in primis i giornalisti Luciano Pignataro e Monica Piscitelli, tra i migliori esperti di divulgazione integrata eno-gastronomica, a livello regionale. Sara' allestita anche una mostra fotografica, inerente questo particolare ed unico modo di vendemmiare.
Oggi ho avuto un'altra sorpresa molto piacevole: la visita di un giornalista, Dante Stefano Del Vecchio, in compagnia del Presidente del Merano Wine Festival, Helmuth Koecher.
L'altoatesino, in giro per l'Italia, e' rimasto positivamente suggestionato, dalla bellezza e dall'imponenza delle alberate aversane e ancor piu' colpito dalla unicita' delle grotte naturali in tufo sotterranee, presenti nel territorio, nelle antiche case padronali - nello specifico ho accompagnato gli occasionali ma prestigiosi ospiti, nella cantina di un mio parente, Raffaele Magliulo, della omonima cantina - dimora naturale per la conservazione dei vini, con temperature costantemente al di sotto dei 12°.
Nel salutarmi e nell'invitarmi alla kermesse che a breve si terra' in Alto Adige, mi hanno lasciato con una promessa: divulgare il piu' possibile, le antiche e nobili alberate aversane sull'intero territorio nazionale.

mercoledì 2 settembre 2009

BERLUSCONI E LA SANTA SEDE LITIGANO: CHI SE NE FREGA!

Tornati dalle vacanze ( chi ha avuto la possibilita' di farle) gli italiani si trovano dinanzi l'ennesimo frastuono mediatico, utilizzato ad arte come distrattore da quello che in realta' e' il reale problema delle famiglie: la mancanza di soldi.
Questa volta, la sceneggiata orchestrata ad arte, e' la spaccatura divenuta insanabile tra il Governo e la Santa Sede. Berlusconi non va alla cerimonia della perdonanza, Raztinger da il suo appoggio formale al Cardinale Bagnasco, presidente della CEI e quindi indirettamente, al direttore del quotidiano Avvenire, Dino Boffo.
Di tutto cio' che si cela dietro questa triste vicenda, penso che agli italiani interessi poco.
Si e' dimostrato comunque, che il nostro e' un paese imprigionato da una vetusta morale bigotta, figlia di una imperversante presenza della chiesa in tutti i nostri comportamenti quotidiani. Per tale motivazione ad esempio, un uomo sposato se confessa di andare a mignotte puo' ricevere l'assoluzione. Un divorziato (e non mi riferisco al nostro Premier) invece, non puo' neanche avvicinarsi al confessionale.
D'improvviso, si sono create derive strategiche e deliranti congetture di trasformismo politico, ricerca di nuove alleanze tra le diverse forze politiche in base ai potenziali sviluppi di questa spinosa vicenda, come se gli italiani stessero inermi ad aspettare i dictat delle segreterie di partito o di cio' che dice loro il cosiddetto mondo cattolico.
Nel frattempo la disoccupazione avanza e lo fa in tutta Europa, con numeri che rasentano la doppia cifra (figurarsi nel sud Italia). I precari fanno sentire il loro grido di disperazione in tutto gli angoli del paese. Molti cassintegrati non vedranno rinnovato il contratto. Tante piccole aziende chiuderanno i battenti, la ripresa tanto attesa, non si scorge ancora all'orizzonte. L'autunno si preannuncia caldo, l'inverno ahime', molto freddo.
A breve gru e cornicioni non saranno piu' sufficienti per ospitare chi da sfogo alla propria disperazione inscenando scioperi della fame a trenta metri di altezza.
Cosa puo' importare alla gente che Gheddafi (che per anni ha finanziato il terrorismo) sia stato celebrato con il passaggio delle nostre frecce tricolore (pagate da tutti noi italiani) o che la Chiesa cerchi di lavare i suoi pani sporchi all'interno dei suoi luccicanti salotti?
Certo scegliere con chi schierarsi, tra Berlusconi e il Vaticano e' impresa assai ardua...

sabato 29 agosto 2009

CAMORRA, IL BUBBONE CHE COPRE ALTRE MAGAGNE

Il Procuratore capo Giandomenico Lepore e' stato chiaro: per l'increscioso accaduto alla grotta azzurra di Capri, la camorra non c'entra.
All'ombra del Vesuvio e' prassi attribuire alla malavita organizzata qualsiasi manifestazione di straordinaria eccezionalita'.
Dal 18 agosto, data dell'allucinante sversamento in mare del contenuto di un'intera autobotte di espurgo di fanghi neri, da parte di una ditta stabiese e dopo il ripresentarsi dopo qualche giorno di tracce maleodoranti all'ingresso della famosa grotta - probabilmente si trattava di elevate concentrazioni di cloro - si sono iniziate a disegnare trame occulte e macchinose alchimie da parte degli isolani che hanno ipotizzato un complotto criminale di stampo malavitoso ai loro danni.
Molto piu' grave e' che non si sia stigmatizzato l'ulteriore sfregio emerso durante i controlli da parte della capitaneria e degli altri enti preposti al controllo ambientale, quello relativo al ritrovamento nell'incantevole tratto d'acqua dei Bagni di Tiberio, di una ingente quantita' di scarti di vetro, provenienti dallo smaltimento diretto in acqua delle bottiglie usate nella ristorazione e perpetuati dal titolare dell'omonimo locale.
Per ammissione dello stesso titolare, Carlo De Martino, 76enne, colto in flagrante, la cosa accadeva da oltre trent'anni.
Anche in questo caso, lo scempio inferto era opera della camorra? Perche' la cittadinanza caprese, gli amministratori locali, gli stessi personaggi famosi che frequentano Capri non hanno alla stesso modo fatto sentire il proprio dissenso?
E di chi e' la colpa se la meta' delle ville dell'isola non e' collegata al sistema fognario?
E il lungo black-out verificatosi a ferragosto - episodio accaduto piu' volte anche nell'isola d'Ischia - e' anch'esso un sabotaggio?
Complotti, sabotaggi, minacce, criminalita' organizzata: in realta' se si adopera la lente d'ingrandimento, in ogni realta' escon fuori magagne. Purtroppo da queste parti, ultimamente, si e' presa l'abitudine di celarle col bubbone camorra.
Non ci dobbiamo stupire se poi la stampa prende a volo certi tipi di "assist" descrivendo la realta' campana come un territorio dove la malavita organizzata permea in modo opprimente ogni realta' della vita quotidiana. Vi giro uno dei tanti titoli apparsi sui quotidiani in questi giorni, per mostarvi come a volte, basti un titolo, per distorcere la realta'.

martedì 25 agosto 2009

PD CAMPANO: PROVE GENERALI DI INCIUCIO

Grandi manovre nel PD campano. Cercasi disperatamente, successore di Bassolino per le regionali che si terranno il prossimo marzo. L'impresa e' davvero disperata.
Dopo anni di potere dinastico-clientelare, sua maesta' Antonio da Afragola deve, suo malgrado, mettersi da parte. Passato indenne allo scandalo rifiuti, e a quello della sanita', usato e poi rigenerato dallo stesso Premier, questa volta il Governatore e' a fine mandato.
Lui sicuramente pero', sara' il regista delle grandi manovre della sinistra campana in cerca di un nuovo leader da contrapporre al PDL, nuovo accalappiatore di consenso. L'aria e' cambiata, non certo per merito degli avversari. Come ho sempre ribadito da questo spazio, il ricambio amministrativo che stiamo vivendo, e' storico non politico.
Addirittura si ipotizzava un possibile ritorno del Governatore a Palazzo San Giacomo, qualora la Iervolino decidesse di sciogliere anticipatamente il Consiglio. Niente di piu' assurdo e mortificante per una citta' che per anni si e' illusa (grazie a dei fidi incantatori di serpenti- la cossiddetta borghersia intellettuale, poi dissoltasi nel nulla) di vivere un nuovo rinascimento.
In queste manovre di agosto, quasi da battaglia navale, spunta l'ipotesi di una grande alleanza o se vogliamo di un grande inciucio, con l'UDC di Casini.
Nella passata campagna elettorale per le amministrative e le europee, Pierferdi ribadiva nei suoi spot commerciali un preciso slogan: " Ne' a destra, ne' a sinistra. Solo per l'italia." Io aggiungerei: solo per la poltrona. Casini diventera' a breve, il nuovo Mastella, il prezzemolo in ogni minestra. Lui decidera' con chi stare, un po' da qua, un po' da la. In Sardegna con Berlusconi, in Campania con gli orfani di Bassolino.
Per dare una parvenza di scelta ponderata, strategica o se vogliamo "istituzionale" si e' fatto il nome di Nicola Mancino, di epopea democristiana, attuale vice-presidente del CSM.
Al momento pare, l'ex Senatore non voglia rinunciare al suo mandato, per onorare la carica e rispettare il voto(unanime) di chi lo ha eletto.
Ma il sasso e' stato lanciato. L'idea della grande alleanza piace agli anti-berlusconiani.
Gradira' certamente De Mita ( la cosa non e' da sottovalutare), trombato da Veltroni alle passate politiche per questioni anagrafiche (si preferi' puntare sulla sconosciuta Picierno) e passato all'UDC.
Chi sara' il nome pescato dal cilindro?

giovedì 20 agosto 2009

REGIONE CAMPANIA: CERCASI CANDIDATI DI CENTRO-DESTRA

Nel periodo estivo la politica non si ferma. Anzi, sono numerosi i contatti tra i vertici di partito, per tracciare le linee guida in vista degli imminenti impegni autunnali.
Qui in Campania, fervono i contatti tra i big del centro-destra, per indicare i nominativi per la prossima campagna elettorale alle regionali. Urge indicare in tempi brevi, chi dovra' con molta probabilita', contendersi la poltrona di Governatore, dopo l'epopea Bassoliniana.
L'impresa di battere la sinistra, dopo circa quattro lustri di incontrastato dominio tra Comune di Napoli e Regione appunto, sembra assai facile. Peggio di così credo, non si possa amministrare un territorio.
Eppure i nomi dei potenziali candidati, non sembrano suscitare sfraceli.
Cosentino, Carfagna, Lettieri, questi sono le figure che con ogni probabilita' potranno guidare la regione se, con ogni proibabilita', il centro-destra riesca a uscire vittorioso al prossimo appuntamento elettorale.
Quali sono i meriti conquistati sul campo da costoro?
C'e' bisogno di esponenti che diano un contributo di idee o semplici accalappiatori di voti e consenso?
Ricordiamoci di come fu ridimensionato Italo Bocchino alle precedenti elezioni regionali. Calato nella mischia all'ultimo momento, subì una sonora sconfitta da parte dell'uscente Bassolino. Tornatosene a Roma (promise di non farlo durante la campagna elettorale) ha avuto maggior fortuna.
La destra campana per anni ha subito passivamente lo strapotere bassoliniano. Ora c'e' la reale possibilita' di svoltar pagina. C'e' bisogno tuttavia, di puntare su personalita' di alto livello, di indubbio carisma, di spiccata preparazione personale e di notevole conoscenza del territorio. In poche parole, veri leaders.
I candidati sopra elencati, hanno queste peculiarita?
Certo, dopo l'elezione di Cesaro alla Provincia, qui in Campania e' davvero tutto possibile.










lunedì 17 agosto 2009

LA CITTA' NEL DISASTRO, IL SINDACO BALLA

Napoli, citta' martoriata e mortificata da troppo tempo, patisce anche a ferragosto.
La zona collinare, precisamente quella dei Camaldoli, brucia.
Le fiamme raggiungono i quartieri di Soccavo, Fuorigrotta, Agnano, il parco degli Astroni. Le fiamme e la cenere avvolgono l'intera citta' - contemporaneamente erano in fiamme anche le falde del Vesuvio - vandali e criminali non conoscono ferie.
In citta' la situazione negli ospedali, con la sanita' sotto commissariamento e il periodo festivo, rasenta il dramma.
Al Cardarelli, i degenti da giorni "parcheggiati" in barella, devono loro malgrado, convivere con i lavori di manutenzione del nosocomio. Muratori ed infermieri, lavorano a stretto contatto. Spesso, buche nel pavimento, causa di infortuni per gli sfortunati malati, vengono tamponate alla men peggio, con semplici e squallidi cartoni.
Nel carcere di Poggioreale, nella calura di agosto, i detenuti sono stipati come ratti.
Il penitenziario napoletano e' il piu' affollato di Europa, ospitando 2266 detenuti contro una capienza massimale fissata a 1400 posti. Le stesse guardie carcerarie sono al collasso. Ci sono solo 690 unita', contro le 946 previste. La prigione da queste parti, diventa "discarica sociale", spazio di Stato adibito per i diseredati.
Nel frattempo, l'areoporto di Capodichino va in tilt.
Disagi per chi parte e caos inverosimile per chi arriva in citta'. I collegamenti tra il terminale ed il centro della citta' sono approssimativi. I turisti per scongiurare il problema sicurezza, preferiscono farsi letteralmente "spellare" da taxisti senza scrupoli.
Nonostante gli arrivi numerosi, la citta' non registra il tutto esaurito.
L'Unione Albergatori denuncia l'ennesimo flop. Il colpo di coda tanto sperato non c'e' stato. Il problema delinquenziale - nonostante i trionfalismi del Governo - permane. A cio' si e' aggiunto quello dell'acqua del mare in pessimo stato, dopo il recente guasto al depuratore di Cuma.
Napoli come suo solito, e' abbandonata al suo destino.
Intanto, il Sindaco Iervolino, non trova di meglio da fare che inscenare una tarantella con tanto di nacchere dinanzi ad un gruppo di turisti, a Piazza del Gesu'. Se le "cacciate" di Berlusconi rasentano la demenzialita', questa della Iervolino puo' ritenersi inopportuna e mortificante per una citta' ormai stremata che vive il disastro, come quotidianeita'.






mercoledì 12 agosto 2009

SUPERENALOTTO: BISCA LEGALIZZATA

Il delirio e' irrefrenabile. La folla dei giocatori e' accecata. Il miraggio d'estate annebbia il cervello. Anche nei luoghi di villeggiatura, i punti dove si puo' tentare la vincita della vita, sono letteralmente assaliti dagli scommettitori.
Neanche ieri la sestina miracolosa ha fatto capolino.
La gente intanto aspetta, accresce il suo desiderio, si spinge a giocare anche fortune. In molte citta', prima tra tutte Napoli, la mano degli strozzini fa sentire la sua "vicinanza" con prestiti lampo agli accaniti scommettitori. Anche il Vaticano fa sentire il suo dissenso, per un gioco che si e' trasformato in pericoloso vizio di massa.
Lo Stato intanto, si sfrega le mani e aggiusta i suoi conti. Tremonti fa cassa e vede meno grigio l'autunno.
In molti iniziano a maturare qualche sospetto. Perche' agli inizi di luglio, il concorso ha cambiato le sue regole nel silenzio generale? Perche' si e' svincolato il concorso del Lotto da quello del Superenalotto? Cosa accade tra le 19.30, ora dell'ultima giocata, sino alle 20.30 orario dove tramite l'informazione, si viene a conoscenza dei risultati? E se i risultati fossero pilotati per far si che alla fine e' il banco a vincere sempre?
Lo Stato piu' volte si e' opposto a legalizzare i casino' con varie scusanti, prima tra tutte il potenziale inquinamento mafioso. Ma questa forma di gioco che rasenta l'idolatria, non e' una forma di bisca legalizzata, dove il banco - lo Stato - e' l'unico a vincere?

sabato 8 agosto 2009

SILVIO RIPOSATI, L'AUTUNNO SARA' CALDO

Una volta si parlava di bollino rosso. Questo esodo sara' ricordato per il bollino nero. Tutti in ferie. Ma cos'e' questa crisi? Tutti in vacanza (a debito) a muovere il pil (che nel frattempo continua a rallentare).
Il Premier intanto, prosegue nel suo "delirio autoglorificante".
Nessun governo meglio del suo, asserisce inorgoglito.
Sembra di essere tornati all'epopea Augustea, di imperiale memoria. Silvio "uber alles".
In Abruzzo, saranno realizzati alloggi per 30.000 persone entro novembre.
Confermato l'inizio dei lavori del Ponte sullo Stretto.
Mantenimento delle truppe in missione in Afghanistan (la guerra infinita).
Aumento delle forze dell'ordine nelle grandi citta' ( a controllo dalle ronde).
Avvio del risanamento e della messa in sicurezza dell'edilizia pubblica.
Grande programma (a proposito di film...) di edilizia popolare.
Grossi stanziamenti (gli ennesimi) per il Mezzogiorno.
Ma i soldi dove sono? A quanto pare, anche il suo Milan e' in austerity...
E le migliaia di cassintegrati che vedranno perso per sempre il loro lavoro in autunno?
Le sorti della FIAT? E quelle di Alitalia? La Merloni? Il tessile a Prato?
Quando saranno realizzate le centrali atomiche? E i rigassificatori?
Il Governo vigilera' sull'effettiva realizzazione dei termovalorizzatori in Campania?
E il caos giustizia? La lentezza dei processi? Le carceri di nuovo affollate?
Mai fu piu' indovinato il suo periodo di ferie da trascorrere in Sardegna. La sua villa, da "house party" diventera' beauty pharm. Una equipe di esperti, provvedera' a rigenerare le forze dell'uomo piu' "oberato" d'Italia.
Il Premier ne avra' bisogno. L'autunno si preannuncia caldo.

mercoledì 5 agosto 2009

LE MIE VACANZE IN CILENTO

Quest'anno ho scelto di trascorrere le mie vacanze in Cilento, zona del salernitano in cui insiste anche un importantissima oasi paesaggistica.
E' da quando ero piccolo che non venivo da queste parti. Con la famiglia abbiamo deciso di passare un mese a Caprioli, una piccolissima localita' contigua alla bellissima Palinuro, dove la sera ci sono tanti negozietti da visitare, in mezzo a viuzze e scalinatelle molto suggestive.
Abbiamo affittato una casa a pochi metri dal mare, una bella comodita' davvero.
Da tempo la costa cilentana e' premiata con l'assegnazione della bandiera blu, per lo splendore delle sue acque.
Ci troviamo in provincia di Salerno ma sembra quasi di non essere in Campania. Qui e' tutto ordinato, curato, pulito. La gente e' cordiale, ospitale.
La mattina la trascorro in compagnia dei miei due bimbi - spero che quest'anno imparino a nuotare - con me e mia moglie ci sono i miei suoceri e per qualche giorno ancora i miei cognati.
Dovro' tornare ad Arbustum, per l'ultimo weekend lavorativo in agriturismo, dove poi, saro' chiuso fino al giorno 28.
La settimana prossima, tornero' al mare con la mia nuova moto. Da Napoli sono circa 200 km. Non vedo l'ora di percorrere queste stupende strade a picco sul mare in sella della mia nuova KTM.

sabato 1 agosto 2009

MORIRE NELL'INDIFFERENZA

Questa volta si puo' tranquillamente parlare di vergognosa indifferenza.
A Napoli, nelle acque al limite della balneabilita' di "Mappatella Beach" muore un anziano settantatreenne. Il suo corpo senza vita gia' in acqua, viene portato a riva da qualche volenteroso bagnante, ma li rimane, nel piu' assoluto menefreghismo. Il 118 chiamato poco dopo, riceve una sola telefonata in merito alla disgrazia accaduta.
C'e' un morto sul bagnasciuga ma i bagnanti si godono la loro giornata di svago per limitare la forte calura. I ragazzini si tuffano in acqua, le signore si spalmano la crema, gli uomini discorrono in assoluta tranquillita'. Lo scenario immortalato da alcuni scatti, mette tanta tristezza, lascia sgomenti, attoniti, fa inorridire.
L'uomo si chiamava Antonio Sommaripa ed era residente nel quartiere Miano.
In questa occasione, il popolo napoletano non ha fatto una bella figura.
A differenza dell'episodio della fine di maggio, capitato nella metropolitana di Montesanto, dove i cittadini abbandonarono al suo destino un rom colpito da raffiche di mitraglietta, per mettere in salvo la propria incolumita', in questa occasione la morte dovuta ad un malore causato con ogni probabilita' da un colpo di calore, ha quasi infastidito i cittadini presenti sul posto, che d'improvviso vedevano "rovinata" la loro giornata di relax vacanziero.
Napoli e' sempre piu' una citta' rassegnata, abbandonata al suo destino. La capacita' di reazione dei suoi abitanti e' ormai esaurita. Questi episodi di triste fatalita' evidenziano come da queste parti tutto scorre senza far piu' clamore, senza provocare una seppur minima reazione da parte dei singoli cittadini.
Il povero Antonio e' morto per un malore. Napoli e' morta nella sua dignita'.