lunedì 24 ottobre 2011

L'EUROPA RIDE DI NOI

Davvero mortificante per noi italiani, il siparietto avutosi ieri a Bruxelles, tra il Presidente francese, Nicolas Sarkozy e la Cancelliera tedesca, Angela Merkel. Ai cronisti che chiedevano se le rassicurazioni avute dal premier Berlusconi, potessero considerarsi davvero concrete e attuabili, i due leaders europei hanno risposto con un incrocio di sguardi davvero eloquente e con un sorriso beffardo, che la dice tutto su quanto sia ormai ridicolo il nostro peso diplomatico, a livello internazionale.
Povera Italia! Che fine che abbiamo fatto. Gli italiani non meritano tutto cio'. Siamo diventati una barzelletta per colpa di un leader che avuto si la leggittimazione democratica del voto per governare, ma che ha arenato il paese sotto il peso dei suoi guai giudiziari, attorniandosi di una cricca di incapaci che, in virtu' di un astratto senso di responsabilita', ha avuto l'intento esclusivo di raggiungere i propri interessi, foraggiando le proprie clientele, spesso provenienti da quella vasta ed imprecisata area grigia. (es. 1, 2, 3, 4, 5 )
Adesso assisteremo ad altre battaglie, sia nel Parlamento che nella stessa maggioranza, in ordine alle proposte avanzate, in particolar modo rispetto alla proposta di innalzamento dell'eta' pensionabile ed all'ennesimo condono fiscale ( ne sono previsti addirittura 12). Non riuscendo a sviluppare una seria ed autonoma politica economica, siamo costretti a rispettare i diktat imposti dell'UE. Siamo ormai un paese commissariato. L'Europa ci impone decisioni dolorose ma soprattutto rapide. Gli speculatori stanno alla finestra, non si puo' perdere altro tempo. Chissa' se anche questa volta, il nostro Presidente del Consiglio riuscira' a mettere tutti d'accordo elargendo altre poltrone. La Lega non ci sta e minaccia, per l'ennesima volta, elezioni anticipate.
Mentre il caos e l'incertezza regnano sovrani, affondando ancor di piu' il Paese, l'Europa ride di noi.

giovedì 20 ottobre 2011

GHEDDAFI: MORTE DI UN NEMICO-AMICO DELL'OCCIDENTE

Gheddafi e' morto, per esattezza e' stato ammazzato con un colpo alla testa. Troppo scomodo evidentemente, mantenerlo in vita. Tutti adesso grideranno vittoria, dopo che per troppo tempo hanno allungato la mano (qualcuno la ha persino baciata) al dittatore, considerando assai allettante la sua amicizia, la sua smisurata influenza.
Ma il vero vincitore e' stato il popolo libico che ha osato sfidare il Rais. Difatti, con il nascere della primavera araba, lo scenario e' mutato. Verso il tiranno che ha risposto ai movimenti di piazza con i missili dell'aviazione, e' iniziata una guerra portata avanti dalle grandi potenze occidentali, (Francia, Inghilterra, Stati Uniti e 4 caccia dell'aviazione italiana...) che, con lo gia' sperimentato pretesto di esportare la democrazia, d'improvviso hanno visto l'opportunita' di poter controllare una strategica area geografica.
Vanno fatte alcune considerazioni. E' strano che per questa guerra nessun movimento pacifista, sia sceso in piazza, eccezion fatta per il solo Gino Strada di Emergency. Non accadde così con la guerra in Iraq. Perchè? Il gas libico forse, e' meno allettante del petrolio arabo? I migranti ammazzati nel deserto, sono diversi dai curdi sterminati con il gas? Se ci si basa sul fatto che in Libia un'intero popolo si sia ribellato al suo dittatore, perche' allora non viene portato un attacco di liberazione, anche alla Siria? L'invasore americano si e' trasformato in salvatore della democrazia, solo perche' Obama e' piu' simpatico dei Bush? O forse perche' a Saddam nessuno bacio' la mano?
La storia si evolve, con essa anche i giudizi che vengono dati ai suoi interpreti.
Una cosa e' certa: un regime durato quarantudue anni, finisce. Un altro dittatore vede cessata la sua tirannia. Per fortuna!
Iniziera' un periodo di transizione molto incerto, anche perche' l'intero nord-Africa e' in fermento.
L'Italia sta alla finestra, non avendo avuto un ruolo determinante nella caduta del dittatore e pagando forse, lo scotto di un'eccessiva sottomissione diplomatica allo stesso, nel periodo antecedente alla rivolta. Inoltre, se il Ministro Frattini ha come consigliere un faccendiere latitante come Lavitola, possiamo intuire quale sia il livello della nostra politica estera in questo periodo.
Pagati a caro prezzo i debiti di guerra al popolo libico, adesso con molta probabilita', dovremmo accontentarci soltanto di una piccola fetta della torta che altri mangeranno in modo piu' sostanzioso.







mercoledì 19 ottobre 2011

BLACK BLOC E FACCENDIERI, ESPRESSIONI DELLA DECADENZA

Il Ministro Maroni definisce gli episodi avvenuti nella capitale, gravi manifestazioni di terrorismo urbano, annunciando l'imminente arrivo di un autunno caldo.
Sono attesi provvedimenti specifici in tal senso che diano soprattutto maggior potere preventivo agli organi di polizia. Speriamo che con la stessa solerzia, il Governo trovi anche i soldi per far si che le stesse forze dell'ordine, possano ancora operare, cancellando gli imminenti tagli previsti nel settore.
Come definire invece, le preoccupanti condizioni economiche in cui versa il Paese? E come descrivere lo stato di corruzione diffusa, presente tra chi dovrebbe occuparsi della cosa pubblica?
Quando un faccendiere di scarsa levatura, come il latitante Valter Lavitola, organizza ed impone in modo dettagliato, l'agenda al Capo dell'Esecutivo, in cambio magari di qualche orgetta con escort pagate da chi poi, si ritrovera' assegnato qualche appalto, allora possiamo senza dubbio ritenere che la "temperatura" nel Paese si e' fatta davvero incandescente.
Il Governo e' distante dai cittadini, dalle loro esigenze, non riesce a trovare soluzioni ai problemi, ma cerca univocamente l'invulnerabilita' del suo Capo, il quale e' sempre piu' sottoposto al ricatto dei suoi colonnelli, ai capricci dei suoi figuranti, mediocri pedine comprate al mercato dell'usato per far si che la giostra della vergogna, in cui si e' trasformato l'Esecutivo, continui a girare, in una ipnotica e concentrica spirale del nulla.
Tale scenario e' molto preoccupante. Io la definirei una perdurante stasi determinista.
Questa paralisi, non fa altro che accrescere il livello di frustazione percepita da un numero sempre crescente di persone, stanche di vivere ascoltando soltanto promesse, ripetitivi spot elettorali mai realizzati.
A distanza di pochi giorni dalle manifestazioni degli Indignados, tenutesi in tante citta' del mondo, ci si domanda perche' solo in Italia si siano verificati questi devastanti incidenti. Nessuno pero', sottolinea come soltanto il nostro sistema politico abbia raggiunto un tale livello di patologica corruzione sistemica.
In sintesi, in questo momento storico, Black-bloc e faccendieri, incarnano l'espressione della decadenza di una Nazione.

venerdì 14 ottobre 2011

DEMOCRAZIA SOTTO SEQUESTRO

Prima hanno tremato, poi passata la paura, hanno dimostrato la loro solita ed immancabile arroganza, la loro completa cecita' su cio' che li circonda, la loro distanza siderale dai problemi del Paese. Questi sono i parlamentari di quella che, ancor oggi, si continua a chiamare maggioranza.
Il loro capo e' ormai una testa di cuoio che tiene in piedi una schiera di clan e correnti, di colonnelli e luogotenenti, offrendo loro spazi di estemporanea fama e radicato potere, in cambio del mantenimento dell'esecutivo, ridotto a strategico strumento di difesa della sua impunita' ad oltranza.
Per l'ennesima volta, il Governo ottiene la fiducia. Ancora una volta, il Premier prolunga la sua fase di galleggiamneto, la propagazione del suo delirio di onnipotenza, quale unica garanzia contro la crisi, insostituibile riferimento per la crescita del Paese.
E' giunta l'ora di far sentire il proprio sdegno. Non si puo' attendere passivamente la naturale scadenza della legislatura. La democrazia e' sotto sequestro nel "Palazzo". Una cricca di 316 uomini tiene sotto schiaffo la Nazione.
E' necessario risvegliare le proprie coscienze, non essere piu' soggetti passivi di questo declinio. Non e' importante il dopo, e' fondamentale l'adesso e la storia mai come ora, ci impone di riappropriarci del nostro tempo, di far sentire la nostra voce, il nostro silente lamento, pronto a trasformarsi in urlo di rabbia.
La lotta non deve assumere connotazioni politiche o ideologiche ma tendere ad una "normalizzazione sociale", dove il concetto di democrazia ritorni ad essere un bene trasversale, partecipato e, fruito quanto piu' possibile, dal basso.

" Chi rimane in casa quando inizia la battaglia e lascia la lotta agli altri dovrà stare attento, perché chi non condivide la lotta condivide la sconfitta. E la lotta è evitata solo da chi vuole evitarla. Dunque chi non lotta per la propria causa lotta per la causa nemica ".

Berthold Brecht



mercoledì 12 ottobre 2011

"I RESPONSABILI" IRRESPONSABILI

Il Governo e' stato battutto sul rendiconto del bilancio dello Stato. Questa volta non si tratta di un piccolo incidente di percorso. Non ci troviamo dinanzi a semplici scricchiolii. Questa volta il segnale e' arrivato in modo chiaro e deciso: la maggioranza in Parlamento non esiste piu'.
Il Premier e' uscito dall'aula bianco in volto e scuro nell'anima. Ha sentenziato che si e' trattato di una decisione irresponsabile. Si vede che la fronda di "responsabili" assoldati quel fatidico 14 dicembre 2010, ha finito di svolgere quell'interessato ruolo riparatore. Una "indigesta minestra riscaldata" troppe volte, e' diventata rancita.
La prova di forza pero', continua. Atteso con ogni probabilita', l'ennesimo voto di fiducia.
Il malato questa volta, pare arrivato davvero al capolinea. Non si sa, se ci sara' l'ennesimo miracolo.
In tanti, nei mesi addietro, si domandavano chi avrebbe avuto il coraggio materiale di staccare la spina.
Questa volta ormai, si e' capito che siamo prossimi alla naturale esalazione dell'ultimo respiro.
Amen!

sabato 8 ottobre 2011

BERLUSCONI A CASA, NON BASTA!

Poniamo il caso, che Berlusconi abbandonasse per davvero, compiendo il fatidico e tanto atteso passo indietro. Cosa accadrebbe? Si ritornerebbe subito alle urne o si darebbe vita ad un governo tecnico di transizione, per traghettare il Paese alla normale scadenza di legislatura?
In molti si pongono questo quesito, in pochi si avventurano ad analizzare i possibili scenari successivi.
Il quadro e' molto desolante. L'ingovernabilita' e' quasi scontata. Da una parte, la sinistra e' pronta a dar vita alla riedizione dell'Ulivo, una componente forte nei numeri ma non sempre coesa negli orientamenti.
Dall'altra parte, un PDL senza il cavaliere, avrebbe meno presa sugli elettori anche se potrebbe indurre ad un ricongiungimento con i moderati del Terzo Polo. Ma come potrebbero ritornare insieme Fini e Gasparri, Bocchino e La Russa, Casini e Scajola? Oddio, in politica tutto e' possibile ma ritengo che i nuovi moderati di centro, siano piu' interessati ad allargare il loro piccolo orticello, per far valere poi, quando ce ne sara' bisogno, il loro peso decisionale.
E la Lega? Sara' la stessa anche senza Berlusconi? L'ala Maroni, prevarra' su quella Bossi? Il radicato partito territoriale, potra' un domani, pur di rimanere al potere, guardare anche a sinistra? Mai dire mai.
In tanti, me compreso, pensano che qualsiasi Governo futuro, sia meglio di quello attuale o quanto meno sarebbe un Governo teso a concentrare i suoi sforzi sui problemi del Paese, non piu' zavorrato da quelli del suo Presidente del Consiglio.
In pochi ammettono pero', che la fine politica del Cavaliere, non sia l'unica medicina per curare un Paese gravemente ammalato. La sterile contrapposizione tra berlusconismo ed anti-berlusconismo, durata circa un ventennio, ha avuto un inevitabile effetto: inaridire la Nazione, appiattire idee e programmi in un'ottica di mero scontro dualistico.
Urge una stagione di rinnovamento, una rivoluzione culturale, la creazione di una democrazia fortemente trasversale, coinvolgente e partecipata dal basso. E' necessario soprattutto cambiare gli interpreti di questa politica, invecchiati non solo anagraficamente ma soprattutto concettualmente, rispetto ai grandi cambiamenti avvenuti nel mondo ed alle esigenze specifiche del nostro Paese.
Berlusconi a casa, non basta!

lunedì 3 ottobre 2011

LO SPECCHIO NELLA BARA

L'autunno sta riservando ancora delle stupende giornate, che rievocano l'estate appena finita. Diverso il clima vissuto nel Paese. L'aria e' diventata pesante, una fitta nebbia circonda il Palazzo. Il caos regna sovrano, l'incertezza e' dilagante, nulla viene deciso in merito al palese vuoto di potere esistente, nonostante la maggioranza dichiari di andare avanti spedita, augurando un'imminenete stagione di riforme ( chi puo' ancora credere a tali fandonie?).
Anche il risultato raggiunto per indire un nuovo referendum abrogativo, nel caso specifico, quello in ordine al sistema elettorale, crea ulteriori spaccature in Parlamento. Alla fine si cerchera' di giungere ad una forma di crisi pilotata, per evitare che il referendum possa avere il suo normale iter procedurale, andando al voto con l'attuale sistema di lista predeterminata nelle segreterie romane.
La Lega ( accezione surreale di natura politco-fantastica), continua nei suoi deliri separatisti. Ormai il suo destino pare irrimediabilmente segnato, di pari passo al declinio organico del suo leader ed alla palese improponibilita' del suo successore, il "trota", per ovvi motivi di limitatezza cognitiva.
Intanto l'economia continua a non rispondere agli imput dell'esecutivo. I tagli da soli, non bastano a rimuovere la produttivita', anzi, contribuiscono a contrarre ulteriormente il mercato. La sfiducia e l'incertezza aumentano. In tale scenario poi, Confidustria minaccia di liquidare il Governo, la Fiat, da sempre " ente governativo " foraggiato da Roma, dichiara di uscirne, per diventare sempre piu' una fabbrica di azioni finanziarie e sempre meno una casa produttrice di autovetture ( le vendite dei suoi veicoli sono in caduta verticale ). In tale scenario, la popolazione non riesce a produrre quello scatto di orgoglio per ribellarsi a tanta decadenza, ma subisce a capo chino il suo destino, diventando complice dello sfascio della Nazione.
Un tempo ormai lontano, questo popolo credette al sogno irradiato dal tele-venditore in doppio petto, poi lo seguì accecato, quando costui salì delirante su di un predellino. Oggi, questo stesso popolo, dovrebbe guardare dentro la bara in cui si e' trasformato il Paese. Una bara lasciata aperta per le strade, dove tutti possano guardarci dentro.
Una bara al cui interno, andrebbe posto uno specchio che rifletta cio' che siamo diventati.







lunedì 26 settembre 2011

IL NO DI BRUNETTA AI CERTIFICATI ANTIMAFIA: BOUTADE O ESCAMOTAGE?

Ne parlai gia' alcuni mesi or sono. La nostra economia, gia' fortemente compromessa dalla spirale di crisi internazionale, sotto minaccia costante da parte della speculazione, senza alcun segnale di ripresa nel breve e medio termine, deve fare i calcoli con una particolare contrazione tutta italiana, da tempo auspicata ma che, inevitabilmente, contribuisce a indebolire ulteriolmente il sistema.
Trattasi dell' indotto indiretto prodotto dalle mafie, economie che non conoscono crisi ma che, da un po' di tempo, devono fare i conti con le misure prese dal Governo che finalmente ha inferto duri colpi alle organizzazioni malavitose.
Come scrissi nel precedente post, se lo Stato non realizza forme di sviluppo alternativo, laddove realizza notevoli contrazioni a quello illegale, l'economia di quelle aree non puo' che tendere alla desertificazione.
In questa fase storica, chi materialmente avrebbe la capacita' e la solvibita' di poter vincere una gara pubblica?
Quando si chiude un cantiere in odore di mafia, un grande centro commerciale, una catena di ristoranti, quante persone oneste e laboriose che non hanno niente a che vedere con il titolare malavitoso, perdono il lavoro? Alla luce delle difficolta' del momento, da tempo si sa che oggi, solo le grandi organizzazioni mafiose avrebbero la disponibilita' finanziaria di potersi accollare grosse commesse, come ad esempio i lavori del prossimo Expo' di Milano.
Non intendo affatto mettermi dalla parte chi di opera nel malaffare. Ma la nostra economia oggi deve affrontare anche questo nuovo problema: convertire un sistema produttivo spesso gestito dalla malavita, in un'economia libera ed autonoma, retta soltanto da capitali puliti.
E' possibile? Non vorrei che le parole del Ministro Brunetta, in merito all'inutilita' dei certificati anti-mafia, fossero un escamotage per prolungare questa forma di economia dicotomica, dove a volte, la presenza di grosse quantita' di denaro, servono comunque e a prescindere dalla natura della loro provenienza.

giovedì 22 settembre 2011

VANNO FERMATI

La Lega abbandona ancora una volta la "forca", votando compatta' contro l'arresto di Milanese. In questa maniera, raggiunge subito due obiettivi: tiene ancora ben salde per un po', le sue chiappe sugli scranni romani e, al tempo stesso, mantiene in vita, continuandone il coma, l'attuale maggioranza. Indirettamente poi, evita il carcere ad un malfattore.
Si argomentera' che la scelta e' stata fatta per salvare il Governo in un momento particolarmente difficile per la nostra economia. E' stato in effetti, l'ennesimo escamotage strategico, la cinica e calcolata alchimia, per rimanere ancorati al comando, incuranti del baratro in cui stiamo finendo.
Siamo ormai imprigionati, dalla piu' totale schizzofrenia di due leader al crepuscolo: Berlusconi e Bossi.
Il Premier, dichiaratamente disimpegnato dal suo ruolo, schiavo dei sui vizi, ricattato dalla ridda dei suoi sciacalli. Il Senatur, acciaccato dai suoi guai fisici, indebolito nella sua leadership ma fermamente convinto nel dividere il nostro amato e vilipeso Paese.
Questi due individui vanno fermati, sono diventati troppo pericolosi e destabilizzanti per la Nazione. La loro cecita' verso il dramma che vive il Paese, la loro conclamata incapacita' di guidare la Nazione, la loro distanza siderale dai comuni cittadini, rende la loro permanenza al potere, una sorta di manifesta eversione.
Uomini e donne di buona volonta', specie quelli della loro appartenenza politica, dovrebbero compiere un gesto nobile e coraggioso: smarcarsi da tali impostori, isolare la loro azione, mettere fine a tale supplizio, allontanare questa minaccia.
Pensare che l'Italia debba essere guidata da questi due uomini fino al 2013, mette davvero i brividi.
Quando i leader di un paese, vengono accecati da delirio di onnipotenza, la democrazia finisce di esistere. Quando tale delirio, contamina una parte della popolazione, facendola uscire dalla realta' che la circonda, allora ogni cosa puo' succedere.
Chi da sempre, ha basato la sua politica sulla contrapposizione, lo scontro e la divisione materiale del Paese, non puo' che, in un momento di delicatissima incandescenza sociale, accentuare la sua inclinazione, gettando altra benzina sul fuoco.
Il Paese ha bisogno di coesione, unita', convergenza di intenti. Soprattutto necessita di calma sociale. Fin quando governeranno questi due uomini, ci sara' solo caos destabilizzante.

sabato 17 settembre 2011

CONDANNARE BERLUSCONI O SALVARE L'ITALIA?

Il voto in democrazia e' inappellabile, sovrano. Ci mancherebbe. Ma a volte, si puo' rimanere "democraticamente" imprigionati dalle proprie scelte.
Quando chi, detenendo il potere, lo usa a suo piacimento, ledendo i diritti e le esigenze della collettivita', anteponendo i privilegi della propria casta a quelli del Paese, allora costui trasforma l'urna da luogo di espressione dell' autonoma liberta' dei singoli, a strumento di limitazione della stessa.
Per molti popoli, il voto e' piu' che altro una formalita' rituale. Anche nelle dittature si vota, ma l'esito delle urne e' scontato. Nel corso della storia, si e' votato anche a Cuba ed in Iraq, giusto per citare due paesi, i cui leader non avevano competitor. Da noi il voto rappresenterebbe un momento di altissima civilta' democratica ma, da un po' di tempo, esso non fa altro che rappresentare la piu' palese ed incontrovertibile forma di truffa perpetuata alla cittadinanza.
Quanti elettori di centro-destra, si riconoscono in questo Governo? Quanti cittadini ex- forzisti ed oggi pidiellini possono ancora giustificare e continuare a coprire le malefatte del Presidente del Consiglio? Quanti ancora oggi, credono che nel nostro Paese si perpetui un golpe da parte della magistratura contro un uomo che a tutti costi vuole passare come vittima di un sistema, senza capire minimamente che proprio lui e' la piu' grossa anomalia politica, colui il quale ha di fatto praticamente bloccato il normale procedimento democratico-istituzionale di questa Nazione, cercando di salvarsi il sedere da tutti i guai giudiziari in cui e' coinvolto?
Speravo che Berlusconi fosse sconfitto politicamente e, democraticamente abbandonasse la scena politica. Ma il livello di improponibilita' di quest'uomo, anche da un punto di vista propriamente politico, ha raggiunto il colmo. Basta, e' giunta l'ora di trovare "democraticamente", il modo di interrompere questo supplizio a cui siamo sottoposti noi italiani, compreso e, ne sono sicuro, i tanti elettori del Presidente che penso oggi si vergognano di aver fatto questa scelta.
Come si puo' accettare di arrivare in questo pantano fino alla primavera 2013? La nostra credibilita' a livello internazionale e' minima. L'ingovernabilita' interna e' massima.
"Democraticamente" ci si adoperi per un' uscita di scena decorosa, si trovi il sistema di limitare ulteriori danni al Paese. Oggi, e' piu' importante far scontare i reati a Berlusconi o salvare l'Italia?
Da tempo ci si e' incancrenati in questo scontro fratricida che alla lunga si e' rivelato una strada senza uscita, un vicolo cieco, un binario morto.
Penso che per il bene dell'Italia si possa "democraticamente", concordare l' allontanamento del politico, la cura dell'uomo ed il salvataggio del Paese. L'Italia deve voltar pagina. Lo deve fare in fretta. A volte, le scadenze democratiche, non vanno rispettate.


giovedì 15 settembre 2011

SOFFIA UN VENTO NUOVO

A Napoli si terranno due regate della Louis Vuitton Cup, gara di qualificazione all' America's Cup. Non solo Venezia quindi, ma anche il capoluogo partenopeo sara' campo di gara per l'importante kermesse velica.
Dopo estenuanti trattative, le Istituzioni locali, Comune, Provincia, Regione, Unione industriali di Napoli, Bagnoli Futura, sono riusciti a strappare il fatidico si agli americani.
La prima gara si terra' nelle acque del golfo gia' nel prossimo mese di aprile. La seconda gara poi, si disputera' nel 2013.
Per la citta' una grande opportunita' di crescita e di rilancio dopo gli anni bui dell'emergenza rifiuti. Napoli torna ad essere protagonista nel Mediterraneo, ruolo che geograficamente le compete.
Sembrava gia' sfumata la grande occasione. Ma la ritrovata sinergia tra tutte le istituzioni locali, ha permesso il raggiungimento dell'importante obiettivo.
Peccato che la notizia sia stata a mala pena divulgata. Ma si sa, da queste parti, le tante cose buone esistenti, non hanno la stessa eco di quelle ahime', negative, che al contrario trovano enormi casse di risonanza per la loro propagazione.
Napoli non e' solo munnezza. Per una volta tanto, non si parla soltanto di "gomorra".
E' proprio il caso di dire che in citta', finalmente, soffia un vento di cambiamento.


lunedì 12 settembre 2011

MEGLIO FALLIRE?

Lo ha fatto l'Argentina anni or sono. Con ogni probabilita' lo fara' la Grecia a breve. Fallimento!
La manovra italiana pare non convinca ancora. L'Europa ci guarda con sfiducia. Oggi si e' registrato l'ennesimo crack in Borsa.
Ci troviamo in un vicolo cieco, senza speranza di uscirne. L'economia e' ferma, spiragli di ripresa neanche a parlarne. In questa maniera, il nostro debito pubblico e' destinato ad aumentare inesorabilmente.
Gli speculatori sentono il fetore emanato da una bestia morente e sono pronti ad azzannare il suo corpo esamine. Non ne usciamo, anche perche' la spirale depressiva ha ormai dimensioni globali. L'Europa ha una moneta unica ma non possiede un vero spirito economico unitario. Inoltre, il nostro Paese, e' lacerato da un atavico scontro politico interno, ed e' guidato da un Premier a dir poco improponibile che intende tuttavia, rimanere al suo posto fino al 2013, come da mandato, per salvare il suo sedere e lasciare ad altri, gli effetti dell'apocalisse.
Nel frattempo degrado e corruzione avanzano di pari passo, seguendo una perfetta equazione. Ci sono zone del Paese in cui si vivono scenari da terzo mondo. Anni or sono, si promettevano grandi opere. In molte citta' invece, non esistono neanche servizi minimi e dignitosi per la cittadinanza.
Il Titanic Italia non e' affondato, ma e' tristemente alla deriva.
Come estrema ratio, allora, non sarebbe meglio fallire e scaricare ad altri i nostri guai? In fin dei conti gia' adesso la nostra politica segue a capo chino i dictat di Strasburgo senza fiatare. L'Europa, si accollerebbe il default italiano?

mercoledì 7 settembre 2011

LA MANOVRA PASSA. I PROBLEMI RESTANO

Dopo svariate correzioni, la manovra passa. Amen!
Da domani, nel Paese, resteranno solo i problemi. La Borsa potra' rifiatare, di certo il portafogli degli italiani sara' ancora piu' scarno.
Bisognava tagliare da qualche parte, sacrosanto, ma al tempo stesso, sarebbe stato indispensabile programmare una qualche forma di ripresa alternativa. In questa maniera invece, l'economia e' destinata a vivere un periodo di lunga stagnazione, il tasso di disocupazione restera' pressoche' invariato, così come quello del debito pubblico.
Nelle scorse settimane, anche il Governatore Draghi, ammonì l'esecutivo per non aver accennato a nessun piano di ripresa economica. Un sistema economico basato soltanto sui tagli, non puo' produrre effetti positivi nel medio termine.
Il Paese in questa maniera, potra' soltanto prolungare la sua lenta ed inesorabile agonia.
Il Governo a sua volta, continuera' la sua macerazione a fuoco lento, come un polipo cotto a vapore in una casseruola senza aggiunta di condimento. Gli ormai bolliti Berlusconi e Bossi non si rassegnano a fare un lungimirante passo indietro. L'Italia e' imprigionata da questi due uomini. I loro modelli sono desueti, improponibili, fuori da qualsiasi logica temporale. Il loro consenso e' ridotto ai minimi storici. Un tempo il successo accecava loro la vista. Oggi la loro mente, e' offuscata per cause biologiche.
Di solito, dopo la tempesta, riappare il sereno. In Italia ahime', dopo lo tzunami finanziario, per lungo tempo ancora, vedremo soltanto una densa nebbia padana (da Padania, termine identificativo di un territorio surreale ed immaginario, di origine politco-fantastica).

sabato 3 settembre 2011

NON CI SONO PAROLE

Oggi, Angelino Alfano, neo-segretario del PDL, non per voto interno ma per volere del suo capo d'azienda, chiaramente, e' stato l'ospite d'onore alla festa dell'Api di Rutelli.
In casa dell' ex radicale, ex verde, ex margherita, ex pd, attuale segretario tascabile di un partito che prende a mala pena l'1% delle preferenze, all'interno del neonato ma non ancora svezzato, partito del Terzo Polo, l'Angelino nazionale, cercando di far riavvicinare le anime dei moderati alla casa del sultano, ha tenuto il classico discorso di facciata sulla crisi, nel quale ha auspicato la ricerca di una ritrovata coesione tra le parti, per il bene del Paese. Fin qui tutto come da copione.
Cio' che ho trovato disarmante, e' quello che l'ex guardasigilli ha sentenziato poi, senza nessun imbarazzo, con consumata faccia tosta. Secondo Alfano, se qualcuno non l'avesse ancora capito o se, continuasse ancora a sperare utopisticamente in maniera diversa, l'unico candidato possibile alle prossime elezioni del 2013, qualora il Governo ci riuscisse ad arrivare, e' l'attuale Premier in carica, Silvio Berlusconi. Alfano ha anche aggiunto, che l'ipotetico utilizzo delle primarie, e' uno strumento fuori da qualsiasi logica autodeterministica del partito, vista la forte, solida, stabile ed indiscussa leadership dell'attuale Presidente del Consiglio, nonche' unica ed insostituibile figura guida per l'intero centro-destra.
La cosa che di piu' mi ha sorpreso, e' che nessuno dei presenti, ipoteticamente tutti facenti parte l'opposizione al momento, ha emesso il che piu' minimo brusio di dissenzo o contestazione.
Dopo " l'ape regina", anche l'Api cerca di riformare l'intesa con il monarca.
Non ci sono parole!

mercoledì 31 agosto 2011

NAUFRAGHI AGGRAPPATI AD UNA ZATTERA

Berlusconi, Bossi, Tremonti: loro litigano, l'Italia affonda.
E' giunto il momento di mobilitarsi per mandare a casa questo Governo.
Il Paese non merita questi politici ormai al crepuscolo, casta di potere clientelare.
I loro provvedimenti in merito alla crisi, sembrano spot elettorali in continuo cambiamento.
E' lontana l'epoca del contagioso e profuso ottimismo. Anche dai loro volti, e' scomparso il sorriso. L'Europa ci tiene sotto tiro. Gli speculatori sono pronti ad azzanare una debole preda.
Tagli, tagli e ancora tagli. Di crescita neanche a parlarne. L'incapacita' dei nostri governanti e' indecorosamente manifesta. Questa manovra, ripetutamente corretta, non convince nessuno.
Il Paese e' fermo, senza prospettive. Pare sia svanita anche la voglia di protestare, di mobilitarsi.
La rassegnazione e' dilagante. Urge uno scatto d'orgoglio, per mettere fine a questa fase catarsica.
La crisi e' mondiale ma la risposta ad essa, solo in Italia, e' imbarazzatamente caotica.
Per anni questa maggioranza, fin dalla nascita litigiosa e divisa, ha pensato soltanto al suo arricchimento personale, al consolidamento del suo potere, mentre noi poveri illusi attendevamo chi tra loro, staccasse la spina.
Varie inchieste hanno riguardato Scaiola, Verdini, Brancher, Cosentino, Milanese, Bisignani senza dimenticare i festini hard del Premier con la "nipote" di Mubarak.
D'improvviso, questi "gentiluomini", come potrebbero interessarsi delle sorti di noi poveri italiani?
Il loro intento e' solo quello di rimanere a galla fino a termine legislatura, come naufraghi aggrappati ad una zattera.
Resisteranno allo "tzunami" europeo? Milioni di italiani da tempo hanno perso la loro dignita'.
E' giunto il momento che i nostri governanti affondino negli abissi, perdendo per sempre i loro privilegi.






martedì 16 agosto 2011

ARRIVEDERCI A SETTEMBRE!

Dopo un breve break ad Ischia, nella stupenda baia di Sant'Angelo, ed il ferragosto lavorativo, mi concedero' una pausa un po' piu' lunga in Trentino, precisamente in Val di Sole.

Arrivederci a settembre!

lunedì 15 agosto 2011

LE ALBERATE AVERSANE: UNA RELIQUIA IN VIA DI ESTINZIONE

Oggi per il sottoscritto, e' stata una giornata di lavoro ad Arbustum Ho avuto molti meno clienti dello scorso anno, ma pare che la crisi, sia diventata un fatto tanto alla "moda" in questi ultimi tempi...
Alcuni degli ospiti erano alla loro prima presenza in azienda. Tutti sono rimasti affascinati dalla bellezza del giardino ma soprattutto, colpiti dalla maestosita' delle secolari alberate di asprinio, una produzione viticola unica al mondo, poco valorizzata nel territorio, divenuta ormai, una vera e propria reliquia in via di estinzione.
Purtroppo, non e' sempre oro cio' che luccica. Molti non sanno invece, i sacrifici che sopportiamo noi produttori di asprinio. Nel territorio non esiste una cantina sociale. I pochi imprenditori vitivinicoli della zona, sono letteralmente alla frutta, sia per una crisi generale ma anche perche' nel corso dei lustri, per loro colpa, non hanno saputo valorizzare un prodotto autoctono poco conosciuto ma al tempo stesso, molto apprezzato dagli addetti ai lavori di altre zone del Paese.
Una nota cantina a cui avrei dovuto destinare la vendemmia 2011, mi ha dato buca alla vigilia di ferragosto. Quest'anno correro' il rischio di lasciare sulle piante oltre 100 quintali di prodotto, premero' solo quello che mi potra' essere utile per la mescita in agriturismo. Purtroppo non e' la prima volta che cio' accade. Per me ormai, la presenza della vite in azienda, e' diventata una mera scelta di salvaguardia paesaggistica.
Questa e' la realta' del settore in Terra di Lavoro, un territorio un tempo culla della Campania Felix, oggi sempre piu' destinato alle sole coluture seminative intensive, visto la progressiva scomparsa dei frutteti, divenuti non solo scarsamenti redditizi, ma fortermente onerosi per gli imprenditori.
La scelta di puntare sull'agriturismo (avviato senza l'aiuto di sovvenzionamenti regionali, in quanto la zona in cui insiste l'azienda, non e' considerata "vocata") e' il frutto di un' intima motivazione passionale, il voler ancora credere in questo territorio, da cui in parte provengono le mie origini.
Il mio impegno, sara' quello di far conoscere il piu' possibile le alberate aversane, facendo magari un po' di contagioso "rumore". In mente ho un bella idea. Spero' quanto prima di poterla realizzare.





venerdì 12 agosto 2011

AUSTERITY PROLUNGATA

Il Governo, riunitosi in seduta straordianria, ne ha trovati altri 45, di miliardi. Sembrano noccioline, numeri di una battaglia navale giocata preosseche' al buio, contro il fantasma della speculazione.
Basteranno? Non lo possiamo sapere. Quello che e' certo, e' che questi soldi provengono ancora una volta da tagli. Alcuni erano attesi da tempo, come quelli di parte delle province e di molti comuni. Altri vanno a toccare il pubblico impiego, con l'ipotesi di tagli alle tredicesime. Saranno tassati i redditi alti e le rendite finanziarie (meglio tardi che mai). Altri introiti, dovrebbero provenire dalla lotta all'evasione, variabile questa, molto aleatoria. Verranno abolite anche le feste nazionali (quando aumentera' il listino prezzi del ristorante di Montecitorio?...). Si continua a tamponare una copiosa emorragia, senza sapere quando la ferita verra' definitivamente suturata.
Una cosa e' certa: siamo molto piu' poveri. Questa volta, ne abbiamo davvero preso coscienza.
Un'epoca e' finita. Entriamo in una fase di austerity prolungata, caratterizzata da una grande incertezza e da una piu' che probabile stagnazione cronica.
Ci troviamo imbottigliati nel gigante Europa, un mastodontico carrozzone burocratico, senza anima, privo di coscienza unitaria, tenuto in piedi in virtu' di un'unica moneta, sproporzionatamente forte, rispetto alla forza dei suoi singoli stati membri.
Oggi, ha ancora senso parlare di G-7? L'economia reale e' ferma, quella finanziaria colpisce soprattutto l'occidente, per la gioia dei paesi emergenti, trasformatisi in pochi anni, da sedi delle delocalizzazioni degli investimenti dei paesi industrializzati, a cinici creditori dei medesimi.

mercoledì 10 agosto 2011

"L'AUTUNNO CALDO" D'AGOSTO

Sempre piu' giu'. Le Borse vanno a picco, Milano si conferma maglia nera in Europa.
Si e' capito ormai, che oltre alla situazione di stallo della nostra economia, a non convincere e' l'elevata disgregazione del nostro Governo nel fronteggiare questa fase critica.
La crisi finanziaria sta mettendo sempre piu' a nudo la pochezza politica di quei paesi che fino a poco tempo fa, si consideravano ancora grandi potenze economiche.
Che succedera', che fine faremo? Assistiamo ormai ad una vero e proprio terrorismo finanziario. Gli speculatori si sono trasformati in cinici attentatori dei sistemi economici. A questa palese e reteirata minaccia, il nostro Paese non sa dare risposte. Si discute su chi deve pagare questa crisi, quali categorie sociali devono maggiormente patire i futuri provvedimenti presi in materia.
Ritengo che se dinanzi a questa grande minaccia, non si trovera' la maniera di rispondere in modo coeso, il crak sara' inevitabile e non ci restera' che svendere il patrimonio storico della Nazione.
E' da molto tempo ormai, che la politica non riesce a dare soluzioni all'economia.
Ripeto, i tagli anche se consistenti, non bastano. Se poi questi, saranno subiti in modo univoco, dalle classi piu' deboli, allora il rischio di un incendio sociale sara' inevitabile.
Quest' anno, l'autunno caldo potra' arrivare gia' ad agosto.


giovedì 4 agosto 2011

MONOLOGO BALNEARE

Il discorso del premier non entusiasma, non ha slancio, e' quasi scontato. Possiamo definirlo un monologo balneare, un congedo pre-festivo.
Berlusconi continua a ribadire che la nostra economia e' solida, il Governo e' saldamente compatto e che le minacce all'economia provengono soltanto dalla speculazione dei mercati. Le opposizioni chiedono le sue dimissioni, la maggioranza per bocca di Alfano, ribadisce che non sono i mercati a formare i governi. Cosa piu' che giusta, ma i mercati possono bocciare le politiche economiche varate dagli stessi, ipotesi piu' che plausibile in relazione al Governo italiano.
L'aria che tira non e' delle migliori. Vedremo le reazioni che avranno le borse, ma si deve ammettere che in questi ultimi tempi, i mercati finanziari fluttuano in modo schizzofrenetico per qualunque motivo. Il problema piu' grave che andrebbe analizzato, e' che il sistema economico-produttivo nel suo insieme, e' bloccato. Ripeto, soltanto con i tagli non si muove l'economia.

Mi concedero' una breve pausa in vista del ferragosto, giorno per me lavorativo.