lunedì 3 ottobre 2011

LO SPECCHIO NELLA BARA

L'autunno sta riservando ancora delle stupende giornate, che rievocano l'estate appena finita. Diverso il clima vissuto nel Paese. L'aria e' diventata pesante, una fitta nebbia circonda il Palazzo. Il caos regna sovrano, l'incertezza e' dilagante, nulla viene deciso in merito al palese vuoto di potere esistente, nonostante la maggioranza dichiari di andare avanti spedita, augurando un'imminenete stagione di riforme ( chi puo' ancora credere a tali fandonie?).
Anche il risultato raggiunto per indire un nuovo referendum abrogativo, nel caso specifico, quello in ordine al sistema elettorale, crea ulteriori spaccature in Parlamento. Alla fine si cerchera' di giungere ad una forma di crisi pilotata, per evitare che il referendum possa avere il suo normale iter procedurale, andando al voto con l'attuale sistema di lista predeterminata nelle segreterie romane.
La Lega ( accezione surreale di natura politco-fantastica), continua nei suoi deliri separatisti. Ormai il suo destino pare irrimediabilmente segnato, di pari passo al declinio organico del suo leader ed alla palese improponibilita' del suo successore, il "trota", per ovvi motivi di limitatezza cognitiva.
Intanto l'economia continua a non rispondere agli imput dell'esecutivo. I tagli da soli, non bastano a rimuovere la produttivita', anzi, contribuiscono a contrarre ulteriormente il mercato. La sfiducia e l'incertezza aumentano. In tale scenario poi, Confidustria minaccia di liquidare il Governo, la Fiat, da sempre " ente governativo " foraggiato da Roma, dichiara di uscirne, per diventare sempre piu' una fabbrica di azioni finanziarie e sempre meno una casa produttrice di autovetture ( le vendite dei suoi veicoli sono in caduta verticale ). In tale scenario, la popolazione non riesce a produrre quello scatto di orgoglio per ribellarsi a tanta decadenza, ma subisce a capo chino il suo destino, diventando complice dello sfascio della Nazione.
Un tempo ormai lontano, questo popolo credette al sogno irradiato dal tele-venditore in doppio petto, poi lo seguì accecato, quando costui salì delirante su di un predellino. Oggi, questo stesso popolo, dovrebbe guardare dentro la bara in cui si e' trasformato il Paese. Una bara lasciata aperta per le strade, dove tutti possano guardarci dentro.
Una bara al cui interno, andrebbe posto uno specchio che rifletta cio' che siamo diventati.







3 commenti:

Roby Bulgaro ha detto...

Triste ma vero.
A questo si aggiunge che la riforma della legge elettorale non è altro che uno specchietto per le allodole, atto a distrarre da problemi ben più gravi; non per nulla le stanno dando un rilievo esagerato.
Non che non vada fatta, intendiamoci, ma anche se avvenisse questa abrogazione e si andasse al cosiddetto "mattarellum", chi si voterebbe? Ce l'abbiamo una classe dirigente all'altezza della situazione? O ci stanno semplicemente distraendo dal fatto che sono tutti, indistintamente, salvo pochissime ed ahimè insignificanti eccezioni, un manipolo di incompetenti neoliberisti?

Angelo D'Amore ha detto...

Roby,
con l'indicazione della preferenza, in linea teorica, il candidato dovrebbe conquistarsi le preferenze, rispetto al metodo attuale, dove chi occupa i posti piu' alti della lista, si trova praticamente gia' assicurate le chiappe sugli scranni romani.
Rimarrebbe il problema circa le qualita' morali dei prescelti. Quando si dice: e' il territorio che deve indicare il candidato, con che criterio si sceglierebbe la persona da mandare a Roma in quei collegi in odore di malavita?... Ti faccio notare che tale problema e' bipartizan.

Roby Bulgaro ha detto...

È esattamente ciò che intendevo: ci stanno distraendo dal fatto che, birtizan, sono un manipolo di neoliberisti, incompetenti sulla cosa pubblica, a favore del pubblico intendo;
competentissimi a favorire le banche e le élite imprenditoriali e/o economiche.