sabato 27 novembre 2010

E SE IL COMPLOTTO FOSSE AMERICANO?...

Per Berlusconi, l'Italia e' a rischio complotto. Il Premier vede ordite trame (chiaramente comuniste) destabilizzanti per il Paese e minatorie contro la sua persona e contro l'opera dell'esecutivo da lui presieduto.
Il cavaliere sprizza ancora ottimismo sulla tenuta di governo ma, di fatti, e' gia' in campagna elettorale.
Il nemico e' sempre lo stesso: la sinistra comunista-complottista, il sindacato, vera zavorra per l'economia del paese (la nomina della Camusso lo preoccupa molto), i media di regime anti-governativo che minano la credibilita' del suo operato, diffondendo soltanto fango e menzogne a iosa, la magistratura, cinico organo militante anti-liberale, asservito alle sinistre.
Ma davvero esistono ancora i comunisti in Italia? I comunisti li vedono solo Berlusconi e i suoi adepti. Anche a Cuba e' arrivato il mercato. Castro riderebbe, ascoltando queste affermazioni.
Oggi, nel nostro paese, coloro i quali appartengono alla cosiddetta sinistra, non sono altro che pseudo-intellettuali vestiti di cashimere, con l'immancabile sigaro pendente tra le labbra, personaggi patetici che non fanno altro che ingolfare i salotti e gli studi televisivi, in cui fanno a gara a leggere monotone "liste della spesa", confenzionate da esperti di comunicazione commerciale, rimanendo lontani dalle reali esigenze delle classe operaie(al nord il proletariato vota Lega).
In italia, davvero chi grida al complotto comunista e' in preda a gravi attacchi di delirante paranoia.
A breve, il Premier iniziera' a irradiare i suoi spot elettorali, la sua vendita di "tappeti pezzottati", il suo illusionismo tele-mediatico. Questa e' stata sempre la sua strategia di propaganda. Ora pero', che la sua maggioranza pare davvero essere incanalata al capolinea, la sua parabola di statista volge inesorabile al tramonto, presumo che piu' violento sara' il suo colpo di coda, quasi l'agitarsi frenetico di un capitone nella padella.
Se vogliamo, e' stato proprio il nostro Premier a strizzare l'occhio a paesi che di certo storicamente, non si sono mai ispirati a quel modello libelare, divenuto il suo imprenscendibile credo politico.
Prima l'amicizia con il dinasta sovietico Putin, poi quella con il dittatore islamico Gheddafi. Relazioni diplomatiche instaurate in chiave economica (autosufficienza nelle risorse energetiche) o di sicurezza (controllo e regolamentazione delle frontiere), ma che in sostanza sono anche figlie di quel protagonismo autoglotrificante e populista che lo porta spesso ad assumere iniziative di getto, non maturate con la saggia ponderazione.
Berlusconi ha di fatto sconvolto in modo superficialmente disarmante, oltre 50 anni di equilibri geo-internazionali, in cui la scelta filo-atlantica e l'amicizia per gli americani, erano fondamentali.
E se il complotto provenisse proprio da quella parte del mondo che improvvisamente si e' sentita tradita? I tempi delle grigliate al runch dei Bush, sono soltanto ricordi sbiaditi. Che il raffreddarsi delle relazioni Italia-USA potesse avere delle ripercussioni sulla maggioranza, era piu' che ipotizzaabile.
Io, da questo spazio ne parlavo velatamente, gia' nello scorso maggio. Dateci un'occhiata, il mio post era di una disarmante veridicita'.


giovedì 25 novembre 2010

IL GIORNO DEL RINGRAZIAMENTO(DELLA CARFAGNA)

Oggi, ultimo giovedì di novembre, e' stato il giorno del ringraziamento negli Stati Uniti.
Si sono tenuti i soliti grandi festeggiamenti per le strade, con l'immancabile tacchino ripieno, per quella che e' considerata dopo il 4 luglio, la festa piu' importante della nazione.
Obama e famiglia, hanno distribuito pasti ai piu' bisognosi, in modo piu' che informale, dato il perdurante clima di austerity.
In Italia, c'e' stata un'altra forma di ringraziamento, anch'esso recitato pubblicamente.
Nello specifico non si e' consumato il saporito pennuto farcito, ma ugualmente gustoso deve essere stato il boccone assaporato dal Premier Berlusconi, il quale su di un piatto d'argento, ha ricevuto la succulente "pietanza" offertagli dalla Ministro Carfagna, la quale, nel breve lasso di tempo di 48 ore, ha rivisto la sua posizione in merito ai "banditi" colleghi di partito.
La Carfagna ha ringraziato Berlusconi, per averla ascoltata e capita. Le dimissioni minacciate, sono state immediatamente revocate.
Come in tutte le storie (di crisi di governo) a lieto fine, tutti vissero felici e contenti.
Pare che la Ministro, abbia confidato al Premier, la sua intenzione di convolare a nozze per il prossimo mese di maggio.
Il testimone di nozze, nonche' compare di anello, gia' si intuisce chi sia...
Sara' Napoli (in qualita' di Sindaco), la destinazione della sua luna di miele?...



martedì 23 novembre 2010

MUNNEZZA: ARMA DI CONSENSO ELETTORALE

Napoli e' sommersa dai rifiuti. La citta' e' allo stremo, mortificata nella sua dignita', sfigurata nella sua bellezza, divenuta ormai soltanto un nostalgico ricordo da rievocare attraverso una sbiadita cartolina sommersa dalla polvere.
Rispetto al 2008, la situazione e' ancora peggiore. Non ci sono nuove discariche da realizzare. Quelle individuate a suo tempo dalla protezione civile, sono quasi sature. La raccolta differenziata non e' decollata, ne' tanto meno si e' dato inizio alla realizzazione di nuovi termovalorizzatori. Inoltre, le risorse economiche delle amministrazioni locali, sono molto piu' limitate, per non dire prosciugate, per poter sperare di sobbarcarsi l'onere di spedire i rifiuti oltre confine.
Consumatesi tutte le analisi per capire le cause di questo ennesimo fallimento, oggi la munnezza e' sempre piu' un affare politico o piu' precisamente, un'arma con cui pilotare un enorme consenso elettorale.
Nel 2008, soprattutto per la spazzatura di Napoli, le cui immagini per la prima volta fecero il giro del mondo, Berlusconi riuscì a ritornare al Governo. Il centro-sinistra di Bassolino fallì totalmente. Addirittura Veltroni, candidato del centro-sinistra, in campagna elettorale, non si accosto' neanche all'ombra del Vesuvio, tanto era imbarazzante la situazione qui in Campania. A priori, il centro-sinistra, in modo calcolato, preferì considerare persa la regione nello scacchiere nazionale.
Dopo due anni e mezzo, probabilmente, sara' la stessa immondizia a travolgere l'attuale maggioranza.
Inoltre a Napoli, il prossimo aprile, si votera' per il rinnovo del consiglio comunale. Quale migliore strumento di "comunicazione politica" (lo stesso usato per le regionali del 2009) se non le distese di nauseabonda munnezza, potra' ritornare utile nella campagna elettorale?
Il centro-sinistra accusera' il governo centrale di aver fatto esclusivamente propaganda, la solita politica degli annunci, irradiati a mo' di spot commerciali.
Il centro-destra, a sua volta, accusera' l'amministrazione cittadina di non aver saputo camminare da sola, dopo la fine del commisariamento, trascinando nuovamente la citta' nel baratro.
Dato questo scenario, siamo sicuri che ci sara' veramente la volonta' di ripulire la citta'?
Da sempre nel bisogno, nella difficolta', nell'emergenza, e' prosperato il consenso. A sua volta, il consenso, cresce in modo esponenziale, di pari passo al crescente disagio avvertito dalla popolazione. Quest'ultima pero', ha smarrito la sua capacita' di reazione, il suo proverbiale ed intrinseco orgoglio.
Il cittadino napoletano, in questo momento, potrebbere essere paragonato ad un profugo inerme, che aspetta l'aiuto umanitario calato da un elicottero di emergency.
Considerato tale scenario, mi sa tanto che da queste parti, la munnezza non sparira' in poco tempo. Almeno fino alla prossima primavera...

sabato 20 novembre 2010

DIMISSIONI CARFAGNA: L'OMBRA DI COSENTINO

Ancora una tegola per il Premier Berlusconi e per la sua maggioranza, la cui tenuta pare sempre piu' a rischio.
Questa volta non sono ne' nuovi guai giudiziari ad affliggere il Cavaliere, ne' tanto meno l'ennesimo scandalo a luci rosse. Nello specifico, si tratta di un incidente provocato da "fuoco amico", causato dalle dimissioni irrevocabili del Ministro delle Pari Opportunita', Mara Carfagna, dall'esecutivo. Il Ministro ha comunque assicurato di mantenere l'incarico, per fedelta' e coerenza istituzionale, fino al 14 dicembre, giorno in cui si votera' la fiducia.
Pare che la determinatissima giovane salernitana, faccia sul serio. A nulla sono valse le dichiarazioni di solidarieta' di tutti i leader di partito.
Dietro la presunta ma quanto mai probabile intercessione del coordinatore del PDl campano, Nicola Cosentino, di dirottare parte dei fondi stanziati (150 milioni) per l'ennesima emergenza rifiuti in Campania ed altri da destinare (300 milioni) per i futuri termovalorizzatori, non esclusivamente all'ente regionale ma anche alle province (quindi ai suoi amici Cesaro e Cirielli), ci sia anche la forte delusione accumulata in questi mesi dal Ministro che, nonostante abbia aiutato il partito alle passate regionali, scendendo in campo e ottenendo l'enorme successo di preferenze (ben 58.000), non sia stata mai considerata una risorsa per il territorio, non venendo neanche invitata alle riunioni di partito in regione.
In tanti, dietro questa improvvisa tempesta scoppiata nel PDL, vedono anche tentativi da parte dei finiani (intercorrono buoni rapporti con Italo Bocchino) di strappare la Ministro al partito del Premier e di puntare alla sua candidatura per le prossime elezioni di primavera a Napoli, dove si eleggera' il successore della Iervolino.
La Carfagna per molti rappresenterebbe la figura politica che metterebbe d'accordo tutti (c'e' sintonia anche con il Givernatore Caldoro), conferendo una rinnovata stabilita' al centro-destra locale. Tutti, ma non Cosentino, evidentemente.
I rapporti tra il coordinatore campano e la Carfagna, non sono stati mai dei migliori, anzi, i due non si sopportono per niente. La Carfagna ha sempre sottolineato la discutibile posizione di Cosentino dopo l'inchiesta penale che ha coinvolto il Sottosegretario all'Economia, il quale nonostante tutto, ha mantenuto l'incarico di coordinatore regionale e quindi, i pieni poteri a livello locale.
A volte, gettare la spugna non e' un segno di debolezza. Specie in questo contesto, la decisione della Carfagna, e' una cristallina scelta di coscienza ed un monito per un territorio ormai arresosi all'impreversante e cronicizzato affarismo clientelare.


mercoledì 17 novembre 2010

PARTONO E' BASTIMENTI, DI MUNNEZZA NAPOLETANA

A Napoli, l'emergenza rifiuti mai finita, riesplode nella sua massima ed imbarazzante gravita'. Al momento, oltre 3.000 tonnellate di rifiuti, giacciono tra le vie cittadine. Le piogge degli ultimi giorni, hanno fatto il resto, determinando scenari da inferno dantesco, con sacchetti trasportati dall'acqua piovana che intasavano anche la normale circolazione viaria. Ogni ora, nella sola citta', si producono 50 tonnellate di immondizia.
Napoli torna ad essere sepolta dai sacchetti. Lo stesso scenario, si presenta nell'hinterland del capoluogo. Le immagini mortificanti di questo scempio, fanno il giro del mondo. I cumuli di immondizia nel centro storico, ai margini dei tanti luoghi di interesse storico-culturale, fanno piu' danni ad un'economia gia' allo stremo, del crollo avvenuto nel sito archeologico di Pompei.
Si avvicinano le feste natalizie, la citta' ancora una volta, e' impresentabile ai turisti.
Al momento l'incertezza, e' massima. Non si trovano soluzioni a quello che potra' essere nel breve periodo, un vero dramma igienico sanitario.
Nel 2008, il Governo intervenne in modo deciso, aprendo nuove discariche e dando vita all'unico inceneritore della regione, quello di Acerra, considerato gia' a suo tempo, insufficiente. Da allora, nulla si e' fatto, per riportare la situazione ad una condizione di normale gestione.
Nel frattempo, le casse regionali e comunali si sono prosciugate, a poco e' servito l'aumento della Tarsu (a Napoli paghiamo la tassa sui rifiuti tra le piu' alte d'Italia) inflitto a noi cittadini che, dopo il danno, abbiamo dovuto subire anche un' insopportabile beffa. La gestione della raccolta e' passata alle province (macchinosi enti amministrativi), impreparate a fronteggiare la quotidianeta' del problema. Soprattutto non e' partita la raccolta differenziata, vero limite anche culturale di questa citta'.
La situazione potrebbe precipitare, sfociando in un'emergenza ancor piu' acuta rispetto al quella del 2008. Si vagliano nuove strategie per uscire da questa fase di stallo. Quella del Sindaco Iervolino, di usare il sottosuolo per mettere a "dimora" l'immondizia, pare davvero qualcosa di inverosimile, una decisione figlia della piu' completa disperazione.
Intanto, nessun comune della Campania e' disposto ad accogliere nuove discariche. I comuni in cui gia' insistono invasi, non tollerano altri sversamenti. Nessuna regione d'Italia e' disposta ad aiutare la Campania. Il Governo centrale e' in una fase di stallo, con una crisi ormai conclamata. L'amministrazione cittadina sta ormai smobilitando, in vista del rinnovo comunale per la prossima primavera. Il Presidente della Provincia, Cesaro, pensa all'ipotesi Spagna.
Dopo i treni della speranza, le suppliche alla madonna, a breve ci si affidera' al mare per evacuare l'immondizia.
Un tempo da Napoli partivano " e' bastimenti" di emigranti. Oggi, salperanno navi di munnezza.







lunedì 15 novembre 2010

LA DESTRA CI HA RESO ORFANI

Oggi, un elettore di destra da chi e' realmente rappresentato? Quali sono, se ci sono ancora, i valori della destra in questo paese?
La bufera di governo e' appena iniziata. Non sapremo come andra' a finire. Ormai si vive alla giornata, a colpi di sfiducia, senza poter programmare nulla, nello sfascio piu' completo.
Ma oggi, la destra, la vera destra social-nazionale, da chi viene incarnata?
Dal Premier? Non penso. Il suo partito azienda ( in cui Storace e la Mussolini sono diventati suoi dipendenti) dove lui, il padrone, e' ormai preso ad organizzare la sua uscita di scena, quasi una fuga, sommerso dagli scandali, paralizza l'agenda programmatica nel limitare i danni dei suoi molteplici guai giudiziari che di fatto, hanno incancrenato il Paese in una palude melmosa, privando l'esecutivo della sua normale funzione legislativa.
Da Bossi? Figuriamoci. Il leader leghista, profeta mancato della scissione separatista, e' diventato a sua volta difensore della "Roma Ladrona", da quando i suoi uomini posano stabilmente le loro chiappe sugli scranni capitolini. Ormai il suo unico obiettivo, e' quello di varare il federalismo fiscale prima possibile (appellandosi al tempo stesso, alle casse romane per far fronte ai danni avutisi in Veneto), prima che la sua stessa maggioranza venga ribaltata dal "golpe" finiano.
Da Gianfranco Fini, il Presidente della Camera, divenuto all'improvviso capo popolo di quella che si propone come la nuova destra italiana? Non credo proprio. Fini ed i suoi delfini smaniosi di protagonismo mediatico, hanno avuto il coraggio di staccare la spina alla maggioranza ma, quello che sta per nascere in Italia, non ha niente di destra.
Si sta generando infatti, un terzo polo di democristiana memoria, un "ibrido politico", dove tutti, ma proprio tutti, da Casini al pluritrasformista Rutelli, dal cangiante movimento dell'MPA di Lombardo fino alle piu' che probabili contaminazioni del PD (in una cronica ed irreversibile crisi di identita'), si terranno per mano dichiarando di essere il nuovo, lo strumento indispensabile per il rilancio del Paese, ma di fatto, proporranno agli italiani, un' insipida minestra riscaldata, in cui ingredienti sono il trasformismo ideologico e la brama di potere.
Io, elettore di destra, oggi mi sento orfano di chi possa rappresentare i miei ideali.

mercoledì 10 novembre 2010

AI LEGHISTI UNA LEZIONE DI STILE

Il mal tempo sta flagellando l'Italia, mettendola in ginocchio, creando morte e devastazione, con gravissime conseguenze dal punto di vista economico. Queste sciagure, provocano ulteriori frizioni nell'esecutivo, gia' di suo alle prese con una crisi politica ormai entrata in un vicolo cieco.
Il Veneto e' sott'acqua. Crolli anche a Pompei, negli scavi dell'antica citta' romana, riconusciuti patrimonio storico dell'umanita'.
Tali tristi accadimenti avvengono in un momento assai delicato per l'economia italiana e di enorme difficolta' nell'individuazione dei tagli per far quadrare i conti pubblici. Racimolare risorse extra gettito per calamita' naturali, e' davvero un brutto grattacapo di fine bilancio.
Queste disgrazie, sono state lo spunto per l'ennesima contrapposizione politico-territoriale, in merito agli aiuti che il Governo dovra' stanziare in tempi brevissimi.
In Veneto e' scoppiata una vera rivolta da parte degli amministratori locali, i leghisti per l'appunto, per il fatto che il Governo si potesse interessare "anche" del crollo avvenuto nel sito archeologico campano, tra i piu' visitati al mondo.
Napoli e la Campania, con l'imbarazzante spazzatura, l'enorme disoccupazione, l'atavica arretratezza, la dilagante malavita organizzata, gia' generano un grosso fastidio al Paese, specie all'operoso nord. Occuparsi poi, di recuperare e mettere in sesto delle semplici "macerie", ai leghisti sembra quasi una presa in giro, una perdita di tempo e, appunto, di danaro.
Ma l'innata sensibilita' partenopea, la grande generosita' di una popolazione abituata a soffrire, hanno dato l'ennesima lezione di stile, una dimostrazione di grande maturita' e di solidale altruismo, in chiaro spirito unitario.
E' nata infatti in queste ultime ore, la pizza pro-Veneto, l'idea di abbinare al prodotto principe della gastronomia partenopea, una raccolta fondi per gli alluvionati del Veneto.
In questo caso, per Zaia, gli aiuti del sud non puzzano. Pecunia, non olet!

sabato 6 novembre 2010

MANIFESTO DI PERUGIA: NASCE IL TERZO POLO

Cosa accadra' a Perugia? C'e' tanta attesa per il discorso di Fini, il suo Manifesto per l'Italia.
Ci sara' lo strappo da tanti auspicato? O si continuera' nell'ottica dei proclami e delle dichiarazioni di buoni propositi, nell'intento palese di continuare nell'opera di erosione progressiva e di logoramento costante, ai danni del premier?
Non so fino a che punto il Presidente della Camera, nonche' leader politico di questo nuovo partito di destra che e' Futuro e Liberta', osera' nell'occasione. Vedremo.
Di certo, chi predilige chiarezza in una fase di difficile comprensione di cio' che sta accadendo nell'esecutivo, potrebbe gia' avere delle risposte.
Ufficialmente, prendera' corpo e sostanza questa nuova creatura politica. A sua volta, il PDL vedra' ridimensionata di parecchio la sua forza. Una sua costola, avra' nuova vita, in un corpo indipendente, muovendo i suoi primi passi, in cerca di qualche "sostegno" su cui poggiarsi. Questo nuovo soggetto ricevera' la sua investitura ufficiale, in un momento storico caratterizzato da una forte crisi della politica.
Sara' sufficiente questa scossa per rilanciare il Paese? In un momento in cui gli scandali e la pochezza delle idee e dei programmi sono la costante nella politica nazionale, un nuovo capo popolo, con tanto di nome scritto sul nuovo simbolo di partito, (scelta criticabile), cerchera' di rianimare la politica da un vero e proprio stato comatoso.
Personalmente, rispetto a qualche tempo addietro, sono molto meno emotivamente suggestionabile dai discorsi propinati da abili e navigati oratori, preferendo seguire i freddi, cinici e spietati numeri elencati dagli indicatori economici che di fatto condannano il nostro Paese su molti fronti.
Ripeto, per me Fini ha gia' commesso due grandi errori, prima sciogliendo AN e poi, frantumando di fatto il PDL, il piu' grande partito nazionale.
A Perugia a mio avviso, piu' che un nuovo partito di destra, nascera' potenzialmente, una nuova coalizione alternativa di riferimento, il tanto atteso terzo polo o grande centro. Fini ne e' consapevole ma, chiaramente, non puo' raffreddare gli entusiasmi di chi vede in lui, il nuovo salvatore della Patria.



venerdì 5 novembre 2010

DE LAURENTIIS: IL NAPOLI NON E' UN CINE-PANETTONE

Brutta figura del Napoli a Liverpool, sconfitto per 3-1. In tanti speravano nel miracolo, ancor di piu' dopo la rete messe a segno da Lavezzi nella prima parte di gara.
Gli azzurri non hanno saputo approfittare di trovarsi dinanzi una squadra rimaneggiata, in un momento di scarsa forma e non sono riusciti a darle il colpo del ko. Il tecnico Mazzarri continua ad utilizzare sempre gli stessi undicesimi, non dando fiducia ai panchinari, ritenendo forse che gli stessi non offrano ancora garanzie. Le seconde linee del Napoli non saranno molto competitive ma alla fine, il tour de force si paga. Se a questo aggiungiamo degli errori madornali della difesa, possiamo giustificare la sconfitta.
Cio' che non mi va giu', sono le dichiarazioni del presidente De Laurentiis. Lui giudica l'Europa League, una vetrina non prestigiosa, un manifestazione che produce soltanto dei danni ai suoi giocatori, sia dal punto di vista atletico che mentale.
Siamo grati al presidente per aver rilanciato il calcio in citta', dopo gli anni bui della retrocessione in C. Ma adesso, bisogna guardare avanti, non accontendandosi di semplice promesse. Lui deve capire che e' in questa citta' non puo' limitarsi a fare l'imprenditore, monetizzando sulla campagna acquisti. Quest'anno ci ha regalato Cavani, ma ha ceduto Quagliarella, grave errore a mio avviso. La difesa non e' all'altezza delle aspettative e ripeto, la panchina e' formata da elementi di livello assai inferiore ai titolari.
Napoli merita vetrine importanti, per la sua storia, per il seguito di pubblico planetario.
De Laurentiis e' abituato a produrre cine-panettoni. A Napoli dovra' impegnarsi a creare pellicole da oscar.

martedì 2 novembre 2010

FINI, CON CHI STAI?

E' da questa estate che la polemica ha assunto livelli estremi. Nel PDL e' in corso una rottura insanabile, una violenta contrapposizione, tra gli ex forzisti e gli ex alleanzini senza che nessuno abbia fatto un passo indietro, per il bene del Paese.
Gossip, inchieste, spionaggio mediatico, dichiarazioni di aperta belligeranza sono stati il condimento di questa insalata russa in cui si e' trasformata la maggioranza di governo.
Il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, in piu' occasioni ha preso le distanze dal Premier Berlusconi. Ha piu' volte affermato che l'atteggiamneto del Presidente del Consiglio e' inaccettabile, come e' improponibile una legge fatta a posta per lui (il lodo Alfano per intenderci).
Il Problema che Fini dovrebbe una volta per tutte, dichiarare palesemente con chi sta.
Non si puo' un giorno emettere dichiarazioni al vetriolo contro il proprio alleato e l'indomani appoggiare la maggioranza che legifera le sue scelte.
Gli italiani sono stufi, specie chi da Fini attende una presa di responsabilita' nei confronti del Premier. GLi elettori di destra, soprattutto quelli che non vedono moralmente accettabile la permanenza del Premier a prescindere, il cui mandato a questo punto, e' diventato davvero imbarazzante, auspicano che il Presidente della Camera stacchi la spina all'esecutivo.
Fini ha gia' commesso due grandi errori politici nella sua storia di statista.
Il primo e' quello di aver messo fine ad Alleanza Nazionale, il primo partito di destra moderna e liberale. Il secondo e' quello di aver frantumato di fatto, dopo averlo fondato, il PDL, il piu' grande partito nazionale, quindi la maggioranza, creando un nuovo gruppo parlamentare, Futuro e Liberta' (a breve partito), generando un clima di scontro permanente, un progressivo e straziante logoramento dell'esecutivo, a questo punto, fortemente indebolito.
Fini contemporaneamente ricopre tre ruoli. E' garante delle Istituzioni in quanto Presidente della Camera. E' alleato nonche' co-fondatore del partito di maggioranza, quindi alleato di Berlusconi. Inoltre e' capo di un nuovo movimento politico (di fatto alternativo al PDL) che in ogni momento, da i suoi format nella rete, in tutte le sue pubbliche apparizioni, cerca di proporsi come nuovo riferimento della destra nazionale, una destra pluralista, orizzontale, non soggetta ai dictat del padrone.
Fino a quando Gianfranco Fini pero', non prendera' formalmente le distanze dal Premier, dando luogo ad una crisi aperta, tutte le sue belle chiacchere su moralita', giustizia, etica, rispetto delle Istituzioni, moderno liberismo, laicismo, europeismo che non rinnega l'amor di Patria, rimarranno per l'appunto, solo discorsi che andranno in fumo. L'elettorato, specie quello di destra, ancor piu' quello simpatizzante di Fini, pretende coerenza.
In tanti sono stanchi di Berlusconi. A breve, iniziera' a stancare questa strategica ed alchemica ambivalenza portata avanti da Fini che diventera' per lui stesso e per i suoi tanti delfini dell'ultima ora, smaniosi di protagonismo, un pericoloso boomerang.

sabato 30 ottobre 2010

TANTI AUGURI DIEGO

Diego Armando Maradona, compie 50 anni.
Il mondo del calcio gli rende omaggio. A Napoli, sono in tanti ad avere gli occhi lucidi di gioia nel ricordare quegli irripetibili momenti che Diego, grazie al suo estro, alla sue magie di fuoriclasse eccelso, fece vivere alla citta' ed al suo popolo.
Vorrei ricordare Maradona per le sue gesta sportive, leggiadre movenze ispirate dal suo genio creativo, vero artista del rettangolo verde. Le debolezze dell'uomo, non le giudico, in quanto appartengono alla sua sfera privata, alla fragilita' esistenziale di un uomo spesso circondato da striscianti sciacalli, sfruttatori mestieranti che ambivano esclusivamente, a vivere di sua luce riflessa.
Maradona a Napoli e' stato ed e' ancora un simbolo, un'icona, un vero fenomeno socio-culturale. Lui era lo spettacolo, per lui si acquistava il biglietto.
Il campione argentino diede dignita' ad una citta' depressa, genero' una rivalsa morale nei suoi tifosi, sempre mortificati nei vari stadi italiani, perche' "colpevoli" di essere meridionali, bollati come terroni e colerosi.
Maradona per i napoletani rappresento' il riscatto, la rivincita' sociale e sportiva di una citta' che fino a quel momento, calcisticamente, non aveva vinto quasi nulla.
Con l'asso argentino il Napoli conquisto' due scudetti (1987, 1990), una Coppa Italia (1987), una Coppa Uefa (1989), una Super Coppa italiana (1990).
Caro Diego, tanti auguri! Napoli ed i napoletani, ti porteranno per sempre nei loro cuori.

giovedì 28 ottobre 2010

NE' LEADER, NE' PARTITO

La stasi decisionale a livello di esecutivo permane. Il Paese e' bloccato dai conflitti cronici della maggioranza. Si legifera poco o niente. Si e' superato ampiamente, anche l'immobilismo di epoca prodiana.
La riforma della giustizia che, in effetti, e' una riforma costituzionale mascherata, rischia di arenare definitivamente il Governo. Il lodo Alfano, potrebbe diventare la Waterloo per Berlusconi. Si intravede minacciosa, ancora una volta, l'ombra di piu' che probabili elezioni.
Nel frattempo il partito di maggioranza si e' indebolito.
Il Premier e' imprigionato dai suoi guai giudiziari. L'ennesimo scandalo rosa sparge altro fango sulla sua persona. La rottura con il suo alleato Fini e la nascita del nuovo movimento politico, Futuro e Liberta' (ancora in fase embrionale), inizia a determinare una fase di forte erosione interna tra gli elettori del PDL che desiderano guardare ad un partito di destra, svincolato dalla figura dell'attuale Premier.
I giorni del predellino, oggi appaiono come un malinconico ricordo. Un ciclo politico, pare essere giunto alla sua naturale conclusione (io lo affermavo piu' di un anno or sono).
A distanza di sedici anni dalla discesa in campo di Berlusconi, il Paese e' rimasto imprigionato in un' asfittica e sterile dialettica, tra berlusconismo ed antiberlusconismo. Ne sono rimasti vittime sia i suoi piu' agguerriti sostenitori che i suoi piu' acerrimi oppositori. Cio' ha portato alla definitiva scomparsa delle idee e delle ideologie, a discapito di un crescente ed irrefenabile scontro tra personalismi.
Ne sono usciti sconfitti sia destra che sinistra. La prima non e' riuscita a svincolarsi nel corso di questi anni dal peso ingombrante del suo leader carismatico; la seconda e' rimasta vittima di una opposizione spesso confusa e frammentaria, portata contro l'uomo e non verso il politico. A perdere, sicuramente e' stata la politica nel suo insieme. Cio' e' stato ampiamente dimostrato dal costante aumento dell'astensionismo.
Nelle grandi democrazie, i leader passano, i partiti restano. Oggi in Italia, la politica non ha ne' un grande leader, ne' un grande partito.

lunedì 25 ottobre 2010

VESUVIO: LA VERA POLVERIERA E' L'ABUSIVISMO

Dai rosari alle molotov, dalle suppliche alla madonna ai raid incendiari contro le forze dell'ordine.
Questo e' stato lo scenario a ridosso delle falde del Vesuvio in questi ultimi giorni. Napoli, come spesso accade, ha fatto parlare male di se nel mondo.
Oggi, da quelle parti, precisamente a Torre del Greco, c'e' stato in giornata un blitz delle forze dell'ordine con diversi arresti di amministratori locali, rei di aver intascato mazzette per "accomodare" i controlli contro l'abusivismo edilizio.
In questo caso non ci sara' nessuna protesta, nessuna pacifica o virulenta manifestazione. Oltraggiare il territorio non fa rumore. E' una prassi normale, una radicata consuetudine perpetuata da decenni, nel completo silenzio, nell'assoluta non curanza.
Stavolta, non ci sara' nessuna mamma vulcanica (appena andata dal parrucchiere) a dimostrare dinanzi alle telecamere, nessun prete coraggio, nessun sindaco con la fascia tricolore a far sentire le sue rimostranze (da quelle parti anzi, la libertina concessione di licenze edilizie e' una forte arma di "persuazione" elettorale).
La vera polveriera nel vesuviano, non e' la munnezza. La vera bomba ad orologeria, regolata sul risveglio del vulcano, e' stata la progressiva, costante, silente ed inesorabile aggressione al territorio. In caso di malaugurata eruzione, la fuga sarebbe impossibile.
Come ho sempre sostenuto da questo spazio, la munnezza a queste latitudini, e' la punta di un gigantesco iceberg erettosi sull' affarismo politico-clientelare e sul malaffare diffuso, un coacervo purulento tra amministratori ed amministrati. Un bubbone che copre altre magagne.

mercoledì 20 ottobre 2010

MUNNEZZA, E' GUERRA TRA PROVINCE

L'emergenza rifiuti mai finita, ritorna ad assumere una dimensione preoccupante.
La guerriglia organizzata nei pressi della discarica di Terzigno, ha raggiunto il suo obietivo: il Governatore della Campania, Stefano Caldoro, ha deciso nell'immediato, di far sversare i rifiuti nelle altre province della regione, in primis in quella di Caserta (e' stata sua la decisione?...) con il placet del coordinatore del PDL campano, l'inquisito Nicola Cosentino (a Caserta nulla si muove senza il suo parere) e con l'avallo ricevuto anche da Landolfi, altro casertano spesso a Roma per lavoro...
Si tratta di esponenti politici casertani che anni addietro, alzarono barricate contro le decisioni di Bassolino circa la possibilita' di poter sversare in Terra di Lavoro. Evidentemente, i tempi della politica sono cambiati. Al Governatore messo li dall'uomo di Arcore, non si poteva dire di no. Caserta, Avellino e Benevento comunque, preparano le barricate. Pronti i ricorsi al TAR.
E poi, cosa accadra? Quanto potra' durare questa sorta di programmazione settimanale dello sversamento? A breve, sara' satura anche la discarica di Chiaiano, altro mega-invaso individuato da Bertolaso nella parte nord di Napoli, a poche centinaia di metri dal polo ospedaliero.
Napoli, fra tre mesi, dove destinera' i suoi rifiuti, visto che oltre il 70% degli stessi non possono essere destinati all'inceneritore di Acerra, perche' trattasi di tal-quale? Ma tanto, su cio' che viene introdotto nella centrale, non sapremo mai niente.
La Campania, ancora una volta, ha dato prova di non sapere gestire questo comparto. Non ho mai creduto ai film di fanta-scienza propinati dal Premier, in merito alla definitiva uscita dall'emergenza. Con lui sono d'accordo pero', quando sostiene che, superata la fase piu' cruenta, la gestione ordinaria sarebbe dovuta diventare di esclusiva competenza territoriale. I rifiuti invece, fanno nuovamente bella mostra di se tra le strade, sia nelle periferie che nel centro cittadino.
Qui non cambia niente. Un tempo era la camorra a decidere dove fare i fossi per nascondere i rifiuti. Adesso lo fara' la politica, decidendo a tavolino dove creare gli invasi o dove cambiare la morfologia dei territori, generando nuove colline, di spazzatura.
Di solito si afferma che ogni popolo ed il suo territorio, si merita i propri politici. La munnezza, nella sua imbarazzante presenza, e' la prova tangibile del fallimento della politica da queste parti.
Usando a suo vantaggio il dramma dell'emergenza rifiuti, la destra e' andata al potere. Se continua così, dalla munnezza ne sara' travolta.
La decisione presa dal Governatore, fara' scoppiare una guerra tra le province, una guerra tra poveri. Una guerra di munnezza.

domenica 17 ottobre 2010

REPORT, QUANDO L'INCHIESTA DIVENTA SCOMODA

Altro che Anno Zero. La vera televisione d'inchiesta e' quella della Gabanelli.
Report e' una trasmissione di denuncia e di profonda riflessione, sul mal costume diffuso nel nostro Paese.
Niente risse, nessun personalismo trionfalistico o mediatico vittimismo nella conduzione del programma. Soltanto fredda, spietata ed analitica denuncia contro l'affaristico potere clientelare diffuso a livello nazionale.
Report e' una trasmissione scomoda perche' da troppo fastidio ai potenti. Se questi poi, per molti anni, sono stati esponenti di una certa area politica del nostro paese, non deve essere certo una colpa per chi deve portare avanti delle inchieste.
Per fortuna, nonostante i vari tentativi di imbavagliare l'informazione, viviamo ancora in un paese libero.
I potenti di turno, si rassegnino.



mercoledì 13 ottobre 2010

ITALIA-SERBIA: QUALCOSA NON HA FUNZIONATO

Se una domenica decido di portare mio figlio alla partita e nell'entrare, lui desideri comprare una bottiglietta d'acqua, gli stewards al varco lo obbligheranno a togliere il tappo e lo "costringeranno" a bere il contenuto tutto di un sorso, prima di accedere agli spalti. Così recita il regolamento di sicurezza.
Ieri sera, allo stadio Ferraris di Genova, chi a controllato i tifosi serbi (veri e propri anarchici di estrema destra) al varco? E' possibile che si introducano tutti quegli oggetti contundenti all'interno di uno stadio? Nessuno ha pensato di far ritardare il loro ingresso, dopo che gia' avevano creato disordini in citta'?
Si trattava di pericolossisimi personaggi, legati all'ultranazionalismo serbo, che pochi giorni or sono, avevano messo sotto assedio la citta' di Belgrado, in occasione di una manifestrazione organizzata dal gay-pride.
Le autorita' italiane hanno affermato di non aver ricevuto avvisi in merito, ma semplici comunicazioni di servizio. A prescindere dal solito scarica barile delle responsabilita', ieri a Genova, nel gestire gli incidenti nello stadio, qualcosa non ha funzionato.
Si puo' rimanere ostaggio di un centinaio di irriducibili scalmanati che di certo non sono andati allo stadio per vedere la partita?
E' scoppiato un caso diplomatico tra Italia e Serbia.
Questa volta l'efficienza "nordica" del Ministro Maroni, in termini di sicurezza, ha fatto cilecca.
Da parte sua, il numero uno del Viminale, afferma di aver evitato una tragedia. Di certo, qualcosa ieri sera non ha funzionato. Era piu' che evidente il livello di impreparazione e l'imbarazzo disarmante nell'affrontare i disordini.
L'Uefa, oltre a dare la vittoria a tavolino all'Italia, punira' in modo esemplare la Serbia.
Ma in questi casi, ci saranno molto probabilmente, sanzioni anche per l'Italia.
Il paese ospitante l'incontro infatti, e' quello che deve garantire la sicurezza. Speriamo che l'Uefa ci eviti una cocente beffa.



sabato 9 ottobre 2010

ANCORA MORTI ITALIANI IN AFGHANISTAN

Afghanistan, la guerra infinita, il Vietnam del XXI secolo.
Altre quattro vittime italiane in quella che viene definita dal nostro Governo, una missione di pace.
Ormai, anche l'informazione da meno risalto a queste tragiche notizie.
Purtroppo, anche noi italiani, ci stiamo abituando alla morte per la Patria.
Dal 2004, data di inizio del nostro intervento in questo conflitto infernale, dove non esisste nessuna regola di ingaggio, sono 34 i caduti italiani. Spesso si tratta di giovani del sud che nell'esercito vedono l'unica possibilita' di realizzazione, loro che rispetto ai coetanei del resto del Paese, vivono in un territorio assai svantaggiato, letteralmente ai margini della societa'.
Non voglio fare la solita retorica, ma penso che l'Italia debba rivedere i suoi programmi di intervento internazionale.
Lo ha fatto Obama, non vedo perche' il nostro Governo debba insistere in questa missione davvero assurda, dove spesso e' la stessa diplomazia internazionale ad avere contatti con i guerriglieri taliban. A tal punto, serve ancora questa guerra?
Nel frattempo in Italia, dove dilaga impetuoso l'incessante fango mediatico, ahime' termometro dell' attuale pochezza della nostra politica, il Governo non prende in esame tale delicata questione. Ma si sa, il nostro Premier (in vacanza da Putin) ha altri problemi a cui pensare.
Mi meraviglia il silenzio della rumorosa e tanto animata ala finiana, autocelebratasi, terza gamba della maggioranza. Spesso, questo che e' diventato a tutti gli effetti, un nuovo partito, ha avuto aperture per tematiche e problematiche storicamente affrontate dalla sinistra.
Una destra che si ritiene moderna o che ambisce ad esserlo, che vuole dare la cittadinanza agli immigrati, aprirsi ad una cultura e ad una societa' multiconfessionale, potrebbe ridimensionare la sua propensione interventista ad ogni costo, per quelle che in molti credono ancora essere missioni di pace.
A mio modesto avviso, per tali finalita', basterebbe la Croce Rossa.

venerdì 8 ottobre 2010

SCORIE NUCLEARI SUL GARIGLIANO

In Campania ahime', quando si parla di rifiuto, la mente corre veloce ai cumuli di immondizia lasciati a ridosso delle strade, alle lavatrici ed i sanitari abbandonati finanche nelle regie dimore, ai copertoni scaricati nei campi coltivati.
Si dimentica purtroppo, un tipo di scarto, molto piu' pericoloso che, malauguratamente venisse sprigionato nell'aria, causerebbe danni ben piu' gravi alla salute dei cittadini.
Mi riferisco alle scorie nucleari.
E' di questi giorni infatti, l'inizio dei lavori per la bonifica e definitiva dismissione della centrale nucleare del Garigliano, sita nel comune di Sessa Aurunca, provincia di Caserta.
Un grosso deposito di circa 10.000 mc, realizzato in cemento armato ad alta resistenza, sta per essere costruito a ridosso della centrale. Si teme che in poco tempo e in maniera quasi segreta, possa diventare la sede ideale per lo stoccaggio di rifiuti altamente tossici provenienti anche dal resto del paese.
Per la munnezza si fa tanto rumore. L'emergenza infinita, e' diventata materia di scontro politico.
In merito alle scorie radioattive, avverto uno strano e preoccupante silenzio.



martedì 5 ottobre 2010

NON SCHERZATE COL FUOCO

Basta. Non se ne puo' piu'. Un giorno si fanno reciproche dichiarazioni di rinnovata fiducia e lealta', il giorno dopo si pronunciano ennesime minacce di guerra.
Questo e' il clima che regna nel Governo.
Berlusconi e Fini stanno scherzando con il fuoco. Come spesso capita l'ultimo dell'anno, si troveranno con un pericoloso petardo esploso tra le mani, per aver inconsapevolmente sovrastimato la lunghezza della miccia a loro disposizione, rivelatasi all'improvviso troppo corta.
Lo scommettere sulla durata del Governo sta diventando una vera malattia, un'ossessione, alla pari delle giocate folli al superenalotto, legalizzata bisca di Stato.
L'unica certezza e' la disaffezione per la politica da parte degli italiani, i quali hanno ben altri problemi a cui pensare. Se andate a vedere tutti i sondaggi fatti dalle agenzie specializzate sulle preferenze per i partiti, l'unico dato in crescita incontrovertibile, e' la propensione all'astensionismo.
Intanto il Paese continua a scivolare nel buio dell'incertezza. Per gli analisti di settore, il peggio deve ancora arrivare, nonostante gli ennesimi proclami ottimistici del Ministro Tremonti.
Al sud tali problemi sono ancor piu' avvertiti. Qui non cambia niente, peggio che nel resto dell'Italia.
La prova evidente, e' l'ennesima intimidazione alla Procura di Reggio Calabria. Da queste parti, gli attentati sono visibili, tangibili, documentabili, lasciano segnali inconfutabili. Non occorre la scientifica, per doverne trovare le tracce...

domenica 3 ottobre 2010

MUNNEZZA, ORMAI UNA QUESTIONE DI FEDE

La situazione relativa alla discarica di Terzigno, resta in fase di stallo.
L'invaso e' ormai a limite della sua capienza. La cittadinanza locale si oppone con estrema fermezza contro l'ipotesi di un ulteriore allargamento. Dopo gli scontri degli ultimi giorni, si registra una fase di calma apparente.
Da Roma il Premier, ha lanciato un'ennesima promessa alla popolazione locale, innanzitutto per prendere tempo.
A gennaio, sara' colmo anche l'invaso di Chiaiano, situato nell'area nord del capoluogo.
Ci vorranno poi, almeno tre anni per vedere la nascita di un altro inceneritore. Napoli e la sua provincia, non hanno al momento individuato altri invasi in cui destinare i rifiuti.
Visto che la differenziata non decolla, rimanendo su percentuali davvero basse, ed essendo prodotte circa 1000 tonnellate al giorno di tal quale, non utilizzabili per l'inceneritore di Acerra (a sua volta funzionante a regime ridotto), bisognera' gioco forza trovare nuovi invasi in cui destinare i rifiuti.
Nonostante i grossi proclami fatti dal Governo, si deve sottolineare come questo ulteriore ritardo nel rientro ad una fase ordinaria, sia l'ennesimo ed inconfutabile fallimento delle amministrazioni locali, nel gestire il ciclo della raccolta.
Il miracolo "istituzionale" della sparizione della munnezza non c'e' mai stato.
Persa ogni speranza, la gente si aggrappa alla fede. Si invoca l'intercessione della madonna per trovare una soluzione al problema.