mercoledì 18 febbraio 2009

VELTRONI, NO YOU CAN'T.

Walter Veltroni si e' dimesso. La sinistra si e' dissolta, svanita, evaporata.
Il progetto iniziato con le primarie farsa, dell'ottobre 2007, pare gia' interrotto.
Le troppe anime del neonato partito, figlio di Prodi, sono implose, mettendo in luce i forti antagonismi, i variegati individualismi e la pluralita' degli orientamenti gia' presenti nella stagione dell'Ulivo e non del tutto sopiti.
Tale complessa struttura e' stata ulteriolmente minata dall'alleanza con l'IDV di Di Pietro, alleato scomodo che ha subito dissolto quell'idea di cambiamento
E adesso? Come si organizzera' il partito in vista dei ravvicinati appuntamenti elettorali?
La politica in Italia, non ha piu' una sua rappresentativita' per una determinata corrente di pensiero. La tal cosa, non puo' che essere destabilizante.
Fatta eccezione per i piccoli ragruppamenti della sinistra radicale, nemmeno presenti in Parlamento, le masse che si sono sempre identificate con il "sinistro pensiero" non hanno piu' riferimenti stabili.
Il fallimento del PD rappresenta al tempo stesso la sconfitta del bipolarismo.
L'anima del centro-sinistra e' stata sempre divisa tra forze tendenti al radicalismo e correnti tradizionalmente cattoliche.
Perche' ostinarsi in questa difficile convivenza?
Penso che le dimissioni di Veltroni diano vita a nuovi imparentamenti, trasformismi, convivenze che potranno determinare nuove coalizioni, con l'infinito piacere di chi aspetta al centro.
Una cosa e' certa. Le diverse sconfitte del PD a livello regionale, gli scandali che hanno coinvolto molti dei suoi esponenti che, in breve tempo, hanno eclissato il concetto di presunta superiorita' morale, non sono che la inconfutabile testimonianza di tale insuccesso.
Veltroni, no you can't.

lunedì 16 febbraio 2009

MASTELLA: DA CEPPALONI A STRASBURGO, VIA PDL

Rieccolo. Clemente Mastella da Ceppaloni, ritorna in politica in vista dei prossimi appuntamenti elettorali (provinciali ed europee).
Ritorna grazie alla calorosa accoglienza datagli dal Premier Berlusconi a livello nazionale e dal Sottosegretario all'Economia Cosentino, a livello locale. Lui chiaramente affermera' che tornera' con il suo partito, con propri uomini, proprie ed autonome idee, programmi e strategie di rinnovamento.
Potra' dire cio' che vuole ma il ping-pong a cui ci ha ormai abituato e' disarmante.
Nel 1994 Mastella con l'allora UDR era in maggioranza in Regione con Rastrelli, AN. Nel 1998 effettua il primo ribaltone: va col centro-sinistra e porta Losco alla guida della Giunta. Nel corso degli anni poi, addirittura appoggiava col suo Campanile, liste sia di centro-sinistra che di centro-destra.
Nel 2005 blinda la gia' traballante Giunta Campana guidata dal Governatore Bassolino, proponendo la moglie, Sandra Lonardo nel partito che otterra' in breve tempo il ruolo Presidente. Nel 2006, il suo partito che a livello nazionale e' davvero poca cosa, riesce dal bacino campano (in alcune aree arriva al 15%) a portare quel pugno di voti in piu' necesari a Prodi per andare al Governo. Come ago della bilancia, nonostante il suo prestigioso incarico di Guardasigilli, fa pesare la propria influenza in ogni decisione del Governo, la cui forza a Camere riunite e' spaventosamente risicata.
Si dimette, facendo cadere Prodi (anche se dara' sempre ad altri le colpe). Scompare dal quadro politico nazionale per inchieste che coinvolgono lui e ed altre figure di notevole peso nel suo partito.
Poi, all'improvviso, eccolo riemergere dalle ceneri del dimenticatoio. Le porte del Parlamento Europeo di Strasburgo (la sua forza in Europa non ha mai superato l'1,6%) si riaprono grazie alla lungimiranza del Premier che sa quanto ascendente Mastella abbia tutt'ora in un territorio come quello Campano, caratterizzato in questo momento storico da una fase di profondo stravolgimento politico-istituzionale.
Come disfarsi di Bassolino, in modo chirurgicamente indolore, senza creare vaste epurazioni del tipo "mani pulite"?
Penso che dove non sia riuscita la Magistratura, nel tentare di dare la spallata definitiva al potere egemonico della sinistra Bassoliniana, ci riuscira' Mastella, il cui tornare in politica determinera' effetti devastanti in Campania, sia nel Comune a Napoli ma soprattutto in Regione.
Questa soluzione(con dimissioni a questo punto quasi certe nel breve periodo, della moglie da Presidente della Giunta) forse sara' quella che piacera' a tutta la casta di potere locale, poiche' evitera' una fine assai peggiore agli attuali amministratori. Il potere sara' eroso con silenziosi tradimenti e strategiche manovre.
Sicuramente pero', questo teatrino indecoroso, non piacera' alla cittadinanza che avra' un ulteriore conferma, per non credere piu' in questo sistema politico, tenuto in vita da vecchie figure ormai improponibili che cercano di sfruttare a proprio vantaggio le esigenze di una popolazione allo stremo, proponendo ad essa, la realizzazione di utopistici eldoradi.

domenica 15 febbraio 2009

FESTIVAL DI SANREMO: BERLUSCONI-BASSOLINO IL DUO VINCITORE

Il festival e' alle porte. I preparativi fervono. Bonolis ha preparato grandi sorprese.
Bisogna far dimenticare in fretta l'imbarazzante flop della passata stagione. Il super Pippo nazionale, registro' un calo di ascolti impressionante. Un vero fallimento nella sua lunga carriera professionale.
Come al solito, dinanzi al Festival, non c'e' crisi che tenga, perche' Sanremo e' Sanremo.
Non badare a spese, e' un'esigenza nazional-popolare.
E' stato annunciato, in pompa magna il ritorno di Mina. Si e' scoperto poi, che l'artista non avrebbe calcato il teatro Ariston ma sarebbe intervenuta in video. Poi si e' appreso che si sarebbe sentita sola la sua voce, nel riarrangiare un brano di Pavarotti. Anche questa e' comunicazione.
In un momento di grande difficolta' economica si continuano ad elargire compensi imbarazzanti per i protagonisti di questa kermesse. Un vero schiaffo alla condizione in cui versano le famiglie italiane che vedono i loro soldi utilizzati verso queste forme di legalizzato sperpero.
Per smussare in parte questo clima di sentita insofferenza , ecco il colpo di genio.
Klaus Davi, uno tra i maggiori esperti di comunicazione, non lontano dalle simpatie del Premier, offre a Bassolino, a costi stracciati, grazie al placet della dirigenza Rai, la possibilita' di creare comunicazione di sistema, consentendo la realizzazione di spot pubblicitari "evocativi", in cui l'immagine di Napoli e della Campania, a meno di un anno dallo tzunami munnezza, vengono irradiate a livello mondiale e riportate nella loro plasticita' estetica.
Ma nel frattempo, in realta', dove è finita la munnezza?
Cio' non dispiacera' affatto ai due maggiori protagonisti della politica nazionale e regionale: Berlusconi e Bassolino.
In questo momento di generalizzata omologazione politica, di osmotico appiattimento decisionale, l'accoppiata B-B, il Cav. Silvio da Arcore e Don Antonio da Afragola, un duo nazional-melodico bipartizan, musicati da Apicella, il loro Festival l'hanno gia' vinto.

giovedì 12 febbraio 2009

LA PRIMAVERA CALDA

Il Paese e' fermo. Immobilizzato da una magnetica ed ipnotica stasi determinista
Viviamo un periodo di paralisi decisionista, per un ingerente e dilagante decisionismo politico.
La mancanza di coesione dinanzi ad un drammatica fase storico-economico e' palese.
E' un momento in cui i separatismi ideologici dovrebbero far posto a logiche di comune condivisione.
Tutte le grandi democrazie occidentali stanno procedendo verso questa necessaria priorita'.
In Italia, le difficolta' invece di riavvicinare gli opposti schieramenti, ne accentuano la distanza.
Quello che un tempo era civile scontro dialettico, si sta trasformando in cinica contrapposizione.
Il Paese mai come in questo momento e' spaccato, irrigidito dalle sue sterili contrapposizioni.
Tutto cio' che viene proposto, in modo urlato, chiassoso, porta inevitabilmente alla divisione.
Le masse un tempo, erano soggetto attivo ricevente un'idea variegata. Oggi, diventano oggetto passivo di appiattiti messaggi omologati.
Sono diminuiti i partiti. Non sono diminuite le poltrone, ne' i privilegi.
L'eccesso di pluralismo culturale, in assenza di dialettica democratica, e' divenuto una forma di caos nebuloso, faraginoso e frammentato.
Il Paese ha necessaria urgenza di risposte e provvedimenti chiari, rapidi, epocali, specie in materia di economia.
Le nostre banche saranno pure solide ma le nostre aziende, le nostre fabbriche stanno chiudendo.
Che importanza puo' avere per un comune cittadino, il fatto che per la prima volta dal dopo guerra ad oggi, la finanziaria sia stata presentata e votata gia' in luglio?
Di solito, la protesta avviene in autunno. Quest'anno, date le previsioni non ottimistiche nel breve periodo, molto calda, sara' la primavera.

lunedì 9 febbraio 2009

CASO ELUANA: IN COMA PROFONDO, E' LA POLITICA

Sulla vicenda Eluana non mi sono mai pronunciato. Qualsiasi mia considerazione si presterebbe ad interpretazioni politiche, cosa sgradevolissima se si analizza il delicato caso in questione.
Io vorrei soffermarmi invece, proprio sull'ingerenza della politica in una sfera etica, da cui la prima, dovrebbe starne lontana.
In primo luogo, bisogna sottolinerare la totale mancanza di legislazione in materia, segno che la nostra Costituzione e' davvero obsoleta. Sul caso specifico si e' pronunciata la Magistratura che ha prodotto nel bene o nel male, un devastante precedente.
Tale vacatio Costituzionale non puo' essere colmata a colpi di decreti legge dal Governo, pratica fin troppo abusata sia dal precedente governo Prodi per la frequente e palese mancanza di numeri in Parlamento, sia dal Governo attuale per l'urgenza dei procedimenti richiesti.
Non si dimentichi inoltre, la deriva istituzionalmente destabilizzante per il Paese, se tali richieste poi, non trovino il parere positivo del Capo dello Stato, come è accaduto in questo caso.
Si adotta quindi la formula del disegno di legge espediente non completamente cristallino per la modifica dell'ossatura costituzionale.
Perche' il Governo Berlusconi, pur avendone il tempo necessario, si e' ridotto all'ultimo minuto per riunirsi su tale delicata questione, se la decisione su Eluana e' stata presa gia' da un certo periodo di tempo?
Si e' creato un clima da scontro titanico, dall' accesissima tensione, anche su tale triste vicenda.
La Costituzione comunque ne esce ancor piu' sconfitta, poiche' non e' in questa maniera che nei paesi civili, si apportano ad essa abitualmente modifiche.
Ma chi ci guadagna realmente da tale accanimento?
La povera Eluana e' in coma irreversibile da diciasette anni.
Lo stato della nostra politica, in pieno disordine caotico, allucinata da forme di autopresenzialismo glorificante, e' di coma profondo.
Saggio, come consuetudine, e' stato il messaggio del Dalai Lama. Tutti dovrebbero avere l'umilta' di farne tesoro.
p.s. Mentre pubblico, Eluana materialmente si spegne. La sua anima gia' da tempo, aveva raggiunto il cielo.

sabato 7 febbraio 2009

ESISTE ANCORA LA POLITICA?

La politica e' sempre piu' distante dal Paese e dalle sue esigenze.
Mentre la crisi economica produce quotidianamente danni alle famiglie, i nostri politici perdono tempo prezioso, dimenandosi in contrapposizioni sterili, dimenticando le proprie responsabilita' in questo delicato momento storico che rappresenterebbe al contrario, un' occasione di necessaria condivisione di intenti.
Si continua ad andare avanti a colpi di spot, come una interminabile campagna elettorale.
In entrambi gli schieramenti, i politici danno il meglio di se, in termini di rissa e chiassosita' dialettale, confondendosi con chi della piazza ne fa un uso pubblicamente riconosciuto come happening di denuncia comico-delirante.
La gente e' stufa. Non voglio nemmeno soffermarmi su quello che maggiormente affligge la politica nazionale, cioe' lo scandalo giudiziario continuo su entrambi gli schieramenti. Vorrei puntare l'attenzione sul mero aspetto politico.
Viviamo una fase di appiattimento ideologico ed omologazione concettuale della sfera politica, di quella sfera sociale e civile quindi, che al contrario dovrebbe rappresentare una fonte di continuo rinnovamento fattivo e di concreto impegno volitivo da parte dei suoi rappresentanti.
L'entrata in campo di Berlusconi rappresento' una novita' dirompente nel modo di fare politica. Gli italiani si sentirono liberi di riappropriarsi della cosa pubblica, un qualcosa che tramite il filtro della partitocrazia pentapartitica era diventato distante ed inavvicinabile al comune cittadino.
Il sistema politico mutava radicalmente, nasceva il bipolarismo, dove pero' le linee guida dei 2 movimenti non provenivano dal vertice delle due correnti ma dalle mediane centriste, che determinavano in tal senso, un unico pensare politico camuffato.
Penso che col tempo, il Premier e cio' che lui rappresenta nella variegata complessita' del suo agire sia diventata per assurdo, un elemento di limitazione troppo marcato per la crescita politica del nostro Paese.
Nel corso di questi lustri infatti, la sinistra ha perso la sua connotazione di forza politica a favore delle masse deboli, incentrando le sue battaglie piu' verso l'uomo Berlusconi che non a favore del singolo cittadino piu' debole e sfavorito.
Per far questo, i discendenti di Berlinguer, unitisi con la parte piu' "mancina" della D.C. hanno determinato un partito-ammucchiata, l'Ulivo, dove tutti erano al contempo schierati contro un unico nemico, ma divisi nelle proprie strategie interne.
I maggiori protagonisti di questa corrente, avendo preso coscienza che in troppi non si convergeva su un bel niente, hanno poi dato vita ad una sorta di partito liberal, dalle connotazioni europeiste, un mix di forzata e imborghesita tendenza radical-chic ed universitario intellettualismo salottiero. Nasce il PD, neorealistica manifestazione della crisi della vecchia sinistra italiana, un film ideato da Prodi, impersonificato da Veltroni e diretto da D'Alema, riproposizione moderna con interpreti vecchi, del catto-comunismo.
A destra si e' prima creata un'unica casa di appartenenza, quelle delle Liberta', dove i singoli soggetti delle diverse correnti fingevano di propinare ai loro elettori la continuazione di un proprio autonomo pensiero, gia' al contrario intriso del volere del proprio padrone di casa.
Fino a che, il suo stesso leader guido' la sua corrente e il suo popolo verso la formazione di un unico movimento unitario: il PDL
Cio' ha snellito il quadro politico e in virtu' dell'ultimo esito elettorale anche quello parlamentare.
Ma si e' detreminata al contempo nel Paese, una sorta di omogeneizzazione e standardizzazione della politica, un tendere verso forme e modelli di moderatismo decisionale, in forza dei decisionismi monopolistici dei due maggiori leader che spesso contribuiscono a confondere le originali matrici di appartenenza dei due diversi raggruppamenti.
Credo per quanto mi riguarda, e' il giunto il momento di prendere una pausa, non piu' partecipando emotivamente e in modo accecato a questo ipnotico gioco delle parti, ma guardando dalla finestra il loro delirante sovrapporsi concentrico, la loro effimera contrapposizione che finisce per essere uno specchio in cui si proietta un unico ed omologato pensiero in simbiosi .

mercoledì 4 febbraio 2009

NAPOLI: IL CAOS POLITICO E' TOTALE

La Iervolino viene sfiduciata dal Governo.
In aula la mozione di sfiducia presentata dal parlamentare Laboccetta, non passa in prima battuta. L'UDC si astiene. Saranno il PD e l'IDV di Di Pietro, con la propria ed inattesa uscita dall'aula, a permettere tale conclusione. Non dimentichiamo pero', che Di Pietro ha chiesto in modo categorico, l'allontanamento dei suoi uomini dalla Giunta Comunale a Napoli e che Veltroni, da parte sua, ha appoggiato pienamente il Sindaco durante la pausa natalizia, per cercare di mantenere a galla e ad ogni costo un primo cittadino a dir poco improponibile.
In Questa maniera, lo stesso partito del Sindaco diventa determinante in questa decisione.
Ancora una volta, le tristi vicende napoletane tengono banco nel panorama politico nazionale. L'attacco di Laboccetta e' stato durissimo. Il parlamentare napoletano, afferma che il Consiglio andrebbe sciolto per palesi motivazioni di ordine pubblico.
Il Sindaco contrattacca, affermando che il Parlamento non puo' intercedere nella vita della Giunta Comunale. La Iervolino giudica questa "invasione" nella massima sede Istituzionale legiferante, come una indegna manovra di speculazione propagandistica, alla vigilia di un periodo di campagna elettorale - a Napoli si votera' alla Provincia - portata avanti peraltro, da un politico a sua volta ufficialmente indigato nella vicenda Romeo.
Laboccetta contrattacca, affermando che il Sindaco ormai e' avanti negli anni e farebbe meglio a dedicarsi alla vita di buona nonna di famiglia. Questo e' il panorama che fa da sfondo ad una citta' ormai allo sbando che vive una sua forma di crepuscolare decadenza civica e politica.
Come cittadino sono sempre stato fondamentalmente contrario ad ogni forma di attivo astensionismo alla vita democratica, come palese manifestazione di contestazione civica che potesse essere avvicinata ad atteggiamenti di soggettiva introspezione anarchica.
Ma le ultime vicende in cui e' sprofondata la citta' e il Paese, in cui tutti gli schieramenti politici vengono coinvolti in scandali di ogni genere, le strumentalizzazioni che di questi tristi episodi vengono ad essere architettate, lo sciacallaggio propagandistico che delle medesime gli stessi protagonisti della politica ne fanno uso, abuso e consumo, mi lasciano sgomento.
Perche' continuare ad essere indirettamente e passivamente partecipi di questo progressivo, inesauribile, processo esaustivo della vita democratica del nostro Paese e del territorio campano? Penso che il territorio si meriti i politici che ha, poiche' questi sono stati proposti, supportati, votati e difesi dalla stessa cittadinanza.
La politica con la p maiuscola, non esiste piu’. Gli interpreti di essa, sono accecati da una forma di annullamento cognitivo, da una sorta di delirio di estemporanea e futile ricerca di autopresenzialismo. L'essere comunque partecipi di uno scontro sempre piu' sterile ed asfittico, dove le reali esigenze del Paese e in particolar modo di un territorio come quello campano che affondano, vengono castrate e vilipese da personalistiche brame di potere clientelare.
La politica e' nel caos, a Napoli di piu'.

lunedì 2 febbraio 2009

DOVE E' FINITA LA MUNNEZZA?

Questo post e' pieno di interrogativi, poiche' sono tante le domande a cui non so dare una risposta.
Certezze oggi ce ne sono poche, qui in Campania ancor di piu'.
Il 2008 e' passato alla storia come quello della vergognosa emergenza rifiuti a Napoli. A distanza di un anno, per la precisione a poco piu' di nove mesi dall'insediamento del nuovo Governo, le cose sembrano andare decisamente meglio. Sembrano, appunto.
La spazzatura almeno nelle vie del centro e delle periferie e' stata rimossa e viene raccolta regolarmente. In alcune zone dell'hinterland al contrario, rifiuti di ogni genere offendono ancora il territorio.
Il Governo oltre a tamponare l'emergenza dilagante ed incontrollata, si impegno' a tracciare un quadro complessivo di interventi verso i quali non sono state mantenute le promesse e di cui non abbiamo piu' notizia.
Anche il sottoscritto piu' volte da questo spazio si e' schierato a favore del Premier. Per risolvere la drammaticita' in cui era calata la citta', i cui abitanti soffrivano inermi l'abbondono da parte dei politici locali, vero esempio di incompetenza amministrativa, ci si sarebbe dovuti affidare all'uomo del nord.
Negli interventi programmatici era indicato l'avvio del tanto atteso inceneritore di Acerra, per la fine del 2008. Fu indicata poi, una data ufficiale che doveva coincidere con la fine di gennaio 2009. Almeno una parte dell'impianto doveva andare a regime. Adesso la data e' slittata ad aprile. Sara' mantenuto l'impegno questa volta?
Lo stesso dicasi per il combattuto invaso di Chiaiano. Napoli e la sua provincia, non avevano un proprio sversatoio da anni, dopo la chiusura di Pianura. Anche per Chiaiano l'apertura era stata tracciata per gli inizi del 2009. I lavori di messa in sicurezza dell'impianto sono andati a rilento per il prolungarsi delle condizioni meteo avverse. Ma quando sara' comunicata in modo ufficiale la data di apertura dell'impianto?
Io vivo nel quartiere modello di Napoli, i Colli Aminei, la prima zona della citta' in cui e' iniziato il ciclo completo di raccolta differenziata porta a porta. Noi "differenziamo" ma poi i rifiuti che fine fanno? La parte di umido che dovrebbe essere bruciata, dove finisce?
Nelle altre province, come hanno risolto il problema?
L'inceneritore di Santa Maria la Fossa nel casertano non viene piu' inserito tra quelli da realizzare. A Caserta dove sorgera' tale impianto, visto che fu dichiarato che ogni provincia doveva averne uno?
Il Sindaco di Salerno, De Luca, si dichiaro' pronto a realizzare un termovalorizzatore in completa autonomia. Gli fu risposto: no grazie. Perche?
A Napoli, quando sara' dato inizio alla realizzazione del termovalorizzatore di Ponticelli, zona orientale, dopo l'indicazione farsa del Sindaco Iervolino che voleva ubicare tale impianto nel cratere di Agnano?
Le altre mega discariche di Terzigno sempre nel napoletano, di Andreatta nell'avellinese e di Casalduni nel beneventano, che dovrebbero essere pronte per la prossima e imminente primavera, saranno completate rispettando tali indicazioni programmatiche?
Tutta la munnezza campana, oggi, dove viene smaltita?
Nel pieno dell'emergenza la spazzatura fu rimossa con l'intervento dell'esercito che la indirizzo' in provvisorie discariche di fortuna, aperte per l'evenienza e ormai sature. Centinaia di treni trasportavano con costi elevatissimi la munnezza di Napoli in Germania. Furono allestiti anche viaggi via mare, destinazione Sardegna. Anche in Lombardia, finirono parte dei nostri rifiuti.
Ma oggi dati i ritardi realizzativi sopra citati, la munnezza campana, dove finisce?
Non vorrei che sia stata data alla citta' e alla regione, l'ennesima lavata di faccia, senza togliere il grosso, profondo, radicato cerume dalle orecchie...





giovedì 29 gennaio 2009

MANI PULITE E LINGUA SPORCA

E ora tocca a Tonino.
Ci fu il periodo dei girotondi. La sinistra radical chic, si teneva per mano, in scenografiche piazze capitoline, sotto la regia di Nanni Moretti, per bacchettare le iniziative del Caimano, Berlusconi.
Il popolo liberal, a cui si univono personaggi di elevato spessore, quali il Premio Nobel Dario Fo con la sua inseparabile compagna, Franca Rame, occupavano le scene in modo pittoresco, per cercare di scuotere l'opinione pubblica con la sagacia del loro intellettualismo salottiero.
Il mondo della cultura(considerato ancor oggi una sfera cognitiva di una sola parte politica) scendeva tra la gente, nella spasmodica ricerca di diffusione di un messaggio alternativo, basato per chi lo propagava, sull'elevazione (politica) cognitiva delle masse che lo ricevevano, masse che prendendo coscienza del loro ritardo, avrebbero dovuto seguire i "maestri di piazza" nei loro percorsi educativi.
Poi c'e' stato il filone Grillo. Il comico urlatore, ben presto e' diventato politico, di se stesso.
Un masaniello anarchico che a colpi di Vaffa-Day ha propagato il suo messaggio a mezzo rete. Una rete che ben presto e' diventata uno strumento non solo di denuncia ma anche di arricchimento personale, visto che quando furono rese pubbliche le dichiarazione dei redditi dall'allora Ministro Visco, il Beppe reazionario ne evadeva per ben 4.000.000 milioni di euro.
La gente ha capito, ha preso distanza da lui. Le sue apparizioni sono meno frequenti ma soprattutto non richiamano la folla di qualche tempo fa. Anzi, come accadde nelle manifestazioni anti-Gelmini, fu la stessa piazza a prendere le distanze da lui, allontanandolo.
Ora tocca ad Antonio di Pietro. L'ex ministro delle Infrastrutture ha dato il meglio del suo repertorio, fatto di attacchi al vetriolo, prendendo di mira addirittura il Quirinale.
Di Pietro, per il fatto di essere stato tra i massimi Magistrati dell'inchiesta Mani Pulite, lui che in galera ci ha spedito tante persone, si sente protetto da una coltre di intoccabilita' tale, da poter dare addirittura del mafioso a Napolitano.
Penso che si sia davvero toccato il fondo. Si condanna il Brasile per la mancata estradizione di un brigatista ma non si prendono provvedimenti verso un politico che rasenta l'eversione, almeno dialettale.
L'Italia e' il paese della demagogia. Tale forma di falso e illusorio comportamento, non solo e' usato dai governanti al potere ma anche dai loro oppositori. Si usano le masse, plasmandole, per pereseguire interessi individualistici.

martedì 27 gennaio 2009

A FIRENZE CON L'ORGOGLIO

Oggi vorrei parlare del Napoli.
Tempo fa, scrissi come le gesta della squadra riscattassero il triste crepuscolo avvertito dalla citta'.
Il Napoli resta una realta' emergente del campionato italiano, anche se, nelle ultime giornate ha registrato un'involuzione tecnica e di risultati, coincisa con tre sconfitte negli ultimi quattro incontri. Il Napoli resta quinto in classifica, posizione di tutto rispetto. Vorrei soffermarmi tuttavia, su alcune questioni tecnico-tattiche. Nel mio piccolo, a calcio, ho giocato per oltre vent'anni.
La societa' ha puntato su questo gruppo di uomini, di sicuro valore ma forse, privi di una certa personalita' per affrontare costantemente la pressione a cui sono sottoposti ed un ambiente non proprio facile come quello di Napoli.
Il tecnico ha puntato su un unico modulo da ben 5 anni, modulo che ben presto e' diventato un credo calcistico qui a Napoli, il 3-5-2, sostenuto dalla stampa e da quasi tutti gli addetti ai lavori.
Si e' ribadito che con questo modulo si sono conseguiti risultati importanti in 5 anni, dopo la ripartenza dalla serie C.
Ci si dimentica che con questo modulo si rimase in C per 2 stagioni, addossando le colpe esclusivamente alla primissima fase, in cui con Ventura si accumulo' un certo ritardo, dimenticando che nella fase finale con Reja, dovemmo soccombere alle giocate dell'Avellino nella doppia partita di play-off.
Ci si dimentica che con questo schema riuscimmo si ad entrare poi in B e poi subito in A l'anno successivo, ma di certo non senza polemiche sulla qualita' del gioco, quasi sempre asfittico e spesso risolto dalle spizzate del pampa Sosa.
L'importante era vincere e conquistare la massima serie. Anche in A il gioco non fu dei migliori la passata stagione, pur battendo tutte le grandi. Centrammo comunque l'ottava posizione e la qualificazione all'Intertoto per la rinuncia del Genoa. Tramite questo "canale" siamo riusciti a disputare un turno nella competizione Uefa, dove pero', dinanzi ad una squadra di prestigio, il Benfica, si palesarono tutti i limiti caratteriali, tattici e di esperienza di questa squadra.
Il 3-5-2 ha dei grossi limiti. In primo luogo deve sfruttare al massimo le capacita' muscolari e polmonari dei due esterni, nel caso Maggio e Mannini che sono costretti a coprire 80 m. di campo, cosa che non accadrebbe con un piu' canonico 4-4-2; esterni gia' stremati a questo punto della stagione non avendo per giunta validi sostituti.
A centrocampo la presenza di due forti incontristi Gargano(confuso da molti come un centrale metodista) e Blasi, ed un incursore Hamsik, giocatore di sicuro talento ma che fa della corsa e degli inserimenti la sua arma migliore, priva la squadra di un vero giocatore che possa dettare i tempi e le geometrie.
In attacco, anche contro le cosiddette piccole, il Napoli non gioca mai con i tre attaccanti, vittima appunto del suo modulo e della scarsa adattabbilita' del suo tecnico a plasmarsi a seconda degli avversari da affrontare( finanche il presuntuoso Mourigno ha spesso rivisto il suo credo tattico).
Lavezzi il vero uomo in piu' degli azzurri, spesso e' lontano dall'area, sfiancandosi in avventurosi dribbling, raffinatezze tecniche non efficaci per la squadra.
Come punte centrali si e' determinato uno sterile dualismo tra Zalayeta(da me preferito) e Denis, arieti di centro area con caratteristiche diverse, alternanza che invece di arrecare stimolo e competizione, si e' ben presto trasformata in motivo di dualismo e di polemica.
In difesa non basta l'esperienza di Paolo Cannavaro. La squadra ha puntato molto su Santacroce, talentuoso marcatore dal carattere un po' pepato, ultimamente anche lui fuori forma. Insieme a Contini, il reparto si tiene molto alto, applicando un fuorigioco sistematico che non si addice a giocatori dalle leve lunghe e privi di recupero nel breve.
In panchina le seconde linee non sono all'altezza dei titolari. La Proprieta' dovrebbe intervenire in questi ultimi giorni di mercato, anche per premiare l'attaccamento e il sostegno caloroso del suo pubblico. Inoltre il tecnico punta solo su 12, 13 giocatori. Cio' ha creato un ulteriore spaccatura nello spogliatoio, evidenziatasi appena i risultati sono venuti meno.
La squadra ha sicuramente dei limiti, mascherati da una preparazione anticipata in vista degli impegni di agosto in Intertoto, impegni ufficiali che hanno permesso agli azzurri di essere spumeggianti gia' all'inizio del campionato. Adesso che il gruppo ha bisogno di rifiatare, si palesano i limiti di organico ed anche quelli di un tecnico poco propenso ad adattare la squadra a seconda le caratteristiche dell'avversario.
Domani si giochera' a Firenze con diversi squalificati. La squadra viola e' stata attrezzata per stare nei quartieri alti della classifica, a sua volta e' in cerca di risultato e, come il Napoli, danneggiata nelle ultime gare da arbitraggi non esemplari. Temo l'attacco viola; di piu' il maggior peso dei Della Valle nel Palazzo...
Spero di essere smentito da una prova di orgoglio dei partenopei.
Forza Napoli! Sempre.

p.s. (Mercoledì ore 22.30) purtroppo non c'e' stato nemmeno quello...

domenica 25 gennaio 2009

DINANZI L'OSTACOLO, NON ESITO

Desideri interiorizzati mi permeano, avvolgendo il mio inconscio in una patina nebulosa.
Forze nascoste, inesauribili, mi scuotono come flutti schiumosi su barriere scogliose.
Forze a cui io tendo, con incessante e frenetico turbinio.
Forze che accecano la mia mente, creandomi tentennamento. Esitazioni che non fermano il mio incedere, il mio ascensionale fulgore, la mia brama di conquista.
Mi barcameno, impegnandomi strenuamente in un qualcosa di disumanamente logorante.
Tendo a creare, realizzare, dare corpo ed immagine a cio' che cerco dentro me stesso.
Il mio sforzo si tramuta in nuova linfa, in una sorta di dinamo interiore, di trance agonistica, di pari passo agli ostacoli che incrocio durante il cammino.
Pantani melmosi, immobilizzano il mio avventuroso e rischioso tragitto.
Sabbie mobili traditrici mi risucchiano nelle tenebre, arrecando al mio lucido pensiero, momentanee stasi deterministiche.
Stagni dorati, mi riflettono concentriche immagini di false ed illusorie visioni, magnetiche ombre artefatte.
Procedo comunque, procedo inesorabilmente, col mio cinetico animarmi impetuoso, interiore magma incessante, fino ad esaurire le mie ultime energie.
Sfido me stesso, mi metto in perenne discussione, per trovare certezze smarrite.
Mi addentro con la nebbia nel bosco, sapendo che non esiste il leggendario tesoro nascosto.
Mi tuffo in un mare agitato, nuotando disperatamente verso un'isola che non c'e'.
Tengo le vele issate, pur sapendo che arrivera' burrasca.
Affronto il deserto, conscio che l'acqua a mia diposizione non bastera'.

Nulla mi puo' fermare. Il mio fermarmi, e' il mio finire.

venerdì 23 gennaio 2009

NAPOLI: QUALI POLITICI PER IL TERRITORIO?

Sommersa dai suoi scandali, imprigionata dalle sue compiacenze, lontana dalla gente e dalle sue esigenze. Questa e' la politica.
A Napoli lo e' di piu', in modo tragicamente piu' evidente, imbarazzante per chi guarda dall'esterno, umiliante per chi vive tale spaventosa, ordinaria, disarmante quotidianita'.
Santoro nella sua trasmissione, porta alla luce il livello di allarmante assenza istituzionale e politica avvertito in citta'.
Finalmente, come segnalo da tantissimo tempo, viene evidenziato come la drammaticita' dell'emergenza rifiuti il cui apice si ebbe nella primavera 2008 e i ripetuti atti di macro-criminalita' delle organizzazioni malavitose che ahime', sono purtroppo una costante nel territorio, non sono che bubboni maleodoranti che hanno coperto per lungo tempo il fallimento completo della politica.
La stessa politica si e' prestata al gioco delle alleanze iterpartitiche, dei favoritismi clientelari, delle lottizzazioni campanilistiche, delle spartizioni territoriali.
Ad una sinistra diventata epressione di casta lottizzante, capillarmente diffusa, permeata in tutti i posti di potere e di influenza del territorio, si contrappone una destra urlante nei tempi di normale opposizione ma confusa, divisa, disorganizzata, in quelli di campagna elettorale.
Gli attuali amministratori di centro-sinistra, governano anche per la pochezza del centro-destra, molto chiassoso ma poco pensante.
La conferma di Bassolino a Governatore e della Iervolino a Sindaco, sono state la risultante di questa mancanza, di questo limite per la destra, di trasformare le energie in programmi, questi in identificazione e scelta di uomini e donne da mettere nei posti di comando. Le sconfitte agli ultimi due appuntamenti elettorali territoriali, ne sono la dimostrazione. Nomi presi in palese ritardo, spesso la risultante di contrasti tra correnti interne, calati nella mischia con la presunzione di vincere, solo perche' provenienti dall'altra parte politica.
Negli ultimi anni, i big campani non vivono piu' il territorio, presi dai loro impegni istituzionali a Roma e dalle loro frequentazioni nei salotti capitolini. Adesso, esploso il caso Romeo che ha fatto vacillare la Giunta Comunale di Napoli, tutti si precipitano al capezzale di una citta' moribonda, per palesare l'improponibilita' dei suoi amministratori, sapendo di non avere la forza delle idee ma sperando di cavalcare l'onda della demonizzazione dell'avversario. L'esibire tapiri fuori l'aula Consiliare, ne e' prova disarmante.
Anch'io mi sono unito a coloro che volevano le dimissioni del Sindaco (quelle di Bassolino sono irrealizzabili- anche il suo processo a breve cadra' in prescrizione) essendo consapevole al tempo stesso pero', come questo gesto avrebbe rappresentato una svolta storica, non politica.
Qui la politica e' finita. Tutti sono partecipi dello sfascio. Si accusa il sistema elettorale vigente (anch'io mi associo in senso generale) di eleggere i candidati del Parlamento direttamente da Roma. Ma nel caso Campania, il territorio riuscirebbe ad offrire rappresentanti piu' autorevoli e soprattutto piu' "cristallini"?
E a livello locale, questa classe politica dirigente, di governo e di opposizione, potra' esprimere alternative degne per coprire questi ruoli?

sabato 17 gennaio 2009

ARBUSTUM: UNA REALTA' POSITIVA, SCOMODA A TUTTI

Chi ha un blog, usa la rete per diffondere il proprio pensiero su svariati argomenti.
Talora, questo canale, può diventare una via per finalità commerciali.
Nel corso di un anno di blog, anch'io l'ho fatto alcune volte, anche se, quando ho parlato di Arbustum, il mio agriturismo a Casal di Principe, ho cercato sempre di portare una luce positiva su un intero territorio, di cui se ne ha purtroppo, un'univoca immagine demonizzata.
Ho girato anche un video pubblicato su youtube, dal titolo "non solo gomorra", per dimostrare come al messaggio di cruda denuncia di Saviano, si potesse unire anche quello di speranza per un territorio.
Questa volta uso questo spazio per lanciare una denuncia che, al tempo stesso, è anche una forma di indiretto s.o.s.
La cronaca purtroppo, fornisce tantissimi elementi all'informazione, adoperati da questa per incentrare i propri servizi su fatti che ahimè, richiamano le gesta nefaste di criminali senza scrupoli che nel corso di lustri hanno infangato il territorio.
Agli stessi organi di informazione regionali e nazionali, ho segnalato da tempo la mia attivita' considerandola una realtà positiva per il territorio. I media si sono tenuti sempre alla larga dal sottoscritto.
Eppure, nell'anno appena trascorso, Arbustum avrebbe potuto ricevere un grosso beneficio da parte dell'informazione. A Casal di Principe infatti, ci sono stati quattro appuntamenti importantissimi, occasioni nelle quali la mia azienda avrebbe potuto avere una certa visibilità.
A maggio la cittadina ospitò la Festa Nazionale della Polizia. In quell'occasione il dott. Manganelli, esortò la gente onesta di Casale a non vergognarsi del proprio paese. Si stigmatizzò il concetto che essere casalesi non vuol dire essere camorristi ma abitanti di una cittadina laboriosa dall'antica storia.
Il secondo appuntamento rilevante fu la visita del Ministro Maroni insieme al Governatore Bassolino per l'inaugurazione di un teatro da offrire alla cittadinanza, teatro ricavato da una villa sequestrata alla camorra.
A settembre fu poi la volta del Cardinale Sepe, in occasione del centenario della Patrona di Casale, la S.S. Madonna Maria Preziosa.
In queste circostanze nessuno si è avvicinato alla mia azienda: nè le Istituzioni locali, nè tanto meno gli organi di informazione. Perchè?
C'è stato poi un significativo appuntamento nella sede di www.agrorinasce.org società privata a capitale pubblico, operante nel territorio per la riconversione di beni confiscati alla camorra. In quell'occasione si riunì l'Ordine della Stampa Nazionale e quello dei Giornalisti. Ebbi modo, "intrufolandomi" quasi come un abusivo, di incontrare tanti giornalisti televisivi e della carta stampata anche la stessa Rosaria Capacchione, sotto scorta perchè minacciata dalla camorra. Misi loro a conoscenza della mia azienda e del mio impegno di speranza per il territorio.
Quindi, non si può dire che i media non siano a conoscenza della mia attività.
Inoltre, spesso i miei scritti che trattano svariati argomenti, trovano visibilità sul quotidiano Roma di Napoli, nello spazio aperto ai lettori. Dal dicembre 2006 ho avuto oltre 25 lettere pubblicate. Lo stesso Direttore Sasso che ho conosciuto personalmente nella sede di Via Chiatamone e che sa della mia iniziativa imprenditoriale, ha ignorato il mio accorato appello.
La mia azienda non riesce ad avere l'attenzione dei media. Perchè? La mia resta indubbiamente, un'attività privata. Ma fare agriturismo a Casale, non è come farlo nel beneventano o nell'avellinese, tanto per restare in Campania.
Chi comanda, governa, muove i fili dell'informazione? Vorrei una risposta almeno da chi mi vuole bene. Ai tanti che seguono questo spazio, solo per curiosare un "blogger casalese" il messaggio arriverà questa volta più crudo nella sua essenza.

giovedì 15 gennaio 2009

LO STATO C'E', QUANDO VUOLE

Setola e' stato arrestato. La risposta dello Stato e' arrivata puntuale.
Il pericoloso latitante e' stato nuovamente assicurato alla giustizia. Giustizia che forse ebbe un po' le maglie larghe, quando consentì in modo un po' superficiale a Setola, di ottenere un trasferimento agli arresti domiciliari in una clinica riabilitativa a Pavia, per una presunta patologia alla retina.
Passare dal carcere duro di Cuneo, dove era sottoposto al 41bis, alla tranquilla dimora ospedaliera, consentì al fidato referente di Bidognetti la facile fuga in Campania.
In poco tempo Setola, i cui contatti con il territorio casertano evidentemente non erano mai cessati completamente, organizzava un gruppo di fedelissimi killer pronti a tutto, per dimostrare l'avvenuto cambio di comando nel clan. Un gruppo di fuoco che in modo plateale iniziava ad imporre la propria forza, per inculcare al territorio che la strategia criminale aveva cambiato rotta, diventando spietata e sanguinaria. Uccidendo si voleva dare un messaggio preciso, inequivocabile, si voleva seminare paura, allarme, in una terra che aveva perso anche i suoi riferimenti negativi. In poco piu' di 5 mesi cadevano sotto il fuoco dei kalashinov 18 vittime. Vittime sopratutto tra le fila dei pentiti, di chi si opponeva al pizzo e di chi voleva controllare il mercato della droga. Setola voleva dimostrare che ormai i conti si facevano con lui.
Erano anni che in questa zona di terra di Lavoro non si registravano crimini così cruenti e ravvicinati. Tutti i boss che spadroneggiavano sul territorio, da tempo erano assicurati alla giustizia. Per anni il sangue non scorreva così abbondantemente nel casertano.
Eppure gli affari delle famiglie malavitose procedevano. La ramificazione delle loro maglie era amplissima, si estendeva al di fuori dei confini regionali e nazionali, abbracciava tutti i livelli della societa' civile, politica, amministrativa.
Lo Stato da parte sua, continuava nella sua opera di indagine e repressione, in un'attivita' costante, difficile, spesso rallentata da una cultura di omertosa convivenza anche culturale. Sequestri, confische, arresti continuavano. Molti i beni che venivano assicurati alla giustizia, anche se e' sempre stata poi molto lenta, complessa, quasi macchinosa, la loro riconversione in attivita' di sociale utilita'.
Lo Stato ultimamente poi, ha dimostrato un ulteriore salto di qualita' nel suo comportamento di prevenzione e repressione. Dinanzi ad una strategia criminale così cruenta, diventata vera e propria emergenza territoriale, ha risposto da par Suo. Il Ministero degli Interni(le operazioni restano sotto il suo controllo) e quello della Difesa hanno dato un contributo notevolissimo.
C'e' stato un gran lavoro di intelligence e di collaborazione tra i gli alti organi inquirenti della Magistratura e i diversi Corpi di Polizia ed anche il prezioso contributo delle forze dell'Esercito, nello specifico dei Para' della Folgore che, in perfetta sinergia operativa, hanno dato vita ad una complessa ed articolata attivita' di riappropriazione del territorio.
Lo Stato, quando vuole, sul territorio e' presente.
Speriamo lo sia sempre di piu' anche per altre esigenze della cittadinanza. Il territorio e' ormai stremato, logoro, senza piu' speranza. Quali sono le alternative di vita per chi vive ed opera onestamente in questa terra e crede ancora in questo Stato?

martedì 13 gennaio 2009

IO STO CON ISRAELE

Essere contro le guerre, tutte le guerre e' normale, scontato, senza neppure la necessita' di esibire vessilli o sventolare bandiere con i colori dell'iride ( in Italia esiste anche un partito con tale simbolo) partecipando a cortei pacifisti , dove alla fine vengono bruciate altre bandiere in nome di un ipocrita e politicizzato principio di fratellanza tra i popoli.
Diverso e' essere attenti alle realta', tenendo a debita distanza chi in modo subdolo la vuole plasmare, creando un messaggio opacizzato che alla fine giunge distorto. Accanirsi nel desiderio spasmodico di mostrare le immagini dei poveri bimbi palestinesi morti e al tempo stesso celare occultandole, quelle di chi gia' in tenera eta' con il volto coperto, imbraccia un mitra.
Dopo quasi due lustri di attacchi missilistici ininterrotti, Israele ha deciso di fare cio' che qualsiasi paese avrebbe fatto: difendere i propri cittadini.
Ogni conflitto e' cruento. Questo lo e' maggiormente poiche' la forza avversa Hamas, cellula strategica del fondamentalismo islamico, ha i propri insediamenti sensibili tra i civili, anzi adopera gli stessi, come vile scudo di difesa.
Combattere Hamas, vuol dire sconfiggere una forza generatrice ed esportatrice dell'odio e dell'intolleranza.
Sconfiggere Hamas, rappresenta una missione da compiere anche per tutti quei paesi islamici moderati che credono fermamente nella convivenza multi-etnica ed inter-religiosa.
Sconfiggere Hamas significa annientare anche simbolicamente una forza che propaga l'onda dell'odio per mantenere fermamente saldo il proprio potere.
Nel frattempo le organizzazioni internazionali per bocca dell'Onu assumono un atteggiamento imbarazzante, nebuloso. Impongono un cessate il fuoco incondizionato, definitivo, pur sapendo che cio' rappresenterebbe la strada piu' rapida per il rigenerarsi degli approviggionamenti bellici di Hamas alimentati dall'Iran, via Egitto.
E' la prima volta che gli Stati Uniti (tecnicamente ancora con Bush al comando) si astengono, non ponendo il proprio veto ad una votazione in cui si trova coinvolto lo stato ebraico. Una risoluzione che non pone un giusto distinguo tra un paese democratico attaccato ormai da anni ed una radicata e riconosciuta organizzazione terroristica.
E' la prima volta che Israele si trova davvero solo ad affrontare tale emergenza, stretto a sud da Hamas ed a nord dai libanesi di Hezbollah, principali alleati di iraniani e siriani.
Da un lato piovono razzi Kassam, dall'altro missili Katiusha.
Anche per questo motivo, io sto con Israele.

domenica 11 gennaio 2009

UN ANNO DI BLOG

Un anno e' trascorso. 366 giorni (il 2008 era bisestile) volati via tutti di un fiato.
Un anno intenso, pieno di preoccupazioni per la mia attivita' imprenditoriale che mi hanno sottoposto a tanta pressione.
Agli inizi del 2008 nasceva anche questo blog.
L'entrare nella rete ha arricchito ulterioremente il mio bagaglio cognitivo e culturale.
Questa capacita' comunicativa forse fa parte del mio dna, evidentemente l'ho ereditata da mio padre, ingegnere edile, una grande penna che ebbe modo di collaborare come giornalista al Roma di Napoli verso la fine degli anni 50' dedicandosi soprattutto al ciclismo, di cui era grande appassionato.
Anch'io ho dato dei miei piccoli contributi alla gloriosa testata, nella pagina dedicata ai lettori. Io pero', rimango un lettore, non sono un giornalista. Questo forse, mi rende piu' libero, meno sottoposto a vincoli di alcun genere.
Questo e' il bello di potersi esprimere liberamente, ricordando pero' di rispettare elementari regole di corretta comunicazione e mettendo in conto di poter essere sottoposto anche a dure critiche e a commenti discordanti.
E pensare che fino a poco tempo fa, non mi avicinavo nemmeno ad un computer. Resto ancora abbastanza "imbranato". Per questo motivo, tranne delle eccezioni nell'ultimo periodo, i miei post non sono arricchiti da foto, immagini, vignette e quant'altro. Di questo limite pero', ne ho fatto una caretteristica distintiva. La parola scritta diventa unico elemento cardine del mio blog, essenza del mio comunicare, diretta ed autentica forma espressiva puramente lessicale.
La rete mi ha permesso di estrinsecare la mia parte interiore, la mia voglia di esprimere la mia sanguigna solarita'; e' stato uno "strumento" per far emergere il mio io nascosto, caratterizzato da un naturale ed innato desiderio di essere vivamente a contatto con cio' che mi circonda, un variegato, plurimo, continuo ed incessante magma di pensiero pulsante.
Evidentemente queste caratteristiche non sono sfuggite a Kay Rush, della quale ero semplice fan.
Lei le ha valorizzate, esortandomi a creare un mio proprio spazio nella rete.
Così e nato nonsoloNapoli che io definisco un blog interculturale, pluritematico, indipendente.
Oggi, una realta'. Lei l'ha intuito in anticipo.


mercoledì 7 gennaio 2009

A SAVIANO, PREFERISCO CANNAVARO

Molto rumore hanno destato le dichiarazioni di Fabio Cannavaro in relazione alla possibilita' che Gomorra possa realmente vincere l'oscar come miglior film dell'anno.
Il capitano della nazionale italiana, ha sottolineato come l'eco negativa, prodotta prima dal romanzo di Roberto Saviano e poi dalla pellicola di Matteo Garrone, possano contribuire a indebolire ulteriolmente l'immagine del nostro paese all'estero. Penso che il capitano della nazionale, in cuor suo, si preoccupava in particolar modo di Napoli e della regione Campania, teatro e scenografia portante dell'opera di Saviano, territorio che ne uscirebbe definitivamente distrutto, evocando agli attenti occhi del mondo, un'immagine irreversibilmente decadente.
Sono pienamente d'accordo col campione del mondo, oggi pedina fondamentale del Real Madrid.
Ho sempre apprezzato il coraggio di Saviano per il suo ruolo di cruda, violenta, realistica opera di denuncia. Ho sempre criticato Saviano, per la sua marcata ricerca di populismo presenzialista, per il suo protagonismo mediatico teso a deteterminare un volano propagatore del suo messaggio. I media ben presto, si sono resi conto del fenomeno Saviano, "usando" lo scrittore - senza troppo fastidio da parte dello stesso - come "strumento" necessario e fondamentale per l'acquisizione di una maggiore e capillare penetrazione verso il pubblico.
Saviano ha trasformato la cronaca in narrativa. Questa poi ben presto, e' diventata mitologia, dalle venature antropologiche. Dal libro al film, da Saviano a Garrone poi, il messaggio irradiato diventa piu' spettacolare, quasi plateizzato. Le gesta del criminale, nello specifico il camorrista, vengono quasi ad essere "esaltate" nella loro condanna - mitologia della devianza - gesta criminali, motivate come risultanza di particolari rapporti storico-sociologici, tra uomini e territorio, determinando per l'appunto, una criminalizzazione antropologica dello stesso.
Indirettamente, lo scrittore non da possibilita' di riscatto ad una terra, la priva del suo futuro.
E lo stesso Saviano infatti, che invita le nuove generazioni ad andarsene, a fuggire, da un territorio senza piu' speranza. Alla fine, il martellante e ripetuto messaggio di Saviano, diventera' folklore, glamour, facendo perdere l'effetto denuncia e diventando un fenomeno di costume.
Gli effetti ricadranno su tutto il paese, da Trento a Ragusa. Un tempo c'era l'assioma italiani = pizza, spaghetti e mafia, un domani ci creera' quello italiani = gomorra.
Diverso e' l'esempio e l'immagine che Cannavaro da a noi italiani. Un ragazzo cresciuto in una zona difficile di Napoli- il quartire la Loggetta- ma che grazie alle sue qualita' ma soprattutto ai suoi sacrifici, e' riuscito a raggiungere i massimi vertici di una carriera professionale ricca di successi. Cannavaro e' un simbolo da imitare. Rappresenta il ragazzo che ha riscattato la sua terra con la propositivita' dell'impegno fattivo. Oggi il calciatore e' impegnato anche nel sociale. Con la sua Fondazione, insieme all'altro ex campione azzurro Ciro Ferrara, avvicina le giovani leve allo sport, come strada da percorrere per sconfiggere i richiami negativi di una societa' difficile.
Gomorra vincera' meritatamente l'oscar. Il nostro Paese e in particolar modo la Campania, immeritatamente ne usciranno sconfitti.

martedì 6 gennaio 2009

TANTI AUGURI, KAY!


Oggi e' il compleanno di una persona davvero speciale, per me davvero importante.
Lei e' una donna, una creatura dal fascino elegante, sobrio, lontano dal divismo, al tempo stesso accattivante, dalla classe sopraffina, con una voce inconfondibilmente vellutata, unica.
Lei e' Kay Rush, un mito vivente.
Kay nasce a Milwaukee, da padre svizzero-tedesco-americano e madre giapponese. Questa componente multietnica da l'esatta dimensione della sua personalita' cosmopolita, del suo essere personaggio poliedrico.
Kay termina gli studi di creative writing all'Universita' di Milwaukee per poi perfezionare e arricchire il suo bagaglio culturale, all' Actor's Studio di New York.
Si trasferisce giovanissima in Italia, sua seconda patria, di cui ha conseguito da poco tempo anche la cittadinanza.
Kay e' giornalista, autrice, conduttrice e presentatrice televisiva e radiofonica. Indimenticabili i suoi programmi quali Hit Parade e Disco Ring. Presenta due edizioni del Festival di San Remo e Pressing a Italia 1. In radio ha lavorato a Radio Deejay gia' nel 1982.
Attualmente e' a Radio Monte Carlo. Dopo aver ideato e condotto il programma Rush Hour, ora conduce Unlimeted tutti i venerdì, sabato e domenica sera dopo le 22,00. Kay propone una selezione di musica cool e deep house composta da brani e gruppi inediti, crando un sound ritmico ed elegante al tempo stesso, da vera atmosfera coinvolgente.
Il meglio di questi brani li ha raccolti in 6 Compilation Unlimeted, di grande successo.
Kay ha espresso il suo talento, pubblicando anche un romanzo, Il Seme Del Desiderio, un thriller rosa dal ritmo serratissimo, con continui colpi di scena, dove la Rush scrittrice da prova di una raggiunta maturita' professionale.
Kay e' anche una stimata sommelier. Per anni e' stata testimonial del Montepulciano d'Abruzzo.
Coltiva tantissimi interessi. In Primis la montagna. E' arrampicatrice, scalatrice, adora lo sci di fondo che pratica abitualmente in val d'Aosta, dove attualmente risiede. In Italia comunque, la sua seconda casa e' sulle Dolomiti. La foto che ho scelto infatti, la ritrae su una parete delle nostre alpi rosa, ad Arco in provincia di Trento (le tantissime foto di kay le potete trovare cliccando http://www.flickr.com/photos/kkblog
Il suo ultimo viaggio sui ghiacciai, questa estate, in Peru', dove per giorni e' stata ad una quota vicino ai 6.000 metri.
Kay pratica anche parapendio. Da brividi un suo volo con gli occhi bendati.
E' amica del popolo tibetano che ha conosciuto nel suo viaggio in Nepal e al quale e' molto legata.
Kay Rush e' stata la persona fondamentale per la nascita del mio blog. nonsoloNapoli esiste grazie a lei che intuendo evidentemente, le mie capacita' nascoste o comunque inespresse, le ha valorizzate, esortandomi a creare questo mio spazio nella rete, divenuto per mio grande onore, link al suo blog, http://rushhour.blogosfere.it
Tanti auguri, magica Kay!


sabato 3 gennaio 2009

A NOI NAPOLETANI, SOLO CARBONE

L'Epifania e' alle porte. A Napoli, la befana portera' in regalo la nuova Giunta Comunale.
Il Sindaco Rosa Russo Iervolino, nelle vesti della famosa vecchietta, sta volando sulla sua scopa, su e giu' tra Napoli e Roma, per trovare gli uomini "giusti" da offrire in regalo a noi napoletani.
In questo tour de force natalizio, lei deve dar conto, per modo di dire, al suo leader Veltroni, un leader in via di sgretolamento che nell'ultima campagna elettorale, non si avvicino' nemmeno alla citta', tanto temeva per la sua immagine, il nauseando olezzo di munnezza prodotto dall'incapacita' gestionale degli amministratori locali.
Una ridda di nomi si sussegue nelle ultime ore. Politici, tecnici, uomini della societa' civile sono annoverati in questo toto assessori. Saranno fatte sicuramente delle epurazioni. Oltre ai posti vacanti per le ormai note vicende oggetto di indagine della Magistratura, pare ci sia un rimpasto tecnico (l'ennesimo) piu' ampio.
Si sta assistendo ad uno scontro fratricida. Anche se al momento scottano, chi rinuncerebbe ad una poltrona a Palazzo San Giacomo? I futuri componenti la Giunta avrebbero anche il vantaggio di dover gestire solamente la normale amministrazione, visto la sciagurata situazione che andrebbero ad ereditare.
L'ala Veltroniana e quella Bassoliniana sono ai ferri corti. E' in atto una vera zuffa. Alla fine, nella regia e nella scenografia del futuro film dell'orrore politico-istituzionale cittadino, non poteva mancare la mano di "Sua Maestà" Bassolino.
La citta' di fatto, e' senza governo. Lo spettacolo offerto e' deplorevole.
Anche il Capo dello Stato in visita nel capoluogo, striglia gli amministratori. Chiede rigore nelle scelte e un nuovo atteggiamento teso all'acquisizione di una maggiore responsabilita'.
Dopo il duro monito proveniente dalla Curia locale, anche la massima carica Istituzionale del Paese, invita i politici locali a scuotere le proprie coscienze.
Se le prime cariche della citta' -Iervolino- e della regione -Bassolino- l'avessero avuta per davvero, per il bene del territorio, avrebbero gia' dato le loro dimissioni, come unica, lodevole, responsabile prova di coerenza politica e amore per questa terra e per i suoi abitanti.
Invece no. Sono sempre al loro posto, come ennesima dimostrazione di attaccamento al potere, da attuare con strategiche alchimie e arditi tatticismi, non piu' politici ma squallidamente personalistici.
Alla fine, la befana il carbone lo portera' solo a noi napoletani.

venerdì 2 gennaio 2009

CAMPANIA CHE VAI

Inizio questo nuovo anno pieno di speranze, con rinnovato ottimismo. Quello onestamente, non l'ho mai perso. Di carattere sono tenace, caparbio.
Tanti impegni mi attendono. Spero di poter realizzare un piccolo ampliamento nella mia azienda.
L'anno scorso si e' concluso non proprio nei migliori dei modi.
Alla crisi economica diffusa, io ho dovuto fronteggiare anche quella mediatica su Casal di Principe, cittadina divenuta nell'immaginario collettivo il luogo piu' nefasto al mondo.
Il contraccolpo sull'attivita' e' stato notevole. Ma la passione per la mia azienda e per una terra ricca di storia e dalle notevoli potenzialita', mi spingono ad andare avanti.
Una grande iniezione di positivita' l'ho ricevuta da una persona che non conosco personalmente ma alla quale mi sono avvicinato, anche con un po' di insistente invadenza, tramite la rete.
Lei e' Monica Piscitelli. Il suo blog e' campania che vai ( http://campaniachevai.blogspot.com ) diventato anche mio link utile.
Monica e' una giornalista, esperta di comunicazione integrata, specializzata nella promozione e nella divulgazione del patrimonio storico-paesaggistico della Regione Campania, in particolar modo nell'ambito del settore eno-gastronomico.
Nel suo blog, ha dedicato l'ultimo post di fine anno alla mia azienda. Per me e' stato un grande onore ed una indescrivibile emozione. Le saro' grato per sempre.
Monica come me, crede in questa terra. La Campania. Una terra dalle antichissime origini e dalle potenzialita' ancora inespresse. Una terra dove coesistono in modo armonico, patrimoni archeologichi, testimonianze artistico-monumentali, paesaggi di poliedrica bellezza, fatti di mare, colline, montagne, immense pianure, laghi e fiumi, isole dal fascino impareggiabile.
Il turismo campano e' fatto di grandi e piccoli imprenditori come me che operano sul campo.
Il turismo campano deve molto a persone come Monica che cercano con infinita passione di divulgare l'immagine positiva di un territorio, cosa ultimamente non semplice, di trasmettere e propagare la ricchezza di questa terra e le sue testimonianze.
Inizio quest'anno di blog, dedicandole questo post, a testimonianza della mia graditudine.
Ancora grazie, Monica.