venerdì 23 gennaio 2009

NAPOLI: QUALI POLITICI PER IL TERRITORIO?

Sommersa dai suoi scandali, imprigionata dalle sue compiacenze, lontana dalla gente e dalle sue esigenze. Questa e' la politica.
A Napoli lo e' di piu', in modo tragicamente piu' evidente, imbarazzante per chi guarda dall'esterno, umiliante per chi vive tale spaventosa, ordinaria, disarmante quotidianita'.
Santoro nella sua trasmissione, porta alla luce il livello di allarmante assenza istituzionale e politica avvertito in citta'.
Finalmente, come segnalo da tantissimo tempo, viene evidenziato come la drammaticita' dell'emergenza rifiuti il cui apice si ebbe nella primavera 2008 e i ripetuti atti di macro-criminalita' delle organizzazioni malavitose che ahime', sono purtroppo una costante nel territorio, non sono che bubboni maleodoranti che hanno coperto per lungo tempo il fallimento completo della politica.
La stessa politica si e' prestata al gioco delle alleanze iterpartitiche, dei favoritismi clientelari, delle lottizzazioni campanilistiche, delle spartizioni territoriali.
Ad una sinistra diventata epressione di casta lottizzante, capillarmente diffusa, permeata in tutti i posti di potere e di influenza del territorio, si contrappone una destra urlante nei tempi di normale opposizione ma confusa, divisa, disorganizzata, in quelli di campagna elettorale.
Gli attuali amministratori di centro-sinistra, governano anche per la pochezza del centro-destra, molto chiassoso ma poco pensante.
La conferma di Bassolino a Governatore e della Iervolino a Sindaco, sono state la risultante di questa mancanza, di questo limite per la destra, di trasformare le energie in programmi, questi in identificazione e scelta di uomini e donne da mettere nei posti di comando. Le sconfitte agli ultimi due appuntamenti elettorali territoriali, ne sono la dimostrazione. Nomi presi in palese ritardo, spesso la risultante di contrasti tra correnti interne, calati nella mischia con la presunzione di vincere, solo perche' provenienti dall'altra parte politica.
Negli ultimi anni, i big campani non vivono piu' il territorio, presi dai loro impegni istituzionali a Roma e dalle loro frequentazioni nei salotti capitolini. Adesso, esploso il caso Romeo che ha fatto vacillare la Giunta Comunale di Napoli, tutti si precipitano al capezzale di una citta' moribonda, per palesare l'improponibilita' dei suoi amministratori, sapendo di non avere la forza delle idee ma sperando di cavalcare l'onda della demonizzazione dell'avversario. L'esibire tapiri fuori l'aula Consiliare, ne e' prova disarmante.
Anch'io mi sono unito a coloro che volevano le dimissioni del Sindaco (quelle di Bassolino sono irrealizzabili- anche il suo processo a breve cadra' in prescrizione) essendo consapevole al tempo stesso pero', come questo gesto avrebbe rappresentato una svolta storica, non politica.
Qui la politica e' finita. Tutti sono partecipi dello sfascio. Si accusa il sistema elettorale vigente (anch'io mi associo in senso generale) di eleggere i candidati del Parlamento direttamente da Roma. Ma nel caso Campania, il territorio riuscirebbe ad offrire rappresentanti piu' autorevoli e soprattutto piu' "cristallini"?
E a livello locale, questa classe politica dirigente, di governo e di opposizione, potra' esprimere alternative degne per coprire questi ruoli?

2 commenti:

Giovanni ha detto...

Angelo,
parli di classe politica dirigente...ma dove é a Napoli?
E dove è la classe dirigente della città?

L'impoverimento intellettuale di cui la nostra città soffre, legato al fatto spesso il prodotto di anni di formazione scolastica ed universitaria è costretto dalle situazioni ambientale ad andare a cercare fortuna e lavoro altrove, alla fine depauperi il tessuto sociale. Chi resta? Chi riesce in qualche modo ad inserirsi nel Sistema che tu hai brillantemente descritto, che a questo Sistema si lega e che quindi non ha la possibilità di agire contro di esso.

Tu parli di quali politici per il territorio, io rispondo: per quale territorio? Esiste un territorio, un sentire comune che non sia solo geografico ma che aggregi su valori e certezze su cui qualcuno è indisponibile a trattare? O il "particulare" impera?

Smentitemi, fatemi tre nomi di eccellenze "pulite" che stanno agendo per lo sviluppo del territorio....

Giovanni

Angelo D'Amore ha detto...

questa e'la giustificazione di chi ha abbondanato la citta' per lidi giustamente migliori e pensa che anche il territorio sia scomparso.
non pensare che dalle tue parti il territorio sia un'oasi paradisiaca vergine al malaffare politico.

una persona non ancora eccellente che si sta muovendo bene con l'entusiasmo dei suoi 28 anni, e' pina picierno del pd, partito che io non ho mai appoggiato.