giovedì 12 febbraio 2009

LA PRIMAVERA CALDA

Il Paese e' fermo. Immobilizzato da una magnetica ed ipnotica stasi determinista
Viviamo un periodo di paralisi decisionista, per un ingerente e dilagante decisionismo politico.
La mancanza di coesione dinanzi ad un drammatica fase storico-economico e' palese.
E' un momento in cui i separatismi ideologici dovrebbero far posto a logiche di comune condivisione.
Tutte le grandi democrazie occidentali stanno procedendo verso questa necessaria priorita'.
In Italia, le difficolta' invece di riavvicinare gli opposti schieramenti, ne accentuano la distanza.
Quello che un tempo era civile scontro dialettico, si sta trasformando in cinica contrapposizione.
Il Paese mai come in questo momento e' spaccato, irrigidito dalle sue sterili contrapposizioni.
Tutto cio' che viene proposto, in modo urlato, chiassoso, porta inevitabilmente alla divisione.
Le masse un tempo, erano soggetto attivo ricevente un'idea variegata. Oggi, diventano oggetto passivo di appiattiti messaggi omologati.
Sono diminuiti i partiti. Non sono diminuite le poltrone, ne' i privilegi.
L'eccesso di pluralismo culturale, in assenza di dialettica democratica, e' divenuto una forma di caos nebuloso, faraginoso e frammentato.
Il Paese ha necessaria urgenza di risposte e provvedimenti chiari, rapidi, epocali, specie in materia di economia.
Le nostre banche saranno pure solide ma le nostre aziende, le nostre fabbriche stanno chiudendo.
Che importanza puo' avere per un comune cittadino, il fatto che per la prima volta dal dopo guerra ad oggi, la finanziaria sia stata presentata e votata gia' in luglio?
Di solito, la protesta avviene in autunno. Quest'anno, date le previsioni non ottimistiche nel breve periodo, molto calda, sara' la primavera.

4 commenti:

Mio Capitano ha detto...

Vedo che nel tuo blog parli spesso di Napoli, città che è la nostra croce e delizia. Peccato che la nostra squadra abbia accusato qualche calo di recente. Speriamo che la primavera sia calda in maniera positiva. Ciao.

Nessie ha detto...

Non avertene a male Angelo, ma se dovessi andare in visita di tutti i visitatori del mio blog, dovrei trascorrere il resto del mio tempo in rete. E io alla vita reale tengo di più che a quella virtuale.Su quanto hai scritto sulla mancanza di coesione di noi Italiani e alle lacerazioni di fronte all'interesse comune, è un vecchio discorso che risale al dopoguerra e anche alla nostra storia fatta di lotte fratricide a partire dai tempi dei comuni e delle signorie.

nicola ha detto...

Il governo ha fatto benissimo a dare solidità finanziaria alle banche. C'è stato un periodo in cui si è corso il rischio che la gente in massa sarebbe andata in banca a ritirare il proprio risparmio e questa sarebbe stata la "catastrofe".
Ha fatto bene il primo passo, ma ora he deve dare una mano alle aziende ed alla povera gente, sta tentennando notevolmente.
Spero che si svegli.

Angelo D'Amore ha detto...

per nicola.
la solidita' delle banche non e' stata data dal governo ma dal fatto che per buona consuetudine, il nostro sistema bancario e' stato sempre un sistema di accumulo e non di credito.
adesso pero' e' giunto il momento di far diventare le nostre banche solide, piu' aperte alle esigenze dei piccoli e piccolissimi imprenditori.
a quelli grandi, ci ha pensato sempre lo stato, con interventi straordinari (vedi le tante iniezioni di salvataggio avutesi in fiat o nell'alitalia negli scorsi lustri)