martedì 27 gennaio 2009

A FIRENZE CON L'ORGOGLIO

Oggi vorrei parlare del Napoli.
Tempo fa, scrissi come le gesta della squadra riscattassero il triste crepuscolo avvertito dalla citta'.
Il Napoli resta una realta' emergente del campionato italiano, anche se, nelle ultime giornate ha registrato un'involuzione tecnica e di risultati, coincisa con tre sconfitte negli ultimi quattro incontri. Il Napoli resta quinto in classifica, posizione di tutto rispetto. Vorrei soffermarmi tuttavia, su alcune questioni tecnico-tattiche. Nel mio piccolo, a calcio, ho giocato per oltre vent'anni.
La societa' ha puntato su questo gruppo di uomini, di sicuro valore ma forse, privi di una certa personalita' per affrontare costantemente la pressione a cui sono sottoposti ed un ambiente non proprio facile come quello di Napoli.
Il tecnico ha puntato su un unico modulo da ben 5 anni, modulo che ben presto e' diventato un credo calcistico qui a Napoli, il 3-5-2, sostenuto dalla stampa e da quasi tutti gli addetti ai lavori.
Si e' ribadito che con questo modulo si sono conseguiti risultati importanti in 5 anni, dopo la ripartenza dalla serie C.
Ci si dimentica che con questo modulo si rimase in C per 2 stagioni, addossando le colpe esclusivamente alla primissima fase, in cui con Ventura si accumulo' un certo ritardo, dimenticando che nella fase finale con Reja, dovemmo soccombere alle giocate dell'Avellino nella doppia partita di play-off.
Ci si dimentica che con questo schema riuscimmo si ad entrare poi in B e poi subito in A l'anno successivo, ma di certo non senza polemiche sulla qualita' del gioco, quasi sempre asfittico e spesso risolto dalle spizzate del pampa Sosa.
L'importante era vincere e conquistare la massima serie. Anche in A il gioco non fu dei migliori la passata stagione, pur battendo tutte le grandi. Centrammo comunque l'ottava posizione e la qualificazione all'Intertoto per la rinuncia del Genoa. Tramite questo "canale" siamo riusciti a disputare un turno nella competizione Uefa, dove pero', dinanzi ad una squadra di prestigio, il Benfica, si palesarono tutti i limiti caratteriali, tattici e di esperienza di questa squadra.
Il 3-5-2 ha dei grossi limiti. In primo luogo deve sfruttare al massimo le capacita' muscolari e polmonari dei due esterni, nel caso Maggio e Mannini che sono costretti a coprire 80 m. di campo, cosa che non accadrebbe con un piu' canonico 4-4-2; esterni gia' stremati a questo punto della stagione non avendo per giunta validi sostituti.
A centrocampo la presenza di due forti incontristi Gargano(confuso da molti come un centrale metodista) e Blasi, ed un incursore Hamsik, giocatore di sicuro talento ma che fa della corsa e degli inserimenti la sua arma migliore, priva la squadra di un vero giocatore che possa dettare i tempi e le geometrie.
In attacco, anche contro le cosiddette piccole, il Napoli non gioca mai con i tre attaccanti, vittima appunto del suo modulo e della scarsa adattabbilita' del suo tecnico a plasmarsi a seconda degli avversari da affrontare( finanche il presuntuoso Mourigno ha spesso rivisto il suo credo tattico).
Lavezzi il vero uomo in piu' degli azzurri, spesso e' lontano dall'area, sfiancandosi in avventurosi dribbling, raffinatezze tecniche non efficaci per la squadra.
Come punte centrali si e' determinato uno sterile dualismo tra Zalayeta(da me preferito) e Denis, arieti di centro area con caratteristiche diverse, alternanza che invece di arrecare stimolo e competizione, si e' ben presto trasformata in motivo di dualismo e di polemica.
In difesa non basta l'esperienza di Paolo Cannavaro. La squadra ha puntato molto su Santacroce, talentuoso marcatore dal carattere un po' pepato, ultimamente anche lui fuori forma. Insieme a Contini, il reparto si tiene molto alto, applicando un fuorigioco sistematico che non si addice a giocatori dalle leve lunghe e privi di recupero nel breve.
In panchina le seconde linee non sono all'altezza dei titolari. La Proprieta' dovrebbe intervenire in questi ultimi giorni di mercato, anche per premiare l'attaccamento e il sostegno caloroso del suo pubblico. Inoltre il tecnico punta solo su 12, 13 giocatori. Cio' ha creato un ulteriore spaccatura nello spogliatoio, evidenziatasi appena i risultati sono venuti meno.
La squadra ha sicuramente dei limiti, mascherati da una preparazione anticipata in vista degli impegni di agosto in Intertoto, impegni ufficiali che hanno permesso agli azzurri di essere spumeggianti gia' all'inizio del campionato. Adesso che il gruppo ha bisogno di rifiatare, si palesano i limiti di organico ed anche quelli di un tecnico poco propenso ad adattare la squadra a seconda le caratteristiche dell'avversario.
Domani si giochera' a Firenze con diversi squalificati. La squadra viola e' stata attrezzata per stare nei quartieri alti della classifica, a sua volta e' in cerca di risultato e, come il Napoli, danneggiata nelle ultime gare da arbitraggi non esemplari. Temo l'attacco viola; di piu' il maggior peso dei Della Valle nel Palazzo...
Spero di essere smentito da una prova di orgoglio dei partenopei.
Forza Napoli! Sempre.

p.s. (Mercoledì ore 22.30) purtroppo non c'e' stato nemmeno quello...

1 commento:

Adriano Smaldone ha detto...

lascia sul mio blog anke tu se vuoi una anke una parola soltanto per omaggiare il grande Mino Reitano scomparso stanotte