sabato 11 settembre 2010

BRUNETTA SPARA A ZERO SU NAPOLI. CONCORDO

Spesso le uscite del ministro Brunetta, alimentano accese polemiche.
Il ministro tanto odiato dai dipendenti pubblici (sui fannulloni dissi a suo tempo la mia), questa volta l'ha sparata grossa sul meridione, piu' esattamente sulla Campania e sulla Calabria, senza le quali, secondo il ministro, l'Italia sarebbe il primo stato europeo per competitivita'.
A suo dire, Napoli, rappresenterebbe un cancro culturale, sociale ed etico.
Da cittadino campano, non trovo astio in cio' che afferma Brunetta ma un profondo sentimento di disagio e vergogna.
Quante volte, trovandoci lontano dalla nostra regione per motivi di lavoro o per periodi di vacanze, noi campani notiamo il diverso standard della qualita' della vita, di cui godono i cittadini di altri territori?
Le zone citate dal Ministro, non sono state tirate in ballo a caso.
La Calabria non la conosco a fondo, ma Napoli ed il suo hinterland, Caserta e la parte di provincia che si protende nell'agro-aversano, posso dire che le conosco come le mie tasche.
Da queste parti, l'incuria e l'abbandono regnano sovrani, la mancanza di un'efficiente amministrazione e' la regola, lo scarso senso civico della popolazione e' diventato un'atavica e radicata espressione comportamentale, dalle sfumature antropologiche.
Lo Stato sta finalmente facendo sentire la sua presenza contro la criminalita' organizzata, ma il ritardo nella crescita culturale della popolazione, e' quanto mai avvilente.
Faro' un esempio banale ma significativo: fino a quando a queste latitudini, non si indossera' il casco, non si allaccera' la cintura e si continuera' a passare con il rosso, tutti gli altri seppur minimi miglioramenti qualitativi nella vita dei singoli e quindi delle comunita' di questi territori, tarderanno a venire.
Chi non ama e non protegge la propria persona e quella dei suoi cari, come puo' amare e proteggere il territorio in cui vive?...


mercoledì 8 settembre 2010

FRA INCUDINE E MARTELLO

La paralisi istituzionale e' totale.
Da un lato, i finiani giorno dopo giorno mettono in atto una sfiancante opera di erosione ai danni del Premier. Dall'altro, la Lega scalpita per andare al piu' presto alle urne, per veder leggittimata la crescente ed indiscussa leadership nel nord Italia.
Quanto potra' durare questa imbarazzante stasi decisionale?
Tutto e' fermo. Di riforme neanche a parlarne, mentre il paese deve registrare l'ennesimo errore, nelle stime di previsione di crescita.
Berlusconi intende salire al Colle, per manifestare il proprio disagio al Presidente Napolitano.
La Lega, intuendo che il Premier vorrebbe evitare le urne nel breve, ha minacciato in modo tassativo, di non votare la fiducia, dando di fatto un fendente alle spalle al suo inseparabile alleato. La fine della Legislatura, a questo punto, pare essere assai piu' vicina.
Il Premier ormai e' come un vecchio ferro arroventato che riceve colpi tra l'incudine ed il martello.
Dopo essere stato ripetutamente colpito ai fianchi nel corso di questi mesi, dal Presidente della Camera, nonche' co-fondatore di questo sciagurato partito chiamato PDL (un verticistico contenitore clientelare, dinastico e nepotista, destinato ad implodere), ancora una volta, con ogni probabilita', Berlusconi andra' a casa, ricevendo il colpo di grazia dal leader padano, Bossi.
Un ciclo politico sta volgendo al termine. Io lo preannunciai, un anno or sono.

lunedì 6 settembre 2010

FRA I 2 LITIGANTI, LA LEGA GODE

A Mirabello si e' ufficalmente manifestata nella sua piu' nitida espressione, una crisi ormai strisciante all'interno della maggioranza di Governo.
Fini pero', non ha osato dare il colpo di grazia al PDL. Ha ammesso tutte le spaccature al suo interno, la netta distanza su alcune grandi questioni, la diversita' di vedute su i temi da discutere nelle prossime settimane.
Per Fini il PDL non esiste piu', (io lo affermavo un anno fa). Lui pero', ne vuole fare ancora parte, per rispetto degli elettori.
Non si tratta di un atteggiamento incoerente o di un "istituzionale" smarcamento dal suo co-fondatore, Berlusconi. Ci troviamo dinanzi ad un vero e proprio tatticismo politico.
Il Presidente della Camera sa benissimo che se si andasse a votare domani, il suo movimento non sarebbe ancora pronto ad assumere tutti i crismi di nuovo partito, ne' tanto meno avrebbe i numeri per poter diventare forza di rilievo a livello nazionale. Dovrebbe allearsi, guardando al centro, ma Casini gli ha fatto gia' sapere di non essere disponibile. Quindi non gli resta che continuare nella sua opera di erosione, di graduale indebolimento verso il suo principale alleato, diventato in breve tempo, acerrimo competitor.
Il Parlamento nelle prossime settimane, ci dira' se la rottura sara' inevitabile.
Mai come in questa circostanza, e' il caso di dire: tra i due litiganti, il terzo ( la Lega) gode.
Bossi, Maroni & company, si stanno gia' sfregando le mani, pronti a raccogliere i frutti inattesi di questo scontro fratricida.
Se molti nostalgici, oggi sognano che Futuro e Liberta' possa far riaccendere la fiamma (errore imperdonabile fu spegnerla) della destra sociale, un domani assai vicino, si sveglieranno delusi, trovandosi dinanzi una componente politica molto diversa (oggi definita europeista) da quella che nacque a Fiuggi sulle ceneri del MSI, costretta a elemosinare alleanze e appoggi esterni per poter avere una certa autonomia.
Andare al potere e governare per sedici anni, alleati ad un leader su cui pendono da anni, vari capi di imputazione, per poi prenderne le distanze e fare della questione morale il proprio credo, mi sa tanto di calcolato opportunismo.
In Italia, chi vuole dare il proprio appoggio ad un partito giustizialista, sa gia' a chi rivolgersi.



domenica 5 settembre 2010

HO RIVISTO UN'AMICA

Ieri sera ho rincontrato un'amica. Così considero Kay Rush, una donna eccezionale, eclettica, poliedrica, colei che attraverso la rete, mi ha esortato affinche' aprissi il mio blog.
A distanza di circa un anno, quando la conobbi per la prima volta, in occasione di una serata a Battipaglia, l'ho trovata in splendida forma, come suo solito.
L'occasione mi e' stata offerta da un evento che lei teneva a Napoli, la mia citta', esattemente all'Arenile, una bella discoteca open space, sul litorale di Coroglio.
Non potevo non esserci, questa volta anche in compagnia di mia moglie e di una nostra cara amica.
Il locale era stracolmo. Tantissimi i giovani accorsi per ascoltare della buona musica (un sofisticato e raffinato sound cool e deep house, in onda nei weekend a Radio Monte Carlo) direttamente selezionata da Kay, sempre molto paziente e disponibile verso i suoi fans, in cerca di autografi e foto.
I brani ( i piu' belli sono raccolti nelle sue compilation Unlimeted, giunte alla 9° edizione) per l'occasione sono stati mixati brillantemente dai i suoi inseparabili Dj, Harlem & Muscle.
Ciao Kay! Spero di rivederti presto.





sabato 4 settembre 2010

RAI IN FUORI GIOCO

L'Italia del calcio, ieri in Estonia per la prima gara ufficiale della stagione, valida per le qualificazioni degli europei del 2012, ritorna alla vittoria dopo oltre dieci mesi.
Il nuovo gruppo di Prandelli, guidato dal talentuoso Cassano lasciato a casa da Lippi per i mondiali in Sudafrica, pur soffendo (gli estoni sono anadati in vantaggio nella prima fase della gara), guadagna i primi tre punti utili, scacciando i fantasmi di un'ennesima figuraccia.
Il goal del pareggio, firmato proprio dal fuoriclasse barese, non viene seguito in diretta.
Colpa di un mini spot della Rai, mandato in onda con una irreparabile scelta di tempo.
Grazie Rai. Gli oltre sedici milioni di abbonati ti ringraziano, per aver fatto perder loro l'emozione di un attimo, un orgasmo concesso al replay.
Per mantenere un linguaggio calcistico, penso che ieri la tv nazionale, e' andata palesemente in fuori gioco.

martedì 31 agosto 2010

BERLUSCONI: QUANDO IL PADRONE DIVENTA SERVO

Ero in vacanza ma la sera riuscivo a seguire i vari tg.
Penso che lo shaw offerto per la seconda visita del leader libico Gheddafi nel nostro paese, abbia dimostrato al mondo intero, il conclamato delirio incontrollato del nostro Premier.
Il padrone della nazione, e' diventato per una sera, servo strisciante nei confronti di uno storico ed autotarchico ditattore, trasformatosi all'improviso, nel nuovo messia per le trabballanti sorti della nazione. Per Berlusconi, l'amicizia con la Libia, sara' un vero toccasana per tutti. Come sono lontani ahime', i tempi delle scampagnate nel runch texano di Bush...
Col capo chino, in segno di riverenza, il Cavaliere gia' nello scorso marzo, sciorino' un bacia mano perfetto, come se dinanzi a lui vi fosse sua Santita' il Papa.
Che vergogna!
A proposito, la Chiesa non ha fatto sentire la sua voce, sull'indecorosa propagazione del messaggio religioso portato dal colonello nel nostro paese e le sue lezioni di Corano.
Il leader libico, dopo aver convertito alcune delle "gheddafine imbalsamate", giunte nella capitale in cerca di internazionale notorieta', ha invitato le masse alla conversione verso l'Islam, a suo dire, la confessione a cui l'intera Europa deve guardare come proprio credo religioso.
Forse, Benedetto XVI saggiamente, ha evitato di gettare altra bernzina sul fuoco, divampato in questa estate arroventata.
Trattare con rispetto il capo di stato di un paese così importante nel mediterraneo, nostro crescente partner commerciale per il futuro, non puo' non far dimenticare cosa abbia rappresentato e rappresenti Gheddafi a livello internazionale.
Le "rappresentazioni circensi" andate in scena in questi giorni di fine agosto a Roma, non sono altro che una forma di diplomatico servilismo strisciante a cui il nostro Premier ci ha esposto a livello internazionale.
Una volta tanto, mi trovo d'accordo con Borghezio.



martedì 17 agosto 2010

CI VEDIAMO A SETTEMBRE

Oggi parto per Ischia. Pur essendo a 40 minuti di navigazione da Napoli, ci mancavo da un bel po' di tempo.
Due settimane di mare per godermi la mia famiglia. Andremo in localita' Panza, nel comune di Forio, a ridosso della baia di Sorgeto.
Spero che a guidare il mio aliscafo, non ci siano aitanti ragazze...
Ci vediamo in questo spazio, a settembre.

lunedì 16 agosto 2010

A SETTEMBRE TUTTI CON L'ELMETTO

Questa estate sara' ricordata come quella in cui la politica ( possiamo ancora usare questo termine?), non e' andata in vacanza.
Nonostante i ripetuti tentativi di calmierare un clima divenuto assai rovente nella maggioranza, con improvvisati pompieri volontari, si prepara un autunno davvero molto caldo.
La crisi e' palese, imbarazzante, non piu' gestibile. La pausa estiva piu' che portare consiglio, sara' utilizzata per preparare l'affondo decisivo tra le parti. Peccato. il Paese ha perso una grande occasione per poter alzare la testa.
Il PDL, il partito azienda, nato per il protagonismo populista e presenzialista del suo leader indiscusso e per la limitata lungimiranza di chi lo ha seguito, come il suddito segue il suo sultano, si e' trasformato in poco tempo, in un'arena di belve assatanate, accecate esclusivamente dalla loro irrefrenabile bramosia di potere.
La faida interna ( quasi uno scontro ultras fuori di uno stadio ), si e' giocato con ogni mezzo e senza esclusione di colpi. Carta stampata, fondazioni, associazionismo, internet, sono state le piattaforme in cui e' avvenuta questa squallida baruffa.
Lo scontro sara' inevitabile. Tutti minacciano la piazza, magari anche usando le angurie, come armi del duello.
Elezioni si, elezioni no, questo e' il tormentone dell' estate, ipnotico tam-tam capace di mettere in secondo piano l'ennesimo mega-ritardo nella vincita al superenalotto.
La cittadinanza e' stanca, nauseata dal fetido olezzo di questa politica e dei suoi interpreti, irresponsabili faccendieri che piu' di una volta hanno usato il loro potere, per puri scopi personali a discapito dell'interesse generale.
Il Paese vive ancora una forte emergenza economica, nonostante gli sbandierati proclami di ripresa. Il problema lavoro permane. La straganza maggioranza della popolazione, vive in condizioni progressivamente peggiori. L'indebitamento delle famiglie e' in costante crescita.
Questo cocktail esplosivo potrebbe diventare nel breve, lo scenario ideale per la ricrudescenza dello scontro sociale.
A settembre, prepariamoci ad indossare l'elemetto.




sabato 14 agosto 2010

FERRAGOSTO AD ARBUSTUM

Dopo alcuni anni che a ferragosto rimanevo chiuso (la mia clientela prevalentemente napoletana e statunitense va in vacanza) ho deciso di organizzare il pranzo di ferragosto.
La scorsa estate infatti, ricevetti tantissime telefonate da chi, rimasto in citta', gradiva almeno a ferragosto concedersi una giornata di svago fuori porta.
La crisi dalle mie parti e' piu' sentita e sono tante le famiglie che devono rinunciare alle vacanze.
Tornato da un breve soggiorno in Toscana, messo il giardino in ordine, spero di avere tanti ospiti in azienda.

Ho preparato un ricco menu, ottimizzato dalla sapiente maestria del mio chef:

- cocktail di benvenuto al gazebo-bar
- antipasto ( fritturine, delizie di suino, bocconi di mozzarella, ricottina di bufala, pizza ripiena, verdure grigliate, zuppetta di cannellini e pomodorino, trancetti di frittatina)
- primi piatti ( mezze maniche con peperoncini verdi - gnocchetti con funghi, noci, rucola in salsa di besciamella)
- secondo ( grigliata di maiale con patate al forno)
- frutta ( tagliata di anguria e melone)
- torta ( pan di spagna a limone)
- liquore e caffe'
Nella migliore tradizione dell'azienda, il vino ( l'asprinio d'Aversa e il rosso di Carditello) e' compreso nel prezzo.
Inoltre, regalero' dei buoni omaggio ai miei clienti, da poter utilizzare nei prossimi mesi.

Buon Ferragosto a tutti!

mercoledì 11 agosto 2010

USCIREMO DALLA PALUDE?

La crisi della maggioranza con le sue faide interne, tiene banco in queste giornate di agosto. L'incertezza sulla stabilita' dell'esecutivo e' totale. Ormai lo scontro si e' incancrenito e non vede soluzione nel breve.
Ci troviamo dinanzi a due possibili scenari.
Da un lato, una volta che la crisi venisse ufficializzata passando per il Quirinale, si potrebbe continuare a riscaldare questa minestra in via di putrefazione che si chiama governo, con un esecutivo tecnico o un rimpasto interno, magari affidando ad un'altra figura politica (ad esempio Tremonti) il mantenimento di questa maggioranza che, a questo punto, e' soltanto virtuale.
Dall'altro si potrebbe tornare alle urne, il passatempo piu' in voga nel nostro paese, con il placet di Berlusconi e del suo, questa volta fidato alleato (per ovvi motivi territoriali) Bossi, che ad ogni costo non vorrebbe veder compromesso l'avviato percorso federalista.
Il Premier preferirebbe tale prospettiva. Potrebbe in breve tempo, riorganizzare la sua macchina elettorale, scegliendosi a tavolino i candidati ( i nuovi Cosentino, Verdini, Scaiola, Brancher etc, per intenderci) in base ad un vergognosa legge elettorale. Anche con una maggioranza piu' risicata, riuscerebbe ad essere rieletto, rimanendo ancora una volta il "Cesare" indiscusso di questo paese barzelletta.
La politica italiana, nella sua totalita' deve interrogarsi, con profonda umilta'. Deve chiedersi se il problema e' Berlusconi o la mancanza di una valida alternativa di idee, uomini e programmi avutasi in questi ultimi lustri.
Nel secondo caso, quello piu' ovvio, in barba ai tanti piagnisdei sul conflitto di interessi e sulla straripante ingerenza di Berlusconi nella vita pubblica italiana, bisognerebbe avere il coraggio di voltar pagina.
Creare una larga intesa politico-programmatica nel medio-lungo termine che abbia a cuore le reali esigenze del Paese, non solo quelle immediate e prettamente numerico-elettorali di vittoria contro il Cavaliere. Abbiamo visto come ando' a finire nel 2006.
Fini, col neonato movimento FLi( considerato opposizione interna al PDL) Casini, Bersani, Di Pietro e Rutelli, riusciranno in questo intento di alleare le opposizioni?
Se cio' non accadra', saremo costretti a vivere in questa fetida palude, per molto tempo ancora.



martedì 10 agosto 2010

RELAX IN TOSCANA 2

Con la mia famiglia, ho trascorso una stupenda settimana in Toscana, rimanendo molto colpito dalla bellezza dei luoghi.
Alloggiavamo sul monte Amiata, a 1450 m. a poche centinaia di metri dalla vetta. L'aria era frizzante, di sera eravamo sempre intorno ai 12-13 gradi.
Tutti i giorni abbiamo fatto gite, prevalentemente nella provincia senese. Molto rilassante e' stato ammirare dall'auto, il susseguirsi delle colline, i cipressi che delimitavano gli appezzamenti terrieri, dove le balle di grano appena mietuto si intervallavano agli olivi ed alla vite. Tantissimi gli agriturismi incrociati sul nostro tragitto, non a caso tale attivita' ha visto proprio in Toscana il suo primo sviluppo.
Tutto era tenuto in ordine, in modo perfetto, le strade in ottimo stato, la segnaletica puntuale. Le cittadine visitate sembravano riportarci indietro nel tempo, con le loro viuzze strette, ripide ma ordinate, le case di tufo scuro o dalle sfumature argilla, con tanti fiori sui davanzali dei balconi, i portoni di legno sempre lucidissimi, le tante botteghe artigiane ancora vive, pullulanti, le piazze con tanti turisti stranieri, specie francesi ed olandesi.
Abbiamo visitato Santa Fiora, Radicofani, Pienza, Castiglione D'Orcia e l'omonima valle, Arcidosso, Abbadia San Salvatore, Piancastagnaio. Suggestiva la visita al parco faunistico del monte Labbro, dove i miei figli hanno avuto modo di osservare cervi, daini ed il lupo appenninico.
In tutti questi luoghi era tangibile la simbiosi tra uomo e territorio, dove era evidente lo sforzo costante dell'individuo di rendere perfetto lo spazio a lui circostante, in una forma di crescente competitivita' emulativa tale da conferire all'intero comprensorio, elevati standard qualitativi di vita.
Alle mie latitudini ahime', la ricchezza di testimonianze storico-paesaggistiche, viene spesso svilita dalla cattiva gestione delle amministrazioni locali e dal comportamento incivile della cittadinanza.



lunedì 2 agosto 2010

RELAX IN TOSCANA

Domani partiro' con la mia famiglia per la Toscana.

Mi concedero' un po' di relax lontano dai luoghi affollati di agosto, sul monte Amiata.

Una settimana tra sagre, borghi, camminate nel verde, con l'opportunita' di far vedere ai miei

piccoli, la bellezza delle colline toscane e il fascino unico di citta' come Siena.



domenica 1 agosto 2010

CROLLO DI AFRAGOLA: LA PICCOLA IMMA E' SALVA

Qui a Napoli, quando piove a dirotto, la gente prega. Si perche' il rischio di crolli e' enorme.
Oltre ad un gran numero di edifici fatiscienti che andrebbero sgombrati, ci sono molte abitazioni costruite su cavita' naturali o create nei secoli scorsi, durante le estrazioni di tufo, materiale da sempre adoperato nelle costruzioni che abbonda nel sottosuolo. Negli ultimi anni, si sono verificati altri incidenti di questo tipo che solo per miracolo, non hanno causato vittime.
L'ultimo incidente, e' avvenuto ad Afragola, cittadina della provincia, nella notte tra venerdì e sabato.
Nel crollo hanno perso la vita tre persone. Una coppia di giovani sposi, con lei in attesa di un bambino ed un'anziana donna di 75 anni, la nonna della piccola Imma Mauriello. La bambina di soli 10 anni e' scampata alla tragedia, dopo essere stata per ben 15 ore sotto le macerie. La bimba era molto legata alla nonna e in quella notte dormiva nella sua abitazione, come spesso accadeva.
Inizieranno adesso tutte le indagini del caso, la Procura aprira' fascicoli, ci sara' il consueto scaricabarile in merito alle responsabilita'.
Napoli ha subito troppo in questi ultimi anni, non merita questa sorte.
Speriamo innanzitutto che la piccola Imma dimentichi presto questa brutta vicenda e che un giorno possa vivere in una citta' dove un temporale di poco piu' di mezz'ora non provochi tali disastri.


giovedì 29 luglio 2010

E ADESSO, CHE SUCCEDE?

Il Governo e' alla deriva. Lo scontro, divenuto rissa, tra Berlusconi e' Fini e' giunto ad un punto di non ritorno.
Il Premier ha sfiduciato i dissidenti Bocchino, Granata e Briguglio. Fini rimane al suo posto, in quanto Presidente della Camera.
Il Paese sta vivendo una pagina bruttissima in cui e' a rischio il normale svolgimento della vita democratica ed istituzionale. Gli italiani sono spettatori inermi di tale indecoroso spettacolo.
Dopo aver logorato per mesi il capo del Governo, il Presidente della Camera non ha avuto il coraggio di osare, di andare oltre. Fini, all'ultimo momento, ha cercato di tendergli la mano. Forse un gesto (un po' tardivo) di saggezza per le sorti del Paese. Piu' probabile, l'aver capito che da solo non poteva andare da nessuna parte, con solo 34 deputati e 14 senatori al seguito.
Berlusconi, dal canto suo, ha respinto di sana pianta questa forma di tregua estiva, forte dei suoi numeri, dell'appoggio della Lega e della vicinanza dei suoi fedelissimi, nonostante i guai giudiziari di molti dei suoi uomini.
Da questa vicenda ne esce male il Paese, piu' debole, piu' vulnerabile, per niente coeso alla vigilia di importanti scelte, specie nel settore economico.
La crisi non e' ancora ufficialmente aperta, ma e' palese, sotto gli occhi di tutti.
Il Governo si e' incartato. La maggioranza gia' battuta oltre 60 volte in Parlamento, d'ora in poi, dovra' fare i conti anche con questa nuova frangia dissedente.
E adesso, che succede? In queste condizioni, Berlusconi potra' ancora governare per circa tre anni?
Nella maggioranza e' sceso il gelo. Dopo la pausa estiva, l'autunno sara' molto caldo.

lunedì 26 luglio 2010

EMERGENZA RIFIUTI: NUOVA CRISI ALLE PORTE

Nonostante i toni trionfalistici adoperati dal Governo centrale per come e' stata affrontato il problema spazzatura a Napoli (una casa in cui e' stato pulito solo il salotto, tenendo chiuse e sotto la polvere le altre stanze) il ritorno all'emergenza, e' un incubo che i cittadini campani ahime', potrebbero rivivere in breve tempo.
Le discariche realizzate in piena crisi "munnezza" si stanno riempendo, esaurendo nel breve la loro capienza. La prima provincia a soffrire sara' quella di Caserta. Sta infatti per chiudere la discarica di San Tammaro che in questi giorni sta inglobando lo svuotamento di un altro mega invaso, quello di Lo Uttaro, il cosiddetto panettone.
Ogni giorno la regione produce 7.000 tonnellate di rifiuti, soltanto il 20% dei quali, in modo differenziato, troppo pochi per non saturare in modo piu' veloce i pochi invasi rimasti. Quelli di Chiaiano e Terzigno nel napoletano, garantiscono ancora una capacita' di sversamento per poco piu' di un anno. Stesso discorso per le discariche di Savignano e Sant'Arcangelo, nell'avellinese e nel beneventano.
Ma il problema maggiore per l'immediato, e' la scarsita' di fondi per le societa' addette alla raccolta e il complesso trasferimento in corso, teso alla provincializzazione del servizio che dovra' essere ultimato entro il 31 dicembre 2010.
C'e' poi il discorso della bonifica dei siti. Qui la questione e' ancora piu' complessa. 6 milioni di balle, non proprio "eco", aspettano di conoscere il loro destino.
Se per molti l'emergenza sembra un ricordo lontano, di certo possiamo sostenere che la normalita' della raccolta e' un concetto ancora molto futuribile.
L'unica certezza e' che i cittadini campani pagano la Tarsu piu' cara d'Italia. Da queste parti si dice: cornuti e mazziati.
Io aggiungerei: se il politico e' lo specchio della societa' in cui viviamo, a queste latitudini, il sacchetto d'immondizia abbandonato per strada, e' la migliore sintesi tra politica e territorio.


giovedì 22 luglio 2010

VENDOLA? PERCHE' NO

In questa asfittica stagione politica, dominata dallo scontro tra le correnti all'interno del PDL, dove ancora una volta l'opposizione se ne sta a guardare senza infierire, l'unico scossone viene dato da Nichi Vendola.
Il rieletto Governatore della Puglia ha lanciato la sfida. Prima cerchera' di conquistare la leadership del partito, poi di defenestare il Premier dal governo.
Certo, potrebbe apparire una semplice provocazione, quasi un "colpo di sole" in questa torrida estate. Eppure se andiamo a riflettere, il sogno del "nuovo Bertinotti" non e' pura follia.
Il piu' grande partito nazionale, oggi maggioranza di governo, perde pezzi e credibilita'. Molti dei suoi eletti sono inquisiti in delicatissime vicende giudiziarie. L'ala finiana non osa andare oltre una assidua ed estenuante schermaglia interna che sta facendo perdere credibilita' al Premier ma non e' sufficiente a far si che l'appena nato movimento di Generazione Italia, diventi un partito in carne e ossa.
L'opposizione ha cambiato guida gia' diverse volte. Da Veltroni a Franceschini, adesso Bersani. Il PD resta in ogni caso lontano dalla gente e dalle sue esigenze. I suoi militanti sono diventati degli intellettuali salottieri, dei funzionari burocrati che non attirano piu' le masse in modo carismatico ma si limitano a gestire l'ordinario senza proporre idee nuove.
Se al nord la protesta dei lavoratori, le esigenze della cittadinanza, il riconoscersi in un'identita' territoriale si e' trasformata nel tempo nell'identificazione quasi plebiscitaria con la Lega, al sud Vendola potrebbe diventare il portavoce del grido di aiuto e di ribellione di una popolazione stanca di vivere in una condizione di perenne ritardo e di sottosviluppo rispetto al restante paese.
Vendola potrebbe riunire nuovamente l'intera sinistra italiana, dandone una connotazione riformista, smussandone le spinte radicali, svincolandola dall'assoggettamento giustizialista dello scomodo alleato Di Pietro, compattando e dando un orientamento programmatico ai chiassosi ma, al tempo stesso eterei movimenti di piazza, come quelli di Grillo e dell'onda viola.


domenica 18 luglio 2010

IL LEADER E' SOLO E SENZA PARTITO

Dopo aver fondato il piu' grande partito nazionale in pochi mesi, adesso Berlusconi vorrebbe salvarlo in poche settimane, per giunta quelle estive, per la serie un salvataggio balneare.
Il leader e' stanco, stremato, sfibrato da lustri di difese processuali, colpito alle spalle dagli scandali che hanno travolto i suoi piu' stretti collaboratori, coloro i quali viceversa, avrebbero avuto il compito di tenere saldo e unito il partito a livello territoriale.
All'epoca della sua prima discesa in campo, FI, partito azienda, era nato gia' con una forte e spiccata propensione verticista ed individualista. Con la nascita del PDL, avvenuta dopo la fusione a freddo con gli ex alleanzini, il partito si trasforma in un grosso contenitore di potere e consenso, una mastodontica macchina accalappiatrice di uno sconsiderato prestigio e nepotismo personale che ha allontanato sempre piu' il suo leader dalla base, tenendolo all'oscuro di cio' che i suoi delfini orchestravano per pura brama individuale o per ardite logiche di campanile.
Nelle sue diverse esperienze al Governo, il Cavaliere ha sempre ricevuto ostacoli da i suoi alleati, visto che l'opposizione non ha fatto che perdere pezzi. All'inizio fu la Lega a tradire il Premier, in ultimo l'UDC del separatista Casini, volto' le spalle al suo leader.
Oggi il problema e' dentro al PDL. Il partito perde credibilita' giorno dopo giorno. Si rimpiangono quasi, i tempi dei festini e delle escort, quando si potevano discutere le debolezze dell'uomo, ma non le difficolta' politico-gestionali del capo del partito.
Nonostante cio', Berlusconi asserisce di avere dalla sua parte il voto degli italiani.
Qui si sintetizza la sua cecita', la sua atavica testardaggine. I voti ci sono, anzi ci furono. Ma oggi, quanti dei suoi fedelissimi elettori o di chi ha votato per la prima volta il PDL, si sarebbero aspettati che il partito diventasse una cloaca densa di malaffare o lo strumento naturale per il personale arricchimento, a danno e beffa dei contribuenti?
La nascita delle correnti poi, ha fatto il resto, frantumando il partito, mettendo in un' incontrollata centrifuga le sue intelligenze.
Frizioni, apparentamenti, guerre intestine di fatto stanno sfaldando il piu' grande partito nazionale. Affrettate ed inevitabili dimissioni di circostanza, imposte dall'alto, non riescono a dare nuovo smalto, a tamponare quell'emorragia di consenso instauratasi tra la gente che, col passar del tempo, si sta ormai cronicizzando.
Il fatto che Berlusconi voglia proprio ad agosto mettere ordine in un partito sempre piu' alla deriva o quanto meno tentare di sopire quel vespaio di polemiche e che sta arroventando il clima politico nazionale, e' un evidente segnale della sua solitudine, forse l'ultimo tentativo di un anziano boxer suonato, prima di gettare la spugna.

giovedì 15 luglio 2010

ARBUSTUM DISCO PARTY

E' tutto pronto per l'evento che domani si terra' nel mio agriturismo.
Sara' un party all'insegna dell'allegria e della spensieratezza, un modo per salutarsi prima delle vacanze. Spero vada tutto per il meglio e soprattutto che si registri una discreta affluenza. Il tam-tam e' iniziato da oltre un mese, con il passaparola tra i clienti, e il supporto della rete. Confido in una discreta presenza di americani della vicina base militare di Gricignano.
Ho tirato il giardino a lucido. Ogni angolo della mia villa e' pronto ad ospitare chi, in una serata di una torrida estate, vuole concedersi un po' di svago ascoltando della buona musica.
Si ballera' in giardino, sul prato, volendo anche a piedi scalzi, sotto un cielo che si preannuncia stellato, inebriati dal profumo intenso dei maestosi eucalipti e delle siepi di rosmarino e salvia.
La serata partira' dalle 21.00. Si iniziera' con dei ritmi "cool" che daranno quell'atmosfera' soft di benvenuto. Poi si passera' alla classica disco anni 70'-80', per fare un tuffo in un passato davvero indimenticabile. Si concludera' con della "tecno", per chi vuole ballare fino a alle ore piccole.
Il party sara' arricchito da un maestoso buffet rustico, innaffiato dal vino della casa.
Dopo la mezzanotte, lo chef allietera' gli ospiti con della imperdibile pasta fagioli e cotiche. A finire una freschissima tagliata di frutta.
Ancora una volta, Arbustum sara'...la tua casa in campagna!

lunedì 12 luglio 2010

SE NE DEVONO ANDARE

Si e' superato ogni limite. La cricca allarga i suoi tentacoli. Da appaltopoli, all'eolico.
Sono sempre gli stessi soggetti, ormai indifendibili che di giorno in giorno gettano discredito sulla credibilita' del Governo e sul suo operato che, in questi ultimi tempi, si sta limitando ad una strenue ed improponibile difesa dei suoi rappresentanti.
Adesso basta. Se ne devono andare.
Chi ha votato il PDL, o meglio, i rappresentanti di lista scelti nei salotti romani, di certo non immaginava di sostenere tali loschi personaggi, le loro clientele, le loro alchemiche brame di potere.
La gente e' stanca di ascoltare sempre le stesse notizie, i medesimi tentativi portati avanti da questi individui che si definiscono politici, di allargare in modo sistematico e con qualsiasi espediente anche complottista, il proprio consenso, divenuto una forma egemonica di corporativo potere dinastico.
Il Paese e' alla deriva, continuano ad esserci licenziamenti. La ripresa sempre assicurata dal Premier, e' divenuta una barzelletta che non fa per niente ridere.
Si cercano nuovi apparentamenti, si delineano pericolose rotture.
Qualcosa dovra' succedere, questo andazzo e' davvero pericoloso. Anche i piu' fedeli sostenitori di questa maggioranza, dovrebbero ricredersi, farsi un'esame di coscienza, e' capire che giunta l'ora di voltar pagina, costi quel che costi.
Militarizzate le strade di molte citta', urge adesso, far piazza pulita anche in molti ambienti della politica.

sabato 10 luglio 2010

SILENTE SOLITUDINE

Nella calura di luglio mi tiene compagnia il suono ipnotico delle cicale

Le spighe di grano si muovono appena, accarezzate da un lieve refolo di brezza

Il bianco della facciata della piccola chiesa, mi appare piu' intenso

Contemplo e rimembro, seduto all'ombra di una grande magnolia

Tutto mi sembra fermo, mentre veloce una goccia di sudore mi percorre la fronte

Il silenzio diventa assordante, magneticamente silente la mia coscienza

L'etereo entusiasmo svanisce, come il batter d'ali di una variopinta farfalla

Lo specchio verde che mi circonda, riflette soltanto solitudine