martedì 31 agosto 2010

BERLUSCONI: QUANDO IL PADRONE DIVENTA SERVO

Ero in vacanza ma la sera riuscivo a seguire i vari tg.
Penso che lo shaw offerto per la seconda visita del leader libico Gheddafi nel nostro paese, abbia dimostrato al mondo intero, il conclamato delirio incontrollato del nostro Premier.
Il padrone della nazione, e' diventato per una sera, servo strisciante nei confronti di uno storico ed autotarchico ditattore, trasformatosi all'improviso, nel nuovo messia per le trabballanti sorti della nazione. Per Berlusconi, l'amicizia con la Libia, sara' un vero toccasana per tutti. Come sono lontani ahime', i tempi delle scampagnate nel runch texano di Bush...
Col capo chino, in segno di riverenza, il Cavaliere gia' nello scorso marzo, sciorino' un bacia mano perfetto, come se dinanzi a lui vi fosse sua Santita' il Papa.
Che vergogna!
A proposito, la Chiesa non ha fatto sentire la sua voce, sull'indecorosa propagazione del messaggio religioso portato dal colonello nel nostro paese e le sue lezioni di Corano.
Il leader libico, dopo aver convertito alcune delle "gheddafine imbalsamate", giunte nella capitale in cerca di internazionale notorieta', ha invitato le masse alla conversione verso l'Islam, a suo dire, la confessione a cui l'intera Europa deve guardare come proprio credo religioso.
Forse, Benedetto XVI saggiamente, ha evitato di gettare altra bernzina sul fuoco, divampato in questa estate arroventata.
Trattare con rispetto il capo di stato di un paese così importante nel mediterraneo, nostro crescente partner commerciale per il futuro, non puo' non far dimenticare cosa abbia rappresentato e rappresenti Gheddafi a livello internazionale.
Le "rappresentazioni circensi" andate in scena in questi giorni di fine agosto a Roma, non sono altro che una forma di diplomatico servilismo strisciante a cui il nostro Premier ci ha esposto a livello internazionale.
Una volta tanto, mi trovo d'accordo con Borghezio.



martedì 17 agosto 2010

CI VEDIAMO A SETTEMBRE

Oggi parto per Ischia. Pur essendo a 40 minuti di navigazione da Napoli, ci mancavo da un bel po' di tempo.
Due settimane di mare per godermi la mia famiglia. Andremo in localita' Panza, nel comune di Forio, a ridosso della baia di Sorgeto.
Spero che a guidare il mio aliscafo, non ci siano aitanti ragazze...
Ci vediamo in questo spazio, a settembre.

lunedì 16 agosto 2010

A SETTEMBRE TUTTI CON L'ELMETTO

Questa estate sara' ricordata come quella in cui la politica ( possiamo ancora usare questo termine?), non e' andata in vacanza.
Nonostante i ripetuti tentativi di calmierare un clima divenuto assai rovente nella maggioranza, con improvvisati pompieri volontari, si prepara un autunno davvero molto caldo.
La crisi e' palese, imbarazzante, non piu' gestibile. La pausa estiva piu' che portare consiglio, sara' utilizzata per preparare l'affondo decisivo tra le parti. Peccato. il Paese ha perso una grande occasione per poter alzare la testa.
Il PDL, il partito azienda, nato per il protagonismo populista e presenzialista del suo leader indiscusso e per la limitata lungimiranza di chi lo ha seguito, come il suddito segue il suo sultano, si e' trasformato in poco tempo, in un'arena di belve assatanate, accecate esclusivamente dalla loro irrefrenabile bramosia di potere.
La faida interna ( quasi uno scontro ultras fuori di uno stadio ), si e' giocato con ogni mezzo e senza esclusione di colpi. Carta stampata, fondazioni, associazionismo, internet, sono state le piattaforme in cui e' avvenuta questa squallida baruffa.
Lo scontro sara' inevitabile. Tutti minacciano la piazza, magari anche usando le angurie, come armi del duello.
Elezioni si, elezioni no, questo e' il tormentone dell' estate, ipnotico tam-tam capace di mettere in secondo piano l'ennesimo mega-ritardo nella vincita al superenalotto.
La cittadinanza e' stanca, nauseata dal fetido olezzo di questa politica e dei suoi interpreti, irresponsabili faccendieri che piu' di una volta hanno usato il loro potere, per puri scopi personali a discapito dell'interesse generale.
Il Paese vive ancora una forte emergenza economica, nonostante gli sbandierati proclami di ripresa. Il problema lavoro permane. La straganza maggioranza della popolazione, vive in condizioni progressivamente peggiori. L'indebitamento delle famiglie e' in costante crescita.
Questo cocktail esplosivo potrebbe diventare nel breve, lo scenario ideale per la ricrudescenza dello scontro sociale.
A settembre, prepariamoci ad indossare l'elemetto.




sabato 14 agosto 2010

FERRAGOSTO AD ARBUSTUM

Dopo alcuni anni che a ferragosto rimanevo chiuso (la mia clientela prevalentemente napoletana e statunitense va in vacanza) ho deciso di organizzare il pranzo di ferragosto.
La scorsa estate infatti, ricevetti tantissime telefonate da chi, rimasto in citta', gradiva almeno a ferragosto concedersi una giornata di svago fuori porta.
La crisi dalle mie parti e' piu' sentita e sono tante le famiglie che devono rinunciare alle vacanze.
Tornato da un breve soggiorno in Toscana, messo il giardino in ordine, spero di avere tanti ospiti in azienda.

Ho preparato un ricco menu, ottimizzato dalla sapiente maestria del mio chef:

- cocktail di benvenuto al gazebo-bar
- antipasto ( fritturine, delizie di suino, bocconi di mozzarella, ricottina di bufala, pizza ripiena, verdure grigliate, zuppetta di cannellini e pomodorino, trancetti di frittatina)
- primi piatti ( mezze maniche con peperoncini verdi - gnocchetti con funghi, noci, rucola in salsa di besciamella)
- secondo ( grigliata di maiale con patate al forno)
- frutta ( tagliata di anguria e melone)
- torta ( pan di spagna a limone)
- liquore e caffe'
Nella migliore tradizione dell'azienda, il vino ( l'asprinio d'Aversa e il rosso di Carditello) e' compreso nel prezzo.
Inoltre, regalero' dei buoni omaggio ai miei clienti, da poter utilizzare nei prossimi mesi.

Buon Ferragosto a tutti!

mercoledì 11 agosto 2010

USCIREMO DALLA PALUDE?

La crisi della maggioranza con le sue faide interne, tiene banco in queste giornate di agosto. L'incertezza sulla stabilita' dell'esecutivo e' totale. Ormai lo scontro si e' incancrenito e non vede soluzione nel breve.
Ci troviamo dinanzi a due possibili scenari.
Da un lato, una volta che la crisi venisse ufficializzata passando per il Quirinale, si potrebbe continuare a riscaldare questa minestra in via di putrefazione che si chiama governo, con un esecutivo tecnico o un rimpasto interno, magari affidando ad un'altra figura politica (ad esempio Tremonti) il mantenimento di questa maggioranza che, a questo punto, e' soltanto virtuale.
Dall'altro si potrebbe tornare alle urne, il passatempo piu' in voga nel nostro paese, con il placet di Berlusconi e del suo, questa volta fidato alleato (per ovvi motivi territoriali) Bossi, che ad ogni costo non vorrebbe veder compromesso l'avviato percorso federalista.
Il Premier preferirebbe tale prospettiva. Potrebbe in breve tempo, riorganizzare la sua macchina elettorale, scegliendosi a tavolino i candidati ( i nuovi Cosentino, Verdini, Scaiola, Brancher etc, per intenderci) in base ad un vergognosa legge elettorale. Anche con una maggioranza piu' risicata, riuscerebbe ad essere rieletto, rimanendo ancora una volta il "Cesare" indiscusso di questo paese barzelletta.
La politica italiana, nella sua totalita' deve interrogarsi, con profonda umilta'. Deve chiedersi se il problema e' Berlusconi o la mancanza di una valida alternativa di idee, uomini e programmi avutasi in questi ultimi lustri.
Nel secondo caso, quello piu' ovvio, in barba ai tanti piagnisdei sul conflitto di interessi e sulla straripante ingerenza di Berlusconi nella vita pubblica italiana, bisognerebbe avere il coraggio di voltar pagina.
Creare una larga intesa politico-programmatica nel medio-lungo termine che abbia a cuore le reali esigenze del Paese, non solo quelle immediate e prettamente numerico-elettorali di vittoria contro il Cavaliere. Abbiamo visto come ando' a finire nel 2006.
Fini, col neonato movimento FLi( considerato opposizione interna al PDL) Casini, Bersani, Di Pietro e Rutelli, riusciranno in questo intento di alleare le opposizioni?
Se cio' non accadra', saremo costretti a vivere in questa fetida palude, per molto tempo ancora.



martedì 10 agosto 2010

RELAX IN TOSCANA 2

Con la mia famiglia, ho trascorso una stupenda settimana in Toscana, rimanendo molto colpito dalla bellezza dei luoghi.
Alloggiavamo sul monte Amiata, a 1450 m. a poche centinaia di metri dalla vetta. L'aria era frizzante, di sera eravamo sempre intorno ai 12-13 gradi.
Tutti i giorni abbiamo fatto gite, prevalentemente nella provincia senese. Molto rilassante e' stato ammirare dall'auto, il susseguirsi delle colline, i cipressi che delimitavano gli appezzamenti terrieri, dove le balle di grano appena mietuto si intervallavano agli olivi ed alla vite. Tantissimi gli agriturismi incrociati sul nostro tragitto, non a caso tale attivita' ha visto proprio in Toscana il suo primo sviluppo.
Tutto era tenuto in ordine, in modo perfetto, le strade in ottimo stato, la segnaletica puntuale. Le cittadine visitate sembravano riportarci indietro nel tempo, con le loro viuzze strette, ripide ma ordinate, le case di tufo scuro o dalle sfumature argilla, con tanti fiori sui davanzali dei balconi, i portoni di legno sempre lucidissimi, le tante botteghe artigiane ancora vive, pullulanti, le piazze con tanti turisti stranieri, specie francesi ed olandesi.
Abbiamo visitato Santa Fiora, Radicofani, Pienza, Castiglione D'Orcia e l'omonima valle, Arcidosso, Abbadia San Salvatore, Piancastagnaio. Suggestiva la visita al parco faunistico del monte Labbro, dove i miei figli hanno avuto modo di osservare cervi, daini ed il lupo appenninico.
In tutti questi luoghi era tangibile la simbiosi tra uomo e territorio, dove era evidente lo sforzo costante dell'individuo di rendere perfetto lo spazio a lui circostante, in una forma di crescente competitivita' emulativa tale da conferire all'intero comprensorio, elevati standard qualitativi di vita.
Alle mie latitudini ahime', la ricchezza di testimonianze storico-paesaggistiche, viene spesso svilita dalla cattiva gestione delle amministrazioni locali e dal comportamento incivile della cittadinanza.



lunedì 2 agosto 2010

RELAX IN TOSCANA

Domani partiro' con la mia famiglia per la Toscana.

Mi concedero' un po' di relax lontano dai luoghi affollati di agosto, sul monte Amiata.

Una settimana tra sagre, borghi, camminate nel verde, con l'opportunita' di far vedere ai miei

piccoli, la bellezza delle colline toscane e il fascino unico di citta' come Siena.



domenica 1 agosto 2010

CROLLO DI AFRAGOLA: LA PICCOLA IMMA E' SALVA

Qui a Napoli, quando piove a dirotto, la gente prega. Si perche' il rischio di crolli e' enorme.
Oltre ad un gran numero di edifici fatiscienti che andrebbero sgombrati, ci sono molte abitazioni costruite su cavita' naturali o create nei secoli scorsi, durante le estrazioni di tufo, materiale da sempre adoperato nelle costruzioni che abbonda nel sottosuolo. Negli ultimi anni, si sono verificati altri incidenti di questo tipo che solo per miracolo, non hanno causato vittime.
L'ultimo incidente, e' avvenuto ad Afragola, cittadina della provincia, nella notte tra venerdì e sabato.
Nel crollo hanno perso la vita tre persone. Una coppia di giovani sposi, con lei in attesa di un bambino ed un'anziana donna di 75 anni, la nonna della piccola Imma Mauriello. La bambina di soli 10 anni e' scampata alla tragedia, dopo essere stata per ben 15 ore sotto le macerie. La bimba era molto legata alla nonna e in quella notte dormiva nella sua abitazione, come spesso accadeva.
Inizieranno adesso tutte le indagini del caso, la Procura aprira' fascicoli, ci sara' il consueto scaricabarile in merito alle responsabilita'.
Napoli ha subito troppo in questi ultimi anni, non merita questa sorte.
Speriamo innanzitutto che la piccola Imma dimentichi presto questa brutta vicenda e che un giorno possa vivere in una citta' dove un temporale di poco piu' di mezz'ora non provochi tali disastri.


giovedì 29 luglio 2010

E ADESSO, CHE SUCCEDE?

Il Governo e' alla deriva. Lo scontro, divenuto rissa, tra Berlusconi e' Fini e' giunto ad un punto di non ritorno.
Il Premier ha sfiduciato i dissidenti Bocchino, Granata e Briguglio. Fini rimane al suo posto, in quanto Presidente della Camera.
Il Paese sta vivendo una pagina bruttissima in cui e' a rischio il normale svolgimento della vita democratica ed istituzionale. Gli italiani sono spettatori inermi di tale indecoroso spettacolo.
Dopo aver logorato per mesi il capo del Governo, il Presidente della Camera non ha avuto il coraggio di osare, di andare oltre. Fini, all'ultimo momento, ha cercato di tendergli la mano. Forse un gesto (un po' tardivo) di saggezza per le sorti del Paese. Piu' probabile, l'aver capito che da solo non poteva andare da nessuna parte, con solo 34 deputati e 14 senatori al seguito.
Berlusconi, dal canto suo, ha respinto di sana pianta questa forma di tregua estiva, forte dei suoi numeri, dell'appoggio della Lega e della vicinanza dei suoi fedelissimi, nonostante i guai giudiziari di molti dei suoi uomini.
Da questa vicenda ne esce male il Paese, piu' debole, piu' vulnerabile, per niente coeso alla vigilia di importanti scelte, specie nel settore economico.
La crisi non e' ancora ufficialmente aperta, ma e' palese, sotto gli occhi di tutti.
Il Governo si e' incartato. La maggioranza gia' battuta oltre 60 volte in Parlamento, d'ora in poi, dovra' fare i conti anche con questa nuova frangia dissedente.
E adesso, che succede? In queste condizioni, Berlusconi potra' ancora governare per circa tre anni?
Nella maggioranza e' sceso il gelo. Dopo la pausa estiva, l'autunno sara' molto caldo.

lunedì 26 luglio 2010

EMERGENZA RIFIUTI: NUOVA CRISI ALLE PORTE

Nonostante i toni trionfalistici adoperati dal Governo centrale per come e' stata affrontato il problema spazzatura a Napoli (una casa in cui e' stato pulito solo il salotto, tenendo chiuse e sotto la polvere le altre stanze) il ritorno all'emergenza, e' un incubo che i cittadini campani ahime', potrebbero rivivere in breve tempo.
Le discariche realizzate in piena crisi "munnezza" si stanno riempendo, esaurendo nel breve la loro capienza. La prima provincia a soffrire sara' quella di Caserta. Sta infatti per chiudere la discarica di San Tammaro che in questi giorni sta inglobando lo svuotamento di un altro mega invaso, quello di Lo Uttaro, il cosiddetto panettone.
Ogni giorno la regione produce 7.000 tonnellate di rifiuti, soltanto il 20% dei quali, in modo differenziato, troppo pochi per non saturare in modo piu' veloce i pochi invasi rimasti. Quelli di Chiaiano e Terzigno nel napoletano, garantiscono ancora una capacita' di sversamento per poco piu' di un anno. Stesso discorso per le discariche di Savignano e Sant'Arcangelo, nell'avellinese e nel beneventano.
Ma il problema maggiore per l'immediato, e' la scarsita' di fondi per le societa' addette alla raccolta e il complesso trasferimento in corso, teso alla provincializzazione del servizio che dovra' essere ultimato entro il 31 dicembre 2010.
C'e' poi il discorso della bonifica dei siti. Qui la questione e' ancora piu' complessa. 6 milioni di balle, non proprio "eco", aspettano di conoscere il loro destino.
Se per molti l'emergenza sembra un ricordo lontano, di certo possiamo sostenere che la normalita' della raccolta e' un concetto ancora molto futuribile.
L'unica certezza e' che i cittadini campani pagano la Tarsu piu' cara d'Italia. Da queste parti si dice: cornuti e mazziati.
Io aggiungerei: se il politico e' lo specchio della societa' in cui viviamo, a queste latitudini, il sacchetto d'immondizia abbandonato per strada, e' la migliore sintesi tra politica e territorio.


giovedì 22 luglio 2010

VENDOLA? PERCHE' NO

In questa asfittica stagione politica, dominata dallo scontro tra le correnti all'interno del PDL, dove ancora una volta l'opposizione se ne sta a guardare senza infierire, l'unico scossone viene dato da Nichi Vendola.
Il rieletto Governatore della Puglia ha lanciato la sfida. Prima cerchera' di conquistare la leadership del partito, poi di defenestare il Premier dal governo.
Certo, potrebbe apparire una semplice provocazione, quasi un "colpo di sole" in questa torrida estate. Eppure se andiamo a riflettere, il sogno del "nuovo Bertinotti" non e' pura follia.
Il piu' grande partito nazionale, oggi maggioranza di governo, perde pezzi e credibilita'. Molti dei suoi eletti sono inquisiti in delicatissime vicende giudiziarie. L'ala finiana non osa andare oltre una assidua ed estenuante schermaglia interna che sta facendo perdere credibilita' al Premier ma non e' sufficiente a far si che l'appena nato movimento di Generazione Italia, diventi un partito in carne e ossa.
L'opposizione ha cambiato guida gia' diverse volte. Da Veltroni a Franceschini, adesso Bersani. Il PD resta in ogni caso lontano dalla gente e dalle sue esigenze. I suoi militanti sono diventati degli intellettuali salottieri, dei funzionari burocrati che non attirano piu' le masse in modo carismatico ma si limitano a gestire l'ordinario senza proporre idee nuove.
Se al nord la protesta dei lavoratori, le esigenze della cittadinanza, il riconoscersi in un'identita' territoriale si e' trasformata nel tempo nell'identificazione quasi plebiscitaria con la Lega, al sud Vendola potrebbe diventare il portavoce del grido di aiuto e di ribellione di una popolazione stanca di vivere in una condizione di perenne ritardo e di sottosviluppo rispetto al restante paese.
Vendola potrebbe riunire nuovamente l'intera sinistra italiana, dandone una connotazione riformista, smussandone le spinte radicali, svincolandola dall'assoggettamento giustizialista dello scomodo alleato Di Pietro, compattando e dando un orientamento programmatico ai chiassosi ma, al tempo stesso eterei movimenti di piazza, come quelli di Grillo e dell'onda viola.


domenica 18 luglio 2010

IL LEADER E' SOLO E SENZA PARTITO

Dopo aver fondato il piu' grande partito nazionale in pochi mesi, adesso Berlusconi vorrebbe salvarlo in poche settimane, per giunta quelle estive, per la serie un salvataggio balneare.
Il leader e' stanco, stremato, sfibrato da lustri di difese processuali, colpito alle spalle dagli scandali che hanno travolto i suoi piu' stretti collaboratori, coloro i quali viceversa, avrebbero avuto il compito di tenere saldo e unito il partito a livello territoriale.
All'epoca della sua prima discesa in campo, FI, partito azienda, era nato gia' con una forte e spiccata propensione verticista ed individualista. Con la nascita del PDL, avvenuta dopo la fusione a freddo con gli ex alleanzini, il partito si trasforma in un grosso contenitore di potere e consenso, una mastodontica macchina accalappiatrice di uno sconsiderato prestigio e nepotismo personale che ha allontanato sempre piu' il suo leader dalla base, tenendolo all'oscuro di cio' che i suoi delfini orchestravano per pura brama individuale o per ardite logiche di campanile.
Nelle sue diverse esperienze al Governo, il Cavaliere ha sempre ricevuto ostacoli da i suoi alleati, visto che l'opposizione non ha fatto che perdere pezzi. All'inizio fu la Lega a tradire il Premier, in ultimo l'UDC del separatista Casini, volto' le spalle al suo leader.
Oggi il problema e' dentro al PDL. Il partito perde credibilita' giorno dopo giorno. Si rimpiangono quasi, i tempi dei festini e delle escort, quando si potevano discutere le debolezze dell'uomo, ma non le difficolta' politico-gestionali del capo del partito.
Nonostante cio', Berlusconi asserisce di avere dalla sua parte il voto degli italiani.
Qui si sintetizza la sua cecita', la sua atavica testardaggine. I voti ci sono, anzi ci furono. Ma oggi, quanti dei suoi fedelissimi elettori o di chi ha votato per la prima volta il PDL, si sarebbero aspettati che il partito diventasse una cloaca densa di malaffare o lo strumento naturale per il personale arricchimento, a danno e beffa dei contribuenti?
La nascita delle correnti poi, ha fatto il resto, frantumando il partito, mettendo in un' incontrollata centrifuga le sue intelligenze.
Frizioni, apparentamenti, guerre intestine di fatto stanno sfaldando il piu' grande partito nazionale. Affrettate ed inevitabili dimissioni di circostanza, imposte dall'alto, non riescono a dare nuovo smalto, a tamponare quell'emorragia di consenso instauratasi tra la gente che, col passar del tempo, si sta ormai cronicizzando.
Il fatto che Berlusconi voglia proprio ad agosto mettere ordine in un partito sempre piu' alla deriva o quanto meno tentare di sopire quel vespaio di polemiche e che sta arroventando il clima politico nazionale, e' un evidente segnale della sua solitudine, forse l'ultimo tentativo di un anziano boxer suonato, prima di gettare la spugna.

giovedì 15 luglio 2010

ARBUSTUM DISCO PARTY

E' tutto pronto per l'evento che domani si terra' nel mio agriturismo.
Sara' un party all'insegna dell'allegria e della spensieratezza, un modo per salutarsi prima delle vacanze. Spero vada tutto per il meglio e soprattutto che si registri una discreta affluenza. Il tam-tam e' iniziato da oltre un mese, con il passaparola tra i clienti, e il supporto della rete. Confido in una discreta presenza di americani della vicina base militare di Gricignano.
Ho tirato il giardino a lucido. Ogni angolo della mia villa e' pronto ad ospitare chi, in una serata di una torrida estate, vuole concedersi un po' di svago ascoltando della buona musica.
Si ballera' in giardino, sul prato, volendo anche a piedi scalzi, sotto un cielo che si preannuncia stellato, inebriati dal profumo intenso dei maestosi eucalipti e delle siepi di rosmarino e salvia.
La serata partira' dalle 21.00. Si iniziera' con dei ritmi "cool" che daranno quell'atmosfera' soft di benvenuto. Poi si passera' alla classica disco anni 70'-80', per fare un tuffo in un passato davvero indimenticabile. Si concludera' con della "tecno", per chi vuole ballare fino a alle ore piccole.
Il party sara' arricchito da un maestoso buffet rustico, innaffiato dal vino della casa.
Dopo la mezzanotte, lo chef allietera' gli ospiti con della imperdibile pasta fagioli e cotiche. A finire una freschissima tagliata di frutta.
Ancora una volta, Arbustum sara'...la tua casa in campagna!

lunedì 12 luglio 2010

SE NE DEVONO ANDARE

Si e' superato ogni limite. La cricca allarga i suoi tentacoli. Da appaltopoli, all'eolico.
Sono sempre gli stessi soggetti, ormai indifendibili che di giorno in giorno gettano discredito sulla credibilita' del Governo e sul suo operato che, in questi ultimi tempi, si sta limitando ad una strenue ed improponibile difesa dei suoi rappresentanti.
Adesso basta. Se ne devono andare.
Chi ha votato il PDL, o meglio, i rappresentanti di lista scelti nei salotti romani, di certo non immaginava di sostenere tali loschi personaggi, le loro clientele, le loro alchemiche brame di potere.
La gente e' stanca di ascoltare sempre le stesse notizie, i medesimi tentativi portati avanti da questi individui che si definiscono politici, di allargare in modo sistematico e con qualsiasi espediente anche complottista, il proprio consenso, divenuto una forma egemonica di corporativo potere dinastico.
Il Paese e' alla deriva, continuano ad esserci licenziamenti. La ripresa sempre assicurata dal Premier, e' divenuta una barzelletta che non fa per niente ridere.
Si cercano nuovi apparentamenti, si delineano pericolose rotture.
Qualcosa dovra' succedere, questo andazzo e' davvero pericoloso. Anche i piu' fedeli sostenitori di questa maggioranza, dovrebbero ricredersi, farsi un'esame di coscienza, e' capire che giunta l'ora di voltar pagina, costi quel che costi.
Militarizzate le strade di molte citta', urge adesso, far piazza pulita anche in molti ambienti della politica.

sabato 10 luglio 2010

SILENTE SOLITUDINE

Nella calura di luglio mi tiene compagnia il suono ipnotico delle cicale

Le spighe di grano si muovono appena, accarezzate da un lieve refolo di brezza

Il bianco della facciata della piccola chiesa, mi appare piu' intenso

Contemplo e rimembro, seduto all'ombra di una grande magnolia

Tutto mi sembra fermo, mentre veloce una goccia di sudore mi percorre la fronte

Il silenzio diventa assordante, magneticamente silente la mia coscienza

L'etereo entusiasmo svanisce, come il batter d'ali di una variopinta farfalla

Lo specchio verde che mi circonda, riflette soltanto solitudine

lunedì 5 luglio 2010

GOVERNO: IL CLIMA E' ROVENTE

E' arrivato il gran caldo. Estate torrida, con temperature al di sopra della media.
Assai rovente e' anche il clima che si avverte nel Governo, sempre piu' diviso e litigioso su questioni fondamentali, quali la legge sulle intercettazioni e il varo della manovra finanziaria, tutta lacrime e sangue, con ingenti tagli alle regioni.
A questo punto, con la radicalizzazione dello scontro netto ed irriducibile all'interno del PDL, ogni scenario e' ipotizzabile.
I due leader nonche' co-fondatori del primo partito nazionale, Berlusconi e Fini, si stanno adoperando in una estenuante prova di forza. Sono pronti a tutto pur di non vedere sminuite le reciproche posizioni. Ormai, siamo alla resa dei conti.
Il Paese e' ormai narcotizzato, in balia di questi sterili personalismi; le correnti opposte dello stesso partito, attraverso le diverse associazioni, fondazioni, comitati, testate giornalistiche di riferimento, stanno giocando una delicatissima ed al tempo stesso logorante partita a scacchi che per la nazione si sta trasformando in una vera e propria stasi determinista, in una forma di ipnotica paralisi decisionista.
Per una crisi aperta, ufficiale, formale, e' questione di giorni, forse di ore, con tutte le nefaste conseguenze del caso.
Di solito i governi andati in crisi in primavera trovavano un traghettatore per il periodo estivo.
Nella fattispecie bisogna trovare un "bagnino" che non facci affogare il paese in acque divenute torbide e che lo rifocilli da un'arsura ormai opprimente.



giovedì 1 luglio 2010

SOLO LA RETE E' SENZA BAVAGLIO

Notti d'estate, notti mondiali. No per noi italiani, delusi dalla spedizione sudafricana.
L'attenzione dei media resta comunque alta intorno al pallone. In questo clima pre-feriale, si dimenticano le centinaia di miliardi di euro che le borse europee stanno dilapidando. Passa silente la crisi del comparto auto, le incertezze del futuro della Fiat. Normali, per non dire da manuale, appaiono gli aumenti dei pedaggi delle autostrade, dei carburanti e delle bollette del gas, per non dimenticare quelli dell'Irpef e dell'Irap in alcune regioni, come la Campania.
L'importante e' che Berlusconi mantenga il suo ottimismo, profuso a iosa nel suo tour oltre oceano.
Intanto nel nostro Paese, si sta compiendo un vero e proprio attentato alla liberta' dell'informazione.
Il Governo insiste nel discutere il DDL in merito, entro la fine di luglio. La regia di quest'altro colpo di mano, come al solito e' stata perfetta. Quale periodo migliore se non quello dell'estate inoltrata, per far passare una legge così devastante? Per giunta con tutti i maggiori programmi di approfondimento televisivo, in pausa estiva, quindi senza nemmeno il bisogno di oscurarli.
I giornalisti scendono in piazza per dimostare il loro malcontento, per rimarcare l'evidente passo indietro che sta per compiere il nostro paese, i cui cittadini non avranno la stessa modalita' di informarsi, di sapere, di avere coscienza di cio' che li circonda, a meno che non si scelga di seguire il Tg1 o il Tg5, mediatici notiziari di regime.
Anche in questa circostanza, la stessa maggioranza appare divisa.
Il periodo che stiamo vivendo non e' per niente esaltante. Purtroppo vedo in giro rassegnazione, assuefazione, abitudine a convivere in questo clima opacizzato, in cui tutti sembrano narcotizzati, castrati nel fulvore delle loro iniziative, soggetti divenuti passivi, remissivi, acquiescenti, pervasi ed indottrinati artificialmente dal "verbo" telemediatico che, essendo pressoche' univoco, ha permeato in modo invasivo le menti e le coscienze dei riceventi il messaggio.
Per fortuna, senza bavaglio e' rimasta la rete, libera da filtri ed occulte regie. Almeno per ora.

martedì 29 giugno 2010

NOMINA DI BRANCHER: AUTOGOL DI BERLUSCONI

Il nostro Premier Silvio Berlusconi, gira per il mondo per i suoi impegni internazionali.
Prima in Canada, per il doppio appuntamento G-8, G-20, che ancora una volta, l'ennesima, ha sancito l'impossibilita' dei grandi di convergere su piattaforme condivise.
Il Presidente del Consiglio poi, e' volato in Brasile (da buon venditore, ha affermato che dopo l'eleminazione dell'Italia, tifa per la squadra verde-oro - poteva fare altrimenti?) dove ha accusato senza mezzi termini, l'influenza dei media del nostro paese e la loro azione negativa e distorta, tesa a produrre un' alterata informazione per i cittadini. Addirittura ha esortato gli stessi a scioperare nei confronti della stampa, non acquistando i quotidiani.
Ha aggiunto di non poter amministrare liberamente il Paese per la presenza di un Parlamento macchinoso, di un Presidente della Repubblica limitante l'azione del Governo e di un'azione giudiziaria affidata a magistrati schierati politicamente.
Peccato che dinanzi alla stampa internazionale, si sia dimenticato di spiegare in base a quale principio di liberta' o per quale alta e nobile azione democratica, abbia preso la decisione di nominare un nuovo Ministro (il problema e' che non si e' capito il dicastero affidatogli), nella persona di Aldo Brancher, un individuo su cui pendono diversi casi di imputazione per i quali sperava di ricorrere immediatanmente al leggittimo impedimento.
Berlusconi ha commessso un pacchiano autogol. Mai come in questa occasione, anche la maggioranza si e' fortemente opposta alle scelte del suo leader, nella fattispecie davvero imbarazzanti.
Lo sostengo da un po' di tempo: la parabola del Premier e' al capolinea.

giovedì 24 giugno 2010

LA RESA DEI CAMPIONI

Quando ho visto il terzo goal della Slovacchia, nato su di una rimessa laterale, mi sono reso conto che si era toccato il fondo. Questa gravissima distrazione non accade neanche sui campi di terza categoria, nemmeno nelle scuole calcio, dove i piccoli di 6-7 anni tirano i loro primi calci al pallone.
Quell'errore sintetizza la pochezza della squadra azzurra, una squadra spremuta nel fisico e confusa nelle idee, confusione accentuata da un tecnico (sempre molto presuntuoso) che in ogni partita ha cambiato il modulo di gioco ed i suoi interpreti, un tecnico che ha lasciato a casa alcuni grossi talenti ma che soprattutto non ha saputo usare al meglio (io ho visto un ottimo Quagliarella) quelli convocati per questa avventura sudafricana, presto trasformatasi in incubo.
Lippi nella conferenza stampa del dopo partita, si e' assunto tutte le responsabilita' di questa figuraccia. Era il minimo che potesse fare, visto il calo progressivo che la nazionale ha avuto negli ultimi due anni, culminato nell'assenza di vittorie nell'anno in corso.
Il tecnico aveva puntato tutto sui suoi senatori, i quali pero' arrivavano a questo mondiale, logori nel fisico e senza piu' le motivazioni avute nella passata edizione, quando in un modo o nell'altro si doveva dare una risposta sul campo allo scandalo di calciopoli.
L'ultimo errore l'ha commesso la Federezione, presentando a pochi giorni dalla partenza per il ritiro (era proprio il caso di andare a Sestriere per allenarsi sul sintetico?), il successore di Lippi, l'ex tecnico della Fiorentina, Prandelli.
In modo formale e sostanziale, si sanciva ancor prima di partire per il Sudafrica, la resa dei campioni.

lunedì 21 giugno 2010

SEPE INDAGATO: A MARONNA C'ACCUMPAGNA

L'inchiesta sulla cricca si allarga, coinvolgendo anche le mura Vaticane: ad essere indagato e' il Cardinale Crescenzo Sepe, arcivescovo di Napoli.
La questione come al solito e' molto ingarbugliata, difficile da leggere. Sono coinvolti tutti i nomi ultimamente usciti nelle cronache giudiziarie, inerenti i possibili illeciti verificatisi negli appalti dei grandi eventi.
Balducci, Anemone, Bertolaso, Lunardi. Adesso esce fuori il nome di Sepe. E' stato lo stesso Bertolaso a tirarlo in ballo.
Il prelato era a capo di una potentissima congregazione, la Propaganda Fide, con un patrimonio stimato di oltre 9 miliardi di euro, composto prevalentemente da immobili e donazioni vitalizie.
Strano che nel 2006, Benedetto XVI, allontani il Cardinale a scadenza del suo primo mandato, un'eccezione rispetto i suoi predecessori.
Il Cardinale che sembra sereno e convinto di fare chiarezza in tempi brevi, scrive una lettera ai napoletani, esortandoli ad avere fiducia, dicendo loro che anche questi sono gli sforzi ed i sacrifici da sostenere nel portare la croce.
Lui deporra' a breve dinanzi ai giudici. E' il caso di dire che un confessore si confessa. Chissa' quali "terremoti" provochera' la cardinalizia deposizione.
Speriamo che i vertici della curia napoletana non siano coinvolti in illeciti penali. Napoli gia' soffre abbastanza di suo.
In questa delicatissima vicenda al popolo di questa citta' non resta che aggrapparsi alla fede. Prendendo in prestito un'affermazione spesso adoperata dello stesso Sepe, auguriamoci che "a Maronna c'accumpagna".