lunedì 1 settembre 2008

COMUNISMO CAPITALISTA

Le Olimpiadi appena concluse, hanno sancito il successo organizzativo dei cinesi e contribuito a generare nuove interpretazioni in merito al regime di Pechino.
Lo slogan finale e' stato: " il mondo conosce di piu' la Cina, la Cina conosce di piu' il mondo ".
La macchina operativa cinese, la "militare"parata olimpica, lo schiacciante successo sportivo, la maestosita' dell'evento, per i nostalgici del comunismo puro hanno rappresentato una riqualificazione ed una riproposizione in chiave puramente politica, del dirigismo statalista di stampo marxista, generando finanche elementi di reinterpretazione storica del periodo di protesta rivoluzionaria sessantottina di tipo Maoista.
Improvvisamente ci si e' dimenticati che la profonda, rapida e sconvolgente trasformazione economica verificatasi in Cina e' avvenuta per l'apertura ad un liberismo di mercaro tipico dei paesi occidentali, accelerato per assurdo proprio da tali paesi, che dapprima sono diventati volano di sviluppo incontrollato poi, succesivamente, essi stessi vittime predestinate di tale incontrollata propagazione economica.
Se il comunismo, come pura accezione politico-sociale, fosse la panacea per risollevare le sorti di ogni paese, Cuba sarebbe da tempo una sorta di MonteCarlo dei Caraibi ma in tali latitudini, l'occidente e' visto anche per l'economia, un atavico nemico con il quale non vale la pena dialogare.
Purtroppo in Cina, ad un controllato liberismo in economia, si contrappone un esteso, radicale, capillare dirigismo interventista da parte del Governo centrale, per quanto attiene la liberta' soggettiva dei singoli cittadini e la loro possibilita' di autonomo pensiero.
Anche in Russia le cose non stanno molto diversamente.
Dopo la caduta del muro di Berlino e la fine dell'Unione Sovietica, Mosca continua, nonostante tutto, a detenere un forte controllo ideologico sulla popolazione la quale, in virtu' di una mai prima d'ora accarezzata agiatezza economica, continua ad abbracciare un unico credo politico.
Il Cremlino, e' consapevole di detenere un forte potere nella gestione delle risorse energetiche per l'intero continente europeo. Alla stessa maniera, continua a svolgere una forte pressione verso i paesi dell'ex U.R.S.S. in un'ottica anti-americana, con conseguenze ti forte incertezza negli equilibri internazionali.
La Cina, con la sua straripante ed inarrestabile espansione nel mercato globale, con tutte le conseguenti ripercussioni internazionali; la Russia, con la gestione politica delle risorse energetiche e il suo ruolo strategico nello scacchiere medio-orientale, rappresentano in chiave moderna, una nuova accezione sociologica del comunismo, non piu' espressione di dirigismo statalista interno, ma strumento strategico di contaminazione e profusione geo-capitalista.

13 commenti:

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