sabato 19 novembre 2011

SAVIANO: NON POTEVA MANCARE

Roberto Saviano intervenuto a New York, allo Zuccotti Park, nell'ambito della protesta pacifica portata avanti dal movimento "Occupy Wall street", contro il sistema finanziario inquinato dalle lobbies bancarie, considerate una sorta di nuova "gomorra".
Voleva esserci a suo dire, per prendere coscienza del cambiamento del corso della storia e per testimoniare come lo stesso sistema bancario, sia ormai invaso dai patrimoni mafiosi, frutto del riciclaggio di attivita' illecite.
Ancora una volta lo scrittore italiano sceglie un palcoscenico fortemente in vista per dire la sua.
Ancora volta Saviano e' nel luogo preciso, dove e' focalizzata l'attenzione dei media globali.
C'era davvero bisogno di una lezione di Saviano, per venire a conoscenza che oggi, una grande quantita' di capitali nel mondo, e' nelle mani delle mafie?
Lo scrittore giustifica il suo intervento, affermando che ha risposto ad un esplicito invito.
Non penso che se l'invito fosse venuto da una piccola parrocchia di paese, avrebbe aderito con la stessa solerzia.
Come ho sempre sostenuto, e' iniquo e sproporzionato il rapporto, tra il coraggio narrativo avuto dallo scrittore ed il valore supereroico quasi mitologico, attribuitogli, tenendo sempre presente che la sua piu' importante opera, Gomorra, non nasce attraverso sue personali testimonianze oculari ma grazie alla riproposizione di letture testuali. Cio' sminuisce e mortifica tutti coloro i quali svolgono la sua stessa attivita' o chi rischia tutti i giorni, lavorando in contesti territoriali difficili, nel silenzio, lontano dalla luce dei riflettori.

mercoledì 16 novembre 2011

LA POLITICA SI FACCIA DA PARTE

Il Prof. Mario Monti presenta la sua compagine di Governo. Molti nomi sono poco conosciuti, ma altissimo e' il loro profilo professionale. D'altronde l'Italia, data la sua preoccupante situazione economica, la sua ridicola credebilita', richiede una rassicurante guida tecnica. E' giunto il momento di affidarsi a persone competenti, esperte nel loro campo.
Molti iniziano a sostenere che il nuovo esecutivo manca di profilo politico. Ma la politica nel suo insieme, oggi in Italia, a cosa serve piu'? La gente da tempo si e' disaffezionata alle ruberie dei partiti, alla loro prepotenza clientelare, all' utilizzo del nepotismo come sistema, alle sterili risse mediatiche, ma soprattutto e' profondamente nauseata dalla pochezza culturale, etica e meritocratica dei suoi esponenti.
Non a caso, e' diventato molto elevato il numero dei cittadini allontanatisi dal dibattito politico, gli stessi che non indugiano a disertare le urne, non riconoscendosi piu' in questo sistema.
L'Italia e' di fatto commissariata. Alla protesta ed all'indignazione deve ora seguire l'azione. Per far cio' e' doveroso affidarsi a professionalita' di spicco che conoscano la materia di propria competenza, con l'auspicio che la politica ma anche le litigiose parti sociali, si facciano da parte.
Se poi, gia' si rimpiangono i vari Brambilla, Carfagna, Gelmini, Scajola, Calderoli solo per citare alcuni Ministri dell'ultimo esecutivo, senza dimenticare i Mastella, Rutelli, Pecoraro Scanio, di prodiana memoria, vuol dire che ci si merita di stare ancora per lungo tempo, con le chiappe nell'acqua.

lunedì 14 novembre 2011

C'E' POCO DA RIDERE

Berlusconi e' andato a casa. Per molti e' iniziata una nuova era. In tanti affermano che l'Italia ha svoltato pagina. Sarà? Vedremo. Nessuno, Monti compreso, ha la bacchetta magica per trasformare in magnifico cigno un brutto anatroccolo.
Avrei preferito che Berlusconi uscisse dalla scena politica attraverso il voto popolare. In modo democratico, la sua sconfitta sarebbe stata anche piu' netta ed inconfutabile. Troppi i suoi fallimenti, le sue promesse disattese, i ricatti a cui era sottoposto, la siderale distanza dai bisogni degli italiani, l'enorme delusione tra i suoi stessi elettori, che non si riconoscevano piu' nel loro leader.
Ma la storia e' andata diversamente. La crisi economica avanzava con un passo vertiginoso. Troppo debole ed esposto il nostro Paese per poter rischiare di impantanarsi in una campagna elettorale sterile e rissosa.
Occorreva una svolta. Il Premier non aveva piu' i numeri e si e' dimesso, senza osare di anteporre nomi alternativi a quello che quasi all'unanimita', tutte le forze politiche, consideravano di fatto, come suo sostituto istituzionale: Mario Monti.
In molti esultano, brindano nelle piazze. Ma in realta', c'e' veramente poco da ridere. Il Paese e' piegato da una enorme crisi economica, la cui origine viene da lontano e coinvolge tutto l'occidente. Al tempo stesso, la politica e' stata sconfitta, relegata ad un ruolo secondario per sue incapacita' decisionali e sottoposta ai dictat di funzionari contabili. L'Italia e' di fatto commissariata.
Il cinismo e la spietatezza dei mercati sono riusciti dove ha fallito la sinistra.
I commissari europei hanno liquidato un governo azienda. L'azionista di maggioranza, ha abbandonato il consiglio di amministrazione. Lo ha fatto per il bene dell'Italia o per non vedere bruciare anche la sua di azienda?
Il bunga - bunga restera' un ricordo sgradevole del mal costume italiano, ma il futuro resta incerto. C'e' poco da ridere!

venerdì 11 novembre 2011

SCHERZANO COL FUOCO

Ci provano ancora, sfacciatamente, senza remore e timori. Berlusconi ed i suoi compari, iniziano a prefigurare un' uscita di scena pirotecnica, senza esclusione di colpi.
L'ipotesi Monti non piace, non viene accettata dai colonnelli del Premier. La Lega si e' smarcata da subito. Troppo ghiotta per Bossi ed i suoi, l'occasione di ricompattare un elettorato in fibrillazione a causa dei continui scontri intestini, per diventare di fatto, opposizione politico-territoriale.
Il PDL non puo' lasciare il nord ai soli padani e non puo' rischiare di scollarsi gradualmente dal suo elettorato moderato, richiamato dalle sirene centriste.
Che fare allora? Berlusconi con ogni probabilita', incassata la tanto attesa e quanto mai necessaria fiducia alla Camera, si presentera' dimissionario dal Presidente della Repubblica, recitera' la farsa del Premier vittima sacrificale per il bene della Nazione, ma poi, in modo deciso, imporra' al Capo dello Stato, una figura alternativa a Monti.
La partita diventera' delicatissima. La drammatica situazione economica imporrebbe decisioni rapide ma Napolitano, istituzionalmente, dovra' ascoltare cio' che gli verra' indicato e decidere di conseguenza.
Ancora una volta, una precisa componente politica, antepone i propri interessi di casta a quelli del Paese. L'incendio e' gia' divampato in tutta la sua violenza. Se lunedi' non ci sara' un nuovo Presidente del Consiglio, ci sara' l'inferno. Nonostante cio', c'e' chi col fuoco prova a scherzarci, sapendo che a farsi male, saranno altri.



mercoledì 9 novembre 2011

L'INCENDIO E' APPENA INIZIATO

Le dimissioni a tempo del Presidente Berlusconi, non piacciono ai mercati, diffondono ulteriore incertezza, indeboliscono ancora di piu' il Paese, creano ulteriori divisioni politiche interne.
L'incendio e' appena iniziato, a poco servono le rassicuranti e decise parole del Presidente della Repubblica ed i comunicati da Lui promulgati, rivolti a garantire che la situazione si risolvera' in breve tempo. Penso che Napolitano, in buona fede, stia mentendo per salvare il salvabile.
Berlusconi ha tentato per l'ennesima volta, credo l'ultima, di tenere ancora nelle sue mani, il timing della politica. Le sue dimissioni infatti, saranno formalmente espletate, dopo il voto in Parlamento sull'emendamento alla legge di stabilita', presentata all'Unione Europea. Il suo scopo e' triplice: autocelebrarsi come martire istituzionale, per il bene della Nazione; rinsaldare una destra per la prima volta divisa, non piu' tenuta insieme dal suo collante; prendere altro tempo prezioso per ritigliarsi un nuovo ruolo nella futura battaglia politica. Ai mercati pero', questa linea non e' piaciuta. Altri miliardi sono stati bruciati nell'arco di poche ore, proprio nel giorno in cui i commissari europei ci hanno fatto visita.
Bisogna agire e farlo in fretta. Il Paese e' stretto in una morsa. L'Italia non solo non ha piu' un Governo, ma non riesce neanche a trovare linee guida alternative. La politica nel suo insieme, ancora una volta, antepone gli interessi di apparato a quelli della cittadinanza. Le divisioni diventano ancora piu' nette ed inconciliabili.
Alcune forze politiche ( PD e Terzo Polo ) propongono un governo tecnico di transizione, di salvezza nazionale, affidato ad un leader super-partes, Monti (oggi nominato Senatore a vita) ad esempio, che decida su questioni fondamentali, ridando una sorta di formale compatezza politica al Paese. Altre forze politiche, l'intera maggioranza ma anche di opposizione ( IDV e SEL ) vogliono elezioni immediate per dare voce ai cittadini. La politica non ha risposte. Al Capo dello Stato l'onere della scelta. L'Italia, nel mezzo di questa tempesta economico-finanziaria, puo' permettersi un'altra campagna elettorale? La costituzione di un governo di tregua, riporterebbe la stabilita' in tempi brevi?
La Nazione sta bruciando. Ritardare queste scelte, equivale a soffiare sul fuoco.

lunedì 7 novembre 2011

L'OGGI E' FINITO

Il Governo perde altri pezzi. Berlusconi rischia di non avere la maggioranza alla prossima conta in Parlamento. Anche i suoi piu' fidati uomini di partito, non credono piu' nell'ennesimo miracolo o per meglio dire, nell'ennesimo acquisto di voti. Lo stesso entourage della Lega e' pronto ad accettare la fine formale di questa legislatura. I mercati internazionali attendono il fatidico passo indietro. La diplomazia internazionale, gli ha voltato formalmente le spalle.
Il Premier e' in un vicolo cieco. La sua irrazionale ossessione di rimanere al comando a prescindere, sta travolgendo il suo partito, frantumando la maggioranza, indebolendo la Nazione.
Come un malato giocatore di poker non riesce a staccarsi dal tavolo da gioco. Alla pari di un boxer sanguinante chiuso in un angolo del ring, non getta via la spugna, animato dalla sola ed irrazionale forza dei nervi.
Il suo ultimo sfizio, e' guardare negli occhi coloro i quali definisce traditori, al fianco di chi ha gia' tradito l'elettorato di altri partiti. Come l'epilogo triste e violento di tante dittature, la sua fine dovra' essere un evento complesso, sofferto, estenuante, epocale.
Ormai ci siamo, il tempo e' arrivato. Il domani resta incerto, ma l'oggi e' finito.


sabato 5 novembre 2011

SPERANDO CHE NON PIOVA

Tragedia annunciata, evento eccezionale, disastro evitabile, queste sono solitamente le parole spesso in antitesi, adoperate quando si verifica una sciagura come quella che ha colpito Genova, a breve distanza dal dramma vissuto nelle Cinque Terre.
Per giorni verranno irradiate immagini di morte e distruzione, propagati soliti discorsi di circostanza, diffusi annunci di intenti tesi a trovare improbabili colpevoli, aperti convenzionali fascicoli d'inchiesta presso la Magistratura. Un film gia' visto.
Inizia poi, il frenetico scarica barile tra chi debba assumersi le responsabilita'. Amministratori locali, Protezione Civile, gestori delle previsioni meteo, ognuno di questi soggetti cerchera' di sottrarsi alle sfere di propria competenza.
Infine, va in scena la solita rissa politico-mediatica. Il Governo di turno viene attaccato, come se quello precedente fosse stato immacolato. Ogni amministratore locale, accusa il suo predecessore di qualche inadempienza.
Il crollo morfologico di un territorio, mai come in questo periodo storico, simboleggia lo sfaldamento e l'erosione di un sistema democratico malato. In tale sistema, l'amministratore locale (di qualsiasi appartenenza politica) di un piccolo centro di montagna, ma anche di una grande citta', per lustri ha cercato consenso con il clamore di gesti appariscenti. Mostre, sagre, rappresentazioni teatrali, concerti, sflilate di moda, concorsi di miss, fuochi d'artificio, qualche giostrina per i bambini o delle panchine per gli anziani, ma anche grosse opere molto spesso non portate a termine, sono stati da sempre i migliori spot per dare risonanza e visibilita' al suo operato.
E' difficile che lo stesso amministratore, abbia speso gli stessi soldi per manutenere le fognature, il manto stradale, gli alvei dei canali, il letto dei fiumi, le pendici di monti o colline. Il suo impegno, non sarebbe stato visibile.
Nelle dittature, la cittadinanza e' consapevole che, chi detiene il potere lo usera' a suo vantaggio. In democrazia, il popolo continua ad illudersi che lo stesso potere, venga distribuito a vantaggio della collettivita'. Sperando che non piova.




mercoledì 2 novembre 2011

2 NOVEMBRE: COMMEMORAZIONE DEL GOVERNO

Il Presidente Napolitano ha iniziato le consultazioni al Colle. Non c'e' ancora una vera e propria crisi di Governo, ma la delicata situazione economica, imponeva un rapido e deciso intervento della piu' alta carica dello Stato.
Da tempo il nostro esecutivo non e' piu' credibile. Troppo nebulosa la sua politica economica, evanescenti e poco decifrabili i rimedi tracciati in contrasto alla crisi, indecorosa la condotta etica del Premier e di molti rappresentanti di Governo, numerosi i guai giudiziari a cui e' stata sommersa questa maggioranza nel corso di questi ultimi anni.
Nelle prossime ore, vari scenari sono ipotizzabili. Si potrebbe determinare l'ennesimo, questa volta ultimo, braccio di ferro tra maggioranza ed opposizione, contro qualsiasi proposta di elezioni anticipate. Da un lato si spingerebbe per il tanto atteso passo indietro di Berlusconi. Ma si intuisce che tale ipotesi e' quanto mai improbabile. Il Premier, con il sostegno di Bossi, mai compierebbe tale azione. Si spera allora in una crisi pianificata. In pratica si inizia a valutare l'ipotesi di un incidente pilotato, realizzato in Parlamento con l'appoggio di quella misteriosa fronda interna, di cui si nega l'esistenza, ma la cui consistenza inizia ad essere sempre piu' vasta.
Un tempo si sarebbe parlato di inciucio. Oggi data la catastrofica situazione economica, la testardaggine del Premier a non gettare la spugna, nonostante la sua incapacita' di dare proposte serie e soprattutto rapide, questo tentativo di calcolata epurazione, sembra l'unico modo per uscire da questa ipnotica empasse.
Il dato inconfutabile che si evince in questo clima infuocato, denso di incertezza, e' che questo Governo e' morto. Oggi, 2 novembre, se ne celebra la sua commemorazione.



martedì 1 novembre 2011

IL "TITANIC" PRENDE FUOCO

Sempre peggio. Le Borse europee affondano, persi solo oggi oltre 200 miliardi. Milano come spesso accade, e' maglia nera. A picco i tittoli bancari. La drammatica situazione greca sta destabilizzando l'intera eurozona.
Anche l'Italia appare poco credibile. I nostri impegni verso l'UE infatti, sembrano piu' dichiarazioni di intenti che soluzioni programmatiche definitive.
Ma a prescindere dai provvedimenti presi, come potrebbe essere credibile, un paese il cui Premier, tra un'orgia e l'altra si fa dettare l'agenda istituzionale da un mediocre faccendiere, ha come Ministri chi alza il dito medio per interloquire con la stampa, chi e' stato inquisito per mafia, senza dimenticare il nutrito numero di parlamentari che ha problemi con la legge?
Il Presidente Napolitano continua a lanciare appelli all'unita' istituzionale. I suoi moniti ormai, sembrano sempre piu' sterili grida di istituzionale disperazione.
Servirebbe una condivisa coesione di intenti. Penso invece che l'acuirsi della crisi, portera' ad un'accentuazione delle divisioni, alla radicalizzazione dello scontro politico, all'incendio sociale.
Il "Titanic" questa volta, piu' che affondare, sta prendendo fuoco.

1 NOVEMBRE. ANCHE ARBUSTUM RIPOSA

Nelle giornate di festa, io sono al lavoro avendo un agriturismo. Oggi pero', ho deciso di restare chiuso e godermi la mia famiglia. Oggi a Napoli (citta' dove vivo) c'e' un bel sole. Penso andremo a fare una paseggiata al centro, godendoci la nuova isola pedonale.
Ho ricevuto diverse telefonate sul cellulare di clienti che volevano venire da a me a trascorrere il 1° novembre. Peccato. E' un po' fantozziana la situazione, nel senso che negli anni che rimanevo aperto, lavoravo pochissimo. Quest'anno, complice il bel tempo, davvero tante sono state le chiamate.
Io cerco di guardare il bicchiere sempre mezzo pieno, nel senso che non mi soffermo tanto sui clienti persi oggi, ma penso a quanto gli stessi mi pensino al momento del conto pagato altrove, magari non avendo trovato neanche l'esteso e curato spazio verde per far giocare i loro bambini. Diciamo che, conoscendo la bonta' del prodotto da me offerto, non mi soffermo tanto sullo sprecato incasso odierno, ma considero la chiusura una forma di pubblicita' alternativa.
Da me, per soli 25 euro ( i bambini pagano 10 o 15), il cliente dapprima consuma gratuitamente quanti aperitivi vuole in giardino (per i bambini anche d'inverno c'e' una gustosa granita) poi, si siede a tavola e si gusta il ricco menu della casa.
Vi giro un pranzo tipico offerto ad Arbustum, preparato dalle abili e sapienti mani del mio chef Renato dove io ci metto un po' della mia fantasia
- Antipasto: bruschette, crocche' di patate, zeppoline con fiori di zucca, provolette impanate, trancetti di pizza ripiena, frittatine alle verdure, bocconi di mozzarella, pancetta e salame, zuppa di fagioli con salsiccia, verdure grigliate.
- 2 Primi piatti ( domenica abbiamo servito degli scialatielli con spezzatino di bufala, mela annurca, noci e liquore di nocino e degli gnocchetti con funfghi, spek, rucola e pomodorino)
- Grigliata di maiale
- 2 contorni
- frutta
- dolce
- liquore
- caffe'
Il vino e le altre bevande, sono comprese nel prezzo e servite senza limite!
Che dite, i miei clienti, mi penseranno?

Buon 1° novembre!




domenica 30 ottobre 2011

I LIMITI DELLA SINISTRA

Mai come adesso, nello scenario politico nazionale, si registrano due dati inconfutabili: la perdita di consenso del PDL e il crollo di gradimento del Premier Berlusconi.
Nonostante cio', la sinistra ed in particolar il PD ( troppi leaders al suo interno), non riesce ad emozionare il suo elettorato potenziale.
Restano molteplici le correnti, le divisioni, gli orientamenti, i limiti, rispetto alle maggiori problematiche che affliggono il Paese.
A Berlusconi ed al berlusconismo, la sinistra ha risposto univocamnete con un anti-berlusconismo sterile ed asfittico, fine a se stesso, unico collante di una formazione fin troppo variegata. La sinistra ha smarrito i suoi riferimenti, si e' gradualmente allontanata dalla classe operaia, non ha piu' dato risposte concrete a chi, nel mondo del lavoro non si e' nemmeno avvicinato o chi vive ormai una situazione di precariato cronicizzato.
Un altro errore della sinistra degli ultimi anni, da defirisi quasi come una condotta ossessiva, e' stato quello di volersi a tutti i costi amicare il cosiddetto elettorato moderato ( oggi troppi soggetti politici si definiscono tali ), con il conseguente e definitivo risultato di perdere la capacita' di intercettare, le esigenze piu' radicali, di chi e' rimasto ai margini della societa'. Questa graduale e complessa metamorfosi, ha eroso la sinistra nel suo insieme. Gli scontenti e i delusi, sono confluiti in altri partiti o movimenti politici, come la Lega al nord ed i Grillini. Nel contempo, si sono generati semplici raggruppamenti apolitici, come l'Onda Viola e gli Indignados. Frange minoritarie, hanno accresciuto quei raggruppamenti anarchici che fanno della lotta e dello scontro armato la ragione della propria azione.
Se Berlusconi e' stato il padrone indiscusso della destra italiana, la sinistra ha una costellazione di piccoli padroncini, desiderosi di protagonismo e visibilita' che pur di creare un contagioso rumore intorno alla propria persona, attaccano maggiormente i propri colleghi di partito che gli antagonisti politici.
Il Premier e' al tramonto. Un'epoca politica volge al termine. Chissa' chi, tra destra o sinistra, si sentira' piu' orfano.





giovedì 27 ottobre 2011

IL "SIGNORE" NON FA PIU' MIRACOLI

La situazione economica lo imponeva. Era inevitabile rinunciarvi, anche soltanto immaginarlo.

Il Governo, in risposta alla mozione proposta dall'IDV, abbandona l'idea del Ponte sullo Stretto.

La cruda realta' vissuta dal Paese, mette fine ai film di fantascienza irradiati dal "televenditore".

Un paese che si sgretola sotto gli acquazzoni, ha bisogno di ben altri interventi infrastrutturali.

Senza soldi, non si cantano messe e i soldi sono proprio finiti. Da un bel po'.

Puntare sulle infrastrutture per risollevare le sorti del Paese, era da tempo, uno spot elettorale fuori da ogni logica. C'e bisogno d'altro.

Gli italiani iniziano ad essere assai arrabbiati, pretendono risposte diverse ai loro bisogni, alle loro paure.

Il Ponte sullo Stretto, miraggio di grandezza, restera' probabilmente, solo un plastico per gli studi di Vespa.

L'epoca delle deliranti promesse e' finita. La propagazione dell'edonismo non puo' piu' funzionare.

Si e' compreso finalmente, che l'ottimismo da solo, non basta.

In tempi di carestia, anche il "Signore" non riesce piu' a camminare sulle acque...

mercoledì 26 ottobre 2011

IL "SEGRETARIO" FINI SCATENA UNA LEGA ALLO SBANDO

La Lega si innervosisce per le dichiarazioni del Presidente della Camera Fini a Ballaro', in merito al prepensionamento della moglie del leader padano, Bossi.
Certo, il comportamento di Fini non e' dei piu' cristallini, nel senso che, dall'alto della sua carica istituzionale, dovrebbe tenere un atteggiamento piu' neutrale in merito a questioni piu' propriamente politiche. Spesso i suoi interventi sono piu' vicini a quelli di un segretario di partito. Penso che anche il Presidente della Repubblica Napolitano, vorrebbe dire tante cose sull'attuale vergognoso momento politico che, tuttavia, il suo ruolo e credo, anche la sua saggezza, glielo impediscano.
Sta di fatto, che il Presidente della Camera, evidenzia i limiti del progetto leghista, una formazione politica divenuta litigiosa, divisa in correnti e che ha visto svanire la sua velleita' separatista e forcaiola, diventando a sua volta, un partito sempre piu' calato nei tatticismi del centralismo romano ( basti pensare al voto contro l'arresto di Milanese), un atteggiamento intuito e fortemente criticato dal suo stesso elettorato.
Spesso Bossi, quando non lo ha fatto materialmente come nel 94, ha minacciato di staccare la spina al Governo, ottenendo sempre qualche "contentino" dal suo storico amico di Arcore. Queste richieste ultimamente sono diventate piu' frequenti, anche perche' ormai la figura del Premier, e' sempre piu' ricattabile.
Anche questa volta Bossi e' molto tentato di affossare la maggioranza, andando al voto per altro, con l'attuale sistema elettorale, evitando la proposta di modifica costituzionale passata con la raccolta di firme referendaria. Tuttavia, Bossi e' consapevole che in questo momento, il suo gesto potrebbe trasformarsi in un suicidio, poiche' da tempo, la sua fine politica e' indissolubilmente legata, a quella del Premier.
Sono maturi i tempi in cui Fini tornera' a pieno titolo, a svolgere il ruolo di capo partito.

lunedì 24 ottobre 2011

L'EUROPA RIDE DI NOI

Davvero mortificante per noi italiani, il siparietto avutosi ieri a Bruxelles, tra il Presidente francese, Nicolas Sarkozy e la Cancelliera tedesca, Angela Merkel. Ai cronisti che chiedevano se le rassicurazioni avute dal premier Berlusconi, potessero considerarsi davvero concrete e attuabili, i due leaders europei hanno risposto con un incrocio di sguardi davvero eloquente e con un sorriso beffardo, che la dice tutto su quanto sia ormai ridicolo il nostro peso diplomatico, a livello internazionale.
Povera Italia! Che fine che abbiamo fatto. Gli italiani non meritano tutto cio'. Siamo diventati una barzelletta per colpa di un leader che avuto si la leggittimazione democratica del voto per governare, ma che ha arenato il paese sotto il peso dei suoi guai giudiziari, attorniandosi di una cricca di incapaci che, in virtu' di un astratto senso di responsabilita', ha avuto l'intento esclusivo di raggiungere i propri interessi, foraggiando le proprie clientele, spesso provenienti da quella vasta ed imprecisata area grigia. (es. 1, 2, 3, 4, 5 )
Adesso assisteremo ad altre battaglie, sia nel Parlamento che nella stessa maggioranza, in ordine alle proposte avanzate, in particolar modo rispetto alla proposta di innalzamento dell'eta' pensionabile ed all'ennesimo condono fiscale ( ne sono previsti addirittura 12). Non riuscendo a sviluppare una seria ed autonoma politica economica, siamo costretti a rispettare i diktat imposti dell'UE. Siamo ormai un paese commissariato. L'Europa ci impone decisioni dolorose ma soprattutto rapide. Gli speculatori stanno alla finestra, non si puo' perdere altro tempo. Chissa' se anche questa volta, il nostro Presidente del Consiglio riuscira' a mettere tutti d'accordo elargendo altre poltrone. La Lega non ci sta e minaccia, per l'ennesima volta, elezioni anticipate.
Mentre il caos e l'incertezza regnano sovrani, affondando ancor di piu' il Paese, l'Europa ride di noi.

giovedì 20 ottobre 2011

GHEDDAFI: MORTE DI UN NEMICO-AMICO DELL'OCCIDENTE

Gheddafi e' morto, per esattezza e' stato ammazzato con un colpo alla testa. Troppo scomodo evidentemente, mantenerlo in vita. Tutti adesso grideranno vittoria, dopo che per troppo tempo hanno allungato la mano (qualcuno la ha persino baciata) al dittatore, considerando assai allettante la sua amicizia, la sua smisurata influenza.
Ma il vero vincitore e' stato il popolo libico che ha osato sfidare il Rais. Difatti, con il nascere della primavera araba, lo scenario e' mutato. Verso il tiranno che ha risposto ai movimenti di piazza con i missili dell'aviazione, e' iniziata una guerra portata avanti dalle grandi potenze occidentali, (Francia, Inghilterra, Stati Uniti e 4 caccia dell'aviazione italiana...) che, con lo gia' sperimentato pretesto di esportare la democrazia, d'improvviso hanno visto l'opportunita' di poter controllare una strategica area geografica.
Vanno fatte alcune considerazioni. E' strano che per questa guerra nessun movimento pacifista, sia sceso in piazza, eccezion fatta per il solo Gino Strada di Emergency. Non accadde così con la guerra in Iraq. Perchè? Il gas libico forse, e' meno allettante del petrolio arabo? I migranti ammazzati nel deserto, sono diversi dai curdi sterminati con il gas? Se ci si basa sul fatto che in Libia un'intero popolo si sia ribellato al suo dittatore, perche' allora non viene portato un attacco di liberazione, anche alla Siria? L'invasore americano si e' trasformato in salvatore della democrazia, solo perche' Obama e' piu' simpatico dei Bush? O forse perche' a Saddam nessuno bacio' la mano?
La storia si evolve, con essa anche i giudizi che vengono dati ai suoi interpreti.
Una cosa e' certa: un regime durato quarantudue anni, finisce. Un altro dittatore vede cessata la sua tirannia. Per fortuna!
Iniziera' un periodo di transizione molto incerto, anche perche' l'intero nord-Africa e' in fermento.
L'Italia sta alla finestra, non avendo avuto un ruolo determinante nella caduta del dittatore e pagando forse, lo scotto di un'eccessiva sottomissione diplomatica allo stesso, nel periodo antecedente alla rivolta. Inoltre, se il Ministro Frattini ha come consigliere un faccendiere latitante come Lavitola, possiamo intuire quale sia il livello della nostra politica estera in questo periodo.
Pagati a caro prezzo i debiti di guerra al popolo libico, adesso con molta probabilita', dovremmo accontentarci soltanto di una piccola fetta della torta che altri mangeranno in modo piu' sostanzioso.







mercoledì 19 ottobre 2011

BLACK BLOC E FACCENDIERI, ESPRESSIONI DELLA DECADENZA

Il Ministro Maroni definisce gli episodi avvenuti nella capitale, gravi manifestazioni di terrorismo urbano, annunciando l'imminente arrivo di un autunno caldo.
Sono attesi provvedimenti specifici in tal senso che diano soprattutto maggior potere preventivo agli organi di polizia. Speriamo che con la stessa solerzia, il Governo trovi anche i soldi per far si che le stesse forze dell'ordine, possano ancora operare, cancellando gli imminenti tagli previsti nel settore.
Come definire invece, le preoccupanti condizioni economiche in cui versa il Paese? E come descrivere lo stato di corruzione diffusa, presente tra chi dovrebbe occuparsi della cosa pubblica?
Quando un faccendiere di scarsa levatura, come il latitante Valter Lavitola, organizza ed impone in modo dettagliato, l'agenda al Capo dell'Esecutivo, in cambio magari di qualche orgetta con escort pagate da chi poi, si ritrovera' assegnato qualche appalto, allora possiamo senza dubbio ritenere che la "temperatura" nel Paese si e' fatta davvero incandescente.
Il Governo e' distante dai cittadini, dalle loro esigenze, non riesce a trovare soluzioni ai problemi, ma cerca univocamente l'invulnerabilita' del suo Capo, il quale e' sempre piu' sottoposto al ricatto dei suoi colonnelli, ai capricci dei suoi figuranti, mediocri pedine comprate al mercato dell'usato per far si che la giostra della vergogna, in cui si e' trasformato l'Esecutivo, continui a girare, in una ipnotica e concentrica spirale del nulla.
Tale scenario e' molto preoccupante. Io la definirei una perdurante stasi determinista.
Questa paralisi, non fa altro che accrescere il livello di frustazione percepita da un numero sempre crescente di persone, stanche di vivere ascoltando soltanto promesse, ripetitivi spot elettorali mai realizzati.
A distanza di pochi giorni dalle manifestazioni degli Indignados, tenutesi in tante citta' del mondo, ci si domanda perche' solo in Italia si siano verificati questi devastanti incidenti. Nessuno pero', sottolinea come soltanto il nostro sistema politico abbia raggiunto un tale livello di patologica corruzione sistemica.
In sintesi, in questo momento storico, Black-bloc e faccendieri, incarnano l'espressione della decadenza di una Nazione.

venerdì 14 ottobre 2011

DEMOCRAZIA SOTTO SEQUESTRO

Prima hanno tremato, poi passata la paura, hanno dimostrato la loro solita ed immancabile arroganza, la loro completa cecita' su cio' che li circonda, la loro distanza siderale dai problemi del Paese. Questi sono i parlamentari di quella che, ancor oggi, si continua a chiamare maggioranza.
Il loro capo e' ormai una testa di cuoio che tiene in piedi una schiera di clan e correnti, di colonnelli e luogotenenti, offrendo loro spazi di estemporanea fama e radicato potere, in cambio del mantenimento dell'esecutivo, ridotto a strategico strumento di difesa della sua impunita' ad oltranza.
Per l'ennesima volta, il Governo ottiene la fiducia. Ancora una volta, il Premier prolunga la sua fase di galleggiamneto, la propagazione del suo delirio di onnipotenza, quale unica garanzia contro la crisi, insostituibile riferimento per la crescita del Paese.
E' giunta l'ora di far sentire il proprio sdegno. Non si puo' attendere passivamente la naturale scadenza della legislatura. La democrazia e' sotto sequestro nel "Palazzo". Una cricca di 316 uomini tiene sotto schiaffo la Nazione.
E' necessario risvegliare le proprie coscienze, non essere piu' soggetti passivi di questo declinio. Non e' importante il dopo, e' fondamentale l'adesso e la storia mai come ora, ci impone di riappropriarci del nostro tempo, di far sentire la nostra voce, il nostro silente lamento, pronto a trasformarsi in urlo di rabbia.
La lotta non deve assumere connotazioni politiche o ideologiche ma tendere ad una "normalizzazione sociale", dove il concetto di democrazia ritorni ad essere un bene trasversale, partecipato e, fruito quanto piu' possibile, dal basso.

" Chi rimane in casa quando inizia la battaglia e lascia la lotta agli altri dovrà stare attento, perché chi non condivide la lotta condivide la sconfitta. E la lotta è evitata solo da chi vuole evitarla. Dunque chi non lotta per la propria causa lotta per la causa nemica ".

Berthold Brecht



mercoledì 12 ottobre 2011

"I RESPONSABILI" IRRESPONSABILI

Il Governo e' stato battutto sul rendiconto del bilancio dello Stato. Questa volta non si tratta di un piccolo incidente di percorso. Non ci troviamo dinanzi a semplici scricchiolii. Questa volta il segnale e' arrivato in modo chiaro e deciso: la maggioranza in Parlamento non esiste piu'.
Il Premier e' uscito dall'aula bianco in volto e scuro nell'anima. Ha sentenziato che si e' trattato di una decisione irresponsabile. Si vede che la fronda di "responsabili" assoldati quel fatidico 14 dicembre 2010, ha finito di svolgere quell'interessato ruolo riparatore. Una "indigesta minestra riscaldata" troppe volte, e' diventata rancita.
La prova di forza pero', continua. Atteso con ogni probabilita', l'ennesimo voto di fiducia.
Il malato questa volta, pare arrivato davvero al capolinea. Non si sa, se ci sara' l'ennesimo miracolo.
In tanti, nei mesi addietro, si domandavano chi avrebbe avuto il coraggio materiale di staccare la spina.
Questa volta ormai, si e' capito che siamo prossimi alla naturale esalazione dell'ultimo respiro.
Amen!

sabato 8 ottobre 2011

BERLUSCONI A CASA, NON BASTA!

Poniamo il caso, che Berlusconi abbandonasse per davvero, compiendo il fatidico e tanto atteso passo indietro. Cosa accadrebbe? Si ritornerebbe subito alle urne o si darebbe vita ad un governo tecnico di transizione, per traghettare il Paese alla normale scadenza di legislatura?
In molti si pongono questo quesito, in pochi si avventurano ad analizzare i possibili scenari successivi.
Il quadro e' molto desolante. L'ingovernabilita' e' quasi scontata. Da una parte, la sinistra e' pronta a dar vita alla riedizione dell'Ulivo, una componente forte nei numeri ma non sempre coesa negli orientamenti.
Dall'altra parte, un PDL senza il cavaliere, avrebbe meno presa sugli elettori anche se potrebbe indurre ad un ricongiungimento con i moderati del Terzo Polo. Ma come potrebbero ritornare insieme Fini e Gasparri, Bocchino e La Russa, Casini e Scajola? Oddio, in politica tutto e' possibile ma ritengo che i nuovi moderati di centro, siano piu' interessati ad allargare il loro piccolo orticello, per far valere poi, quando ce ne sara' bisogno, il loro peso decisionale.
E la Lega? Sara' la stessa anche senza Berlusconi? L'ala Maroni, prevarra' su quella Bossi? Il radicato partito territoriale, potra' un domani, pur di rimanere al potere, guardare anche a sinistra? Mai dire mai.
In tanti, me compreso, pensano che qualsiasi Governo futuro, sia meglio di quello attuale o quanto meno sarebbe un Governo teso a concentrare i suoi sforzi sui problemi del Paese, non piu' zavorrato da quelli del suo Presidente del Consiglio.
In pochi ammettono pero', che la fine politica del Cavaliere, non sia l'unica medicina per curare un Paese gravemente ammalato. La sterile contrapposizione tra berlusconismo ed anti-berlusconismo, durata circa un ventennio, ha avuto un inevitabile effetto: inaridire la Nazione, appiattire idee e programmi in un'ottica di mero scontro dualistico.
Urge una stagione di rinnovamento, una rivoluzione culturale, la creazione di una democrazia fortemente trasversale, coinvolgente e partecipata dal basso. E' necessario soprattutto cambiare gli interpreti di questa politica, invecchiati non solo anagraficamente ma soprattutto concettualmente, rispetto ai grandi cambiamenti avvenuti nel mondo ed alle esigenze specifiche del nostro Paese.
Berlusconi a casa, non basta!

lunedì 3 ottobre 2011

LO SPECCHIO NELLA BARA

L'autunno sta riservando ancora delle stupende giornate, che rievocano l'estate appena finita. Diverso il clima vissuto nel Paese. L'aria e' diventata pesante, una fitta nebbia circonda il Palazzo. Il caos regna sovrano, l'incertezza e' dilagante, nulla viene deciso in merito al palese vuoto di potere esistente, nonostante la maggioranza dichiari di andare avanti spedita, augurando un'imminenete stagione di riforme ( chi puo' ancora credere a tali fandonie?).
Anche il risultato raggiunto per indire un nuovo referendum abrogativo, nel caso specifico, quello in ordine al sistema elettorale, crea ulteriori spaccature in Parlamento. Alla fine si cerchera' di giungere ad una forma di crisi pilotata, per evitare che il referendum possa avere il suo normale iter procedurale, andando al voto con l'attuale sistema di lista predeterminata nelle segreterie romane.
La Lega ( accezione surreale di natura politco-fantastica), continua nei suoi deliri separatisti. Ormai il suo destino pare irrimediabilmente segnato, di pari passo al declinio organico del suo leader ed alla palese improponibilita' del suo successore, il "trota", per ovvi motivi di limitatezza cognitiva.
Intanto l'economia continua a non rispondere agli imput dell'esecutivo. I tagli da soli, non bastano a rimuovere la produttivita', anzi, contribuiscono a contrarre ulteriormente il mercato. La sfiducia e l'incertezza aumentano. In tale scenario poi, Confidustria minaccia di liquidare il Governo, la Fiat, da sempre " ente governativo " foraggiato da Roma, dichiara di uscirne, per diventare sempre piu' una fabbrica di azioni finanziarie e sempre meno una casa produttrice di autovetture ( le vendite dei suoi veicoli sono in caduta verticale ). In tale scenario, la popolazione non riesce a produrre quello scatto di orgoglio per ribellarsi a tanta decadenza, ma subisce a capo chino il suo destino, diventando complice dello sfascio della Nazione.
Un tempo ormai lontano, questo popolo credette al sogno irradiato dal tele-venditore in doppio petto, poi lo seguì accecato, quando costui salì delirante su di un predellino. Oggi, questo stesso popolo, dovrebbe guardare dentro la bara in cui si e' trasformato il Paese. Una bara lasciata aperta per le strade, dove tutti possano guardarci dentro.
Una bara al cui interno, andrebbe posto uno specchio che rifletta cio' che siamo diventati.