mercoledì 24 luglio 2013

UN GOVERNO INERME ASSISTE AL DECLINIO

Siamo imprigionati dal governo Letta. il Presidente Napolitano e tutti gli esponenti della maggioranza, non vedono altra maggioranza al di fuori di questa. Nell'ottica molto variegata ed eterea del senso di responsabilita' del Paese, tutti affermono che adesso non si possono mettere i bastoni tra le ruote a questa maggioranza. Tutte le decisioni importanti sono state rinviate. Al momento infatti, non si hanno notizie sulla riforma elettorale, sull'eliminazione delle province, sulla riduzione dei parlamentari, sul finanziamento della politica. Quelle sulle quali si sarebbero potute aprire crisi estive, sono state considerate minoritarie, o comunque presentate come questioni che non meritano di essere approfondite poiche' minerebbero ulteriormente l'equilibrio gia' precario di questa maggioranza.
Ma che stanno a fare al Governo? Il decreto del fare, cos'e'? Che stanno facendo per noi poveri cittadini?
Siamo in una strada di non ritorno, con un deficit pubblico ormai incontrollato, con una disoccupazione in crescita costante.
In autunno scadra' per tanti operai la cassa integrazione, in tanti perderanno le proprie case poiche' non potranno piu' onorare i mutui bancari. La difficolta' economica si trasformera' in pericolosa fibrillazione sociale.
Non potendo programmare una propria strategia economica perche' soggetti alle direttive europee, la nostra sara' una silente ed inevitabile agonia. Anche la possibile condanna di Berlusconi in cassazione, non creera' scossoni alla maggioranza. Questa infatti, e' il frutto di una grande inciucio istituzionale. Qualsiasi cosa succedera', il "sistema" ha programmato l'inviolabilita' di questa maggioranza inerme.
Tutto restera' al suo posto, mentre in Italia andra' in scena il declinio.



martedì 9 luglio 2013

LETTA: IL SUO OTTIMISMO E' ILLUSORIO

Ormai ci siamo. Questa maggioranza costruita a tavolino dal Presidente della Repubblica, questo "mostro istituzionale" espressione del grande inciucio della casta, ha i giorni contati.
La magistratura ha anticipato i tempi per il giudizio a Silvio Berlusconi. A fine luglio si pronuncera'. In caso di condanna in cassazione per i diritti Mediaset, scattera' l'interdizione dai pubblici uffici per il Cavaliere. Con ogni probabilita', ad agosto il Governo andra' a "spiaggiarsi". Il PDL creera' una crisi pilotata, il Paese vivra' l'ennesima situazione di stallo decisionale.
Vent'anni di "guerra civile" tra berlusconiani ed antiberlisconiani, stanno per volgere a termine. Ci sara' l'esplosione di una vera e propria "bomba termo-nuclerare".
Dopo le ultime elezioni non si ebbe il coraggio di osare di affidare il Paese ai "nuovi venuti", i cinque stelle, ne' si volle rischiare di andare a nuove elezioni a stretto giro. Si genero' questo alchemico accordo, questa fusione a freddo tra due soggetti incompatibili, acerrimi nemici diventati alleati pro-tempore, con la scusante dell'emergenza economica, celando invece il piu' sfacciato scopo di rimanere ancorati al potere, alla faccia di noi cittadini esausti e sfruttati.
La situazione e' davvero critica. Da un lato c'e' un partito, il PDL, che a breve assistera' alla decapitazione del suo capo-padrone, senza avere nessuna capacita' di potersi rigenerare nel breve poeriodo.
Dall'altro c'e' il partito che avuto l'incarico da Napolitano per uno sparuto e striminzito vantaggio elettorale, il PD, in piena crisi d'identita', distratto dal cronico tentativo di ristrutturazione interna, diviso tra correnti in vista dell'ennesimo congresso.
Il paradosso e' che nel frattempo il consenso di questi partiti aumenta. Il lavoro dei media e' stato eccellente. Il nuovo e' stato presentato per i suoi aspetti piu' folkloristici, per le sue presunte divisioni interne, sottacendo quel poco di buono che comunque e' riuscito a raggiungere. La vecchia politica invece, individuata ancora una volta come l'unica espressione di responsabilita', di risposta alle aspettative della gente, ridimensionando l'imbarazzante empasse su principali questioni programmatiche, quali  l'IVA, l'IMU, l'abolizione delle Province, il finanziamento della politica, la rifoma elettorale, tutte decisioni rinviate, per le quali e' stato richiesto tempo.
Nel frattempo Letta, ostenta ottimismo, forte o forse illuso dal fatto che nel secondo semestre del prossimo anno, l'Italia sara' presidente di turno della Commissione Europea e dovrebbe almeno sulla carta, presentarsi coesa e con un governo solido. Ma dodici mesi, di questi tempi, con la chiusura di oltre 1000 aziende al giorno, sono davvero un'eternita'.
Mai come adesso possiamo affermare: "chi e' causa del suo mal, pianga se stesso".


lunedì 24 giugno 2013

GLI ITALIANI, GREGGE DI PECORE

Silvio Berlusconi riceve un'altra condanna. La sentenza e' di primo grado, ma a questo punto, la sua permanenza in politica, si fa davvero imbarazzante e destabilizzante.
Che fara' il PDL? O meglio, il Rais, cosa comandera' ai suoi adepti? Fara' saltare il banco, interrompendo sul nascere l'esperienza del Governo Letta o meditera' di rimanere nel pantano politico, usando a suo uso e consumo la grande alleanza politica, questa forma di storico inciucio istituzionale, facendo diventare indirettamente i suoi alleati complici delle sue magagne? Il Cavaliere mai come adesso, tiene in ostaggio la vita democratica del Paese.
Dall'altra parte, Letta consiglia alla Idem di dimettersi. Mi spiace per la Ministro, ma anche lei aveva a quanto pare, una palestra adibita ad abitazione a sua insaputa...
Nel frattempo, si attende la decisione sull'aumento dell'IVA, ulteriore mannaia su noi cittadini. Poi il nulla, con le uniche certezze della cessazione della Cassa Integrazione per migliaia di operai, il conclamato crollo dei consumi e uno spread che inizia a risalire. La situazione e' davvero drammatica!
Ad altre latitudini, la protesta infiamma i paesi. Milioni di persone scendono per le strade a gridare il loro sdegno, per vedere affermati i propri diritti basilari. Qui da noi invece, si accetta tutto con rassegnazione, con silente sottomissione. Gli italiani ormai, sono un popolo depresso che non ha piu' la capacita' di osare, reagire, lottare. Un gregge di pecore che perso i suoi pastori e resta rintanato nel suo ovile. Altro che rivoluzione.

lunedì 17 giugno 2013

SI PARLA DEL NULLA PER OCCULTARE IL DECLINO

Il Paese e' fermo e il passa tempo piu' in voga al momento, lo spettacolo che va in onda tutte le sere, e' prospettare i tempi della scissione all'interno del M5S. La sapiente regia di tale mediocre talk-shaw e' affidata a tutti i media, in onda a reti unificate.
Si ipotizzano spaccature e nuove alleanze in seno al Parlamento, chiaramente viste come scelte di responsabilita' e coerenza se si appoggiasse la linea PD e non di tradimento, nel caso la scelta premiasse al contrario il PDL, dimenticando che ormai gli acerrimi nemici sono ora alleati e hanno di fatto bloccato le Istituzioni in una forma di calcolata e strategica intesa pur di mantenere il potere.
Nel frattempo e' passato il decreto del fare, piccola luce nel buio legislativo degli ultimi tempi. La prima casa non e' piu' pignorabile, quindi chiunque adesso ha in possesso solo quella, potrebbe essere invogliato a non pagare piu' le tasse. Le azienda avranno pignorato soltanto il quinto dei propri beni, quindi la loro agonia sara' piu' lunga, ma dallo stesso esito gia' delineato: il fallimento.
Si parla poi della riforma costituzionale in merito ai poteri da attribuire al Presidente della Repubblica, altra questione di "vitale" importanza in questa fase storica, fatta di fame, rinunce e stenti.
In pratica si parla del nulla e la cosa piu' macraba e squallida che a parlarne sono spesso esponenti del PD ormai defunti, come Veltroni e Bersani, dinosauri non ancora estinti e non rassegnati al loro ruolo di mummie replicanti.
Di sviluppo, lavoro, di provvedimenti per le famiglie e i disoccupati neanche l'ombra. 
Ci si rotola nella rassegnazione, senza nessuno scatto d'orgoglio, senza nessuna forma di protesta organizzata, accettando supinamente un destino gia' scritto: il declino.

lunedì 10 giugno 2013

LA POLITICA E' ALLA DERIVA. AFFIDIAMOCI AI MILITARI

E' un po' di giorni che sono assente da questa piattaforma. Gli impegni lavorativi sono stati piu' pressanti ma anche la situazione generale e' tale, da far ricredere anche il piu' ostinato ottimista o rendere sterile e ripetitiva la denuncia di chi cerca di evidenziare la pochezza della nostra politica, ormai giunta al capolinea.
E' partita la stagione del grande inciucio, in nome del Paese e dell'Europa. Tutti fintamente amici, tutti ancorati al proprio scranno, tutti forieri di buoni propositi.
Le comunali hanno ribadito la disaffezione dei cittadini verso la politica. Un'astensione critica, quindi per niente casuale. Ha vinto chi ha perso meno. 
Si vive una situazione anomala, dove il PDL dato in crescita a livello nazionale, scompare dalla guida delle principali citta' italiane. Il PD, vero sconfitto alle politiche, si aggiudica tutti i principali comuni andati al voto. Il M5S, d'improvviso perde la sua spinta propulsiva, dimostrando che dietro la forte figura del suo leader, il partito e' ancora troppo acerbo e non organizzato sul territorio e che la sola rete, non basta a convincere chi accende la tv per seguire Vespa e la De Filippi.
Nel frattempo, Renzi torna a fare i suoi monologhi televisivi, assurgendosi a nuovo salvatore della Patria, a profeta del cambiamento, dimenticandosi che lui, le primarie le ha gia' perse una volta e non e' detto che riuscira' a vincerle mai.
Il resto e' noto a tutti. Fabbriche che chiudono, suicidi che aumentano, talenti e braccia italiche che lasciano il Paese.
In modo provocatorio, gia' tempo addietro (post davvero profetico) ho affermato tale concetto:  dopo i militari nelle strade per combattare le mafie, ci vorrebbero uomini in divisa anche all'interno degli organismi dello Stato, funzionari a garanzia e tutela delle Istituzioni. Ormai l'agenda la detta l'Europa, meglio quindi mettere dei professionisti neutri a svolgere l'ordinaria amministrazione, vista la situazione di stallo prolungata della nostra politica. In un certo qual modo, il Governo tecnico avrebbe potuto svolgere tale compito ma si e' visto che prima o poi, i tecnici sono diventati politici...
Non si tratterebbe di un golpe, ma soltanto la presa di coscienza che da sola, la politica, la nostra politica, non puo' piu' garantire il normale svolgimento della vita democratica del Paese. A lungo andare, tale deriva,  puo' soltanto far germogliare l'assoluta anarchia.
Il Presidente Napolitano forse lo ha intuito da tempo. Per tale motivo, evindentemente, ha nominato dei saggi a riformare la Costituzione, sempre che gli stessi, riusciranno a farlo nei tempi richiesti dal Capo dello Stato.

lunedì 27 maggio 2013

ELEZIONI AMMINISTRATIVE. VINCE L'ASTENSIONISMO E IL "PAGNOTTISMO"

Una volta, quando c'erano votazioni amministrative, qualsiasi fosse stato il vincitore, specie se poi questo era differente da chi governava in Parlamento, si affermava sempre che tale tipo di votazione non avesse valenza politica.
Nelle ultime elezioni comunali invece, dopo la palese sconfitta del M5S, stanno tutti li ad evidenziare questa debacle, ad analizzarne le cause, a focalizzare le motivazioni dell'insuccesso.
Tutti dimenticano che il M5S e' in Parlamento da pochi mesi e, soprattutto, non e' radicato nel territorio come i partiti tradizionali, specie il PD, che ha storiche ramificazioni locali. Ancora una volta si evidenzia come i media gestiscano la comunicazione, dato che se si aggiunge alla scelta fatta dal leader Grillo, di non presentarsi in televisione o comunque di centellinare le apparizioni dei suoi esponenti, motiva in modo inequivocabile tale sconfitta.
A livello locale poi, ci si dimentica che ogni elettore spera di avere nei posti che contano, un qualche esponente dei partiti tradizionali di cui fidarsi per qualche tornaconto, qualche multa da non pagare, qualche licenza da ottenere piu' rapidamente, qualche autorizzazione da conquistare con ogni mezzo, tutte aspirazioni piu' difficili da conseguire da rappresentanti che hanno fatto della lotta all'inciucio, del clientelismo eretto a sistema, un punto fondamentale della propria battaglia politica.
E' facile mettersi sul carrozzone dell'antipolitica in sede nazionale. Quando invece c'e' da mettere a posto qualche "affaruccio" personale, si preferisce seguire una logica piu' "pagnottistica". Meglio trovare quindi, qualche esponente politico tradizionalmente piu' malleabile...
Penso invece che il dato piu' nitido che emerga da questa ultima tornata elettorale, sia la disaffezione per la politica, manifestata con un disarmante astensionismo. 
Tutto il resto sono chiacchere da bar, anzi da salotto televisivo.


mercoledì 15 maggio 2013

IL BUBBONE BERLUSCONI COPRE I VERI GUAI DEL PAESE

Ancora una volta, l'ennesima, il Paese si ferma in una sorta di ipnosi autoindotta, a guardare da spettatore alle vicende giudiziarie di Berlusconi.
In una situazione di crisi economica endemica, di stallo programmatico, di ricerca disperata di soluzioni per poter tamponare un'emorragia occupazionale ahime' cronica, che flagella in modo cinico e spietato milioni di cittadini, i media non sanno fare altro che propinare a mo' di soap opera, le pietose vicende del Cavaliere, un bubbone endemico che copre i veri guai del Paese.
Ne abbiamo piene le scatole di subire questa parodia squallida che ormai ha travolto in modo uniforme il nostro vivere quotidiano. Assistiamo alla rappresentazione di un neorealismo macabro, dove il nostro ruolo e' quello di spettatori inermi, per anni illusi da faraoniche promesse mai realizzate e che ora partecipano al crepuscolo di un leader che non riesce ad accettare il passare del tempo ed a metabolizzare i suoi conti in sospeso con la giustizia ma che, tuttavia, tiene ancora in ostaggio il Paese.
Gia' si ipotizzano vari scenari politici, alchemiche strategie per poter mantenere ancora in piedi il nuovo governo appena formato, una sorta di strategico inciucio costituzionale per non far dissolvere il vecchio carrozzone della politica tradizionale.
Mentre i partiti tradizionali cercano di ricompattarsi, ed i loro media di riferimento spendono ore nella sterile contrapposizione tra berlusconismo ed antiberlusconismo (superata nei fatti dagli stessi partiti contrapposti adesso alleati), c'e' chi riesce ancora a riempire le piazze, intercettando quel malcontento comune di chi e' davvero stufo di essere rappresentato da questi professionisti dello sfascio.
Gli anni passano, i governi si alternano ma nulla cambia, cosi come non muta la struttura, la vocazione, l'humus dei partiti tradizionali. E' una questione di tempo. La loro implosione e' prossima, cosi come la loro improponibilita' futura.
Come dei polipi dalle grosse ranfe, lasciamoli cuocere nella loro acqua, diventata ormai fetida.


mercoledì 8 maggio 2013

AL GOVERNO PER GESTIRE IL POTERE

Il Paese affonda e il nuovo Governo non trova niente di meglio da fare che discutere circa l'eliminazione dell'IMU.
Sembra di stare ancora in campagna elettorale con promesse create di getto, senza capire se cio' che si dice puo' essere realmente mantenuto. Pare che almeno la rata di giugno sia congelata, poi si vedra'.
Il Paese necessiterebbe di riforme di ampio respiro, specie nel mondo del lavoro, per rilanciare l'intero comparto, sia in chiave occupazionale che di detassazione per le imprese. Ma qui occorrerebbe una riforma di sistema, di mentalita', quindi meglio occuparsi di tasse sulla prima casa, argomento piu' da bar.
In una fase storica così delicata, un governo di larghe intese, nella confusa tipicita' italiana, si trasformera' nel breve, in un' accozaglia politica sterile e senza coraggio, con l'unico obiettivo non troppo nascosto, del tirare a campare.
In molti contavano i giorni di mancanza di un governo, adesso nessuno conta i giorni che con il governo insediato, nessuna legge viene varata per risollevare le sorti di questo Paese. Tra bisticci per la nomina dei sottosegretari e le solite polemiche sui vari processi in cui e' coinvolto Berlusconi, il tempo passa e nulla viene fatto per noi cittadini. Sembra un film gia' visto, il solito carrozzone macchinoso, la gia' sperimentata ammucchiata di potere, dove ognuno pensa a mantenere vegeto il proprio orticello, argomentando con le solite frasi di circostanza, le solite promesso di impegno e responsabilita'.
Da qualche giorno se ne e' andato Giulio Andreotti, massima espressione politica della Prima Repubblica. Con lui se ne vanno per sempre tanti misteri, svariati segreti, su cui mai sapremo. Resta pero' lo stesso clima associativo-clientelare che caratterizzo' il lungo periodo della stagione penta-partitica, dove si posero le basi dell'attuale sfacelo. Come diceva Andreotti, il potere logora chi non ce l'ha. Quindi, meglio spartirselo, anche se in parti piu' piccole...


domenica 28 aprile 2013

IL " COCKTAIL " E' SERVITO

Il "cocktail di governo" e' stato preparato. La compagine guidata da Letta (nipote) con la benedizione di Letta (zio) e' stata varata, ed e' pronta ad affrontare il mare in tempesta.
Per molti e' l'unico governo possibile, un governo spiccatamente politico, un governo che dovrebbe tenere compatto il Paese e contribuire a far uscire l'Italia dal guado.
Per me rappresenta una riedizione penta-partitica della prima Repubblica, una grande ammucchiata clientelare per cercare di fermare il declinio della politica e dei partiti.
Dimenticando d'improviso le battaglie ed i contrasti di lustri, PD e PDL si ritrovano a braccetto, con l'unico scopo apparente, di trovare in tempi stretti, i rimedi per il rilancio del Paese, lo snellimento della sua struttura istituzionale, l'ammodernamento della sua Costituzione, la riforma del suo sistema elettorale.
I propositi sembrano buoni e bisognerebbe dare fiducia alla nuova compagine di governo.
Ma quando si parlera' di tassazione, lavoro, sanita', giustizia, conflitto d'interesse, le diverse anime di cui e' fatto questo nuovo governo, riusciranno a trovare un'intesa?
La "mescolanza" e' stata raggiunta. Dopo un lungo "shakeraggio", il cocktail e' servito. Non sappiamo ancora se il suo sapore sara' gradevole. Ma soprattutto non sappiamo se una volta bevuto,  provochera' pericolose indigestioni...

lunedì 22 aprile 2013

NAPOLITANO PER TIRARE A CAMPARE

Napolitano per tirare a campare.
Questo e' lo scenario desolante della politica nazionale, un coacervo di complottisti mestieranti che trovatisi dinanzi al precepizio, hanno emanato un urlo di disperato aiuto al loro Presidente uscente, pur di non perdere i loro atavici privilegi.
Cosa succedera' adesso? Davvero questi ignobili, riusciranno in tempi brevi, a riformare il Paese, dando ad esso una nuova struttura politco-istituzionale?
Lo stato della vecchia politica era quello di una profonda ed irreversibile disperazione. I suoi protagonisti erano arrivati al capolinea, senza idee, senza programmi, senza un qualsiasi progetto di rinnovamento interno, divisi in tante anime all'interno dei loro schieramenti o al massimo resi silenti dai loro vertici autoritari.
Per anni hanno perso tempo, anteponendo le loro beghe interne ed il loro costruito antagonismo propagandistico, all'interesse del Paese e dei cittadini.
E adesso, tutti insieme, tenedosi per mano e chiudendo per un attimo gli occhi, dinanzi alla tragedia che li stavo sommergendo, hanno invocato l'appoggio e la misericordia del Presidente della Repubblica uscente, per evitare una vera e propria ecatombe.
Penso che questo ennesimo tentativo, per mantenere a galla questa barca che fa acqua da tutte le parti, rappresentata dalla vecchia nomenclatura partitica ed i suoi massimi interpreti, non possa avere un futuro roseo.
Trattasi soltanto di un ultimo tentativo di mantenere in vita un paziente inerme, un malato in coma profondo.
Con Napolitano, chiaramente, qualsiasi ipotesi di voto viene rimandata. Si assistera' ad un mega-inciucio di Palazzo, dove ogni protagonista, nel mantenimento dei propri privilegi, fara' finta di lavorare per il Paese, nell'ottica di uno sfacciato "volemoce bene", dove gli  storici nemici di Berlusconi accettaranno i suoi dictat e dove il Cavaliere dialoghera' con quelli che fino a poche settimane or sono, erano considerati dei pericolosi comunisti da combattere ed eliminare.
Non sara' stato un golpe, ma sicuramente e' stato un vergognoso accordo di potere, dove a guadagnarci al momento, sono solo i vecchi partiti, i veri artefici dello sfascio del Paese.

giovedì 18 aprile 2013

IL PD SI E' INCARTATO. GLI ITALIANI NON VOGLIONO UN PRESIDENTE GARANTE DELL'INCIUCIO

Finalmente si e' capito per chi si illudeva che il PD potesse rappresentare il cambiamento, che questi burocrati di apparato, questi mestieranti della politica, questi parassiti provenienti dal magna-magna della prima Repubblica, hanno affossato definitivamente il Paese, conducendolo in una strada di non ritorno.
Nella logica del mero calcolo politico, in un'ottica di sopravvivenza sterile ed asfittica ad ogni costo e con ogni mezzo possibile, Bersani ha fatto scegliere la candidatura di Marini a Berlusconi, limitandosi al semplice annuncio formale, quasi fosse il suo personale portavoce.
Ha fatto bene una parte del partito ad affossare tale candidatura. Si e' capito che la scelta della Presidenza della Repubblica, era funzionale al mantenimento di Bersani alla segreteria del partito, al tempo stesso alla sua permanenza alla guida del futuro governo con l'appoggio del PDL, in pratica alla realizzazione di un grande inciucio istituzionale, pur di far mantenere ad ognuno di questi zombi della politica, il proprio potere. 
Questa scelta non e' piaciuta. Non si puo' dialogare con chi e' stato considerato da sempre, il nemico da abbattare, l'unico scopo di sopravvivenza politica del partito, l'unico argomento di propaganda politica per accrescere il consenso elettorale.
Tale scelta e' maturata anche per limitare in ogni modo il M5S. In tal senso, la candidatura di Rodota' e' stata ignorata, pur essendo il costituzionalista, una figura di grande spessore, espressione della sinistra laica.
A tutti i coloro che hanno votato per il M5S e che hanno accusato Grillo di paurosa irresponsabilita' (molti dei quali seguono questo blog pur non commentando per questioni di mero principio personale), dico che chi ha delle serie responsabilita' di mal governo, e' proprio il segretario del PD. Volevano che Grillo si sedesse ad un tavolo per dialogare con questi affaristi del clientelismo, con la scusa che il Paese era sull'orlo del baratro.
Spero che costoro, si renderanno conto, che la missione di Grillo non e' ancora compiuta, che la fase di selezione autoindotta non e' finita, che quel percorso teso al prepensionamento forzato di chi occupa le istituzioni da oltre 30 anni, non e' ancora ultimato.
Il Palazzo si e' ancora una volta rinchiuso sulle sue posizioni. La distanza tra la casta e i cittadini, e' diventata siderale. La svolta non e' avvenuta in modo definitivo.
Il PD e' in confusione totale. Il partito si e' incartato. Le sue lacerazioni ataviche, sono diventate paurosamente incontrollabili. Bersani gia' rappresenta il passato. Si continuera' su questa strada, insisteranno su Marini? Si proporra' qualche altra figura di apparato, come Prodi o D'Alema?
Il Paese nel frattempo e' cambiato. I vecchi politici non se ne sono resi conto o forse, fingono di non capire. Se passera' un loro rappresentante, sara' il loro presidente, il garante dell'inciucio, non quello di tutti gli italiani! Sara' il nuovo inquilino del Colle, e da lassu' sara' spettatore del cambiamento, non di certo l'artefice.




venerdì 12 aprile 2013

CERCASI PRESIDENTE PER IL GRANDE INCIUCIO

Napolitano non ha conferito il mandato a Bersani per non bruciarlo in quindici giorni. Ha scelto poi di varare la commissione dei saggi, per "congelare" il suo fine mandato, quindi per non decidere in merito all'incarico del nuovo Presidente del Consiglio.
Adesso tutti aspettano la nuova nomina o meglio, l'idicazione di un nome condiviso per il Colle che, piu' che garantire una posizione super-partes a salvaguardia delle istituzioni, debba avere invece il preciso obiettivo di indicare un nuovo Primo Ministro che possa in qualche modo permettere la nascita di un governissimo o per meglio dire, la realizzare del tanto atteso "grande inciucio".
Lo scopo e' unico: mettere in minoranza conclamata il M5S, forza politica troppo scomoda, arrivata troppo in alto, oltre ogni previsione plausibile.
Se così fosse in questo Paese non cambiera' nulla. Il Parlamento restera' la casa del malaffare, la dimora di tanti malviventi che attraverso tale Istituzione, vedranno garantita la loro incolumita' dalle patrie galere, la sede di rappresentanza per intrecciare rapporti d'ìnteresse.
Se fosse così, il M5S, potrebbe solo accerescere il suo consenso.


domenica 7 aprile 2013

PD-PDL: LA FARSA CONTINUA

Fingono di odiarsi, ma in fondo sanno che solo se si daranno una mano reciproca, potranno tenere ben salde, le loro chiappe sugli scranni romani.
PD e PDL: la farsa continua.
Prima si fanno la guerra, poi pian piano, si aprono a possibili collaborazioni, ad ipotetici governi di unita' nazionale, governi di scopo, governi di tregua. I soliti bla bla bla, insomma.
Il Presidente della Repubblica, ha dato loro l'ultimo assist utile, prima del proprio fine mandato. Una commissione creata ad hoc, con il principale obiettivo di non decidere subito, ma di prendere tempo utile per far riavvicinare il calante, spento, disorientato Bersani ed un PD in cronicizzata lotta interna, al pluri-inquisito ma redivivo Berlusconi, leader di un partito, il PDL, che senza il suo capo-padrone, non sarebbe piu' nulla. 
Una commissione di saggi,  per leggittimare una forma di "inciucio istituzionale" con il fine di partorire la nascita di un governo ad ogni costo (previa oculata spartizione dei posti di potere), pur di ridimensionare il M5S, considerato oggi piu' di ieri, la vera minaccia ed il vero problema per la vita democratica della Nazione.
D'improvviso, Berlusconi non vede piu' minacce comuniste all'orizzonte, orditi piani antidemocratici di lottizzazione delle Istituzioni da parte del centro-sinistra. Anzi, gli andrebbe pure bene un qualsiasi governo a guida Bersani, pur di vedersi assicurata una posizione di "salvifica incolumita' penale" .
Il PD, a sua volta, non vede piu' il Cavaliere come il male assoluto, come l'artefice dell'impoverimento culturale del Paese, come lo statista che ha adoperato la politica per suoi meri scopi personali, come colui il quale ha screditato l'Italia nel mondo, per il suo improponibile e scellerato stile di vita (Mubarak, resterebbe anche da morto, lo zio di Ruby...)
Con la solita scusante della salvezza del Paese da minacce di un imminente default, si esortano i duellanti a fare la pace, a mettere da parte le loro ataviche contrapposizioni.
E voi questa, la chiamate ancora democrazia? I principali artefici dello sfascio morale, politico e economico del Paese, vengono fatti passare come gli unici possibili salvatori dello stesso.
Se poi qualcuno, prendera' i bastoni, non vi meravigliate.

martedì 2 aprile 2013

E' COMODO PRENDERSELA CON IL M5S

Il "Re" nomina i saggi per uscire dallo stallo e per avvicinarsi in modo indolore al suo fine mandato.
I giorni passano, il governo non nasce, lo spread non aumenta, le polemiche non si placano.
Così come non ha fine la solita litania contro il M5S, visto come unica causa di questa situazione di empasse.
Ma sono stati piu' irresponsabili i 5 stelle a non accettare l'invito del PD o quest'ultimo a non sedersi ad un tavolo con il PDL, per cercare di dar vita ad un governo di larghe intese?
Fa bene Grillo a tenersi alla larga da questi professionisti dell'inciucio, gente che per lustri ha finto di darsi battaglia con l'unico scopo di rimanere ancorata ai propri privilegi.
Come potrebbe il M5S governare con questi "falsari" della politica?  
Adesso si pretende che " 10 saggi" possano in 10 giorni,  illuminare la strada ai politici, indicarne la rotta da seguire per il bene del Paese. Ma perche' Napolitano non ha imposto al Parlamento appena eletto, di legiferare su 3-4 provvedimenti necessari e al tempo stesso simbolici per dar fiducia ai cittadini?
A mio modesto avviso, il nuovo che avanza da fastidio a tanti. E' troppo comodo quindi, prendersela con il M5S. Per tale motivo, la cosa migliore da fare e' coalizzarsi affinche' la roccaforte della casta non sia scalfita. Lo si vede anche da come i media si affannino a mandare in onda i sondaggi sulle potenziali preferenze degli italiani in caso di nuove elezioni, rimarcando che il M5S  inizia a perdere qualche punto percentuale.
Giusto per dare qualche esempio di come hanno governato PD e PDL, riferendomi alla mia regione, la Campania, il PD ha determinato con le sue non scelte, la nascita di Taverna del Re, il PDL e' quello che avrebbe risolto l'emergenza rifiuti a Napoli ed in Campania, con la nascita di Ferrandelle. Meditate.
Ritengo quindi che, nonostante tutti adesso cerchino di rifarsi una verginita' perduta, facendo la corsa nel rinunciare ai propri simbolici ma sostanziali privilegi, fin quando la nomenclatura dei rappresentanti dei partiti tradizionali non cambia, il M5S non  puo' veder scalfito il suo indiscutibile successo.
Mettetevi l'anima in pace.

venerdì 29 marzo 2013

PASQUA AD ARBUSTUM

Come ogni anno, sono preso assiduamente dall' agriturismo, in vista della Pasqua e del lunedì in albis.

Arbustum e' stata tirata a lucido per far trascorre agli ospiti delle giornate amene all'aria aperta.

Completata la pota dell'alberata e della vigna di asprinio, quella del susino, dell'albicocco e dei gelsi

Cimati tutti gli alberi dall'alto fusto, sistemato il prato e le bordure, sia in giardino che lungo il viale d'accesso.

Un ricco menu, allietera' la giornata ai tanti presenti previsti in azienda.

Nell'ultimo periodo, questa piccola realta', ubicata in un territorio difficile, ha fatto passi da gigante.

Su oltre 400 ristoranti nell'intera provincia di caserta, Arbustum ha raggiunto il 7° posto.

Non si vive di solo fatturato. Per me contano ancora le emozioni.




mercoledì 27 marzo 2013

PER IL PURO PIACERE DI SCRIVERE

Da quando mi sono affacciato in rete, esortato da una famosa blogger, nonche' personaggio molto conosciuto in Italia per la sua poliedrica versatilita' - mi riferisco alla mitica Kay Rush - che mi spinse affinche' aprissi, anche con una certa solerzia, un mio spazio personale, ho sempre creduto ad una forma di interscambio di conoscenze e confronto attraverso questo mezzo.
Nel corso di oltre 5 anni, navigando in rete, ho conosciuto tanti blogger, condiviso argomenti, arrecando o subendo critiche quasi sempre corrette, nel rispetto del pensiero altrui.
In verita', ho sempre cercato io visibilita', per quel senso di innato desiderio di conoscenza, di spontanea curiosita' verso l'altro.
Il mio blog, nonostante le numerose visite, e' stato sempre povero di commenti. Mi sono sempre chiesto perche'. E' bello avere un blog ricco di commenti, anche se contrari a quello che si cerca di proporre. Anzi, la civile ma vivace discussione, e' sempre segno di vitalita' di un blog.
Soprattutto in questo ultimo periodo, cio' capita molto di rado. La cosa ulteriormente strana, che i miei post inviati ad un grosso aggregatore in rete - Freeskipper - sono al contrario, commentati con maggior frequenza.
Per tale motivo, ho deciso di eliminare tutti i miei link, con i quali condividevo il mio spazio, ai quali spesso mi connettevo, intervenendo.
Continuero' il mio percorso in rete, in modo solitario, per il puro piacere di scrivere, essenza del mio essere, così come feci all'epoca, quando commentavo i post del blog di Kay.

Siate coerenti. Non lasciate commenti.

domenica 24 marzo 2013

IN FONDO AL TUNNEL, LA LUCE SI E' SPENTA

E alla fine " Re Giorgio ", diede l' incarico al triste e spento Bersani, uomo disperatamente  in cerca di un'indentita' da leader.
In base alla Costituzione, il mandato, al momento chiaramente esplorativo, va dato alla coalizione che ha la maggioranza relativa alla Camera. Maggioranza? A me pare, che le ultime elezioni, abbiano dato un diabolico risultato aritmetico che, a volerlo realizzare di proposito, era quasi impossibile.
I tre partiti maggiori, sono tra loro inconciliabili.
Berlusconi farebbe alleanze con tutti, pur di salvarsi il culo dalle sue vicende giudiziarie.
Bersani, tenderebbe la mano al M5S, pur di non "sporcarsela" col suo nemico di sempre.
Grillo, se coerente al suo obiettivo di demolire la casta, non si dovrebbe unire a nessuno.
A molti la situazione preoccupa, forse di meno all'Europa, da cui ormai accettiamo silenti la linea.
Il Paese e' di fatto commissariato da tempo. Adesso, senza nessun vincitore, cosa potrebbe decidere in autonomia? Per assurdo, in questo preciso momento storico, un governo con una propria linea autonoma, potrebbe creare danni maggiori.
Sento spesso parlare di responsabilita'. Ma se neanche maggioranze bulgare hanno garantito governabilita' al Paese, perche' adesso si dovrebbe trovare questo alto senso civico?
Meglio a mio avviso, far funzionare il nuovo Parlamento con un traghettatore davvero condiviso, con semplici compiti di ordinaria amministrazione, magari cercando di far approvare una nuova legge elettorale in tempi brevi, per tornare nuovamente al voto. 
Prossimo giro, prossima corsa. Sperando che gli italiani, abbiano le idee piu' chiare.
Monti vedeva la luce in fondo al tunnel. Con l'incarico a Bersani, questa si e' definitivamente spenta.



lunedì 18 marzo 2013

IL GOVERNO NON PUO' NASCERE E NON E' COLPA DEL M5S

Adesso tutti vedono il M5S vacillare, un gruppo diviso, isterico, che d'improvviso non riesce a trovare una comune linea di intenti. Tutte cazzate. 
La nomina di Grasso e' stato l'ultimo colpo di teatro di un PD senza idee e con una leadership sempre piu' evanescente. Vi ricordo che Grasso, nuovo presidente del Senato della Repubblica, fa parte di quel 10% di personalita' politiche calate dall'alto, senza aver sperimentato il filtro delle primarie, quindi massima espressione del porcellum, alla faccia della modernita' tanto propagandata dal PD.  Certo mi direte, meglio Grasso che Scilipoti, ci mancherebbe. Dall'altra parte il PDL riproponeva Schifani, quindi il vecchio, la casta, la clientela assurta ad istituzione. Che dovevano fare i grillini? Qualcuno, in piena liberta' di coscienza, non se l'e' sentita di votare per Schifani e non ha voluto votare scheda bianca come rischiesto dalla base. Se poi il leader ha fatto notare che c'erano regole ben precise da rispettare all'interno del movimento, regole condivise e sottoscritte da tutti, qual'e' il problema? Basta con questa strile litania che il movimento e' prigioniero dei dictat di Grillo. I neo-parlamentari devono capire che questi giochini si ripeteranno. Loro hanno un compito: soprattutto vigilare, non appoggiando alleanze senza costrutto, ma condividendo proposte apprezzate dal movimento o imponendo a loro volta le proprie.
Tutti stanno a vivisezionare il M5S, tutti cercano con viscerale bramosia di trovare cenni di mancamento all'interno del movimento. Anche molti sostenitori di Grillo, iniziano a criticare il leader, con la solita scusa di un Paese allo sbando, affamato, allarmato da incombenti minacce di default, con quella ansia spamodica di "fare presto" per il bene del Paese, quando anche con maggioranze bulgare, i nostri amministratori, di ogni colore politico, non hanno combinato alcunche' di buono per la Nazione.
Tutte cazzate quindi. La nostra credibilita' internazionale e' talmente bassa che, per assurdo, si potrebbe fare anche a meno di un governo. Al tempo stesso, la nostra incapacita' a risolvere in breve tempo problematiche ataviche, e' talmente palese, che un nuovo governo, nato tra l'altro con un risultato elettorale aritmeticamente beffardo, potrebbe solo fare peggio.
L'economia globale e' ferma. L'Europa ormai detta l'agenda ad ogni singolo paese. Potrebbe dettarla anche un nuovo parlamento eletto. A che serve quindi un governo, tra l'altro subito e a prescindere?





giovedì 14 marzo 2013

M5S: NO A COMPROMESSI VIGLIACCHI

Dopo mesi di fango mediatico e di univoca delegittimazione verso Grillo e il M5S, adesso tutti stanno iniziando a tendere la mano ai veri vincitori delle ultime elezioni.
Dietro il  "paravento" della salvezza del Paese, in base ad un concetto tanto esteso e vago al tempo stesso, come quello di responsabilita', tutti cercano accordi e alchemiche alleanze, per sopravvivere nelle stanze del potere. Con la minaccia dello spread, tutti invocano la necessita' impellente di dare vita ad un governo.
In tanti, temono il peggio, vittime del lavaggio del cervello che continuano a subire dai media di apparato. Molti degli stessi elettori del M5S, iniziano a rivedere le proprie posizioni, argomentando generiche preoccupazioni rivolte al bene della Nazione, come se d'improvviso, un cataclisma di indescrivibili proporzioni, si dovesse abbattere su di una ridente e rigogliosa isola felice e non su di un terra infestata dal malaffare, dove i suoi cittadini gia' da tempo non sono piu' autonomi soggetti pensanti, ma labili e suggestionabili derelitti teleguidati e ammaestrati all'obbiedenza verso il potere. Costoro sono individui senza piu' un'autonoma coscienza, gente che crede ancora nelle ideologie, nel mito della rivoluzione da attuare attraverso le normali nomenclature partitiche, privi di quello spirito critico che non permette loro di comprendere che l'illusione del marxismo, del riformismo e del liberismo, sono stati strumenti adoperati come ipnotici magneti per catturare il loro cervello. Per decenni abbiamo assistito inermi ad una "costruita" contrapposizione tra blocchi, tra chi minacciava l'invasione comunista e chi, non avendo argomenti, impostava la sua battaglia politica contro un uomo solo.
Ripeto, e' giunto il momento di avere il coraggio di osare, di tentare di voltar pagina, di mandare una volta e per tutte, i vecchi politici, gente ignobile, a casa. Se da questa situazione di stallo non se ne esce, meglio tornare a votare. Il voto del popolo, vale molto di piu' di un viscido accordo di Palazzo o di un intervento della magistratura dalla connotazione politica. Chi ci ha lasciato nel fango deve scomparire, ma politicamente (lentamente sta gia' avvenendo). Il grido deve rimanere "tutti a casa". In galera poi, ci andranno da cittadini, non da vittime politiche.
Dinanzi ad un ostacolo, chi rimane esitante, rischia di farsi male.
Meglio perdere una guerra, a testa alta, che scendere a compromessi vigliacchi per far prolungare l'agonia ad un sistema da tempo malato.


mercoledì 13 marzo 2013

FRANCESCO. IL PAPA SEMPLICE

La Chiesa ha il suo nuovo Papa:  Francesco
Tutti lo definiscono come un Papa "normale", semplice, umile, vicino alla gente, specie i piu' umili, i piu' poveri.
La Chiesa sembra voglia voltar pagina, in un momento molto difficile della sua storia millenaria. 
Gia' il nome scelto, Francesco, indica l'essenza di un messaggio di cambiamento, di rottutra e al tempo stesso di speranza, un ritorno all'autenticita' dei valori cristiani, che sono altruismo, soliderieta', vicinanza concreta a chi vive ai margini.
Francesco, argentino, e' anche il primo Papa sudamericano, terra dall'alta concentrazione di credenti cristiani e dalle enormi contraddizioni. La sua nomina, indirettamente, simboleggera' lo stare accanto a tutti i sud del mondo, a tutte le zone dove c'e maggior miseria e sofferenza.
Il Papa ha esordito nel suo discorso, invocando la preghiera dei presenti, come aiuto ad affrontare il suo compito delicato.
Francesco e' anche un gesuita (e' gesuita la mia formazione liceale), ordine che vede la missione di fede, come servizio.

La Chiesa ha la sua nuova guida. Adesso, l'attende il Paese.