lunedì 11 novembre 2019

INTERROGATIVI PRETESTUOSI O PROBABILI VERITA'?



Una volta le eventuali azioni dimostrative di ambienti camorristici o vicini alla camorra, nell'ambito delle societa' sportive, agivono sulla proprieta'. Il Presidente Ferlaino ne sa qualcosa, visti i ripetuti attacchi alla sua persone, le minacce, l'incendio alla sua casa al Corso Vittorio Emanuele.
Ora sento alla radio della societa' o leggo sui social azzurri, spesso gestiti da giornalisti schierati o di parte per il solo fine di attirare interesse, che parebbe che il furto alla casa di Allan con successiva risposta social della sua consorte e quello all'auto della compagna di Zelinsky possano rientrare in tale strategia malavitosa. Non a caso, indaga su tali vicende, anche la DIGOS.
La camorra minaccia i giocatori. Perche? Vorrebbe destabilizzare l'ambiente, la Presidenza, attraverso i giocatori e non direttamente attaccando o minacciando il titolare dell'azienda?
Bisogna credere a tali teorie? Quale sarebbe a questo punto, il fine premeditato? Qualche sceicco o qualche cinese ha stretto legami con la camorra locale per poi acquistare il Napoli ad un prezzo ridotto e dare un "compenso" per la "mediazione" ?
O ci sarebbe qualche testa di cuoio locale che vorrebbe fare questa ardita scalata? I furti agli apaprtamenti dei giocatori, ci sono sempre stati, anche in altre societa' calcistiche, anche a Torino, Milano. Pero' qui, all'ombra del Vesuvio, e' tutto ingingantito. Tutto deve acquisire i tratti di un travaglio. Tutto deve assumere i crismi di un'opera di Eduardo. Tutto deve assomigliare ad una sceneggiata di Mario Merola. Tutto deve incastonarsi in un virtuale set di Gomorra.
Ma se per assurdo, tutto fosse vero...ancor di piu' bisogna sostenere la societa' e il suo Presidente!

martedì 29 ottobre 2019

L'ECLISSI DEL M5S E' APPENA INIZIATA


L'alleanza del 2018 con la Lega fu ben diversa. C'era un'empasse istituzionale dopo il voto. I 5S non vollero dialogare con Berlusconi. Renzi non volle unirsi a Di Maio. Allora si trovo' la terza via, con tanto di contratto scritto. Nacque cosi il governo giallo-verde
Ad agosto di quest'anno, dopo che Salvini strappo' anche perche' gia' aveva intuito a livello europeo dove i 5S stavano andando a parare...la scelta di unirsi fu politica, lucida. Gli acerrimi nemici del PD, all'improvviso divennero alleati. Ci fu un abbraccio utilitaristico, panificato a restare il piu' possibile al potere, proprio in un momento dove entrambe le forze politiche erano in caduta libera, perdendo milioni di voti nei vari appuntamenti elettorali.
Da alleanza di Governo, poi si e' sperimentata l'alleanza politica anche nei territori, proprio in quella regione, l'Umbria, dove da anni il M5S combatteva contro il ladrocinio piddino. Che faccia, ma anche che errore strategico. Davvero i 5S pensano che il popolo non abbia piu' potere critico, lucidita' cognitiva, la stessa che e' venuta a mancare a tanti elettori pentastellati, invasati in maniera ipnotica dai mantra pubblicitari prodotti dai soldatini teleguidati dai 2 padroni del movimento: #GRILLO e #CASALEGGIO ASSOCIATI
Ora avrete solo il CAOS

https://www.tpi.it/politica/elezioni-umbria-2019-sconfitta-m5s-20191028484517/?fbclid=IwAR3GntiLuvQ5Cq6Y-w0mClE1AGi58Z5XXS5cS4pvEY1f17mckc3dH-r0OwM


martedì 22 ottobre 2019

CONTE, UN PREMIER A TEMPO?

Bruxelles non ci vede ancora chiaro sulla manovra. Per il momento non ci sono pressioni.

Ma se come pare, non siano state trovate misure tali per invertire l'aumento costante e irreversibile 
del debito pubblico, allora i burocrati dell'UE inizieranno a farci pressioni. Ci sara' il famoso pulsante dello spread che sara' azionato, si creera' ad arte un po di costruita fibrillazione sui mercati, con i soliti sciacalli professionisti e da noi si aprira' una crisetta di Governo, dove l'artefice come al solito, non sara' Salvini e la destra ( pur risalendo molto nei consensi ), ma sara' lui, il solito invasato pieno di smanie autoglorificanti, Matteo Renzi, che come ha evitato il voto, come ha generato questa accozzaglia di Governo, e dato vita ad un suo movimento di centro-liberal-progressista, gestira' a suo modo il tutto, imponendo o facendo imporre a quel punto da Mattarella, Draghi, un supertecnico di casa a Bruxelles, per la continuazione normale della Legislatura. 
 
Il suo scopo e' annullare Di Maio e i 5S e sostituirsi come alleato esterno al PD, magari coinvolgendo il suo amico Calenda a sua volta a capo di una neonata formazione politica social-riformista, una parte di FI e anche della stessa Lega, quella a matrice imprenditoriale e non anti-europeista

Le destre potranno soltanto ringraziare!

venerdì 20 settembre 2019

DI MAIO E M5S: SISTEMATICA MUTAZIONE GENETICA TELECOMANDATA


All'epoca mi piacevate. Volevate combattere il sistema. Addirittura volevate uscire dall'euro a vostro dire l'origine di tutti i mali. Ho creduto in voi, vi ho sostenuto e votato, lasciando da parte il mio credo politico. Poi per come sono andate le cose, vi siete dimostrati per quello che realmente eravate: UN GRANDE BLUFF, di incapacita', impreprazione, pressapochismo.
Siete puri, siete onesti, siete per far fuori il marcio. Ma siete troppo distanti dal mio modo di pensare, dalla mia coerenza nelle cose. Siete stati per me una profonda delusione. Vedere questo video, sintetizza la vostra stoffa, quello che volevate che il Paese credesse di voi e dei vostri programmi. E continuerete cosi, all'infinito, cercando di emozionare chi riceve i vostri messaggi preconfezionati ma non sarete in grado di convincere con la qualita' del vostro argomentare, con lo spessore delle vostre idee. Come quando euforici per il vostro successo, andaste su di un balcone dicendo che la poverta' era finita. Che squallore.
E poi siete notevolmente cangianti, mutevoli e per come sono andate le cose, patetici. Siete semplici marionette mosse da chi vi usa per il proprio tornaconto. Soldatini telecomandati dai vostri proprietari di immagine: GRILLO E CASALEGGIO ASSOCIATI
Chi continua a votarvi e' ancora magneticamente ipnotizzato dal vostro fantastico messaggio surreale, un messaggio sempre nuovo, creato ad arte dai vostri esperti di programmazione commerciale, che voi poi ripetete come un mantra, a menadito

https://www.facebook.com/politicallyincorrec/videos/923315524702585/UzpfSTEwMDAwNzU5OTAwNTAwMjoyMzI5NjcxMDgwNjI5NTAz/

giovedì 19 settembre 2019

RENZI: STRATEGIE DI UNA SCELTA POLITICA


La mossa di Renzi viene vista dai piu, come un tentativo di trovare un suo nuovo spazio, magari al centro. Da altri viene vista come un capriccio, una vendetta contro la parte sinistra dei DEM e contro il fatto che i rottamati Bersani, D'Alema ed altri possano avere direttamente o indirettamente ancora un peso decisionale nel partito di Zingaretti.
A pochi, pochisismi sfugge che tale ardita e pianificata mossa politica, ha in se una ulteriore strategia programmatica. L'intento quasi raffinato, arguto, cinico di annullare definitivamente i 5S, far fare loro per intenderci, un po' la fine che fece Alfano a suo tempo.
Una maggioranza con l'ala renziana che si distacca, anche solo formalmente ma non concretamente, indebolisce comunque una maggioranza nata di suo debole.
Si parla di alleanze programmatiche tra PD e 5S anche per le politiche locali. Ma se si palesassero difficolta', malumori, contraddizioni tra gli alleati di Governo, la parte del PD, seguirebbe Renzi o i 5S?
Renzi che da sempre non volle mai dialogare con Di Maio, lo ha rigenerato, gli ha dato una nuova verginita' politica, con il solo intento di annullarlo dal Palazzo.
Il suo scopo e' demolire attraverso il normale svolgimento della vita politica chi decise la sua momentanea disfatta.
Ha evitato le elezioni, ha influenzato con il suo drappello di uomini le scelte del partito, quindi quelle parlamentari, quindi il mantenimento e la rigenerazione di un nuovo Governo, dove Conte e' solo un collante di facciata per avere tranquilli i partner europei e per evitare che destre nazionaliste potessero davvero governare da sole.
Ma quando i giochi si faranno duri, non so quanti di quelli che oggi mostrano fedelta' alla nuova alleanza, continuino ad averla per il partito di Di Maio.
Tra urlatori e poltronisti, in una fase di forte declino non solo economico, ma anche di idee e programmi. Renzi resta l'unico personaggio lucidamente pensante.
Non mi riconosco nelle sue idee, ma sempre con coerenza, gli riconosco strategia politica

lunedì 9 settembre 2019

CONTE, IL NUOVO VOLTO DELLA TECNOCRAZIA EUROPEA


Si e' presentato alla sua nomina a Presidente del Consiglio, come l' Avv. del popolo. La stragrande parte degli italiani non lo conosceva. Penso invece che si sia palesato come un preparato e raffinato rappresentante dell'establishment europeo, da cui a breve prendera' direttive e programmi.
Mai piu propizio fu il G-7 avvenuto in piena crisi politico-istituzionale.
In Francia, da Premier dimissionario, ricevette le stimmate di grande statista, un leader che doveva restare e durare alla guida di un Paese che stava profondamente mutando la sua visione europeista.
Per far cio' aveva necessario bisogno della forza politica di maggioranza, il M5S, subito convinto a prestarsi alla causa. Sapeva di trovare il pronto appoggio del PD, grazie all'intercessione di Renzi e degli altri big, astuti ed esperti "volponi di Palazzo".
I passi indietro fatti formalmente da Zingaretti, non erano altro che la realizzazione di una meditata strategia per riconquistare il Governo e continuare quel discorso da poco interrotto.
Le nomine dei Ministri, la formazione della compagine di Governo e la scelta di Gentiloni per l'Europa, non sono altro che il dovuto grazie al compimento dell'opera, avvenuta nel mese di agosto, in uno scorcio di tempo brevissimo, al fine di far tornare prima possibile, per intercessione di Mattarella e del Presidente emerito Napolitano, l'ordine costituito.

giovedì 15 agosto 2019

CRISI POLITICA: SALVINI IL TRADITORE CHE FA COMODO A TUTTI


Se si vota il M5S perde. Se si allea al PD, si dissolve.
Ma davvero voi credete al tradimento di Salvini? Qui c'e' stata una raffinata, pianificata e cinica regia politica, una strategia talmente semplice nella sua evoluzione, ma tanto ardita nella sua ideazione.
Il Paese con lo strappo di Salvini, elimina la proiezione politica di un movimento scomodo a tanti. La crisi improvvisa ( anche se da tempo latente) ne castra la sua evoluzione, ne svilisce la sua esistenza, ne ridimensione la sua vitalita'. Lo strappo fa apparire d'improvviso i pentastellati uguali agli altri, protesi ora alla ricerca di alleanze, di accordi di Palazzo. Usando Salvini...implode un movimento nato dal nulla, dalle piazze, dalla protesta. Un movimento di cittadini qualunque che aveva fatto sognare che fosse possibile un altro tipo di politica in questo Paese, una politica fatta di slancio, senza calcoli, da persone animate soltanto dal desiderio di dare credibilita' alle Istituzioni. Un movimento che per le sue battaglie era diventato da subito scomodo ed ingombrante ai media, alle lobby, alle banche, alle clientele, agli affaristi, alle massonerie, ai mafiosi e a tutto l'intreccio di velate ma di certo esistenti complicita tra essi.
Dare ora la colpa a Salvini e' fin troppo comodo. Lui penso, si presti pure al gioco, accentuando il suo essere volgare, diretto, esibizionista, accentratore, quasi narciso e infinitamente presenzialista. Il Paese ora e' cio'. Un Movimento al tramonto e tanti protagonisti ormai dissolti che ora cercano di ritrovare la verginita' perduta. Assisteremo nuovamente a promesse rassicuranti, fatta da imbonitori professionali, magari anche da qualche illustre tecnico referenziato pronto a sacrificarsi al capezzale del Paese.
Ma in tanti tireranno un sospiro di sollievo. La crisi una cosa certa ha prodotto: da ora in poi, il M5S potra' solo indebolirsi

venerdì 9 agosto 2019

LA CRISI PIANIFICATA


La crisi di Governo di sicuro non era un fulmine a ciel sereno. Ma di sicuro creera' un diluvio torrenziale la cui durata non e' ancora prevedibile.
Salvini e' in campagna elettorale da oltre un anno. Un Ministro degli Interni cosi esposto e con una agenda di appuntamenti cosi fitta, io non lo ricordo a mia memoria. Non appuntamenti per cosi dire di lavoro, ma happening di propaganda gia' ben delineati da tempo. Basta vedere il tour in Puglia di questi giorni che proseguira' in Calabria e Sicilia.
Come si fa a non dubitare che la crisi non fosse altro che una bomba ad orologeria cinicamente pianificata, il cui innesco era gia' programmato nei tempi, nei contenuti e nel contesto favorevole? Di solito si usava dire in questi casi, a chi rimarra' il ceniro in mano. Senza ombra di dubbio, penso che in questo frangente, il cerino, anzi il carbone ardente...resti nelle mani degli italiani, ancora una volta fregati dalla casta, dalle clientele, dalle lobby affariste, dai media di apparato.
Tornando a Salvini, ci troviamo dinanzi al politico presente in Parlamento di piu lunga durata. Uno squalo, un cannibale, uno sciacallo.
Salvini esisteva a livello politico prima anche di Berlusconi, roba che il giovanotto Di Maio davvero sembra un boy-scout.
Ma il popolo in questi anni ha saputo valutare l'operato dei suoi rappresentati istituzionali. Dare ascolto solo ai sondaggi, e soprattutto confrontare i sondaggi rispetto a diversi appuntamenti elettorali, non ha mai portato a certezze scientifiche. Dare poi ascolto a sondagisti di sistema, quel sistema che i 5S hanno cercato di scardinare, sarebbe solo un argomentare da fessi. Ma il popolo ahime' e' divenuto un semplice replicante, privo di coscienza critica. Dove c'e' piu' rumore, li si deve creare la eco di rimbalzo, per dare risonanza al capo branco piu abile e capace ad emettere frastuono.
Vedremo come andra', come sara' gestita la crisi da Mattarella e quali saranno le alleanze. La cosa che mi auguro da elettore 5S che il movimento resti fedele ai suoi principi di coerenza ed onesta' e non cada nel traboccheto di alleanze che, come volevasi dimostrare, sono divenute nel caso del governo giallo-verde, vere e proprie zavorre programmatiche

venerdì 2 agosto 2019

ABITUARSI AL BRUTTO COME ANTICORPO PER UNA SOCIETA NEL DEGRADO


Ci si abitua a tutto. Ci si abitua anche al degrado, ahime'.
Mesi fa, nel rione dove vivo, il P.co la Pineta ai Colli Aminei a Napoli, tante polemiche in merito allo stato di abbandono in cui versavano i giardini pubblici. Tante polemiche anche su un gruppo, dal quale mi sono cancellato ( mitici colli aminei ) poiche' in contrasto con alcuni commenti di soggetti che hanno ruoli amministrativi alla Circoscrizione del territorio. Giardini che d'improvviso...furono messi in ordine ed a cui fu dato un certo decoro, in vista della visita del primo cittadino ad intitolare una piazzetta, visita che coincise con il classico gesto "green"..tanto in voga di questi tempi per una sinistra ahime' senza piu' argomenti...la piantumazione di un alberello di ulivo, in merito alla quale io commentai di sentirmi ancor piu' preso in giro come cittadino del rione, poiche' era ridicolo che si mettesse a decoro uno spazio verde soltanto per far fare bella figura ad un Sindaco assolutamente manchevole per come si e' degradata la zona in cui abito dalla nascita.
Bene, anzi, male, dopo oltre un mese da quella data, il P.co versa nel suo degrado, come ormai da anni. Il prato o quello che ne resta, e' una distesa gialla di erba secca, in cui imperversano solo cartacce, buste di plastica e rami secchi abbandonati. Le campane dei rifiuti particolari ( plastica e vetro) sono ricolme, altra plastica e altro vetro rimane giacente ai loro margini, in compagnia di grossi sacchi neri, credo di materiale di risulta che qualche ditta di lavori in muratura, avra' lasciato li, per terra, in modo scellerato. Non c'e' controllo, nessuno vigila, ma soprattutto nessuno si indigna. Ci si e' assuefatti al brutto, alla sporcizia, all'incuria. La si vede ormai, una cosa normale che fa parte del nostro vivere quotidiano.
Montagne di agrumi, arance, di alberi selvatici, giacciono su quello che resta di un prato malandato che chiede aiuto, soccorso, che implora rispetto, riscatto, ma che ora puo' solo urlare malinconicamente il suo stato di fine biologica. Arance che fanno sentire l'olezzo del loro stato di decomposizione, olezzo flautolento che fa da richiamo a insetti, blatte e forse credo, anche a qualche roditore che trovera' tanto cibo a disposione offerto da una natura malandata e abbandonata al suo destino.
I marciapiedi sono lerci, pieni di resina di quel che resta dei pochi pini salvati al disastro dell'abbattimento per moria, dove il puzzo di piscio dei cani nella stagione calda fa sentire la sua presenza.
La notte poi, il P.co diventa luogo di incontro di gente sballata, in preda al delirio provocato dall'alcool e dalle droghe. Fino alle 2 passate, ci sono schiamazzi insopportabili, gare di motociclette con marmitte rumorose, sterei dell'auto a palla che irrompono nelle case, togliendo il sonno ai residenti.
Questa e' la Pineta oggi, specchio di una societa' decadente e dell'abitudine ahime, a vivere in un contesto sempre piu' degradato

lunedì 11 febbraio 2019

ELETTORI DI SINISTRA: ORMAI SOLO STERILE RANCORE

I frustrati del PD e di tutto il CSX, che non hanno mai votato a destra e che ora godono della sconfitta dei 5S, pur sapendo che il Paese vira definitivamente in quella direzione, non hanno ne' anima, ne' dignita', ne' orgoglio. In loro c'e' solo frustrato e sterile rancore, quel rancore che ha sempre contraddistinto le loro scelte, scelte contro, mai scelte per.
Meglio consegnare il Paese ad un leghista che a chi cercava di cambiarlo. Non importa se per il passato ostentavano con superbia quel senso di appartanenza verso quei valori che in modo presuntuoso pensavano di avere soltanto loro e che rispecchiavano presumibilmente, il loro senso di relazionarsi con la societa: accoglienza, uguaglianza, solidarieta', diritti, morale. Tante parole ostentate piu per appartenenza che non per reale sentimento altruistico.
Meglio l'avanzare di cio' che consideravano fino a ieri fascismo xenofobo che non appoggiare chi ha spazzato la casta, i privilegi, le ruberie, le clientele, il ladrocinio istituzionalizzato.
Meglio un ladro padano che persone forse incompetenti ma animate dallo spirito del cambiamento.
Io da elettore storico di destra, mi godo questa catarsi mantrica autolesionista e masochistica, di tutti coloro i quali ora in cuor loro, godono della sconfitta dei 5S, pur sapendo che il loro storico riferimento politico di appartenenza e' ormai dissolto.

giovedì 10 gennaio 2019

NAZIONALISMO: ULTIMA RISPOSTA AGLI ULTIMI. MA ITALIANI

Nella guerra mediatica, ricca di fake-news e bufale spesso si parla tanto del problema immigrazione.
Lo fa chi da questa immigrazione ci guadagna in termini di associazionismo cooperativo, lo fa chi da questa immigrazione ci guadagna in termini di consenso politico.
Io vorrei che si parlasse di sviluppo, crescita seria documentabile, occupazione giovanile, specie al sud.
Sono stufo di sentire soltanto sterili e preconfezionati annunci elettorali. Da quelli di vecchia data, in cui si prespotteva di camminare le acque con un Ponte sullo Stretto, a quelli piu' recenti che infondevano ipocrita e falsa serenita' asserendo che la luce in fondo al tunnel finalmente si scorgeva, agli ultimi, dove si asserisce che la poverta' finalmente e' stata sconfitta.
A volte si temono le derive nazionaliste, vedendo in queste, risposte di pancia senza costrutto, manifestazioni di becero populismo xenofobo, dimenticando che a volte, i nazionalismi nascono anche come estremo tentativo di difesa sociale, mettendo al primo posto i diritti basilari dell'individuo, la casa, il lavoro, il diritto alla salute, ad una giusta pensione
Chiaramente, in un momento di grande crepuscolo per il Paese, e' logico che ci sia chi combatte per questi diritti, mettendo al primo posto gli ultimi e non ci si deve meravigliare che in questa lotta, si scelga per prima cosa di salvaguardare gli ultimi della propria Nazione.
In una guerra tra poveri, chi ha piu diritti? E chi deve stabilire chi aiutare per primo? Lo dovrebbe fare la politica, ma la poltica e' espressione democratica del popolo. Se il popolo e' contento di come sta, allora non vedo problemi. Ma se il popolo vede che la propria condizione di vita, non migliora, allora puo' decidere un giorno, penso sempre piu vicino, di votare chi metta al primo posto i diritti e i bisogni degli italiani.
In un mondo sempre piu globale, in un momento storico dove si professa l'eliminazione di frontiere, confini, dove pare non ci debbano piu essere differenze tra religioni, culture, tradizioni, anzi che queste debbano essere mescolate in una sorta di forzato arlecchino, non possiamo di certo perdere d'improvviso, la nostra identita, diventando un semplice punto geografico, uno scoglio di approdo, un lembo di terra di passaggio, un semplice ingranaggio all'interno di una complessa macchina burocratica e tecnocratica.
Per tale motivo, sono sempre piu convinto che sia arrivato il momento di pensare prima a noi italiani

giovedì 8 novembre 2018

GIORGIA MELONI: NELL'UE O CI STIAMO O CE NE ANDIAMO

Risposta ad un post di Giorgia Meloni

L’ONU dichiara guerra al Made in Italy. L’Organizzazione mondiale della sanità dell’ONU ha confermato la volontà di dichiarare nociva per la salute la dieta mediterranea: olio d’oliva, parmigiano, prosciutto, vino rosso, e imporre dazi su questi prodotti per limitarne il consumo. Un attacco pretestuoso contro il nostro agroalimentare che registra esportazioni record e dà fastidio a molti Stati. Il Governo sbatta i pugni sui tavoli internazionali e difenda i nostri prodotti e la nostra economia.


A dichiarazioni a volte propagandistiche, non bisogna rispondere facendo propaganda.
E' arrivato il momento di dire da che parte si sta, senza se, senza ma. 
La destra negli ultimi 25 anni, per opera di Berlusconi ha mutato la sua faccia, la sua inclinazione. Per un lungo periodo si e' professata moderata. Ma che vuol dire essere moderati? Essere buoni con tutti? Tenersi tutti buoni per convenienza e interesse elettorale? Questo per oltre 40 anni lo ha fatto la DCI. A destra bisogna scegliere cosa fare, con chi stare. 
L'Europa spesso viene utilizzata come spauracchio propangandistico nelle campagne elettorali interne, salvo poi tenersela buona quando su gli scranni a Bruxelles bisogna mettere le italiche chiappe. Si dice: andiamo in Europa a testa alta a dire la nostra, a difendere l'italianita. 
MA - DE - CHE? O ci stai e ti stai, o te ne vai, anche perche' in quel carrozzone mastodontico, espressione di diverse culture, diversi paesi, diverse religioni, tenute insieme da una moneta forte ma espressione di singole economie deboli, la nostra italietta negli ultimi lustri ha sempre piu rappresentato il ruolo di cenerentola. Quindi, a mio modesto parere, che resta soggettivo, l'unica strada e' uscirne, per rilanciare la nostra economia fatta di eccellenze, prodotti di nicchia. Come da turisti gli europei verrebbero a visitare il nostro paese, cosi le nostrte merci potrebbero invadere i loro mercati senza vincoli e legacci messi da un organismo teocratico che ha molti dei suoi leader nominati ma non eletti. 
Piu che difendere il Made in Italy, c'e' prima da difendere l'Italia

lunedì 25 giugno 2018

RISPOSTA AD UN COMUNISTA

Davvero avete la presunzione di essere il Verbo. Siete fuori dal mondo. Per tale motivo non avete piu preso voti. Vi siete imborghesiti, lasciando i deboli ai margini. 30 anni fa circa, al nord nacque la Lega, come protesta che veniva dalla base, perche' la cittadinanza non si sentiva piu tutelata da chi aveva a tutela gli interessi dei piu deboli. Votarono Lega gli operai, i braccianti, perche' la sinistra, i sindacati e i loro rappresentanti non difendevano piu gli interessi di quelle categorie. Vi siete sempre sentiti i depositari del sapere, della cultura e soprattutto della morale. Siete riusciti nel vostro intento, quello di far passare questo messaggio in oltre mezzo secolo di comunicazione deviata. Avete cavalcato l'onda sessantottina, sia nella fase rivoluzionaria, sia in quella pacifista, ma anche in quella pop, delle mode. Essere di sinistra all'epoca, era molto fico anche, tanti lo erano, per moda ma non perche condividessero quei valori. Poi altri circa 30 anni della vostra storia e militanza politica, li avete persi con un'unica ossesione, una sorta di viscerale contrapposizione riversata contro un unico e preciso obiettivo da abbattere: Silvio Berlusconi. Per circa 30 anni avete quindi definitivamente smarrito quelle che erano le vostre battaglie, i vostri presunti valori: aiutare i poveri, stare vicino agli ultimi. Finito Berlusconi, anche per una sorta di fine politico-biologica, vi siete svegliati improvvisamente da un sogno. Non avevate piu una mission da compiere, non avevate piu un'idea per il Paese, non avevate piu una nuova classe dirigente, sempre divisi tra voi, conseguenza naturale della contrapposizione interna tra 2 anime: quella cattolica e quella comunista. Oggi, in modo ipocrita e finto moralista, riversate le vostre attenzioni per i nuovi ultimi del mondo, ma non i denutriti africani che muoino di stenti nella loro terra, ma gli immigrati che hanno arricchito le vostre Onlus per i quali ora combattete non per convinzione, ma per pura contrapposizione ideologica a chi, dall'altra parte, cerca di tutelate prima gli interessi degli italiani. Questo ora siete: un carozzone mastodontico e arruginito di privilegi, clientele, salotti e fondazioni che non comunica piu con la base e in perenne conflitto per la leaderchip interna. Vi siete sciolti come neve al sole, vi siete dispersi come polevere spazzata via dal vento. Il vento di una realta' profondamente mutata che voi non avete avuto piu' la capacita di intercettare

domenica 18 marzo 2018

LOTTA ARMATA. LOTTA CIVICA


Hanno destato molto clamore giustamente, i vari interventi dei brigatisti rossi in merito al 40ennale del sequestro Moro.
Per il Capo della Polizia, le vittime degli eccidi della lotta armata, sono stati oltraggiati una seconda volta. A sentire chi della lotta armata ne fece uno strumento di reazione al potere, la storia non e' fatta solo di vittime, del loro impegno sociale, civico.
La storia e' fatta anche da chi ha commesso eccidi in nome di un disegno visionario teso al capovolgimento degli equilibri esistenti.
Anche questo e' il nostro Paese, un posto dove chi ha commesso crimini efferati ha avuto in seguito ruoli e visibilita' pubblica, pur non essendosi mai pentito per la sua azione eversiva.
Dal mio punto di vista, ritengo che una volta le Istituzioni pubbliche ed il sistema partitico erano forti, solidi e chi voleva lottare, porto' all'estremo il suo intento, facendolo a mano armata.
Anche oggi, c'e' una sorta di nuova spinta "sovversiva". Ahime', siamo diventati nel frattempo, un paese in svendita, sotto lo schiaffo delle banche ed acquistati in saldo dai cinesi.
I partiti e di riflesso le Istituzioni, sono pieni di mafiosi, massoni, clientele e affaristi. Lo Stato e' gia morto da tempo. Chi un tempo lo combatteva non si metterebbe ad oltraggiare un cadavere, usando la violenza ed il sangue come metodo di riscatto. Per fortuna, in modo democratico, per un graduale risveglio della coscienza critica dei cittadini, sta avvenendo un tipo diverso di rivoluzione. Il sistema partitico, non piu forte come un tempo ma ancora coeso a bramare e mantenere potere e privilegi, a tenere stretti i propri interessi di casta, sta iniziando a scricchiolare sotto i colpi di una nuova forza politica.
Il #M5S rappresenta oggi l'alternativa democratica, civica e civile al potere, inteso come strumento di pochi (casta partitica) a reprimere e condizionare (tramite media di regime servili) la massa, sempre piu omologata nella propria coscienza, quindi svilita da qualsiasi forma di riscatto e reazione sociale.
Con il voto del 4 marzo e' iniziata la rivoluzione, la lotta civica.

lunedì 12 marzo 2018

CARO SARRI, IL SAPER COMUNICARE E' VALORE PREZIOSO


Nello sport spesso le motivazioni contano anche piu dei stessi valori tecnici. La mente, il cervello, la famosa testa, spesso riescono a compensare limiti e caratteristiche qualitative, fornendo preziose alternative agli atleti, sia negli sport singoli che in quelli di squadra.
In questo contesto, non solo ci sono le specifiche predisposizioni degli agonisti, ma contano tantissimo le capacita' motivazionali, relazionali e comunicative degli allenatori, dei coach, dei   personal trainer.
Sapere di non avere gli stessi valori dei nostri avversari, e sentirselo ribadire all'infinito, come un mangianastri incantato, dal proprio allenatore, ma anche dalla propria societa di appartenenza, non fa altro che cementare nella testa dell'atleta tale concetto, cristallizandolo.
Alla fine tale martellamento infinito, accentuato dalla comunicazione costante dei cosiddetti " addetti ai lavori " - spesso professionisti o pseudo tali che magari non hanno mai fatto sport a livello agonistico - crea nella psiche dell'atleta, dell'agonista, ma dello stesso professionista sportivo, una sorta di costruito alibi di fuga, una forma di comodo ammortizzatore che va ad ammorbidire le sue eventuali cadute, insucessi, sconfitte.
Cio' che affermo, penso possa essere confermato da chi un po' di sport, a tutti i livelli e in tutte le discipline, lo mastica.
Caro Sarri, io ti ringrazio sempre per quello che ci hai donato, in termini di bellezza, emozione, estetica e tecnica pura con il tuo gioco. Ma io non appartengo a quella categoria di persone che si accontenta, che dice solo e sempre grazie perche' ricorda i tempi bui. Nella mia perenne, costante, atavica autonomia ed indipendenza intellettuale, penso che dal punto di vista della comunicazione, hai tanto ancora da imparare e non solo quando mandi a quel paese chi ti fa domande scomode. In tali circostanze, i danni causati, a limite, possono riversarsi solo su di te. Ma mi rifersco a quel velo di incertezza che trasuda dalle tue parole, come quelle della Presidenza e di tutta la stampa, univocamente sintonizzata sulle stesse frequenze.
Vuoi fare la rivoluzione. I tuoi 13-14 guerriglieri, per te devono essere sempre i migliori. Sempre. Non solo quando vinci. Perche noi da qua sembra che scendiamo dal carro a nostro piacimento, tu di la non puoi condurlo solo quando ti va bene rimarcando questi limiti, forse per fare di te una figura ancora piu eroica ed epocale.

venerdì 23 febbraio 2018

SCHIAMAZZI ISTERICI NELLE PIAZZE VUOTE

Una volta, anche se in una forma di semplice vendita " tipo folletto", le campagne elettorali si basavano su promesse forse irrealizzabili ( vedi Ponte sullo Stretto...) o sull' aumento degli occupati ( anche se per poche ore settimanali...) ma almeno il cittadino, il lavoro, lo sviluppo del Paese, il benessere delle famiglie erano al centro di oratorie forse utopistiche, ma comunque rivolte alla creazione di un sogno, di una visione seppur miracolistica ma almeno ipoteticamente realizzabile nella mente dei fruitori del messaggio, inguaribili sognatori.
Ora invece si versa soltanto livore sull'avversario, in mancanza di idee, uomini e programmi, specchio di una societa' in crisi irreversibile, condannata ad una forma di crepuscolare e malinconica omologazione.
Ormai si parla solo del rischio del ritorno del nazi-fascismo o della minaccia dello straniero invasore, come unica e contraddistintiva propaganda elettorale degli opposti schieramenti di questa estenuante campagna elettorale.
Ma gli italiani come stanno? Gli impiegati arrivano ancora alla terza settimana del mese? Le partita IVA come se la passano? Le aziende che aprono, superano quelle che chiudono? La progressiva avanzata cinese e' finita? Le banche danno credito a chi investe? I pensionati riescono ancora ad aiutare i loro figli maturi a carico, licenziati dai loro posti di lavoro? Il flusso dei nostri cervelli in fuga verso l'estero, si e' interrotto? Il numero dei suicidi e' diminuito rispetto ad alcuni anni or sono?
Le vecchiette hanno finito di rovistare frutta e ortaggi in decomposizione nei mercati generali?
Ai colpi contro le mafie, ai sequestri, le confische, e' seguita la creazione di un'economia sana ed onesta?
Quali le prospettive del nostro Paese nel medio periodo?
La comunicazione ormai si e' cronicizzata nello scontro tra vecchie ideologie.
E' solo questo che il Paese sa produrre?
Una volta il malcontento si riversava contro lo Stato, come forma di protesta contro il sistema. Pratica da condannare ci mancherebbe, ma rappresentava una forma di lotta organizzata contro il potere in quanto tale.
Oggi invece, assistiamo allo scontro tra disperati, facinorosi allo sbando, groppuscoli fai da te che si contendono il pollaio come galletti dopati in gare di paese.
Anche la piazza, seppur rumorosa e armata, rispecchia la schizzofrenia episodica del momento, un momento buio, cupo, illuminato soltano dalla luce di selfy autocelebrativi ma, al tempo stesso, riflettenti il vuoto del momento.
Se fino a qualche lustro fa, noti registi impegnati, creavano effimeri girotondi contro un solo uomo da sconfiggere, o giornate della Vaffa per gridare l'italico malcontento, oggi nell'epoca dei social, del virtuale, dell'individualismo contagioso e compulsivo, le piazze sono vuote, e i pochi schiamazzi provengono da isolati e chiassosi disperati in cerca di episodica celebrita'.
Questa e' la nostra epoca. La politica ne e' la rappresentazione.

#CREPUSCOLO #VUOTODIPOTERE #STASIDETERMINISTA #CAOSDECISIONISTA #SENZAIDEE #PAESEINSVENDITA

venerdì 12 gennaio 2018

MONNEZZA DA CAMPAGNA ELETTORALE

La spazzatura e' quella storpiatura socio-relazionale che nessuno vuole vedere. Altri disservizi, ritardi, magagne, ruberie, inefficienze, degrado, incuria, vengono sopportati. La monnezza no. Tanti problemi esisotno, ci sono, si vedono ma non vengono percepiti, perche' spesso non ci toccano direttamente.
E' come se una bella donna fosse sfregiata al volto. Se magari lo sfregio e su  di una parte  del   corpo nascosta, lo si sopporta, perche in fin dei conti, chi ti guarda non lo vede. Lo sfregio in volto e' come  un grido di dolore manifesto, pulsante, vivo.
A volte pero', i dolori, i dispiaceri sono piu gravi, profondi, toccano il cuore, l'anima, ma si      sopportano perche' come se fossero nascosti... 
Cosi e' per la monnezza. Se in una citta' non funzionano bene i mezzi pubblici, gli ospedali sono super affollati con i degenti abbandonati nelle corsie, le facciate dei palazzi sono cadenti, gli asili  nido sono quasi inesistenti, c'e' una diffusa insicurezza, scippi, furti e rapine sono frequenti, l'impiantistica sportiva e' latente, il livello di istruzione basso, alto il livello di abbandono scolastico, se la disoccupazione resta elevata, se il decoro in generale viene percepito in modo limitato, se i limitati spazi di verde sono tenuti nel piu' imbarazzante abbandono, se lo spaccio di droghe e' pratica normale, tutto cio' non viene sentito alla pari di come viene considerato il problema rifiuti.
Adesso vedo che a Roma, come un tempo per Napoli, si parla solo di cio'. E come scrissi a suo tempo, per il dramma che offendeva la mia amata citta', il problema rifiuti e' solo un bubbone che serve a coprire altre magagne.
Dal mio blog nel 2008. Molto attuale. Buona lettura
http://nonsolonapoli.blogspot.it/…/il-bubbone-immondizia-co…

martedì 9 gennaio 2018

E' EMERGENZA. USCITE DALLA NARCOSI AUTOIPNOTICA

Il Napoli vincera' lo scudetto per suoi meriti? La Juventus lo tornera' a vincere per le sue ruberie? Quali i nuovi programmi della De Filippi e della D'Urso? Chi vincera' Sanremo? Quali saranno i nuovo personaggi della casa del Grande Fratello?

Tra meno di 2 mesi ci sono le elezioni.  Dopo anni in cui i Governi si sono succeduti in un  Parlamento non sciolto, non per motivi costituzionali, ma per i dictat europei, gli italiani avranno modo di poter scegliere.
Chissa' se al seggio elettorale si ricorderanno di Ruby nipote di Mubarak, dei giustizialisti Bossi e Salvini che chiamavano i meridionali africani, sventolando i cappi contro le ruberie di Roma ladrona e poi compravano diamanti con i soldi del partito, ambendo a mettere le loro chiappe su quegli scranni capitolini. Chissa' se si ricorderanno del fratello di Alfano, divenuto non certo per suoi meriti, alto dirigente delle Poste, del cugino della Boldrini assunto all'interno del Palazzo con la sola 5a elementare. Chissa' se si ricorderanno degli eredi di Gianfranco Fini " l'immobiliarista " in quelli del Principato di Monaco, divenuti a loro volta porta borse dell'ex Cav. Silvio, di D'Alema il comunista intellettuale che parla con le pause e che rottama chi lo voleva rottamare, di tutta la sinistra e il sindacato italiano che per oltre vent' annI si sono esclusivamente autoalimentati di antiberlusconismo, allontanandosi dalle reali esigenze degli ultimi e dei meno tutelati.
Chissa' se si ricorderanno di Renzi, colui il quale non avrebbe mai voluto diventare Premier senza normali elezioni e che in 2 mesi fece fuori Letta a tradimento, diventando il nuovo imbonitore del Paese comprando gli italiani con 80 euro.
Chissa' se si ricorderanno del pregiudicato costituzionalista Verdini che da FI passo' con Renzi per poi trovare il suo orticello di garanzie e privilegi. Chissa' se ricorderanno cosa fecero Mastella, Pomicino a loro tempo, imbarazzanti figure riapparse come i funghi in giornate umide di autunno ( ma i funghi hanno sapore e valore - quindi meglio come gramigna infestante )
Cari italiani, nel silenzio della vostra anima, nella segretezza del seggio, ricordatevi queste cose. Non ci sono piu ideali da seguire, passioni da tenere accese, nostalgiche rievocazioni di un passato lontano, ormai divenuto un semplice ed effimero frammento di memoria.
E' giunta l'ora di osare, di portare il cuore oltre l'ostacolo per mettere fine a questo scempio cancrenato che e' diventata la nostra politica, quindi il nostro Paese, un bubbone purulento che deve essere irrmediabilmente estirpato.

mercoledì 27 settembre 2017

IUS SOLI DISTRATTORE SOCIOLOGICO

Mi piacerebbe una campagna elettorale incentrata sul lavoro, il rilancio dell'economia, l'abbassamento della tassazione, sull'ambiente, sul miglioramento generale delle condizioni di vita, la lotta alle mafie e ad ogni tipo di corruzione. Penso invece, ci sara' uno scontro sull'immigrazione, un tema che fa comodo a tutti, sia ai favorevoli che ai contrari, una sorta di "distrattore sociologico" rispetto alle esigenze di noi italiani, che dovrebbero essere primarie.
Una volta la sinistra trovava in Berlusconi la fonte inesauribile per le sue campagne elettorali. Oggi la sinistra diventa buonista, parla di ius soli e di lotta all'apologia del fascismo. Intanto la condizione dei piu svantaggiati, i meno protetti, chi sta ai margini ( e parlo chiaramente di italiani ) peggiora inesorabilmente. Penso che sempre piu persone che vedevano nella sinistra un' ancora di salvataggio per i propri diritti lesi non dara' piu il proprio sostegno a questa compagine.
Piu di 20 anni or sono, i proletari al nord iniziarono a votare Lega, perche non si sentivano piu protetti dalla sinistra e dagli stessi sindacati. Penso che oggi, nell'intero territorio nazionale, chi si trova in una situazione di svantaggio, di precarieta', ai margini della societa', di sicuro non si sentira' piu rappresentato da questa sinistra divenuta salottiera, impegnata, manageriale.
E se anche a destra, i riferimenti sono sempre gli stessi, non piu' credibili, si potra' intuire in chi, oggi, sono depositate le speranze del Paese

domenica 8 gennaio 2017

SAVIANO, DA MORALIZZATORE AD OPPORTUNISTA

Tutti contro Saviano, tutti a difendere l'operato del Sindaco De Magistris, il territorio della citta' di Napoli, la spontanea generosita' dei suoi abitanti, d'improvviso diventati tutti come angioletti immacolati scesi da cielo insieme a Babbo Natale e la Befana.
Quanto tempo e' passato da quando Saviano in tv faceva ascolti da record, come per una finale di campionato mondiale di calcio, quando nelle varie ospitate sciorinava i suoi sermoni sul clan dei casalesi, riuscendo ad ipnotizzare gli spettatori meglio di come faceva la Carra' quando invitiva da casa a contare i fagioli nelle ampolle...
Ci si dimentica del contesto socio-politico dell'epoca. Ricordiamolo: Napoli e la Campania in mano alla sinistra, Caserta feudo di FI. Serviva assolutamente, una precisa latitudine del male, per focalizzare l'attenzione dei media e distogliere nascondendole, le altre brutture presenti sul territorio
Era l'epoca che si riparlava della realizzazione del grosso aereoporto internazionale di Grazzanise. Era in cantiere anche la mega opera del grosso porto turistico di Castelvorturno, che con la sua darsena poteva diventare volano di sviluppo per l'intero litorale Domitio. Prevalse inevitabilmente, per questioni meramente politiche, il Napoli-centrismo. Serviva quindi "creare in laboratorio" un grosso detonatore mediatico che coprisse in modo permanente tale area, da qualsiasi possibilita di ripresa.
Saviano non poteva nascere da solo. Saviano nasce anche perche' funzionale ad una precisa e determinata strategia politica.
Raggiunto tale obiettivo, il casertano diventa con l'intervento dello Stato ( Berlusconi - Bertolaso ) e della regione ( Bassolino ) pattumiera di Napoli. Su terreni confiscati alla camorra, per intervento della giustizia e non di certo per opera di Saviano, viene indirizzato l'intero tal quale di Napoli e della sua grossa provincia sommersa dai rifiuti. A Ferrandelle, divenuta area militarizzata inviolabile, in poche settimane viene risolto il grosso dell'emergenza rifiuti napoletana. Doveva sorgere una grossa cooperativa sociale, che avrebbe investito nel bio dando lavoro a tanti giovani del territorio. Il destino invece, e' stato diverso.
All'epoca di Gomorra, Saviano era un salvatore delle anime perse, un prezioso moralizzatore, un coraggioso testimone di verita' sottaciute.
Adesso diventa un furbo approfittatore, uno speculatore, uno opportunista.
Come e' strana la vita