sabato 18 settembre 2010

NAPOLI, RISCHIO DI NUOVA EMERGENZA

Non c'e' pace all'ombra del Vesuvio, in merito all'immondizia.
La raccolta subisce un nuovo brusco rallentamento. Varie volte ne ho parlato da questo spazio, basta vedere alla categoria "emergenza rifiuti".
Il problema pare stia avendo una rapida recrudescenza. La crisi, qui in Campania molto piu' avvertita, ha avuto il suo effetto. Ci sono stati notevoli tagli alle municipalizzate (lontani sono i tempi delle assunzioni clientelari). Gli stipendi al personale iniziano ad accumulare ritardo. I fondi europei stanziati per l'emergenza, non arrivano. Il passaggio dalla gestione comunale della raccolta a quella provinciale sta palesando una notevole disorganizzazione. Le discariche sono stracolme ( Terzigno e' quasi al collasso, Chiaiano saturera' la sua capienza ad inizio 2011).
Questa volta si e' messo di traverso anche l'inceneritore di Acerra. Inaugurato in pompa magna dallo stesso Premier, ha dovuto affrontare nel corso di questo breve periodo di attivita', diversi problemi, ma questa volta l'inconveniente pare essere piu' serio.
I riflettori hanno spento le luci su questo problema. A livello nazionale e' passato il messaggio che il Governo ha risolto l'emergenza "munezza". L'esperienza napoletana ha spesso sintetizzato, esaltandolo, il concetto ripetuto come un mantra, del governo del fare.
Ma qui le cose sono molto diverse (guarda il video), rispetto a quello che i media irradiano nelle case degli italiani. Inoltre, non c'e' piu' Bassolino. Con chi prendersela?
L'hinterland napoletano e la provincia di Caserta, hanno continuato a convivere in situazioni si sofferenza. Il problema e' che ora, l'immondizia ricompare, in straripante voluminosita', anche nelle vie del centro partenopeo. E' iniziata una corsa contro il tempo. Se la raccolta non torna a regime, si accumuleranno per strada, 1000 tonnellate di immondizia al giorno.
Tengo a precisare che tutto cio' accade nella citta' italiana dove e' piu' alto il costo della Tarsu.
Al danno, la beffa.


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