giovedì 22 maggio 2014

IN EUROPA PER MANDARLI A CASA

Lo scossone che subira' la politica italiana dopo le elezioni europee 25 maggio, non sara' indifferente.
La tradizionale nomenclatura partitica avra' un ridimensionamento epocale. Era ora.
La gente finalmente si riappropriera' della vita democratica del Paese, da tempo nelle mani di radicate clientele affariste.
I vecchi partiti hanno esaurito la loro spinta propulsiva, imprigionati dagli ennesimi scaldali e da un ricambio generazionale che, se in alcuni casi come nel PD, c'e' anche stato, riguarda si l'anagrafe, non di certo il modo di porsi alla gente, fatto sempre di illusorie speranze, frantumate dalla dura e cruda realta' dei fatti.
L'esempio e' stato lo spot elettorale fabbricato a tavolino da Renzi e dai suoi burocrati di Palazzo. Con soli 80 euro, ha comprato le speranze di dieci milioni di italiani, illudendoli come un navigato imbonitore, pur non avendo il cerone sulla faccia e la tintura nei capelli...
Con la nuova TASI gli italiani verseranno quattro miliardi in piu' di gettito alle casse dello Stato e di quei 80 euro, a molti poco restera' in tasca, se si calcola anche l'abolizione dell'assegno di mantenimento per il coniuge a carico. E poi, le coperture sono garantite solo per il 2014. Quindi, di cosa vogliamo parlare?
Le piazze occupate dai soliti volti della politica, sono sempre riprese con sapienti inquadrature dalle regie delle tv di apparato, asservite ai partiti tradizionali. Stesso discorso e' quello dei sondaggi. Famosi eperti del settore, per trovare ancora il pane di cui sfamarsi, hanno perennemente sminuito la scalata dirompente del M5S, visto sin dalla sua nascita, come pericoloso elemento di destabilizzazione del quadro preesistente.
Ricordate i sondaggi come portavano il M5S alle ultime politiche? I piu' "buoni" davano il movimento al massimo al 19-20%. Sapete come e' andata. Quindi, adesso che lo avvicinano al 25% potete immaginare come andra'.
Il problema, se problema puo' essere visto (forse sara' anche un vantaggio successivo) sara' la quasi certa ingovernabilita' interna. Una tempesta perfetta sta per sprigionare tutta la sua energia abbattendosi su i partiti tradizionali. Volenti o nolenti, Renzi ancora una volta, avra' bisogno dell'ex Cavaliere, il condannato Silvio Berlusconi, per poter governare la Nazione.
La considerate una cosa logica? La sinistra, ma anche tutti gli altri partiti che oggi dichiarano urlanti, la loro ritrovata verginita' morale, potranno ancora una volta tapparsi il naso e chiudere gli occhi e andare per mano con uno ex statista colluso con gli ambienti del malaffare, pur di veder garantita la propria permanenza nel sistema?
Allora meglio, molto meglio, far saltare il banco, quali siano le conseguenze. Ormai il peso del nostro Paese in Europa e' nullo e non di certo Renzi in tale marasma politico e in questa stasi determinista, potrebbe risollevarne le sorti. Al massimo potra' ancor piu' asservirlo ai dictat filo-tedeschi.
Il Capo dello Stato, " Re Giorgio ", artefice del triplice cambio alla guida del governo senza passare dalle urne, dovra' prenda atto dell'empasse e consentire al popolo di italiano di cambiare in modo definitivo la storia della Repubblica. Se non lo fara', sara' la storia a decidere il corso degli eventi.

martedì 25 febbraio 2014

RENZI: L'ELEMENTO NUOVO DI UN SISTEMA VECCHIO

E adesso tocca a Renzi. Ancora una volta, la terza consecutiva, c'e' un cambio di guida al Governo, senza passare alle urne. Il Sindaco di Firenze, crea a tavolino una crisi lampo all'interno del PD di cui da poco detiene il comando, fa fuori l'ala Lettiana e costringe il Presidente del Consiglio a rassegnare le dimissioni, con il placet di Napolitano, sempre piu' Re.
Il dramma e' che mentre in molti paesi si sta combattendo per le strade con il sangue, per far prevalere la democrazia, da noi si accetta tutto, sperando nel nuovo messia di turno, un ex boy scout democristiano, di scuola Demitiana, il nuovo leader della sinistra progressista-radicalchic, un brand che fa tanto tendenza. Matteo, oratore a mezzo spot, abile esecutore del copia ed incolla del programma dei 5s, trama accordi con il nemico storico di sempre, il condannato Berlusconi, cammina a braccetto con il suo delfino traditore, Alfano, pugnala alle spalle l'amico di partito Letta, si sbugiarda andando a capo dell'esecutivo pur avendo dichiarato apertamente di non architettare manovre di palazzo. Qual'e' la sua credibilita'?
Nel discorso di insediamento, improvvisamente le parole del neo-presidente, diventano piu' vaghe, scontate, meno trascinanti. La tanto attesa "vibrazione emotiva" non avviene. Solite promesse, solita retorica, solito impegno volitivo, con la solita aria da furbetto, ma gia' nettamente ammansita. Bastera'? Certo e' presto per dirlo, ma forse nell'era di internet, facebook e twitter, spesso la realta' virtuale prevale su quella reale e il buon Renzi forse, accecato dal successo e dalla risonanza dei suoi interventi in rete, ha pensato davvero, anche se solo per un attimo, di avere il totale controllo del Paese. 
E' proprio il caso di dire che, al momento, la sua leadership e' solamente virtuale, nonostante abbia vinto le primarie che restano, malgrado tutto, una questione o per meglio dire, una bega all'interno del carrozzone democratico.
Renzi rappresenta l'elemento nuovo, di un sistema vecchio e ahime', lento, troppo lento a morire.

lunedì 3 febbraio 2014

IL SISTEMA SI INDIGNA. INTANTO SI SGRETOLA

Il sistema si sente attaccato e risponde attaccando chi lo mette in discussione, chi rende cristalline le sue falle, i suoi limiti, la sua atavica propensione alla diffusione di clientele e nepotismi, corruzione e affarismo.
La politica si sta frantumando sotto i colpi del M5S e da parte sua risponde strenuamente, attraverso un sistema mediatico servile ed interessato, per vedere garantite e tutelate le sue posizioni, fino adesso inviolate.
I principali partiti di riferimento ma anche i cosiddetti piccoli ( loro future propaggini asservite), si indignano non provando vergogna per la propria ipocrisia, sottolineando il comportamento fuori le righe dei grillini, i loro toni accesi, polemici, spesso esagerati, la loro fin troppo vivace opposizione ad un sistema duro a morire.
Si dimenticano quanti malavitosi hanno trovato rifugio a Montecitorio, quanti hanno trovato in quell'aula garanzia di immunita' dalle patrie galere. Si dimenticano improvvisamente i cappi sventolati dalla Lega, le fette di mortadella lanciate dagli scranni e le bottiglie di spumante aperte con tanto di spruzzata in aula dopo la sconfitta di Prodi, nonche' la stessa presenza a suo tempo, di deputate porno-dive elette a furor di popolo per il semplice fatto di evocare momenti di piacere autoindotto...
Oggi si grida alla rissa, ai toni fascisti e sfascisti, alla deriva anarchica ed incontrollata del movimento. Dopo lustri di paralisi interventista, di silente acquiescenza, finalmente l'opposizione fa il suo dovere a tutela dei cittadini. Basta cio' per far notizia o a far gridare allo scandolo chi vede limitati i suoi abusi.
Nessuno invece si indigna di come i due grandi partiti di apparato PD e FI camminino a braccetto decidendo ancora una volta le sorti del futuro del Paese, dopo averne decretato il disastro. Il segretario di un partito ed un pregiudicato a piede libero nonche' plurinquisito, organizzano la vita democratica del Paese al di fuori del Parlamento, cucendosi addosso un abito su misura.
Nel frattempo il Paese sta morendo, urla il proprio dolore, la propria sofferenza, la propria rabbia.
Il malcontento dilaga e questo flusso di sdegno e rancore verso le Istituzioni trovera' suo naturale sfogo nel M5S. I partiti lo sanno, perche' i sondaggi seppur di parte, devono ammettere la tenuta dei M5S, attestandone anzi la graduale crescita.
Una cosa sono le elezioni locali, dove culturalmente vige ancora la logica del ti voto per...
A livello nazionale, sara' sempre piu' diffuso quel senso di condanna ad un sistema che ha prodotto questo sfascio. Va da se, che per tale motivo, il M5S potra' solo accrscere il suo elettorato, anche perche' la politica per cosi dire tradizionale, al momento non sta dando ancora le tanto attese risposte, limitandosi a intravedere da troppo tempo soltanto una fievole luce in fondo al tunnel...

venerdì 10 gennaio 2014

DITE A RENZI DI DIRE A LETTA DI FARE PRESTO

Periodicamente in questo Paese, i media creano sapientemente a tavolino, delle argomentazioni di rito che, passate in modo incessante attraverso il tubo catodico, determinano un soporifero effetto "distrattore" verso i soggetti riceventi il messaggio.
Dopo gli scandali a luci rosse dell'ex premier Berlusconi, le angosce incessanti provocate dallo spread, il ritorno al rigore e alla dignita' portata dall'equipe di professori bocconiani capeggiati da super Mario Monti, la ventata di rinnovamento di Papa Francesco ad una Chiesa sporcata dal peccato, adesso i media sono concentrati nel mandare in modo incessante tutto cio' che pensa e dice Renzi (piu' sovente cio' che gli dicono di dire...), da molti indicato come  nuovo salvatore della Patria, nuovo dominus della politica nazionale.
Il problema e' che mentre Renzi (per me un fenomeno piu' di moda che di contenuti, comunque assai lontano dai dogmi di una sinistra moderna) in ogni sua esternazione, cerca di complicare la vita al Governo Letta, gia' di suo confuso ed in preda a continui cambi di marcia sulle politiche da attuare, il Paese sta morendo.
Altro che luce in fondo al tunnel o primi segnali di timida ripresa. La gente sta sempre peggio, le tasse continuano a strozzarci l'esistenza e soprattutto le banche continuano nella loro cinica opera di distruzione del tessuto imprenditoriale, non concedendo altro credito, seppur minimo, alle piccole aziende, vera spina dorsale del tessuto economico nazionale.
Il Paese sta vivendo una repentina desertificazione economica. La disoccupazione continua ad aumentare, di pari passo all'aumento del debito pubblico. La popolazione dalla rabbia, sentimento dalle pericolose ripercussioni sociali, sta passando alla rassegnazione, segnale ancor piu' preoccupante.
Ma questa nuova ondata di politici quarantenni, figli di papa' (in alcuni casi nipoti di zii...), calati nell'ingranaggio istituzionale perche' nominati o perche' scelti attraverso primarie pilotate dalla base o attraverso il voto assai risicato della rete, ha mai assistito al lavoro in una catena di montaggio, al duro lavoro nei campi, sa quali siano i sacrifici che deve fare un piccolo imprenditore per mantenere in vita la sua azienda, senza avere santi in paradiso?
Un monito o per meglio dire un S.O.S: "qualcuno dica a Renzi, di dire a Letta, di fare presto".

lunedì 30 dicembre 2013

NON DIAMO ASCOLTO AL POTERE

Vedo che quest'anno e' diventato molto trendy attaccare il Capo dello Stato. In rete corrono inviti piu' o meno espliciti tesi a boicottare il suo discorso, a non riconoscersi in questo Presidente.
E' strano che fino a pochi anni or sono, l'attuale Presidente era visto come l'ultimo baluardo istituzionale, l'ancora di salvezza a cui aggrapparsi per limitare il conclamato strapotere berlusconiano.
Il problema e' che la gente ha memoria corta o segue poco le dinamiche politiche. Preferisce seguire l'oratore di turno o per l'appunto il tam tam mediatco del momento.
In un Paese senza piu' garanzie, il cui destino e' segnato da lobbies di potere oltre confine, dove i giovani non hanno piu' futuro, le imprese gia' da tempo hanno perso il loro presente, in tanti hanno perso le proprie certezze, inseguire a tutti i costi questo senso di costruito ed imposto spirito di responsabilita', di utopistica stabilita', di pax vivendi generatrice di astruse e forzate alleanze clientelari, tali da indurci a pensare che il peggio e' passato, non ha piu' motivo d'essere.
Difendere ad ogni costo, la figura di questo Capo dello Stato, espressione estrema di questo dilatato potere di casta che relega noi cittadini a figuranti inermi e soccombenti, penso non solo non sia piu' logico, ma addirittura patetico.
Per quanto mi riguarda, sara' il terzo anno che non ascoltero' il suo discorso, non piu' per senso di protesta ma per una ritrovata indipendenza critica. Questi i miei precedenti post di fine anno ( 1, 2 ).

Pensate. Agite. Buon 2014!





mercoledì 25 dicembre 2013

L'AUTENTICITA' DEL NATALE

Ogni anno che passa, pensiamo che il Natale che viviamo sia l'ultimo Natale peggiore che stiamo passando

Dopo un bel po' di anni, ci stiamo rendendo conto ahime', che le nostre considerazioni andavano riviste

Ci restano i valori autentici, essenziali a cui aggrapparci: la salute, gli affetti, l'amicizia

Forse, insieme al nostro io, alla nostra essenza, gli unici su cui poter ancora contare

Nella ristrettezza, scopriamo che l'effimero era superfluo o magari era un oppio che ci annebbiava la vista

Quando hai poco, comprendi cio' che ha veramente valore

Nel deserto ti accorgi di avere tanta forza per cercare la sorgente

E' Natale, fa freddo, gia' avverti pero' che la luce del giorno e' di nuovo piu lunga...

BUON NATALE!


sabato 21 dicembre 2013

#TERRA DEI FUOCHI. NON BASTAVA LA CRISI

E' da un bel po' che non scrivo in questo spazio. I miei pensieri sono rivolti alla mia azienda, vittima come tutto il territorio dell'allarme mediatico scatenato sulla #Terra dei fuochi. 
E' stato generato un tale panico tra la gente da far subentrare una vera e propria psicosi alimentare. E' stato detto che tutto il territorio da Acerra a Castelvolturno, tra le province di Napoli e Caserta, e' altamente inquinato, compromessa la falda, pericolosi per la salute i prodotti coltivati. Un vasta area che in pratica al momento, resta senza futuro, senza speranza, senza certezze, senza piani strategici per come pianificare il medio periodo.
Processioni, fiaccolate, iniziative di parroci, approfondimenti televisivi, confessioni di pentiti di camorra (trasformatisi in navigati oratori televisivi), hanno riempito a sproposito i notiziari locali e trasmissioni di approfondimento nazionale, a partire gia' dalla meta' di settembre per proseguire in tutti questi mesi autunnali, senza nessun contraddittorio, senza la possibilita' di fare dei distinguo.
Il risultato e' stato che l'intero comparto agro-alimentare di questa vasta area si e' fermato. Il danno e' stato enorme. 
Nello specifico, anche il mio agriturismo, Arbustum, ha pagato un prezzo elevato. Non bastasse la crisi economica diffusa che ha colpito le famiglie, riducendo la loro possibilita' di potersi permettere un pranzo fuori casa, adesso il messaggio che e' passato, ha generato una vera e propria fobia su cio' che viene proposto sulle tavole. Io a differenza di tanti operatori del settore agro-alimentare sul territorio, lavoro abitualmente con forestieri, persone che vengono nella mia azienda da altri luoghi, quindi sto pagando piu' degli altri.
Puo' essere che solo questa parte d'Italia sia inquinata? O forse e' piu' conveniente creare a tavolino un "ghetto geografico del male" per nascondere le tante brutture o le verita' mai dette su altre zone del Paese? A chi fa comodo ingingantire il problema? Chi un domani gestira' e avra' il controllo degli appalti sulle tanto attese bonifiche? Chi riuscira' a comprare, magari a prezzi stracciati, le aziende di chi lavorando onestamente deve arrendersi dinanzi alle conseguenze di quello che sta diventando un vero e proprio sciacallaggio mediatico?
Dopo anni di duro lavoro, in un contesto di certo non favorevole come quello di Casal di Principe, vedo andare in fumo i tanti sacrifici fatti. A chi dovro' chiedere i danni?


martedì 29 ottobre 2013

LA POLITICA VECCHIA E NUOVA BLATERA MENTRE IL PAESE MUORE

Si parla del nulla mentre il Paese affonda.
Da settimane si ipotizzano spaccature in seno al PDL. Non si sa se il condannato in via definitiva Berlusconi, riuscira' a tenere in pugno ed unito il partito, se sara' abile nel portare a termine e senza danni, la riedizione di Forza Italia, una cinematografica riesumazione, piu' nostalgica che strategica di un partito di plastica che nulla a che spartire con i principi e gli ideali della destra italiana. E in tal caso, chi guidera' il partito? Si faranno primarie farsa (decise dal padrone) o si avra' una successione di tipo monarchica, dando le redini in mano alla figlia Marina? Il Paese richiede un rinnovamento. Da destra l'unico nome alternativo a Berlusconi Silvio, e' quello di Berlusconi Marina. Che tristezza.
Dall'altra parte, il PD, radunatosi alla Leopolda senza bandiere, quasi a rinnegare la propria appartenenza,  si prepara all'ennesimo congresso in poco piu' di due anni. Pare che finalmente, il bimbo Renzi, ex chirichetto democristiano vestito da Fonzie,  riuscira' ad ottenere l'ambito giocattolo: la segreteria del partito. E se come pare ci riuscira', grazie ai tanti voltagabbana interni che, nel frattempo, hanno abbandonato le loro correnti di origine per appoggiare il nuovo che avanza, non sara' poi grande la tentazione di far collassare l'esecutivo per andare subito alle urne con l'ambizione di conquistare il Governo? In questo trovera' sicuri alleati nello stesso Berlusconi ed anche in Grillo, quest'ultimo per motivi ben diversi, non legati al potere, ma all'annientamento di una classe dirigente che di questo potere ne ha fatto uno stile di vita.
Il Paese sta crollando. Si mettono in scena rappresentazioni di fanta-politica (nello specifico questa e' morta da tempo) per nascondere l'ormai prossimo collasso. Professionisti della politica, vecchi e nuovi, continuano a promettere rivoluzioni epocali per il Paese. Non si rendono conto che mentre loro blaterano a platee sempre piu' ristrette, l'olezzo del cadavere Italia si diffonde nell'aria.

lunedì 14 ottobre 2013

QUANDO SI PENSERA' A NOI ITALIANI?

In questi ultimi giorni non si fa altro che parlare della condizione di vita nelle carceri (quando Pannella faceva gli scioperi della fame nessuno si interessava alla questione) e delle ripetute tragedie accadute nel canale di Sicilia. Da piu' parti viene chiesto un provvedimento di amnistia, cosi come si invoca la realizzazione di un corridoio umanitario di soccorso ai migranti. Gli schieramenti politici come al solito si dividono, gli studi televisivi si ingolfano di opinionisti e di rappresentanti politici che per ore si confrontano sul tema.
Ma dei milioni di italiani in sofferenza, chi si interessa? Migliorare l'accoglienza dei profughi, rendere migliore la vita dei detenuti, questo e' diventato l'impegno tassativo del momento. Immancabile chiaramente, l'intervento di Napolitano. Scontato in senso contrario, pur di generare rumore intorno alla sua persona, quello di Renzi, sempre in cerca di ribalta mediatica. 
Ma dei cittadini italiani, delle famiglie, delle imprese, dei lavoratori, chi si preoccupa? 
Mai come adesso, i riflettori sono puntati su delle minoranze, mentre la maggioranza della popolazione viene del tutto dimenticata. Il popolo non ha nessun potere di discussione su i suoi problemi. Il suo ruolo e' solo quello di apporre una x sulla scheda elettorale, su il nome dei candidati scelti dalle segreterie di partito.
Nessuno piu' ascolta il lamento, avverte la sofferenza, raccoglie il grido di disperazione della cittadinanza.
Questo e' il destino del nostro Paese. Rispondere ai dictat imposti dall'Europa, ma risolvere in a casa propria,  tragedie come quella dei profughi di Lampedusa.
Quando alzeremo la testa? Quando finalmente faremo sentire la nostra voce? Si sono trovati fondi per mantenere tantissimi detenuti stranieri nelle nostre carceri che sarebbero costati meno mantenendoli nei loro paesi a nostre spese. Si invocano stanziamenti straordinari per trovare migliori soluzioni a favore delle masse di profughi che a breve si affacceranno nel nostro Paese. Nobili gli inteni.
Ma in questa Italia impoverita, sul l'orlo della bancarotta, con famiglie sfrattare da Equitalia, imprenditori falliti per non aver ricevuto altra fiducia dalle banche, cinquantenni esodati senza stipendio ne' pensione per opera dei tecnici nominati da Napolitano, disoccupazione giovanile che al sud arriva al 50%, imprese nazionali svendute agli stranieri, in un Italia cosi mal messa, quando si incomincera' a pensare a noi italiani?




domenica 6 ottobre 2013

"PILLOLA" LETTA E TI PASSA LA PAURA...

Il Governo Letta rimane in vita. Berlusconi e' stato dichiarato decaduto. A voi la vita e' cambiata?
Tutti gli organi di informazione hanno battezzato questa fase storico-politica come l'alba di un cambiamento epocale. Un ventennio si e' chiuso ma la condizione generale rimane la stessa. Gli italiani soffrono e dovranno patire dure privazioni ancora per lungo tempo. L'IVA rimane al 22%, chissa' se non ci tocca pagare una rata di IMU. Le province rimangono al loro posto, cosi come tutti i privilegi dei politici, il numero dei parlamentari, il finanziamneto ai partiti, la stessa orrenda legge elettorale, le migliaia di pensioni d'oro, le spese folli per la difesa, gli inarrestabili flussi di migranti.  
Il Parlamento nel frattempo prende fiato, i partiti si riorganizzano, le correnti si ricompongono e nulla cambiera' nel breve. Nessuno impegno formale e' stato preso da Letta, nessuna scadenza e' stata indicata, nessun preciso programma di ripresa economica e' stato tracciato. Si continuera' a vivacchiare, nel nome di quel concetto astratto di stabilita' imposto dall'Europa, di quella responsabilita' verso istituzioni ormai prive di peso e valore. L'obiettivo primario secondo il Premier, e' raggiungere il semestre europeo a partire dalla meta' del 2014. Ma noi cittadini, in cambio cosa avremo? La stabilita' non incendiera' i mercati, terra' pure lo spread sotto controllo, ma si riuscira' a non far fallire il sistema Paese?
La fine dell'anno si avvicina e nuove tasse stanno per cadere sulla testa dei cittadini come mannaie. Fino a quando tutto cio' potra' durare? Il Paese e' in svendita, molti italiani iniziano a non poter mettere un piatto caldo a tavola tutti i giorni. 
Niente paura. Abbiamo Letta al comando. Possiamo dormire sonni sereni, sara' lui il nostro "tranquillante", il nostro "farmaco" anticrisi. Almeno cosi ci stanno inducendo a pensare...

mercoledì 2 ottobre 2013

" E' ASCIUTO PAZZ O' PADRONE "

Oggi in Parlamento e' andata in scena l'ennesima farsa berlusconiana. Il padrone della destra italiana, da settimane aveva minacciato di essere capace di staccare la spina al Governo. Nei giorni passati prima c'e' stata l'espressa richiesta delle dimissioni dei parlamentari, poi a seguire quella dei Ministri. Alle prime avvisaglie di ripensamento di alcuni dei suoi di non far proseguire l'esperienza Letta, con un partito in piena frantumazione, a pochi minuti dall'inizio del discorso del Primo Ministro, ebbene il Cavaliere cambia idea. 
La fiducia va data, il Governo deve andare avanti. Ma non si doveva creare la crisi perche' l'IVA era aumentata?
Ormai ci troviamo di fronte alla schizofrenia pura. Il delirio di onnipotenza ha raggiunto la sua massima espressione. A pochi giorni dalla sua definitiva uscita formale dal Senato, Berlusconi tenta ancora di far passare l'idea di controllare la vita politica di questo Paese. Ormai lui, Brunetta, Santanche' e tutti gli altri falchi dalle ali di pettirossi, fanno tenerezza, sono come dei cani rabbiosi che pero' hanno ricevuto una bella bastonata. A Napoli di Berlusconi si direbbe: " E' asciuto pazz o' padrone ".
Per sua opera, l'Italia non ha piu' una destra degna di questo nome. Questa si e' sdoganata in un ipermercato in svendita, i cui dipendenti cercano un nuovo proprietario. Il Paese continuera' a vivacchiare, nonostante le belle parole di Letta, dette con quel tono da chirichetto che fa tanto DC.
Piu' che il senso di responsabilita', sono stati i moniti dei mercati che hanno convinto tutti a non creare ulteriori spaccature nel Paese. Quanto potra' durare tutto cio? Quanto potra' ancora arrancare Letta nel seguire politiche decise non di certo nei nostri confini?
L'unica cosa certa e' che dopo tanto rumore, con il si dato a Letta, Berlusconi ha perso definitivamente la faccia e con lui tutti i suoi viscidi figuranti che a loro volta, hanno perso la fiducia nel loro padrone.

martedì 24 settembre 2013

E' INIZIATA LA SVENDITA

Telecom non e' piu' italiana. Gli spagnoli di Telefonìca, ne hanno acquisito il controllo. L'Italia da oggi, non ha piu' nessuna compagnia telefonica nazionale. Altri colossi erano gia' passati in mani straniere.
Giusto per ricordare, vi indico qualche marchio andato oltre confine: Parmalat, Fendi, Gucci, Loro Piana, Bertolli, Carapelli, Buitoni, Gancia, Algida, Motta, Perugina, Peroni, San Pellegrino, Bulgari, Gucci.
A breve, a quanto pare, anche l'Alitalia diventera' francese, passando sotto il controllo di Airfrance in condomino con l'olandese KML. Il salvataggio effettuato nel 2008, in piena campagna elettorale da Berlusconi, in nome  della conservazione di una patriottica italianita', non e' servita. La differenza che ora, con ogni probabilita', i francesi non si accolleranno i debiti, quindi il passaggio non sara' privo di tagli con ulteriore peggioramento dei livelli di disoccupazione.
La nostra competitivita' nei settori strategici e' in continua contrazione. Negli ultimi sei anni abbiamo perso il 20% della nostra produttivita'. Quella italiana, oltre ad essere una crisi economica, e' una crisi di sistema, una prolungata stasi deterministica nel come cambiare, innovare, rivoluzionare il nostro sistema produttivo. L'assurdo che la politica, per bocca di Napolitano, Letta e gli altri ministri economici, parla di piccoli passi in avanti, di barlumi di ripresa, di luce che finalmente si vede in fondo al tunnel. Tutte balle. Siamo messi proprio male. Il nostro Paese e' in svendita. Se prima erano la bocca di Berlusconi ed i suoi giochi di prestigio che ci proiettavano una percezione distorta della realta', ora sono i burocrati di Palazzo che ci continuano ad illudere.
Al nord migliaia di fabbriche hanno chiuso battenti. Al sud sono anni che assistiamo ad una sistemica ed irreversibile desertificazione economica. In questo scenario in tanti stanno lasciando il Paese, sia per offrire le loro braccia che i loro cervelli fuori i nostri confini.
La crisi sara' pure globale, ma la nostra politica da lustri ormai, non riesce a dare chiare risposte al problema.
Di questo passo, a breve, metteremo in vendita il nostro patrimonio architettonico e paseaggistico. Anche nelle normali famiglie, quando si devono fronteggiare improvvise burrasche, si mettono in vendita gioielli ed altri valori. Povera Italia!


mercoledì 11 settembre 2013

LA CONDANNA DI BERLUSCONI SANCISCE LA FINE DI UN CICLO POLITICO

Sono fuori dal mondo, lontani anni luce dalle problematiche dei cittadini. Offuscati nella mente, accecati nella vista, senza una seppur minima presa di coscienza di cio' di cui il Paese ha realmente bisogno. Sono i nostri politici della maggioranza, presi anima e corpo nell'ennesima battaglia pro o contro Berlusconi.
Basta! Non ne possiamo piu'. Il popolo e' stanco di essere dimenticato. Continuano a combattare intorno alle esigenze di un solo uomo. Ma che cada questo governo, anzi governicchio delle larghe intese o per meglio dire del grande inciucio, partorito dopo lungo travaglio grazie all'intercedere di Napolitano. Tutti a sostenere che la caduta dell'Esecutivo porterebbe grande instabilita' ed incertezze per i mercati, mettendo a repentaglio la stabilita' nel Paese. Ma che dicono? Come fanno a non vedere che ormai siamo nella merda da tempo? Fanno miseramente pena, sono ormai improponibili. Le loro incapacita' conclamate hanno messo il Paese in ginocchio, in una fase di non ritorno, in una forma di paralisi decisionale. Altro che spread!
Il paradosso, e' che la Presidente della Camera minaccia sanzioni contro i rappresentanti del 5stelle per aver occupato il tetto di Montecitorio, senza vedere che il Parlamento e' pieno di delinquenti conclamati, condannati ed inquisiti che si salvano dalle patrie galere trovando sucuro rifugio proprio all'interno delle stanze del Palazzo. Ma di che stanno parlando? I media convenzionali, organo di potere deviato e sottomesso al potere politico, propagano all'infinito il loro verbo, inseguendo e dando voce al nulla, all'effimero, come un mangianastri incantato che emette un suono stridente, diventato ormai ipnotico.
La prossima uscita di scena del capo del PDL, padrone indiscusso della destra italiana da un ventennio, determinera' la fine di un ciclo politico i cui interpreti, a destra ma anche a sinistra, erano da tempo diventati espressione di cio' che vive il Paese: un inesorabile declino.

venerdì 30 agosto 2013

IN TANTA POCHEZZA POLITICA, IL DOMINUS RESTA NAPOLITANO

Il singhiozzo del Governo continua. Nell'arco di sole ventiquattro ore, si e' passati dall'annuncio in pompa magna dell'eleminazione dell'IMU, alle tensioni riguardanti le reali coperture a tal scopo, con la piu' che possibile e quasi inevitabile ipotesi di aumentare l'IVA dal 1° ottobre, sempre che a gennaio nel calcolo della prossima tassa comunale, non andremo a pagare in modo eguale o addirittura maggiore.
Si continua a navigare a vista, mentre la nebbia si fa sempre piu' fitta, specie per le continue minacce create da Berlusconi, sulla fine anticipata dell'Esecutivo, qualora il Senato metta fine alla sua esperienza politica.
A tali continue minacce, ha risposto con i fatti, il Presidente Napolitano. Oggi infatti, sono stati nominati 4 nuovi Senatori a vita che, nonostante provengano dal mondo della cultura e non propriamente della politica, non hanno nascosto le proprie simpatie per l'area di sinistra. " Re Giorgio ", a suo modo, ha garantito piu' peso al Governo di larghe intese, qualora ce ne fosse bisogno, confermando la sua visione su di un' ipotetica crisi: le Camere non andranno sciolte, cercando nuove maggioranze in Parlamento. Dopo la nomina di Monti e la sua susseguente promozione a Primo Ministro, il Presidente Napolitano continua a caratterizzare la vita parlamentare del Paese.
Nel frattempo nel PD, si inizia a muovere la complessa e mastodontica macchina del partito, per organizzare le prossime primarie. Continuano le feste democratiche. Chissa' cosa hanno tanto da festeggiare, in un Paese ormai moribondo, in cui il tasso di disoccupazione continua a crescere e dove, molti giovani, un lavoro neanche piu' lo cercano. Renzi come al solito, parte in pole position. Per tale motivo, c'e' da pensare che perda anche questa volta.
Letta nel frattempo, continua a dispensare sorrisi. Non una parola sulla possibile guerra in Siria, silenzio che non puo' che accentuare la pochezza del nostro Paese in politica internazionale, limite ormai divenuto una costante. 
Per molti Letta resta un interprete di passaggio, di transizione. Ma intanto, singhiozzando, questo Governo transitorio resta a galla.



mercoledì 21 agosto 2013

E' INIZIATA L'EUTANASIA DELL'ESECUTIVO

Ancora una volta il Paese si ferma per le vicende di Silvio Berlusconi. La politica si conferma come una lenta e complessa macchina sempre piu' distante dalla realta'. Il PDL da parte sua, sta cercando ancora scappatoie e cavilli burocratici, per salvare il Cavaliere dall'abbandono forzato dalla vita politica. Il PD, storico "alleato occulto" di Berlusconi non sa se staccare la spina al leader del centro-destra, poiche' teme un pericoloso effetto domino che mini la stabilita' del governo.
Si sta nuovamente giocando una delicatissima partita a scacchi, dove ciascuno dei due principali partiti della maggioranza, tende ad addossare all'altro l'ipotetica apertura della crisi. Nessuno dei due, riesce a comprendere che la crisi, nonostante Letta dice che si intravede la "Terra Promessa", e' gia' in atto.
Questo Governo, nato come forma di forzato "inciucio" istituzionale, si sta incamminando verso il suo naturale destino: una fine anticipata. Troppe erano le incognite con cui e' nato, gia' conosciute erano le pendenze del Cavaliere, fin troppa chiara la posizione del Presidente della Repubblica, vero tutore di questo esecutivo.
Sia PD che PDL, non comprendono che l'eutanasia dell'esecutivo e' gia' in atto. 
Berlusconi se non sara' salvato dal Parlamento, provera' a far cadere il Governo. Napolitano tuttavia, non sciogliera' le Camere. In questa situazione di stasi istituzionale, si sta avviando il Paese. Altro che luce alla fine del tunnel...


sabato 10 agosto 2013

PDL E PDmenoL: SI PASSANO UN CERINO SENZA CAPOCCHIA

E' da un po' che non apro questo spazio, anche perche' negli ultimi 10 giorni sono stato in ferie nella meravigliosa isola d'Ischia, rilassandomi tanto con la famiglia.
In vacanza si dovrebbe staccare con tutto ma, per forza maggiore, non potevo non seguire la scia di polemiche generata dalla sentenza a Silvio Berlusconi.
Ancora una volta, il Paese si divide sulle vicende di un singolo uomo, condannato in via definitiva ma ancora nel pieno del suo delirio di onnipotenza, grazie a dei replicanti inermi quali i suoi adepti, sottoposti uomini di partito. Siccome questa gente oltre ad essere ladra e' anche ignorante, si e' assitito anche all'ipotesi di una richiesta di grazia da rivolgere al Capo dello Stato che a sua volta, farebbe bene a dimettersi visto cio' che la sua scelta ha genrato ( il Presidente era al corrente dei vari processi a cui era sottoposto il leader del centro-destra).
Dall'altra parte poi, nel PD, partito sempre piu' frantumato da correnti, sette e fazioni, non si sa quale strategia seguire. Per assurdo, pare che la via meno dolorosa sia quella di mantenere lo status quo, affinche' non si stacchi la spina a questo "pasticcio scomposto" chiamato governo. 
Nei precedenti governi spesso si usava dire che tra le forze di governo c'era il cosiddetto passaggio del cerino, cioe' l'attuazione di atteggiamenti tesi a innescare l'implosione dell'esecutivo. Oggi potremmo affermare che " il cerino ha perso la capocchia". Le due principali forze sedute in Parlamento, fingono di combattersi. Nessuna di esse in sostanza ha il coraggio e la capacita' di innescare la miccia dell'implosione istituzionale, la scintilla per aprire in modo formale l'ennesima crisi. Non converebbe a nessuno. Loro affermano che non converebbe al Paese. In realta', noi da tempo navighiamo nella merda. E solo per loro colpa. Sono come due pugili suonati, sanguinanti, offuscati nella vista e nella mente che non decidono pero' di gettare la spugna. Non riescono a comprendere che l'ultimo gong, per loro, e' suonato da tempo.
Questa gentaglia, buffoni che campano sulle spalle di noi cittadini, ha davvero stufato. Il Paese grida supplicando, la realizzazione di provvedimenti urgenti. Di certo non si puo' piu' sopportare questa disdicevole commedia. Agli occhi del mondo siamo diventati ridicoli.
Urge un perentorio ripulisti.

mercoledì 24 luglio 2013

UN GOVERNO INERME ASSISTE AL DECLINIO

Siamo imprigionati dal governo Letta. il Presidente Napolitano e tutti gli esponenti della maggioranza, non vedono altra maggioranza al di fuori di questa. Nell'ottica molto variegata ed eterea del senso di responsabilita' del Paese, tutti affermono che adesso non si possono mettere i bastoni tra le ruote a questa maggioranza. Tutte le decisioni importanti sono state rinviate. Al momento infatti, non si hanno notizie sulla riforma elettorale, sull'eliminazione delle province, sulla riduzione dei parlamentari, sul finanziamento della politica. Quelle sulle quali si sarebbero potute aprire crisi estive, sono state considerate minoritarie, o comunque presentate come questioni che non meritano di essere approfondite poiche' minerebbero ulteriormente l'equilibrio gia' precario di questa maggioranza.
Ma che stanno a fare al Governo? Il decreto del fare, cos'e'? Che stanno facendo per noi poveri cittadini?
Siamo in una strada di non ritorno, con un deficit pubblico ormai incontrollato, con una disoccupazione in crescita costante.
In autunno scadra' per tanti operai la cassa integrazione, in tanti perderanno le proprie case poiche' non potranno piu' onorare i mutui bancari. La difficolta' economica si trasformera' in pericolosa fibrillazione sociale.
Non potendo programmare una propria strategia economica perche' soggetti alle direttive europee, la nostra sara' una silente ed inevitabile agonia. Anche la possibile condanna di Berlusconi in cassazione, non creera' scossoni alla maggioranza. Questa infatti, e' il frutto di una grande inciucio istituzionale. Qualsiasi cosa succedera', il "sistema" ha programmato l'inviolabilita' di questa maggioranza inerme.
Tutto restera' al suo posto, mentre in Italia andra' in scena il declinio.



martedì 9 luglio 2013

LETTA: IL SUO OTTIMISMO E' ILLUSORIO

Ormai ci siamo. Questa maggioranza costruita a tavolino dal Presidente della Repubblica, questo "mostro istituzionale" espressione del grande inciucio della casta, ha i giorni contati.
La magistratura ha anticipato i tempi per il giudizio a Silvio Berlusconi. A fine luglio si pronuncera'. In caso di condanna in cassazione per i diritti Mediaset, scattera' l'interdizione dai pubblici uffici per il Cavaliere. Con ogni probabilita', ad agosto il Governo andra' a "spiaggiarsi". Il PDL creera' una crisi pilotata, il Paese vivra' l'ennesima situazione di stallo decisionale.
Vent'anni di "guerra civile" tra berlusconiani ed antiberlisconiani, stanno per volgere a termine. Ci sara' l'esplosione di una vera e propria "bomba termo-nuclerare".
Dopo le ultime elezioni non si ebbe il coraggio di osare di affidare il Paese ai "nuovi venuti", i cinque stelle, ne' si volle rischiare di andare a nuove elezioni a stretto giro. Si genero' questo alchemico accordo, questa fusione a freddo tra due soggetti incompatibili, acerrimi nemici diventati alleati pro-tempore, con la scusante dell'emergenza economica, celando invece il piu' sfacciato scopo di rimanere ancorati al potere, alla faccia di noi cittadini esausti e sfruttati.
La situazione e' davvero critica. Da un lato c'e' un partito, il PDL, che a breve assistera' alla decapitazione del suo capo-padrone, senza avere nessuna capacita' di potersi rigenerare nel breve poeriodo.
Dall'altro c'e' il partito che avuto l'incarico da Napolitano per uno sparuto e striminzito vantaggio elettorale, il PD, in piena crisi d'identita', distratto dal cronico tentativo di ristrutturazione interna, diviso tra correnti in vista dell'ennesimo congresso.
Il paradosso e' che nel frattempo il consenso di questi partiti aumenta. Il lavoro dei media e' stato eccellente. Il nuovo e' stato presentato per i suoi aspetti piu' folkloristici, per le sue presunte divisioni interne, sottacendo quel poco di buono che comunque e' riuscito a raggiungere. La vecchia politica invece, individuata ancora una volta come l'unica espressione di responsabilita', di risposta alle aspettative della gente, ridimensionando l'imbarazzante empasse su principali questioni programmatiche, quali  l'IVA, l'IMU, l'abolizione delle Province, il finanziamento della politica, la rifoma elettorale, tutte decisioni rinviate, per le quali e' stato richiesto tempo.
Nel frattempo Letta, ostenta ottimismo, forte o forse illuso dal fatto che nel secondo semestre del prossimo anno, l'Italia sara' presidente di turno della Commissione Europea e dovrebbe almeno sulla carta, presentarsi coesa e con un governo solido. Ma dodici mesi, di questi tempi, con la chiusura di oltre 1000 aziende al giorno, sono davvero un'eternita'.
Mai come adesso possiamo affermare: "chi e' causa del suo mal, pianga se stesso".


lunedì 24 giugno 2013

GLI ITALIANI, GREGGE DI PECORE

Silvio Berlusconi riceve un'altra condanna. La sentenza e' di primo grado, ma a questo punto, la sua permanenza in politica, si fa davvero imbarazzante e destabilizzante.
Che fara' il PDL? O meglio, il Rais, cosa comandera' ai suoi adepti? Fara' saltare il banco, interrompendo sul nascere l'esperienza del Governo Letta o meditera' di rimanere nel pantano politico, usando a suo uso e consumo la grande alleanza politica, questa forma di storico inciucio istituzionale, facendo diventare indirettamente i suoi alleati complici delle sue magagne? Il Cavaliere mai come adesso, tiene in ostaggio la vita democratica del Paese.
Dall'altra parte, Letta consiglia alla Idem di dimettersi. Mi spiace per la Ministro, ma anche lei aveva a quanto pare, una palestra adibita ad abitazione a sua insaputa...
Nel frattempo, si attende la decisione sull'aumento dell'IVA, ulteriore mannaia su noi cittadini. Poi il nulla, con le uniche certezze della cessazione della Cassa Integrazione per migliaia di operai, il conclamato crollo dei consumi e uno spread che inizia a risalire. La situazione e' davvero drammatica!
Ad altre latitudini, la protesta infiamma i paesi. Milioni di persone scendono per le strade a gridare il loro sdegno, per vedere affermati i propri diritti basilari. Qui da noi invece, si accetta tutto con rassegnazione, con silente sottomissione. Gli italiani ormai, sono un popolo depresso che non ha piu' la capacita' di osare, reagire, lottare. Un gregge di pecore che perso i suoi pastori e resta rintanato nel suo ovile. Altro che rivoluzione.

lunedì 17 giugno 2013

SI PARLA DEL NULLA PER OCCULTARE IL DECLINO

Il Paese e' fermo e il passa tempo piu' in voga al momento, lo spettacolo che va in onda tutte le sere, e' prospettare i tempi della scissione all'interno del M5S. La sapiente regia di tale mediocre talk-shaw e' affidata a tutti i media, in onda a reti unificate.
Si ipotizzano spaccature e nuove alleanze in seno al Parlamento, chiaramente viste come scelte di responsabilita' e coerenza se si appoggiasse la linea PD e non di tradimento, nel caso la scelta premiasse al contrario il PDL, dimenticando che ormai gli acerrimi nemici sono ora alleati e hanno di fatto bloccato le Istituzioni in una forma di calcolata e strategica intesa pur di mantenere il potere.
Nel frattempo e' passato il decreto del fare, piccola luce nel buio legislativo degli ultimi tempi. La prima casa non e' piu' pignorabile, quindi chiunque adesso ha in possesso solo quella, potrebbe essere invogliato a non pagare piu' le tasse. Le azienda avranno pignorato soltanto il quinto dei propri beni, quindi la loro agonia sara' piu' lunga, ma dallo stesso esito gia' delineato: il fallimento.
Si parla poi della riforma costituzionale in merito ai poteri da attribuire al Presidente della Repubblica, altra questione di "vitale" importanza in questa fase storica, fatta di fame, rinunce e stenti.
In pratica si parla del nulla e la cosa piu' macraba e squallida che a parlarne sono spesso esponenti del PD ormai defunti, come Veltroni e Bersani, dinosauri non ancora estinti e non rassegnati al loro ruolo di mummie replicanti.
Di sviluppo, lavoro, di provvedimenti per le famiglie e i disoccupati neanche l'ombra. 
Ci si rotola nella rassegnazione, senza nessuno scatto d'orgoglio, senza nessuna forma di protesta organizzata, accettando supinamente un destino gia' scritto: il declino.