sabato 21 dicembre 2013

#TERRA DEI FUOCHI. NON BASTAVA LA CRISI

E' da un bel po' che non scrivo in questo spazio. I miei pensieri sono rivolti alla mia azienda, vittima come tutto il territorio dell'allarme mediatico scatenato sulla #Terra dei fuochi. 
E' stato generato un tale panico tra la gente da far subentrare una vera e propria psicosi alimentare. E' stato detto che tutto il territorio da Acerra a Castelvolturno, tra le province di Napoli e Caserta, e' altamente inquinato, compromessa la falda, pericolosi per la salute i prodotti coltivati. Un vasta area che in pratica al momento, resta senza futuro, senza speranza, senza certezze, senza piani strategici per come pianificare il medio periodo.
Processioni, fiaccolate, iniziative di parroci, approfondimenti televisivi, confessioni di pentiti di camorra (trasformatisi in navigati oratori televisivi), hanno riempito a sproposito i notiziari locali e trasmissioni di approfondimento nazionale, a partire gia' dalla meta' di settembre per proseguire in tutti questi mesi autunnali, senza nessun contraddittorio, senza la possibilita' di fare dei distinguo.
Il risultato e' stato che l'intero comparto agro-alimentare di questa vasta area si e' fermato. Il danno e' stato enorme. 
Nello specifico, anche il mio agriturismo, Arbustum, ha pagato un prezzo elevato. Non bastasse la crisi economica diffusa che ha colpito le famiglie, riducendo la loro possibilita' di potersi permettere un pranzo fuori casa, adesso il messaggio che e' passato, ha generato una vera e propria fobia su cio' che viene proposto sulle tavole. Io a differenza di tanti operatori del settore agro-alimentare sul territorio, lavoro abitualmente con forestieri, persone che vengono nella mia azienda da altri luoghi, quindi sto pagando piu' degli altri.
Puo' essere che solo questa parte d'Italia sia inquinata? O forse e' piu' conveniente creare a tavolino un "ghetto geografico del male" per nascondere le tante brutture o le verita' mai dette su altre zone del Paese? A chi fa comodo ingingantire il problema? Chi un domani gestira' e avra' il controllo degli appalti sulle tanto attese bonifiche? Chi riuscira' a comprare, magari a prezzi stracciati, le aziende di chi lavorando onestamente deve arrendersi dinanzi alle conseguenze di quello che sta diventando un vero e proprio sciacallaggio mediatico?
Dopo anni di duro lavoro, in un contesto di certo non favorevole come quello di Casal di Principe, vedo andare in fumo i tanti sacrifici fatti. A chi dovro' chiedere i danni?


2 commenti:

Anonimo ha detto...

Non posso fare altro che mandarti un forte abbraccio e tanti auguri.
Liliana USA

Angelo D'Amore ha detto...

ricambio con affetto!