giovedì 9 agosto 2012

E FIDELE SE NE TORNO' IN AFRICA

Oggi in azienda mi e' venuto a trovare un mio ex collaboratore occasionale originario del Burkina Faso. Fidele, questo il suo nome, ormai si e' trapiantato al nord, nella provincia di Vicenza, impiegandosi in una fabbrica che opera nel settore del pellame per calzature. Prese le ferie, e' tornato in Terra di Lavoro a salutare un suo amico che da qualche giorno mi aiuta ad eseguire la 2° pota verde alla vite. Ci siamo salutati calorosamente, scherzando sul fatto che ha messo su una bella pancetta, segno del benessere settentrionale e di una vita che forse finalmente per lui, e' diventata un pochino piu' agiata.
Al contrario mi ha raccontato che anche nell'opulento nord-est si respira aria di crisi. Il suo contratto si e' ridotto per tempo di durata e ore di lavoro svolto in azienda. Molte aziende stanno chiudendo battenti. A fine anno, con molta probabilita', mi ha confidato che tornera' nel suo paese. Mi ha detto: Angelo, se devo morire di fame, preferisco farlo in Africa! L'Italia per gli africani non e' piu' l'eldorado.
Questa' e' la situazione, dobbiamo prenderne atto. Sagge le sue parole: con la crisi, finalmente gli italiani inizieranno ad usare il cervello e non piu' il portafoglio...

martedì 7 agosto 2012

MONTI L'HA FATTA GROSSA

Che i provvedimenti di Monti iniziassero a non convincere, era qualcosa che pian piano in molti cominciavano ad avvertire. Ma che il gelido professore, commettesse un'imperdonabile gaffe nei confronti del precedente Presidente del Consiglio era qualcosa di alquanto inaspettabile.
Secondo Monti, con Berlusconi ancora al Governo, lo spread sarebbe arrivato a quota 1.200
Siccome trattasi di una boutade impossibile da provare con freddi dati analitici, Monti con un'unica esternazione ha provocato due inevitabili conseguenze: da un lato a riesumato il cadavere di Berlusconi ( non ne sentivamo affatto il bisogno ) dando nuova linfa alla nutrita ciurma dei suoi zerbini striscianti che d'improvviso hanno ripreso a ragliare; dall'altro, con la successiva telefonata di scuse, ha palesato ufficialmente la sua manifesta sudditanza politica.
Lo avra' fatto per mantenere ancora vivo questo pseudo-governo? Lo ha fatto al contrario, per innescare un provvedimento accellerato di fine anticipata dall'esecutivo, vista la piu' che probabile necessita' di un'ulteriore manovra d'autunno non sopportabile dal Paese? La cosa non si potra' mai sapere. Possiamo solo dire che Monti  l'ha fatta grossa, dandosi da solo, un forte colpo di zappa sui piedi.
E' evidente che l'istinto lo ha tradito. Chi guida un paese dovrebbe invece avere maggior razionalita', specie nel caso si tratti di un freddo professore bocconiano e non di ex intrattenitore di navi da crociera.

sabato 4 agosto 2012

FUORI DAL TUNNEL, BINARIO MORTO.

Monti va in giro ad infondere sicurezza per il nostro Paese. Draghi a sua volta, afferma che l'Italia sta facendo il suo dovere con serieta'. Siete sicuri che il peggio sia passato? La luce che il nostro Presidente del Consiglio, dice di intravedere in fondo al tunnel, non vorrei fosse quella riflessa da un lampeggiante che indica l'avvicinarsi di un binario morto.
Io non vado  a vedere cosa fanno le Borse. Ormai si e' capito che la finanza e' in mano ad astuti speculatori che possono fare il bello ed il cattivo tempo per l'economia di un paese (temo che ad agosto ci sara' un altro attacco). Io guardo al tessuto produttivo italiano, a quante aziende chiudono battenti, a quanto sia giunto il tasso di disoccupazione giovanile, a quanti giovani non cercano piu' un lavoro, a quanto sia arrivato il debito pubblico.
Il resto sono solo chiacchere, sermoni dialettici che servono a nascondere la cruda realta' che ci circonda. 
L'italia e' messa proprio male. Non c'e' piu' una spina dorsale economica e soprattutto politica che possa far auspicare un cambiamento, seppur minimo, nel breve periodo.
La destra e' definitivamente scomparsa. Fini ha distrutto un partito per sedersi su di una poltrona alla Camera, per poi rompere un'alleanza per motivi del tutto personali. Berlusconi ha buttato al vento 20 anni di propaganda mediatica (non certo concreti miglioramenti per il Paese) per una manifesta impossibilita' a gestire tutto cio' che ruotava intorno alla sua vita privata. Bossi ha messo a sua volta le mani nella marmellata, frantumando il sogno (meglio dire una irrazionalita' fantastica) della superiorita' padana. 
Dall'altra parte e' notte fonda. Contrasti, frantumazioni, ripetuti tentativi di varare alchemiche alleanze per veder salvi i prori privilegi di casta, caratterizzano un'area politica in spasmodica ricerca di un vero leader.
In questo vuoto di idee, uomini e programmi, quali potranno essere le possibilita' di portare il Paese al di fuori del guado?




mercoledì 1 agosto 2012

NIENTE VACANZE. QUAL'E' IL PROBLEMA?

Tutti in cerca di evasione, di costruita felicita', a tutti i costi, con l'ansia di pubblicare in diretta le foto del viaggio su FB, o Twitter, per spararsi la posa, per dire: io c'ero.
Io quest' anno rinuncero' alle ferie, per sopraggiunti  problemi economici. Non sono tra i fortunati che hanno una casa al mare o in montagna comprata magari dai propri genitori o dai suoceri, dove soggiornare nel periodo estivo. Ho sempre pagato di tasca mia le vacanze, nell'ultimo periodo, con l'aiuto di mia moglie, portando i figli in tanti bei luoghi di villeggiatura, le ultime in ordine di tempo quelle fatte in Trentino la scorsa estate. Per non parlare di quando ero ragazzo e giravo l'Europa alla scoperta di tante mete esclusive.
Nel 1983, a 16 anni, ero a Londra,  l'anno successivo nelle cicladi, a Santorini e Paros, lo stesso anno d'inverno in Svezia dove il sole faceva capolino soltanto poche ore, quello dopo a Palma de Mallorca, vacanze di quasi 2 mesi. Nel 1989 da solo nella ex Yugoslavia in moto, vacanza indimenticabile. Come stupenda fu la mia esperienza in Portogallo, dove mi recai per due anni, 4-5 volte l'anno. Potrei proseguire. Mi fermo al viaggio di nozze, fatto in Polinesia francese, un' esperienza meravigliosa, come quella fatta nello stesso anno, il 2000, in Thailandia, nell'isola di Samui.
Quest'anno e' andata così. Mi dispiace per i figli, ma ho la fortuna che nonostante la loro tenera eta', sono maturi e consapevoli del mio momento difficile.
Faremo piccole gite fuori porta e bagni in piscina all'interno della base americana di Quarto, vicino Pozzuoli, dove potremmo usufruire di qualche accredito tramite la famiglia di mia moglie.
Niente vacanze convenzionali. Qual'e' il problema? La mia virtu' e' che ho sempre viaggiato con la mente. Quindi il non poter partire materialmente, non mi preoccupa piu' di tanto. 
Mi cimentero'  in cucina in agriturismo, anche perche', alle ferie il mio cuoco non rinuncia.
Agosto passera' in fretta e poi mai dire mai...trovare il luogo dove batte il sole d'estate, negli altri mesi dell'anno, non e' un problema!

domenica 29 luglio 2012

COME E' LONTANA LONDRA

Sono iniziate le Olimpiadi e con esse sono arrivate anche le prime medaglie per l'Italia.
Vorrei soffermarmi su come Londra si e' fatta trovare preparata per l'appuntamento. Grandi gli interventi nella capitale, inevitabili i disagi patiti dalla cittadinanza in corso d'opera, ma di certo la capitale inglese avra' per il futuro, una citta' molto piu' bella e funzionale, impreziosita da grandi opere che la collocheranno tra le capitali mondiali piu' all'avanguardia. E non penso che Londra faccia la fine di Atene. Per molti infatti, l'inizio della rovina greca e' da collegarsi con le Olimpiadi del 2004. L'inghilterra e' un paese diverso, grandi sono gli interessi e le ricchezze che gravitano a quelle latitudini. Basta vedere come il popolo di sua Maesta', si tenga ben lontano dall'area euro.
Grandi opere appunto, una grande problema per il nostro Paese. Nell'ultimo periodo e non solo, i grandi interventi strutturali sono sempre stati dei grandi affari solo per le mafie con il placet dei politici di turno, di qualsiasi colore politico.
Nonostante Monti nell'ultimo periodo e' molto criticabile per i suoi interventi strutturali mirati ad uscire dalla crisi, la sua decisione di opporsi alla candidatura olimpica di Roma per i giochi del 2020, mi ha trovato pienamente d'accordo.
L'Italia necessita innanzitutto di un cambio generazionale nella dirigenza politica, di una rivoluzione culturale ed etica nella coscienza del suo popolo. Senza queste necessarie metamorfosi, si continuerebbe ad avere un paese dove il caos e l'approssimazione resterebbero i caratteri distintivi della sua intrinseca pochezza.
Da questo punto di vista, Londra e' assai lontana!

domenica 22 luglio 2012

L'ECATOMBE E' SEMPRE PIU' VICINA

Crisi pilotata, crisi inevitabile, crisi d'autunno? Impossibile. Questi cialtroni di politici si cacano sotto dalla paura per lo spread e, pur di restare altri mesi con le chiappe attaccate agli scranni del Parlamento, per continuare a succhiare dalla mammella i loro privilegi, asseconderanno Monti fino all'ultimo giorno del suo mandato. E poi?
Il poi e' gia' adesso. Il loro unico nemico da abbattere, il loro unico obiettivo da raggiungere e' l'eliminazione fisica e materiale del M5S (dato al 20%) e divenuto per questa massa di inermi malfattori, di affamate sanguisughe, di corrotti mestieranti, un vero e proprio incubo.
Da Napolitano a Bersani, da Berlusconi a Casini, il male assoluto per la nostra democrazia, scivolata per loro responsabilita' nel buio piu' profondo, e' il teorizzare antipolitico di Beppe Grillo.
Il M5S e' l'antipolitica? E la politica, per il nostro Paese, cosa e' stata negli ultimi 50 anni? 
Questo paese meriterebbe un golpe o una rivoluzione. Ma siccome esistono 2 potenti roccaforti tutte italiane, il Vaticano e la mafia, in base alle quali e' impossibile praticare queste forme di repressione democratica, l'unica arma ancora in nostro possesso e' l'urna.
A breve, anche per le assillanti richieste di "Re Giorgio", ci sara' la tanto attesa riforma elettorale. I partiti non solo pensano a come architettarla per il mantenimento piu' vasto possibile dei loro diritti di casta, ma stanno gia' pensando a come escogitare il metodo piu' adatto per indebolire l'ascesa del M5S.
La loro speranza restera' vana. Il loro consenso sara' eroso in modo regolare e spietato al tempo stesso.
Chi votera' ancora per Berlusconi? Al nord, la Lega ladrona, ricevera' lo stesso consenso? Il PD sempre piu' diviso tra vecchia guardia e rottamatori, terra'? Il cangiante Casini, dopo aver sostenuto per anni il centro-destra, rimasto orfano di Fini, riuscira' ad ingannare anche il centro-sinistra? Lo stesso Fini, riuscira' ad ottenere il proporzionale, per vedere assicurato il suo 2% di consenso nazionale? Vendola e Di pietro, si riuniranno al PD, o andranno da soli a cercar gloria?
La situazione e' questa. Ed in questo contesto, l'Italia dovra' affrontare nella prossima primavera il voto ed il cambio di guida al Quirinale, per la massima gioia degli speculatori che ormai hanno ben capito, che il nostro Paese e' il luogo ideale per far propagare l'incertezza.
L'ecatombe e' sempre piu' vicina.


sabato 21 luglio 2012

INSIGNE: UNA PICCOLA STELLA INIZIA A BRILLARE

Il Napoli 2012-13 muove i suoi primi passi. Nelle meravigliosa cornice della Val di Sole, in Trentino, la squadra di Mazzarri si ritrova per il raduno estivo.
La cessione di Lavezzi ha lasciato un po' di amaro in bocca tra i tifosi, specie perche' si attendeva un gran colpo di mercato che, al momento, non e' ancora arrivato. Nonostante tutto, c'e' una giovane stella che inizia a brillare tra gli azzurri.
Mi riferisco a Lorenzo Insigne, il baby talento cresciuto nelle giovanili del Napoli e messosi in luce la passata stagione nelle fila del Pescara di Zeman (il boemo e' passato alla guida della Roma) in serie B. L'attaccante che ha contribuito in modo decisivo alla promozione della squadra abbruzzese nella massima serie, inizia a far intravedere le sue apprezzabili doti tecniche. Giorni fa ha realizzato una tripletta contro una squadra locale, oggi ha realizzato il gol decisivo in un amichevole di lusso, contro il Bayern Monaco.
Se il buongiorno si vede dal mattino, il Napoli puo' ben sperare per la prossima stagione. Il campione tanto atteso era gia' li, all'ombra del Vesuvio.

giovedì 19 luglio 2012

SAVIANO SCOPIAZZA ANCORA. CHE TRISTEZZA!

Il copia ed incolla di Saviano continua. Solo che adesso, la rete si e' allargata e, quando il mancato premio Oscar e l'aspirante premio Nobel mette le mani nella marmellata, viene scoperto. Vi giro la notizia.
Anch'io a suo tempo, nel marzo del 2009, scrissi un post relativo ad una notizia poco diffusa dai media.
Circa la sua principale opera, Gomorra, così risposi ad una nota blogger nel gennaio 2009, alla vigilia degli Oscar, quando pareva che  l'Italia potesse portare a casa la prestigiosa statuetta. Lei mi chiese cosa pensavo di quell'opera che, a suo tempo, era diventata quasi un fenomeno di costume.

" Che dirti. Prima cosa dobbiamo fare un distinguo tra Saviano e Garrone, tra libro e film.
Anch'io mi trovo d'accordo con te sul film. Si cerca di suscitare forte emozione, in modo lento, scontato.
Se ne andiamo a fare un discorso tecnicamente qualitativo, vediamo quanti limiti ci siano nel valutare il film come quasi certo vincitore all'Oscar - a proposito, stasera mi sembra si assegnino i Golden Globes - 
Quindi si dovrebbe essere d'accordo che il film se vincera' l'Oscar, sara' un contributo all'opera di Saviano come coraggiosa denuncia ma non come premio all'esecuzione cinematografica di Garrone.
Ma lo stesso Saviano, crea un genere narrativo sui casalesi, impiantando il suo racconto su stralci di verbali, indagini degli inquirenti o lavori fatti da altri suoi colleghi.
C'e' infatti anche una citazione nei suoi confronti, fatta da un altro giornalista che solo in un secondo momento viene ufficialmente inserito tra coloro che indirettamente hanno aiutato il giovane narratore a realizzare questo ormai famosissimo libro - puoi andare su www.ilroma.net del 9 gennaio a pag.9 - divenuto fenomeno di costume, un glamour all'italiana, affievolendo il suo carattere di denuncia, proprio perche' inflazionato.
Tra le altre cose, Saviano non produce un lavoro alla fine di un lungo periodo di indagine, come fecero al suo tempo gli scomparsi Giancarlo Siani - per la camorra- ed Ilaria Alpi per le vicende di dubbi traffici illeciti che si celavano dietro la guerra in Somalia.
In questo piu' meritoria, sicuramente piu' analitica, e' l'opera "Solo per Giustizia", del P.M. Cantone (per anni alla guida del pool investigativo per la Procura di Santa Maria Capua Vetere) o quella di Rosaria Capacchione "L'oro della Camorra" giornalista che da 15 anni segue la cronaca nera su Casal di Principe, anche lei ora sotto scorta.
Tra le altre cose, Saviano nel libro, dedica ampio spazio alla camorra napoletana, al principio parla dei traffici e gli intrecci con la mafia cinese che hanno come scenario il porto di Napoli.
Diciamo che poi, gli eventi reali che si sono succeduti, in modo cronologicamente naturale, hanno dato maggiore eco su cio' che accadeva a Casal di Principe. 
Ci si e' improvvisamente dimenticati delle faide tra il clan dei Di Lauro e degli scissionisti nell'area nord di Napoli, faida che ha prodotto decine di vittime. Ci si dimentica di cosa entra nei porti di Napoli e Salerno, ci si dimentica di chi gestisce lo spaccio ed il racket nel capoluogo partenopeo. A tal proposito, ti invito a  leggere il mio post pubblicato l'11 ottobre e pubblicato anche dal quotidiano Roma di Napoli - vai alla categoria pubb. sul Roma - per vedere come tante, purtroppo siane le piaghe che affliggono il territorio campano ma come, ultimamente, si parli solo del clan dei casalesi.
L'emergenza rifiuti e' stata "dirottata" come conseguenza del business del clan dei casalesi nello smaltimento dei rifiuti tossici. Cio' e' vero ma lo smaltimento di quelli ordinari- i sacchetti della spazzatura nelle strade di Napoli - non ha nulla a che fare con quello dei liquami tossici provenienti dal nord.
Poi ci sono state le uccisioni proprio a Casal di Principe, cosa che non accadeva da lungo tempo, ed infine le uccisioni del giorno di San Gennaro, 19 settembre, dove furono massacrati 6 extra-comunitari a Castelvolturno. A quel punto e' come se l'opera di Saviano prendesse corpo e vita propria , diventando una sorta di naturale proiezione del macabro, una real fiction, dove i morti erano realmente esistenti.
Approfondimenti televisivi continui, dibattiti, simposi facevano il resto. Faccio notare come l'ultima volta che Saviano appariva a Matrix, Mentana registrava il suo picco di ascolto, vicino al 40%, ascolti da semifinale di un campionato del mondo di calcio. Si e' determinata un ricerca spasmodica di ascolto, dove lo stesso Saviano diventa strumento di propagazione mediatica, a prescindere.
L'opera di Saviano, manca pero' di una parte, se la dobbiamo considerare una moderna prova di neorealismo all'ombra del Vesuvio.
Manca dello Stato. Non si citano le decine di arresti, le confische, i sequestri fatti anche precedentemente l'uscita del suo libro. Non si menziona l'opera meritoria di tanti inquirenti, investigatori, magistrati, forze dell'ordine spesso sotto pagate che comunque hanno assicurato alla giustizia tanti malviventi. Non si spiega che spesso, anche gli attuali provvedimenti in tema di restrizione dell'attivita' criminosa, non sono altro che la risultante di anni ed anni di indagini, di lavoro oscuro, perpetuo.
Pare come se per incanto tali interventi siano la diretta conseguenza delle denunce di Saviano. Cio' lo trovo ingiusto per chi si sacrifica da anni in un lavoro estenuante e delicatissimo. 
Certo sara' stata fatta una scelta di libera impostazione narrativa. Ma siccome questo neorealismo e' monco di una parte, Gomorra come opera, non puo' per me essere assurto come libro di didattica nelle scuole dell'obbligo.
Si fa educazione, non solo con la denuncia. Si educano le future generazioni, proponendo loro anche modelli positivi.
Il bello, anzi il brutto che tutti gli intellettuali napoletani si sono schierati a favore del giovane narratore, secondo me facendo un grande autogol per il territorio. Se ti capita, vai di tanto in tanto a curiosare nel mio link napolipuntoeaccapo. A distanza di mesi, il forum culturale partenopeo mi ha dato atto di cosa segnalassi da tempo con preoccupazione, cioe' che alla lunga , in particolar modo per il territorio campano, gli effetti della propagazione mediatica di Gomorra saranno solo negativi.
Addirittura, l'Assessore al Turismo Campano Claudio Velardi, nel suo blog, proponeva mesi fa la lettura a puntate di Saviano. Mi permisi di fargli notare che così facendo, di certo il Turismo in Campania si andava a fare benedire. Lui l'anno passato, accoglieva personalmente i turisti agli arrivi, offrendo loro le classiche sfogliatelle, forse per non far sentir  l'olezzo della munnezza. Gli dissi che forse, per il 2009, si sarebbe dovuto procurare all'accoglienza, dei giubbini anti proiettile...
Alla fine, credo che proprio per la devastante eco prodotta dal fenomeno, Gomorra vincera' l'Oscar. L'Italia avra' l'assegnazione di questo ambito trofeo. 
A Saviano, preferisco Benigni."

A distanza di anni, lo Stato ha continuato a sferrare duri colpi ai casalesi. Saviano non e' riuscito a ripetersi nel copia ed incolla.

mercoledì 18 luglio 2012

MAMMA MIA: TORNA SILVIO!

Mamma mia! Non e' il famoso titolo della canzone degli Abba, ma come viene commentato il quasi sicuro ritorno di Silvio Berlusconi in politica dal quotidiano britannico The Economist.
Berlusconi vuole rifarsi la verginita' perduta. Per scendere nuovamente in campo, ordina di far un cambio di rotta sulle scelte dei futuri candidati. Ci vogliono giovani nel partito, uomini e donne preparate, non le Minetti di turno, buone solo a trovare le pupe per il papi.
Ha davvero una faccia di bronzo il cavaliere, vorrebbe per l'ennesima volta prenderci per i fondelli. Se l'alternativa per il domani si chiama ancora Silvio Berlusconi, questo Paese merita per davvero di fare default.
Non mi riferisco soltanto alla destra che in vent'anni non e' riuscita a darsi un nuovo leader. Sono preoccupato per l'attuale sinistra italiana, la quale, priva di idee alternative e rinnovatrici, lacerata al suo interno, perdera' il suo tempo ad accanirsi contro un uomo vecchio e sempre piu' malato di interessato protagonismo, mancando per l'ennesima volta di dare al Paese risposte concrete, concentrandosi di fatto esclusivamente a dare battaglia ad un singolo uomo.
Lo scenario ahime', sara' questo, con somma gioia di Grillo che non potra' che approfittare di questo pauroso vuoto politico. Del resto, il leader del Movimento 5 Stelle lo ha sempre ribadito: i maggiori sponsor del suo successo sono gli attuali politici italiani.




domenica 15 luglio 2012

QUASI QUASI, MEGLIO UN GOLPE

Berlusconi scende di nuovo in campo. Alfano piange. La destra in Italia ahime', e' finita da tempo. La Lega riprende il suo refrain separatista dopo anni di ruberie padane. Casini come suo solito, sta a guardare per vedere con chi allearsi, per tenere al sicuro le sue chiappe sugli scranni romani per un'altra legislatura, sperando in tal senso, nella reintroduzione di un sistema proporzionale di democristiana memoria. Letta del PD, afferma che e' meglio votare PDL che Grillo. Anche la sinistra sta davvero messa male, eternamente divisa al suo interno, tra anime riformiste, cattolico-moderate e rottamatrici. Fini ormai e' una comparsa, di Bocchino a breve se ne parlera' a Chi l'ha visto. Riguardo Grillo, continua a crescere il suo consenso. Il leader del M5S, riscontra notevolmente le mie simpatie. Tuttavia, in lui vedo piu' la genialita' del guastatore che il navigato piglio de leader carismatico, capace di cambiare le sorti ormai segnate di questo Paese alla deriva. Di Pietro e Vendola cercano a loro volta,  di animare la sinistra estrema, pronti pero' a convergere, se ce ne fosse la possibilita', in una riedizione del grande Ulivo di prodiana  memoria.
In questo caos totale di idee, uomini e programmi, nella completa indecisione su come modificare l'attuale sistema elettorale, uno spaventoso vuoto avanza nel Paese. La politica e' finita. Forse lo era da tempo, ma mai come in questo momento, la gente si e' resa conto che quegli uomini in giacca e cravatta ripresi in televisione, sono  soltanto dei replicanti inermi, consapevoli del loro inesorabile declinio.
Anche Monti ha capito l'aria che tira e, piu' volte, ha ribadito la sua volonta' di non continuare nessun tipo di esperienza politica al termine del suo mandato naturale.
In altre latitudini, complice un clima di forte tensione sociale, ci sarebbero tutti i presupposti per l'insorgere di un golpe militare.
Sarebbe una catastrofe? E' peggiore un regime militare (non di tipo sud-americano ma una forma di commissariamento prolungato della pubblica amministrazione) o una democrazia solo virtuale ma in realta' espressione del clientelismo di casta e dell'affarismo mafioso?

lunedì 9 luglio 2012

LE GRANDI MANOVRE

I tagli continuano ma lo spread rimane alto. Non siamo piu' credibili. Lo hanno capito gli investitori, ancor di piu' gli speculatori. Monti si appresta a partecipare all'ennesima riunione con i grandi d'Europa per la fine di luglio, per trovare altri rimedi (ancora tagli) alla crisi.
Intanto a livello di politica interna, si intravedono grandi manovre. PDL, PD e UDC sanno che la crisi sara' lunga ma,  al contempo, temono di perdere consenso non mettendosi di traverso al Premier. Quindi si profila un tacito accordo sottobanco per le prossime elezioni del 2013, con l'obiettivo di celare dietro un governo di larghe intese, con Monti confermato Premier, il mantenimento dei propri privilegi di casta, sotto il paravento di un proporzionale di ampio respiro, dove il Prof. finirebbe di essere un tecnico, per diventare un politico sostenuto da una larga componente parlamentare, compreso quel FLI di Fini ridotto ormai ad un patetico 2% di preferenze potenziali (e' un po' di tempo che non vedo Bocchino in tv).
Un tempo tale manovra si sarebbe denominata come inciucio. Oggi, sotto lo spettro e la minaccia di un tracollo economico imminente, ci si aggrappa ad un governo di ammucchiata per continuare a tirare a campare.
Le forze politiche responsabili del tracollo italico gettano la spugna nel loro combattersi. Il loro tendersi la mano non e' un gesto di responsabilita' verso il Paese, come i loro rappresentanti vorrebbero far credere. La loro piu' che probabile alleanza, e' solo l'ennesino tentativo di illudere noi italiani delle loro buone intenzioni. In realta', e' l'unica strada rimasta loro, per non scomparire definitivamente.

mercoledì 4 luglio 2012

IL POPOLO DIVENTI ARBITRO DEL PROPRIO DESTINO

Il Governo continua a tagliare, per scongiurare un ulteriore aumento dell'IVA in autunno. Questa volta tocca agli statali ed al settore della sanita' pubblica. Ci saranno riduzioni del personale pubblico (forse allargatosi troppo negli anni del clientelismo imperante) e del numero dei posti letto degli ospedali (altro settore dove non si e' badato a sprechi nei decenni di ruberie istituzionalizzate).
Si continua pero' ad investire in armamenti. Sconsiderate le spese per l'allargamento della flotta dei caccia dell'aviazione militare (oltre 68 miliardi!). Si continua ahime', a non tagliare i privilegi dei parlamentari, a ridurre i costi della politica, ad eliminare gli enti inutili.
La disoccupazione, specie quella giovanile, continua a crescere. Mai come in questa fase storica, e' scoppiata una guerra tra disperati, i giovani e gli anziani del Paese. Un'intera generazione rischia di rimanere fuori dal mercato del lavoro. Un'altra, di essere privata di una futura pensione. Nel frattempo, vengono garantite le pensioni d'oro ad un numero esorbitante di persone.
Qualcosa dovra' cambiare ed in fretta. Se anche i tecnici, chiamati al capezzale di un Paese alla deriva, non riescono a trovare soluzioni epocali, per ribaltare lo stato sociale e culturale esistente ma, indirettamente, contribuiscono al mantenimento degli atavici e radicati privilegi di casta, meglio allora la genesi di una deriva anarchica: il popolo diventi arbitro del proprio destino.
Esiste al momento uno strumento civile e democratico per realizzare questa rivoluzione: votare il M5S.
Se Grillo rappresenta l'antipolitica, mentre la politica sintetizza il baratro in cui siamo sprofondati, appoggiando il M5S si potra' realizzare tale epurazione, la defenestrazione di un'intera classe dirigente che, per troppo tempo, ha pensato esclusivamente a difendere i propri interessi clientelari, anteponendoli a quelli della collettivita'.


lunedì 2 luglio 2012

BRAVO PRANDELLI! MA...

Tutti si complimentano con Prandelli per il risultato raggiunto agli europei, da tanti non pronosticato. Anch'io mi associo al coro ma, mi concedo, in qualita' di tifoso italiano e quindi, da assurto "commissario tecnico", qualche critica alle sue scelte per la finalissima contro la Spagna.
Il tecnico della nazionale, ha affermato che si e' pagato un grande sforzo fisico, che i suoi ragazzi non hanno potuto contrastare la forte squadra iberica, per una conclamata inferiorita' atletica. Mi permetto di ricordare che l'Italia aveva una valida panchina, sostituti potenziali che non avrebbero fatto sfigurare gli undici titolari, una formazione quasi mai toccata dall'allenatore, anche per un tacito senso di riconoscenza verso chi in pratica, aveva portato la squadra prima agli europei, quindi in finale.
Avrei schierato dall'inizio Balzaretti, un laterale difensivo dalla grande capacita' di corsa, rispetto a Chiellini, non solo per le imperfette condizioni fisiche di quest'ultimo, ma perche' strutturalmente, lo juventino ricopere in maniera piu' efficace il ruolo di centrale e non quello di esterno, specie se si considera la rapidita' di passo degli spagnoli.
Stesso discorso a destra. Maggio, non perche' del Napoli, mia squadra del cuore, non avrebbe fatto rimpiangere un fin troppo remissivo Abbate. La sua esclusione forse, e' figlia degli errori fatti nell' amichevole contro la Russia.
Avrei infoltito il centrocampo con Nocerino al posto di Montolivo. Il mediano del Milan avrebbe garantito piu' filtro in mezzo al campo, piu' contrasto, maggiore combattivita', non disdegnando sortite in avanti, caratteristiche a lui molto insite, visto che con la sua squadra di club, ha realizzato la bellezza di 10 goal in campionato. Avrei inserito dall'inizio Di Natale, un bomber che negli ultimi tre campionati ha segnato circa 80 goal, al posto di Cassano. Il fantasista non riesce a garantire piu' di 60 minuti di autonomia, dopo la sua inattivita' per oltre tre mesi, successivi all'intervento al cuore. Inoltre, non gli riescono come un tempo,  giocate ed assist vincenti. Il friulano avrebbe assicurato maggiore profondita', liberando nel contempo, Balotelli dalla morsa dei difensori spagnoli. Inoltre, a partita avviata, non avrei mai inserito Tiago Motta, un bravo palleggiatore di centrocampo ma troppo lento rispetto al passo degli spagnoli, non dimenticando che a sua volta, non era in perfette condizioni fisiche, come poi ahime', appurato sul campo. All'ex interista, avrei preferito Diamanti.
Con la Spagna avremmo perso ugualmente, ma a mio modesto avviso, avremmo avuto maggior combattivita'. Il calcio e' bello perche' opinabile. Nel mio piccolo (ho giocato 22 anni a pallone), io avrei fatto scelte diverse.


giovedì 28 giugno 2012

BERLUSCONI CI RIPROVA: A ME FA RIDERE

Berlusconi ci riprova. Dopo la batosta alle amministrative, in caduta libera nei consensi, cerca di scuotere piu' i suoi menbri di partito che il suo ex elettorato che, per l'appunto, gli ha girato da tempo le spalle. A me fa ridere, altro che burlesque.
L'ex premier, salvatore e benefattore della nipote di Mubarak, divenuto amico sottomesso di Gheddafi, partner interessato di Putin, ma sempre piu' distante dall'attuale inquilino della Casa Bianca (che defini' uomo abbronzato...!) vorrebbe uscire dall'euro, mettere i bastoni tra le ruote a Monti, candidarsi a nuovo ministro dell'economia, con Angelino Alfano (suo fantoccio), premier,  proprio lui che non si accorgeva che il Paese scivolava lentanamente nel baratro e che vedeva i ristoranti sempre pieni e la crisi, l'ennesima invenzione strategica dei comunisti.
In molti si meravigliano che Grillo riscuota tanto successo. Ieri a Ballaro', il sondaggista Pagnoncelli, indicava il M5S superare la soglia del 20% con una proiezione potenziale ad oltre 100 deputati in Parlamento dopo la prossima tornata elettorale. Io non ci trovo niente di strano. Fin quando il Cavaliere continuera' nei suoi show deliranti, il PDL non potra' che indebolirsi. Il fatto piu' preoccupante e' che, nonostante il PDL continui a perdere voti, il PD rimane a guardare, non approfittando di questo immenso vuoto di potere a destra, coincidente anche con la fine politica per non dire biologica della Lega.
Chi continua a meravigliarsi della crescita di Grillo, vive per davvero al di fuori del mondo. Un domani il M5S non sapra' governare? L'importante e' che oggi, sia lo strumento necessario per cancellare definitivamente l'attuale classe politica, espressione istituzionale del marcio di questo Paese.


sabato 23 giugno 2012

GITA A CASAL DI PRINCIPE? NO GRAZIE

Nella tarda mattinata, ho ricevuto la telefonata di un'insegnante, mia conoscente. Mi annunciava che il suo istituto, la scuola media statale Sandro Pertini di Scampia a Napoli, avrebbe avuto l'intezione di organizzare un banchetto di fine anno presso il  mio agriturismo, per il giorno 28 giugno p.v. Al telefono sono stato estremamente gentile con la preside, alla quale ho prospettato per circa un quarto d'ora, il menu che avrei potuto preparare per l'occasione. Altri ragguagli li ho elencati alla vice-preside, una persona che a pelle, mi e' sembrata un pochino piu' fredda e distaccata. Ho concluso poi la conversazione telefonica con la mia conoscente, congendandomi da lei, con l'impegno di risentirci dopo qualche ora per gli ultimi dettagli.
Ho immediatamente allertato il cuoco ed i miei collaboratori che solitamente non lavorano con me durante la settimana. Ero molto felice di ricevere questo gruppo, non solo per la sua consistenza (circa 100 persone) ma perche' si sarebbe trattato di nuovi clienti ai quali, avrei potuto far conoscere la mia azienda e la bonta' della mia cucina.
Dopo qualche ora ricevo la telefonata tanto attesa. La voce della persona dall'altra parte era quasi roca dall'imbarazzo. Con parole di circostanza, mi diceva che gran parte dei docenti non gradivano venire a Casal di Principe per trascorrere la gita di fine anno scolastico. Mi ha raccontato che nell'istituto si erano create addirittura, due opposte "fazioni" tra favorevoli e contrari alla destinazione in oggetto. Nonostante ci abbia fatto l'abitudine, ogni qualvolta mi viene motivata tale contestazione, ci soffro molto, sento un dolore interiore, una ferita nell'anima che non riesce a rimarginarsi.  In molti pensano che Casal di Principe, sia soltanto l'univoca rappresentazione di quella cittadina descritta da Roberto Saviano, un luogo del male da cui fuggire, una terra maledetta da Dio e infangata dagli uomini, in cui non ci puo' essere la possibilita' di una vita normale ma solo un "inferno terrestre" da cui tenersi lontano.
Se tale scetticismo fosse maturato in docenti Valdostani o delle Dolomiti del Brenta forse, con un po' di costruita sopportazione, me ne sarei  data una ragione. Ma poiche' tale "inquietudine" proviene da insegnanti che ogni giorno si recano a Scampia, il piu' grande mercato della droga a cielo aperto d'Italia (ma quali sarebbero poi le zone tranquille di Napoli?) ho la riprova tangibile che il danno perpetuato su Casale, divenuta nell'immaginario collettivo l'epicentro di Gomorra, e' davvero insanabile e dalle proporzioni indicibili, una sorta di mediatica ghettizzazione sociologica.




giovedì 21 giugno 2012

LE INTERCETTAZIONI VALGONO PER TUTTI

Quando si trattava di Silvio Berlusconi, le sue malefatte, i suoi festini, i suoi intrallazzi con gli amici degli amici (famose quelle che coinvolgevano l'ex capo della Protezione Civile Guido Bertolaso che si "rilassava" nei centri benessere...) l'uso delle intercettazioni era sacrosanto, un mezzo necessario per accertare la verita', uno strumento fondamentale affinche' l'opinione pubblica fosse infromata su cio' che accadeva nel Paese.
Diverso clima si sta generando intorno alla possibilita' di rendere pubbliche, le intercettazioni relative al Capo dello Stato, Giorgio Napolitano ed il suo possibile coinvolgimento nelle trattative di accordo tra mafia e Stato che all'epoca avrebbe coinvolto il Senatore Nicola Mancino e l'ex Ministro degli interni Claudio Martelli.
Secondo il parere del Presidente della Repubblica, si sta creando ad arte, una strategica campagna denigratoria. Ci sarebbero a suo dire, dei precisi esecutori di tale "disegno sovversivo" .
Ritengo che il concetto di presunta superiorita' morale della sinistra, fin troppo e per troppo tempo abusato, sia ormai qualcosa di dissolto.  Penso invece che, data la delicatezza dell'argomento in questione, mai come in questo caso, si debba andare fino in fondo per accertare la verita'.

domenica 17 giugno 2012

PERCHE' ACCANIRSI?

Monti ha chiesto sacrifici per la crescita. Gli italiani si sono inginocchiati dinanzi ai suoi voleri e, umilmente, hanno detto si, per salvare la Patria.
Adesso il professore, ci annuncia che il periodo difficile non e' finito. Anzi, il baratro del precipizio e' di nuovo assai vicino. Il cratere della crisi si e' spostato e rischiamo nuovamente di finirci dentro.
Spesso si sono fatte campagne mediatiche a favore dell'eutanasia. Il malato terminale ha diritto, si dice, di decidere il proprio destino, la propria fine. L'accanimento teraupetico, spesso offende la dignita' del paziente, umiliandolo in una condizione di sopravvivenzanza vegetale.
Allo stesso modo, potremmo decidere noi come morire come paese, visto che gia' adesso, siamo in una condizione di zombi che deambulano, senza poter stabilire autonomamente la nostra sorte.
Le ripetute  flebo di tassazioni pesanti, di tagli, di riduzioni della spesa non hanno prodotto gli effetti sperati. Il malato non risponde.
Perche' accanirsi così tanto?

lunedì 11 giugno 2012

FASE 2? AL MOMENTO E' UNO SPOT

Mentre la politica continua a farsi domande su come riprendersi una credibilita' morale persa da tempo e su come metabolizzare il fenomeno del M5S, i tecnici continuano a non trovare soluzioni su come uscire dalla crisi.
Gli speculatori si e' capito, ci hanno preso di mira, sentendo puzza di carne morta. Lo spread continua a salire, oggi e' giunto nuovamente a quota 470, segno evidente, come dico da tempo, che non era tutta colpa dei festini a luci rosse organizzati dal Cavaliere, anche se, la sua uscita di scena era inevitabile, soprattutto per il suo completo fallimento politico.
Il Paese si rotola nella sua lenta agonia. E' come un malato a cui viene somministrata di tanto in tanto una flebo, pur sapendo che il farmaco iniettato non produce piu' l'effetto sperato.
I tecnici dovevano decidere ed in fretta, ponendo le basi per una svolta epocale. Lo hanno fatto solo in parte, contraendo ulteriormente un'economia gia' in stasi da tempo. I tagli promessi sono stati solo di facciata, i privilegi della politica sono rimasti piu' o meno invariati, così come si sono tenuti in vita tanti enti inutili, per non parlare degli oltre 10 miliardi spesi per armamenti (decisi dal precedente governo ma di certo non annullati da quello attuale).
La popolazione attende inerme il suo destino, non avendo la capacita', la forza ma neanche l'abitudine di riprendersi il controllo del proprio destino. Ci troviamo in una fase di non ritorno. Sembra quasi che ci sia, il desiderio di sprofondare definitivamente, di fallire (lo scrissi in tempi non sopsetti) per chiedere formalmente, un sostanzioso aiuto corroborante all'Europa o un'uscita definitiva da questo sistema, nel quale pare, non riusciamo piu' a starci.
Il Governo continuera' nel varo di misure tampone, in altri inasprimenti fiscali (probabile il prossimo aumento dell'IVA al 23%) ma iniziera' a rendersi conto che la tanto promessa fase 2, quella dello sviluppo, al momento e' uno spot ben riuscito e sara' difficile da applicare in un Paese in cui, ogni giorno chiudono 42 imprese e dove per troppo tempo ahime', sono stati i danari sporchi delle mafie e tutto l'indotto da esse generato, a muovere il motore produttivo del Paese, determinando nel tempo, il radicamento di un sistema economico molto peculiare .


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mercoledì 6 giugno 2012

L'ENNESIMO SALVATAGGIO DALLE PATRIE GALERE

Ancora una volta, l'ennesima, il Parlamento della Repubblica, Il Senato nello specifico, diventa zattera  di salvataggio, rifugio sicuro per un suo rappresentante, il Sen. Sergio De Gregorio, (coinvolto nel caso Lavitola) evitando a costui la condanna agli arresti domiciliari. A questo punto, anche il suo collega Lusi, accende una speranza.
Le Istituzioni democratiche hanno perso la loro funzione. Il Paese e' imprigionato, tenuto sotto schiaffo da un migliaio di banditi legalizzati che utilizzano le aule del Parlamento come dei salotti privati dove tenere i loro segreti conciliaboli.
Prima con il Cavaliere, adesso con il Professore, la musica non cambia. I tecnici, da cui si aspettavano misure impopolari ma necessarie, a contatto con i politici, si sono infettati a loro volta e, in beve tempo, hanno perso la loro assai presunta imparzialita' morale e decisionale. D'altronde, il Governo e' controllato dagli stessi parlamentari eletti nel 2008, Scilipoti piu', Scilipoti meno. La credibilita' della politica e' ai minimi storici. Chi cerca di scuotere le anime e le coscienze, viene accusato di fomentare odio e di provocare destabilizzazione sociale.
Data la perdurante stasi decisionista da parte dei nostri governanti, non ci resta che tifare per lo spread, tanto da questa crisi non possiamo uscirne da soli. Un suo schizzare verso l'alto, ci portera' inevitabilmente dinanzi ad assunzioni di responsabilita'. Solo con nuove elezioni, l'attuale classe dirigente potra' essere spazzata via, come un castello di sabbia travolto da un'onda imprevista.

martedì 5 giugno 2012

LA LEADERSHIP VA TROVATA IN NOI STESSI

Ieri sera ho partecipato ad un corso formativo sulla PNL, programmazione neuro linguistica, tenuto da Roberto Re, considerato un vero e proprio guru della materia.
In un hotel nei pressi della stazione centrale di Napoli, circa 500 persone, me compreso, hanno partecipato a questo happening. Il coach (cosi ama definirsi) Re, in leggero ritardo sul programma, fa il suo ingresso nella sala. Presentazione all'americana e via, si parte. In pochi minuti, la sala, pende dalle sue labbra. Per motivare i presenti, fa un breve escursus su i tanti campioni dello sport che sta seguendo e seguira' anche alle prossime olimpiadi. La sua oratoria e' quasi frenetica, viscerale, cerca in tutti i modi di diffondere energia, positivita' per calamitare magnetico ed ipnotico interesse. Noto la sua gestualita'  un po' troppo accentuata. Il suo oscillare le bracce, ritmato in modo cadenzato, sembra quasi il movimento di un pendolo nel cui perdere il proprio sguardo, la propria soglia di attenzione che, data l'ora tarda ( si e' andati avanti fino ad oltre la mezzanotte), di certo non era proprio al massimo.
Persona di certo preparata, parlano il suo curriculum ed i suoi successi, chissa' forse anche interessata a fare proseliti per la sua mastodontica organizzazione, fatta di scuole di formazione sparse in tutta Italia.
Il concetto fondamentale e' trovare in noi stessi la fonte del nostro successo, diventando leader di noi stessi (ed io ignorante che pensavo che la leadership fosse una dote innata, che non si poteva conseguire attraverso un corso a pagamento). Facile a dirsi in questo particolare momento storico. Lo stesso Re, ribadisce le difficolta'  in cui stiamo vivendo, dalle quali pero', possiamo uscrine soltanto con le nostre forze. Ripetuti all'inizio sono termini quali, crisi, panico, timore, angoscia, stress, tutti elementi divenuti ingredienti stabili del nostro rapportarci quotidiano, verso i quali pero', dovremmo costruirci degli autonomi processi di metabolizzazione per evitare di esserne sopraffatti.
Dopo un excursus sulla metamorfosi della psicoanalisi, avvenuta agli inizi degli anni 60, in California, paese che ancor oggi influenza le abitudini del globo, la serata volge a termine. Un po' eccessiva  la foto di gruppo finale ed i tanti autografi ad un personaggio che io, prima di questa serata, neanche conoscevo ma che devo ammettere, mi ha incuriosito tanto.
In un epoca in cui, le certezze sono diventate molto piu' limitate, accrescere la propria motivazione nell'affrontare le difficolta' della vita quiotidiana, piu' diventare uno strumento di "sopravvivenza" necessario.