sabato 23 giugno 2012

GITA A CASAL DI PRINCIPE? NO GRAZIE

Nella tarda mattinata, ho ricevuto la telefonata di un'insegnante, mia conoscente. Mi annunciava che il suo istituto, la scuola media statale Sandro Pertini di Scampia a Napoli, avrebbe avuto l'intezione di organizzare un banchetto di fine anno presso il  mio agriturismo, per il giorno 28 giugno p.v. Al telefono sono stato estremamente gentile con la preside, alla quale ho prospettato per circa un quarto d'ora, il menu che avrei potuto preparare per l'occasione. Altri ragguagli li ho elencati alla vice-preside, una persona che a pelle, mi e' sembrata un pochino piu' fredda e distaccata. Ho concluso poi la conversazione telefonica con la mia conoscente, congendandomi da lei, con l'impegno di risentirci dopo qualche ora per gli ultimi dettagli.
Ho immediatamente allertato il cuoco ed i miei collaboratori che solitamente non lavorano con me durante la settimana. Ero molto felice di ricevere questo gruppo, non solo per la sua consistenza (circa 100 persone) ma perche' si sarebbe trattato di nuovi clienti ai quali, avrei potuto far conoscere la mia azienda e la bonta' della mia cucina.
Dopo qualche ora ricevo la telefonata tanto attesa. La voce della persona dall'altra parte era quasi roca dall'imbarazzo. Con parole di circostanza, mi diceva che gran parte dei docenti non gradivano venire a Casal di Principe per trascorrere la gita di fine anno scolastico. Mi ha raccontato che nell'istituto si erano create addirittura, due opposte "fazioni" tra favorevoli e contrari alla destinazione in oggetto. Nonostante ci abbia fatto l'abitudine, ogni qualvolta mi viene motivata tale contestazione, ci soffro molto, sento un dolore interiore, una ferita nell'anima che non riesce a rimarginarsi.  In molti pensano che Casal di Principe, sia soltanto l'univoca rappresentazione di quella cittadina descritta da Roberto Saviano, un luogo del male da cui fuggire, una terra maledetta da Dio e infangata dagli uomini, in cui non ci puo' essere la possibilita' di una vita normale ma solo un "inferno terrestre" da cui tenersi lontano.
Se tale scetticismo fosse maturato in docenti Valdostani o delle Dolomiti del Brenta forse, con un po' di costruita sopportazione, me ne sarei  data una ragione. Ma poiche' tale "inquietudine" proviene da insegnanti che ogni giorno si recano a Scampia, il piu' grande mercato della droga a cielo aperto d'Italia (ma quali sarebbero poi le zone tranquille di Napoli?) ho la riprova tangibile che il danno perpetuato su Casale, divenuta nell'immaginario collettivo l'epicentro di Gomorra, e' davvero insanabile e dalle proporzioni indicibili, una sorta di mediatica ghettizzazione sociologica.




6 commenti:

Giovanni ha detto...

Caro Angelo, che dire? A parte il fatto che non sanno cosa si perdono, secondo questa scuola di pensiero la gita di fine anno va fatta almeno fuori dalla Campania, visto che poi fatti piu' o meno spiacevoli accadono ovunque, nella nostra terra...ovviamente puntando a Nord, mica in Calabria, scherziano, c'e' la 'drangheta, no in Sicialia no, vuoi mettere, c'e' la mafia...no in Puglia no, la sacra corno unita...che so in Umbria...no, li ammazzano gli studenti...allora andiamo in Toscana....no, li c' il Mostro di Firenze...e potrei continuare. E poi la scuola dovrebbero spostarla da Scampia, dove ovviamente pero', insieme a quanto da te descritto, ci sono molte persone oneste e associazioni che lavorano sul territorio. Se questo e' l'esempio di questi docenti, il loro spirito civico e sociale, sono seriamente preoccupato per gli alunni.

alfgar ha detto...

Tieni duro ! Conto di venire a trovarti al più presto !

Angelo D'Amore ha detto...

giovanni,
i limite e' per l'appunto culturale. ti sembrera' strano, ma da quando i media hanno indicato in modo ripetitivo la mia zona come epicentro del male, ho meno clienti ma di un livello assai piu' alto, gente che con sana curiosota' vuole capire, sperimentare, conoscere, documentarsi su la realta' della mia azienda. spesso sono persone che mi conoscono tramite intenet (i migliori) o per le ottime recenzioni che ho su siti di settore (tripadvisor.it). chi invece vive in modo livellato e plasmato dai media, difficilmente diventera' mio cliente.

Angelo D'Amore ha detto...

alfgar,
spero di averti in azienda.
di dove sei?

Diana ha detto...

Credo che la cattiva fama di Casal di principe non sia da far risalire a Gomorra e a Saviano. Già trent' anni fa mio marito, direttore di ufficio postale, ebbe a richiamare verbalmente un postino di questa tua città e fu lui a rispondergli che proveniva da una città dove era stata incendiata o comunque attaccata la caserma dei carabinieri.... anche i casalesi hanno contribuito a creare la nomea... Ciao, Angelo!

Angelo D'Amore ha detto...

cara diana, il problema e' che si parla solo di casale. l'altro ieri a napoli, ci sono stati 2 morti ammazzati, giovanissimi per giunta. se cio' fosse avvenuto a casale, se ne sarebbe parlato per due settimane, invece la notizia e' passata solo al tg regionale in un'unica edizione.
casale non nascondo, ha una brutta nomea, ma l'eco negativa diffusa a livello globale, e' dovuta ad un'univoca e ripetitiva narrazione mediatica. saviano quando scrive gomorra, narra il sistem,a camorristico campano. poi, la cronologia degli eventi, sposta su casale l'attenzione, dopo che con i primi pentiti, vengono a riaccendersi dopo molti anni le faide di camorra. la strage dei nordafricani a castelvolturno poi, fa si che gomorra diventi casal di principe, ma lo stesso saviano, all'inizio della sua opera, voleva narrare la camorra come sistema malavitoso nell'intera regione.
questo per dirti, che se tuo marito fosse stato avvicinato da un postino di forcella a napoli, dove comandavano i giuliano, o di giugliano in campania dove comandano i mallardo, solo per farti due semplici nomi tra le decine di famiglie che si dividono il territorio, cio' non avrebbe avuto lo stesso richiamo cognitivo di quello avuto per casale dopo l'uscita di gomorra, che ripeto, non e' un romanzo su casale, ma sull'intera camorra campana.