giovedì 11 dicembre 2008

LASCIAMO CUOCERE IL POLPO NELLA SUA ACQUA

Chi mi segue sa che gli argomenti che tratto, non sono solo attinenti alla sfera politica.
Gli accadimenti di questi ultimi giorni in Campania pero', riguardanti gli amministratori locali, non possono essere sottaciuti.
Nella regione si vive un brutto momento. Non e' solo l'effetto della crisi economica. In Campania si stanno dissolvendo nel nulla i principali riferimenti politici che da lustri governano il territorio.
Inchieste giudiziarie, dimissioni repentine, frettolosi reimpasti, accuse intestine, tradimenti inaspettati, contrapposizioni laceranti, sono il contesto di uno scenario diventato cupo, con nello sfondo una classe dirigente e governante, impegnata in un duro muro contro muro, senza esclusione di colpi.
I leader nazionali del centro-sinistra glissano sulla questione, facendo orecchie da mercante ma indirettamente, ne accentuano le spaccature. L'opposizione vuole le dimissioni. Lo vogliono molte associazioni del territorio e la stragande maggioranza della popolazione. Anche la Curia locale, per la prima volta, fa sentire un certo distacco verso gli attuali governanti.
Anch'io ero di questo parere. Dico ero, poiche' mi sono reso conto che cio' e' un auspicio impossibile da realizzare. Anzi, questa spasmodica ricerca di dimissioni, rafforza il senso di inamovibilita' di chi vuole proseguire ad oltranza, fino all'ultimo giorno del proprio mandato che ahime', e' ancora lontano.
La questione manco a dirlo e' politica ma assume connotazioni sociologiche. Chi ha guidato il territorio per decenni si sente legittimato ad esserne l'unico artefice, nel bene o nel male. Il resto non conta.
Io proporrei allora, come si dice a Napoli, di lasciar cuocere " o purpo rinta l'accua soia" nel senso di far accentuare questa triste agonia, con una lenta "cottura politica" senza aggiungere condimento alcuno, come si fa per il polipo, per far ammorbidire lentamente la rigida nervatura tentacolare che questi mestieranti della casta hanno proteso da anni sul territorio, blindando la quasi totalita' degli enti e delle amministrazioni locali.
Bisognerebbe trovare un pentolone gigantesco dove immergere vecchi e nuovi volti di questa immobilizzante corrente politica, ormai desueta per il territorio. Far cuocere nel loro brodo, politici, imprenditori, borghesia eletta, intellettuali schierati che hanno avuto l'unico obbiettivo di conquistare un sempre maggior potere personale, con l'espediente dell'affarismo dirigista, divenuto sistema.
Come il governo Prodi, implose con il botto tipico delle pentole a pressione, il governo locale lo fara' con una cottura piu' lunga, dove il rumore del pippiar della pentola, non sara' altro che il lamento della loro sconfitta.

13 commenti:

nicola ha detto...

Mi rammarica il fatto che il popolo... tace.
Ovvero tutti sono da tempo stanchi di questo schifo, ma nessuno ha mai alzato un solo dito.
Come per Prodi, se non era per la magistratura, anche Cardillo sarebbe ancora al suo posto.
ciao nicola

clem ha detto...

Tutto deve cambiare perchè tutto resta come prima*.Sì, è vero,la maggioranza in Regione e Comune ha portato disatri incalcolabili da un punto di vista materiale ma anche morale.Ma anche l'opposizione ha notevoli responsabilità.Quale serio,vero,credibile progetto politico ha elaborato il centrodestra in tutti questi anni?Anzi mi pare che politicamente ci sia stata acquiescenza e accondiscendenza nei confronti del centrosinistra che perciò si è sentito *legibus solutus*,libero di fare ciò che voleva.E lo dico da uno che non guarda (sempre) con sfavore il centrodestra.
cari saluti,clem

Angelo D'Amore ha detto...

clem sono d'accordo. i big del centro destra sono lontani dal territorio, nei loro studi romani. chiamati frettolosamente a buttarsi nella mischia hanno sempre rimediato brutte figure.
l'ultimo esponente politico che mise in seria difficolta' bassolino fu alessandra mussolini agli inizi degli anni 90'.
d'amato tirato in ballo per 2 volte, come uomo d'impresa, non ha mai avuto il coraggio di osare.
ma potremmo ancora vivere un domani che e' alle porte, con figli e nipoti politici di questo "democratico" partito?

Blogger ha detto...

E' una cottura che dura da troppo tempo, io dico che potremmo fra qualche decennio dire che il polpo scotto è buono, è pericoloso, non trovi?
Blogger

PS Capisco il senso della tua frase.

Franco Tàmbaro ha detto...

d'accordo sul 'polpo' locale, al quale, comunque ed inevitabilmente, subentrerà un altro, di qualsivoglia colore politico;

...più che il polpo, ricordo la "PIOVRA". Quella che, tra l'altro, oggi è concentrata nel supremo obiettivo finale: non consentire, per Legge, ai magistrati di usufruire di un essenziale elemento probatorio: le intercettazioni telefoniche.

...Vero, Berlusconi? !

Angelo D'Amore ha detto...

franco tambaro.

in merito alle intercettazioni
vai a vedere cosa scrivevo il 16 luglio.
essere di destra non vuol dire non avere senso critico e capacita' di analisi.
a volte queste caratteristiche mancano a chi e' abituato a pensare in modo sinistramente, piattamente indottrinato.

Angelo D'Amore ha detto...

franco tambaro.

pardon, il 16 giugno

Franco Tàmbaro ha detto...

@ Angelo D'Amore,

Sono "indottrinato" nel DNA, ma non del tutto cieco: non sono iscritto a nulla e ripeto che non voterò alle prossime elezioni locali, poer nessun partito; peraltro, il mio precedente commento non era 'di Sinistra' e non dubito che sulle intercettazioni telefoniche tu, da destra, la pensi allo stesso modo.
Io, fossi stato in Parlamento, a suo tempo avrei votato contro l'indulto.
E comunque: come la Sinistra ha smesso di fare la Sinistra e, vergognosamente quanto inutilmente, si è messa a rincorrere certi c.d. "moderati", così la destra ha tolto la Fiamma Tricolore dal simbolo, si è alleata con la Lega Padana e con un imprenditore pluriindagato!
Ricordo che, a suo tempo, sia Berlinguer che Almirante erano attentissimi alla 'questione morale' e rispettosi della magistratura (non dico dei magistrati: ovviamente, vi possono essere 'pecore nere' anche in quest'àmbito ed è comunque urgente una riforma della Giustizia).
Oggi, invece...gli opposti: o si tenta di disarcionare la magistratura; ovvero gira un giustizialismo alla Di Pietro-Travaglio (quest'ultimo, per la verità, è superdocumentato). L'alternativa, restando ai partiti più votati? Una timidissima difesa della magistratura, da parte di un Pd, pieno di indagati eccellenti!

adestra ha detto...

La pentola, se scoppia, fa arrivare il coperchio fino al Piemonte!
Ma credo che non scoppi, conoscendo l'ambiente.

IoTomy ha detto...

Napoli, purtroppo, è la cartina di tornasole di tutta la Nazione.
Funziona così, non solo a Napoli, ma lì è molto più evidente.
Finchè in politica, le "nuove leve" sono figli di politici, ci sarà poco da fare.

"Arturo" ha detto...

La pentola dovrà essere gigantesca, i puorpi so assaje.

Intanto c'è bisogno di nuovi cuochi che sappiano proporci ricette nuove e "digeribili"

Anonimo ha detto...

...cuocere il polpo nella sua acqua è un buon aforisma anche se nell'ottica del garantismo militante; però angelo, da tener conto anche l'assunto del caro amico clem.
saluti ad entrambi
Maralai

Giuseppe Formisano ha detto...

Auguri di Buon Natale e Felice anno Nuovo, con affetto. Giuseppe Formisano