martedì 8 febbraio 2011

PARALISI

Il Paese e' fermo, nulla si decide, niente di nuovo accade.
Il Governo tiene, ma non legifera. Le vicende processuali del Premier paralizzano l'esecutivo, polarizzano le opposizioni, ipnotizzano l'opinione pubblica.
La politica, nella sua interezza, smarrisce la sua principale funzione, quella di promuovere proposte per il bene collettivo, impantanandosi in alchemiche strategie a favore o contro l'interesse di un singolo uomo: Silvio Berlusconi.
Questa forma di stasi determinista, sta assumendo i caratteri di una pandemia culturale, un morbo che permea l'intera collettivita', alterando in modo irreversibile, le normali relazioni sociali.
La maggioranza fa quadrato intorno al suo leader, dimenticando le esigenze primarie per il Paese.
L'opposizione camuffa i suoi ritardi, la sua frammentazione, con l'unico ed ormai scontato rimedio coagulante: antiberlusconismo. Nella battaglia contro un individuo, si sacrificano le esigenze della collettivita', non si individuano valide proposte alternative per il Paese.
Quest'anno si celebra il 150° anniversario dell'Unita' d'Italia. Mai come adesso, il Paese e' diviso, lacerato. Tale contrapposizione non e' ideologica ma metafisica e attiene al modo in cui il singolo cittadino si correla ad un singolo leader politico: Berlusconi. In questo viscerale schierarsi, sia gli eletti che gli elettori, hanno smarrito il normale senso comune, cristalizzando di fatto, un artificiale senso di appartenenza.
Nel frattempo la crisi economica permane; con essa le incertezze ed i timori di come affrontare il futuro. La disoccupazione aumenta, la crescita si contrae. Restano troppo elevati gli indici di tassazione e del debito pubblico.
Si vive alla giornata, senza la possibilita' di poter organizzare il proprio domani. Cio' vale sia per le imprese che per le famiglie. Il normale cittadino, l'impiegato, l'operaio, l'artigiano, si auspica che la politica nel suo insieme, si interessi alla sua condizione. Ritengo che per la strangande maggioranza di queste persone, non sia fondamentale conoscere quante siano le escort del Premier, ne' tanto meno cosa dicano su tale argomento noti intelletuali o presunti tali.
All'inizio del terzo millennio, la "sindrome" di Arcore, e' il vero male antropologico di questo Paese. Fino a quando questa "malattia" non sara' debellata, l'Italia sara' sottoposta ad un perdurante clima di paralisi.







2 commenti:

Maria ha detto...

Il problema è che l'On. Berlusconi è finito, ma non le sue ideologie, che permarranno per molto tempo negli show televisivi e non solo.
Il berlusconiscmo finirà quando gli elettori saranno stufi di questa politica da stadio, dove si tifa per l'una o per l'altra squadra spinti da sentimenti e non dai programmi elettorali.

Maria.

Fortunato Vadalà ha detto...

Concordo pienamente con il pensiero espresso nel Post. E'una cosa che ormai noto nella vita quotidiana delle persone con cui mi relaziono per motivi professionali e non. L'unica prospettiva futura, che accende gli entusiasmi e gli interessi, é il prossimo weekend, oppure la organizzazione delle ferie.
Per il resto un puro sopravvivere persi nella propria quotidianitá