mercoledì 29 aprile 2009

SVOLTA STORICA, NON POLITICA

I riflettori sono ancora puntati sull'Abruzzo, la psicosi suino sta assumendo connotazioni dilaganti, la Sig.ra Veronica Lario, moglie del Premier, con le sue dichiarazioni pubbliche, influenza le scelte delle possibili candidature rosa per i prossimi appuntamenti elettorali.
Intanto, la Campania, fa parlare di se per le sue vicende fatte di corruzioni, mazzette, collusioni, tra politica ed imprenditoria locale.
La vicenda Romeo e' ancora presente nella mente dei napoletani. Il Consiglio Comunale cittadino, stava per sciogliersi per il coinvolgimento di diversi assessori in una serie di appalti "imposti".
Poche settimane or sono, lo stesso Consiglio stava vacillando sotto la pressione di una parte della sua stessa maggioranza, la quale in contrasto all'allontanamento illustre dell'assessore alla Sanita', Montemarano, da parte di Bassolino, rischiava di non votare il bilancio, cosa che avrebbe portato nuovamente ad un'ipotesi di scioglimento anticipato e alla caduta della Iervolino. I voti arrivarono, quando gli stessi consiglieri della maggioranza, ma contrari al Governatore, ricevettero garanzie per la sicura candidatura dell'ex assessore alle elezioni europee da parte dei veritci romani. Questo e' lo scenario politico che domina la citta', in una completa e passiva acquiescenza da parte della cittadinanza.
Ora un altro scandalo colpisce la regione. Sono stati raggiunti da diversi provvedimenti di custodia cautelare emessi dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, vari amministratori locali, per una consistente frode ai danni della Comunita' Europea, in rapporto alla costruzione di una grossa centrale di biomasse, a Pignataro Maggiore in provincia di Caserta.
Tra gli indigati, spiccano i nomi dell'Assessore Andrea Cozzolino e del capo della Segreteria del Governatore, Gianfranco Nappi.
Questa volta e' la sinistra che grida al complotto. L'inchiesta e' esplosa in piena campagna elettorale. Cio' dimostra che, se fino a poco tempo fa, nel nostro Paese c'era un'atavica presunzione di superiorita' morale da parte della sinistra, i fatti accaduti sul finire dello scorso anno, in Abruzzo prima e in Campania poi, hanno dissolto come argilla spazzata dal vento tale arrogante senso di onnipotenza dogmatica.
Il problema e' che ora si spera che sia questo nuovo contenitore accalappiatore di voti, consenso e potere, chiamato PDL ed identificato troppo frettolosamente come destra, a ridare quanto meno a noi campani, la dignita' perduta - così almeno recitano da settimane i cartelloni publicitari che coprono l'intera provincia.
Ma in oltre tre lustri di opposizione, quali idee alternative ha partorito la destra? Quali uomini di spessore ha generato, per porre un argine al potere dinastico bassoliniano? Il rinnovamento sara' di idee, uomini o piu' probabilmente di potere? Credo che se svolta ci sara', essa avra' connotazioni storiche e non politiche.
La politica ci vuole ridare dignita'. Se ci e' rimasto ancora un po' di orgoglio, voltiamole le spalle.

lunedì 27 aprile 2009

G8-PARTY: DAL MARE ALLA MONTAGNA

Mentre l'attenzione del mondo e' concentrata sulla febbre suina proveniente dal Messico, io vorrei parlare d'altro.
Poca attenzione e' stata data al frettoloso cambiamento della sede in cui tenere il vertice del G8, spostato da La Maddalena a l'Aquila, quasi fosse l'organizzazione di un party, da una casa al mare ad una in montagna. Si sono fatte verie ipotesi per giustificare tale sconvolgimento nella macchina organizzativa di un evento di portata internazionale così delicato, senza dimenticare che in Italia a Genova, nel luglio del 2001, lo stesso evento culmino' con episodi di forte ed incontrollata violenza, in cui purtroppo si registro' anche una vittima.
La giustificazione piu' acclarata e' stata quella del risparmio di risorse, dimenticando che le spese gia' stanziate, relative all'organizzazione dell'evento nell'isola rosa ex base Nato, sono state ben quattro volte superiori a quelle del G8 nella citta' ligure.
L'altra giustificazione e' stata quella di portare l'attenzione del mondo sulla citta abruzzese martoriata dal sisma, pensando che cio' basti a dare risposte rapide e concrete ad una popolazione orgogliosa che preferirebbe vivere il proprio dramma, in maniera dignitosa, optando sul fare pragmatico rispetto all' eterea propaganda.
Un'altra ferma convinzione alla base dello spostamento dell'appuntamento internazionale, e' stata quella in ordine alla sicurezza. Il Premier ha quasi "sfidato" i no-global ( nel cui interno si celano i pericolosi black- bloc ) affermando che sarebbe impensabile ipotizzare la loro azione di disordine anarchico in un contesto territoriale gia' segnato da un triste evento naturale. Forse i dimostranti risparmieranno l'Aquila, ma non penso restino semplici spettatori interessati all'evento.
La Sardegna presentava il vantaggio di essere un'isola. I no-global potevano essere intercettati ancora sul continente, prima di imbarcarsi - non penso utilizzassero voli di linea - e controllati meglio nei loro spostamenti. Inoltre il vertice si sarebbe tenuto su una nave crociera. Sarebbero bastati due incrociatori, un elicottero e una folta squadra di sommozzatori per vigilare sul buon esito dell'evento.
In Abruzzo le cose andranno diversamente. Come controllare in modo stabile tutto il tratto di autostrada da Roma a l'Aquila, su cui avverra' lo spostamento dei delegati o degli stessi capi di stato? Utilizzeranno tutti degli elicotteri? Lo stesso Premier, in seconda battuta, ha poi sottolineato che la citta' abruzzese accogliera in primo luogo i delegati, mentre il grosso della stampa e degli altri accompagnatori al seguito, fara' una sorta di spola tra Roma e l'Aquila.
Roma, appunto. Il vertice si terra' in Italia. Roma e' la sua capitale. A Roma ci sara' il quartier generale dell'informazione nazionale ed internazionaleal seguito. Quale luogo migliore per i no-global, per iscenare manifestazioni violente e provocare pericolosi disordini? Penso che la macchina organizzativa relativa all'evento dovra' lavorare almeno il doppio. Glielo hanno spiegato al Premier? Si risparmieranno davvero risorse?
Non a caso, non tutte le delegazioni, hanno dato prontamente il loro assenso. Germania e Francia, si sono preoccupate e non poco, circa la riorganizzazione logistica dell'evento.
A La Maddalena intanto, c'e' tanta delusione. I preparitivi erano in pieno svolgimento. Di solito, Berlusconi prende sue spontanee iniziative a cui poi, i suoi collaboratori, devono porre repentini aggiustamenti in corso d'opera.
Questa volta pero', spostare un G8 come un party estivo, e' stato un capriccio non di poco conto.

venerdì 24 aprile 2009

25 APRILE: LIBERIAMOCI DALLA POLITICA

Domani si celebra la festa della Liberazione. Il 25 aprile e' diventata nel corso degli ultimi anni, piu' una precostituita e orchestrata forma di " istituzionale passarella mediatica " che una giornata di simbolico ed evocativo valore nazionale.
Quest'anno poi, visto l'avvicinarsi dell'importante appuntamento elettorale di giugno, tutti ma proprio tutti i nostri rappresentanti politici, in modo "sinceramente accorato" tengono a presenziare eventi e commemorazioni celebrative che, data l'oppressiva, capillare, sistematica, invadenza dilagante degli organi di informazione, trasformano questa data in una sorta di happening politico dalle connotazioni populiste, cosa che vale per tutto il ventaglio politico che per fortuna ha smussato le sue sigle ma forse aumentato il numero dei soggetti comprimari e figuranti, abilitati ad occupare l'occupabile, per interagire, il piu' possibile invadendola, la sfera soggettiva dei potenziali elettori.
Gia' lo scorso anno, da questo spazio, mi sono espresso sul 25 aprile. E' giusto ricordare.
Ma oggi la vera liberazione, e' rappresentata dalla riappropriazione del singolo io soggettivo, divenuto ormai omologato, omogenizzato, plasmato, reso asettico ed estraneo da quella che una volta si chiamava attiva partecipazione democratica.
Le piazze negli ultimi anni sono state occupate a comando, anzi a "telecomando" non solo dai politici ma anche da personaggi della cultura che hanno ideato concentrici, inutili, eterei e ipnotici girotondi, da giullari urlanti prestati alla politica e da politici giustizialisti spesso caduti in grottesca ilarita'.
E' venuto il tempo di riappropriarci delle piazze autonomamente, per viverle liberamente e per prendere le distanze da questo fenomeno di partecipazione populista indotta.
Oggi, liberazione e' tendere verso questo obiettivo.

mercoledì 22 aprile 2009

42 PRIMAVERE...

... e non sentirle... per fortuna, nella mente e nel corpo mi sento giovanissimo.
Oggi e' il mio compleanno. Per ognuno di noi, il giorno in cui si compiono gli anni, e' un momento di festa ma anche di riflessione. Interiormente, si fanno brevi resoconti sulla propria esistenza, che nel mio caso ha presentato periodi luminosissimi ma anche "giornate grige e piovose".
Quest'anno per me e' stato un giorno normale, in un periodo per me abbastanza delicato.
Mia madre e' ricoverata da oltre 40 giorni in ospedale. Quattro anni or sono fu colpita da un tumore. La malattia pare si sia ripresentata, dico pare, poiche' non ci sono giudizi ancora definitivi sul suo caso. Sta di fatto che ogni giorno mi divido tra l'ospedale che dista pochi minuti dal mio appartamento di Napoli e l'agriturismo che invece e' situato a 30 km dalla citta'.
La mattina vado in azienda, alle 14.00 sono da mia madre, per poi tornare in azienda per le 17.00. Anche oggi e' stata cosi'.
Il tutto e' avvenuto nel mese di marzo, periodo in cui tra l'altro, in azienda ci sono stati anche lavori di ampliamento della zona esterna. Dovevo seguire i muratori, le nuove consegne, lavorazioni in campagna, la mia clientela e i preparativi per il ponte di Pasqua che di solito richiedono molta premura.
L'azienda oggi e' piu' bella. Ho realizzato altri investimenti - gli ennesimi - in un periodo non certo roseo. Questo denota la mia determinazione, il mio non voler demordere, la grinta che mi distingue e il credere fermamente nel mio lavoro. Ho il sostegno dei miei clienti - andare anche su facebook mi sta dando una grossa mano - e soprattutto la vicinanza morale di tante persone che mi vogliono bene.
Oggi come regalo mi sono concesso un giro in moto che non facevo da tempo. Sono uscito con la mia Ducati quando era gia' tardi. La serata era fresca, minacciava pioggia. Nel cielo plumbeo si intravedevano ancora fasci di luce, di un tramonto che pero' non e' riuscito a baciare la citta'. Napoli era comunque spettacolare e dalla mia moto pensavo come sia un vero peccato che non riesca ad avere la ribalta che le compete come vera capitale del Mediterraneo.
Alla fine del mio giro, e' iniziato anche a piovere. Ad essere piovosa, meterologicamente, e' stata anche questa giornata. Tornato a casa, ho spento le candeline su di una torta di mele con i miei bimbi e brindato in modo sobrio con mia moglie. Prezioso il suo ruolo nei rapporti con i medici dell'ospedale, data la conoscenza del settore per il lavoro da lei svolto - e' citopatologa in uno studio di ginecologia e organizzatrice di congressi medici.
Se si e' circondati da persone forti, si intravede sempre il sereno.



lunedì 20 aprile 2009

ELEZIONI A GIUGNO: MEGLIO ANDARE AL MARE

Mentre le attenzioni mediatiche sono incentrate sul dramma abruzzese - una "panacea" per il governo che e' riuscito a mascherare l'imbarazzo nell'affrontare le problematiche nazionali - in Campania, la drammaticita' e' quotidiana.
L'ultima tegola cade sul teatro San Carlo. E' previsto un grosso taglio di risorse da parte delle autorita' locali, Comune, Provincia e Regione. Si passera' dai 2,5 milioni di euro del 2008 ai 500.000 euro previsti per il 2009. Le Istituzioni locali accusano quelle governative. Il Ministro Bondi, delegato alla cultura, afferma viceversa, che dietro la scelta dei tagli si cela una mossa politica.
A rimanerne sconfitta sara' la citta', la quale gia' sta affrontando un periodo buio, con un calo verticale delle presenze dei visitatori, fuggiti sia per gli effetti non ancora sopiti dell'emergenza rifiuti, sia per una criminalita' dilagante - i morti ammazzati non fanno piu' notizia.
Il San Carlo vedra' ridimensionata la sua attivita' artistica e di conseguenza, la sua capacita' di attrazione sui turisti e quella di fulcro culturale pulsante per la citta'.
Nel frattempo, la Sanita' campana e' allo sfascio. Si mostrano evidenti, i segnali di una scellerata gestione amministrativa del comparto. L'ex ass. Montemarano, prezioso e fondamentale riferimento per il plebiscitario consenso Bassoliniano, messo alla porta dallo stesso Governatore, cerca di trovar maggior fortuna in ambito europeo. Cio' non puo' che indebolire ulteriolmente il PD campano, gia' compromesso dalla squallida vicenda Romeo che tenne in bilico l'Amministrazione cittadina durante il periodo natalizio.
Lo scenario comunque non muta. Clientele, favoritismi, lobbies di potere e soprattutto una inarrestabile emorragia di sprechi, evidenziano la mala gestione organizzativa del settore. Ogni anno, la Sanita' campana dissolve oltre 200 milioni di euro, risorse che che potrebbero essere utilizzate per offrire migliori servizi ai cittadini.
In Campania assistiamo ad un altro tipo di terremoto. Un' erosione sismica inesauribile, fatta di scriteriata gestione politica-amministrativa. Una regione "imbalsamata" da una sinistra dinastica a cui si contrappone come alternativa politica il nuovo contenitore-accentratore di consenso: il PDL che, nel caso campano, con ogni probabilita' sara' supportato dall'UDC del "separatista" pentito, Casini. Al suo interno, alla rinfusa, ne faranno parte figure "giurassiche" quali Mastella, Pomicino, De Mita o quelle "innovatrici" come Cesaro.
Quali prospettive rimangono a noi campani? A giugno, e' preferibile davvero andare al mare.

sabato 18 aprile 2009

SAVIANO E I PILASTRI DI SABBIA

Il terremoto oltre che ad essere una triste e disarmante sciagura, e' anche veicolo di attrazione mediatica.
Berlusconi l'ha capito. Ha abbandonato tutti i programmi in agenda, per incentrare tutti i suoi sforzi nella regione martoriata. Ha accettato finanche i dictat della Lega in materia di referendum, pur di evitare una crisi aperta che potesse indebolire il suo concentrarsi sulla calamita' naturale che ha colpito l'Abruzzo - sconfessando in pieno l'ipotesi che vede il PDL come maggioranza assoluta nel Paese, capace di governare univocamente a prescindere.
L'ha capito anche Saviano. Il giovane narratore, mancato premio Oscar, ipotizzato premio Nobel, non poteva non mancare di far passarella in terra d'Abruzzo. La sua presenza e' da considerarsi vera fonte di prevenzione antisismica. Ha allertato la popolazione colpita dal sisma che la mano della malavita organizzata, nel caso specifico la camorra campana, e' pronta a mettere le mani sull'affare ricostruzione.
Grazie a Saviano, e solo a lui, l'italia intera, ora ha preso coscienza del problema. Gli organi inquirenti preposti, possono anche evitare di svolgere la loro funzione. Lui come Belusconi, ha anche indossato il casco dei vigili del fuoco, per mostrare al Paese in modo piu' accentuato, il volto dell'immediata operativita', del proprio prodigarsi reattivo.
Saviano ha anche denunciato che nei pilastri delle case danneggiate dal terremoto c'e la presenza di tanta sabbia. Non sabbia di fiume, ma sabbia di mare. Gia' nel suo intervento da Fazio, affermava che la sabbia veniva asportata dal litorale Domizio, all'altezza del fiume Volturno. Proseguiva sostenendo, che la camorra ha eseguito in questa maniera lavori in mezza Italia, forse piu'. Ha inoltre asserito che nel Volturno vivono pesci di acqua salata, spigole, che data il prosciugamento della foce del fiume, sono rientrate in modo naturale dal mare verso l'entroterra. Ma se la camorra ha edificato mezza Italia in questa maniera, poteva bastare la sola sabbia della foce del fiume di Terra di Lavoro?
Se veramente i pilastri di mezza Italia si ergono in questo modo, il litorale Domizio sarebbe oggi una sorte canion e non piu' una spiaggia. Forse lui sottintedeva, che il sistema camorristico e' da considerarsi estendibile a tutte le foci dei fiumi nazionali. Perche' escludere il fiume Po? Dal nord provenivano anche altri generi di "carichi", perche' escludere quelli di sabbia? E l'Arno, fiume di una regione, la Toscana, dove la camorra campana da tempo ha impiantato il suo business, perche' dovrebbe essere escluso? E gli stessi litorali sabbiosi perche' non considerarli assoggettabili a questo tipo di scopo? Il basso Lazio si presume completamente in mano alla camorra. In parte anche l'Emilia, quindi il litorale romagnolo potrebbe anch'esso considerarsi a rischio.
Da questo intervento di Saviano deduco una cosa. L'innalzamento del livello del mare, almeno in Italia, non e' dovuto al surriscaldamento del pianeta e al conseguente scioglimento dei ghiacciai. Nel nostro Paese, non e' stato il mare ad innalzarsi. E' stato il livello delle coste ad abbassarsi. L'erosione e' avvenuta ad opera dell'uomo, anzi del camorrista che ha sottotratto sabbia alle coste per usarla per l'edilizia. Peccato che lo stesso Saviano, nel suo ultimo intervento-shaw, abbia asserito che le migliori maestranze d'Italia, in materia di edilizia siano quelle campane.
Non penso che tale prerogativa, sia da ricondurre all'uso della sabbia del mare.

mercoledì 15 aprile 2009

POLITICA E INFORMAZIONE: IL MESSAGGIO E' APPIATTITO

Quanto potra' durare ancora questo interesse per i poveri terremotati?
I palinsesti televisivi, fino a quando continueranno a irradiare le tristi immagini dall'Abruzzo?
L'Italia si e' scoperta un paese di geologi, ingegneri, progettisti, pronti a tenere pubblici simposi.
Le varie emittenti hanno fatto a gara per aggiudicarsi gli indici di ascolto piu' alti, parlando di morte, dimenticando improvvisamente le morti quotidiane sui luoghi di lavoro, sulle strade dopo le serate in discoteca o i morti ammazzati ad opera della criminalita' organizzata.
Si sono dimenticate in fretta tragedie maggiori che hanno lasciato nel Paese ferite ancora aperte.
Il Governo ben volentieri ha accentrato il suo interesse sul terremoto, tralasciando altre emergenze.
Lo stesso ha fatto l'opposizione, dimenticandosi della pericolosa crisi che attanaglia il Paese.
Per le persone che hanno perso il posto di lavoro o che lo perderanno a breve, non ci saranno aiuti speciali. Per le fabbriche che chiuderanno non si faranno collette, ne' donazioni. Per i piccoli imprenditori a cui le banche non concederanno fiducia, non si apriranno conti correnti compensativi.
Questo per dire che come per la Campania l'emergenza rifiuti e il dilagare della criminalita' organizzata erano bubboni utili per coprire altre magagne, ovvero gli ordinari fallimenti organizzativi e gestionali locali, così l'improvvisa calamita' naturale che ha portato morte e danneggiamenti in Abruzzo e' diventata un buon "distrattore" circa le inadempienze governative e la palese inadeguatezza a rispondere alle reali esigenze del Paese.
Fino a qualche settimana fa, a livello internazionale, si parlava di crisi economica mondiale, di schizzofrenia delle borse, di maggiore cooperazione tra le grandi potenze.
A livello interno, le discussioni erano incentrate su tematiche quali il Ponte sullo Stretto, le centrali atomiche, i rigassificatori, la pianificazione dell'edilizia popolare, l'espansione di quella privata, l'aumento delle risorse da destinare alle forze pubbliche, la lotta alla criminalita' organizzata senza quartiere, il maggior contrasto alla microcriminalita' nelle grandi citta' con un ulteriore dispiegamento di uomini e mezzi, senza dimenticare la lotta all'immigrazione clandestina, la sicurezza sul lavoro, il rinnovo della scuola pubblica.
Penso che governo e opposizione, organi d'informazione (specialmente quelli televisivi) siano protagonisti di uno stesso mediocre spettacolo. Ovattare il pensiero comune, lanciare sempre piu' un univoco messaggio omogeneizzato, rendere la comunicazione un monotematico e precostiuito veicolo di appiattimento cognitivo, dove l'ascoltatore ricevente il messaggio, finisce di essere un soggetto attivo fruitore di un'informazione plurima, diventando invece, oggetto passivo di un ordito e pianificato disegno comunicativo.
In Campania il termovalorizzatore e' partito (da poco anche la discarica di Chiaiano) ma il degrado permane, così come l'azione della criminalita' organizzata e l'aumento della poverta' generale. Il Comune e la Regione sono sull'orlo della bancarotta. La Sanita' regionale e' a rischio commissariamento. Il turismo e' in crisi irreversibile, con musei chiusi nelle feste pasquali e con una stagione turistica alle porte che non da segnali incoraggianti. Le aziende chiudono.
Nel Paese oltre al caso Alitalia, la morte di Eluana Englaro la proposta ancora da regolamentare delle ronde e la nascita del PDL, di cosa si sta occupando realmente il Governo?

giovedì 9 aprile 2009

BUONA PASQUA A TUTTI. BREAK DAL BLOG E TANTO LAVORO

In questo periodo, avendo un agriturismo, sono impegnatissimo.
Per giunta quest'anno, la villa all'interno dell'azienda, e' stata oggetto di lavori di manutenzione.
Adesso, a detta dei miei clienti, e' di una bellezza inaspettata, sorprendente.
Anche la risistemazione delle aree verdi ha richiesto piu' tempo del dovuto e mi ha visto impegnato in prima persona.
Finalmente la primavera fa capolino, dopo un lunghissimo inverno piovoso.
Le lavorazioni in campagna riprendono. La natura procede con i suoi tempi inesorabili.
Arbustum e' pronta ad affrontare la nuova stagione, con rinnovato ed inesauribile ottimismo.
Io mi concedo un piccolo periodo di break, almeno dalla piattaforma blog, augurando a tutti una Pasqua serena, piena di armonia e di ritrovata felicita' per le cose semplici.
Per quanto mi riguarda, spero di lavorare tanto, per vedere ricompensati almeno in parte, tutti i miei sforzi, per una azienda che amo davvero.

martedì 7 aprile 2009

TERREMOTO IN ABRUZZO: VA IN ONDA IL DOLORE

Il terremoto accaduto in Abruzzo sconvolge i nostri cuori, rattrista le nostre menti.
Da campano posso capire la sofferenza del popolo abruzzese. Io avevo 13 anni, quando la terra si mosse brutalmente inghiottendo tanti comuni dell'Irpinia. Era il 1980. Anche a Napoli si ebbero molti danni. Abitando in una zona collinare e considerando che gran parte del sottosuolo della mia citta' e' formato da grotte, molti palazzi furono danneggiati. Anch'io per due settimane fui costretto a lasciare la mia abitazione.
I media come al solito, hanno portato nelle nostre case la notizia. Oggi questa corre piu' veloce, anche grazie alla rete. La gente e' piu' informata per fortuna. Pero' a volte, noto che l'informazione tende a spettacolarizzare tali eventi nefasti. Come accadde per lo tzunami nel dicembre del 2004 nel lontano oriente, le telecamere invadono le nostre case, mostrandoci la drammaticita' dell'evento, cercando anche in queste tristi occasioni, la spasmodica ricerca di share, violentando spesso il dignitoso dolore delle malcapitate famiglie. Gente che ha perso tutto, che disperatamente attende soltanto il neccesario soccorso per vedersi assicurati i bisogni di primaria necessita'.
In italia poi, tutte le trasmissioni tendono a sviluppare la solita diatriba politica per far diventare anche questa triste vicenda, elemento di scontro ideologico. A pochi giorni dal varo del piano casa, cio' era inevitabile. Si parla di modello giapponese, di esempio californiano nella progettazione degli edifici. Parole significative che pero' fanno dimenticare la specificita' del territorio italiano, fatto di borghi risalenti anche al 1100 d.c. paesini arroccati sulle pendici dei nostri appennini come presepi incantati ma al tempo stesso fragili.
Da un lato bisogna stigmatizzare l'eccesso di abusivismo edilizio presente nel territorio, l'esistenza di una gran quantita' di edifici pubblici risalenti all'immediato dopoguerra che sicuramente non sono oggi sicuri dal punto di vista statico, la presenza di zone non solo sismiche ma anche vulcaniche, dove si e' permesso che si potessero costruire centinaia di migliaia di alloggi senza pensare ai rischi connessi- l'area del Vesuvio le cui falde sono state divorate dall'abusivismo edilizio, e' una bomba ad orologeria con un timer di cui non si conosce lo start -
Dall'altro bisogna ricordare la rara particolarita' paesaggistica del nostro paese e il forte senso di appartenenza dei suoi abitanti che non lascerebbero mai le loro storiche case per trasferirsi in zone di nuova costruzione senza anima, fatte al computer secondo fredde logiche di lottizzazione.
Sarebbe piu' interessante parlare di questa articolata componente sociologica (uomo-radici-territorio-appartenenza) e non soffermarsi sulla cruda drammaticita' dell'evento o sull'ormai sterile ed inflazionato dibattito politico che in questi casi, e' davvero fuori luogo.

lunedì 6 aprile 2009

SOCIAL CARD: ELEMOSINA SOCIALE

Stasera a Report, ho visto l'inchiesta di Milena Gabanelli sulle social card.
Il servizio ha rivelato per chi non lo sapesse (io ero tra quelli) di come sia laboriosa ed estenuante, la trafila burocratica per gli aventi diritto, per ottenere l'ambita tessera sociale, da impiegare per l'acquisto di generi di prima necessita'.
L'iniziativa presentata dal Governo, la vedevo comunque un'idea buona nell'intento, anche se oggi per un anziano o un invalido con pensione minima non sono certo "rigeneranti" i 40 euro promessi dal Governo. Pensavo, meglio di niente.
Da come si e' potuto appurare nel servizio, arrivare a ottenere quello che non e' un surplus sulla pensione ma un vero buono d'acquisto da consumare in supermercati convenzionati e' un calvario vero e proprio, stancante per il fisico e umiliante per il morale. L'anziano deve girare tra uffici dell'INPS e dei CAF nell'esporre tutta una serie di dati e relative documentazioni, utilizzati in seguito, per valutare la sua idoneita' a ottenere questa forma di elemosina sociale.
Al tempo stesso, il costo per impiantare questo servizio e' altissimo.
Tra la formazione e l'impiego del personale nei call center, quello di apertura pratiche ai CAF per la semplice introduzione dati, quello della produzione delle cards, quelli di spedizione delle stesse, il costo pubblicitario dell'intera operazione arriviamo a superare i 21 milioni di euro.
Alla fine sono state prodotte meno della meta' delle cards ipotizzate e la cosa piu' imbarazzante sta nel fatto che quando il pensionato le andra' ad utilizzare, queste spesso risulteranno non caricate. Come si fa a considerare tale intervento, come un aiuto sociale?
Ma non era piu' semplice, visto che lo Stato e' a conoscenza delle fasce piu' deboli in base alle pensioni elargite, dare direttamente a monte, questa simbolica cifra di aiuto al pensionato o agli altri aventi diritto? Fin dal suo primo incarico governativo nel 94, l'attuale Premier non ripeteva in modo incessante la necessita' di ridurre la macchina burocratica per rendere sempre piu' diretto il rapporto tra Stato e cittadino?
Stasera dalle immagini viste, tutto si puo' dire furche' che ci sia snellezza tra il cittadino e l'Istituzione. Un cittadino debole, non puo' essere ulteriormente indebolito in mortificanti lungaggini burocratiche. Un paese evoluto non puo' mettere in fila per ore, dinanzi a degli sportelli - spesso creati all'uopo, con ulteriore sperpero di danaro pubblico - i suoi poveri.
Un Paese annoverato tra le piu grandi potenze del mondo non puo' permettersi di avere un tale sistema sociale.
Grande merito a Report, per far conoscere nella loro interezza, provvedimenti governativi enunciati come spot ma che in realta' non sono altro che imbarazzanti flop.

sabato 4 aprile 2009

OBAMA, PRIMA STECCA DIPLOMATICA

Obama ritorna in Europa in occasione del G-20, a distanza di qualche mese dalla sua ultima apparizione nel vecchio continente. Allora c'era da tirare la volata nel suo testa a testa al candidato Repubblicano, nella corsa alla Casa Bianca.
Il clima trovato adesso, e' molto cambiato. All'entusiasmo profusogli da folle oceaniche tipico delle sue apparizioni in pubblico, si e' contrapposta un'atmosfera di maggior distacco, addirittura di contestazione.
A ridosso della sua elezione a Presidente degli Stati Uniti, iniziava a sgretolarsi quel surreale mondo dell'alta finanza, basato su di un crescente, illimitato, sconsiderato accumulo debitorio che dal famoso 4 Novembre, data epocale della sua vittoria elettorale, avrebbe determinato un tracollo economico senza precedenti.
Se nel dopo guerra, bisognava ricostruire l'economia, oggi urge determinarne un cambiamento sistemico. Dinanzi a tale catastrofico scenario, non bastano solo impegni programmatici basati sulla cooperazione sinergica tra le grandi potenze. Discorsi scontati, inevitabili, fatti di belle parole e buoni propositi.
Bisogna operare e farlo anche in fretta, per tamponare in ogni modo una forte emorragia in atto.
L'America ha scelto la strada della forte nazionalizzazione (con creazione materiale di denaro). L'Europa tra luci ed ombre, a conferma della sua scarsa compatezza decisionale e del suo mai nato spirito unitario, rispolvera ipotesi protezionistiche. Il caos decisionale e' alquanto elevato.
In tale contesto non certo idilliaco, Obama tra foto ricordo, sorrisi di circostanza, battute, abbracci con i vari leaders dei paesi facenti parte il G-20, parla di sicurezza internazionale commettendo a mio avviso, un grosso errore diplomatico, lui che di quest'arma, ne ha fatto un elemento chiave del suo successo.
Ha parlato del persistente rischio terroristico internazionale, legato ad Al-Qaeda. Ha asserito in modo frettoloso e generico che il rischio attentati sarebbe piu' elevato tra i paesi europei rispetto agli Stati Uniti.
Due le ipotesi. Obama e' a conoscenza del contrario e cerca di tenere tranquilla la sua Nazione. Dice il vero, accentuando un clima di incertezza e timore in un quadro gia' destabilizzato, all'interno del vecchio continente. Perche' l'ha fatto?
Una volta erano i servizi e l'intelligence a segnalare ai capi di stato la probabilita' di minacce alla sicurezza. Lui ahime', ha avuto questa volta la scarsa intelligenza di proferire tale allarmismo in un suo discorso ufficiale.
Per me, questa e' stata per Obama, la sua prima grossa stecca diplomatica

martedì 31 marzo 2009

CRISI ECONOMICA, CRISI DELLA POLITICA

La crisi economica continua a dare segnali poco confortanti. Le borse sono sempre piu' schizzofrenice e suscettibili di improvvisi cambiamenti, dovuti maggiormente a variabili umorali che non a concrete motivazioni di tipo economico.
L'economia reale e' di fatto bloccata. L'incertezza e la sfiducia dominano uno scenario di per se congelato, caratterizato da una riduzione degli investimenti, da un calo della produzione e da una conseguente erosione del potere d'acquisto delle famiglie, in cui al problema della inoccupazione si aggiunge quello della disoccupazione conseguente al licenziamento.
Nelle banche il risparmio viene eroso dalle famiglie come risorsa di primaria necessita', la fiducia alle imprese viene concessa col lumicino determinando un ulteriore calo negli investimenti e nella produzione, con una prospettiva per il 2009 che si attesta ad un - 4,3%.
La politica nel nostro Paese come risponde? Dividendosi scelleratamente come sua consuetudine.
Da un lato la crisi viene sminuita dal Governo, imbarazzato nel fronteggiare un momento storico davvero difficile e preoccupato nel non far intaccare il suo largo consenso. Ogni settimana si promettono misure d'intervento straordinarie, in vari settori nevralgici, per presentarsi all'opinione pubblica come solido punto di riferimento nella guida del Paese.
Si passa dall'edilizia popolare, alla costruzione di centrali atomiche, dalla ennesima presentazione del progetto di realizzazione del Ponte sullo Stretto al piu' "semplice" disegno di allargamento edilizio di tipo familiare. Il tutto intermezzato da cadenzati spot auto-celebrativi come l'ulteriore dispiegamento di forze dell'ordine nei grandi centri - con una criminalita' che non tende a scemare - viaggi inaugurali su treni super veloci - che non migliorano le condizioni del pendolarismo su rotaia - l'accensione di termovalorizzatori - che di certo non bonificheranno aree martoriate.
Dall'altro la crisi viene accentuata dall'opposizione con cinica perfidia, con la propagazione di un allarmismo diffuso che spinge l'opinione pubblica verso un cupo e pessimistico baratro esistenziale.
Dietro le frantumazioni del sindacato, trasformatosi in interlocutore politico, all'incapacita' della sinistra - negli ultimi anni divenuta elite di intellettuali salottieri o girotondini - di intercettare le reali esigenze dei lavoratori, con un' opposizione variegata e lacerata al suo interno fin dalla nascita, al punto tale di perdere per dimissioni il suo leader, si rievocano a mo' di minaccia, i fantasmi sessantottini della lotta di classe, dello scontro di piazza, come ultime manifestazioni possibili per dare giusta dignita' alla propria esistenza e tangibile esempio di riscatto sociale. Cosa gravissima e preoccupante.
Solo in Italia, la crisi economica viene cavalcata dalla politica come strumento di sterile scontro ideologico.
Solo in Italia, le differenti parti politiche non si siedono intorno ad un tavolo per cercar di dare risposte concrete all'esigenza dei cittadini.
Solo in Italia, l'avversario politico viene visto come nemico. Da una parte si rievocano i rischi del comunismo come attentato alla liberta' individuale. Dall'altra il leader della piu' grande forza politica liberale del Paese viene visto come un dittatore populista tipico dei regimi dell'America latina.
Intanto la nazione rotola, imprigionata dai suoi atavaci ritardi, il suo storico debito pubblico, il suo dividersi tra laicismo e clericalismo, tra liberismo e dirigismo, tra aperture al mercato e velleita' protezionistiche, con spinte al giustizialismo che restano solo utopistici proclami di facciata impossibili da realizzarsi, in quanto castrati da un sistema giudiziario storicamente lento, obsoleto, ingessato, con risorse economiche e numero di carceri sottostimati rispetto alla vastita' del fenomeno delinquenziale.
Con queste premesse, lo scontro sociale potrebbe esplodere per davvero.

domenica 29 marzo 2009

NASCE IL PDL. AD ACERRA SI FESTEGGIA CON UN PENNACCHIO DI FUMO

Il piu' grande partito d'Italia, prende corpo definitivamente. A Roma, nasce ufficialmente, il PDL.
Si afferma con "populistica" certezza che tale raggruppamento politico non sara' diviso in correnti, non sara' un asettico mega contenitore di plastica, non dipendera' dal personalismo straripante, quasi ingombrante del suo leader ma sara' il partito di tutti. Soprattutto in Italia, dopo la quasi certa riforma costituzionale - vero obiettivo strategico del neonato PDL - si aprira' una stagione liberale, nonostante un' impostazione fortemente decisionista e verticista data al movimento.
Amen.
Negli stessi giorni - che coincidenza... - e' stato inaugurato il piu' grande termovalorizzatore (inceneritore per la sinistra) del sud Italia. Ad Acerra, il Premier ha premuto il bottone simbolico per l'avviamento dell'impianto.
La Campania e' stata ripulita - almeno questa e' l'immagine proposta - speriamo sia anche bonificata. I militari controlleranno i diversi impianti del ciclo dei rifiuti - chissa' se ci sara' controllo sulle zone gia' contaminate - vigileranno sulla tipologia della "munnezza" conferita.
La Regione Campania, ha fissato come obiettivo per la fine del 2009, il raggiungimento del 25% di produzione di raccolta differenziata, pena il commissariamento dei comuni trasgressori.
Al momento, 190 amministrazioni comunali ( molte di centro-destra ) sono a rischio scioglimento, per tale motivo.
Chi controllera' che tali soglie vengano davvero rispettate?
Il bruciatore di Acerra e' stato senza dubbio la dimostrazione tangibile del grande impegno del Governo nel territorio campano.
Speriamo non diventi anche un "governativo espediente" per risolvere, celandole, le inadempienze, la mala gestione, l'inadeguatezza organizzativa, di tante amministrazioni locali.
Una cosa e' certa. La tarsu subira' un notevole aumento - a Napoli intorno al 40% - come dire: l'emergenza ha avuto un costo, l'ordinareita' ne avra' un altro.

mercoledì 25 marzo 2009

ARBUSTUM: L'ALTRA FACCIA DI GOMORRA

Stasera ho osservato attentamente l'intervento di Saviano da Fazio a Rai 3.
Alle domande piu' toccanti, Saviano ha risposto che tutto cio' che ha fatto, lo ha compiuto per amore verso la sua terra.
Denunciare crimini orrendi, atti nefasti, come normale quotidianita' vissuta nel territorio dell'agro-aversano, piuttosto che nei quartieri difficili delle periferie napoletane, e' a suo dire, una vera ossessione interiore, motivata dall'amore per la sua terra, una terra che non puo' continuare a vivere nel dimenticatoio, abbandonata nell'indifferenza piu' assoluta.
Ha confessato in modo sincero, quasi drammatico la sua solitudine, il suo isolamento dovuto inevitabilemnte alla sua difficile e corraggiosa scelta.
Spesso ho criticato Saviano, non per il suo coraggio, ma per la connotazione mediatica che ha dato alla sua opera, opera che ha ricevuto ulteriormente attenzione da parte degli organi d'informazione, poiche' la dura realta' dei fatti succedutisi dopo la pubblicazione di Gomorra, ha reso maggiormente reale la sua narrativa. Io sono stato sempre critico da questo punto di vista, affermando piu' volte come la denuncia potesse diventare appunto narrativa, questa "mitologia della devianza" per poi trasformarsi in semplice glamour.
Pero' in una cosa mi trovo vicino a Saviano.
La solitudine, la diffidenza, la denigrazione, l'essere visto come una persona al di fuori della norma.
Anche io ho compiuto un atto di amore per quella che e' in parte la mia terra: Casal di Principe.
Io ho scelto di amare la mia terra, costruendo qualcosa di positivo, non denunciando in modo coraggioso le gesta dei criminali ma realizzando la mia azienda, il mio agriturismo, Arbustum, nato nel 2003, senza dubbio prima dell'opera di Saviano.
Molte persone(il mio vissuto e' napoletano) da quel giorno hanno preso le distanze da me. La casa di semplici scampagnate, era diventata l'attivita' in terra di Gomorra. L'amico di tante giornate passate in allegria, diventava anche lui imprenditore in un territorio difficile.
Le stesse istituzioni locali, tutte le organizzazioni di categoria, la stampa sia locale che non, hanno sempre preferito non dare enfasi alla mia iniziativa, sebbene in tante occasioni ho cercato di avere una seppur minima visibilita'.
Come poteva essere considerata e accettata la mia attivita' imprenditoriale? Io ho la colpa di aver cercato di portare "normalità" in una terra oltraggiata ma anche per molti l'incomprensibile estraneita' a qualsiasi legame con i loschi personaggi descritti in Gomorra. Ho messo in conto anche di essere considerato purtroppo indirettamente legato a tale contesto. Cio' e' la cosa che mi ferisce di piu'. Me ne accorgo da come e' cambiata la gente nel salutarmi, di come il loro sguardo si incrocia con il mio. Le persone che continuano a frequentarmi sono davvero poche, sicuramente ho capito che sono i veri amici.
Per Saviano l'obiettivo e' quello di diffondere il piu' possibile a livello planetario notizie e fatti che avrebbero avuto una connotazione locale. Lui in questo ha tanta energia, grande positivita', che cerca di irradiare in modo costante e contagioso.
Nel mio piccolo, il mio obiettivo, e' quello di far capire a livello locale che tale realta' puo' essere immaginata e vissuta anche in un' altra maniera, dove una terra evocata solo per le sue nefandezze, puo' essere vissuta anche come luogo ameno, per trascorrere il proprio tempo libero.
In questo io dispongo senza dubbio di minori opportunita', ma non certo di minore energia, ed instancabile positivita'.
La linfa per Saviano sono i suoi lettori, testimonianza tangibile del suo impegno.
Per me lo sono i miei clienti (al 90% al di fuori del comprensorio aversano), protagonisti attivi del tangibile cambiamento.
ll messaggio di sintesi della trasmissione di Fazio e' che il bene alla fine deve prevalere sul male. Tale obiettivo lo si puo' raggiungere con la denuncia. Io ho preferito seguire la strada dell'impegno silenzioso, costante.

martedì 24 marzo 2009

CAMORRA: LA MATTANZA CONTINUA

A distanza di un giorno dal mega corteo tenutosi a Napoli, organizzato da Libera, contro tutte le mafie, la camorra emette altre due condanne a morte.
Ieri a Castellammare di Stabia, comune vesuviano, viene ucciso il pregiudicato Aldo Vuolo, legato al clan D'Alessandro. In un secondo agguato, a Qualiano, perde la vita Stefano Falco, di soli 19 anni, legato secondo gli inquirenti al clan Pianese.
Questa volta, come in tanti altri episodi purtroppo, le efferate uccisioni non sono opera del clan dei casalesi, passati nell'immaginario collettivo, come il clan piu' spietato nel territorio campano. Da queste parti, ahime', si muore ammazzati comunque.
Come si puo' notare, le manifestazioni anticamorra non portano effetti "benefici" sulle famiglie malavitose. Manifestazioni che, ultimamente, sono diventate happening socio-aggregativi, dove spesso sfilano scolaresche, scout, associazioni, comitati civici, cittadini che non provengono dalle aree martoriate dall'azione cruenta della criminalita' organizzata. Non si tratta di un atteggiamento di compiacenza verso la devianza ma semplicemente, una silente, passiva ed inevitabile condotta di salvaguardia della propria incolumita' personale.
Tale situazione di insicurezza palpabile, e' percepita dai cittadini campani. Napoli, secondo un'indagine campione, e' considerata dal 90% dei suoi abitanti una citta' altamente insicura, contro un piu' "confortante" 55% di Roma che non puo' considerarsi di certo, un'isola felice.
Ci sono zone dove molti abitanti non metterebbero nemmeno piede, come Ponticelli, Barra, Forcella, Quartieri Spagnoli, Rione Traiano.
I principali rappresentanti istituzionali del territorio (Regione, Provincia e Comune sono guidate dal PD) sfilavano alla testa del corteo di Libera domenica, guidando una scia di folla di oltre 150.000 persone. Quanti di questi manifestanti provenivano dalle zone sopracitate?
Gli stessi politici poi, rimanevano basiti nell'osservare i seggi vuoti o semi-deserti proprio in quelle zone sopraelencate, nello stesso giorno, in cui si tenevano in coincidenza, le primarie del PD per la scelta del candidato unico per le elezioni della Provincia.
Gli elettori erano tutti a sfilare nel corteo? O forse non si crede piu' a queste istituzioni (anche di diverso colore politico) spesso colluse col potere mafioso, nonostante i loro rappresentanti, con la solita maschera di circostanza, puntualmente si fanno immortalare in prima fila sotto i gonfaloni?
Il problema criminalita' organizzata e' piu' ampio. La giustizia e' lenta, le pene seppur inasprite sono ancora morbide rispetto alla pericolosita' dei rei.
In Campania e' tutto un pullulare di associazionismo anticamorra (rispettabilissima iniziativa). Credo pero', che rimangano molto piu' significativi 10 ergastoli che 10 cortei, 100 arresti di criminali a 100 persone che parlono su di un palco in modo generico di lotta alla camorra, 1000 aziende che aprono in territori difficili a 1000 pagine di libri denuncia, trasformatisi alla lunga, in esempi di neo-realismo letterario asfittico, divenuti indirettante, vettori evocativi della gesta dei malavitosi.

domenica 22 marzo 2009

LA DESTRA HA SPENTO LA FIAMMA

Alleanza Nazionale si e' sciolta. La fiamma della destra si e' spenta.
A Roma prende corpo definitivamente il PDL. Nasce un grosso contenitore politico, dove di destra c'e' veramente poco.
Se consideriamo che, a livello europeo, il piu' grande partito italiano, confluira' nel PPE, dobbiamo convenire che l'anima della destra nazionale di Almirante memoria, scompare definitivamente.
Il nuovo partito dovra' dal primo momento organizzarsi per guardare al futuro, un futuro immaginato anche senza la presenza ingombrante di Berlusconi.
L'attuale Premier, oltre ad esserne stato l'ideatore, e' l'assoluto collante di un movimento popolare dalle venature populiste, diventato assoluta e dominante forza politica e partitica.
I leader di AN, affermano che il PDL e' il naturale traguardo di tutte le forze moderate di destra del Paese.
Ma sarebbe nata questa forza, senza la presenza di Berlusconi? Siamo sicuri che tutti gli elettori di destra si sentano emotivamente coinvolti in questo movimento moderato?
Si tende a sottolineare che il PDL e' l'attuazione delle vecchie idee di Tatarelliana memoria.
Un tempo pero', il Movimento Sociale, a tutti i costi doveva smussare la sua dura corteccia nazionalista per cercare di uscire da un volontario oscurantismo separatista, per diventare un "normale" soggetto politico, capace di interloquire con gli altri partiti. Erano i tempi della prima Repubblica, caratterizzati dal dominio del penta-partito.
Poi a Fiuggi, ci fu la nascita di AN. La destra diventa forza moderna ma sicuramente non moderata. Abbandona i suoi scheletri nell'armadio ma non perde la sua identita'.
Oggi, con la nascita ufficiale del PDL o meglio, con la fine di AN, gli esponenti di quella che fu la spina dorsale della destra italiana, siedono allo stesso tavolo con gli ex democristiani, socialisti, liberali, repubblicani.
Per molti l'utopia si realizza. Prende corpo e muove i suoi primi passi, un grosso soggetto politico, attrattore di voti, consenso, rappresentativita' nazional-popolare, tenuto insieme nelle sue diversita' (al momento celate) dalla leadership indiscussa e incontrastata del suo stratega: Berlusconi.
Sicuramente pero', non si potra' piu' parlare di destra in Italia.

mercoledì 18 marzo 2009

NAPOLI. DEGRADO E ILLEGALITA' PROLIFERANO METASTASI

La notizia che ha fatto maggior rumore a livello nazionale, e' stata quella relativa all'arresto si 36 dipendenti del Comune di Portici, dopo che per mesi telecamere fisse, avevano filmato il loro assenteismo per così dire abitudinario, dalle loro pubbliche funzioni. Il provvedimento, nella sua completa applicazione ha riguardato circa 80 dipendenti.
I giovani del sud, sono costretti ancora ad emigrare, altri loro concittadini continuano invece, ancora a rubare. L'inchiesta infatti, ha focalizzato l'attenzione nel comune vesuviano ma poteva tranquillamente produrre gli stessi effetti, in tante altre amministrazioni, specie nei comuni piccoli.
Nel frattempo, nella zona del Vomero, quartiere conosciuto come zona "buona" di Napoli, ambulanti clandestini sia napoletani che extra-comunitari, assalivano le forze dell'ordine, nel caso specifico, i vigili urbani che controllavano la zona del mercatino di Antignano, per evitare appunto un'attivita' a chi non ne poteva avere i requisiti. In un primo blitz della Polizia Municipale, un agente finiva all'ospedale, con la mascella fratturata. Questa aggressione, segue quella dei parcheggiatori abusivi, i quali nei giorni scorsi, protestavano in modo non proprio urbano, per vedere riconosciuti i loro "diritti" all'illegalita' autorizzata.
In altre zone, come quelle di Poggioreale, San Pietro a Patierno, Viale Maddalena, con l'avvicinarsi dei primi caldi, scoppia nella sua drammaticita' il problema rom, una comunita' che per la tradizionale acquiescenza dell'amministrazione cittadina, si e' sviluppata in modo abnorme. Grossi accampamenti, privi di allacciamento alla rete idrica, fognaria, elettrica, con la presenza al loro interno di una grossa quantita' di rifiuti sversati, anche tossici, a breve saranno rimossi, con tutta la pericolosita' del caso, in termini di ritorsioni e rappresaglia della comunita' zingara presente al suo interno.
Nella zona orientale, Ponticelli, dove dovrebbe sorgere l'inceneritore cittadino - quello di Acerra non parte ancora - l'ammasso di rifiuti sversati illegalmente, continuia senza interruzione, nonostante il giro di vite in termini di provvedimenti penali da parte del Governo. Catapecchie bruciate, distese di monnezza, copertoni, materiali ferrosi, elettrodomestici, formano con il loro deplorevole ingombro, distese che creano allo sguardo umano solo un senso di imbarazzante sconforto. Inoltre, la ditta che si sarebbe dovuta interessare della bonifica, l'AG della zona del frusinate, sversava a sua volta illegalmente in una cava, in ciociaria.
Come nel famoso "rinascimento" Bassoliniano post G8, la citta' fu fatta vedere solo nelle sue parti migliori, frettolosamente tirate a lucido, nel post emergenza rifiuti, l'immagine del Vesuvio che domina il golfo alle spalle del Premier, ha in primo luogo lo scopo di oscurare il profilerare di metastasi di degrado e illegalita'.

domenica 15 marzo 2009

GOMORRA: SAVIANO FENOMENO, DI MEO CLONATO

Ho sempre considerato il fenomeno Gomorra come una forte estremizzazione mediatica, tale da sminuire anche l'indiscutibile coraggio dell'autore Saviano.
Sono intervenuto spesso su vari blog sia regionali che di dimensione internazionale per dire come alla lunga tale strumentalizzazione del messaggio di denuncia, potesse produrre un effetto ancor piu' negativo per l'immagine del territorio campano, vilipeso doppiamente proprio per la mancanza di alcumi elementi fondamentali nella stessa analisi dell'autore.
Quello che non sapevo e che ho appreso dai giornali, il Roma di Napoli del 15/03/09 (www.ilroma.net) nello specifico, e che Saviano ha preso spunto per la sua opera da tantissime inchieste giornalistiche di altri colleghi, solo che alcuni molto noti come Rosaria Capacchione vengono menzionati, altri come il cronista Simone Di Meo, al quale Saviano si avvicino' la prima volta come collega e dal quale ha attinto a piene mani, sono stati dolosamente omessi. Per tale motivo, a distanza di tempo, Di Meo si e' visto costretto a esporre denucia all'autore di Gomorra, citandolo per danni.
Ho sempre ribadito, che l'opera di Saviano e' monca di una parte. Lui non parla mai di Stato e di come lo Stato abbia anche prima del suo scendere in campo, agito con determinazione e continuita' nella lotta alla camorra. Lui in modo autoglorificante, si e' assurto a unico recuperatore delle anime perse, a insostituibile moralizzatore delle coscienze, a imprinscindibile e univoco simbolo della lotta al crimine, dimenticando tutti coloro i quali, nel silenzio, e con grossi rischi, operano lontano dai riflettori (riflettori di cui anche lui e' rimasto vittima) per dare ancora speranza ad una terra martoriata.
Ha emesso dure sentenze anche contro la stampa locale, accusandola di essere al soldo della camorra, di essere collusa, per il modo di come trattava gli argomenti di cronaca. Ha condannato il mondo dell'avvocatura - specie il Foro di Santa Maria - nel suo tentativo di dividere le coscienze tra gomorristi e antigomorristi.
Nell'articolo del Roma, c'e' un' altra precisa analisi sulla quale non mi ero mai soffermato, a cura del prof. Amato Lamberti, fondatore dell'Osservatorio sulla camorra. Saviano non ha mai epressamente indicato nomi di politici. Come puo' impiantarsi un sistema camorristico, in modo così capillare, esteso, senza la complicita' e l'acquiescenza dell'apparato politico? Come potevano i vertici delle organizzazioni malavitose, gestire rapporti personali, diretti, quasi diplomatici con banchieri, finanzieri, potenti uomini d'affari di mezzo mondo? Saviano e' un cronista o un narratore?
Se la camorra come afferma Saviano, si e' espansa in modo modernamente imprenditoriale, inevitabilmente ha usufruito del sostegno e dell'appoggio dell'apparato politico-istituzionale.
Anche per tale motivo, l'opera di Saviano andrebbe notevolmente ridimensionata.

sabato 14 marzo 2009

TRANSIZIONE

Un viaggio mi attende. Lungo, estenuante, pieno di incertezza.
Improvvisamente, riferimenti solidi mi vengono a mancare, si dissolvono.
Certezze di una vita, vacillano, piegate dal peso di una realta' difficile.
Il faro che mi dava sempre riferimento, non emana piu' luce.
Il buio sembra piu' buio, se la notte non ha piu' stelle.
Il fuoco non arde come prima, la fiamma ora e' debole.
Il mare e' agitato anche se non c'e' vento.
Il cielo e' azzurro ma non scorgo piu' il sole.
Intorno a me vedo tanta gente, indistinte sagome in movimento.
Sento loro parlare ma non ascolto, assorto nei miei pensieri.
Pensieri che vivo come transizione, trapasso, metamorfosi.
Provo a proiettarmi in avanti ma qualcosa non e' piu' con me.
Binari saldi, improvvisamente diventano sentieri tortuosi.
La primavera aprira' le gemme ma non avra' le stesse rondini.
I frutti in estate, saranno colti da nuove mani.
Le messe saranno celebrate da altri pastori.
Qualcosa in me, non sara' piu' come prima.

mercoledì 11 marzo 2009

NAPOLI: SCANDALI, RITARDI, TEATRO

Appena spenti i riflettori sulla vicenda Romeo, con l'imprenditore tornato agli arrestri domiciliari e la Giunta Comunale salvatasi sul filo di lana, nonostante i tanti indagati, grazie al tour de force natalizio di Rosetta Iervolino, ecco scoppiare nella sua indecenza un'altra vicenda di mazzette.
Questa volta l'accusato e' l'ex Assessore ed ex Capo della Segreteria della Iervolino, Luca Esposito, dimessosi gia' nel dicembre del 2007.
Lui ed altri funzionari del Comune avrebbero ricevuto in piu' occasioni mazzette e svariati regali per facilitare le aggiudicazioni di appalti a ditte amiche.
Ormai lo scandalo qui a Napoli e' diventato abitudine, norma. C'e' assuefazione al malaffare.
L'emergenza rifiuti e il disastro in cui versa la sanita' Campana, non sono che punte di un iceberg fatto di vergognose prassi (consulenze manageriali), marce consuetudini (spese di rappresentanza - appartamento a New York del Governatore) bieche manifestazioni del potere di casta (nomine e assunzioni di familiari) che da queste parti, essendo gestito dagli stessi uomini da quasi un ventennio, diventa tirannia dinastica.
Nel frattempo il Consiglio di Stato, ribalta la sentenza del Tar Campania in merito alla vetusta questione di Bagnoli. Il porto canale, con conseguente aumento della recettivita' per i natanti e l'ipotesi di realizzazione di alberghi sul litorale, vengono bocciati. Gli ambientalisti esulteranno. Di sicuro, dopo lustri di progettualita', la parte occidentale di Napoli, dove insisteva l'acciaieria dell'Ilva, va nuovamente ridisegnata. I ritardi per tale riconversione, diventano cronici. La societa' creata all'uopo, la Bagnolifutura, resta appunto un'altra forma di legalizzato sperpero "futurista" di danaro della comunita'.
Per concludere vi segnalo una vicenda tutta napoletana, degna del miglior teatro tragicomico Eduardiano.
A Napoli, nel quartiere di Soccavo c'è un ufficio postale, l'Agenzia 62, che è chiuso al pubblico dal 21 febbraio. Perchè?
Perchè in quella data ci fu una rapina. Da allora gli impiegati affermano di essere sotto "shock" ritenendo piu' utile per la loro salute rimanenrsene a casa, perche' "traumatizzati".
Gli altri pochi impiegati che si presentano regolarmente al lavoro, non bastano per garantire l'apertura dell'ufficio. Gli sportelli restano di fatto chiusi
Vi sembra una cosa normale? Accadrebbe in altre citta?