sabato 6 marzo 2010

DISASTRO RIFIUTI A NAPOLI: L'UE CONDANNA L'ITALIA

" Ne' l'opposizione della popolazione, ne' gli inadempimenti contrattuali e neppure l'esistenza di attivita' criminali costituiscono casi di forza maggiore che possono giuistificare la violazione degli obblighi derivanti dalla direttiva e la mancata realizzazione effettiva e nei tempi previsti degli impianti".
Così si e' pronunciata verso l'Italia, la Corte di Giustizia Europea, in merito al disastro ambientale che colpì Napoli e la Campania, durante la fase culminante dell'emergenza rifiuti, tra il 2007 e l'inizio del 2008, emergenza iniziata nel lontano 1994.
Chiaramente, la sentenza divide. C'e' chi la ritiene sacrosanta, e chi addirittura la considera anacronistica come se l'incubo munnezza, fosse appunto soltanto un brutto sogno da dimenticare.
Come prima pesante conseguenza per tale sentenza, sono stati congelati ben 500 milioni di euro, fondi europei destinati proprio per fronteggiare le conseguenze di tale disastro ambientale.
Bertolaso, che nel periodo esaminato dalla Corte, non copriva ancora la carica di Commissario straordinario per l'emergenza, cerchera' di dimostrare che il processo di normalizzaazione e' stato avviato.
Non basta pero' il solo termovalorizzatore di Acerra e i nuovi mega-invasi individuati dal Governo e gia' adoperati come discariche. Bisogna trovare soluzioni rapide e definitive per diverse problematiche.
Innanzitutto lo smaltimento di oltre 6 milioni di ecoballe (poco eco), mostri ecologici ammassati nelle campagne tra Giugliano e Villa Literno. In ordine a tale problema , esiste un vecchio e spinoso contenzioso con l'Impregilo, societa' che avrebbe dovuto provvedere allo smalitimento delle eco-balle, prima della costruzione del termovalorizzatore di Acerra, non adatto a eliminarle. Per tale motivo, dovra' essere creato un impianto ad hoc ma, al momento, non ci sono i fondi.
Per lo stesso motivo economico, sono in sofferenza i consorzi di bacino che assicurano lo smaltimento, con migliaia di lavoratori a rischio e la conseguente minaccia di nuove interruzioni nella raccolta, nell'attesa della creazione di aziende provinciali, passaggio che a sua volta determinera' inevitabilmente, degli intoppi organizzativi.
Poi c'e' il discorso differenziata. La raccolta non decolla, assestandosi intorno al 23%.
L'hinterland e' ancora sporco, con cumuli di detriti abbandonati specie ai margini delle grosse arterie viarie di collegamento, dove spesso tra l'immondizia, sorgono improvvisati accampamenti rom, in cui centinaia di persone vivono in condizioni disumane.
Di queste cose non si parla. Nell'immaginario collettivo, Napoli e' tornata ad essere una cartolina.



mercoledì 3 marzo 2010

UN SILENZIO CHE FA TANTO RUMORE

Cala il silenzio in RAI. La commissione di vigilanza ha deciso: Floris, Santoro, Vespa ( si anche il tranquillo e canonico Bruno nazionale) dovranno tacere.
Le loro trasmissioni, considerate "antigovernative", (sospesa anche quella di Paragone, Ultima Parola) avrebbero potuto recare danno alla maggioranza, nel pieno di una campagna elettorale gia' segnata da clamorose espulsioni dal Parlamento, esclusioni di liste, leggine dell'ultima ora anticorruzione e la promulgazione di un codice etico nella scelta dei candidati calato all'ultimo istante, una volta avvertito il pesante olezzo di aria inquinata, un mix di mazzette, scandali e festini che stava nuovamente contaminando il palazzo.
Il silenzio e' totale, visto che le tribuncine politiche alla naftalina, preparate per sostiutire gli approfondimenti di prima e seconda serata, non sono ancora state incassonate nel palinsesto televisivo.
Nel paese in cui esiste un partito chiamato Popolo delle Liberta', i cittadini telespettatori non possono usufruire liberamente del servizio pubblico televisivo, poiche' ritenuto di parte, nonostante sia sempre stato garantito il normale contraddittorio con la presenza di personalita' politiche di entrambi gli schieramenti.
In un paese in cui, la maggioranza e' tenuta in piedi esclusivamente dal carisma incontrastato del suo leader, una volta che questi decide di imbavagliare l'informazione, possiamo tranquillamente ipotizzare che la sua forza, raggiunto il livello di massima rappresentativita', inizi inevitabilmente a scemare.
Come ho gia' scritto tempo addietro, l'attuale Governo, oltre ad avere una propria televisione commerciale, ha il pieno controllo su quella pubblica, facendo diventare la RAI, una tv di regime.
Con questa scandalosa decisione politica, il Cda della RAI, limita il diritto di ciascuno ad un'informazione plurima, mortificando i valori democratici del pluralismo televisivo.
Si e' imposto il silenzio. Si produrra' tanto rumore.

lunedì 1 marzo 2010

LA POLITICA LENTA. L'ECONOMIA RALLENTA. PAESE FERMO

Cio' che e' accaduto nel Lazio, con la mancata presentazione delle liste della Polverini per la provincia di Roma, ha dell'incredibile. La mastodontica macchina organizzativa del PDL si e' inceppata. Ci saranno adesso tutti i ricorsi del caso ma la questione e' davvero ridicola.
Il Governo, non riesce a mascherare l'imbarazzo.
Berlusconi, sconcertato, ha parlato di dilettantismo. Bossi, di errore madornale. La Russa, di eccessiva leggerezza. Rotondi, di vera e propria incapacita'.
Problemi pare ci siano anche in Lombardia per la lista di Formigoni, per difetti di forma. Figurarsi cio' che sara' accaduto a livello delle piccole amministrazioni locali, dove si vota.
La politica ancora una volta mostra la sua eccessiva lentezza, la sua pesante macchinosita'.
Nel frattempo, mentre la maggioranza vara provvedimenti anticorruzione, nella sua opera di "bonifica" e "cristallizzazione" in merito alla "purezza" etico-comportamentale dei suoi candidati e dei suoi eletti, continuando pero' a presentare per le prossime regionali, poche donne e molti parenti, la crisi continua nella sua corsa, non trovando ancora un robusto argine.
In Italia le banche non saranno fallite, ma dalla crisi (considerata da tempo alle nostre spalle) non siamo ancora usciti, anzi.
I dati Istat sono incontrovertibili e al tempo stesso spietati. I numeri ahime', non sono sterili chiacchere.
La disoccupazione arriva all'8,6%, record dal 2004.
Le esportazioni calano del 20%.
Il PIL arrettra del 5%, dato peggiore dal 1971, primo anno di rilevazione.
Il totale delle imposte (pressione fiscale complessiva) sale al 43,2% dal 42,9%.
Aumenta anche il debito pubblico, giungendo al 115,8%.
Ne vogliamo parlare? O ci interessa sapere esclusivamente se Berlusconi riuscira' ad evitare i suoi processi?
Un grande leader, inevitabilmente divide. La cronica spaccatura tra berlusconismo ed antiberlusconismo, divenuta ormai una sorta di schiavitu' di appartenenza, ha di fatto bloccato il paese, in un' ipnotica contrapposizione, mettendo ai marigini le reali esigenze della collettivita'.

venerdì 26 febbraio 2010

INCENERITORE A NAPOLI: UN FUMO DI CHIACCHERE

La costruzione di altri termovalorizzatori (oltre quello contestato di Acerra), fu un progetto ripetutamente proposto, durante la fase finale dell'emergenza rifiuti.
Napoli e la Campania, giacevano sotto l'immondizia, sommerse da una coltre di mortificante vergogna. La realizzazione di altri inceneritori quindi, divenne un obiettivo fondamentale una volta superata l'emergenza.
Furono individuati, dopo estenuanti polemiche e aspri scontri politici, ben quattro impianti.
Il primo, fu localizzato nello stesso capoluogo partenopeo, nella zona orientale. Al "calcolato" empasse decisionale del Sindaco Iervolino che in prima battuta ne indico' l'ubicazione ad Agnano (area improponibile per la sua stessa costituzione morfologica), seguì la decisione del Commissariato di Governo che individuo' nella zona di Ponticelli, l'area del termovalorizzatore cittadino.
Un altro impianto sarebbe dovuto sorgere in provincia di Caserta, nel Comune di Santa Maria La Fossa, nei pressi dell'area di stoccaggio di Ferrandelle, dove su terreni sequestrati alla camorra, Bertolaso avvio' una zona di stoccaggio provvisorio, divenuta poi, una mega discarica a cielo aperto, dove sono stati sversati centinaia di migliaia di metri cubi di tal quale.
Un quarto termovalorizzatore si sarebbe dovuto realizzare a Salerno, su iniziativa del Sindaco De Luca, attuale pretendente alla presidenza della Regione Campania.
A circa un anno dall'uscita ufficiale dall'emergenza, nulla di cio' ha avuto un seppur minimo inizio. Come ha sentenziato Walter Ganapini, ex presidente di Greenpeace, attuale Assessore regionale all'Ambiente, mancano i fondi, le idee e nessun progetto e' stato finora presentato. Cio' va in contrasto con quanto fu stabilito negli accordi tra il Commissario dell'emergenza Bertolaso ed i vertici dell'Asia.
Ganapini e' a fine mandato, in vista del rinnovo del Consiglio regionale. Lascera' il suo incarico, nello stesso clima rovente in cui ebbe inizio.
Fra un mese si costituira' la nuova Giunta. I problemi da affrontare sono gli stessi.
L'immondizia e' sparita (quella che arrivava ai primi piani) ma il territorio resta offeso. Il ciclo integrato dei rifiuti non e' mai decollato.
4 milioni di false ecoballe, mai rimosse, sono diventate l'indegno monumento alla memoria, testimonianza indelebile di una ferita ahime', ancora aperta, ormai purulenta.
In quella che e' diventata la terra dei fuochi, tante chiacchere sono andate in fumo.


martedì 23 febbraio 2010

TERRA BAGNATA...

Questo inverno e' stato particolarmente piovoso. Molto fango si e' generato nel nostro paese e non mi riferisco soltanto a quello prodotto dai tanti smottamenti idrogeologici che hanno evidenziato il precario equilibrio statico del nostro territorio.
Mi riferisco al fango degli scandali, delle corruzioni, delle mazzette, delle truffe, dei favori agli amici, delle raccomandazioni dei parenti "meritevoli", degli appalti pilotati, delle consulenze faraoniche. Tutta una serie di consolidati comportamenti illeciti, o quanto meno discutibili, diventati inconfondibile costume nazionale che come abbiamo potuto appurare, coinvolge entrambi gli schieramenti politici.
Ultimo in ordine di tempo, e' la truffa nelle telecomunicazioni che ha coinvolto le compagnie Fastweb e Sparkle, controllata Telecom che ha determinato tra l'altro un tracollo delle rispettive azioni in Borsa, recando un danno a tanti ignari risparmiatori. Mentre il Governo ha cercato di far cassa, consentendo il rimpatrio di ingenti capitali evasi all'estero con una ridicola tassazione, dall'altro alcuni scaltri imprenditori hanno eluso al fisco italiano, caterbe di denaro.
C'e' chi afferma che ci troviamo dinanzi ad una nuova tangentopoli. C'e' chi al contrario, ci rassicura, affermando che si tratta di semplice arricchimento personale, come se il politico che intasca una mazzetta o condiziona l'esito di una gara di appalto, non rappresentasse l'interfaccia del partito, accentuando quella distanza diventata gia' siderale, tra il cittadino e la politica.
Questa volta la levata di scudi e' generale. Non ci sono soltanto i noti agitatori di manette (Di Pietro, Travaglio, De Magistris) a far sentire il loro sdegno. Anche nella maggioranza si avverte l'arrivo di un vento di epurazione; si richiedono nuove regole, auspicando la piu' completa trasparenza nella scelta dei candidati. C'e' chi poi, come Montezemolo, vede la lotta alla corruzione un'impresa titanica ma al tempo stesso auspica di evitare un atteggiamento paranoico autoflaggellante, da parte degli italiani. Peccato che il presidente della Fiat, gia' preso dai problemi del comparto, abbia dovuto pronunciare questo discorso dinanzi all'attuale presidente di Confidustria Emma Marcegaglia, il cui padre Stefano, pare sia coinvolto in un traffico illecito di rifiuti tossici.
Fini invece, auspica un allontanamento dalla politica per chi si macchia di reati. Tutte tesi nobilissime che fanno della condotta morale di ciascun politico, un comportamento etico irreprensibile.
Peccato che chi e' al capo di questo Governo, cerchi nell'esclusivo ed univoco interesse della Nazione, ci mancherebbe, di ridurre i tempi dei processi, per evitare a prescindere una sentenza.
Dopo la collezione invernale, anche per la primavera-estate, il colore alla moda e' il terra bagnata...

domenica 21 febbraio 2010

SANREMO: STENDIAMO UN VELO PIETOSO

E' da qualche anno che mi impongo di non seguire il festival di Sanremo. Quel tam tam mediatico che precede la kermesse canora inducendoti a diventarne spettatore passivamente coinvolto dell'evento, lo vedo una forma di ingannevole aggressione alla normale ed autonoma fruizione del prodotto televisivo. La stessa cosa vale per quei programmi che considero spazzatura, quali il Grande Fratello, L'Isola dei Famosi e simili.
Il festival con il passar del tempo ha smarrito la sua primordiale valenza di gara canora, diventando sempre piu' un grosso baraccone acchiappa auditel. Si dira' che anche il festival rispecchia la nostra societa'. Purtroppo questo specchio e' diventato opaco; in esso, tanti cercano di trovare un riferimento al proprio essere standardivamente omologato. Il fatto che si gridi al successo deve far riflettere.
Quest'anno poi, sembrava davvero che tutto il palinsesto televisivo, fosse stato programmato per determinare l'ottima riuscita dell'evento sanremese, giunto alla sua sessantesima edizione.
Fortunatamente, ci sono state le partite di champion a tenermi impegnato, internet e soprattutto la radio (ascolto Radio Capital ma non perdo mai Unlimeted della mia amica Kay Rush, a RMC) che mi tiene compagnia abitualmente, quando la sera mi intrattengo davanti al pc.
Ma da quello che ho appreso dai giornali, dalle varie edizioni dei Tg, a Sanremo e' successo un bel po' di casino. Tra esclusioni, ripescaggi, successi di cantanti improponibili, proteste plateali spontanee o preparate, ospiti strapagati nonostante gli enormi disavanzi Rai, discussioni di "alto profilo" inerenti la resistenza gravitazionale dei corpetti che contenevano le straripanti rotondita' dell'Antonella nazionale, penso che il fatto che Morgan abbia confessato di fare uso di sostanze stupefacenti, fosse il minore dei problemi, sicuramente meno grave del fatto che circa 700 parlamentari si sono sottratti al test volontario per accertare l'uso seppur occasionale di droga.
Ma si sa, l'Italia e' un paese dalla falsa morale bigotta, dove i peccati si devono confessare soltanto nel silenzio di un confessionale.

mercoledì 17 febbraio 2010

DE LUCA RECUPERA, IL PDL LITIGA

Caserta e' sempre ago della bilancia. Nel 2005 De Franciscis, Udeur, sconfisse un lanciatissimo Cosentino, F.I. al foto finish. Nel 2006, Mastella leader dell'Udeur, ottenne proprio in terra di Lavoro un trionfale exploit che gli permise non solo di ottenere un considerevole successo personale e di partito, ma contribui' in maniera consistente alla seconda vittoria, seppur risicatissima, del centro-sinistra di Romano Prodi.
A livello politico locale, c'e' grossa agitazione. E' dovuto intervenire personalmente il premier Berlusconi per porre fine all'infinita querelle tra UDC e PDL in Campania. Oggetto della contesa la Provincia di Caserta, dove si rinnovera' il consiglio in cocomitanza delle prossime elezioni regionali.
Il PDL voleva a tutti i costi l'appoggio del partito di Casini, per avere maggior certezza di poter aggiudicarsi la corsa alla regione. L'UDC in cambio, pretendeva l'investitura ufficiale di un suo uomo - nello specifico Zinzi - alla guida della provincia. Per settimane non si riusciva a trovare un'intesa.
Il gota del PDL casertano con a capo il Sottosegretario Cosentino e il Sen. Coronella e l'ex Ministro Landolfi, insistevano per la candidatura di un politico di provenienza PDL, meglio se l'On. Pasquale Giuliano. Alla fine di lunghe ed estenuanti concertazioni, i vertici dell'UDC nazionale hanno ricevuto rassicurazioni direttamente dal Premier, per la candidatura di Zinzi per Caserta, in cambio del completo appoggio a Caldoro per la Regione.
Ma i vertici PDL casertano, non ci stanno (il solo Landolfi pare abbia accettato). Il caso sta generando una forte empasse a livello locale e preoccupanti ripercussioni anche per Caldoro nella sua corsa verso palazzo Santa Lucia. Sconfitto al momento, ne esce Cosentino che da coordinatore regionale, e' costretto ad accettare una nomina da lui non solo non condivisa, ma addirittura contrastata. La sua leadership a questo punto, e' fortemente sminuita.
A sinistra le cose iniziano ad andare un po' meglio. La candidatura di De Luca pare non divida come agli albori. Le iniezioni di lifting comunicativo realizzategli dallo specialista Velardi, incominciano a dare il loro effetto. L'appoggio seppur tardivo e molto discusso ricevuto da Di Pietro, ha ricompattato la corrente.
Anche l'estrema sinistra, all'inizio distante dal primo cittadino salernitano, ha promesso il suo sostegno. Sinistra Unita, neo-partito di Ferrero, a livello campano guidato dall'Ass. Corrado Gabriele, dara' il suo appoggio a De Luca.
Il centro-destra parte in vantaggio. Battere Bassolino pero', non e' scontato, specie se si continua a litigare.



lunedì 15 febbraio 2010

LA LEGA SI PIEGA, GHEDDAFI CI BLOCCA

Siamo un paese piu' sicuro rispetto all'aprile 2008, anno dell'insediamento del Governo Berlusconi che fece della sicurezza, insieme alla munnezza di Napoli e alla questione Alitalia, i suoi cavalli di battaglia?
Sicuramente, molti pericolosi malavitosi sono finiti dietro le sbarre. La cosa ci rallegra.
Ma spesso questi successi, sono il frutto di anni di inchieste, pedinamenti, intercettazioni, lavoro degli inquirenti e delle forze dell'ordine, confessioni di pentiti (le quali se usate per questioni di mafia sono utili e preziose, diventando deliranti e fuorvianti se adoperate contro i politici).
Ma la sicurezza percepita dai cittadini, e' aumentata o diminuita? Gli abitanti delle grandi citta', specie se si risiede nelle periferie, sono piu' tutelati? La liberta' tanto sbandierata dal nostro Premier, e' anche quella di poter camminare tranquillamente per le strade delle nostre citta'?
A Milano si e' assistito a scene di vera guerriglia, dopo l'uccisione di un cittadino egiziano da parte di alcuni sudamericani. La citta' ieri, era in stato di assedio.
Ma dove erano le ronde? E i poliziotti di quartiere, con le loro divise sfavillanti, magari a cavallo, a rassicurare le vecchiette, voi li avete visti?
Penso che finiti gli improponibili annunci elettorali, gli spot lanciati dal centro-destra e da asserviti programmi televisivi, la realta' rimane ben altra cosa.
Le citta', specie le grandi metropoli, restano insicure, degradate, abbandonate al loro destino.
E la Lega? Come ha reagito il partito di Bossi, da sempre contro lo straniero invasore, non rispettoso delle nostre tradizioni e della nostra cultura?
Il leader del Carroccio, ha dissuaso chi, come l'europarlamentare leghista Salvini, voleva addirittura organizzare rastrellamenti porta a porta. Bossi e il Ministro Maroni infatti, si sono opposti a questa iniziativa, auspicando una diffusa integrazione multietnica, come unico espediente per una migliore convivenza sociale.
Parole sagge. Ma come sono lontani i tempi in cui la Lega, brindando alla foce del Po, auspicava il separatismo, gridando slogan contro "Roma ladrona". Adesso che i suoi leader hanno stabilmente le loro chiappe sugli scranni del Parlamento e nei salotti romani, diventa un partito morbido, convenzionale, buonista, aperto alla mediazione ed al dialogo. E' finito il tempo del pugno duro contro gli immigrati. La Lega si piega alle logiche di comune e condiviso dirigismo politico.
Ben diverso e' il trattamento che e' stato riservato a cittadini europei sull'altra sponda del Mediterraneo, in Libia, piu' precisamente. Il leader libico Gheddafi, nuovo amico del Premier, ha deciso senza tentennamenti, di non concedere visti di ingresso in Libia a tutti i cittadini europei dell'area Shengen. Inoltre ci sono state espulsioni che hanno riguardato anche nostri connazionali. Tale decisione e' stata presa per rappresaglia contro la Svizzera che tempo fa, espulse 118 libici.
La Libia, per questioni diplomatiche, espelle nostri connazionali, permettendo tuttavia, la migrazione verso le nostre coste, di migliaia di profughi.
Il nostro Governo che ha basato almeno al nord, la sua campagna elettorale sulla lotta all'immigrazione clandestina, si trova invece, a convivere con tale imbarazzante scenario sociale.


venerdì 12 febbraio 2010

LE "RIPASSATINE" DI BERTOLASO: L'ULTIMO DEI PROBLEMI

Ma davvero e' così importante sapere se il capo della protezione civile, Guido Bertolaso, di tanto in tanto, si facese fare una "ripassatina" da una fisioterapista di mezza eta' ?
O se, spingendosi oltre, partecipasse ad incontri per così dire, piu' piccanti?
Il condizionale e' d'obbligo in questi casi. Ma ormai si sa, per una consolidata abitudine italica, le intercettazioni per incanto, dalle procure si volatilizzano invadendo i media, aggredendo e plasmando il comune pensiero di noi semplici cittadini inermi, riceventi il mesasaggio.
Su queste accuse poi, viene a costruirsi un acceso e rissoso dibattito politico, fatto di scontro sterile, fine a se stesso, con l'unico scopo di delegittimare l'avversario, demonizzandolo.
Da un lato il Premier accusa l'intera magistratura di complotto golpistico. Dall'altro l'opposizione, per opera del suo braccio armato, Di Pietro, agita le manette, chiedendo dimissioni a raffica. Peccato pero' che in Campania, per le prossime regionali, l'ex pm si sporchi le sue mani pulite, appoggiando un candidato, De Luca, che sul suo groppone ha gia' in corso due processi pendenti.
Diversa sarebbe la posizione di Bertolaso, se si appurasse che fosse a conoscenza di illeciti ben piu' gravi commessi dal suo staff o dalle ditte che gravitano intorno alla Protezione Civile.
Per sua stessa repentina e puntuale ammissione, ha gia' dichiarato di essere allo scuro di tutto, per una competenza a lui non riconosciuta. Tutto fila liscio come l'olio. Nel nostro Paese, nel 99% dei casi, i numeri uno non rispondono di cosa commettono i loro sottoposti. Quindi, il caso e' chiuso sul nascere.
Questo mentre la crisi economica pare non sia finita, la dialettica politica scompare cedendo il posto alla rissa, non piu' ideologica visto lo scarso valore dei nostri rappresentanti, ma diventando materiale, con veri e propri scontri fisici all'interno del Parlamento, con amministratori locali che prendono mazzette all'interno di pacchetti di sigarette, rievocando il periodo di tangentopoli e con l'Expo di Milano 2015 che oltre ad aver visto notevolmente ridotto il suo badget iniziale per sopraggiunti problemi economici, e' a rischio commissariamento, diventando il prossimo mega affare su cui mettere le mani sia per ditte in odore di mafia che per amministratori insospettabili ma sempre facilmente corruttibili.
Le escort meneghine, gia' si sfregano le mani...

martedì 9 febbraio 2010

60.000 "COLLINA" AL SAN PAOLO

Da questo spazio spesso ho parlato del Napoli, mia squadra del cuore ovviamente, sia per elogiare gli azzurri per i risultati raggiunti ma anche per criticare la dirigenza e lo staff tecnico quando, a noi tifosi, erano riservate soltanto delusioni.
Questa volta pero', vorrei sottolineare il comportamento pietoso degli arbitri che con le loro sviste, stanno letteralmente compromettendo un campionato che, dopo un inizio mediocre, si sta rivelando davvero entusiasmante.
Dopo un rigore negato in casa contro il Genoa, in una partita dominata dagli azzurri, ad Udine si e' assistito ad un vero e proprio scippo.
Gli azzurri da qualche settimana occupano stabilmente il quarto posto in classifica. Forse al "palazzo" tale posizionamento del Napoli non piace.
La Juve si lecca le ferite per un'annata disastrosa, con acquisti sbagliati e una serie di infortuni che ne ha compromesso le aspettative. Credo che tutte le colpe non erano del napoletano Ciro Ferrara. La Fiorentina dei Della Valle, da tutti considerata una pretendente alla zona champion, e' in netto ritardo.
Il Napoli di Mazzarri, tecnico livornese che ha cambiato volto alla squadra dopo un deludente avvio di stagione con il triste Donadoni in panchina, puo' davvero puntare al quarto posto.
Di solito si dice che in un'annata calcistica, gli errori arbitrali vanno in compensazione.
A Napoli, una citta' ed una tifoseria, aspettano un puntuale "risarcimento" a partire da domenica prossima. Con il solito humor partenopeo, il pubblico, dato il periodo di carnevale in corso, ha intrapreso un'originale iniziativa: 60.000 "Collina", osserverennno la prossima uscita degli azzurri al San Paolo.
L'Inter e' avvisata.

venerdì 5 febbraio 2010

CRISI SPAGNOLA: ANCHE I SOCIALISTI PIANGONO

Fino a pochi anni or sono, secondo i teoremi di politica economia rincorsi dal governo Prodi, Zapatero era il modello a cui tendere, il perfetto esempio di moderno sviluppo dirigista, dove il mercato andava sicuramente aggredito, senza perdere mai di mira al tempo stesso, le tematiche sociali di sostenibilita' e garantismo per le masse.
D'improvviso ci accorgiamo che anche in Spagna e' scoppiata probabilmente una bolla speculativa. Questa, con ogni probabilita', non e' stata causata come negli Stati Uniti, da un uso assai superficiale e sconsiderato del credito al consumo e da una malvagia speculazione finanziaria. Molto piu' probabilmente, essa dipende sia da un atteggiamento fin troppo spensierato dell'amministrazione centrale, nel conferire dati piu' rosei rispetto alla critica realta', anche quando non era ancora soppraggiunta la crisi globale, sia dall'applicazione di un welfare troppo spinto e diffuso, sicuramente al di sopra delle reali possibilita' del paese.
Per anni ci hanno fatto ammirare il modello di sviluppo spagnolo, tutto efficienza e pragmatismo.
Zapatero diventava il vero erede di Blair, incarnando in chiave moderna, il pensiero socialista. La sinistra diventa progressista, radical chic, moderna, non piu' univoco riferimento intellettuale di una certa borghesia salottiera schierata o strumento delle masse operaie. Con le sue coraggiose e molto discusse riforme, la sinistra diventa mito, in un paese conservatore e consuetudinario per antonomasia.
La Spagna per un certo periodo, tende anche a ironizzare sulla nostra economia, mettendo in dubbio la possibilita' che l'Italia con giusto merito, potesse inserirsi tra le prime 8 potenze economiche del mondo.
Oggi pare le cose stiano un po' differentemente.
In Italia viviamo un brutto momento, ma se osserviamo gli spietati ed incontrovertibili dati spagnoli, con una disoccupazione al 20%, un'inflazione oltre il 4%, le borse in caduta libera, le proiezioni del Fondo Monetario Europeo che indicano per il paese iberico un ulteriore calo del PIL dello 0,6% nel 2010, possiamo ritenere che il nostro paese ha tenuto meglio nel periodo di disastro globale.
In un momento storico così critico, economie sicuramente piu' liberali hanno reagito meglio alla crisi, anche con l'applicazione di "ricette socialiste". La Spagna, che ha fatto del socialismo in economia, il suo modello di sviluppo, ora si lecca le ferite. Qualcosa non torna.




martedì 2 febbraio 2010

VITTORIA DEL PD IN CAMPANIA: UNA "MISSION IMPOSSIBLE"

Le elezioni regionali si avvicinano. In Campania sembra spianata la strada per il PDL.
Nonostante l'investitura del socialista Caldoro a Governatore, sia stata una scelta di ripiego, dopo l'improponibilita' di Cosentino per le sue delicate vicende penali, la destra sembra in schiacciante vantaggio sul PD.
Tale sensazione e' rafforzata dal fatto che il candidato del PD, il sindaco "sceriffo" di Salerno Vincenzo De Luca, amico trentennale di D'Alema, non piace ai vertici della sinistra campana.
La sua nomina, gradita pero' sia alla corrente Franceschiana che al nuovo partito di Rutelli, ha avuto il placet di Bersani. Il segretario del PD infatti, non voleva perdere ulteriore tempo prezioso, dinanzi ad una imbarazzante empasse decisionale dei vertici regionali del PD che non riuscivano a trovare una candidatura condivisa. Ricordiamo che le primarie sono state prime indette e poi annullate quando, oltre la candidatura del primo cittadino salernitano, non sono giunti altri nomi alternativi.
De Luca non piace pero' a Bassolino, suo storico rivale. Non piace neanche ai Dipietristi per le sue pendenze penali, in merito alla delocazzazione delle Manifatture Cotoniere Meridionali, processo in cui e' indagato insieme al presidente degli industriali Campani, Gianni Lettieri. Non piace inoltre, alla sinistra radicale Vendoliana, perche' rappresenterebbe una scelta di continuita' clientelare.
La candidatura di De Luca di fatto, spacca il PD, gia' frantumato a livello nazionale ed indebolito a livello locale dall'ormai sopraggiunto crepuscolo dell'epopea Bassoliniana.
Quindi da un lato, abbiamo una coalizione di destra ( a giorni e' atteso l'accordo con l'UDC grazie alla benedizione del "giovanotto" De Mita) il cui coordinatore regionale - vero regista politico territoriale - e' sottoposto a misura cautelare; dall'altro, un candidato a governatore sicuramente indipendente, ma a sua volta, imputato in prima persona.
Spuntera' un terzo nome? L'IDV con Di Pietro o De Magistris, si caleranno nella mischia direttamente, a limite con il sostegno esterno dello stesso Bassolino e della sinistra radicale?
Di solito, in qualsiasi genere di sfida, c'e' un vincitore ed uno sconfitto.
In Campania con ogni probabilita', la destra vincera' per l'assenza di un avversario, a meno che in extremis, Claudio Velardi, ex Assessore regionale campano al Turismo, esperto di comunicazione politica ed attuale consigliere della Polverini nel Lazio, avendo avuto lo stesso incarico da De Luca, non riesca nella sua "mission impossible": risollevare le sorti della sinistra in Campania.




venerdì 29 gennaio 2010

PDL = Possiamo Decidere Liberamente?

Molti criticano il PD per il momento caotico che sta vivendo, in merito alle incertezze decisionali per la scelta dei candidati per le prossime elezioni regionali.
Sicuramente non e' un buon momento per il partito di Bersani. Soffocato dall'ingerenza di Di Pietro, illuso dal doppio gioco di Casini, ridimensionato dall'exploit del bertinottiano Vendola che ha imposto il suo carisma in territorio pugliese, facendo rivivere anche a livello nazionale, un momento di risveglio per quelle tematiche piu' insite alla sinistra schierata e militante, al tempo stesso anche innovatrice e riformista.
In alcune regioni come la Campania, il PD non ha trovato ancora il suo candidato. Si ricorrera' alle primarie, previste per il prossimo 7 febbraio.
Una cosa e' certa: nonostante l'apparente e incontrovertibile empasse decisionale circa la scelta dei leaders da presentare, la strada delle primarie e' un percorso di maggiore partecipazione democratica e di piu' diretto coinvolgimento degli elettori.
Io, come tutti gli elettori di destra, sono privato di questo strumento. I miei candidati sono scelti dall'alto, a tavolino, nelle segreterie di partito capitoline, secondo logiche che spesso non premiamo chi davvero si e' battuto per anni nel territorio, dando prova di impegno proficuo e costante. Quasi impossibile poi, la candidatura di figure provenienti dalla societa' civile, a meno che non siano volti noti dello spettacolo.
Si seguono altri parametri. Vengono premiate spesso figure che accontentino logiche di apparentamento, a prima vista sicuramente utili per racimolare piu' voti ma che propongono candidati che spesso hanno poco a che fare con l'humus politico principale della coalizione.
Nonostante Berlusconi abbia fondato un partito che nel suo nome porti il termine liberta' io elettore di destra, non ho l'opportunita' di poter scegliere liberamente, il candidato.

martedì 26 gennaio 2010

PENSIAMO AI PROBLEMI DI CASA NOSTRA

Il Governo non ha proprio niente a cui pensare. Siamo stati capaci anche di generare un incidente diplomatico con gli USA, in merito ai soccorsi nella sfortunata isola di Haiti colpita dal sisma.
Bertolaso, l'uomo delle mission impossible, colui il quale ha ripulito Napoli dalla munnezza lasciando l'hinterland in condizioni di degrado, l'accomopagnatore ufficiale del Premier in Abruzzo per l'assegnazione delle provvisorie casette di legno, con tanto di champagne governativo annesso, ha toccato la sensibilita' di Hillary Clinton, che si e' sentita d'improvviso, la regista di un film d'azione a stelle e strisce mandato in prima serata. Per il capo della Protezione Civile infatti, il soccorso americano sa molto di shaw, un po' come quando Berlusconi premette il pulsantone rosso per l'accensione del termovalorizzatore di Acerra, per intenderci.
Intanto delle cose di casa nostra si sa ben poco.
Il Ponte sullo Stretto resta un poco piu' di un plastico. La Salerno Reggio-Calabria un eterno cantiere. Le ferrovie nonostante il Freccia Rossa, un continuo calavario per i pendolari.
E la ripresa? L'unica cosa che di certo sappiamo e' che ci sara' a partire dal 2011. Per il momento, nonostante un inflazione bassa, dobbiamo fare i conti con tutti gli aumenti di tariffe di inizio anno.
L'Alitalia aumenta il fatturato grazie soprattutto alla cessione di molti suoi servizi ad altre societa'.
Le carceri scoppiano, raggiungendo un quantita' di detenuti superiore all'indulto di mastelliana memoria.
La Fiat e' in piena crisi. Gli stabilimenti chiuderanno addirittura per due settimane, per la scarsita' di ordini pervenuti. Nonostante il barcamenarsi di Marchionne, il prodotto auto made in Italy non piace e purtroppo non possiamo neanche piu' contare sugli spot del grande Schumacher, divenuto il maggior testimonial vivente della concorrenza. Il buon prof. Prodi almeno, usava per i suoi spostamenti, una Fiat Croma. I nostri leader politici, "nazionalisti di destra", usano autovetture teutoniche, in pieno spirito "europeista".
Intanto la politica fatta di spot e di proclami continua il suo corso, trovando nel breve, una sua piu' diretta leggittimazione, visto che ci accingiamo ad entrare nel vivo della campagna elettorale per i rinnovi dei consigli regionali.
Il tutto intermezzato da nostalgiche riesumazioni di leader politici improvvisamente riabilititati a integerrimi statisti, patetici apparentamenti politici in chiave utilitarista, ed una logorante contrapposizione tra potere legislativo e quello giudiziario, con l'inevitabile genesi di pericolose derive destabilizzanti per il Paese.

sabato 23 gennaio 2010

SE IL BUONGIORNO SI VEDE DAL MATTINO

Le elezioni regionali si avvicinano. La macchina organizzativa sta per partire. In tutte le regioni c'e' grosso fermento, in Campania l'attesa per l'appuntamento del prossimo 28 marzo e' ancor piu' pressante.
Dopo due mandati come Sindaco e due da Governatore, Bassolino vede concluso il suo ciclo politico. Il PDL ha scelto il suo candidato. Una scelta di ripiego, condivisa pero' da tutti e considerata vincente a prescindere.
Il PD invece, e' ancora nel caos. Manca al momento il candidato. Un vero peccato non puntare sul Sindaco di Salerno De Luca, una personalita' eccellente dal mio punto di vista, un uomo politico indipendente, decisionista che ha conseguito ottimi risultati nella sua attivita' di amministratore locale.
Si ricorrera' nuovamente alle primarie, per porre fine a logoranti guerre intestine tra le varie correnti che stanno di fatto indebolendo un partito in crisi d'identita' a livello nazionale e di gerarchie a livello locale, dopo l'infinita epopea bassoliniana, giunta in malo modo al capolinea.
Il territorio vuole voltar pagina. La svolta come spesso ho ribadito da questo spazio, sara' storica ma non politica. La destra vincera' non per suo merito - in questi 18 anni di dominio bassoliniano non ha mai opposto uomini e programmi all'altezza - ma per improponibilita' dell'avversario che per giunta, si trova nel momento di maggior difficolta' del suo nuovo e turbolento percorso costitutivo.
Discorso differente vale per l'UDC. Il partito di Casini sta giocando sporco, schierandosi a livello locale con il PD o il PDL soltanto con lo sfacciato obiettivo di affermazione finale. D'improvviso svanisce, dissolvendosi in una fumosa bramosia di potere, la sbandierata distanza dai due poli, il tentativo di ricompattare un grande centro alternativo.
Oggi dobbiamo accettare la scomparsa delle ideologie, forse anche degli ideali. Esiste pero' ancora la coscienza comportamentale dei singoli e la coerenza delle loro azioni, a prescindere se possano piacere o meno. Casini, ultimamente, ha smarrito queste doti.
Ha fatto tanto rumore la scelta della Polverini nel Lazio, considerata troppo di sinistra.
In Campania per battere un moribondo Bassolino ci si affida ad un socialista lontano dal territorio, con il placet di un capo gruppo inquisito, si schiera capolista un ministro, in palese incompatibilita' e si spera nell'aiuto dell'ultim'ora dell'ultraottantenne De Mita.
Se il buongiorno si vede dal mattino...

giovedì 21 gennaio 2010

L'ORO BIANCO NON E' SEMPRE PURO

Danneggiati da chi dovrebbe tutelarci.
E' proprio così, per l'ennesimo caso di mozzarella di bufala d.o.p. adulterata.
Il Ministro delle Politiche agricole Luca Zaia, in un primo momento, ha deciso di commissariare il Consorzio di tutela, ipotesi poi smentita. E' stato comunque inviato un organismo di garanzia e salvaguardia del prodotto bufalino, una vera e propria task-force di controlli, contro le ipotesi di mancato rispetto nelle procedure di lavorazione della mozzarella che, nel caso di quella di bufala d.o.p. , dovrebbe essere realizzata con l'esclusivo utilizzo di latte di bufala al 100%.
Il vero e proprio dramma - questo e' il termine piu' adatto per indicare la violazione di tale procedura - e' che ad essere beccato in quella che puo' definirsi una vera e propria fraudolenta adulterazione, e' stato lo stesso presidente, Luigi Chianese.
Nel suo caseificio, "Fattorie del Massico" infatti, venivano utilizzate percentuali abbastanza consistenti di latte vaccino per ridurre i prezzi di produzione.
Adesso c'e' il rischio che venga revocato il marchio d.o.p. per la mozzarella di bufala campana, se si scoprisse che questo sistema di produzione truffaldino fosse esteso in maniera ramificata, a piu' caseifici.
Non c'e' pace per la mozzarella campana. Dopo i casi di brucellosi degli scorsi anni e quelli di presenza di diossina nel latte, dovuta ai numerosi e frequenti incendi dolosi in molte aree della Campania, durante l'interminabile emergenza rifiuti, adesso ci troviamo dinanzi ad un caso sicuramente non pericoloso per la salute ma che determinera' inevitabilmente, un calo d'immagine per il noto prodotto conosciuto in tutto il mondo. Anche la Regione Campania, si e' dichiarata parte lesa.
Per la brucellosi e la diossina, sono stati abbattuti migliaia di capi di bestiame.
Per questa frode, che sicuramente colpisce gli ignari produttori onesti e beffeggia oltremodo i consumatori finali, cadra' mai qualche testa?
Intorno all'oro bianco campano, ruotano ahime', troppi interessi.




martedì 19 gennaio 2010

FINTI PAZZI: 400 NAPOLETANI ED UN TURCO...

Non e' la prima volta che a Napoli si scoprono falsi invalidi.
Dopo ciechi visti al volante di autovetture, infermi che praticavano jogging, addirittura un Babbo Natale con tanto di carozzina per disabili trasformata in slitta trainata da renne, questa volta sono i finti pazzi a fare notizia.
Addirittura 400 erano le richieste, tutte provenienti dalla stessa municipalita', quella di Chiaia - esattamente la zona del Pallonetto - dove evidentemente, le maglie dei controlli erano troppo larghe.
Depressi, psicotici, schizzofrenici, finanche chi in sede di visita medica minacciava di darsi fuoco cospargendosi di benzina, pur di ottenere l'ambito assegno di sussistenza. Vere e proprie scene cinematografiche dei migliori film di Toto' e Peppino De Filippo, dove la realta' supera la finzione e viceversa.
Persone chiuse in un assoluto mutismo, con lo sguardo assente, perso nel vuoto, preparato magari per ore davanti allo specchio, prima di affrontare la fatidica visita fiscale; o casi in cui i "malati immaginari" imprecavano profferendo improperi di ogni genere verso i medici, per dimostrare il proprio completo squilibrio psichico.
Anche questa e' Napoli. " Che s'adda fa' pe' campà "...
A fingersi folle ad un'altra latitudine, e' stato il famigerato terrorista, attentatore del Papa nel 1981, Alì Agca, il "lupo grigio" che non ha ancora assolto gli oblighi di leva nel suo paese.
Dopo 29 anni di carcere, una volta liberato, e' stato portato all'accademia militare della capitale, per essere sottoposto ad ulteriori visite mediche per il possibile arruolamento.
Qui, dinanzi a decine di telecamere e centinaia di giornalisti arrivati da tutte le parti del mondo, ha dato in escandescenza, per confermare la versione di squilibrio mentale gia' accertata nel 2006, quando l'ospedale militare di Instabul gli diagnostico' una forma di disturbo antisociale, con gravi disordini della personalita'.
Agca con un costruito ed artefatto sguardo cattivo, dichiara di essere il nuovo Gesu' Cristo, di voler scrivere un nuovo Vangelo, preannuciando la fine del mondo.
La naja e' scampata. A breve di sicuro, il turco dei mille misteri, rilascera' interviste a pagamento, scrivera' un libro, interpretera' probabilmente un film.
Almeno non campera' con una semplice pensione di invalidita'. Chiamatelo scemo, pardon, pazzo...





sabato 16 gennaio 2010

CALDORO: UN SOCIALISTA MOLISANO PER LA CAMPANIA

Pare che sia giunta finalmente l'indicazione del candidato del PDL per le prossime elezioni regionali in Campania.
Si tratta del molisano Stefano Caldoro, ex socialista, passato nel centro destra dopo la bufera di tangentopoli. Uomo dell'ultima ora, candidato scelto in extremis dopo l'estenuante empasse politico-decisionale, venutosi a determinare dopo la spinosa vicenda giudiziaria di Nicola Cosentino.
Si e' puntato su di un profilo politico, così come pretendevano i leader territoriali, evitando una figura che provenisse dalla societa' civile.
Io onestamente, non ricordo in modo marcato le doti peculiari di questo uomo politico, ne' ho francamente, memoria del suo attivismo sul territorio campano che tra le altre cose, lo vide sconfitto alle elezioni per la Provincia di Napoli, nel 1999.
Non vorrei che il PDL avesse la presunzione di considerare vincente a prescindere, qualsiasi candidato, dopo la trionfale epopea dinastica bassoliniana, finita pero' in modo quasi tragico. Sullo stesso Caldoro, non vi e' stata una completa unita' di intenti, nello stesso PDL. Alla fine sono intervenuti i vertici romani, per non perdere ulteriore tempo prezioso.
Gia' in passato, sia alle precedenti elezioni regionali con Italo Bocchino (ridicolizzato da Bassolino) che a quelle comunali con Franco Malvano (perdente senza appello con la Iervolino) i candidati si scelsero in notevole ritardo ed in maniera non appropriata.
Certo perdere questa volta, per la destra, sarebbe una ipotesi sciagurata ed al tempo stesso, quasi impossibile. Pero' sappiamo che la politica non ha mai variabili certe, vive di umori e di fattori contingenti del momento. Stavolta pero' anche nel PD, non c'e' ancora un'unica linea guida e neanche un candidato certo. Io vedrei bene l'attuale Sindaco di Salerno, De Luca.
Forse su Caldoro, avra' influito il ricordo nostalgico del momento: i dieci anni dalla scomparsa di Craxi, forse il socialista piu' importante della storia della Repubblica Italiana, un uomo dalla forte personalita' che unì e divise al tempo stesso.
Nel bene e nel male, quella fu un'epoca di ideali. Oggi ci troviamo dinanzi soltanto ad una sterile competizione per le poltrone, ad una sorta di strategica battaglia navale, dove l'avversario politico deve soccombore con qualsiasi mezzo o alchemico inganno (con chi si schierera' l'UDC?).
Chissa' se Caldoro riuscira', come ex-socialista, ad occupare a breve, quella di Palazzo Santa Lucia.


martedì 12 gennaio 2010

BASSOLINO-IERVOLINO BOCCIATI

Bocciati senza appello. Questo e' il risultato della classifica del Sole 24Ore dei governatori e dei primi cittadini italiani in basa alla quale, Bassolino si trova all'ultimo posto, il 17° e la Iervolino al penultimo, seguita solo dal sindaco di Caserta, Petteruti - tanto per essere in buona compagnia di un corregionale - e con ben 108 sindaci prima di lei.
In questa regione c'e' la prova evidente che la sinistra ha fallito. Per anni, Bassolino, con una schiera di intellettuali piegati ed indottrinati al suo potere, ha fatto credere al mondo intero che era in atto un nuovo rinascimento. Era l'epoca del G8 del 1994. Una colata di soldi giunse in citta'. Il mondo vide le bellezze di Napoli, tirate frettolosamente a lucido.
Il salotto buono di Napoli, Piazza del Plebiscito, divenne la stanza dei ricevimenti e dei grandi eventi. Nel frattempo, il resto della casa - le periferie ed i quartieri piu' popolari - in cui la sporcizia e l'incuria crescevano a dismisura, si teneva nascosta agli occhi dei visitatori e degli organi d'informazione, con una sapiente e scrupolosa regia.
Bassolino dopo due mandati come primo cittadino, venne eletto governatore. Al Comune venne eletta la Iervolino. La casta dinastica di sua "maestà" Antonio da Afragola - con ufficio di lavoro a New York - aveva ottenuto il suo scopo. Si determino' sul territorio un volano di compiacenze e di clientele affaristiche, di consulenze manageriali, una fitta e ramificata rete di potere e consenso che si propagava a dismisura. Tale sistema di convivenze, gia' da tempo aveva fatto naufragare la citta'.
Dall'Europa sono giunti continui finanziamenti a pioggia, senza logica e programmaticita'.
Il simbolo per antonomasia di tale fallimento e' senza ombra di dubbio, Bagnoli. A distanza di decenni, nella zona occidentale di Napoli, la tanto attesa riconversione territoriale, non e' mai partita.
Eppure, il duo Bassolino-Iervolino, e' passato indenne a tanti scandali e ripetuti drammi vissuti in citta', dove l'emergenza rifiuti, non era che un bubbone che copriva altre magagne.
Non dimentichiamo in che stato versa la sanita' campana, anch'essa sotto commissariamento e il caso Romeo che paralizzo' la vita del consiglio municipale sul finire del 2008.
Di solito, i politici sono espressione di un territorio. Se questi politici, hanno amministrato questo territorio per quasi un ventennio, vorra' dire che la cittadinanza meritava questi politici.


domenica 10 gennaio 2010

ELDORADO ITALIA, L'ISOLA CHE NON C'E'

I fatti di Rosarno scuotono l'opinione pubblica, animano il dibattito politico, determinano il solerte intervento del mondo clericale ed assistenziale, interessano esperti di fenomenologia sociologica, narratori di mafia.
Una cosa e' certa, gli immigrati o per usare un termine piu' attuale, i migranti, sono diventati troppi.
Il loro aumento esponenziale, frutto di politiche assistezialistiche fin troppo permissive, nonostante i governi di destra succedutisi negli ultimi lustri, e' in netto contrasto con l'attuale fase di stallo dell'economia, ancor piu' avvertita nel nostro Paese.
La tesi portata avanti per molto tempo, per cui molti italiani non accettano piu' mansioni per così dire sacrificanti, non vale piu'.
Le fabbriche chiudono. L'attivita' primaria, l'agricoltura, e' ormai in una crisi di non ritorno. Il settore specie al sud, e' in calo vertiginoso. Le campagne non vengono piu' coltivate o quanto meno vengono sempre piu' spesso preferite colture seminative dove si usano macchinari, rispetto ai fruitteti, dove occore un gran impiego di manodopera, per giunta specializzata. Il ricambio generazionale non vi e' stato; i figli dei braccianti, si sono inseriti dove e' stato possibile, in altri settori.
Questa marea di extra-comunitari - quanti di essi privi di documenti all'ingresso sono davvero rifugiati politici? - dove va a trovare il sostentamento per la propria sopravvivenza?
Ritengo, che in un momento in cui il Governo sta compiendo un' eccezionale repressione contro le mafie, infliggendo duri colpi alla criminalita' organizzata, con numerosi sequestri di beni immobili e di attivita' connesse - si pensi ai terreni o ai cantieri nell'edilizia - una notevole fetta di manovalanza extra-comunitaria si trova d'improvviso, senza piu' un mercato seppur clandestino, di riferimento. Cio' portera' ben presto, a conseguenze imprevedibili.
Penso che i tristi accadimenti di Rosarno, una cosa produrranno: il nostro Paese non sara' piu' visto come l'eldorado tanto ambito o un'isola ridente che in effetti non c'e'.
Da queste parti, specie al sud, ci troviamo piuttosto, dinanzi ad uno scenario dantesco, ad una guerra tra poveri e disperati, dove regna il degrado, imperversa l'anarchia, si propaga l'abbandono piu' completo, dove al momento, non si percepiscono segnali concreti di un cambiamento di rotta.
I migranti, e' meglio che lo sappiano.