venerdì 28 maggio 2010

AREOPORTO DI GRAZZANISE, SARA' LA VOLTA BUONA?

Si ritorna a parlare di Grazzanise. Il comparto aeroportuale campano, potrebbe nel breve (non meno di cinque anni), avere un notevole slancio con la realizzazione di un nuovo scalo internazionale.
Se ne parla ormai, da oltre trenta anni e non solo in tempi di campagne elettorali.
Addirittura, negli anni sessanta, mio padre, ingegnere edile, gia' vincitore nazionale nel 1960 del concorso C.O.N.I. per la progettazione di impianti sportivi, veniva deriso quando ipotizzava tale realizzazione, anche perche' da poco vedeva la luce l'aeroporto di Capodichino.
Da questo spazio anch'io ne ho parlato, nel febbraio e nell'agosto del 2008.
Capodichino, scalo napoletano, ubicato nella citta', ha esaurito ogni possibilita' di ulteriore sviluppo. L'aeroporto dal 1995 ad oggi, ha visto piu' che raddoppiare il numero dei passeggeri, passati dai 2.500.000 agli oltre 5.000.000 .
Inoltre, il futuro scalo, permetterebbe di far atterrare in regione anche grossi jumbo che, al momento, non possono giungere a Napoli per le ridotte dimensioni della pista.
In merito alle polemiche generate sullo scetticismo di far delocalizzare dal capoluogo il principale scalo aeroportuale della regione (che diventerebbe anche il principale del meridione) bisogna tener presente che in tutte le principali citta' europee, gli aeroporti si trovano ad almeno 50 km dal centro cittadino, fino ai quasi 100 ad esempio, per di quello di Francoforte.
In un momento storico di grossa crisi economica e di tagli generalizzati alla spesa, sara' possibile la realizzazione di questo antico progetto?
In prospettiva di un'applicazione generalizzata del federalismo, la Campania autonomamente, avra' la capacita' di portare a termine tale grande opera?

lunedì 24 maggio 2010

PANE, AMORE E FANTASIA

Il Governo deve trovare soldi ed in fretta. Il Premier promette che non saranno toccate le pensioni e gli stipendi. Sta di fatto che bisogna ragranellare velocemente, 25 miliardi di euro. Come fare?
Ancora una volta, un condono, questa volta edilizio, presumibilmente salvera' l'esecutivo.
Dopo la pioggia di miliardi di dubbia provenienza (ben 90), rientrati in Italia tramite lo scudo fiscale che ci permettono oggi di varare una manovra piu' leggera rispetto ad altri paesi europei, adesso saranno condonate tante case fantasma che faranno fare cassa al governo.
Possibile anche un aumento delle imposte comunali (che andranno a surrogare l'ICI eliminata) e la possibilita' di introduzione di pedaggi anche sulle statali di grande scorrimento e di collegamento alle autostrade, per la gioia degli automobilisti, gia' vessati dalle polizze auto e dal caro carburanti.
Ci saranno poi, dei tagli ai parlamentari (era ora) ed una notevole diminuzione del numero di manager e dell'attivita' dei consorzi.
Berlusconi teme di perdere ulteriore consenso. Lui, l'ideatore della politica liberista in Italia, il promotore del consumismo mediatico ma, al tempo stesso, soccorritore dei bisognosi, adesso deve far strigere ulteriormente la cinghia agli italiani.
Il sogno e' finito. La crisi economica ha livellato (in basso) il ceto medio, divenuto in questi ultimi due anni molto piu' povero. La teorizzazione dell'eldorado Italia, la propagazione artificiale e mistificata dell'ottimismo a tutti costi, ha esaurito il suo slancio, frantumandosi sotto i colpi di una dura realta', fatta di numeri e cifre incontrovertibili che ridimensionano e rendono quasi imbarazzante il berlusconismo nel suo insieme.
Il PDL, e' stato anche battezzato il partito dell'amore.
Agli italiani forse, e' rimasto solo tale sentimento, visto che il "pane" e la "fantasia" davvero scarseggiano...


giovedì 20 maggio 2010

DIMISSIONI DI ZINZI: A CASERTA LA POLITICA E' MORTA

Non ci sono parole. Anzi, una fa sentire il suo assordante rimbombo: vergogna.
Il Presidente della provincia di Caserta, Domenico Zinzi, gia' senatore della Repubblica, in forza all'UDC, rassegna le dimissioni, a meno di due mesi dalle elezioni amministrative.
Troppo forti le lotte intestine tra i due partiti di maggioranza locale, il PDL e l'UDC, appunto.
Da queste parti, il PDL ha un nome ed un cognome: Nicola Cosentino.
Il Sottosegretario, prima dimessosi dalle sue cariche, sia parlamentari che di coordinatore regionale del PDL, in netta polemica con il governo centrale, contro la richiesta di Casini di imporre Zinzi in Terra di Lavoro, quale contropartita politica all'appoggio di Caldoro alla Regione, fa sentire notevolmente il suo peso e la sua autorevolezza, portando al logorio il neo-presidente della provincia, condizionandone le decisioni in merito al varo della nuova giunta, cercando di imporre a sua volta, uomini a lui vicini, determinando quindi, una situazione di empasse.
Zinzi ha lamentato gia' all'indomani del suo insediamento da Presidente, di non avere le mani libere, per poter scegliere in completa autonomia uomini di qualita' per la guida della provincia, un territorio che da troppo tempo aspetta una svolta, un rilancio concreto a 360°.
Ancora un volta si e' potuto dimostrare che da queste parti piu' che altrove, le logiche clientelari e la spartizione del potere fine a se stesso, sono la norma.
Se a livello nazionale, la politica sta vivendo una fase di forte crisi, nel territorio casertano, stiamo allo sfascio totale.
A volte in modo sferzante, si usa affermare: i cittadini si meritano i politici che si scelgono. Nel caso della Provincia di Caserta, si puo' convenire a questo punto, che l'amministrazione del territorio, puo' essere garantita solo dai Commissari.
Zinzi ha lanciato un segnale forte ma, adesso a pagarne le conseguenze, sara' la cittadinanza.
La paralisi amministrativa portera' nel breve, conseguenze drammatiche per un territorio gia' stremato ed evocato a livello mondiale, esclusivamente per le sue nefandezze.
Con questo ultimo colpo di scena, si puo' senza dubbio affermare che a Caserta, la politica e' morta.





lunedì 17 maggio 2010

UNITA' D'ITALIA: ARTEFATTO SENTIMENTO NAZIONALISTA

Sono iniziati i festeggiamenti per il centocinquantesimo anniversario dell'unita' d'Italia.
Ma oggi, noi cittadini italiani, su che cosa siamo veramente uniti?
Il Paese e' in una fase di grossa crisi economica, politica e istituzionale.
Nei prossimi mesi, e' attesa una manovra correttiva tutta lacrime e sangue, contro lo spauracchio di un possibile contagio del crac avvenuto in Grecia. In tempi di vacche magre, le politiche liberiste vanno a farsi benedire. Bisogna trovare soldi ed in fretta. I vituperati sistemi social-comunisti di tassazione profonda e capillare, saranno i medesimi applicati dal governo Berlusconi che, contro l'aumento delle tasse, ha basato tutte le sue campagne elettorali. La "vacca" e' stata munta fino all'osso. Di latte non ne esce piu', bisogna correre ai ripari.
A livello politico, il Paese e' ancor piu' spaccato.
Il maggior partito nazionale, maggioranza di Governo, vive un momento di grossa incertezza. Gli scandali lo sommergono nuovamente, in modo imbarazzante, facendogli perdere credibilita' e consenso. La spaccatura tra l'ala forzista e quella alleanzina, erode nel suo insieme il partito, lo rende meno agile e coeso nelle sue decisioni, piu' vulnerabile agli attacchi dell'opposizione.
A sua volta, il partito di Bersani, e' in crisi di identita', distante dalla gente e dagli interessi delle classi deboli, sempre piu' sfiduciate da questa politica. Non e' un caso che la percentuale di astensionismo cresca in modo costante.
Al nord, la Lega dilaga, ma resta un partito territoriale, con la maggioranza assoluta nel solo Veneto. Le sue spinte secessioniste, di certo non cementano questo artefatto spirito di unita' nazionale, non avvertito comunque, anche nel resto del Paese, specie nel profondo sud, dove si combattono le mafie ma non il degrado, l'arretratezza, ne' la distanza dal resto del Paese.
A livello istituzionale poi, negli ultimi mesi, piu' volte si e' assistito a scontri fratricidi tra le varie cariche dello Stato, una contrapposizione spesso rovente che alla fine ha portato ad un indebolimento generale delle stesse, agli occhi dei cittadini.
Sono attese riforme (chissa' quando si faranno) di rinnovamento costituzionale. C'e' chi si ispira al modello francese, chi a quello tedesco. Nessuno si domanda se il nostro non funziona a causa delle sue regole o per l'incapacita', la negligenza, la condotta, la morale e la scelleratezza dei suoi rappresentanti.
A giugno inizieranno i mondiali di calcio. Per circa un mese ci sentiremo tutti uniti (tranne alcune eccezioni) dal tricolore. Spentisi i riflettori in Sudafrica, gli unici "sentimenti" realmente condivisi, saranno l'avversione nei confronti di questa politica e i portafogli che, nel frattempo, diventeranno piu' leggeri.


venerdì 14 maggio 2010

MARIARCA TERRACCIANO: MUORE L'INFERMIERA CORAGGIO

Mariarca Terracciano, non ce l'ha fatta. E' morta l'infermiera coraggio dell'ospedale San Paolo di Napoli.
La donna quarantaquattrenne, sposata e madre di due figli di 10 e 4 anni, protestava contro la sospensione provvisoria del pagamento degli stipendi, da parte dell'Asl di Napoli (la sanita' regionale e' al collasso, la nuova giunta di Caldoro, tagliera' personale, posti letto ed aumentera' le tasse procapite).
L'infermiera aveva inscenato uno sciopero della fame, congiuntamente ad un prelievo di 150 ml di sangue giornaliero. Mentre i suoi colleghi dimostravano per le strade o facevano sentire le loro grida di malcontento dai tetti del nosocomio, Mariarca compiva questa forma estrema di protesta, silente ma fortemente simbolica.
Il suo obiettivo era quello di far scattare una scintilla nel sindacato (da lei considerato troppo distante dalle esigenze dei lavoratori), una scossa di orgoglio in tutti coloro i quali sono vittime di abusi nel mondo del lavoro.
L'infermiera affermava: lo stipendio e' un diritto, un'esigenza irrinunciabile per chi deve crescere dei figli ed onorare un mutuo.
La protesta era iniziata il 22 aprile. Il 2 maggio il suo sfogo era finito anche in rete, su youtube. Il 10 maggio, mentre era al lavoro, si sentiva male, divenmtava cianotica, perdeva conoscenza.
Ieri mattina il suo cuore si e' fermato. Lascia il marito, due figli e tanti colleghi sgomenti.
L'Asl ha ripreso a pagare gli stipendi, non piu' quello di Mariarca Terracciano.

mercoledì 12 maggio 2010

PRESENZA AMERICANA FONDAMENTALE NEL MEDITERRANEO

E' corsa voce, tramite spifferi della CNN che gli Stati Uniti, vogliano smobilitare o quanto meno ridurre, la base Nato a Napoli, sede del comando alleato.
Il contingente americano e' presente in Campania, anche nella base di supporto logistico di Gricignano (Ce) dove vive la maggior parte dei militari, in quella presso il Lago Patria (Na), e nell'avellinese, con una stazione di telecomunicazioni.
Questa volta non e' ne' la criminalita' diffusa, ne' tanto meno l'inquinamento ambientale a scoraggiare il contingente americano.
Si tratta piuttosto di tagli di bilancio che il Governo centrale vorrebbe apportare alla difesa, nel caso specifico alla Marina (Navy). Secondo il Ministro della Difesa, Robert Gates, la flotta americana, (la cui composizione e' superiore a quella di tutti i paesi alleati messi insieme) e' ulteriormente aumentata a dismisura dopo l'11 settembre. Cio', di fatto, arreca un considerevole dispendio alle casse centrali.
Il Governo centrale smentisce tali indiscrezioni. A Napoli tutti temono l'allontanamento delle truppe alleate, per l'indotto che indirettamente gli americani portano in regione. Dopo lo smantellamento dell'insediamento presente nell'isola della Maddalena in Sardegna, sarebbe davvero un peccato perdere la presenza americana all'ombra del Vesuvio.
Una cosa e' certa. Dopo che Obama ha rinunciato all'installazione di missili intercettori da realizzare in basi di terra nell'est europeo, così come era nei piani del suo predecessore, Bush, la difesa dello spazio aereo da potenziali attacchi nucleari nemici, deve avvenire tramite missili lanciati da postazioni mobili. Per far cio' le portarei e i sottomarini americani presenti nel mediterraneo sono fondamentali, per non dire indispensabili. I vettori piu' indicati al caso, sono proprio quelli della VI flotta, cioe' quelli agli ordini della base di Napoli.



venerdì 7 maggio 2010

BERLUSCONI, ANCORA TRE ANNI?

Berlusconi dovrebbe governare ancora tre anni? Voi ne siete sicuri? Il condizionale 'e d'obbligo, vista la piega che sta prendendo questo Governo, sempre piu' sfibrato nel suo insieme e sottoposto ad una ininterrotta spirale d'inchieste che coinvolge molti dei suoi maggiori esponenti.
Ma c'e' qualcosa che sta cambiando. In molti hanno preso atto che questa maggioranza nonostante i suoi ampi numeri, non possiede uno spirito unitario nelle sue decisioni, divisa com'e', tra le spinte separatiste della Lega, il nostalgico sentimentalismo nazionalista dell'ala finiana, l'eccessiva ricerca di libertinismo riformatore da parte degli ex uomini di FI.
Anche la perdurante crisi economico-finanziaria, non aiuta una forza di Governo che ha sempre demonizzato il rigore ed il sacrificio tributario dei cittadini, come metodo di intervento programmatico. Ma i numeri di questa crisi sono inequivocabili. I conti non tornano. Con essi va a farsi benedire, qualsiasi forma di programmazione. Finite le elezioni, vanno in soffitta anche gli spot elettorali. Rimane stridente, la cruda realta'.
L'idea del berlusconismo come filosofia di vita legata al benessere, alla crescita, allo sviluppo in chiave di puro liberismo e' svanita di pari passo al dissolversi di un sistema economico rivelatosi fortemente fragile e palesemente artefatto. La politica come un'azienda, quando queste chiudono, non funziona piu'.
Anche a livello internazionale, qualcosa e' mutato. Molti non ne parlano, ma la storica amicizia tra USA e Italia ( da molti giudicata una sorta di sudditanza del nostro paese) si e' incrinata. Sono finiti i tempi delle grigliate nella fattoria dei Bush dove il nostro Presidente del Consiglio era immortalato con tanto di cappello da cow-boy. Molti dimenticano l'aperto schierarsi di Berlusconi per il candidato repubblicano McCain, nella corsa alla Casa Bianca.
Ultimamente e' il colbacco il copricapo piu' usato dal Premier, il quale intervalla le visite nella dacia di Putin appunto, con quelle nella tenda del colonnello Gheddafi, dittatore antiamericano.
L'Italia e' stata sempre per la sua posizione strategica nel mediterraneo e per il suo storico ruolo nell'Unione Europea, un'importante e fedele alleato americano, nonche' un estrenuo sostenitore delle politiche filo-atlantiche.
Oggi pero' c'e' l'euro. Siamo tutti nella stessa barca. Se non si rema insieme, si affonda.
Il mare agitato intorno alla nave Europa, forse non dispiace agli americani che, dalla nascita dell'euro, hanno visto progressivamente indebolirsi, sino a queste ultime settimane, la loro moneta.
Se c'e' instabilita' a loro non dispiace. Questa instabilita' puo' essere economica come nel caso della Grecia ed in parte della Spagna e del Portogallo.
Puo' essere anche politica. Paesi con governi fragili, litigiosi e spesso alle urne, di certo non danno stabilita' al sistema Europa.
All'uomo "giovane, bello e abbronzato" che Berlusconi abbia problemi, di certo non dispiace.




mercoledì 5 maggio 2010

POLITICA E CORRUZIONE: LEGAME IMMUTABILE

Mentre dal mondo apprendiamo che si e' rischiata una strage a New York, che nel golfo del Messico una marea di petrolio grande quanto mezzo mare adriatico sta provocando uno dei maggiori disastri ambientali della storia, che la bancarotta della Grecia purtroppo produce i primi morti per una serie di scontri avvenuti nel paese ellenico, in Italia continuano a tenere banco notizie di politici corrotti o corruttori, di continue spaccature all'interno della maggioranza, in un contesto sociale di vera e propria fibrillazione, per un'economia che in nessun modo scorge un barlume di ripresa.
I cittadini sono stanchi, rassegnati ormai dall' andazzo nauseabondo di questa politica, fatto di promesse mai mantenute, di proclami annunciati e mai realizzati, di perenni spot elettorali sputati sul viso di una popolazione presa in giro da troppo tempo.
Dovevano iniziare queste benedette riforme condivise. Il paese invece, si trascina nei suoi paradossi, nella sua lentezza decisionale, nei suoi sterili scontri intestini. Anche le celebrazioni per l'unita' d'Italia, di certo non avvertita tra la popolazione, si stanno trasformando in un'occasione di duro scontro e contrapposizione nella maggioranza.
Una costante pare immutabile: il legame tra politica e corruzione. Ultimi solo in ordine di tempo, i casi Verdini, Ciarrapico e Scajola. Una nuova tangentopoli per molti sembra improponobile. All'inizio degli anni 90 i partiti si arrichivano illecitamente. Oggi, in modo sfacciato, lo fanno i loro rappresentanti.
Di certo l'Italia resta un paese con una classe dirigente fortemente truffaldina e con una condotta etico-morale, davvero pietosa.
Nel frattempo l'economia non decolla, anzi. La disoccupazione cresce, così come il debito publico.
Per il momento le casse dello Stato hanno messo fieno in cascina con il ritorno di 90 miliardi di euro, recuperati con lo scudo fiscale che ha permesso il riutilizzo di capitali di dubbia provenienza, tenuti in paradisi fiscali.
Ma questo salvadanaio, per quanto tempo sara' sufficiente?


lunedì 3 maggio 2010

TIFOSI LAZIALI: COMPORTAMENTO VERGOGNOSO

Ieri sera con mio figlio, guardavo la partita del posticipo tra la Lazio e l'Inter.
Nell'aria si avvertiva una strana sensazione di arrendevolezza da parte dei giocatori bianco-celesti. I loro acerrimi avversari della Roma si erano riportati in testa al campionato. Troppo era il rancore nei loro confronti e verso un'intera tifoseria capitolina di fede giallo-rossa.
Mai era immaginabile pero', che i supporter laziali inneggiassero a l'Inter, a Mourinho, unendosi ai cori dei supporters nero-azzurri presenti all'Olimpico.
Addirittura il portiere veniva fischiato quando si superava varie volte ad inizio gara, contro i ripetuti tentativi dei giocatori interisti di portarsi in vantaggio. I giocatori poi, non e' che si impegnassero piu' di tanto in campo, giocando al piccolo trotto, senza infierire.
Di certo, non e' stata una bella domenica di calcio. Si parla di campionati falsati, di calciopoli, moggiopoli e quant'altro. Quella di ieri, voi come la considerate, premettendo che gli stessi giocatori laziali sono stati minacciati dai loro sostenitori, affinche' tenessero in campo, un atteggiamento morbido o per meglio dire, rinunciatario? Verranno presi provvedimenti disciplinari? La lega calcio, cosa dice? Senza dubbio e' stata una vergognosa pagina di sport.
Mio figlio mi chiedeva: papa' perche' i tifosi della Lazio, fischiamo il loro portiere? E aggiungeva, dopo il primo gol interista: papa' perche' applaudono al gol di Samuel?
Come spiegare ad un bimbo di 8 anni, cosa e' l'odio tra le tifoserie, un rancore così profondo che porta a tifare contro la propria squadra del cuore?
Si parla tanto di comportamenti esemplari, di condotte sportive da tenere dentro e fuori degli stadi.
Penso che questo episodio sia ben piu' grave anche degli stessi atti teppistici che avvengono spesso durante le partite di calcio. In quei casi appunto, i responsabili (spesso veri e propri criminali con precedenti penali) sono delinquenti che non hanno niente a che fare con lo sport.
Ieri, a tenere questo comportamento così vile, sono stati gli stessi supporters che, per una sera, hanno gioito della sconfitta della propria squadra.
Quale esempio hanno dato ai giovani che si avvicinano a questo sport o che vorebbero andare allo stadio per seguire la propria squadra del cuore?


mercoledì 28 aprile 2010

ATTENZIONE AL VENTO DI "GRECALE"

La crisi economica greca, fa sentire le sue ripercussioni a livello europeo.
La mastodontica ma, al tempo stesso, fragile macchina comunitaria, mostra tutti i suoi limiti ed il suo imbarazzo nel fronteggiare il disastro economico del paese ellenico.
La Comunita' Europea resta un'unione di paesi legati soltanto da una moneta unica ma senza uno spirito di coesione condiviso e, soprattutto, senza un serio organo di controllo e di conseguente intervento sanzionatorio. Nei momenti di crisi poi, inevitabilmente, emergono distintamente gli egoistici separatismi nazionalistici, dove si cerca di tirar acqua al proprio mulino, privilegiando gli interessi del momento ( il caso delle elezioni in Germania).
L'UE e' un complesso coacervo di leggi, leggine, regolamenti, protocolli e quant'altro, che rende dura la vita ai suoi cittadini, gia' imprigionati ( specie in Italia) dalla lentezza burocratica degli stati di appartenenza.
Al freddo, rigido, canonico protocollo comunitario, spesso si contrappone la soave leggerezza e la sfrontata superficialita' dei singoli stati membri che presentano bilanci gonfiati, prospettive di crescita irrealizzabili, iniezioni di fiducia fin troppo ottimistiche. Poi, d'improvviso, (il caso della Grecia e' emblematico ) ci si sveglia dal sogno (anni or sono anche la Spagna era un modello) si aprono gli occhi e ci si ritrova nel pieno di un crac economico, con le solite ed inevitabili speculazioni finanziarie che rischiano di propagare "l'incendio".
Anche nel nostro paese, si sente parlare di crescita ma i problemi restano, celati con una sapiente maestria attraverso una propaganda "tele-governativa" la cui regia, irradia ad iosa, rosee prospettive di sviluppo e di definitiva uscita dalla crisi.
Nel frattempo, le tarriffe aumentano, i precari e i cassintegrati restano.
Oggi sono in auge i discorsi sulle correnti ( scissione all'interno del PDL).
Speriamo che nel breve, non soffino freddi venti di "grecale"...

lunedì 26 aprile 2010

UN'ALTRA STAGIONE BALNEARE A RISCHIO

Giorni or sono, a livello di cronaca campana (non mi sembra a livello nazionale) sono passate le immagini desolanti dell'ennesimo scempio perpetuato nelle acque dei Regi Lagni, il sistema di canalizzazione realizzato in epoca borbonica che ancora oggi, raccoglie e indirizza tutti gli scoli delle acque nere, reflue e piovane delle campagne tra le province di Napoli e Caserta.
Purtroppo, molto spesso questi canali vengono adoperati per sversare materiale di ogni genere, sia solido che liquido, altamente tossico ed inquinante, con il risultato che i depuratori alla foce vanno in tilt, non riuscendo a filtrare l'enorme quantita' di materiale in entrata, con il conseguente ed inevitabile inquinamento dell'acqua del mare, dove arriva a fine tragitto, questa ingente quantita' di scarti di lavorazione agricola ed industriale.
Ormai a poche settimane dall'inizio della stagione balneare, pare che i vecchi problemi non siano stati superati ma, anzi, si presentino con maggior virulenza, compremettendo con ogni probabilita' l'attivita' commerciale di tanti imprenditori del litorale domizio che gia' nella passata stagione, dovettero fronteggiare loro malgrado, perdite davvero considerevoli, per una vera e propria fuga dei bagnanti dalle spiagge.
Se lo scempio accaduto nell'isola di Capri sempre nel 2009, puo' definirsi un caso isolato seppur gravisssimo, quello della balneabilita' del litorale domizio, resta ahime', davvero un'incognita.
Come scrissi gia' nell'estate del 2008, per molti da queste parti, il mare resta solo un miraggio.

venerdì 23 aprile 2010

LA TEMPESTA E' APPENA INIZIATA

Dallo scontro tra Berlusconi e Fini, oggi abbiamo una sola certezza: il PDL e' piu' debole di prima.
Nel contempo, la Lega, prezioso alleato, uscita gia' vincitrice alle ultime elezioni regionali, vede cementarsi ulteriormente la sua leadership, nel settentrione.
Ma la Lega e' un alleato appunto, non e' parte integrante del PDL. La Lega ha una forte connotazione territoriale, una indiscussa autonomia decisionale e soprattutto un'infinita indipendenza dal centralismo romano, del quale ha carpito tuttavia, gli infiniti vantaggi (Roma non e' piu' ladrona da quando tanti parlamentari leghisti hanno le loro chiappe sugli scranni di Montecitorio).
In virtu' di questa sua particolare forza che potremmo definire trasversale alla politica, per assurdo il partito di Bossi potrebbe in ogni momento, tendere la mano anche all'attuale opposizione, sempre nell 'ottica della buona e solida amministrazione del territorio padano. Berlusconi ne e' consapevole ed al tempo stesso preoccupato. Ma lui purtroppo, e' abituato a comandare, non a mediare o concertare le diverse anime di un partito che considera sempre piu' come uno strumento per attuare il suo decisionismo personalistico.
Fini, ha avuto il merito o almeno il coraggio (un po' in ritardo) di evidenziare tale propensione del Premier o se vogliamo, la deriva populista assunta dal PDL, sempre piu' partito del padrone, dove si sta allineati al volere del numero uno, senza confronto, ne' dialettica interna, come accade invece, a tuttti igrossi partiti liberali europei.
Berlusconi, da tempo ha perso Casini (per ritrovarselo alleato secondo logiche utilitariste).
Oggi perde Fini e la sua piccola (al momento) corrente, ma sappiamo come in Italia sia molto rapido cambiare casacca a seconda della convenienza, delle circostanze o del tornaconto.
Il Paese vive un brutto momento. La tempesta e' appena iniziata, non sappiamo quanto durera'. Di certo, siamo consapevoli che la politica italiana, e' alla deriva. Se questo doveva essere il periodo per dare inizio a riforme condivise, possiamo affermare che si e' trattato di un'alba infernale.
La maggioranza e' spaccata, incendiata da sterili personalismi, divisa sulle principali linee programmatiche.
L'opposizione e' quasi inesistente, a sua volta frantumata al suo interno, nella perenne e spasmodica ricerca di un nuovo leader.
Anche le Istituzioni, perdono parte della loro responabilita', del loro prestigio e della loro autorevolezza, diventando strumento di ingerenza politica ed affievolendo l'intrinseca prerogativa di organo super partes.
La piazza e' fortemente influensabile dai nuovi tribuni della rete che gettano altra benzina sul fuoco, arroventando il clima dello scontro.
Se a questo aggiungiamo che la crisi economica non e' stata superata affatto e che continua ad insistere un pesante clima di insofferenza sociale, possiamo purtroppo affermare che oggi, ci sono tutti i presupposti per rivivere un periodo buio che speravamo esserci messo alle spalle.

giovedì 22 aprile 2010

COMPLEANNO (43) IN PIENO RELAX

Oggi e' il mio compleanno, 43 primavere. Un cielo terso e tanto sole hanno fatto da contorno a questa giornata in cui mi sono concesso tante "coccole" in pieno relax. Per fortuna e' capitato in un giorno feriale e non nel weekend, dove sarei stato impegnato con il mio lavoro.
Stamane ho giocato un'ora a tennis, al circolo vicino casa, a Napoli. Ho ripreso a giocare dopo tantissimi anni (prima giocavo sempre a calcio) e piu' gioco e piu' mi diverto. Il mio livello e' amatoriale ma me la cavo abbastanza. Questa mattina mi sono allenato con la maestra, per perfezionare alcuni colpi.
Poi verso mezzogiorno mi sono trattenuto al bar del parco dove abito, offrendo (era d'obbligo) un po' di aperitivi ad amici. Chiaramente si e' parlato di calcio (l'ennesima sfuriata di Balotelli) e politica (lo scontro tra Berlusconi e Fini), i soliti discorsi da bar.
Dopo un pranzo veloce con mia moglie (i bambini escono da scuola alle 15,00) nel pomeriggio usciro' in moto per recarmi in azienda. Daro' da mangiare alle galline, alle oche ed alle caprette, innaffiero' le fioriere, mi concedero' una tazzina di caffe', godendomi la quiete del mio giardino.
L'agriturismo dista 28 km dalla mia abitazione, una distanza piacevole da percorrere con la mia KTM.
Stasera concludero' la giornata andando con l'intera famiglia in pizzeria. I miei bambini, Giuseppe 8 ed Enrico 4, vedono poco il loro papa'. E' l'occasione buona, per stare tutti insieme in piena tranquillita'.

mercoledì 21 aprile 2010

UDEUR: DESTRA O SINISTRA, L'IMPORTANTE E' GOVERNARE

Tutti i riflettori della politica italiana sono puntati sullo scontro tra Berlusconi e Fini, in cui la contrapposizione tra le liste dei colonelli, i presunti o concreti tradimenti, le annuciate o ritirate imboscate, la possibile nascita di nuove correnti, sono il condimento di questa insalata russa o se vogliamo di questa insipida minestra riscaldata, in cui si e' trasformata la politica italiana.
Nel frattempo, sfugge agli occhi dei commentatori nazionali, cio' che sta succendendo qui in Campania.
L'Udeur, il piccolo ma sempre determinante partito dei coniugi Mastella da Ceppaloni (il marito Clemente neo-parlamentare europeo passato al PDL, la moglie, Sandra Lonardo, ex Presidente del Consiglio Regionale retto da Bassolino, "esiliata" a Roma ma rieletta al Consiglio Regionale questa volta nella fila del centro-destra) ancora una volta fa sentire il suo peso nelle decisioni politiche locali.
A Napoli, appoggia il centro-sinistra (alla regione e' stato prezioso il suo contributo all'elezione del candidato di centro-destra, Caldoro) e salva ancora una volta (l'ennesima) il Sindaco Iervolino, in grande difficolta' alla votazione del bilancio annuale.
Se Fini, dall'alto della sua carica, per far sentire il suo peso all' interno della prima forza politca nazionale di cui e' co-fondatore, viene additato di trasformismo, possiamo dire che Mastella passa da sinistra a destra e viceversa, con la stessa cadenza dei ritocchi di una campana, intorno alla quale ha edificato il suo grande, solido, imponente campanile politico.

domenica 18 aprile 2010

I RIPENSAMENTI (TARDIVI) DI FINI

Chissa' cosa succedera' in merito allo strappo del Presidente della Camera, Fini. Vedremo in settimana. Sicuramente sara' incrinata la credibilita' del Governo e limitata la capacita' decisionale dell'esecutivo, con gravi ripercussioni in ordine alle riforme .
In ogni caso, qualche analisi va fatta.
L'errore di Fini non e' stato quello di aver capito, forse in ritardo, che il suo spazio nel PDL e' alquanto limitato.
Il suo principale errore, e' stato quello di farvene parte, buttando all'aria il progetto di Alleanza Nazionale, vera forma moderna di destra europeista.
Fini ha preso in giro milioni di elettori di destra, traghettandoli nel partito del padrone, sedendosi allo stesso tavolo degli ex-democristiani, diventando sostenitore di tutti quegli amici di Craxi che per anni combatte' senza sosta, alleato con gente che si illude di masticare politica soltando riempendosi la bocca di spot berlusconiani ( Lupi e Bondi mi sembrano l'esempio piu' adatto) ma che potrebbe soltanto tenere adunati, sparuti gruppettti di anziani negli oratori.
Di quella politica affarista, clientelare, massonica, piduista, attaccata alle poltrone ed al potere, collusa con le banche, spesso imparentata, pervasa e permeata con personaggi di losca provenienza, contro la quale la destra per anni alimentava le sue battaglie, riempiendo le piazze di contenuti e valori in modo spontaneo e non attraverso i richiami schizzofrenici messi in rete da giullari o da finti impegnati intellettuali radical-chic. Fini, oggi, di quella politica ne e' diventato suo malgrado, un protagonista.
Quello che lui, forse non ha ancora compreso, e' che lo scioglimento di Alleanza Nazionale, in pratica, ha consegnato in modo definitivo milioni di voti nelle mani di Berlusconi, il quale ha diviso il prezioso bottino con i suoi amici leghisti. Da parte loro, gli esponenti del carroccio, si sono tenuti ben alla larga da qualsiasi ipotesi di fusione a freddo con il partito del signore delle televisioni, difendendo a denti stretti la loro identita' e la propria autonomia, le loro primordiali propensioni separatiste.
Agli uomini di Bossi, cosa puo' fregarne se la Fiat a Pomigliano o Termini Imerese chiude i battenti? O se nei maggiori ospedali del sud, e' abitudine divenuta ormai regola, visitare gli ammalati nelle corsie, lasciandoli per giorni sulle barelle o che i pomodorini del "pennolo" delle campagne campane o siciliane, siano venduti a 10 centesimi al chilo?
Se poi un popolo (cieco, stolto ed indottrinato) immagina che con la costruzione del Ponte sullo Stretto, tutti i gap del meridione siano definitivamente eliminati, e' giusto che Berlusconi affermi che i cittadini (tele-guidati) siano con lui.
Il sud nel breve rischia la desertificazione. Mettere in galera centinaia di boss, sequestrare ingenti ricchezze alle mafie e non creare contemporaneamente valide alternative di crescita e sviluppo sostenibile, vuol significare abbandonare una fetta d' Italia, al suo destino.
Con la nascita del PDL, nel nostro Paese, una destra social-nazionale, non esiste piu.
Fini l'ha intuito, ma ormai, e' troppo tardi.

giovedì 15 aprile 2010

FINI, CAVALLO DI TROIA

Questa volta pare che lo strappo sia stato piu' violento. Fini, nell'incontro di oggi con Berlusconi a Montecitorio, ha dichiarato di voler formare dei propri gruppi autonomi in Parlamento, qualora Berlusconi assecondi passivamente i dictat della Lega. Secca la risposta del Premier, che invita il Presidente della Camera a dimettersi. Se cio' accadra', possiamo parlare tranquillamente di crisi conclamata ma non inaspettata.
Da tempo infatti, gli ex-alleanzini, cercano di trovare un proprio spazio all'interno del PDL, partito troppo incentrato sulla straripante leadership del Premier, un movimento politico divenuto grande partito contenitore di potere e consenso, ma imprescindibilmente tenuto insieme (ed e' questa il suo limite e la sua debolezza) dal carisma incontrastato e dalla forza tele-mediatica del suo fondatore.
All'indomani del successo della Lega alle regionali che di fatto, conferisce al partito di Bossi una incondizionata forza autonoma territoriale, a prescindere dall'alleanza con Berlusconi, Fini avra' intuito che il suo ruolo e la sua corrente iniziano ad avere un ruolo decisamente secondario tra le forze di maggioranza. Da qui le varie iniziative succedutesi nel tempo, come quella della creazione di format culturali, fondazioni quali Fare Futuro e l'ultima nata, Generazione Italia.
Tali aggregatori politico-culturali hanno posto le basi per la creazione di un Fini pensiero, libero dai condizionamenti e dalle influenze berlusconiane e soprattutto non condizionato dalle sue disavventure giudiziarie.
Se da un lato infatti, la Lega e' un soggetto politico indipendente che, per assurdo, un domani potrebbe sedersi ad un tavolo anche con le attuali forze di opposizione, la parte minoritaria del PDL, cioe' gli alleanzini, sono fin troppo condizionati dalla tenuta del Premier che si presume non essere eterna.
Se poi consideriamo che la forza della corrente Finiana al sud e' stata sempre decisiva nelle vittorie prima del centro-destra e adesso del PDL, possiamo tranquillamente ipotizzare che Fini si e' stancato ormai di essere relegato al ruolo di eterno secondo. Se il Presidente della Camera ( a questo punto sarebbero coerenti le sue dimissioni) resta sulle proprie leggittime posizioni, si andra' alla rottura, quindi ad una crisi aperta, con possibili elezioni nel breve periodo.
Laddove la pochezza ed il peso etereo ed evanescente del PD non sono riusciti ad incrinare la straripante forza della maggioranza, forse ci riuscira' Fini, trasformatosi in cavallo di Troia per la destra di governo.


martedì 13 aprile 2010

IL VATICANO RIABILITA I BEATLES. CALCOLO O COINCIDENZA?

Dopo oltre quaranta anni dal loro definitivo scioglimento, la Santa Sede riabilita i Beatles, riconoscendo il valore artistico assoluto del gruppo. Meglio tardi che mai. Strana coincidenza pero', visto il periodo non proprio roseo in cui e' precipitata la Chiesa.
Il famoso gruppo di Liverpool cambio' il costume dell'epoca, diventando da quel momento, un punto di riferimento imprescindibile per tutti i musicisti che da li in avanti, si avvicinarono a questo mondo.
La loro notorieta' non ha eguali al mondo. La loro arte e il contributo che diedero alla propria nazione, consentì loro di ricevere il titolo di baronetti da sua Maesta', Queen Elizabeth.
La musica che hanno lasciato ai posteri, rimane una testimonianza duratura e rappresentativa per tutto il genere cosidetto "popolare".
I Beatles, da subito, divennero leggenda, vere e proprie icone viventi.
Eppure il loro genere, il loro modo rivoluzionario di approcciarsi con il mondo esterno, la loro nuova forma di comunicazione verso le nuove generazioni dell'epoca, non piacquero alla Chiesa.
Il rapporto si incrino' definitivamente quando John Lennon dichiaro' che la loro fama e la straripante notorieta' a cui giunsero, era superiore a quella di Gesu' Cristo.
Apriti cielo. Furono considerati, spacconi, disinibiti, blasfemi, dei veri e propri artisti satanici, esempi negativi da evitare e condannare.
A distanza di tanto tempo, questa "riabilitazione ecumenica", non viene di certo accolta con entusiasmo da uno dei due artisti ancora in vita, Ringo Starr. Il batterista afferma: "I couldn't care less" che tradotto sta per " non me ne potrebbe fregare di meno".
Concordo con l'artista. La Santa Sede, mai come in questo momento, ha dell'altro a cui pensare.
Io preferisco girarvi 2 tra le tantissime "opere d'arte" che i Beatles, hanno donato all'umanita': Let it be ,
Yesterday
Buon ascolto!




sabato 10 aprile 2010

PROVINCIA DI NAPOLI: UN'AUTISTA AL BILANCIO

In Italia tutti adesso parlano di riforme, di modelli costituzionali da cambiare, di ricerca di un clima di coesione condivisa foriero di un rinnovamento istituzionale.
In molti convergono nel sottolineare ad esempio, l'inutilita' delle province, enti che hanno scarso potere decisionale e che costano tantissimo ai contribuenti.
Qui a Napoli invece, pare che la provincia sia diventata l'ennesino strumento di gestione politico clientelare, a dimostrazione che non era solo Bassolino, da poco defenestrato, a gestire la cosa pubblica per allargare il suo potere. L'ente provinciale, dal suo recente riassetto avvenuto lo scorso anno, ha legiferato davvero poco. Il neo Presidente Cesaro infatti, e' anche un parlamentare e quasi sempre diserta l'aula per i suoi impegni romani.
Pero', quasi per incanto o se vogliamo per un miracolo pasquale, nella pratica con un vero e proprio blitz, e' stato nominato come assessore al bilancio, il suo autista, Armando Cascio, il quale possiede quanto meno, il diploma di ragioneria.
Da queste parti, piu' che altrove, c'e' il rischio che lo slogan berlusconiano della politica del fare(quel che ci pare) diventi non un volano di crescita ma una zavorra di definitivo sottosviluppo.

martedì 6 aprile 2010

PASQUA AD ARBUSTUM: UNA VERA "RESURREZIONE"

Grande affluenza per il ponte di Pasqua nel mio agriturismo. Nonostante il tempo non proprio perfetto ( domenica e' piovuto per circa un'ora, lunedì insisteva un forte vento in una giornata di sole), ho registrato il tutto esaurito.
Tanti clienti, tra cui tantissimi napoletani, molti dei quali si affacciavano per la prima volta in azienda, avevano visto le immagini passate al Tg3 Campania il sabato precedente, all'interno del programma eno-gastronomico, " Antichi Sapori ", condotto dal giornalista Nicola Muccillo e molto seguito qui in regione.
Tutti si complimentavano e mi testimoniavano la loro stima, per aver dato con il mio agriturismo, un'immagine diversa del territorio, fin troppo demonizzato dai media, in modo univoco ed infamante.
Ho ricevuto tanti messaggi e telefonate di congratulazioni che mi hanno generato tanta soddisfazione.
Dopo anni di sacrifici, a volte di profonde delusioni, finalmente la mia azienda ha avuto la visibilita' che meritava.
Adesso mettero' in rete il video, per dare un'ulteriore risonanza a questo che per me, restera' un evento memorabile e che, ne sono certo, contribuira' a infondere tanto interesse e curiosita' per Arbustum.
Ringrazio dal profondo del cuore chi in questi anni mi ha sempre sostenuto, incoraggiandomi a non mollare, permettendomi di fronteggiare quel muro di oscurantismo e di diffidenza che ha coperto il territorio, soffocando in parte anche la mia attivita'.



giovedì 1 aprile 2010

L'ASTENSIONISMO NON VA INTERPRETATO MA RISPETTATO

Il vero vincitore delle ultime elezioni regionali, e' l'astensionismo. Oltre 15 milioni di elettori si e' tenuto a debita distanza dai seggi. Con il non voto, in tanti hanno espresso il loro dissenzo a questa politica ed ai suoi interpreti, spesso inermi replicanti senza anima, semplici marionette scelte ed adoperate come cassa di risonanza dai leader romani.
Tutti cercano ora di intercettare, interpretare, capire quale parte dell'elettorato ha deciso di non scegliere questi politici e i loro partiti. Analisti politici, sondagisti, esperti di statistica elettorale, cercano di cogliere il motivo di questa forma di disobbiedenza civica, di silenziosa ma vibrante protesta, di palese manifestazione di dissenso verso coloro i quali dovrebbero avere la responsabilita' di tenere a cuore le sorti del nostro paese, mirando al benessere collettivo ed al miglioramento generale della condizione di ciascuno.
Alcuni considerano gli elettori di centro-destra stanchi di essere rapprersentati da un leader populista che si e' trasformato in padrone del proprio libero arbitrio.
Altri vedono come gli elettori di centro-sinistra hanno perso da tempo la presenza di una guida carismatica, implodendo all'interno dei propri separatismi, tra correnti moderate, riformiste, radicali e dipietriste e venendo di fatto indeboliti poi, dal grillismo che, non essendo piu' un simpatico movimento di giullare protesta di piazza, ma vero partito politico, ha eroso consenso proprio a sinistra.
C'e' poi chi afferma che gli estremi da soli non contano e non avendo piu' rappresentativita' rimangono soltanto delle forze nostalgicamente romantiche ma prive di qualsiasi rilevanza concreta.
Se a questo quadro aggiungiamo che la condizione economica di tanti italiani e' peggiorata progressivamente in questi ultimi anni ( in aprile partira' un'altra raffica di aumenti per le famiglie) possiamo intuire come la politica, in questo preciso momento storico, con la sua assoluta distanza dai cittadini ( specie quelli refrattari all'indottrinamento telemediatico o internet-veicolato), con la sua sterile rissosita', sia vista semplicemente come un mastodontico contenitore vuoto, veicolo necessario ad accrescere esclusivamente il potere ed il consenso clientelare di pochi.
Chi non si e' recato alle urne, in questa che potremmo definire come elezioni del declinio, ha fatto una scelta precisa: non essere protagonista attivo di questa delicata fase oscurantista del nostro paese. Disertare le urne come espressione di dissenzo generale verso questi protagonisti, come "profilassi" di autodifesa della propria libera ed autonoma soggetivita'.
L'astensionismo quindi, non va interpretato, ma rispettato.