In quasi tutte le regioni, i candidati sono stati pressocche' indicati. In Campania, come era ipotizzabile, cio' non e' ancora accaduto. Il marasma e' notevole, l'incertezza anche.
Da un lato le conseguenze del caso Cosentino hanno imballato il PDL, dall'altro anche il PD - il cui organigramma e' stato completamente rinnovato - in vista del cambio della guardia a Palazzo Santa Lucia, si trova in un momento di stasi decisionale.
Come in tutta Italia, anche in Campania, non si conoscono ancora le mosse dell'UDC e di Pier ferdinando Casini, ne' quelle di Ciriaco De Mita, leader territoriale, anche se gia' in agosto, argomentavo da questo spazio, di prove generali di inciucio.
Tutti lo corteggiano, sapendo che sara' lui l'ago della bilancia in quasi tutte le 13 regioni che andranno al voto. Il PD sta facendo carte false pur di avere il partito di centro come alleato.
Casini quasi sicuramente dara' il suo appoggio in Puglia, al candidato del PD. Nel Lazio invece, appoggera' la Polverini che correrra' per il PDL, indicata come quasi sicura vincente. La Polverini a sua volta, ha voluto tra i futuri collaboratori, l'ex assessore regionale al turismo della Regione Campania, Claudio Velardi, uomo di D'Alema, anche lui traghettatosi sull'altra sponda.
A livello nazionale, Bersani vorrebbe tanto l'appoggio dell'ex democristiano, per trovare nuova linfa in un partito diventato piccolo, piccolo, perennemente sotto l'ingombrante e straripante pressione di Di Pietro.
Un ex democristiano tutto casa, chiesa e famiglia si alleera' con un ex comunista abortista.
Cio' da molti e' considerato trasformismo politico. Io lo definerei, semplicemente, opportunismo becero, nella miglior accezione Mastelliana, per intenderci.
Alle ultime elezioni, lo slogan dell'UDC recitato dal suo leader era: ne' a destra, ne' a sinistra, solo per l'Italia. Io aggiungerei: solo per la poltrona.
Da un lato le conseguenze del caso Cosentino hanno imballato il PDL, dall'altro anche il PD - il cui organigramma e' stato completamente rinnovato - in vista del cambio della guardia a Palazzo Santa Lucia, si trova in un momento di stasi decisionale.
Come in tutta Italia, anche in Campania, non si conoscono ancora le mosse dell'UDC e di Pier ferdinando Casini, ne' quelle di Ciriaco De Mita, leader territoriale, anche se gia' in agosto, argomentavo da questo spazio, di prove generali di inciucio.
Tutti lo corteggiano, sapendo che sara' lui l'ago della bilancia in quasi tutte le 13 regioni che andranno al voto. Il PD sta facendo carte false pur di avere il partito di centro come alleato.
Casini quasi sicuramente dara' il suo appoggio in Puglia, al candidato del PD. Nel Lazio invece, appoggera' la Polverini che correrra' per il PDL, indicata come quasi sicura vincente. La Polverini a sua volta, ha voluto tra i futuri collaboratori, l'ex assessore regionale al turismo della Regione Campania, Claudio Velardi, uomo di D'Alema, anche lui traghettatosi sull'altra sponda.
A livello nazionale, Bersani vorrebbe tanto l'appoggio dell'ex democristiano, per trovare nuova linfa in un partito diventato piccolo, piccolo, perennemente sotto l'ingombrante e straripante pressione di Di Pietro.
Un ex democristiano tutto casa, chiesa e famiglia si alleera' con un ex comunista abortista.
Cio' da molti e' considerato trasformismo politico. Io lo definerei, semplicemente, opportunismo becero, nella miglior accezione Mastelliana, per intenderci.
Alle ultime elezioni, lo slogan dell'UDC recitato dal suo leader era: ne' a destra, ne' a sinistra, solo per l'Italia. Io aggiungerei: solo per la poltrona.