lunedì 26 settembre 2011

IL NO DI BRUNETTA AI CERTIFICATI ANTIMAFIA: BOUTADE O ESCAMOTAGE?

Ne parlai gia' alcuni mesi or sono. La nostra economia, gia' fortemente compromessa dalla spirale di crisi internazionale, sotto minaccia costante da parte della speculazione, senza alcun segnale di ripresa nel breve e medio termine, deve fare i calcoli con una particolare contrazione tutta italiana, da tempo auspicata ma che, inevitabilmente, contribuisce a indebolire ulteriolmente il sistema.
Trattasi dell' indotto indiretto prodotto dalle mafie, economie che non conoscono crisi ma che, da un po' di tempo, devono fare i conti con le misure prese dal Governo che finalmente ha inferto duri colpi alle organizzazioni malavitose.
Come scrissi nel precedente post, se lo Stato non realizza forme di sviluppo alternativo, laddove realizza notevoli contrazioni a quello illegale, l'economia di quelle aree non puo' che tendere alla desertificazione.
In questa fase storica, chi materialmente avrebbe la capacita' e la solvibita' di poter vincere una gara pubblica?
Quando si chiude un cantiere in odore di mafia, un grande centro commerciale, una catena di ristoranti, quante persone oneste e laboriose che non hanno niente a che vedere con il titolare malavitoso, perdono il lavoro? Alla luce delle difficolta' del momento, da tempo si sa che oggi, solo le grandi organizzazioni mafiose avrebbero la disponibilita' finanziaria di potersi accollare grosse commesse, come ad esempio i lavori del prossimo Expo' di Milano.
Non intendo affatto mettermi dalla parte chi di opera nel malaffare. Ma la nostra economia oggi deve affrontare anche questo nuovo problema: convertire un sistema produttivo spesso gestito dalla malavita, in un'economia libera ed autonoma, retta soltanto da capitali puliti.
E' possibile? Non vorrei che le parole del Ministro Brunetta, in merito all'inutilita' dei certificati anti-mafia, fossero un escamotage per prolungare questa forma di economia dicotomica, dove a volte, la presenza di grosse quantita' di denaro, servono comunque e a prescindere dalla natura della loro provenienza.

giovedì 22 settembre 2011

VANNO FERMATI

La Lega abbandona ancora una volta la "forca", votando compatta' contro l'arresto di Milanese. In questa maniera, raggiunge subito due obiettivi: tiene ancora ben salde per un po', le sue chiappe sugli scranni romani e, al tempo stesso, mantiene in vita, continuandone il coma, l'attuale maggioranza. Indirettamente poi, evita il carcere ad un malfattore.
Si argomentera' che la scelta e' stata fatta per salvare il Governo in un momento particolarmente difficile per la nostra economia. E' stato in effetti, l'ennesimo escamotage strategico, la cinica e calcolata alchimia, per rimanere ancorati al comando, incuranti del baratro in cui stiamo finendo.
Siamo ormai imprigionati, dalla piu' totale schizzofrenia di due leader al crepuscolo: Berlusconi e Bossi.
Il Premier, dichiaratamente disimpegnato dal suo ruolo, schiavo dei sui vizi, ricattato dalla ridda dei suoi sciacalli. Il Senatur, acciaccato dai suoi guai fisici, indebolito nella sua leadership ma fermamente convinto nel dividere il nostro amato e vilipeso Paese.
Questi due individui vanno fermati, sono diventati troppo pericolosi e destabilizzanti per la Nazione. La loro cecita' verso il dramma che vive il Paese, la loro conclamata incapacita' di guidare la Nazione, la loro distanza siderale dai comuni cittadini, rende la loro permanenza al potere, una sorta di manifesta eversione.
Uomini e donne di buona volonta', specie quelli della loro appartenenza politica, dovrebbero compiere un gesto nobile e coraggioso: smarcarsi da tali impostori, isolare la loro azione, mettere fine a tale supplizio, allontanare questa minaccia.
Pensare che l'Italia debba essere guidata da questi due uomini fino al 2013, mette davvero i brividi.
Quando i leader di un paese, vengono accecati da delirio di onnipotenza, la democrazia finisce di esistere. Quando tale delirio, contamina una parte della popolazione, facendola uscire dalla realta' che la circonda, allora ogni cosa puo' succedere.
Chi da sempre, ha basato la sua politica sulla contrapposizione, lo scontro e la divisione materiale del Paese, non puo' che, in un momento di delicatissima incandescenza sociale, accentuare la sua inclinazione, gettando altra benzina sul fuoco.
Il Paese ha bisogno di coesione, unita', convergenza di intenti. Soprattutto necessita di calma sociale. Fin quando governeranno questi due uomini, ci sara' solo caos destabilizzante.

sabato 17 settembre 2011

CONDANNARE BERLUSCONI O SALVARE L'ITALIA?

Il voto in democrazia e' inappellabile, sovrano. Ci mancherebbe. Ma a volte, si puo' rimanere "democraticamente" imprigionati dalle proprie scelte.
Quando chi, detenendo il potere, lo usa a suo piacimento, ledendo i diritti e le esigenze della collettivita', anteponendo i privilegi della propria casta a quelli del Paese, allora costui trasforma l'urna da luogo di espressione dell' autonoma liberta' dei singoli, a strumento di limitazione della stessa.
Per molti popoli, il voto e' piu' che altro una formalita' rituale. Anche nelle dittature si vota, ma l'esito delle urne e' scontato. Nel corso della storia, si e' votato anche a Cuba ed in Iraq, giusto per citare due paesi, i cui leader non avevano competitor. Da noi il voto rappresenterebbe un momento di altissima civilta' democratica ma, da un po' di tempo, esso non fa altro che rappresentare la piu' palese ed incontrovertibile forma di truffa perpetuata alla cittadinanza.
Quanti elettori di centro-destra, si riconoscono in questo Governo? Quanti cittadini ex- forzisti ed oggi pidiellini possono ancora giustificare e continuare a coprire le malefatte del Presidente del Consiglio? Quanti ancora oggi, credono che nel nostro Paese si perpetui un golpe da parte della magistratura contro un uomo che a tutti costi vuole passare come vittima di un sistema, senza capire minimamente che proprio lui e' la piu' grossa anomalia politica, colui il quale ha di fatto praticamente bloccato il normale procedimento democratico-istituzionale di questa Nazione, cercando di salvarsi il sedere da tutti i guai giudiziari in cui e' coinvolto?
Speravo che Berlusconi fosse sconfitto politicamente e, democraticamente abbandonasse la scena politica. Ma il livello di improponibilita' di quest'uomo, anche da un punto di vista propriamente politico, ha raggiunto il colmo. Basta, e' giunta l'ora di trovare "democraticamente", il modo di interrompere questo supplizio a cui siamo sottoposti noi italiani, compreso e, ne sono sicuro, i tanti elettori del Presidente che penso oggi si vergognano di aver fatto questa scelta.
Come si puo' accettare di arrivare in questo pantano fino alla primavera 2013? La nostra credibilita' a livello internazionale e' minima. L'ingovernabilita' interna e' massima.
"Democraticamente" ci si adoperi per un' uscita di scena decorosa, si trovi il sistema di limitare ulteriori danni al Paese. Oggi, e' piu' importante far scontare i reati a Berlusconi o salvare l'Italia?
Da tempo ci si e' incancrenati in questo scontro fratricida che alla lunga si e' rivelato una strada senza uscita, un vicolo cieco, un binario morto.
Penso che per il bene dell'Italia si possa "democraticamente", concordare l' allontanamento del politico, la cura dell'uomo ed il salvataggio del Paese. L'Italia deve voltar pagina. Lo deve fare in fretta. A volte, le scadenze democratiche, non vanno rispettate.


giovedì 15 settembre 2011

SOFFIA UN VENTO NUOVO

A Napoli si terranno due regate della Louis Vuitton Cup, gara di qualificazione all' America's Cup. Non solo Venezia quindi, ma anche il capoluogo partenopeo sara' campo di gara per l'importante kermesse velica.
Dopo estenuanti trattative, le Istituzioni locali, Comune, Provincia, Regione, Unione industriali di Napoli, Bagnoli Futura, sono riusciti a strappare il fatidico si agli americani.
La prima gara si terra' nelle acque del golfo gia' nel prossimo mese di aprile. La seconda gara poi, si disputera' nel 2013.
Per la citta' una grande opportunita' di crescita e di rilancio dopo gli anni bui dell'emergenza rifiuti. Napoli torna ad essere protagonista nel Mediterraneo, ruolo che geograficamente le compete.
Sembrava gia' sfumata la grande occasione. Ma la ritrovata sinergia tra tutte le istituzioni locali, ha permesso il raggiungimento dell'importante obiettivo.
Peccato che la notizia sia stata a mala pena divulgata. Ma si sa, da queste parti, le tante cose buone esistenti, non hanno la stessa eco di quelle ahime', negative, che al contrario trovano enormi casse di risonanza per la loro propagazione.
Napoli non e' solo munnezza. Per una volta tanto, non si parla soltanto di "gomorra".
E' proprio il caso di dire che in citta', finalmente, soffia un vento di cambiamento.


lunedì 12 settembre 2011

MEGLIO FALLIRE?

Lo ha fatto l'Argentina anni or sono. Con ogni probabilita' lo fara' la Grecia a breve. Fallimento!
La manovra italiana pare non convinca ancora. L'Europa ci guarda con sfiducia. Oggi si e' registrato l'ennesimo crack in Borsa.
Ci troviamo in un vicolo cieco, senza speranza di uscirne. L'economia e' ferma, spiragli di ripresa neanche a parlarne. In questa maniera, il nostro debito pubblico e' destinato ad aumentare inesorabilmente.
Gli speculatori sentono il fetore emanato da una bestia morente e sono pronti ad azzannare il suo corpo esamine. Non ne usciamo, anche perche' la spirale depressiva ha ormai dimensioni globali. L'Europa ha una moneta unica ma non possiede un vero spirito economico unitario. Inoltre, il nostro Paese, e' lacerato da un atavico scontro politico interno, ed e' guidato da un Premier a dir poco improponibile che intende tuttavia, rimanere al suo posto fino al 2013, come da mandato, per salvare il suo sedere e lasciare ad altri, gli effetti dell'apocalisse.
Nel frattempo degrado e corruzione avanzano di pari passo, seguendo una perfetta equazione. Ci sono zone del Paese in cui si vivono scenari da terzo mondo. Anni or sono, si promettevano grandi opere. In molte citta' invece, non esistono neanche servizi minimi e dignitosi per la cittadinanza.
Il Titanic Italia non e' affondato, ma e' tristemente alla deriva.
Come estrema ratio, allora, non sarebbe meglio fallire e scaricare ad altri i nostri guai? In fin dei conti gia' adesso la nostra politica segue a capo chino i dictat di Strasburgo senza fiatare. L'Europa, si accollerebbe il default italiano?

mercoledì 7 settembre 2011

LA MANOVRA PASSA. I PROBLEMI RESTANO

Dopo svariate correzioni, la manovra passa. Amen!
Da domani, nel Paese, resteranno solo i problemi. La Borsa potra' rifiatare, di certo il portafogli degli italiani sara' ancora piu' scarno.
Bisognava tagliare da qualche parte, sacrosanto, ma al tempo stesso, sarebbe stato indispensabile programmare una qualche forma di ripresa alternativa. In questa maniera invece, l'economia e' destinata a vivere un periodo di lunga stagnazione, il tasso di disocupazione restera' pressoche' invariato, così come quello del debito pubblico.
Nelle scorse settimane, anche il Governatore Draghi, ammonì l'esecutivo per non aver accennato a nessun piano di ripresa economica. Un sistema economico basato soltanto sui tagli, non puo' produrre effetti positivi nel medio termine.
Il Paese in questa maniera, potra' soltanto prolungare la sua lenta ed inesorabile agonia.
Il Governo a sua volta, continuera' la sua macerazione a fuoco lento, come un polipo cotto a vapore in una casseruola senza aggiunta di condimento. Gli ormai bolliti Berlusconi e Bossi non si rassegnano a fare un lungimirante passo indietro. L'Italia e' imprigionata da questi due uomini. I loro modelli sono desueti, improponibili, fuori da qualsiasi logica temporale. Il loro consenso e' ridotto ai minimi storici. Un tempo il successo accecava loro la vista. Oggi la loro mente, e' offuscata per cause biologiche.
Di solito, dopo la tempesta, riappare il sereno. In Italia ahime', dopo lo tzunami finanziario, per lungo tempo ancora, vedremo soltanto una densa nebbia padana (da Padania, termine identificativo di un territorio surreale ed immaginario, di origine politco-fantastica).

sabato 3 settembre 2011

NON CI SONO PAROLE

Oggi, Angelino Alfano, neo-segretario del PDL, non per voto interno ma per volere del suo capo d'azienda, chiaramente, e' stato l'ospite d'onore alla festa dell'Api di Rutelli.
In casa dell' ex radicale, ex verde, ex margherita, ex pd, attuale segretario tascabile di un partito che prende a mala pena l'1% delle preferenze, all'interno del neonato ma non ancora svezzato, partito del Terzo Polo, l'Angelino nazionale, cercando di far riavvicinare le anime dei moderati alla casa del sultano, ha tenuto il classico discorso di facciata sulla crisi, nel quale ha auspicato la ricerca di una ritrovata coesione tra le parti, per il bene del Paese. Fin qui tutto come da copione.
Cio' che ho trovato disarmante, e' quello che l'ex guardasigilli ha sentenziato poi, senza nessun imbarazzo, con consumata faccia tosta. Secondo Alfano, se qualcuno non l'avesse ancora capito o se, continuasse ancora a sperare utopisticamente in maniera diversa, l'unico candidato possibile alle prossime elezioni del 2013, qualora il Governo ci riuscisse ad arrivare, e' l'attuale Premier in carica, Silvio Berlusconi. Alfano ha anche aggiunto, che l'ipotetico utilizzo delle primarie, e' uno strumento fuori da qualsiasi logica autodeterministica del partito, vista la forte, solida, stabile ed indiscussa leadership dell'attuale Presidente del Consiglio, nonche' unica ed insostituibile figura guida per l'intero centro-destra.
La cosa che di piu' mi ha sorpreso, e' che nessuno dei presenti, ipoteticamente tutti facenti parte l'opposizione al momento, ha emesso il che piu' minimo brusio di dissenzo o contestazione.
Dopo " l'ape regina", anche l'Api cerca di riformare l'intesa con il monarca.
Non ci sono parole!

mercoledì 31 agosto 2011

NAUFRAGHI AGGRAPPATI AD UNA ZATTERA

Berlusconi, Bossi, Tremonti: loro litigano, l'Italia affonda.
E' giunto il momento di mobilitarsi per mandare a casa questo Governo.
Il Paese non merita questi politici ormai al crepuscolo, casta di potere clientelare.
I loro provvedimenti in merito alla crisi, sembrano spot elettorali in continuo cambiamento.
E' lontana l'epoca del contagioso e profuso ottimismo. Anche dai loro volti, e' scomparso il sorriso. L'Europa ci tiene sotto tiro. Gli speculatori sono pronti ad azzanare una debole preda.
Tagli, tagli e ancora tagli. Di crescita neanche a parlarne. L'incapacita' dei nostri governanti e' indecorosamente manifesta. Questa manovra, ripetutamente corretta, non convince nessuno.
Il Paese e' fermo, senza prospettive. Pare sia svanita anche la voglia di protestare, di mobilitarsi.
La rassegnazione e' dilagante. Urge uno scatto d'orgoglio, per mettere fine a questa fase catarsica.
La crisi e' mondiale ma la risposta ad essa, solo in Italia, e' imbarazzatamente caotica.
Per anni questa maggioranza, fin dalla nascita litigiosa e divisa, ha pensato soltanto al suo arricchimento personale, al consolidamento del suo potere, mentre noi poveri illusi attendevamo chi tra loro, staccasse la spina.
Varie inchieste hanno riguardato Scaiola, Verdini, Brancher, Cosentino, Milanese, Bisignani senza dimenticare i festini hard del Premier con la "nipote" di Mubarak.
D'improvviso, questi "gentiluomini", come potrebbero interessarsi delle sorti di noi poveri italiani?
Il loro intento e' solo quello di rimanere a galla fino a termine legislatura, come naufraghi aggrappati ad una zattera.
Resisteranno allo "tzunami" europeo? Milioni di italiani da tempo hanno perso la loro dignita'.
E' giunto il momento che i nostri governanti affondino negli abissi, perdendo per sempre i loro privilegi.






martedì 16 agosto 2011

ARRIVEDERCI A SETTEMBRE!

Dopo un breve break ad Ischia, nella stupenda baia di Sant'Angelo, ed il ferragosto lavorativo, mi concedero' una pausa un po' piu' lunga in Trentino, precisamente in Val di Sole.

Arrivederci a settembre!

lunedì 15 agosto 2011

LE ALBERATE AVERSANE: UNA RELIQUIA IN VIA DI ESTINZIONE

Oggi per il sottoscritto, e' stata una giornata di lavoro ad Arbustum Ho avuto molti meno clienti dello scorso anno, ma pare che la crisi, sia diventata un fatto tanto alla "moda" in questi ultimi tempi...
Alcuni degli ospiti erano alla loro prima presenza in azienda. Tutti sono rimasti affascinati dalla bellezza del giardino ma soprattutto, colpiti dalla maestosita' delle secolari alberate di asprinio, una produzione viticola unica al mondo, poco valorizzata nel territorio, divenuta ormai, una vera e propria reliquia in via di estinzione.
Purtroppo, non e' sempre oro cio' che luccica. Molti non sanno invece, i sacrifici che sopportiamo noi produttori di asprinio. Nel territorio non esiste una cantina sociale. I pochi imprenditori vitivinicoli della zona, sono letteralmente alla frutta, sia per una crisi generale ma anche perche' nel corso dei lustri, per loro colpa, non hanno saputo valorizzare un prodotto autoctono poco conosciuto ma al tempo stesso, molto apprezzato dagli addetti ai lavori di altre zone del Paese.
Una nota cantina a cui avrei dovuto destinare la vendemmia 2011, mi ha dato buca alla vigilia di ferragosto. Quest'anno correro' il rischio di lasciare sulle piante oltre 100 quintali di prodotto, premero' solo quello che mi potra' essere utile per la mescita in agriturismo. Purtroppo non e' la prima volta che cio' accade. Per me ormai, la presenza della vite in azienda, e' diventata una mera scelta di salvaguardia paesaggistica.
Questa e' la realta' del settore in Terra di Lavoro, un territorio un tempo culla della Campania Felix, oggi sempre piu' destinato alle sole coluture seminative intensive, visto la progressiva scomparsa dei frutteti, divenuti non solo scarsamenti redditizi, ma fortermente onerosi per gli imprenditori.
La scelta di puntare sull'agriturismo (avviato senza l'aiuto di sovvenzionamenti regionali, in quanto la zona in cui insiste l'azienda, non e' considerata "vocata") e' il frutto di un' intima motivazione passionale, il voler ancora credere in questo territorio, da cui in parte provengono le mie origini.
Il mio impegno, sara' quello di far conoscere il piu' possibile le alberate aversane, facendo magari un po' di contagioso "rumore". In mente ho un bella idea. Spero' quanto prima di poterla realizzare.





venerdì 12 agosto 2011

AUSTERITY PROLUNGATA

Il Governo, riunitosi in seduta straordianria, ne ha trovati altri 45, di miliardi. Sembrano noccioline, numeri di una battaglia navale giocata preosseche' al buio, contro il fantasma della speculazione.
Basteranno? Non lo possiamo sapere. Quello che e' certo, e' che questi soldi provengono ancora una volta da tagli. Alcuni erano attesi da tempo, come quelli di parte delle province e di molti comuni. Altri vanno a toccare il pubblico impiego, con l'ipotesi di tagli alle tredicesime. Saranno tassati i redditi alti e le rendite finanziarie (meglio tardi che mai). Altri introiti, dovrebbero provenire dalla lotta all'evasione, variabile questa, molto aleatoria. Verranno abolite anche le feste nazionali (quando aumentera' il listino prezzi del ristorante di Montecitorio?...). Si continua a tamponare una copiosa emorragia, senza sapere quando la ferita verra' definitivamente suturata.
Una cosa e' certa: siamo molto piu' poveri. Questa volta, ne abbiamo davvero preso coscienza.
Un'epoca e' finita. Entriamo in una fase di austerity prolungata, caratterizzata da una grande incertezza e da una piu' che probabile stagnazione cronica.
Ci troviamo imbottigliati nel gigante Europa, un mastodontico carrozzone burocratico, senza anima, privo di coscienza unitaria, tenuto in piedi in virtu' di un'unica moneta, sproporzionatamente forte, rispetto alla forza dei suoi singoli stati membri.
Oggi, ha ancora senso parlare di G-7? L'economia reale e' ferma, quella finanziaria colpisce soprattutto l'occidente, per la gioia dei paesi emergenti, trasformatisi in pochi anni, da sedi delle delocalizzazioni degli investimenti dei paesi industrializzati, a cinici creditori dei medesimi.

mercoledì 10 agosto 2011

"L'AUTUNNO CALDO" D'AGOSTO

Sempre piu' giu'. Le Borse vanno a picco, Milano si conferma maglia nera in Europa.
Si e' capito ormai, che oltre alla situazione di stallo della nostra economia, a non convincere e' l'elevata disgregazione del nostro Governo nel fronteggiare questa fase critica.
La crisi finanziaria sta mettendo sempre piu' a nudo la pochezza politica di quei paesi che fino a poco tempo fa, si consideravano ancora grandi potenze economiche.
Che succedera', che fine faremo? Assistiamo ormai ad una vero e proprio terrorismo finanziario. Gli speculatori si sono trasformati in cinici attentatori dei sistemi economici. A questa palese e reteirata minaccia, il nostro Paese non sa dare risposte. Si discute su chi deve pagare questa crisi, quali categorie sociali devono maggiormente patire i futuri provvedimenti presi in materia.
Ritengo che se dinanzi a questa grande minaccia, non si trovera' la maniera di rispondere in modo coeso, il crak sara' inevitabile e non ci restera' che svendere il patrimonio storico della Nazione.
E' da molto tempo ormai, che la politica non riesce a dare soluzioni all'economia.
Ripeto, i tagli anche se consistenti, non bastano. Se poi questi, saranno subiti in modo univoco, dalle classi piu' deboli, allora il rischio di un incendio sociale sara' inevitabile.
Quest' anno, l'autunno caldo potra' arrivare gia' ad agosto.


giovedì 4 agosto 2011

MONOLOGO BALNEARE

Il discorso del premier non entusiasma, non ha slancio, e' quasi scontato. Possiamo definirlo un monologo balneare, un congedo pre-festivo.
Berlusconi continua a ribadire che la nostra economia e' solida, il Governo e' saldamente compatto e che le minacce all'economia provengono soltanto dalla speculazione dei mercati. Le opposizioni chiedono le sue dimissioni, la maggioranza per bocca di Alfano, ribadisce che non sono i mercati a formare i governi. Cosa piu' che giusta, ma i mercati possono bocciare le politiche economiche varate dagli stessi, ipotesi piu' che plausibile in relazione al Governo italiano.
L'aria che tira non e' delle migliori. Vedremo le reazioni che avranno le borse, ma si deve ammettere che in questi ultimi tempi, i mercati finanziari fluttuano in modo schizzofrenetico per qualunque motivo. Il problema piu' grave che andrebbe analizzato, e' che il sistema economico-produttivo nel suo insieme, e' bloccato. Ripeto, soltanto con i tagli non si muove l'economia.

Mi concedero' una breve pausa in vista del ferragosto, giorno per me lavorativo.

lunedì 1 agosto 2011

NON NE USCIAMO

Le Borse continuano a perdere, la nostra economia e' in una fase di stallo, il debito pubblico e' incontrollabile, all'orizzonte non sembrano scorgersi spiragli di ripresa.
Intanto, i nostri governanti cosa fanno? Litigano in merito allo spostamento dei Ministeri al nord, discutono animatamente circa la proposta di dare vita al cosiddetto processo lungo, prendono le distanze dal ministro Tremonti, circa la sua residenza romana. In pratica, il nulla continua a tenere banco, alla faccia di noi poveri cittadini, spettatori inermi di questo triste sfacelo. La politica e' sempre piu' distante dalla cruda realta' in cui viviamo.
Altrove si cerca di trovare uno spirito unitario condiviso per meglio fronteggiare la crisi o addirittura si interrompono prematuramente le legislature per ammettere i limiti, colpe ed incapacita' politiche dell'operato di governo.
Da noi, no. Chi gestisce il potere resta ancorato al suo posto di comando, fermamente convinto di poter gestire la situazione a suo vantaggio, con sprezzante menefreghismo nei confronti di chi, in questi ultimi anni, ha patito innumerevoli rinunce e crescenti sacrifici.
Da questa situazione, almeno nel breve, non ne usciamo. Molti giovani disoccupati, non cercano piu' il lavoro. Sempre piu' italiani non andranno in vacanza. I soldi sono proprio finiti, da un bel po'.
Quanto ancora potremmo resistere? Fino a qualche anno or sono, ci dicevano che per essere felici bastava costruirsi un po' di sano ottimismo. Oggi improvvisamente, ci hanno detto che stiamo evitando un naufragio. E domani?
Ci diranno che forse, non e' tanto male vivere all'inferno.


giovedì 28 luglio 2011

" E' ASCIUTO PAZZ O' PADRONE"

Il Presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, lascia la Lega Calcio in preda ad un attacco d'ira irrefrenabile.
Il motivo della sua collera, e' motivato dalla stesura del calendario della prossima stagione 2011-2012, che vede la sua squadra impegnata in scontri difficili contro Milan ed Inter, proprio a ridosso degli appuntamenti di Champions League.
De Laurentiis vede una congiura dei poteri forti del nord contro la sua squadra, al punto di affermare che il sistema calcio e' tutto pilotato. Il Presidente si lascia andare ad uno sfogo incontrollato, suggellato da una vera e propria fuga in motorino (aperta a sua carico un'inchiesta del Codacons per aver usato il motociclo senza l'uso del casco obbligatorio), preso al volo da uno scooterista di passaggio, per evitare le domande incalzanti dei tifosi.
E' uno sfogo momentaneo? C'e' dietro un disegno prefigurato? Il Presidente sta instaurando una strategia? Questo non lo possiamo sapere. Di certo i modi usati non sono stati appropriati, il linguaggio adoperato, l'aver abbandonato la Lega, non si addice ad un Presidente di una grande squadra di calcio.
Perche' tanto vittimismo? Se lui considera davvero il Napoli una grande, non deve continuare a sciorinare questi piagnistei, piu' vicini all'attaggiamento di una cossiddetta provinciale.
Certo De Laurentis, ultimamente sta un po' sclerando, forse per manie di protagonismo. Il suo e' stato sempre l'atteggiamento tipico del padre-padrone, del messia venuto a salvare una squadra e con essa, una citta' intera. Siamo grati al Preasidente per quello che ha fatto finora, ma speriamo che per il futuro ci risparmi da queste uscite davvero poco eleganti.
Dopo aver criticato Messi, dandogli del cretino, per poi correggersi dando le colpe (e del cretino) al ct della nazionale argentina, Batista, per come utilizza il fuoriclasse, dopo essersi inimicato parte della stampa per come e' stato gestito il ritiro in Trentino, adesso il Presidente la spara grossa e a suo modo, sulla Lega Calcio.
Caro Presidente, stai attento! Dopo tutti questi attacchi, cerca di ricucire gli strappi, altrimenti, al primo sciviolone, rischi di attaccarti al tram...

lunedì 25 luglio 2011

FANATISMO DAGLI OCCHI AZZURRI

La strage di Oslo deve far riflettere. Oggi si riteneva che il fondamentalismo islamico, fosse l'unica forma di minaccia per le democrazie occidentali e l'insormontabile ostacolo affinche' paesi sotto pregnanti dittature, potessero aspirare a vere forme di democrazia.
Il massacro avvenuto in Norvegia, ahime', smentisce questa tesi. Il fondamentalismo e il fanatismo, non possono essere racchiusi in un'unica matrice. Un paese, storicamente evoluto ed aperto al pluralismo interculturale, multietnico e policonfessionale, esempio di convivenza interraziale, e' stato sconvolto per mano di un suo abitante autoctono, un terrorista dagli occhi azzurri, il quale, in virtu' di radicato estremismo nazionalista xenofobo, ha compiuto una strage di innocenti.
Questo barbaro eccidio, e' stato consumato per difendere l'identita' di un territorio da possibili "contaminazioni" esterne, in un momento storico in cui, la globalizzazione economica e l'integrazione culturale tra i popoli, e' un fenomeno socio-culturale non piu' arrestabile.
Il gesto brutale di un folle, animato da una convinta ma distorta ideologia filo-nazionalista, non puo' minare e limitare la propensione democratica di un paese ritenuto esempio di pacifica convivenza multietnica a cui anche noi italiani ci dovremmo ispirare.
Ritengo, che la radicalizzazione e l’eccesso di difesa delle identita’ autoctone, possa comportare anche queste pericolose manifestazioni di violenza estrema. Temo purtroppo, che il rischio di emulazione, sia assai elevato.

sabato 23 luglio 2011

LA POLITICA HA UN SOLO COLORE

Il verdetto della Camera, sull'incarcerazione di Papa, non lascia dubbi: oggi la maggioranza e' piu' che mai divisa, nonostante i due storici ed acciaccati leaders, Berlusconi e Bossi, dicano il contrario.
Chi comanda la Nazione? Una maggioranza soltanto numerica, spesso non lo e' piu' nemmeno dal punto di vista aritmetico.
Nel frattempo il PD continua nel suo scontro interno, nella sua lenta ed inesorabile erosione di consenso. Il Senatore Tedesco, salvatosi in aula, non fa il passo indietro richiestogli dal partito, ma passa al gruppo misto.
Anche il Consigliere della Regione Lombardia, Penati, e' raggiunto da un'inchiesta, relativa ad un giro di tangenti.
Che il PDL, d'improvviso, diventasse il partito degli onesti, poteva davvero apparire come una riuscita barzelletta. Ma che il marciume in Italia, risparmiasse il principale partito di opposizione, cio' davvero puo' sembrare un'offesa all'intelligenza delle persone. La presunta e assai remota, superiorita' morale della sinistra, e' uno sbiadito ricordo dissoltosi nel tempo o se vogliamo una ben riuscita costruzione artificiale, impossibile da riproporre in quest'epoca.
Ladri e malfattori, di qualsiasi colore politico, vanno sbattutti in galera. Una democrazia retta da delinquenti legalizzati, va epurata. I partiti che non prendono distanza dai loro rappresentanti inquisiti o, in modo ancor piu' grave, ne assumono la difesa, diventano complici delle loro malefatte. Finito il berlusconismo, si dissolvera' anche l'antiberlusconismo. A noi italiani, restera' solo merda, ultimamnete l'unico colore della politica.
Le Istituzioni garanti della democrazia, hanno ormai assunto un arrogante atteggiamento anarchico, a difesa dei loro privilegi di Casta. E' giunta l'ora in cui, la cittadinanza, per troppo tempo considerata come un soggetto privo di propria coscienza critica, faccia sentire il suo sdegno.

giovedì 21 luglio 2011

HO INCONTRATO IL SINDACO

Ieri a Palazzo San Giacomo, ho incontrato il Sindaco Luigi de Magistris.
Ero un po' emozionato, molto onorato di aver avuto questa grande opportunita'. Il Sindaco ha inaugurato gli appuntamenti aperti alla cittadinanza. Ogni mercoledi' pomeriggio, ascoltera' enti, associazioni o singoli cittadini che proporanno idee, progetti, semplice proposte da girare all'amministrazione. Sono venuto a conoscenza di questa iniziativa tramite la rete. Mi sono prenotato e ho ricevuto la richiesta di appuntamento da parte della sua segreteria.
Ho incontrato una persona molto disponibile, motivata, convinta di imprimere alla citta' una scossa culturale. Napoli non e' solo monnezza. L'amministrazione anche in questo ennessimo periodo di sofferenza, ha gia' avanzato proposte molto interessanti, come quella di creare una grande zona a traffico limitato, di promuovere aree verdi gestite direttamente dalla cittadinanza, di tentare nuovamente la grande impresa di portare a Napoli l'America's Cup e, chiaramente, quella di allargare il piu' possibile, la raccolta differenziata porta a porta.
Nel merito del nostro incontro, ho girato al primo cittadino la proposta di promuovere un progetto per le scuole elementari che insistono in aree particolarmente depresse della citta', come Scampia, Ponticelli e la Sanita'. La mia idea e' quella di "gemellare" le scuole di aree depresse con il mio agriturismo che, come molti sanno, insiste in un territorio molto difficile: Casal di Principe. Dare quindi, ai bambini che vivono in un contesto difficile, la possibilita' a titolo gratuito, di vivere la campagna, tutelando e promulgando al tempo stesso, un patrimonio storico-paeseggistico che, secondo la filosofia del Sindaco, deve essere considerato come bene comune. Nel caso specifico, trattasi delle alberate aversane, unica testimonianza al mondo, di produzione viticola "maritata ai pioppi".
Certo la mia idea ha notevoli difficolta' di natura territoriale, in quanto il mio agriturismo fa parte della provincia di Caserta.
A prescindere da come si sviluppera' l'idea, devo sottolineare ancora una volta la possibilita' datami dall'amministrazione comunale di Napoli. In otto anni di attivita', non ho mai avuto la stessa disponibilita' da parte delle diverse amministrazioni succedutesi a Casal di Principe.
Congedandomi dal Sindaco, gli ho girato un'altra mia proposta. Girare un video da mettere su you-tube, a scopo emulativo-propagandistico, mostrando come il quartiere in cui vivo a Napoli, i Colli Aminei, abbia superato da oltre due anni il problema rifiuti. La differenziata ha superato il 70%, i cassonetti sono spariti dalle strade, la cittadinanza e' fortemente partecipe e motivata a tenere in ordine il quartiere in cui vive.
Un 'altra Napoli e' possibile. Basta volerlo.

martedì 19 luglio 2011

RIBELLIAMOCI

Ribelliamoci! Il Parlamento continua a legiferare a danno della cittadinanza ed a salvaguardia del mantenimento dei privilegi dei suoi rappresentanti. In un momento di enorme difficolta' per le famiglie e le imprese italiane, i nostri governanti hanno la faccia tosta di conservare intatti i propri stipendi, i loro svariati benefits e tutti gli altri innumerevoli vantaggi di casta.
Con l'alibi della speculazione, e' stata varata una manovra lacrime e sangue che continua ad infliggere altri tagli, genera nuovi costi agli italiani, impone ulteriori sacrifici, ennesime rinunce. Non ci sono pero', i tanto attesi tagli alla politica, i cui rappresentanti per l'ennesima volta, si macchiano per comportamenti penalmente illeciti. In un paese normale, questi politici si sarebbero dimessi immediatamente. In Italia invece, questi malfattori, proprio in seno al Parlamento, sperano di trovare rifugio e copertura per le proprie malefatte. Vergogna!
E' giunto il momento di far sentire il proprio sdegno. L'esperienza referendaria, ha dimostrato che il popolo italiano non e' narcotizzato, ne' tele-mediaticamente indottrinato dal verbo chi si illude ancor oggi di governare questo Paese, solo perche' riesce in un modo o nell'altro, ad ottenere un'effimera maggioranza numerica in Parlamento, senza capire o meglio, senza voler lontanamente accettare che, la maggioranza dei cittadini ormai, non e' piu' ai suoi ordini ne' alle sue dipedenze. Controllare una maggioranza di sottoposti striscianti, alla stessa stregua di dipendenti della propria azienda, non equivale affatto a governare, specie se per governare si intende dare soluzioni ai bisogni della collettivita'.
L'indignazione non basta piu'. Ribelliamoci a questo sistema. Sovvertiamo questo coacervo purulento di mestiranti della politica. Rescindiamo i tentacoli a questa piovra legalizzata. Anche i piu' convinti sostenitori dei partiti di maggioranza di governo, non si riconoscono piu' nei loro rappresentanti.
Democraticamente costoro, hanno occupato, lottizandole con le proprie clientele, le Istituzioni. Democraticamente, con pacifiche manifestazioni di piazza e con iniziative referendarie mirate, e' possibile capovolgere questo "disordine" costituito.
Non ristiamo dinanzi all'ostacolo. E' giunto il momento di osare, di costruire dal basso un'alternativa, di porre in essere una rivoluzione culturale.

sabato 16 luglio 2011

IL TITANIC AFFONDA. L'ARCA NON E' PRONTA

Sono bastate solo 8 ore (record assoluto nella storia della Repubblica), per approvare la manovra finanziaria lacrime e sangue, tesa ad evitare il fallimento Italia. Basteranno oltre 70 miliardi in 3 anni? Ne dubito, se ai tagli non segue la crescita.
E' una manovra che chiaramente colpisce maggiormente le fasce deboli della popolazione, quelle che con i loro sacrifici, riescono a far muovere cassa. I privilegi della casta restano di fatto invariati. I tanto attesi tagli alla politica, vengono per l'ennesima volta rinviati. Anche il Colle plaude. Vergogna!
Tremonti ha asserito che come sul Titanic, anche i passeggeri di "prima classe", non scampano al pericolo. Puntuale la precisazione delle opposizioni, per bocca di Casini: "Ma il comandante della nave e tutti i suoi piu' diretti sottoposti, non si erano accorti della presenza di un grosso iceberg durante la navigazione?..."
Qualsiasi manovra che propone soltanto tagli e nessun progetto di crescita alternativo, non arreca nessun giovamento a chi la vara. Un paese che non si da una linea programmatica di sviluppo, e' destinato a fallire. Per il momento si continua a galleggiare nella melma. La spina e' ancora inserita. Il coma indotto, prosegue.
Il problema non e' solo convincere le borse ed allontanare gli speculatori. La cosa piu' complicata e' creare nuova ricchezza, muovere il famoso P.I.L. L'aumento di questo indicatore, per ammissione dello stesso Tremonti, non puo' avvenire per legge, nonostante si determini un clima di forzata ed apparente concordia nazionale.
Il "Titanic Italia" sta attraversando una grande tempesta. La piu' grande incognita, e' rappresentata dal fatto che, al momento, Noe' non ha ancora costruito l'Arca...