martedì 2 novembre 2010

FINI, CON CHI STAI?

E' da questa estate che la polemica ha assunto livelli estremi. Nel PDL e' in corso una rottura insanabile, una violenta contrapposizione, tra gli ex forzisti e gli ex alleanzini senza che nessuno abbia fatto un passo indietro, per il bene del Paese.
Gossip, inchieste, spionaggio mediatico, dichiarazioni di aperta belligeranza sono stati il condimento di questa insalata russa in cui si e' trasformata la maggioranza di governo.
Il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, in piu' occasioni ha preso le distanze dal Premier Berlusconi. Ha piu' volte affermato che l'atteggiamneto del Presidente del Consiglio e' inaccettabile, come e' improponibile una legge fatta a posta per lui (il lodo Alfano per intenderci).
Il Problema che Fini dovrebbe una volta per tutte, dichiarare palesemente con chi sta.
Non si puo' un giorno emettere dichiarazioni al vetriolo contro il proprio alleato e l'indomani appoggiare la maggioranza che legifera le sue scelte.
Gli italiani sono stufi, specie chi da Fini attende una presa di responsabilita' nei confronti del Premier. GLi elettori di destra, soprattutto quelli che non vedono moralmente accettabile la permanenza del Premier a prescindere, il cui mandato a questo punto, e' diventato davvero imbarazzante, auspicano che il Presidente della Camera stacchi la spina all'esecutivo.
Fini ha gia' commesso due grandi errori politici nella sua storia di statista.
Il primo e' quello di aver messo fine ad Alleanza Nazionale, il primo partito di destra moderna e liberale. Il secondo e' quello di aver frantumato di fatto, dopo averlo fondato, il PDL, il piu' grande partito nazionale, quindi la maggioranza, creando un nuovo gruppo parlamentare, Futuro e Liberta' (a breve partito), generando un clima di scontro permanente, un progressivo e straziante logoramento dell'esecutivo, a questo punto, fortemente indebolito.
Fini contemporaneamente ricopre tre ruoli. E' garante delle Istituzioni in quanto Presidente della Camera. E' alleato nonche' co-fondatore del partito di maggioranza, quindi alleato di Berlusconi. Inoltre e' capo di un nuovo movimento politico (di fatto alternativo al PDL) che in ogni momento, da i suoi format nella rete, in tutte le sue pubbliche apparizioni, cerca di proporsi come nuovo riferimento della destra nazionale, una destra pluralista, orizzontale, non soggetta ai dictat del padrone.
Fino a quando Gianfranco Fini pero', non prendera' formalmente le distanze dal Premier, dando luogo ad una crisi aperta, tutte le sue belle chiacchere su moralita', giustizia, etica, rispetto delle Istituzioni, moderno liberismo, laicismo, europeismo che non rinnega l'amor di Patria, rimarranno per l'appunto, solo discorsi che andranno in fumo. L'elettorato, specie quello di destra, ancor piu' quello simpatizzante di Fini, pretende coerenza.
In tanti sono stanchi di Berlusconi. A breve, iniziera' a stancare questa strategica ed alchemica ambivalenza portata avanti da Fini che diventera' per lui stesso e per i suoi tanti delfini dell'ultima ora, smaniosi di protagonismo, un pericoloso boomerang.

sabato 30 ottobre 2010

TANTI AUGURI DIEGO

Diego Armando Maradona, compie 50 anni.
Il mondo del calcio gli rende omaggio. A Napoli, sono in tanti ad avere gli occhi lucidi di gioia nel ricordare quegli irripetibili momenti che Diego, grazie al suo estro, alla sue magie di fuoriclasse eccelso, fece vivere alla citta' ed al suo popolo.
Vorrei ricordare Maradona per le sue gesta sportive, leggiadre movenze ispirate dal suo genio creativo, vero artista del rettangolo verde. Le debolezze dell'uomo, non le giudico, in quanto appartengono alla sua sfera privata, alla fragilita' esistenziale di un uomo spesso circondato da striscianti sciacalli, sfruttatori mestieranti che ambivano esclusivamente, a vivere di sua luce riflessa.
Maradona a Napoli e' stato ed e' ancora un simbolo, un'icona, un vero fenomeno socio-culturale. Lui era lo spettacolo, per lui si acquistava il biglietto.
Il campione argentino diede dignita' ad una citta' depressa, genero' una rivalsa morale nei suoi tifosi, sempre mortificati nei vari stadi italiani, perche' "colpevoli" di essere meridionali, bollati come terroni e colerosi.
Maradona per i napoletani rappresento' il riscatto, la rivincita' sociale e sportiva di una citta' che fino a quel momento, calcisticamente, non aveva vinto quasi nulla.
Con l'asso argentino il Napoli conquisto' due scudetti (1987, 1990), una Coppa Italia (1987), una Coppa Uefa (1989), una Super Coppa italiana (1990).
Caro Diego, tanti auguri! Napoli ed i napoletani, ti porteranno per sempre nei loro cuori.

giovedì 28 ottobre 2010

NE' LEADER, NE' PARTITO

La stasi decisionale a livello di esecutivo permane. Il Paese e' bloccato dai conflitti cronici della maggioranza. Si legifera poco o niente. Si e' superato ampiamente, anche l'immobilismo di epoca prodiana.
La riforma della giustizia che, in effetti, e' una riforma costituzionale mascherata, rischia di arenare definitivamente il Governo. Il lodo Alfano, potrebbe diventare la Waterloo per Berlusconi. Si intravede minacciosa, ancora una volta, l'ombra di piu' che probabili elezioni.
Nel frattempo il partito di maggioranza si e' indebolito.
Il Premier e' imprigionato dai suoi guai giudiziari. L'ennesimo scandalo rosa sparge altro fango sulla sua persona. La rottura con il suo alleato Fini e la nascita del nuovo movimento politico, Futuro e Liberta' (ancora in fase embrionale), inizia a determinare una fase di forte erosione interna tra gli elettori del PDL che desiderano guardare ad un partito di destra, svincolato dalla figura dell'attuale Premier.
I giorni del predellino, oggi appaiono come un malinconico ricordo. Un ciclo politico, pare essere giunto alla sua naturale conclusione (io lo affermavo piu' di un anno or sono).
A distanza di sedici anni dalla discesa in campo di Berlusconi, il Paese e' rimasto imprigionato in un' asfittica e sterile dialettica, tra berlusconismo ed antiberlusconismo. Ne sono rimasti vittime sia i suoi piu' agguerriti sostenitori che i suoi piu' acerrimi oppositori. Cio' ha portato alla definitiva scomparsa delle idee e delle ideologie, a discapito di un crescente ed irrefenabile scontro tra personalismi.
Ne sono usciti sconfitti sia destra che sinistra. La prima non e' riuscita a svincolarsi nel corso di questi anni dal peso ingombrante del suo leader carismatico; la seconda e' rimasta vittima di una opposizione spesso confusa e frammentaria, portata contro l'uomo e non verso il politico. A perdere, sicuramente e' stata la politica nel suo insieme. Cio' e' stato ampiamente dimostrato dal costante aumento dell'astensionismo.
Nelle grandi democrazie, i leader passano, i partiti restano. Oggi in Italia, la politica non ha ne' un grande leader, ne' un grande partito.

lunedì 25 ottobre 2010

VESUVIO: LA VERA POLVERIERA E' L'ABUSIVISMO

Dai rosari alle molotov, dalle suppliche alla madonna ai raid incendiari contro le forze dell'ordine.
Questo e' stato lo scenario a ridosso delle falde del Vesuvio in questi ultimi giorni. Napoli, come spesso accade, ha fatto parlare male di se nel mondo.
Oggi, da quelle parti, precisamente a Torre del Greco, c'e' stato in giornata un blitz delle forze dell'ordine con diversi arresti di amministratori locali, rei di aver intascato mazzette per "accomodare" i controlli contro l'abusivismo edilizio.
In questo caso non ci sara' nessuna protesta, nessuna pacifica o virulenta manifestazione. Oltraggiare il territorio non fa rumore. E' una prassi normale, una radicata consuetudine perpetuata da decenni, nel completo silenzio, nell'assoluta non curanza.
Stavolta, non ci sara' nessuna mamma vulcanica (appena andata dal parrucchiere) a dimostrare dinanzi alle telecamere, nessun prete coraggio, nessun sindaco con la fascia tricolore a far sentire le sue rimostranze (da quelle parti anzi, la libertina concessione di licenze edilizie e' una forte arma di "persuazione" elettorale).
La vera polveriera nel vesuviano, non e' la munnezza. La vera bomba ad orologeria, regolata sul risveglio del vulcano, e' stata la progressiva, costante, silente ed inesorabile aggressione al territorio. In caso di malaugurata eruzione, la fuga sarebbe impossibile.
Come ho sempre sostenuto da questo spazio, la munnezza a queste latitudini, e' la punta di un gigantesco iceberg erettosi sull' affarismo politico-clientelare e sul malaffare diffuso, un coacervo purulento tra amministratori ed amministrati. Un bubbone che copre altre magagne.

mercoledì 20 ottobre 2010

MUNNEZZA, E' GUERRA TRA PROVINCE

L'emergenza rifiuti mai finita, ritorna ad assumere una dimensione preoccupante.
La guerriglia organizzata nei pressi della discarica di Terzigno, ha raggiunto il suo obietivo: il Governatore della Campania, Stefano Caldoro, ha deciso nell'immediato, di far sversare i rifiuti nelle altre province della regione, in primis in quella di Caserta (e' stata sua la decisione?...) con il placet del coordinatore del PDL campano, l'inquisito Nicola Cosentino (a Caserta nulla si muove senza il suo parere) e con l'avallo ricevuto anche da Landolfi, altro casertano spesso a Roma per lavoro...
Si tratta di esponenti politici casertani che anni addietro, alzarono barricate contro le decisioni di Bassolino circa la possibilita' di poter sversare in Terra di Lavoro. Evidentemente, i tempi della politica sono cambiati. Al Governatore messo li dall'uomo di Arcore, non si poteva dire di no. Caserta, Avellino e Benevento comunque, preparano le barricate. Pronti i ricorsi al TAR.
E poi, cosa accadra? Quanto potra' durare questa sorta di programmazione settimanale dello sversamento? A breve, sara' satura anche la discarica di Chiaiano, altro mega-invaso individuato da Bertolaso nella parte nord di Napoli, a poche centinaia di metri dal polo ospedaliero.
Napoli, fra tre mesi, dove destinera' i suoi rifiuti, visto che oltre il 70% degli stessi non possono essere destinati all'inceneritore di Acerra, perche' trattasi di tal-quale? Ma tanto, su cio' che viene introdotto nella centrale, non sapremo mai niente.
La Campania, ancora una volta, ha dato prova di non sapere gestire questo comparto. Non ho mai creduto ai film di fanta-scienza propinati dal Premier, in merito alla definitiva uscita dall'emergenza. Con lui sono d'accordo pero', quando sostiene che, superata la fase piu' cruenta, la gestione ordinaria sarebbe dovuta diventare di esclusiva competenza territoriale. I rifiuti invece, fanno nuovamente bella mostra di se tra le strade, sia nelle periferie che nel centro cittadino.
Qui non cambia niente. Un tempo era la camorra a decidere dove fare i fossi per nascondere i rifiuti. Adesso lo fara' la politica, decidendo a tavolino dove creare gli invasi o dove cambiare la morfologia dei territori, generando nuove colline, di spazzatura.
Di solito si afferma che ogni popolo ed il suo territorio, si merita i propri politici. La munnezza, nella sua imbarazzante presenza, e' la prova tangibile del fallimento della politica da queste parti.
Usando a suo vantaggio il dramma dell'emergenza rifiuti, la destra e' andata al potere. Se continua così, dalla munnezza ne sara' travolta.
La decisione presa dal Governatore, fara' scoppiare una guerra tra le province, una guerra tra poveri. Una guerra di munnezza.

domenica 17 ottobre 2010

REPORT, QUANDO L'INCHIESTA DIVENTA SCOMODA

Altro che Anno Zero. La vera televisione d'inchiesta e' quella della Gabanelli.
Report e' una trasmissione di denuncia e di profonda riflessione, sul mal costume diffuso nel nostro Paese.
Niente risse, nessun personalismo trionfalistico o mediatico vittimismo nella conduzione del programma. Soltanto fredda, spietata ed analitica denuncia contro l'affaristico potere clientelare diffuso a livello nazionale.
Report e' una trasmissione scomoda perche' da troppo fastidio ai potenti. Se questi poi, per molti anni, sono stati esponenti di una certa area politica del nostro paese, non deve essere certo una colpa per chi deve portare avanti delle inchieste.
Per fortuna, nonostante i vari tentativi di imbavagliare l'informazione, viviamo ancora in un paese libero.
I potenti di turno, si rassegnino.



mercoledì 13 ottobre 2010

ITALIA-SERBIA: QUALCOSA NON HA FUNZIONATO

Se una domenica decido di portare mio figlio alla partita e nell'entrare, lui desideri comprare una bottiglietta d'acqua, gli stewards al varco lo obbligheranno a togliere il tappo e lo "costringeranno" a bere il contenuto tutto di un sorso, prima di accedere agli spalti. Così recita il regolamento di sicurezza.
Ieri sera, allo stadio Ferraris di Genova, chi a controllato i tifosi serbi (veri e propri anarchici di estrema destra) al varco? E' possibile che si introducano tutti quegli oggetti contundenti all'interno di uno stadio? Nessuno ha pensato di far ritardare il loro ingresso, dopo che gia' avevano creato disordini in citta'?
Si trattava di pericolossisimi personaggi, legati all'ultranazionalismo serbo, che pochi giorni or sono, avevano messo sotto assedio la citta' di Belgrado, in occasione di una manifestrazione organizzata dal gay-pride.
Le autorita' italiane hanno affermato di non aver ricevuto avvisi in merito, ma semplici comunicazioni di servizio. A prescindere dal solito scarica barile delle responsabilita', ieri a Genova, nel gestire gli incidenti nello stadio, qualcosa non ha funzionato.
Si puo' rimanere ostaggio di un centinaio di irriducibili scalmanati che di certo non sono andati allo stadio per vedere la partita?
E' scoppiato un caso diplomatico tra Italia e Serbia.
Questa volta l'efficienza "nordica" del Ministro Maroni, in termini di sicurezza, ha fatto cilecca.
Da parte sua, il numero uno del Viminale, afferma di aver evitato una tragedia. Di certo, qualcosa ieri sera non ha funzionato. Era piu' che evidente il livello di impreparazione e l'imbarazzo disarmante nell'affrontare i disordini.
L'Uefa, oltre a dare la vittoria a tavolino all'Italia, punira' in modo esemplare la Serbia.
Ma in questi casi, ci saranno molto probabilmente, sanzioni anche per l'Italia.
Il paese ospitante l'incontro infatti, e' quello che deve garantire la sicurezza. Speriamo che l'Uefa ci eviti una cocente beffa.



sabato 9 ottobre 2010

ANCORA MORTI ITALIANI IN AFGHANISTAN

Afghanistan, la guerra infinita, il Vietnam del XXI secolo.
Altre quattro vittime italiane in quella che viene definita dal nostro Governo, una missione di pace.
Ormai, anche l'informazione da meno risalto a queste tragiche notizie.
Purtroppo, anche noi italiani, ci stiamo abituando alla morte per la Patria.
Dal 2004, data di inizio del nostro intervento in questo conflitto infernale, dove non esisste nessuna regola di ingaggio, sono 34 i caduti italiani. Spesso si tratta di giovani del sud che nell'esercito vedono l'unica possibilita' di realizzazione, loro che rispetto ai coetanei del resto del Paese, vivono in un territorio assai svantaggiato, letteralmente ai margini della societa'.
Non voglio fare la solita retorica, ma penso che l'Italia debba rivedere i suoi programmi di intervento internazionale.
Lo ha fatto Obama, non vedo perche' il nostro Governo debba insistere in questa missione davvero assurda, dove spesso e' la stessa diplomazia internazionale ad avere contatti con i guerriglieri taliban. A tal punto, serve ancora questa guerra?
Nel frattempo in Italia, dove dilaga impetuoso l'incessante fango mediatico, ahime' termometro dell' attuale pochezza della nostra politica, il Governo non prende in esame tale delicata questione. Ma si sa, il nostro Premier (in vacanza da Putin) ha altri problemi a cui pensare.
Mi meraviglia il silenzio della rumorosa e tanto animata ala finiana, autocelebratasi, terza gamba della maggioranza. Spesso, questo che e' diventato a tutti gli effetti, un nuovo partito, ha avuto aperture per tematiche e problematiche storicamente affrontate dalla sinistra.
Una destra che si ritiene moderna o che ambisce ad esserlo, che vuole dare la cittadinanza agli immigrati, aprirsi ad una cultura e ad una societa' multiconfessionale, potrebbe ridimensionare la sua propensione interventista ad ogni costo, per quelle che in molti credono ancora essere missioni di pace.
A mio modesto avviso, per tali finalita', basterebbe la Croce Rossa.

venerdì 8 ottobre 2010

SCORIE NUCLEARI SUL GARIGLIANO

In Campania ahime', quando si parla di rifiuto, la mente corre veloce ai cumuli di immondizia lasciati a ridosso delle strade, alle lavatrici ed i sanitari abbandonati finanche nelle regie dimore, ai copertoni scaricati nei campi coltivati.
Si dimentica purtroppo, un tipo di scarto, molto piu' pericoloso che, malauguratamente venisse sprigionato nell'aria, causerebbe danni ben piu' gravi alla salute dei cittadini.
Mi riferisco alle scorie nucleari.
E' di questi giorni infatti, l'inizio dei lavori per la bonifica e definitiva dismissione della centrale nucleare del Garigliano, sita nel comune di Sessa Aurunca, provincia di Caserta.
Un grosso deposito di circa 10.000 mc, realizzato in cemento armato ad alta resistenza, sta per essere costruito a ridosso della centrale. Si teme che in poco tempo e in maniera quasi segreta, possa diventare la sede ideale per lo stoccaggio di rifiuti altamente tossici provenienti anche dal resto del paese.
Per la munnezza si fa tanto rumore. L'emergenza infinita, e' diventata materia di scontro politico.
In merito alle scorie radioattive, avverto uno strano e preoccupante silenzio.



martedì 5 ottobre 2010

NON SCHERZATE COL FUOCO

Basta. Non se ne puo' piu'. Un giorno si fanno reciproche dichiarazioni di rinnovata fiducia e lealta', il giorno dopo si pronunciano ennesime minacce di guerra.
Questo e' il clima che regna nel Governo.
Berlusconi e Fini stanno scherzando con il fuoco. Come spesso capita l'ultimo dell'anno, si troveranno con un pericoloso petardo esploso tra le mani, per aver inconsapevolmente sovrastimato la lunghezza della miccia a loro disposizione, rivelatasi all'improvviso troppo corta.
Lo scommettere sulla durata del Governo sta diventando una vera malattia, un'ossessione, alla pari delle giocate folli al superenalotto, legalizzata bisca di Stato.
L'unica certezza e' la disaffezione per la politica da parte degli italiani, i quali hanno ben altri problemi a cui pensare. Se andate a vedere tutti i sondaggi fatti dalle agenzie specializzate sulle preferenze per i partiti, l'unico dato in crescita incontrovertibile, e' la propensione all'astensionismo.
Intanto il Paese continua a scivolare nel buio dell'incertezza. Per gli analisti di settore, il peggio deve ancora arrivare, nonostante gli ennesimi proclami ottimistici del Ministro Tremonti.
Al sud tali problemi sono ancor piu' avvertiti. Qui non cambia niente, peggio che nel resto dell'Italia.
La prova evidente, e' l'ennesima intimidazione alla Procura di Reggio Calabria. Da queste parti, gli attentati sono visibili, tangibili, documentabili, lasciano segnali inconfutabili. Non occorre la scientifica, per doverne trovare le tracce...

domenica 3 ottobre 2010

MUNNEZZA, ORMAI UNA QUESTIONE DI FEDE

La situazione relativa alla discarica di Terzigno, resta in fase di stallo.
L'invaso e' ormai a limite della sua capienza. La cittadinanza locale si oppone con estrema fermezza contro l'ipotesi di un ulteriore allargamento. Dopo gli scontri degli ultimi giorni, si registra una fase di calma apparente.
Da Roma il Premier, ha lanciato un'ennesima promessa alla popolazione locale, innanzitutto per prendere tempo.
A gennaio, sara' colmo anche l'invaso di Chiaiano, situato nell'area nord del capoluogo.
Ci vorranno poi, almeno tre anni per vedere la nascita di un altro inceneritore. Napoli e la sua provincia, non hanno al momento individuato altri invasi in cui destinare i rifiuti.
Visto che la differenziata non decolla, rimanendo su percentuali davvero basse, ed essendo prodotte circa 1000 tonnellate al giorno di tal quale, non utilizzabili per l'inceneritore di Acerra (a sua volta funzionante a regime ridotto), bisognera' gioco forza trovare nuovi invasi in cui destinare i rifiuti.
Nonostante i grossi proclami fatti dal Governo, si deve sottolineare come questo ulteriore ritardo nel rientro ad una fase ordinaria, sia l'ennesimo ed inconfutabile fallimento delle amministrazioni locali, nel gestire il ciclo della raccolta.
Il miracolo "istituzionale" della sparizione della munnezza non c'e' mai stato.
Persa ogni speranza, la gente si aggrappa alla fede. Si invoca l'intercessione della madonna per trovare una soluzione al problema.






mercoledì 29 settembre 2010

IL MALATO E' ANCORA IN VITA

Il Governo continua a rimanere a galla, la palude pero', e' diventata piu' fangosa.
Nessuno ha avuto il coraggio di staccare la spina. Il malato e' ancora in vita.
Lo stato comatoso permane, nessuno vuole pronunciarsi circa la sua durata.
A breve, iniziera' una lunga ed estenuante veglia al capezzale del moribondo.
Sara' una sorta di supplica, affinche' la maggioranza esali l'ultimo respiro.
Tutti sono consapevoli di essere in una strada di non ritorno.
Si e' persa anche la speranza e la fede, per un improbabile miracolo.
Lo scontro tra gli eredi per la successione, e' gia' cruento.
Lo stesso dicasi per chi dovra' organizzare le esequie.

Soltanto il "medico" continua a rimanere ottimista...








martedì 28 settembre 2010

UN INDICATIVO COPIA E INCOLLA

E' la prima volta che ripubblico un post. Non so se accuso un improvviso attacco di pigrizia. Di certo, dato lo scenario politico a cui assistiamo inermi noi italiani, da un po' di tempo a volte, fare copia e incolla su determinati argomenti non implica di uscire fuori tema.
Il post in oggetto, e' del dicembre 2009. Da allora, almeno per il sud, le cose sono soltanto degradate.
I protagonisti della politica sono gli stessi, il loro impegno per il meridione, ahime', e' miseramente peggiorato.
Se vi va, dategli un'occhiata. Buona lettura!

sabato 25 settembre 2010

FATE UN PASSO INDIETRO

Oggi il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha parlato al Paese tramite la rete, per esporre la sua versione dei fatti, sulla vicenda della casa a Montecarlo, diventato un affare internazionale.
Concordo con Fini. La politica ha perso il senso delle cose, l'essenza del suo principale servizio: quello di risolvere al meglio i problemi dei cittadini, quindi del Paese.
Se Fini, sara' costretto a dimettersi, sara' una perdita per l'intero paese, anche per quella parte di maggioranza, oggi a lui antagonista che domani, a sua volta, sara' orfana di un grande statista.
Oggi il passatempo preferito dei nostri rappresentanti della maggioranza, e' quello di misurarsi con sondaggi interni, per constatare quotidianamente, come va l'andamento delle rispetive correnti.
Nessuno ha compreso il delicato momento che sta attraversando la Nazione. Ancora una volta si sta gettando all'aria, l'occasione di potersi dare nuove riforme.
L'acerrima rivalita' tra i gruppi, ha portato ad una cecita' pressocche' totale su quelle che sono le delicate problematiche del momento, ancora piu' avvertite al sud. Se a cio' aggiungiamo la mancanza di una opposizione degna di questo nome, a sua volta frantumata da frizioni e separatismi intestini, possiamo senza dubbio asserire che in Italia la politica sta definitivamente scomparendo.
Le elezioni di 2 anni or sono, avrebbero potuto aprire una stagione di rinnovamento. Oggi assistiamo inermi, alla perdita di peso delle istituzioni, per opera della stessa maggioranza. Peccato.
La disaffezione alla politica non potra' che aumentare. Con essa, conseguentemente, crescera' la recrudescenza dello scontro sociale, inevitabile quando la democrazia perde i suoi pezzi.
Penso che e' davvero giunto il momento che ognuno faccia un passo indietro, per il bene del Paese.

venerdì 24 settembre 2010

POLITICA CIECA IN UN PAESE ALLO SBANDO

Dossieraggio o non dossieraggio, questo pare ultimamente essere l'unico problema per l'Italia.
La politica diventa talk-shaw, un reality di basso livello, uno strillato chiacchiericcio da bar.
I membri della maggioranza passano il loro tempo negli studi televisivi ad azzuffarsi sul nulla.
Il paese rotola in una crisi che solo le fanfare governative non riescono a vedere.
Giurano fedelta' agli elettori per il rispetto del programma. Vorremmo sapere anche noi di quale programma si tratta.
La disoccupazione avanza inesorabile, i precari aumentano, i cassintegrati a breve, saranno inoccupati.
A questi drammi, quali risposte sta dando il governo? E l'opposizione, il famoso governo ombra, cosa sta producendo in quest'ultimo periodo?
Assistiamo inermi, all'agonia di un paese allo sbando, bloccato dalla cecita' della politica, diventata in questi ultimi anni, sterile contrapposizione personalistica.
La gente e' stufa, arrabbiata, a breve sara' anche affamata.
L'esasperazione delle masse, portera' a breve, il ripresentarsi cruento dello scontro sociale.

lunedì 20 settembre 2010

A NAPOLI, SI E' PERSA ANCHE LA SPERANZA

Ieri l'omelia del Vescovo di Napoli, Crescenzo Sepe, in occasione del ripetersi del miracolo di San Gennaro, si e' incentrata sulle difficolta' (ormai croniche) di questa citta'.
Il Vescovo, ha tuonato frasi sibilline che inducono a fare un'attenta riflessione.
Napoli e' allo stremo. La citta' deve affrontare gli effetti di una crisi economica che, da queste parti, fa sentire in modo piu' pesante le sue conseguenze.
Napoli e' stata sempre una citta' che ha vissuto di espedienti, dell'arte di arrangiarsi, dove il problema lavoro da tempo, e' stata la principale causa di un'emorragica fuga sia di braccia che di cervelli.
Nonostante tutto, i napoletani sono sempre stati persone positive, radiose, ottimiste.
Il detto Eduardiano, "adda passa' a nuttata" (domani sara' un altro giorno, sicuramente migliore), inizia a non trovare piu' riscontro da queste parti.
La citta', inizia ha smarrire la sua principale forma di sicurezza introspettiva. A Napoli, si sta perdendo anche la speranza, per un domani migliore.
La citta' non reagisce piu', i suoi cittadini sono sempre piu' rassegnati.
Sulla citta', incombe il buio pesto. La cassaintegrazione dilaga, importanti cantieri vedono compromessa la loro attivita'.
La politica ( presa dalle sue lotte indestine) sembra ad un tratto, aver dimenticato questa citta', sempre piu' abbandonata al suo destino.
Lo Stato, nella lotta alla criminalita' ha compiuto risultati eccezionali. Ma buttare in galera i malavitosi senza generare prospettive di crescita alternative, vuol dire creare nelle stesse zone, una desertificazione economica irreversibile. E quando la gente ha fame, e' disposta a tutto.
E' la prima volta che anche il miracolo del santo patrono, non riesce a far sorridere il suo popolo.

sabato 18 settembre 2010

NAPOLI, RISCHIO DI NUOVA EMERGENZA

Non c'e' pace all'ombra del Vesuvio, in merito all'immondizia.
La raccolta subisce un nuovo brusco rallentamento. Varie volte ne ho parlato da questo spazio, basta vedere alla categoria "emergenza rifiuti".
Il problema pare stia avendo una rapida recrudescenza. La crisi, qui in Campania molto piu' avvertita, ha avuto il suo effetto. Ci sono stati notevoli tagli alle municipalizzate (lontani sono i tempi delle assunzioni clientelari). Gli stipendi al personale iniziano ad accumulare ritardo. I fondi europei stanziati per l'emergenza, non arrivano. Il passaggio dalla gestione comunale della raccolta a quella provinciale sta palesando una notevole disorganizzazione. Le discariche sono stracolme ( Terzigno e' quasi al collasso, Chiaiano saturera' la sua capienza ad inizio 2011).
Questa volta si e' messo di traverso anche l'inceneritore di Acerra. Inaugurato in pompa magna dallo stesso Premier, ha dovuto affrontare nel corso di questo breve periodo di attivita', diversi problemi, ma questa volta l'inconveniente pare essere piu' serio.
I riflettori hanno spento le luci su questo problema. A livello nazionale e' passato il messaggio che il Governo ha risolto l'emergenza "munezza". L'esperienza napoletana ha spesso sintetizzato, esaltandolo, il concetto ripetuto come un mantra, del governo del fare.
Ma qui le cose sono molto diverse (guarda il video), rispetto a quello che i media irradiano nelle case degli italiani. Inoltre, non c'e' piu' Bassolino. Con chi prendersela?
L'hinterland napoletano e la provincia di Caserta, hanno continuato a convivere in situazioni si sofferenza. Il problema e' che ora, l'immondizia ricompare, in straripante voluminosita', anche nelle vie del centro partenopeo. E' iniziata una corsa contro il tempo. Se la raccolta non torna a regime, si accumuleranno per strada, 1000 tonnellate di immondizia al giorno.
Tengo a precisare che tutto cio' accade nella citta' italiana dove e' piu' alto il costo della Tarsu.
Al danno, la beffa.


mercoledì 15 settembre 2010

BALLARO': VA IN ONDA IL REALITY POLITICO

La politica torna in televisione.
Ieri prima serata di Ballaro'. Floris dopo la rovente pausa estiva, dove per la prima volta, per sua stessa ammissione da Mentana al Tg de La 7, ha cercato di proporre uno speciale estivo dopo la bufera scoppiata alla fine di luglio per la casa di Fini a Monte Carlo, ripropone il format del martedì sera.
Soliti ospiti, stesse polemiche, inevitabile rissa. La politica, raggiunto un livello di bassezza senza uguali, va nuovamente in onda, proponendo tutta la sua pochezza. A breve, i programmi di approfondimento politico, diventati mediocri talk-shaw, andranno a erodere ascolto ai reality.
Il politico diventa attore protagonista, recitando a menadito il suo ruolo di comunicatore chiassoso, a mezzo etere. Il copione e' sempre lo stesso, salvo interruzioni dalla regia...
Da una parte i berlusconiani, impegnati nel loro ultimo sforzo di campagna acquisti estiva, per assicurarsi la fatidica soglia dei 316 si, in vista della fiducia di fine mese.
Dall'altra, gli anti-berlusconiani, di prima e seconda generazione. Gli ultimi romantici del comunismo ed i nuovi giustizialisti di destra, i finiani che, in nome del ripristino della moralita'in politica, cercano di proporre anche in Italia, un modello di destra europea, liberale, laica, progressista, dimenticando tutto ad un tratto, a quale forza politica hanno dato il loro incondizionato appoggio per alcuni lustri.
La televisione, e' lo specchio della societa' in cui viviamo.
La politica, in questo momento, ne riflette la sua diffusa opacita'.


sabato 11 settembre 2010

BRUNETTA SPARA A ZERO SU NAPOLI. CONCORDO

Spesso le uscite del ministro Brunetta, alimentano accese polemiche.
Il ministro tanto odiato dai dipendenti pubblici (sui fannulloni dissi a suo tempo la mia), questa volta l'ha sparata grossa sul meridione, piu' esattamente sulla Campania e sulla Calabria, senza le quali, secondo il ministro, l'Italia sarebbe il primo stato europeo per competitivita'.
A suo dire, Napoli, rappresenterebbe un cancro culturale, sociale ed etico.
Da cittadino campano, non trovo astio in cio' che afferma Brunetta ma un profondo sentimento di disagio e vergogna.
Quante volte, trovandoci lontano dalla nostra regione per motivi di lavoro o per periodi di vacanze, noi campani notiamo il diverso standard della qualita' della vita, di cui godono i cittadini di altri territori?
Le zone citate dal Ministro, non sono state tirate in ballo a caso.
La Calabria non la conosco a fondo, ma Napoli ed il suo hinterland, Caserta e la parte di provincia che si protende nell'agro-aversano, posso dire che le conosco come le mie tasche.
Da queste parti, l'incuria e l'abbandono regnano sovrani, la mancanza di un'efficiente amministrazione e' la regola, lo scarso senso civico della popolazione e' diventato un'atavica e radicata espressione comportamentale, dalle sfumature antropologiche.
Lo Stato sta finalmente facendo sentire la sua presenza contro la criminalita' organizzata, ma il ritardo nella crescita culturale della popolazione, e' quanto mai avvilente.
Faro' un esempio banale ma significativo: fino a quando a queste latitudini, non si indossera' il casco, non si allaccera' la cintura e si continuera' a passare con il rosso, tutti gli altri seppur minimi miglioramenti qualitativi nella vita dei singoli e quindi delle comunita' di questi territori, tarderanno a venire.
Chi non ama e non protegge la propria persona e quella dei suoi cari, come puo' amare e proteggere il territorio in cui vive?...


mercoledì 8 settembre 2010

FRA INCUDINE E MARTELLO

La paralisi istituzionale e' totale.
Da un lato, i finiani giorno dopo giorno mettono in atto una sfiancante opera di erosione ai danni del Premier. Dall'altro, la Lega scalpita per andare al piu' presto alle urne, per veder leggittimata la crescente ed indiscussa leadership nel nord Italia.
Quanto potra' durare questa imbarazzante stasi decisionale?
Tutto e' fermo. Di riforme neanche a parlarne, mentre il paese deve registrare l'ennesimo errore, nelle stime di previsione di crescita.
Berlusconi intende salire al Colle, per manifestare il proprio disagio al Presidente Napolitano.
La Lega, intuendo che il Premier vorrebbe evitare le urne nel breve, ha minacciato in modo tassativo, di non votare la fiducia, dando di fatto un fendente alle spalle al suo inseparabile alleato. La fine della Legislatura, a questo punto, pare essere assai piu' vicina.
Il Premier ormai e' come un vecchio ferro arroventato che riceve colpi tra l'incudine ed il martello.
Dopo essere stato ripetutamente colpito ai fianchi nel corso di questi mesi, dal Presidente della Camera, nonche' co-fondatore di questo sciagurato partito chiamato PDL (un verticistico contenitore clientelare, dinastico e nepotista, destinato ad implodere), ancora una volta, con ogni probabilita', Berlusconi andra' a casa, ricevendo il colpo di grazia dal leader padano, Bossi.
Un ciclo politico sta volgendo al termine. Io lo preannunciai, un anno or sono.