E' da questa estate che la polemica ha assunto livelli estremi. Nel PDL e' in corso una rottura insanabile, una violenta contrapposizione, tra gli ex forzisti e gli ex alleanzini senza che nessuno abbia fatto un passo indietro, per il bene del Paese.
Gossip, inchieste, spionaggio mediatico, dichiarazioni di aperta belligeranza sono stati il condimento di questa insalata russa in cui si e' trasformata la maggioranza di governo.
Il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, in piu' occasioni ha preso le distanze dal Premier Berlusconi. Ha piu' volte affermato che l'atteggiamneto del Presidente del Consiglio e' inaccettabile, come e' improponibile una legge fatta a posta per lui (il lodo Alfano per intenderci).
Il Problema che Fini dovrebbe una volta per tutte, dichiarare palesemente con chi sta.
Non si puo' un giorno emettere dichiarazioni al vetriolo contro il proprio alleato e l'indomani appoggiare la maggioranza che legifera le sue scelte.
Gli italiani sono stufi, specie chi da Fini attende una presa di responsabilita' nei confronti del Premier. GLi elettori di destra, soprattutto quelli che non vedono moralmente accettabile la permanenza del Premier a prescindere, il cui mandato a questo punto, e' diventato davvero imbarazzante, auspicano che il Presidente della Camera stacchi la spina all'esecutivo.
Fini ha gia' commesso due grandi errori politici nella sua storia di statista.
Il primo e' quello di aver messo fine ad Alleanza Nazionale, il primo partito di destra moderna e liberale. Il secondo e' quello di aver frantumato di fatto, dopo averlo fondato, il PDL, il piu' grande partito nazionale, quindi la maggioranza, creando un nuovo gruppo parlamentare, Futuro e Liberta' (a breve partito), generando un clima di scontro permanente, un progressivo e straziante logoramento dell'esecutivo, a questo punto, fortemente indebolito.
Fini contemporaneamente ricopre tre ruoli. E' garante delle Istituzioni in quanto Presidente della Camera. E' alleato nonche' co-fondatore del partito di maggioranza, quindi alleato di Berlusconi. Inoltre e' capo di un nuovo movimento politico (di fatto alternativo al PDL) che in ogni momento, da i suoi format nella rete, in tutte le sue pubbliche apparizioni, cerca di proporsi come nuovo riferimento della destra nazionale, una destra pluralista, orizzontale, non soggetta ai dictat del padrone.
Fino a quando Gianfranco Fini pero', non prendera' formalmente le distanze dal Premier, dando luogo ad una crisi aperta, tutte le sue belle chiacchere su moralita', giustizia, etica, rispetto delle Istituzioni, moderno liberismo, laicismo, europeismo che non rinnega l'amor di Patria, rimarranno per l'appunto, solo discorsi che andranno in fumo. L'elettorato, specie quello di destra, ancor piu' quello simpatizzante di Fini, pretende coerenza.
In tanti sono stanchi di Berlusconi. A breve, iniziera' a stancare questa strategica ed alchemica ambivalenza portata avanti da Fini che diventera' per lui stesso e per i suoi tanti delfini dell'ultima ora, smaniosi di protagonismo, un pericoloso boomerang.
Il Problema che Fini dovrebbe una volta per tutte, dichiarare palesemente con chi sta.
Non si puo' un giorno emettere dichiarazioni al vetriolo contro il proprio alleato e l'indomani appoggiare la maggioranza che legifera le sue scelte.
Gli italiani sono stufi, specie chi da Fini attende una presa di responsabilita' nei confronti del Premier. GLi elettori di destra, soprattutto quelli che non vedono moralmente accettabile la permanenza del Premier a prescindere, il cui mandato a questo punto, e' diventato davvero imbarazzante, auspicano che il Presidente della Camera stacchi la spina all'esecutivo.
Fini ha gia' commesso due grandi errori politici nella sua storia di statista.
Il primo e' quello di aver messo fine ad Alleanza Nazionale, il primo partito di destra moderna e liberale. Il secondo e' quello di aver frantumato di fatto, dopo averlo fondato, il PDL, il piu' grande partito nazionale, quindi la maggioranza, creando un nuovo gruppo parlamentare, Futuro e Liberta' (a breve partito), generando un clima di scontro permanente, un progressivo e straziante logoramento dell'esecutivo, a questo punto, fortemente indebolito.
Fini contemporaneamente ricopre tre ruoli. E' garante delle Istituzioni in quanto Presidente della Camera. E' alleato nonche' co-fondatore del partito di maggioranza, quindi alleato di Berlusconi. Inoltre e' capo di un nuovo movimento politico (di fatto alternativo al PDL) che in ogni momento, da i suoi format nella rete, in tutte le sue pubbliche apparizioni, cerca di proporsi come nuovo riferimento della destra nazionale, una destra pluralista, orizzontale, non soggetta ai dictat del padrone.
Fino a quando Gianfranco Fini pero', non prendera' formalmente le distanze dal Premier, dando luogo ad una crisi aperta, tutte le sue belle chiacchere su moralita', giustizia, etica, rispetto delle Istituzioni, moderno liberismo, laicismo, europeismo che non rinnega l'amor di Patria, rimarranno per l'appunto, solo discorsi che andranno in fumo. L'elettorato, specie quello di destra, ancor piu' quello simpatizzante di Fini, pretende coerenza.
In tanti sono stanchi di Berlusconi. A breve, iniziera' a stancare questa strategica ed alchemica ambivalenza portata avanti da Fini che diventera' per lui stesso e per i suoi tanti delfini dell'ultima ora, smaniosi di protagonismo, un pericoloso boomerang.