Gheddafi e' morto, per esattezza e' stato ammazzato con un colpo alla testa. Troppo scomodo evidentemente, mantenerlo in vita. Tutti adesso grideranno vittoria, dopo che per troppo tempo hanno allungato la mano (qualcuno la ha persino baciata) al dittatore, considerando assai allettante la sua amicizia, la sua smisurata influenza.
Ma il vero vincitore e' stato il popolo libico che ha osato sfidare il Rais. Difatti, con il nascere della primavera araba, lo scenario e' mutato. Verso il tiranno che ha risposto ai movimenti di piazza con i missili dell'aviazione, e' iniziata una guerra portata avanti dalle grandi potenze occidentali, (Francia, Inghilterra, Stati Uniti e 4 caccia dell'aviazione italiana...) che, con lo gia' sperimentato pretesto di esportare la democrazia, d'improvviso hanno visto l'opportunita' di poter controllare una strategica area geografica.
Vanno fatte alcune considerazioni. E' strano che per questa guerra nessun movimento pacifista, sia sceso in piazza, eccezion fatta per il solo Gino Strada di Emergency. Non accadde così con la guerra in Iraq. Perchè? Il gas libico forse, e' meno allettante del petrolio arabo? I migranti ammazzati nel deserto, sono diversi dai curdi sterminati con il gas? Se ci si basa sul fatto che in Libia un'intero popolo si sia ribellato al suo dittatore, perche' allora non viene portato un attacco di liberazione, anche alla Siria? L'invasore americano si e' trasformato in salvatore della democrazia, solo perche' Obama e' piu' simpatico dei Bush? O forse perche' a Saddam nessuno bacio' la mano?
La storia si evolve, con essa anche i giudizi che vengono dati ai suoi interpreti.
Una cosa e' certa: un regime durato quarantudue anni, finisce. Un altro dittatore vede cessata la sua tirannia. Per fortuna!
Iniziera' un periodo di transizione molto incerto, anche perche' l'intero nord-Africa e' in fermento.
L'Italia sta alla finestra, non avendo avuto un ruolo determinante nella caduta del dittatore e pagando forse, lo scotto di un'eccessiva sottomissione diplomatica allo stesso, nel periodo antecedente alla rivolta. Inoltre, se il Ministro Frattini ha come consigliere un faccendiere latitante come Lavitola, possiamo intuire quale sia il livello della nostra politica estera in questo periodo.
Pagati a caro prezzo i debiti di guerra al popolo libico, adesso con molta probabilita', dovremmo accontentarci soltanto di una piccola fetta della torta che altri mangeranno in modo piu' sostanzioso.
Ma il vero vincitore e' stato il popolo libico che ha osato sfidare il Rais. Difatti, con il nascere della primavera araba, lo scenario e' mutato. Verso il tiranno che ha risposto ai movimenti di piazza con i missili dell'aviazione, e' iniziata una guerra portata avanti dalle grandi potenze occidentali, (Francia, Inghilterra, Stati Uniti e 4 caccia dell'aviazione italiana...) che, con lo gia' sperimentato pretesto di esportare la democrazia, d'improvviso hanno visto l'opportunita' di poter controllare una strategica area geografica.
Vanno fatte alcune considerazioni. E' strano che per questa guerra nessun movimento pacifista, sia sceso in piazza, eccezion fatta per il solo Gino Strada di Emergency. Non accadde così con la guerra in Iraq. Perchè? Il gas libico forse, e' meno allettante del petrolio arabo? I migranti ammazzati nel deserto, sono diversi dai curdi sterminati con il gas? Se ci si basa sul fatto che in Libia un'intero popolo si sia ribellato al suo dittatore, perche' allora non viene portato un attacco di liberazione, anche alla Siria? L'invasore americano si e' trasformato in salvatore della democrazia, solo perche' Obama e' piu' simpatico dei Bush? O forse perche' a Saddam nessuno bacio' la mano?
La storia si evolve, con essa anche i giudizi che vengono dati ai suoi interpreti.
Una cosa e' certa: un regime durato quarantudue anni, finisce. Un altro dittatore vede cessata la sua tirannia. Per fortuna!
Iniziera' un periodo di transizione molto incerto, anche perche' l'intero nord-Africa e' in fermento.
L'Italia sta alla finestra, non avendo avuto un ruolo determinante nella caduta del dittatore e pagando forse, lo scotto di un'eccessiva sottomissione diplomatica allo stesso, nel periodo antecedente alla rivolta. Inoltre, se il Ministro Frattini ha come consigliere un faccendiere latitante come Lavitola, possiamo intuire quale sia il livello della nostra politica estera in questo periodo.
Pagati a caro prezzo i debiti di guerra al popolo libico, adesso con molta probabilita', dovremmo accontentarci soltanto di una piccola fetta della torta che altri mangeranno in modo piu' sostanzioso.