lunedì 16 maggio 2011

BOCCHINO, MANTIENI LA PAROLA.

Alle elezioni a Sindaco di Napoli, e' successo qualcosa di inaspettato. Luigi de Magistris, e' riuscito ad andare al ballottaggio, contro la macchina da guerra messa in campo dal PDL. Cio' gia' rappresenta un successo. Gli ultimi giochi di prestigio messi in campo dal Premier Berlusconi, sceso dal nord per sostenere il candidato del PDL, non sono riusciti nell'intento di far vincere Lettieri al primo turno. Un popolo offesso ed arrabbiato, non ha creduto piu' al sultano incantatore. Politicamente comunque, il vero sconfitto e' il PD . Troppi i suoi fallimenti in questi anni di lunga amministrazione del territorio.
de Magistris ha polarizzato il voto di protesta, di ribellione. Ha incarnato il vero tentativo di cambiamento, dopo lustri di politiche nepotistiche e clientelari.
I cittadini napoletani hanno osato uscire da un binario imposto e gia' tracciato. Il loro destino politico pareva essere segnato in modo imprenscindibile. Sostenere i discepoli della casta Bassoliniana o dare fiducia ai nuovi "amici" di Nick o' mericano, Nicola Cosentino e di Giggino a' purpetta, Luigi Cesaro.
In molti si sono astenuti ma chi ha voluto scegliere un candidato oltre i partiti e la politica, ha puntato sul magistrato napoletano. Io nel mio piccolo, avevo ipotizzato questo exploit.
Ma adesso per De Magistris, la sfida e' ancora piu' improba, il vantaggio da colmare sembra abissale. L'appoggio delle altre forze di sinistra, presentatesi divise all'appuntamento elettorale, pare non sia sufficiente.
Chi sara' decisivo per la vittoria finale, e' senza dubbio il Terzo Polo. Fini, Bocchino e Casini, sapranno osare? Avrebbero voluto creare una "coalizione repubblicana" per il bene della Nazione, mai realizzata dopo la mancata spallata del 14 dicembre. A Napoli, riusciranno a realizzare un'alleanza alternativa di "mutuo soccorso" ad una citta' giunta allo stremo per le palesi incapacita' dei due principali partiti? In televisione ed in tutte le loro interviste, sparano a zero sempre contro il Premier. A Roma il terzo Polo e' decisamente all'opposizione. Ma le cose poi cambiano quando si va ad amministrare il territorio. Casini sia in Regione Campania che nella provincia di Caserta ad esempio, e' alleato con il PDL. Cosa succedera' a Napoli? Bocchino manterra' la sua parola? O le sue saranno state le solite chiacchere gettate al vento per creare soltanto un po' di rumore propagandistico?
A Napoli puo' cambiare la storia politica del Paese. Se Fli avra' il coraggio di farlo, sara' rivoluzione!


venerdì 13 maggio 2011

PROSPERO FUTURO? PER IL POLITICO E' GARANTITO

E' calato il silenzio su questa infuocata campagna elettorale. A Napoli si va al voto in un clima di incandescente tensione. Chi guidera' una citta' trasformatasi in una cloaca a cielo aperto? E' finita la propaganda politica, si sono conclusi i comizi fatti di solite promesse, di impegni roboanti verso una cittadinanza ridotta allo stremo, ferita nel suo orgoglio, derisa per i suoi drammi, a livello mondiale.
Tutti i politici dei vari schieramenti, hanno dichiarato di rappresentare la svolta, di essere garanzia del tanto atteso cambiamento. Tutti hanno giurato di tenere Napoli nel cuore, di rappresentare l'occasione di riscatto per una citta' sfregiata in modo profondo, umiliata, messa in ginocchio, dove il problema monnezza, non e' che la punta di un iceberg, un purulento bubbone che copre altre magagne (attualissimo il mio post del gennaio 2008, quando iniziai a scrivere da questo spazio).
Tutti i candidati alla poltrona di sindaco, hanno affermato che Napoli deve tornare a svolgere quel ruolo guida per il Mezzogiorno e di riferimento cardine nel Mediterraneo, come cerniera tra Europa ed Africa. Tutti hanno garantito l'attuazione del tanto atteso sviluppo, tramite investimenti ad hoc, da realizzare con capitali nazionali ed europei. Tutti si sono impegnati formalmente, nel dichiarare lotta alla criminalita' organizzata. Tutti hanno affermato di poter realizzare una Napoli migliore, dove il problema rifiuti dovra' rimanere soltanto un brutto ricordo ( per noi napoletani un vero e proprio incubo, visto che tra emergenze conclamate e quelle ufficialmente considerate concluse, il problema va avanti da oltre 17 anni).
Il risultato delle elezioni e' molto incerto. Si andra' sicuramenbte al ballottaggio. Il futuro sindaco avra' un compito davvero improbo: governare una citta' divenuta invivibile.
Solitamente, nel disagio e nella sofferenza cresce il consenso. La politica si e' sempre alimentata delle difficolta' e delle privazioni della cittadinanza. Quando questa e' piu' provata o come adesso moribonda, tanto piu' e' penetrante il messaggio del politico di turno e l'aspettativa che lo stesso suscita nei confronti di una popolazione inerme, sfinita, senza piu' speranza.
Da questo punto di vista, il politico, qualsiasi esso sia il suo colore di appartenenza, a queste latitudini avra' garantito un prospero futuro.
Noi cittadini invece, il nostro presente, lo abbiamo gia' perduto.



martedì 10 maggio 2011

CREDERE A TREMONTI: UNA QUESTIONE DI FEDE

In Italia si parla troppo di Berlusconi e poco dei problemi che affliggono le famiglie, le imprese ed i lavoratori.
Diciamo che allo stesso Premier, non dispiace di calamitare su di se l'attenzione dei media, anche se l'oggetto univoco delle argomentazioni nei suoi confronti e' quasi sempre negativo. Fare la vittima per distogliere l'attenzione dei cittadini dai reali problemi, gli riesce alla grande!
Nel frattempo, l'economia arranca. Molte fabbriche, dopo mesi di cassaintegrazione, chiudono. All'orizzonte non si vedono attuati i tanti rimedi promessi per tamponare questa violenta emorragia, divenuta ormai cronica.
Il Governo continua a sostenere che i nostri conti sono in ordine, che il peggio e' passato e che le banche sono solide. Sara', ma l'incubo Grecia e' dietro l'angolo. La nostra finanza sara' pure al sicuro ma la nostra economia reale e' impietosamente ferma. Il Paese a breve, sara' invaso da centinaia di migliaia di profughi nord-africani, poveri disgraziati destinati a bivaccare senza un lavoro. I grandi colpi inferti alla malavita organizzata, se non saranno seguiti da investimenti alternativi, produrranno una vera e propria desertificazione economica in alcune aree del Paese, gia' pesantemente arretrate.
Svanito nel nulla l'artefatto ottimismo, e' rimasta la fede. Credere a Tremonti infatti, e' divenuta una "necessita' dogmatica".

venerdì 6 maggio 2011

MONNEZZA ELETTORALE

Il Premier Berlusconi, inviera' ancora una volta l'esercito a Napoli, per sgombrare le strade dalla spazzatura.
Un tempo, in vista delle elezioni, pur di accaparrarsi qualche voto in piu', i politici mestieranti in accordo con i vari capi rione, registi indiscussi della spartizione di voti e poltrone, gettavano un po' di fumo negli occhi ai poveri cittadini inermi, adoperandosi in frettolose operazione di lifting urbano. A pochi giorni dal voto, come per incanto, venivano asfaltati tratti di strada che fino a qualche ora prima erano dei veri e propri canyon. Aiuole, fioriere e qualche immancabile panchina per i vecchietti, completavano il gioco di prestigio. Garantendo poi, l'acquisto di qualche genere alimentare ed una bolletta pagata, il popolo vedeva con i propri occhi, materializzarsi l'interessamento del politico di turno che poi, puntualmente, all'indomani delle votazioni, scompariva nel nulla, come un castello di sabbia spazzato via dal vento.
Oggi il gioco di prestigio, la mega-illusione, sta nel voler far scomparire migliaia di tonnellate di monnezza dalle strade. Ancora una volta, Berlusconi prova a diventare San Gennaro. Strano davvero e per giunta assai pericoloso il suo tentativo. Premesso che il problema e' locale, ammesso e non concesso che ci sia stata anche qualche lentezza, politicamente calcolata, nella rimozione dei rifiuti per far cadere sul Presidente del Consiglio responsabilita' ormai non piu' sue, perche' allora abusare del dramma vissuto dalla cittadinanza per meri fini elettorali?
Un tempo, in campagna elettorale, si convincevano gli elettori con i comizi, in cui si promuovevano idee e programmi per la cittadinanza. Oggi invece, assistiamo ad una strumentalizzazione del sacchetto che diventa arma di consenso e conquista elettorale.
La Regione (governata dal centro-destra) doveva dare inizio alla realizzazione di altri 2 termovalirazzatori, dei quali non e' stata ultimata nenache la progettazione. Il Comune ( il centro-sinistra e' a fine mandato) avrebbe dovuto garantire un notevole aumento della raccolta differenziata. La Provincia ( governata dal centro-destra) avrebbe dovuto intensificare la parte relativa al trattamento dei rifiuti da riciclare o da incenerire.
Tutto cio' non e' accaduto. Berlusconi affermo' che il suo intervento straordinario era terminato e che le responsabilita' non erano piu' da additare al governo centrale. Napoli avrebbe dovuto camminare con le proprie gambe.
Perche' adesso, ritorna in citta'? Dove sara' dirottata questa enorme quantita' di rifiuti, ammassati sull'intero territorio metropolitano da prima di Pasqua? Discariche in citta', oltre quella di Chiaiano ormai satura, e per giunta sotto sequestro, non c'e' ne sono. Fuori citta' (ipotesi Terzigno ) o ancor peggio, fuori provincia, sono gia' pronti a far barricate.
La monnezza resta un dramma insoluto. La sua imbarazzante presenza, la vastita' della sua eco prodotta a livello planetario, e' direttamente proporzionale al totale fallimento della politica a queste latitudini.
Fra poco piu' di una settimana si andra' al voto. La "monnezza elettorale", entra nel vivo.


giovedì 5 maggio 2011

LA GUERRA AL TERRORISMO NON E' VINTA

Di solito, quando un pericoloso capo mafia latitante, viene catturato dopo anni di indagini, pedinamenti, intercettazioni ambientali, c'e' grande soddisfazione da parte degli organi inquirenti ma, al tempo stesso, piena consapevolezza che un nuovo capo e' gia' pronto ad insediarsi sul territorio.
Lo stesso vale per Al Qaeda, la piu' grande organizzazione terroristica mondiale, con cellule operative distribuite in tutte le parti del globo.
L'aver eliminato fisicamente o per i piu' scettici, solo virtualmente, il suo capo indiscusso, Osama Bin Laden, non cambia piu' di tanto la potenziale pericolosita' dei gruppi fanatici fondamentalisti.
Non a caso, il livello di allerta contro il pericolo di attentati di ritorsione, e' aumentato notevolmente in queste ultime ore e non solo negli Stati Uniti.
Un tempo si combattevano guerre in cui si misuravano sul campo, gli opposti schieramenti. Poi c'e' stato il tempo della guerra fredda, in cui USA e URSS si controllavano reciprocamente per mezzo degli opposti controspionaggi e dove lo scontro spesso avveniva tramite le diplomazie.
Oggi il nemico e' invisibile. Il pericolo e' tra noi, silente, camuffato, pronto a colpire in modo cinico e spettacolarmente spietato. Quando un uomo, una donna e finanche un bambino, sono pronti ad immolarsi in nome di Dio facendo stragi di innocenti, nessuna strategia puo' essere efficace per mettere fine a tale barbarie.
Dopo l'11 settembre, il mondo non e' piu' come prima. Aver eliminato Bin Laden, non credo ahime', portera' alla fine del terrorismo fondamentalista, specie in questa fase storica caratterizzata da uno sconvolgimento politico-culturale nel Magreb e nel Medio Oriente. Obama si compiace del successo, ma e' il primo a sapere che la guerra al terrorismo non e' stata vinta.

domenica 1 maggio 2011

1° MAGGIO: EFFIMERO HAPPENING DI CIRCOSTANZA

 
Si e' festeggiato il 1° maggio. Ancora? 
Che senso dare a questa data? 
In Piazza San Giovanni a Roma, tutti a cantare Bella Ciao, con il pugno sinistro chiuso, mentre in tutto il mondo le fabbriche chiudono.
Un tempo era giusto, opportuno, a limite anche giustificatamente strumentale, presenziare questo appuntamento per polarizzare un evento a cui dare una valenza politica.
Ma oggi e' ancora valida la contrapposizione tra padrone ed operaio, tra capitalismo e marxismo?
Oggi tutti si trovano nella stessa barca, tentando di adoperarsi a tappare le innumerovoli falle per non affogare in un mare di merda.
Dinanzi ad una stagnazione dilagante, ad un vero e proprio collasso produttivo globale, come si fa a mantenere questa vetusta separazione sociale?
Oggi una enorme quantita' di persone sta peggio, rinuncia ad i suoi standard abituali di vita. La quantita' di poveri aumenta a dismisura, colpendo vari strati della societa'.
L'operaio e' sfruttato, vede perdere i suoi diritti. Intanto, il suo titolare ha gia' chiuso l'azienda, stritolato dalle banche. Il disoccupato diventa inoccupato. Il laureato, precario.
Nel nostro Paese, la politica, sempre piu' distante dalla gente, come risponde? Il sindacato sempre piu' diviso, divenuto un apparato di burocrati, quali iniziative prende?
Al 1° maggio va in onda il consueto, quasi scontato, spettacolo evanescente, effimero, qualunquista. Tanti i discorsi di facciata, gli impegni e le promesse annunciate alla gente. Nutrito il drappello dei soliti intellettuali vestiti di cachemire, degli immancabili straricchi artisti impegnati, chiamati per la circostanza, ad assistere un malato in coma. Il lavoro.
Le iniziative a favore del mondo del lavoro, mi fanno tornare alla mente, le tante promesse fatte a Napoli in merito alla monnezza.
Innumerevole il susseguirsi di convegni, simposi, conferenze, tavole rotonde, cortei, fiaccolate persino suppliche alla Madonna. Intanto la monnezza, silente, inesorabilmente cresceva a dismisura, come un magma inarrestabile.
Del dramma lavoro tutti ne parlano, tutti si impegnano a trovare soluzioni al problema. Intanto tanta gente, ha sempre piu' fame.






mercoledì 27 aprile 2011

NAPOLI, ELEZIONI NEL LAZZARETTO

Napoli e' una citta' morta. Gli efferati omicidi tra la folla, così come i rifiuti ammassati per le strade, non fanno piu' notizia. Alla pari dei Faraglioni di Capri e del dormiente Vesuvio, tragedia, incuria e degrado sono divenuti parte integrante della morfologia del territorio.
Ormai, "sacchetti abbandonati" al loro triste destino, siamo diventati noi stessi napoletani, soggetti passivi di questo macabro spettacolo.
Napoli giace a terra, piegata in due. Emblematico, nella sua drammaticita', e' quanto accaduto all'ospedale Loreto Mare. Un medico del pronto soccorso, non potendo usufruire neanche di una barella, ha prestato le proprie cure ad un paziente, direttamente sul pavimento del nosocomio, in un stato di estrema precarieta', peggiore di cio' che potrebbe succedere in un ospedale da campo in un paese del terzo mondo. Questa ahime', oggi e' Napoli.
Nel frattempo, si avvicina l'appuntamento elettorale. Con quale interesse un cittadino napoletano dovrebbe avvicinarsi alle urne? Quali nobili motivazioni o rinnovato entusiasmo lo spingerebbero a votare, in una citta' sfreggiata nella sua dignita' e sfigurata nel suo orgoglio, trasformatasi in un desolante lazzaretto?
La politica nel suo insieme, da queste parti, ha fallito piu' che altrove.
D'altronde, chi si dovrebbe votare? I discepoli di Bassolino o gli amici di Cosentino? Il clientelismo del passato o l'affarismo del futuro? Le urne andrebbero lasciate deserte, per manifestare in modo netto e deciso, lo sdegno di questa citta' per la politica. Ma in questo territorio, e' noto, una scheda bianca rappresenta un boccone troppo succulento per essere lasciato incustodito nel seggio, nelle mani del corrotto presidente di turno.
A buon intenditore, poche parole.



venerdì 22 aprile 2011

BUONA PASQUA!

Mi prendo qualche giorno di pausa dal blog. Chi mi conosce e sa che ho un agriturismo, puo' immaginare che per me, questo, e' il periodo di maggior stress lavorativo.
Per fortuna anche quest'anno, Arbustum registra il tutto esaurito. Per me e' una grande gratificazione.
Questi giorni sono volati per davvero, nell'ultimare tutti i preparativi per il pranzo pasquale, organizzare l'intera dispensa della cucina, travasare il vino in cantina, mettere in ordine il giardino, seguire le lavorazioni nei campi, prendere tutte le prenotazioni dei clienti, attivita' che svolgo personalmente, riuscendo anche a giocare a tennis.
E pensare che ho quasi dimenticato che oggi era il mio compleanno...

"Frettolosamente", auguro a tutti una Buona Pasqua!

A presto,
Angelo

martedì 19 aprile 2011

DE MAGISTRIS, NUOVO MASANIELLO?

Fra meno di un mese, Napoli rinnovera' il suo Consiglio Comunale. Dopo l'era politica di centro-sinistra, firmata Bassolino-Iervolino, il capoluogo vive un momento di stallo. Una citta' mortificata nella sua immagine, abbandonata al suo destino, ferita nel suo orgoglio, vuole rialzare la testa.
Forte e' la tentazione di affidarsi ad una nuova corrente politica. Di solito, l'alternanza, e' sinonimo di buon governo.
Ma all'ombra del Vesuvio, il PDL non vive di certo un momento positivo. L'imbarazzante figura del Premier, deriso a livello internazionale, fa sentire i suoi strascichi anche a queste latitudini. La posizione del coordinatore regionale, Nicola Cosentino, vero regista del partito in Campania, non e' stata ancora chiarita dalla magistratura. La candidatura di Lettieri, non suscita quel consenso unanime sperato. Le vittorie alla Provincia prima, con Luigi Cesaro, alla Regione poi, con Stefano Caldoro, di certo non hanno portato nessun miglioramento al territorio. I rifiuti fanno bella mostra di se anche in questi giorni antecedenti la Pasqua. Il degrado dell'hinterland cittadino permane, così come lo stato pietoso della rete viaria. La riconversione di Bagnoli e quella della zona orientale, restano utopistiche chimere.
Il PD dal canto suo, e' in caduta libera. Il dopo Bassolino non e' stato ancora metabolizzato. La vicenda Cozzolino, vincitore con brogli di primarie farsa, ha lacerato un partito gia' in crisi. La scelta di Morcone ex Prefetto di Caserta, rimane una scelta di ripiego che ha diviso la sinistra.
Problemi anche nel partito di Fini. FLI ha scelto Pasquino, rettore dell'Universita' di Salerno, quale candidato Sindaco. Chi e' costui?
L'eterno Mastella ci riprova. Anche Clemente da Ceppaloni, l'antisignano del trasformismo, e' pronto a "immolarsi" per la causa napoletana. Non ci sono parole.
Nel frattempo qualcosa si muove in citta'. Un elettorato distante dalla politica, stanco delle solite promesse, deluso dai maggiori partiti, inizia a polarizzare il suo malcontento, la sua rabbia, verso un candidato che fino a qualche settimana fa era dato come semplice out-sider: Luigi De Magistris. L'ex PM, sta intercettando quel sentimento di ribellione presente in citta'.
Molti sono pronti ad appoggiare la sua candidatura. Sia gli storici elettori di sinistra, scontenti del clientelismo nepotista instaurato dal monarca Bassolino, sia tanti elettori di destra che di certo non si riconoscono nel partito azienda di Berlusconi che, qui in Campania, ha in Cosentino il suo top manager.
Quasi scontato il ballottaggio. FLI ha gia' dichiarato ufficialmente, di non appoggiare Lettieri, per manifesta avversione a Cosentino. Tale decisione, ha spaccato il neonato partito.
Napoli per poter rinascere ha bisogno di una rivoluzione culturale. De Magistris, sara' il nuovo Masaniello?



sabato 16 aprile 2011

BERLUSCONI, UN UOMO DEBOLE AL CAPOLINEA

Il Presidente Berlusconi continua nel suo delirante show mediatico. Come sempre, quando sente intorno a se, vacillare il suo primato, perdere progressivamente la sua leadership, inscena attacchi a ruota libera, nell'intento di dividere, contrapporre, accentuare le divisioni all'interno del Paese.
Ormai le sue sterili ed imbarazzanti esternazioni non convincono piu' nessuno, non suscitano piu' emozione, sono sempre piu' distanti dalla cruda realta' che affligge il Paese. I suoi illusionismi non producono piu' gli effetti sperati. I suoi lamenti, assomigliano piu' al latrato roco di un cane bastonato che al ruggito fiero del leone.
Attacca la magistratura, definendola il braccio armato della sinistra, la cui azione ha ormai le caratteristiche del terrorismo eversivo. Definisce la scuola pubblica la culla del sapere comunista, in cui viene plasmata la mente ed il cervello dei giovani della Nazione.
Davvero paradossale poi, la sua lezione sui valori etici e morali che dovrebbero essere alla base dell'insegnamento delle famiglie. Come fa un individuo simile, a suggerire le giuste condotte da tenere, proprie del buon padre di famiglia? Come si fa a sopportare la sua costruita ironia su improponibili comportamenti da lui stesso manifestati, ostentati ed assurti a modello?
Il Premier piu' parla e piu' danni arreca alla Nazione ed allo stesso centro-destra. I suoi autogol sono continui, umilianti anche per chi, anni addietro, ha sostenuto la sua candidatura. Penso che tra i suoi fedelissimi inizi a crescere progressivamente un sentimento di insofferenza per la sua indifendibile posizione. Berlusconi ha stancato tutti, tranne chi da lui continua a mungere senza sosta, il latte del potere.
Quest'uomo infinitamente ricco ma irrimediabilmente debole, e' al capolinea. Mai come oggi, anche lui ne e' consapevole.

giovedì 14 aprile 2011

I PROFUGHI IN ITALIA: NON VEDONO L'ORA DI SCAPPARE

Il Governo italiano e' deluso dall'Europa per la questione immigrazione. La Lega, vorrebbe uscirne, non sentendosi piu' rappresentata da un organismo fin troppo burocratizzato ma per niente unitario.
Bruxelles fa notare all'Italia, che il numero di stranieri sbarcato nelle scorse settimane, e' esiguo per poter dichiarare lo stato di emergenza umanitaria. 25.000 africani, non rappresentano al momento un pericolo.
Il vero problema e' rappresentato dal fatto che la massa di clandestini pronta a spostarsi non e' affatto cessata. L'area di loro provenienza e' difatti, in grosso fermento politico e culturale. Lampedusa rimane geograficamente, il territorio piu' vicino all'Africa. L'Europa ne e' a conoscenza, come sa di essere la meta piu' ambita degli immigrati, specie la Francia e la Germania, territori assai piu' ricchi di quello italiano.
Se i magrebini potessero adoperare l'aereo per il loro esodo, di certo non sceglierebbero di atterrare in Italia, cosa piu' che scontata.
Ormai tutto il mondo, anche le zone meno sviluppate, piu' affamate e prive di diritti umanitari, sanno che il Bel Paese vive un momento di crisi pesantissima.
La politica e' in pieno sfascio, le Istituzioni sono deboli. L'economia e' in sofferenza, con una massa di precari ormai cronicizzati e tante aziende destinate alla chiusura. L'inquietudine sociale cresce a dismisura, di pari passo ad una frustrazione sempre piu' diffusa. Il capo del Governo mette in ridicolo con i suoi comportamenti libertini, la reputazione dell'intero Paese, facendone perdere credibilita', reputazione e peso internazionale. L'Italia resta il paese della corruzione, del malaffare, delle mazzette e, del bunga-bunga. Gli amministratori della cosa pubblica, non operano nell'interesse della collettivita' ma perseguono esclusivamente logiche nepotistiche e clientelari, completamente assoggettati al volere del proprio dinasta. Il caos regna sovrano. La giustizia non funziona, si legifera nell'esclusivo interesse del capo dell'esecutivo.
Anche per un africano affamato, fuggito da un territorio in guerra, senza diritti e liberta', l'Italia non rappresenta piu' il tanto sognato Eldorado.
I leghisti vorrebbero far fuoco sui barconi, per non consentire a questi profughi di completare la loro traversata. Arrivati sulle coste italiane infatti, prenderebbero subito coscienza di come questo paese stia navigando per davvero nella merda. Scapperebbero subito. Non a caso, le frontiere hanno rafforzato i controlli.


domenica 10 aprile 2011

CARESTIA ECONOMICA

Le imprese italiane sono sul lastrico. Molte chiuderanno a breve, la quasi totalita' e' indebitata.
Significative, forse un po' tardive, le parole della Marcegaglia. Per la Presidente di Confindustria, gli imprenditori sono stati laciati soli dal Governo.
L'Italia e' un paese fermo, sempre piu' in difficolta', sempre piu' piccolo tra i grandi.
Quali sono stati finora, i provvedimenti strutturali presi a tal scopo? Qual'e' l'effettiva politica economica di questo paese? Si erano promesse iniziative per le grandi opere, per l'edilizia popolare. Niente e' stato fatto in tal senso. Se il futuro di Fiat, Fincantieri ed il loro indotto, rimane assai incerto, quello di tante medie e piccole aziende, e' irrimediabilmente segnato.
Il problema dell'immigrazione clandestina, e' l'ennesimo escamotage per non parlare dei reali drammi vissuti dagli italiani. Un paese di cassintegrati, precari e di giovani che neanche lo saranno, destinati a rimanere con ogni probabilita', disoccupati cronici. I soldi, sono proprio finiti. Da un bel po'. Stesso dicasi per il pantano legislativo, in materia di giustizia, per assecondare le esigenze primarie del Presidente del Consiglio, ossia garantirgli l'impunita'. L'interminabile guerra sulle sorti di un solo uomo, ha fatto dimenticare quelle primarie, di milioni di cittadini.
Dinanzi a tali difficolta', la politica dovrebbe assumersi la responsabilita' di scelte coraggiose. Soprattutto dovrebbe ritrovare coesione e condivisione per alcune tematiche foriere dell'interesse generale.
Purtroppo i personalismi e le lacerazioni restano insanabili. Ognuno guarda soltanto il proprio orticello non rendendosi conto che la desertificazione economica avanza. A breve, una "carestia" per mancato raccolto, travolgera' l'intera collettivita'.

mercoledì 6 aprile 2011

UNA DISGRAZIA DURATA 17 ANNI

Pasqua e' alle porte. La monnezza a Napoli, e' sempre in strada. Dopo il flop delle festivita' natalizie, causa ennesima emergenza rifiuti, anche le prossime ferie di certo non attireranno stranieri in citta'.
La monnezza e' ormai divenuta una componente stabile del territorio partenopeo, un elemento morfologico contraddistintivo alla pari del Vesuvio o dei faraglioni di Capri, una piaga indelebile che copre la citta' di un' indicibile vergogna.
L'emergenza e' stata dichiarata conclusa dal governo. I sacchetti ed il loro flautolento olezzo, attanagliano ancora il capoluogo.
E' iniziata la campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio Comunale. Tante le promesse scritte sui cartelloni per la citta'. La stragrande maggioranza dei napoletani pero', non e' per niente attratta dall'evento. Tutti sono nauseati da questi politici, ritenuti manco a dirlo, dei rifiuti tal quale.
Per anni Bassolino e la sinistra sono stati etichettati come l'unica causa del problema rifiuti. La destra nel frattempo, e' andata al governo alla Provincia, poi alla Regione. Le cose purtroppo non sono cambiate. I politici passano, la monnezza resta, inesorabile. A niente e' servito l'impegno del Governo, svanite nel nulla le promesse del Premier Berlusconi. Il dramma rimane. Le soluzioni non si trovano. La situazione rischia di sfuggire a qualsiasi controllo. La mega discarica di Chiaiano e' quasi satura. Non vengono individuati nuovi sversatoi, ne' tanto meno partono i lavori per nuovi inceneritori. La raccolta differenziata rimane un miraggio (tranne alcune zone della citta' - il mio quartiere ad esempio)
Napoli per l'ennesima volta, rimane "na carta sporca". Prevista per sabato 9 aprile, una manifestazione di protesta civica, il monnezza day. Servira' a qualcosa? Ne dubito. La citta' non reagisce. E' narcotizzata, asuefatta al disservizio, all'incuria, all'abbandono.
Curiosa ed ironica iniziativa quella di proporre un "meteo-monnezza", per seguire l'andamento dei cumuli di rifiuti sparsi per la citta'. Mai comicita' fu tanto macabra.
Penso che ci sia davvero poco da ridere, per una disgrazia durata 17 anni e non mi riferisco alla fatidica "discesa in campo"...


sabato 2 aprile 2011

IL FALLIMENTO DELLA POLITICA IN UN PAESE AL CREPUSCOLO

Assistiamo passivamente allo sgretolamento delle Istituzioni. Il Paese e' sempre piu' allo sbando, vittima dei suoi governanti, incapaci di dare risposte e soluzioni ai problemi. Stesso dicasi dell'opposizione, manipolo di disperati vissuti per quasi un ventennio alimentandosi esclusivamente di un indigesto anti-berlusconismo.
Quando, questo popolo di pecore clonate, replicanti inermi mossi come burattini dai propri politici di riferimento, si svegliera' da questo stato di profondo coma indotto? Quando si riuscira' a ritrovare un briciolo d'orgoglio, per uscire dal fetido letamaio in cui siamo sprofondati per opera di chi invece, dovrebbe interessarsi al nostro destino?
Si e' festeggiata l'unita' d'Italia. Ma oggi, la Nazione da cosa e' davvero accomunata? Penso che l'unica caratteristica condivisa, sia la decadenza in cui siamo sprofondati, la mediocrita', il pressapochismo. Si vive alla giornata, senza la possibilita' di programmare il nostro destino. Gli orizzonti si sono accorciati, un senso di crepuscolo ci avvolge.
La cosa piu' preoccupante, e' che non si avverta piu' indignazione, vergogna. Non si ha ne' la forza ma nemmeno la capacita' di ribellarsi, di opporsi a questa forma di castrazione cognitiva.
Si e' smarrito anche il semplice concetto di contrastare questa violenza, di frenare questa costante e progressiva erosione, un silente preocesso di catarsi che ha annebbiato le nostre coscienze. Si e' arrivati ad accettare qualsiasi tipo di abuso, anomalia, emergenza, rinuncia, considerandole normali manifestazioni di un paese che fa della difficolta' e della limitatezza, la norma. Montagne che franano, fiumi che esondano, spazzatura che arriva ai primi piani delle case, siti archeologici che crollano, malati curati per giorni adagiati su barelle, laureati quarantenni che sperano almeno di essere precari e non disoccupati, politici che le mazzette non le incassano ma le pagano, puttane che diventano amministratrici della cosa pubblica.
Il nord-Africa ribolle. Popoli soppressi per decenni, da duri regimi dittatoriali, chiedono liberta' e democrazia, sperando in un miglior benessere. Da noi, una democrazia corrotta, i cui rappresentanti sono indicati dai partiti e non scelti dal popolo, ingessata da istituzioni deboli e sempre piu' distanti dalla cittadinanza, non assolve piu' le sue funzioni.
La politica, nel suo insieme, ha fallito! E' necessario ribellarsi a questo sistema.







mercoledì 30 marzo 2011

VENDESI VILLA, VISTA MARE, SU TERRITORIO MARTORIATO

Il Premier tele-venditore, ha compiuto l'ennesimo incantesimo. Oggi, volato a Lampedusa, ha affermato che in 60 ore, l'isola tornera' un vero e proprio paradiso terreste, l'atollo cristallino in mezzo al Mediterraneo che il mondo ci invidia!
Davvero bravo il nostro Presidente, in quella che ancor oggi resta la sua arte piu' sopraffina: illudere, ingannandolo, un popolo di pecore sempre piu' affamato e bisognoso.
Per suggellare la sua magia, ha perfino acquistato una villa, la piu' bella dell'isola, chiaramente. Come suo solito, ha ipnotizzato i suoi interlocutori, concentrando l'impatto mediatico sull'isola siciliana, facendo passare in secondo ordine, cio' che stava succedendo a Montecitorio, dove ancora una volta, i suoi "sarti" legislatori, stavano modellando una legge per i suoi bisogni di imputato.
Come recitava Battisti, come puo' uno scoglio arginare il mare? Puo' con la sua strategica promessa, l'ennesima, fermare il corso della storia? Il nord-Africa vive un terremoto culturale. Cio' che stiamo assistendo, e' solo l'inizio di uno stravolgimento generazionale che portera' centinaia di migliaia di stranieri a lasciare i loro territori di origine.
Cosa accadra' domani? Come si controlleranno i flussi? Dove saranno portati i migranti, visto che i paesi europei non si interessano del problema?
Penso che Berlusconi, sara' costretto nel breve periodo, ad acquistare tante nuove dimore, specie al sud, visto che si e' capito che il flusso dei migranti sara' l'ennesimo problema meridionale. A tal proposito, significative sono state le dimissioni del Sottosegretario agli Interni Mantovano, pugliese di origine, dopo la decisione di inviare in Puglia, un numero di stranieri molto superiore rispetto a quello stabilito.
Suggerisco al Presidente del Consiglio, di trovare su internet, anche qualche bella dimora a Napoli, magari sulla collina di Posillipo da dove si ammira Capri.
Per la Pasqua ormai alle porte, la citta' sara' nuovamente sepolta dalla monnezza. Anche all'ombra del Vesuvio, le disdette piovono a valanga. Mai come in questo momento, il mattone per Berlusconi, diventa davvero un bene di "rifugio"...

lunedì 28 marzo 2011

LA PECULIARITA' DELLA CRISI DI UN PAESE IN SVENDITA

La crisi libica e la tanto temuta invasione di immigrati a Lampedusa, calamita l'attenzione dei media in modo pressoche' univoco. E' il caso di dire: piove sul bagnato.
L'Italia, deve fronteggiare questa nuova emergenza epocale, mentre la sua situazione interna non sembra dare segnali di miglioramento. La crisi economica continua, in modo inesorabile, anche se pare, non faccia piu' notizia.
Molte imprese sono al collasso, i consumi sono fermi, la disoccupazione aumenta, il debito pubblico continua a crescere, così come l'indebitamento delle famiglie, giunte ormai alla soglia della poverta'. Le casse delle amministrazione locali sono in rosso, a breve molti beni pubblici saranno svenduti.
Il sistema Italia si e' inceppato. Si dira': tutte le economie occidentali sono in sofferenza. Vero, ma in Italia c'e' un altro fenomeno che nel medio periodo, fara' sentire le sue conseguenze.
La mia, volutamente, e' una forte provocazione ma non puo' definirsi del tutto infondata.
Mi riferisco agli ottimi risultati che il Governo sta compiendo contro le mafie. In modo incessante, lo Stato sta infliggendo duri colpi alle organizzazioni malavitose. Era ora! Ma se al tempo stesso, non si pongono le basi per una crescita economica alternativa, a breve assisteremo ad una forma di progressiva ed inesorabile desertificazione produttiva.
Prendiamo il modello Caserta, imposto dal Ministro Maroni. Ingenti sono stati i sequestri di patrimoni sottratti alle organizzazioni criminali locali. Ma quando si chiude, un cantiere edile in odore di camorra, un grande centro commerciale, una discoteca, dei terreni agricoli, una grande quantita' di occupati, siano essi regolari o semplici lavoratori a nero, perdono la loro occupazione, andando immediatamente ad aumentare la percentuale di inoccupati, quindi ad accrescere il livello di poverta' presente nel territorio.
Ultimamente, molta attenzione, si sta ponendo sulla Lombardia, regione notoriamente sviluppata nella quale tuttavia, in modo ormai consolidato, la n'drangheta fa affari tramite l'avallo della politica, da circa trenta anni, sodalizio che di certo non ha impoverito il territorio. La cosa ha destato molto clamore, scosso l'opinione pubblica, preoccupato notevolmente l'amministrazione locale, la quale pare fin troppo infastidita dal polverone sollevato. Se si iniziasse a mettere sotto la lente di ingrandimento anche l'opulento nord, le ripercussioni sarebbero davvero preoccupanti per l'intero Paese.
Ma oggi, in Italia, chi realmente ha ancora la forza e la possibilita' di fare investimenti, con capitali cash? Anche la madre di tutte le fabriche, la Fiat, a breve diventera' americana. La Parmalat sta per diventare francese. Tutte le aziende, medio-piccole, per così dire pulite ed oneste, sono indebitate, molte di esse saranno destinate a cessare la propria attivita'. Le ditte straniere non investono per la presenza delle organizzazioni mafiose. Se queste ultime, iniziano ad essere contrastate in modo serio dallo Stato, chi continuera' a mantenere in vita il sistema economico italiano?
Ripeto, la mia e' un'analisi volutamente provocatoria, ma in parte sintetizza la peculiarita' del nostro sistema economico. Basta ricordare che lo scorso anno, nella manovra finaziaria, rientrarono almeno 95 miliardi di euro tenuti all'estero, un toccasana per il Governo ma su la cui provenienza e' meglio non aver indagato.
L'economia sana e' in ginocchio. L'economia malsana e' contrastata. Il sistema Paese, non sa come uscirne.



giovedì 24 marzo 2011

CENTRALE ATOMICA DEL GARIGLIANO: SI FACCIA CHIAREZZA

Gli occhi del mondo sono rivolti verso la Libia, scenario dell'ultimo conflitto dalle dimensioni planetarie. Gia' sembrano sfumare alla mente, le immagini apocalittiche del terremoto giapponese e delle sue catastrofiche conseguenze.
Oggi le notizie corrono in rete ad una velocita' spaventosa, restano impresse solo quelle che davvero scutono le coscienze. Tutto scorre freneticamente, in modo vertiginoso, diventando "vecchio" dopo poche ore.
Notizie apparentemente minori ma al tempo stesso, di notevole impatto, restano invece sottaciute, proprio perche' non riescono ad essere imbavagliate dalla rete, per un fattore di casualita' o per strategica scelta.
E' il caso di cio' che sta avvenendo sul Garigliano, nella centrale atomica dismessa, argomento di forte attualita' dopo la sciagura avvenuta nel paese del sol levante.
Su tale questione, gia' ne parlai nel passato ottobre. Da settimane si vedono grossi movimenti intorno alla centrale, oggetto di lavori interni, per mettere a definitiva dimora una grande quantita' di scorie nucleari. Su tali interventi, c'e' un assoluto e preoccupante mistero. A nessuno e' permesso di entrare per visionare cio' che realmente sta accadendo all'interno del complesso nucleare.
La popolazione locale, vorrebbe una maggior informazione in merito. Solo qualche giorno or sono, c'e' stato il serio rischio di allagamento della centrale, con tutti i pericolosi rischi del caso, per lo straripamento del fiume Garigliano, a seguito delle abbondanti piogge. Anche di questo minaccioso accadimento, stranamente, non se ne e' parlato piu' di tanto.
A livello nazionale si e' deciso di sospendere la decisione in merito alla realizzazione di nuove centrali atomiche. Nulla ahime' si conosce, circa la sorte di quelle in disuso, nello specifico di quella che insiste sul territorio di Sessa Aurunca.
Penso che la popolazione campana, nello specifico quella casertana, abbia gia' dato in termini di qualita' dell'ambiente.
Si faccia chiarezza, alla luce del sole!

sabato 19 marzo 2011

ODISSEA ALL'ALBA. DOMANI SARA' ANCORA NOTTE FONDA

E' guerra nel cuore del mediterraneo. Partito l'attacco contro Gheddafi. L'ONU ha avallato la missione. Il suo nome: Odissea all'alba.
Protagonista indiscusso dell'avvio delle ostilita', e' stato il Presidente francese Sarkozy. La Francia, agli occhi del mondo, ha assunto formalmente la decisione dell'inizio dello scontro, riappropriandosi della proverbiale grandeur, ultimamente sbiadita.
Obama, dal canto suo, ha tenuto volutamente un atteggiamento piu' coperto, dando al tempo stesso, la completa disponibilita' alla regia della missione, speriamo quanto piu' breve possibile. Gli USA, hanno al tempo stesso, gli occhi aperti su cio' che sta accadendo piu' a oriente ( Yemen, Bahrain, Arabia Saudita), in uno scenario in continuo ed incandescente fermento.
Inghilterra, Canada e Italia, collaboreranno alla causa. Il ruolo dell'Italia, come al solito, appare non del tutto chiaro. E' stato assicurato il completo appoggio logistico, non quello di ingaggio. Si vedra'. La politica interna nel nostro Paese appare come al solito divisa, con la Lega Nord contraria ( il Governo al momento non ha la maggioranza in politica estera) e la sinistra improvvisamente riscopertasi interventista ( Di Pietro, per mero calcolo, alla fine e' divenuto guerrafondaio). Questa volta si parla di inevitabile sostegno alla causa del "Risorgimento islamico". In tal caso, la guerra ai pacifisti italiani appare giusta, appropriata, come giusto sembra essere diventato il concetto di esportazione della democrazia con le bombe, chiaramente divenute molto piu' "intelligenti".
Ritengo che le guerre siano tutte da evitare. Faccio notare che contro i crimini perpetuati dal dittatore Saddam, il mondo della sinistra fu molto contrario ad occupare l'Iraq. Oggi invece, solo per il fatto che Berlusconi ha avvicinato le sue labbra, alla mano del leader libico (errore piu' formale che sostanziale) tutti vedono necessario l'intervento.
Comunque vadano le cose, la posizione dell'Italia e' indebolita. Economicamente, l'inevitabile aumento del greggio e la scontata fibrillazione delle borse dei prossimi giorni, avranno nel nostro Paese conseguenze piu' incisive che altrove. Strategicamente, ci accodiamo ad una missione non avendone il controllo (come consuetudine). Agli arabi appariremo come gli abituali voltafaccia ed inoltre, come conseguenza piu' diretta ed immediata, per la nostra contiguita' geografica saremo invasi da migliaia di profughi che, con ogni probabilita', sarebbero rimasti in quei territori, se la risoluzione avesse avuto una piega esclusivamente diplomatica.
Inoltre, l'innessco di una guerra di dimensioni internazionali, diventera' una miccia incontrollata, un reale fenomeno emulativo, in territori interessati da un improvviso ed epocale fermento generazionale, quindi culturale. E' il caso di dire: brucia il deserto.
In questo scenario così confuso, incerto, fragile, il nostro domani sara' ancora notte fonda.







mercoledì 16 marzo 2011

L'UNITA' CHE DIVIDE

Si festeggia il 150° dell'Unita' d'Italia, una celebrazione poco sentita nel Paese. Si e' cercato in tutti i modi di creare un senso di condivisione e di appartenenza con risultati quanto mai discutibili. Ne parlai gia' a suo tempo. L'anniversario poi, capita in un momento storico assai difficile, con una situazione economica davvero preoccupante e con un quadro politico fragile, incerto. In questo scenario così instabile, il Paese si trova a fronteggiare una spaccatura intestina, a subire i dic-tat della Lega Nord che, dall'alto del suo potere al nord, non condivide questo clima di unita', rivelando in modo palese, la sua mai ripudiata matrice separatista.
Al sud, condividiamo questo momento storico così importante per la Nazione ma, di certo, non siamo portati a festeggiare piu' di tanto, ricordando a chi non lo sapesse (quanti padani conoscono la storia del Regno di Napoli?) i primati raggiunti dal meridione in quel periodo.
Il sud era un territorio florido, ricco di cultura, animato da strabilianti iniziative che coinvolgevano tutti i settori della societa' civile, in un volano di diffuso e capillare arricchimento generale. Vi invito a visionare questi tre filmati: 1, 2, 3.
La storia purtroppo ha preso un altro corso e nessuno mai veramente, per alchemico calcolo o per cinica convenienza, ha cercato di cambiarlo. Un sud, derubato delle sue ricchezze e reso perennemente affamato, svantaggiato, indebolito, evidentemente conviene a tanti.
Il nord oggi, vede il meridione come una vera palla al piede, una ingombrante zavorra per l'intero Paese. Per troppo tempo, abbiamo poi dovuto subire i tanti discorsi fatti di luoghi comuni sulla nostra incapacita' di sconfiggere le mafie e la nostra propensione quasi "genetica" a convivere con esse. Anche questa leggenda e' stata ormai sfatata. Tutti, oggi, sono a conoscenza dell'intreccio tra politica ed affari nell'opulento nord, divenuto anche a quelle latitudini, saldo e consolidato sistema economico.
Il mezzoggiorno, ricordando i suoi fasti, partecipa con difficolta' a questo giorno di celebrazione, evocato piu' che altro come l'avvenuta colonizzazione dei Savoia, inizio irreversibile del suo continuo, progressivo ed incessante decadimento. L'atavica questione meridionale si e' trasformata in una piaga di matrice antropologica. Il sud puo' solo leccarsi le ferite, non avendo piu' la forza, ne' la necessaria capacita' di reagire.
Preferisco concludere, ricordando un pensiero di Wolfang Goethe, espresso dopo un suo viaggio in Italia. Visitando Napoli ed il Regno delle 2 Sicilie, rammentando le meraviglie ammirate, disse: " Tutti coloro erano felici di stare in quei luoghi... basta che quell'immagine, rimanga nel mio spirito " .


lunedì 14 marzo 2011

TRAGEDIA IN GIAPPONE: SCIACALAGGIO DEMAGOGICO

Non se ne puo' piu'. Basta! Anche la drammatica tragedia del terremoto giapponese, diventa nel nostro Paese, argomento di sterile contrapposizione politica, ennesimo esempio di rissoso contradditorio fine a se stesso.
Da un po' di tempo, chi segue questo blog, ha potuto notare che ho preso molta distanza dall'attuale Governo, pur avendo votato PDL nel 2008, non condividendone piu' la politica e, soprattutto, non sopportando piu' l'imbarazzante figura del Premier, divenuto vera zavorra per l'esecutivo. Sul Premier, non scrivero' piu', anche perche' mi sono stufato di scendere in ridicoli battibecchi da questo spazio, dovendo poi per giunta, vedermi etichettato come un "ossessionato" da Berlusconi. Per fortuna ho ben altro a cui pensare.
Tornando all'argomento del post, sono nauseato di come la sinistra italiana, stia facendo l'ennesimo sciacallaggio demagogico sulla disgrazia giapponese, una forma di vera e propria guerra santa al nucleare! Si parla ormai solo di centrali, di atomo, scorie, fusione, noccioli che un giorno fondono, l'altro tengono. Scienziati, fisici nucleari, attivisti verdi, esponenti del W.W.F. , ecologisti, sostenitori della green energy, soliti intellettuali, l'immancabile Saviano, intervengono a raffica in ogni tipo di trasmissione radio-televisiva. Tutti prendono le distanze dal Governo, criticano le scelte adottate, ma non ancora attuate, in materia di politica energetica, per l'ipotesi di allargamento al nucleare nel nostro Paese.
Non si piangono le vittime. Si cerca solo di fare proseliti politici, come se si fosse dato gia' inizio alla costruzione di una centrale atomica (chiaramente obsoleta o ancora peggio, acquistata di seconda mano da un paese sottosviluppato) sulle falde dell'Etna o all'interno del cratere del Vesuvio, le cui scorie siano gia' oggetto di traffici illeciti gestiti dalle mafie locali.
La sinistra, in emorragica ed irreversibile crisi di consenso, teme o per meglio dire, infonde timore, come se in Italia si possa ripetere cio' che accaduto in Giappone. Si prefigurano scenari danteschi, catastrofi apocalittiche, soprattutto si da per scontata a prescindere, la totale impreparazione futuribile e potenziale delle nostre autorita' a gestire un cataclisma, come se questo dovesse per forza avvenire, dopo la costruzione scellerata di centrali gia' giudicate inidonee. I politici ed i giornalisti di sinistra schierati, con un certo sarcasmo, asseriscono che le radiazioni prima di consumarti il midollo, non ti chiedono quale tessera di partito hai, dando per scontato, quasi imminente, il disastro.
Questi esponenti dimenticano che le centrali atomiche francesi, distano davvero poco dai nostri confini. Tutti continuano ad ostinarsi a voler essere schiavi del petrolio, a rimanere succubi dei paesi medio-orientali in una fase di forte instabilita', con conseguenze poco rassicuranti circa il prezzo del barile.
Costoro, soprattutto, si ostinano a credere, ad illudersi, di poter vivere soltanto con la forza del vento o perche' baciati dal sole. Strano davvero: di solito gli sciacalli, non riescono a sognare.