martedì 14 dicembre 2010

UN'INDIGESTA MINESTRA RISCALDATA

Berlusconi esce "vittorioso" alla Camera, grazie al voto di tre esponenti dell'opposizione (Calearo-PD, Cesario-API, Scilipoti-IDV) passati alle dipendenze del Premier, qualche astenuto e due donne di FLI che all'ultimo momento, se la sono fatta sotto dalla paura.
Cosa cambia? Un bel niente. La maggioranza resta appesa ad un filo.
Il Premier, ha ora il diritto ma, soprattutto il dovere sacrosanto di governare, mettendo da parte si spera, i suoi interessi personali per servire la Nazione.
Ritengo tuttavia, che nei prossimi mesi, l'attivita' dell'esecutivo restera' pressocche' bloccata. L'incertezza regnera' sovrana, il Parlamento sara' ancora spaccato, l'Unione Europea battera' cassa, il clima sociale diventera' sempre piu' rovente.
Berlusconi cerchera' di trovare altre alleanze, con esiti assai improbabili, per continuare a galleggiare. Ce la fara? Ne dubito.
Si invocheranno elezioni. Berlusconi ha gia' in mente l'idea al quanto irresponsabile, di una crisi pilotata, della serie decido tutto io. Le urne le vorra' la Lega, consapevole della sua forza crescente. Le chiedera' lo stesso Premier, non da sconfitto ma dall'alto della sua rocambolesca e rumorosa vittoria, raggiunta sul filo di lana. Un successo tanto simbolico, quanto inutile.
Ci sara' il tempo per cambiare le regole del gioco? Soprattutto si trovera' la volonta' per farlo?
Nel caso contrario, ci troveremo dinanzi allo stesso scenario, alle medesime divisioni, alla consueta battaglia sui personalismi.
Per tali ragioni, la vittoria di oggi alla Camera, e' soltanto un' indigesta minestra riscaldata.



lunedì 13 dicembre 2010

BERLUSCONI. AL SENATO IL CANTO DEL CIGNO

Berlusconi oggi e' andato al Senato con lo scopo di convincere gli ultimi indecisi, specie tra i moderati, ad assicurargli ulteriormente la fiducia. Si ipotizzano probabili reimpasti, nuovi inacarichi ministeriali a chi lo "salverà".
La sua incorreggibile testardaggine lo rende cieco, non gli permette di vedere che il suo ciclo e' ormai finito (io lo affermavo piu' di un anno or sono), la sua epopea politica, e' giunta al capolinea. Il suo discorso piu' che il grido del condottiero in battaglia, puo' essere considerato tristemente, come il suo canto del cigno.
Anche se domani, alla Camera, riucira' ad ottenre quel pugno di voti che gli permettera' di avere una maggioranza soltanto aritmetica, deve prendere atto che la sua esperienza di governo e' conclusa.
Si apre una nuova fase politica nella vita del Paese, un nuovo ciclo in cui ci si dovra' convincere di fare a meno della presenza di Berlusconi.
Sia in caso di un governo tecnico, affidato ad una figura diversa da quella dell'attuale Premier, sia in caso di nuove elezioni, un' ulteriore indicazione di Berlusconi a capo dell'esecutivo ( da parte del PDL) sembra davvero improbabile.
La vita democratica del nostro paese, andata avanti grazie anche a Berlusconi (si deve essere onesti nell'affermarlo), sta per essere caratterizzata da un'importante mutamento. L'alba di un nuovo giorno pare essere davvero vicina. Nel buio indicato dal Premier in caso di crisi, c'e' tutta l' angoscia del condottiero battuto. In quel buio, si intravede, fulgida, una nuova luce, il bagliore crescente del cambiamento.
Il berlusconismo si e' concluso. Con esso finisce un periodo di forte contrapposizione nel paese, una fase di scontro non piu' fatto sulle idee e su i programmi ma caratterizzato da una aspra dialettica sui personalismi.
Di solito le crisi di Governo, rendono piu' debole un paese. Nel caso specifico viceversa, la Nazione ritrovera' quel senso di appartenenza da tempo smarrito, quello spirito di coesione e di unita', cancellato dall'imperversante individualismo, dall'autoglorificante populismo tele-mediatico che, nell'esaltazione del capo, ha celato i suoi fallimenti e gli imbarazzanti ritardi accumulati dal Paese.

domenica 12 dicembre 2010

ROSANNA MARZIALE: LA CUCINA CAMPANA DIVENTA ARTE

C'e' una donna che da tempo e con ottimi risultati, cerca di valorizzare i sapori e le tradizioni culinarie della Campania, in particolar modo, quelli della provincia di Caserta.
Lei e' Rosanna Marziale, chef sommelier del ristorante Le Colonne.
Rosanna e' vera un'artista dei fornelli, con una elevata capacita' realizzativa, espressione della sua poliedrica fantasia, sue doti intrinseche che, associate alla sua instancabile dedizione al lavoro, alla sua infinita ricerca di sperimentazione, studio e confronto, la rendono principale punto di riferimento eno-gastronomico di Terra di Lavoro.
La Marziale unisce passione e competenza, professionalita' ed estro, inseguendo un principale obiettivo, diventato quasi una missione: promulgare il gusto e la tradizione dei sapori autoctoni, al di fuori dei confini regionali e nazionali, coferendo una valenza internazionale al cibo made in Caserta. Per chi opera nel settore, a queste latitudini, tale impresa e' piu' ardua.
Elementi essenziali delle sue ricette, sono i prodotti bufalini: la mozzarella d.o.p. e la carne di bufalo. Particolare attenzione poi, e' rivolta a prodotti di nicchia, quali il maialino nero dell'alto casertano e la mela annurca. La cura, l'elaborazione, l'unicita' che la chef conferisce a queste pietanze, rendono le sue creazioni, vere opere d'arte.
Ho avuto il piacere e l'onore di conoscere Rosanna nel suo elegante ristorante anni addietro. Mi colpì la sua eleganza, la sua sobrieta', il suo sguardo vivace, intenso, caratteristiche intrinseche che ritrovai assaporando la sua cucina, un equilibrato mix di tradizione degli ingredienti e di innovazione del loro combinarsi.
La Marziale e' inserita tra i 36 finalisti di un'importante gara nazionale, in cui verra' scelto il personaggio dell'anno dell'enogastronomia e della ristorazione. Dovra' vedersela con chef rinomatissimi, del calibro di Gualtiero Marchesi, Gianfranco Vissani, Filippo La Mantia.
Le donne sono soltanto 4. Lei e' l'unica del sud. Una ragione in piu' per supportare la sua candidatura.

sabato 11 dicembre 2010

NAPOLI: LA CITTA' SPROFONDA, LA SQUADRA VOLA

Il Napoli espugna anche il Marassi, bettendo il Genoa per 1-0, con goal di Hamsik(da non perdere il commento di Auriemma). Nonostante l'assenza di Lavezzi, l'undici azzurro (in maglia bianca per l'occasione) regala ai tifosi ed alla citta', l'ennesima vittoria lontano dal San Paolo ( la quinta nel girone d'andata). La squadra di Mazzarri, si conferma una realta' del campionato, raggiungendo momentaneamente, il secondo posto in classifica, in attesa degli incontri di domani.
La partita ha evidenziato lo stato di salute atletica della squadra che, nel finale di gara, ha difeso a denti stretti il prezioso risultato raggiunto al 25° del primo tempo. Inoltre, il gruppo ha ancora ulteriori margini di miglioramento e se a gennaio, verranno fatti dei rinforzi mirati, davvero si potra' sognare in grande. Resta alla portata della squadra, anche il passaggio agli ottavi di Europa League, nell'ultima partita da disputare in casa, contro lo Steaua di Bucarest (deprecabili gli spot anti Napoli passati su dei blog rumeni).
I tifosi si godono questo magico momento, dimenticando per un po', la crisi che attanaglia la citta', ancora una volta sommersa dai rifiuti e guidicata ultima tra le province italiane, per la qualita' della vita.
Il Napoli, riscatta Napoli. La citta' sprofonda, la squadra vola.



URGE UNO STATO DI POLIZIA

Si ipotizzava gia' da qualche giorno, cio' che pare, sia accaduto per davvero.
In Parlamento sta andando in scena, la compravendita dei voti. Mai la democrazia in questo Paese, e' scesa così in basso. Su tale questione, si e' aperta anche un'indagine della magistratura.
Non voglio soffermarmi sui nomi dei parlamentari coinvolti, ne' su quello degli esecutori e dei mandanti.
Si parla tanto di liberta' nel nostro paese. Ma c'e' davvero l'esistenza concreta di questo concetto così vago, effimero, etereo? Quali sono le reali certezze per noi cittadini votanti? Quali i nostri diritti? A cosa serve ancora una politica così sporca?
Penso che dopo l'ottimo risultato della militarizzazione delle strade per stanare i pericolosi mafiosi dai loro fortini, facendo loro terra bruciata e infliggendo pesantissime restrizioni ai loro patrimoni, sia venuto il momento di inserire i soldati anche nella pubblica amministrazione, sempre piu' intrisa di malcostume, corruzione, concussione, nepotismo clientelare.
Il malaffare in politica ha raggiunto livelli indescrivibili. Non a caso molti di questi rappresentanti, di ogni livello, dal consigliere comunale fino al parlamentare, hanno grossi problemi con la giustizia.
Tangentopoli non e' servita a niente. A quel tempo si disse che la politica era morta. Quella successivamente partorita, non ha portato a nulla di nuovo. Nel nostro Paese, continua ad esistere in politica, una naturale propensione a delinquere, da parte dei rappresentanti eletti dal popolo. Oggi, ahime', fa piu' rumore un "tradimento" politico che una compravendita di un parlamentare. Il Paese al momento, non e' di fatto governato. La tensione sociale si e' fatta incandescente.
A mali estremi, estremi rimedi. Ritengo che sia giunto il momento di militarizzare anche le istituzioni, per garantire a noi cittadini, la corretta amministrazione ed il normale funzionamento di cio' che e' di tutti noi: la cosa pubblica. Per tale scopo, la politica ha fallito la sua missione.
Di solito si chiede l'ausilio dei militari, per fronteggiare un'emergenza. Nel caso specifico, esite una palese e conclamta emergenza, nel normale svongilmento della vita democratica ed istituzionale della Nazione.
Ho sempre sostenuto che c'e' piu' liberta' in uno stato di polizia che in una democrazia epurata dei suoi principali valori.

mercoledì 8 dicembre 2010

CHIUDIAMO GLI OCCHI, TRATTENIAMO IL RESPIRO

Il Paese e' fermo, bloccato, attende impaurito l'esito del 14 dicembre. L'incertezza regna sovrana e con essa il timore che tale empasse decisionale, possa provocare enormi danni ad un'economia gia' traballante di suo.
Questa situazione di stallo, e' paragonabile ad un'infinita partita a scacchi, dove i contendenti logorati nelle forze, sfibrati nello spirito, tentano di sferarre la mossa decisiva. Intanto tutto e' fermo, ogni cosa della normale vita pubblica, pare congelata, ogni decisione in merito a questioni di primaria importanza, rinviata. E' come se i duellanti, in piena trans agonistica, si fossero isolati dal contesto che li circonda, accecati dal livore verso il proprio avversario.
Ci troviamo dinanzi ad un processo autoipnotico, ad una stasi determinista, dove questo surreale scontro fratricida nella maggioranza, isola le menti degli antagonisti, trasferendole in modo fantastico al di fuori della cruda drammaticita' del quotidiano, in un contesto virtuale, dove i singoli soggetti politici, trascinano i potenziali elettori nella battaglia, come granelli di polvere in un gorgo concentrico.
Il Governo cade? Forse tiene? E se cade, si votera'? Se si votera', si cambieranno le regole del gioco? Le grandi manovre sono iniziate. L'Italia e' il paese delle campagne elettorali, delle elezioni continue, dove tutti i partiti si dichiarono vincitori e dove, ad essere sconfitti, siamo noi passivi elettori, semplici ingranaggi necessari per ottenere il consenso.
Questo gioco al massacro, ha raggiunto il suo apice. Rischiamo di imboccare un vicolo cieco, una strada di non ritorno, un binario morto. Una maggioranza non piu' tale, un'opposizione in crisi di identita' ed in continua ed inesauribile caduta, le istituzioni sempre piu' deboli, porteranno il Paese nel caos piu' completo, nell'anarchia dilagante, determinando una crescente disaffezione per la politica, esponendoci a concreti rischi di tracollo economico e diffuso scontro sociale.
Il conto alla rovescia e' iniziato. Chiudiamo gli occhi e tratteniamo il respiro. Speriamo che l'imminente deflagrazione, non arrechi troppi danni.




lunedì 6 dicembre 2010

NAPOLI, DESOLATAMENTE ULTIMA

Era inevitabile, scontato, prevedibile. Napoli, e' ultima nelle classifiche della qualita' della vita.
Una citta' stremata nelle forze, ferita nell'orgoglio, mortificata nella sua immagine.
Che tristezza da napoletano accettare questo verdetto, per una citta' ammirata da sempre in tutto il mondo, con un patrimonio artistico e paesaggistico davvero unico e che oggi vive passivamente, un conclamato crepuscolo.
Oltre 16 anni di emergenza rifiuti hanno fatto danni spaventosi. Le immagini strazianti della monnezza ammassata per le strade, hanno fatto il giro del pianeta, facendo cadere a picco il decoro della citta'. Le conseguenze, sono state pesantissime, specie in questo periodo di crisi.
Ma la monnezza, non e' l'unico problema. Ho sempre sostenuto che il dramma rifiuti, e' un bubbone che copre altre magagne.
La citta' deve rifondare la sua classe dirigente, deve darsi velocemente delle strategie di crescita che la portino a svolgere nuovamente, quel ruolo che le compete.
Troppi problemi restano irrisolti. Le periferie degradate, una rete viaria colabrodo, la mancanza di un'impiantistica sportiva degna di questo nome, la non avvenuta riconversione dell'area di Bagnoli ad ovest della citta' e quella di Ponticelli ad est, il problema traffico mai risolto, nonostante i chilometri di metroplitana realizzati che rendono la qualita' dell'aria insopportabile, la scarsita' di parcheggi, la dilagante delinquenza, ferita sempre aperta per questa citta'.
Napoli meriterebbe di diventare nuovamente capitale del mediterraneo, epicentro di aggregazione delle diverse culture tra Europa ed Africa, volano imprenscindibile per il definitivo rilancio dell'intero meridione.
Oggi, ahime', la citta' primeggia soltanto per le sue negativita'.


sabato 4 dicembre 2010

BELPIETRO DIMENTICA CHI HA TRADITO PER PRIMO

Maurizio Belpietro, dalle pagine di Libero, rompe gli indugi, lancia la sfida e scatena la bufera.
Chi votera' la sfiducia il 14 dicembre, sara' per sempre contrassegnato dal marchio di traditore.
Il quotidiano filo-berlusconiano, mette in prima pagina le foto di alcuni parlamentari, con tanto di indirizzo e-mail della Camera a margine, volti racchiusi in un quadratino, alla maniera dei ricercati, quasi fossero dei bersagli su cui fare fuoco.
Inizia con questi toni, l'ultima battaglia per il cavaliere, il Premier ad un passo dal defenestramento, a quasi 17 anni dalla sua famosa e memorabile discesa in campo.
Oggi, in questo paese, non esistono piu' ne' la liberta' di pensiero, ne' tanto meno quella di espressione politica, regole fondamentali in democrazia.
Essere stati votati per un partito, non vuol dire essere imprigionati da un'ideologia, ne' diventare impiegati di un'azienda senza possibilita' di rescissione contrattuale, ne' tanto meno, rispondere soltanto signor si, ad un padrone abituato ad avere sempre e comunque ragione, a prescindere.
A queste donne ed uomini delle istituzioni che oggi, in modo coraggioso, hanno sentito il bisogno, la necessita' ed il diritto di dire basta a questa forma di narcotizzazione tele-mediatica e di conseguenziale impoverimento cognitivo a cui era sottoposta la Nazione, in cui tutto veniva deciso dall'alto, dalla volonta' univoca ed imprinscindibile del capo e della sua cricca d'affari, va tutto il sostegno di quei milioni di elettori che non si riconoscevano piu' in un partito ormai impantanato dalle vicende giudiziarie del suo leader, sommerso dagli scandali legati alla sua persona, macchiato in modo indelebile dalla condotta spesso criminale, di molti dei suoi uomini.
Che Berlusconi, oltre i guai penali pregressi al suo governo, ai festini a luci rosse con minorenni, alla sua totale abnegazione verso pericolosi dittatori, ad una politica basata sull'esclusiva irradiazione di "annunci commerciali", si sia scelto come principali e fidati collaboratori, gente del calibro di Cosentino, Verdini, Brancher, Scajola, solo per citare quelli di ultima nomina, certamente non era un qualcosa che faceva fede alla volonta' espressa dagli elettori.
Come lo chiamereste tutto cio? A mio parere, anche questo e' un vile tradimento, un inganno, una pugnalata alle spalle, una vera e propria truffa legalmente autorizzata.
Se oggi, Belpietro, definisce traditori, ribaltonisti, voltagabbana, questi politici che a suo dire, hanno cambiato casacca (ascoltando la loro coscienza) mandando in frantumi una maggioranza, soltanto virtuale, ben vengano tantissimi altri esempi di tradimento politico-istituzionale, forieri di una profonda epurazione e di una radicale bonifica di chi amministra la cosa pubblica.
A quello dei politici, seguira' copioso, se ce ne sara' l'occasione, lo stesso atteggiamento da parte degli elettori.
Mai tradimento fu piu' necessario, salutare, eroico, epocale.




giovedì 2 dicembre 2010

HILLARY CLINTON: LA MIGLIORE AMICA DEGLI ITALIANI

Berlusconi e' il miglior amico degli Stati Uniti. Cosa avrebbe potuto dichiarare di diverso, il Segretario di Stato americano, Hillary Clinton al vertice Osce, in Kazakistan?
Le rivelazioni di Wikileaks hanno provocato un grosso imbarazzo per la diplomazia statunitense.
Quale occasione migliore, di quella avutasi poche ore dopo la bomba mediatica provocata da Assange, su cui verte un mandato di cattura internazionale, per ricucire un vero e proprio strappo diplomatico?
La diplomazia americana si trova a fronteggiare un vero terremoto, nelle relazioni con i suoi principali alleati internazionali. Il problema e' che non ci troviamo dinanzi alla diffusione di notizie inventate o fasulle, ipotesi complottistiche da verificare con il beneficio di inventario.
La fuga di notizie, riguarda effettive dichiarazioni al vetriolo, commenti critici poco amichevoli, rivolti da alti funzionari statunitensi ( non solo di 3° e 4° livello) nei confronti di partner internazionali, spesso fidati alleati. Dietro questi scandali che riguardano anche il premier italiano, ci sarebbero in effetti, giudizi critici sulla condotta di politica estera del nostro governo, ben piu' preoccuppanti.
Quale potrebbe essere il parere americano, in merito alle scelte di politica estera fatte da Berlusconi in quest'ultimo periodo? Come sono viste le strette relazioni diplomatiche instaurate con Putin e Gheddafi, storico dittatore dichiaratamente antiamericano? Gli Stati Uniti, certamente non guardano cio' con sollievo.
Penso che la Clinton abbia adoperato tutta la sua lungimiranza diplomatica e il suo equilibrio di donna delle istituzioni, cercando formalmente di ricucire un rapporto tra stati, ormai compromesso, ne' dai festini a cui partecipa il nostro premier, ne' tanto meno dal gossip di basso livello successivamente generato.
L'America tiene a mantenere buoni rapporti con l'Italia, storico alleato.
I leader politici passano. Le alleanze restano. Il nostro premier a breve, con ogni probabilita' uscira' di scena. La sua vita politica, volge al termine. L'amicizia tra i due paesi, deve rimanere salda a prescindere, ancor di piu' in questo delicato momento.
Le dichiarazioni della Clinton, vanno lette in tal senso.


mercoledì 1 dicembre 2010

UN'AGONIA DI 13 GIORNI

Il Governo ufficialmente ha chiuso i battenti, in attesa del voto di fiducia, previsto per il prossimo 14 dicembre.
L'obiettivo e' fin troppo chiaro. Evitare ulteriori e pericolosi scivoloni su altre votazioni poste alle Camere, cercando di ricompattare le fila. Sino all'ultimo istante utile, Berlusconi cerchera' di dimostrare al Paese che la sua, e' l'unica maggioranza possibile, pena il ritorno alle urne.
Il suo oggi pero', sembra piu' un grido di disperazione che una concreta ipotesi fattibile.
Inizia così un periodo di straziante agonia politica, una fase in cui, con ogni probabilita', il livello della protesta sociale e le forti turbolenze dovute ad una crescente crisi economico-finanziaria, faranno avvertire in modo ancor piu' incessante, i loro effetti sul nostro Paese.
In questo contesto così traballante, tutti gli avversari del Premier, sia quelli che ufficialmente stanno all'opposizione che una parte dei suoi alleati di ieri, divenuti suoi acerrimi avversari dell'ultim'ora, sentiranno forte la responsabilita' di assumersi l'onere di staccare la spina al governo.
Lo stato di coma e' ormai irreversibile. Il moribondo non da segni di ripresa. Al tempo stesso l'incertezza e' dominante. Il paziente non ha firmato ancora nessun testamento. Gli eredi potenziali, temono di doversi accollare un bene su cui gravano pesantissime pendenze ipotecarie.
Saranno 13 giorni di agonia istituzionale, una sofferenza avvertita sia dal malato che da chi, sara' al suo capezzale. Non si invocheranno miracoli. Al tempo stesso in tanti, sperano di mantenerlo ancora in vita (niente elezioni), magari affidando ad un tutore legatario (Tremonti), l'amministrazione del bene in questione.
In sintesi, piu' che invocare una dolce fine ( scioglimento delle Camere), con ogni probabilita', assisteremo ad un vero e proprio accanimento terapeutico ( governo tecnico).



martedì 30 novembre 2010

BUON COMPLEANNO ARBUSTUM!

Oggi la mia azienda agrituristica, Arbustum, compie sette anni di attivita'.
I miei sforzi, i miei estenuanti sacrifici, la mia caparbieta', il mio entusiasmo per quella che e' stata una scelta di vita, prima ancora che una scommessa imprenditoriale, sono stati finalmente ripagati.
Arbustum, quest'anno di fatti, ha registrato un considerevole incremento di presenze. Considerando la crisi economica, l'univoca e devastante rappresentazione mediatica che ancor oggi fa di questo territorio l'epicentro di ogni malaffare, cio' che ho raggiunto, rappresenta davvero un risultato al di sopra di ogni aspettativa. Ne sono fiero.
Dopo anni di indifferenza nei miei confronti, per me inspiegabili, per cio' che stavo facendo in quella che oggi viene definita come terra di Gomorra, finalmente ho anch'io ricevuto un po' di luce, grazie alle telecamere di Tg3 Campania e al servizio dell'intraprendente Nicola Muccillo che fece conoscere Arbustum ad un vasto pubblico, la scorsa Pasqua.
Ringrazio tutti i miei clienti che con la loro presenza mi hanno testimonianato affetto e fiducia e mi hanno fatto sentire sicuramente meno solo in quella che per me, e' diventata quasi una missione: far diventare Casal di Principe, un luogo ameno, una destinazione "normale", dove poter trascorrere il proprio tempo libero.
Ringrazio ancora chi, anche per il passato, ha cercato tramite la rete, di darmi una mano. (Kay Rush, Monica Piscitelli, Anna De Prisco, Ceffe' News Magazine). Internet mi ha aiutato in tal senso, cercando in parte, di far attenuare quella diffidenza verso un territorio che ripeto, e' menzionato soltanto per le sue negativita'.
Ringrazio la mia famiglia che mi ha sostenuto nei momenti di maggior difficolta' e sconforto e che adesso insieme a me, finalmente raccoglie le prime meritate soddisfazioni.
La strada rimane erta, ma il cammino pare essere diventato meno tortuoso.
Buon compleanno Arbustum!




sabato 27 novembre 2010

E SE IL COMPLOTTO FOSSE AMERICANO?...

Per Berlusconi, l'Italia e' a rischio complotto. Il Premier vede ordite trame (chiaramente comuniste) destabilizzanti per il Paese e minatorie contro la sua persona e contro l'opera dell'esecutivo da lui presieduto.
Il cavaliere sprizza ancora ottimismo sulla tenuta di governo ma, di fatti, e' gia' in campagna elettorale.
Il nemico e' sempre lo stesso: la sinistra comunista-complottista, il sindacato, vera zavorra per l'economia del paese (la nomina della Camusso lo preoccupa molto), i media di regime anti-governativo che minano la credibilita' del suo operato, diffondendo soltanto fango e menzogne a iosa, la magistratura, cinico organo militante anti-liberale, asservito alle sinistre.
Ma davvero esistono ancora i comunisti in Italia? I comunisti li vedono solo Berlusconi e i suoi adepti. Anche a Cuba e' arrivato il mercato. Castro riderebbe, ascoltando queste affermazioni.
Oggi, nel nostro paese, coloro i quali appartengono alla cosiddetta sinistra, non sono altro che pseudo-intellettuali vestiti di cashimere, con l'immancabile sigaro pendente tra le labbra, personaggi patetici che non fanno altro che ingolfare i salotti e gli studi televisivi, in cui fanno a gara a leggere monotone "liste della spesa", confenzionate da esperti di comunicazione commerciale, rimanendo lontani dalle reali esigenze delle classe operaie(al nord il proletariato vota Lega).
In italia, davvero chi grida al complotto comunista e' in preda a gravi attacchi di delirante paranoia.
A breve, il Premier iniziera' a irradiare i suoi spot elettorali, la sua vendita di "tappeti pezzottati", il suo illusionismo tele-mediatico. Questa e' stata sempre la sua strategia di propaganda. Ora pero', che la sua maggioranza pare davvero essere incanalata al capolinea, la sua parabola di statista volge inesorabile al tramonto, presumo che piu' violento sara' il suo colpo di coda, quasi l'agitarsi frenetico di un capitone nella padella.
Se vogliamo, e' stato proprio il nostro Premier a strizzare l'occhio a paesi che di certo storicamente, non si sono mai ispirati a quel modello libelare, divenuto il suo imprenscendibile credo politico.
Prima l'amicizia con il dinasta sovietico Putin, poi quella con il dittatore islamico Gheddafi. Relazioni diplomatiche instaurate in chiave economica (autosufficienza nelle risorse energetiche) o di sicurezza (controllo e regolamentazione delle frontiere), ma che in sostanza sono anche figlie di quel protagonismo autoglotrificante e populista che lo porta spesso ad assumere iniziative di getto, non maturate con la saggia ponderazione.
Berlusconi ha di fatto sconvolto in modo superficialmente disarmante, oltre 50 anni di equilibri geo-internazionali, in cui la scelta filo-atlantica e l'amicizia per gli americani, erano fondamentali.
E se il complotto provenisse proprio da quella parte del mondo che improvvisamente si e' sentita tradita? I tempi delle grigliate al runch dei Bush, sono soltanto ricordi sbiaditi. Che il raffreddarsi delle relazioni Italia-USA potesse avere delle ripercussioni sulla maggioranza, era piu' che ipotizzaabile.
Io, da questo spazio ne parlavo velatamente, gia' nello scorso maggio. Dateci un'occhiata, il mio post era di una disarmante veridicita'.


giovedì 25 novembre 2010

IL GIORNO DEL RINGRAZIAMENTO(DELLA CARFAGNA)

Oggi, ultimo giovedì di novembre, e' stato il giorno del ringraziamento negli Stati Uniti.
Si sono tenuti i soliti grandi festeggiamenti per le strade, con l'immancabile tacchino ripieno, per quella che e' considerata dopo il 4 luglio, la festa piu' importante della nazione.
Obama e famiglia, hanno distribuito pasti ai piu' bisognosi, in modo piu' che informale, dato il perdurante clima di austerity.
In Italia, c'e' stata un'altra forma di ringraziamento, anch'esso recitato pubblicamente.
Nello specifico non si e' consumato il saporito pennuto farcito, ma ugualmente gustoso deve essere stato il boccone assaporato dal Premier Berlusconi, il quale su di un piatto d'argento, ha ricevuto la succulente "pietanza" offertagli dalla Ministro Carfagna, la quale, nel breve lasso di tempo di 48 ore, ha rivisto la sua posizione in merito ai "banditi" colleghi di partito.
La Carfagna ha ringraziato Berlusconi, per averla ascoltata e capita. Le dimissioni minacciate, sono state immediatamente revocate.
Come in tutte le storie (di crisi di governo) a lieto fine, tutti vissero felici e contenti.
Pare che la Ministro, abbia confidato al Premier, la sua intenzione di convolare a nozze per il prossimo mese di maggio.
Il testimone di nozze, nonche' compare di anello, gia' si intuisce chi sia...
Sara' Napoli (in qualita' di Sindaco), la destinazione della sua luna di miele?...



martedì 23 novembre 2010

MUNNEZZA: ARMA DI CONSENSO ELETTORALE

Napoli e' sommersa dai rifiuti. La citta' e' allo stremo, mortificata nella sua dignita', sfigurata nella sua bellezza, divenuta ormai soltanto un nostalgico ricordo da rievocare attraverso una sbiadita cartolina sommersa dalla polvere.
Rispetto al 2008, la situazione e' ancora peggiore. Non ci sono nuove discariche da realizzare. Quelle individuate a suo tempo dalla protezione civile, sono quasi sature. La raccolta differenziata non e' decollata, ne' tanto meno si e' dato inizio alla realizzazione di nuovi termovalorizzatori. Inoltre, le risorse economiche delle amministrazioni locali, sono molto piu' limitate, per non dire prosciugate, per poter sperare di sobbarcarsi l'onere di spedire i rifiuti oltre confine.
Consumatesi tutte le analisi per capire le cause di questo ennesimo fallimento, oggi la munnezza e' sempre piu' un affare politico o piu' precisamente, un'arma con cui pilotare un enorme consenso elettorale.
Nel 2008, soprattutto per la spazzatura di Napoli, le cui immagini per la prima volta fecero il giro del mondo, Berlusconi riuscì a ritornare al Governo. Il centro-sinistra di Bassolino fallì totalmente. Addirittura Veltroni, candidato del centro-sinistra, in campagna elettorale, non si accosto' neanche all'ombra del Vesuvio, tanto era imbarazzante la situazione qui in Campania. A priori, il centro-sinistra, in modo calcolato, preferì considerare persa la regione nello scacchiere nazionale.
Dopo due anni e mezzo, probabilmente, sara' la stessa immondizia a travolgere l'attuale maggioranza.
Inoltre a Napoli, il prossimo aprile, si votera' per il rinnovo del consiglio comunale. Quale migliore strumento di "comunicazione politica" (lo stesso usato per le regionali del 2009) se non le distese di nauseabonda munnezza, potra' ritornare utile nella campagna elettorale?
Il centro-sinistra accusera' il governo centrale di aver fatto esclusivamente propaganda, la solita politica degli annunci, irradiati a mo' di spot commerciali.
Il centro-destra, a sua volta, accusera' l'amministrazione cittadina di non aver saputo camminare da sola, dopo la fine del commisariamento, trascinando nuovamente la citta' nel baratro.
Dato questo scenario, siamo sicuri che ci sara' veramente la volonta' di ripulire la citta'?
Da sempre nel bisogno, nella difficolta', nell'emergenza, e' prosperato il consenso. A sua volta, il consenso, cresce in modo esponenziale, di pari passo al crescente disagio avvertito dalla popolazione. Quest'ultima pero', ha smarrito la sua capacita' di reazione, il suo proverbiale ed intrinseco orgoglio.
Il cittadino napoletano, in questo momento, potrebbere essere paragonato ad un profugo inerme, che aspetta l'aiuto umanitario calato da un elicottero di emergency.
Considerato tale scenario, mi sa tanto che da queste parti, la munnezza non sparira' in poco tempo. Almeno fino alla prossima primavera...

sabato 20 novembre 2010

DIMISSIONI CARFAGNA: L'OMBRA DI COSENTINO

Ancora una tegola per il Premier Berlusconi e per la sua maggioranza, la cui tenuta pare sempre piu' a rischio.
Questa volta non sono ne' nuovi guai giudiziari ad affliggere il Cavaliere, ne' tanto meno l'ennesimo scandalo a luci rosse. Nello specifico, si tratta di un incidente provocato da "fuoco amico", causato dalle dimissioni irrevocabili del Ministro delle Pari Opportunita', Mara Carfagna, dall'esecutivo. Il Ministro ha comunque assicurato di mantenere l'incarico, per fedelta' e coerenza istituzionale, fino al 14 dicembre, giorno in cui si votera' la fiducia.
Pare che la determinatissima giovane salernitana, faccia sul serio. A nulla sono valse le dichiarazioni di solidarieta' di tutti i leader di partito.
Dietro la presunta ma quanto mai probabile intercessione del coordinatore del PDl campano, Nicola Cosentino, di dirottare parte dei fondi stanziati (150 milioni) per l'ennesima emergenza rifiuti in Campania ed altri da destinare (300 milioni) per i futuri termovalorizzatori, non esclusivamente all'ente regionale ma anche alle province (quindi ai suoi amici Cesaro e Cirielli), ci sia anche la forte delusione accumulata in questi mesi dal Ministro che, nonostante abbia aiutato il partito alle passate regionali, scendendo in campo e ottenendo l'enorme successo di preferenze (ben 58.000), non sia stata mai considerata una risorsa per il territorio, non venendo neanche invitata alle riunioni di partito in regione.
In tanti, dietro questa improvvisa tempesta scoppiata nel PDL, vedono anche tentativi da parte dei finiani (intercorrono buoni rapporti con Italo Bocchino) di strappare la Ministro al partito del Premier e di puntare alla sua candidatura per le prossime elezioni di primavera a Napoli, dove si eleggera' il successore della Iervolino.
La Carfagna per molti rappresenterebbe la figura politica che metterebbe d'accordo tutti (c'e' sintonia anche con il Givernatore Caldoro), conferendo una rinnovata stabilita' al centro-destra locale. Tutti, ma non Cosentino, evidentemente.
I rapporti tra il coordinatore campano e la Carfagna, non sono stati mai dei migliori, anzi, i due non si sopportono per niente. La Carfagna ha sempre sottolineato la discutibile posizione di Cosentino dopo l'inchiesta penale che ha coinvolto il Sottosegretario all'Economia, il quale nonostante tutto, ha mantenuto l'incarico di coordinatore regionale e quindi, i pieni poteri a livello locale.
A volte, gettare la spugna non e' un segno di debolezza. Specie in questo contesto, la decisione della Carfagna, e' una cristallina scelta di coscienza ed un monito per un territorio ormai arresosi all'impreversante e cronicizzato affarismo clientelare.


mercoledì 17 novembre 2010

PARTONO E' BASTIMENTI, DI MUNNEZZA NAPOLETANA

A Napoli, l'emergenza rifiuti mai finita, riesplode nella sua massima ed imbarazzante gravita'. Al momento, oltre 3.000 tonnellate di rifiuti, giacciono tra le vie cittadine. Le piogge degli ultimi giorni, hanno fatto il resto, determinando scenari da inferno dantesco, con sacchetti trasportati dall'acqua piovana che intasavano anche la normale circolazione viaria. Ogni ora, nella sola citta', si producono 50 tonnellate di immondizia.
Napoli torna ad essere sepolta dai sacchetti. Lo stesso scenario, si presenta nell'hinterland del capoluogo. Le immagini mortificanti di questo scempio, fanno il giro del mondo. I cumuli di immondizia nel centro storico, ai margini dei tanti luoghi di interesse storico-culturale, fanno piu' danni ad un'economia gia' allo stremo, del crollo avvenuto nel sito archeologico di Pompei.
Si avvicinano le feste natalizie, la citta' ancora una volta, e' impresentabile ai turisti.
Al momento l'incertezza, e' massima. Non si trovano soluzioni a quello che potra' essere nel breve periodo, un vero dramma igienico sanitario.
Nel 2008, il Governo intervenne in modo deciso, aprendo nuove discariche e dando vita all'unico inceneritore della regione, quello di Acerra, considerato gia' a suo tempo, insufficiente. Da allora, nulla si e' fatto, per riportare la situazione ad una condizione di normale gestione.
Nel frattempo, le casse regionali e comunali si sono prosciugate, a poco e' servito l'aumento della Tarsu (a Napoli paghiamo la tassa sui rifiuti tra le piu' alte d'Italia) inflitto a noi cittadini che, dopo il danno, abbiamo dovuto subire anche un' insopportabile beffa. La gestione della raccolta e' passata alle province (macchinosi enti amministrativi), impreparate a fronteggiare la quotidianeta' del problema. Soprattutto non e' partita la raccolta differenziata, vero limite anche culturale di questa citta'.
La situazione potrebbe precipitare, sfociando in un'emergenza ancor piu' acuta rispetto al quella del 2008. Si vagliano nuove strategie per uscire da questa fase di stallo. Quella del Sindaco Iervolino, di usare il sottosuolo per mettere a "dimora" l'immondizia, pare davvero qualcosa di inverosimile, una decisione figlia della piu' completa disperazione.
Intanto, nessun comune della Campania e' disposto ad accogliere nuove discariche. I comuni in cui gia' insistono invasi, non tollerano altri sversamenti. Nessuna regione d'Italia e' disposta ad aiutare la Campania. Il Governo centrale e' in una fase di stallo, con una crisi ormai conclamata. L'amministrazione cittadina sta ormai smobilitando, in vista del rinnovo comunale per la prossima primavera. Il Presidente della Provincia, Cesaro, pensa all'ipotesi Spagna.
Dopo i treni della speranza, le suppliche alla madonna, a breve ci si affidera' al mare per evacuare l'immondizia.
Un tempo da Napoli partivano " e' bastimenti" di emigranti. Oggi, salperanno navi di munnezza.







lunedì 15 novembre 2010

LA DESTRA CI HA RESO ORFANI

Oggi, un elettore di destra da chi e' realmente rappresentato? Quali sono, se ci sono ancora, i valori della destra in questo paese?
La bufera di governo e' appena iniziata. Non sapremo come andra' a finire. Ormai si vive alla giornata, a colpi di sfiducia, senza poter programmare nulla, nello sfascio piu' completo.
Ma oggi, la destra, la vera destra social-nazionale, da chi viene incarnata?
Dal Premier? Non penso. Il suo partito azienda ( in cui Storace e la Mussolini sono diventati suoi dipendenti) dove lui, il padrone, e' ormai preso ad organizzare la sua uscita di scena, quasi una fuga, sommerso dagli scandali, paralizza l'agenda programmatica nel limitare i danni dei suoi molteplici guai giudiziari che di fatto, hanno incancrenato il Paese in una palude melmosa, privando l'esecutivo della sua normale funzione legislativa.
Da Bossi? Figuriamoci. Il leader leghista, profeta mancato della scissione separatista, e' diventato a sua volta difensore della "Roma Ladrona", da quando i suoi uomini posano stabilmente le loro chiappe sugli scranni capitolini. Ormai il suo unico obiettivo, e' quello di varare il federalismo fiscale prima possibile (appellandosi al tempo stesso, alle casse romane per far fronte ai danni avutisi in Veneto), prima che la sua stessa maggioranza venga ribaltata dal "golpe" finiano.
Da Gianfranco Fini, il Presidente della Camera, divenuto all'improvviso capo popolo di quella che si propone come la nuova destra italiana? Non credo proprio. Fini ed i suoi delfini smaniosi di protagonismo mediatico, hanno avuto il coraggio di staccare la spina alla maggioranza ma, quello che sta per nascere in Italia, non ha niente di destra.
Si sta generando infatti, un terzo polo di democristiana memoria, un "ibrido politico", dove tutti, ma proprio tutti, da Casini al pluritrasformista Rutelli, dal cangiante movimento dell'MPA di Lombardo fino alle piu' che probabili contaminazioni del PD (in una cronica ed irreversibile crisi di identita'), si terranno per mano dichiarando di essere il nuovo, lo strumento indispensabile per il rilancio del Paese, ma di fatto, proporranno agli italiani, un' insipida minestra riscaldata, in cui ingredienti sono il trasformismo ideologico e la brama di potere.
Io, elettore di destra, oggi mi sento orfano di chi possa rappresentare i miei ideali.

mercoledì 10 novembre 2010

AI LEGHISTI UNA LEZIONE DI STILE

Il mal tempo sta flagellando l'Italia, mettendola in ginocchio, creando morte e devastazione, con gravissime conseguenze dal punto di vista economico. Queste sciagure, provocano ulteriori frizioni nell'esecutivo, gia' di suo alle prese con una crisi politica ormai entrata in un vicolo cieco.
Il Veneto e' sott'acqua. Crolli anche a Pompei, negli scavi dell'antica citta' romana, riconusciuti patrimonio storico dell'umanita'.
Tali tristi accadimenti avvengono in un momento assai delicato per l'economia italiana e di enorme difficolta' nell'individuazione dei tagli per far quadrare i conti pubblici. Racimolare risorse extra gettito per calamita' naturali, e' davvero un brutto grattacapo di fine bilancio.
Queste disgrazie, sono state lo spunto per l'ennesima contrapposizione politico-territoriale, in merito agli aiuti che il Governo dovra' stanziare in tempi brevissimi.
In Veneto e' scoppiata una vera rivolta da parte degli amministratori locali, i leghisti per l'appunto, per il fatto che il Governo si potesse interessare "anche" del crollo avvenuto nel sito archeologico campano, tra i piu' visitati al mondo.
Napoli e la Campania, con l'imbarazzante spazzatura, l'enorme disoccupazione, l'atavica arretratezza, la dilagante malavita organizzata, gia' generano un grosso fastidio al Paese, specie all'operoso nord. Occuparsi poi, di recuperare e mettere in sesto delle semplici "macerie", ai leghisti sembra quasi una presa in giro, una perdita di tempo e, appunto, di danaro.
Ma l'innata sensibilita' partenopea, la grande generosita' di una popolazione abituata a soffrire, hanno dato l'ennesima lezione di stile, una dimostrazione di grande maturita' e di solidale altruismo, in chiaro spirito unitario.
E' nata infatti in queste ultime ore, la pizza pro-Veneto, l'idea di abbinare al prodotto principe della gastronomia partenopea, una raccolta fondi per gli alluvionati del Veneto.
In questo caso, per Zaia, gli aiuti del sud non puzzano. Pecunia, non olet!

sabato 6 novembre 2010

MANIFESTO DI PERUGIA: NASCE IL TERZO POLO

Cosa accadra' a Perugia? C'e' tanta attesa per il discorso di Fini, il suo Manifesto per l'Italia.
Ci sara' lo strappo da tanti auspicato? O si continuera' nell'ottica dei proclami e delle dichiarazioni di buoni propositi, nell'intento palese di continuare nell'opera di erosione progressiva e di logoramento costante, ai danni del premier?
Non so fino a che punto il Presidente della Camera, nonche' leader politico di questo nuovo partito di destra che e' Futuro e Liberta', osera' nell'occasione. Vedremo.
Di certo, chi predilige chiarezza in una fase di difficile comprensione di cio' che sta accadendo nell'esecutivo, potrebbe gia' avere delle risposte.
Ufficialmente, prendera' corpo e sostanza questa nuova creatura politica. A sua volta, il PDL vedra' ridimensionata di parecchio la sua forza. Una sua costola, avra' nuova vita, in un corpo indipendente, muovendo i suoi primi passi, in cerca di qualche "sostegno" su cui poggiarsi. Questo nuovo soggetto ricevera' la sua investitura ufficiale, in un momento storico caratterizzato da una forte crisi della politica.
Sara' sufficiente questa scossa per rilanciare il Paese? In un momento in cui gli scandali e la pochezza delle idee e dei programmi sono la costante nella politica nazionale, un nuovo capo popolo, con tanto di nome scritto sul nuovo simbolo di partito, (scelta criticabile), cerchera' di rianimare la politica da un vero e proprio stato comatoso.
Personalmente, rispetto a qualche tempo addietro, sono molto meno emotivamente suggestionabile dai discorsi propinati da abili e navigati oratori, preferendo seguire i freddi, cinici e spietati numeri elencati dagli indicatori economici che di fatto condannano il nostro Paese su molti fronti.
Ripeto, per me Fini ha gia' commesso due grandi errori, prima sciogliendo AN e poi, frantumando di fatto il PDL, il piu' grande partito nazionale.
A Perugia a mio avviso, piu' che un nuovo partito di destra, nascera' potenzialmente, una nuova coalizione alternativa di riferimento, il tanto atteso terzo polo o grande centro. Fini ne e' consapevole ma, chiaramente, non puo' raffreddare gli entusiasmi di chi vede in lui, il nuovo salvatore della Patria.



venerdì 5 novembre 2010

DE LAURENTIIS: IL NAPOLI NON E' UN CINE-PANETTONE

Brutta figura del Napoli a Liverpool, sconfitto per 3-1. In tanti speravano nel miracolo, ancor di piu' dopo la rete messe a segno da Lavezzi nella prima parte di gara.
Gli azzurri non hanno saputo approfittare di trovarsi dinanzi una squadra rimaneggiata, in un momento di scarsa forma e non sono riusciti a darle il colpo del ko. Il tecnico Mazzarri continua ad utilizzare sempre gli stessi undicesimi, non dando fiducia ai panchinari, ritenendo forse che gli stessi non offrano ancora garanzie. Le seconde linee del Napoli non saranno molto competitive ma alla fine, il tour de force si paga. Se a questo aggiungiamo degli errori madornali della difesa, possiamo giustificare la sconfitta.
Cio' che non mi va giu', sono le dichiarazioni del presidente De Laurentiis. Lui giudica l'Europa League, una vetrina non prestigiosa, un manifestazione che produce soltanto dei danni ai suoi giocatori, sia dal punto di vista atletico che mentale.
Siamo grati al presidente per aver rilanciato il calcio in citta', dopo gli anni bui della retrocessione in C. Ma adesso, bisogna guardare avanti, non accontendandosi di semplice promesse. Lui deve capire che e' in questa citta' non puo' limitarsi a fare l'imprenditore, monetizzando sulla campagna acquisti. Quest'anno ci ha regalato Cavani, ma ha ceduto Quagliarella, grave errore a mio avviso. La difesa non e' all'altezza delle aspettative e ripeto, la panchina e' formata da elementi di livello assai inferiore ai titolari.
Napoli merita vetrine importanti, per la sua storia, per il seguito di pubblico planetario.
De Laurentiis e' abituato a produrre cine-panettoni. A Napoli dovra' impegnarsi a creare pellicole da oscar.