lunedì 2 agosto 2010

RELAX IN TOSCANA

Domani partiro' con la mia famiglia per la Toscana.

Mi concedero' un po' di relax lontano dai luoghi affollati di agosto, sul monte Amiata.

Una settimana tra sagre, borghi, camminate nel verde, con l'opportunita' di far vedere ai miei

piccoli, la bellezza delle colline toscane e il fascino unico di citta' come Siena.



domenica 1 agosto 2010

CROLLO DI AFRAGOLA: LA PICCOLA IMMA E' SALVA

Qui a Napoli, quando piove a dirotto, la gente prega. Si perche' il rischio di crolli e' enorme.
Oltre ad un gran numero di edifici fatiscienti che andrebbero sgombrati, ci sono molte abitazioni costruite su cavita' naturali o create nei secoli scorsi, durante le estrazioni di tufo, materiale da sempre adoperato nelle costruzioni che abbonda nel sottosuolo. Negli ultimi anni, si sono verificati altri incidenti di questo tipo che solo per miracolo, non hanno causato vittime.
L'ultimo incidente, e' avvenuto ad Afragola, cittadina della provincia, nella notte tra venerdì e sabato.
Nel crollo hanno perso la vita tre persone. Una coppia di giovani sposi, con lei in attesa di un bambino ed un'anziana donna di 75 anni, la nonna della piccola Imma Mauriello. La bambina di soli 10 anni e' scampata alla tragedia, dopo essere stata per ben 15 ore sotto le macerie. La bimba era molto legata alla nonna e in quella notte dormiva nella sua abitazione, come spesso accadeva.
Inizieranno adesso tutte le indagini del caso, la Procura aprira' fascicoli, ci sara' il consueto scaricabarile in merito alle responsabilita'.
Napoli ha subito troppo in questi ultimi anni, non merita questa sorte.
Speriamo innanzitutto che la piccola Imma dimentichi presto questa brutta vicenda e che un giorno possa vivere in una citta' dove un temporale di poco piu' di mezz'ora non provochi tali disastri.


giovedì 29 luglio 2010

E ADESSO, CHE SUCCEDE?

Il Governo e' alla deriva. Lo scontro, divenuto rissa, tra Berlusconi e' Fini e' giunto ad un punto di non ritorno.
Il Premier ha sfiduciato i dissidenti Bocchino, Granata e Briguglio. Fini rimane al suo posto, in quanto Presidente della Camera.
Il Paese sta vivendo una pagina bruttissima in cui e' a rischio il normale svolgimento della vita democratica ed istituzionale. Gli italiani sono spettatori inermi di tale indecoroso spettacolo.
Dopo aver logorato per mesi il capo del Governo, il Presidente della Camera non ha avuto il coraggio di osare, di andare oltre. Fini, all'ultimo momento, ha cercato di tendergli la mano. Forse un gesto (un po' tardivo) di saggezza per le sorti del Paese. Piu' probabile, l'aver capito che da solo non poteva andare da nessuna parte, con solo 34 deputati e 14 senatori al seguito.
Berlusconi, dal canto suo, ha respinto di sana pianta questa forma di tregua estiva, forte dei suoi numeri, dell'appoggio della Lega e della vicinanza dei suoi fedelissimi, nonostante i guai giudiziari di molti dei suoi uomini.
Da questa vicenda ne esce male il Paese, piu' debole, piu' vulnerabile, per niente coeso alla vigilia di importanti scelte, specie nel settore economico.
La crisi non e' ancora ufficialmente aperta, ma e' palese, sotto gli occhi di tutti.
Il Governo si e' incartato. La maggioranza gia' battuta oltre 60 volte in Parlamento, d'ora in poi, dovra' fare i conti anche con questa nuova frangia dissedente.
E adesso, che succede? In queste condizioni, Berlusconi potra' ancora governare per circa tre anni?
Nella maggioranza e' sceso il gelo. Dopo la pausa estiva, l'autunno sara' molto caldo.

lunedì 26 luglio 2010

EMERGENZA RIFIUTI: NUOVA CRISI ALLE PORTE

Nonostante i toni trionfalistici adoperati dal Governo centrale per come e' stata affrontato il problema spazzatura a Napoli (una casa in cui e' stato pulito solo il salotto, tenendo chiuse e sotto la polvere le altre stanze) il ritorno all'emergenza, e' un incubo che i cittadini campani ahime', potrebbero rivivere in breve tempo.
Le discariche realizzate in piena crisi "munnezza" si stanno riempendo, esaurendo nel breve la loro capienza. La prima provincia a soffrire sara' quella di Caserta. Sta infatti per chiudere la discarica di San Tammaro che in questi giorni sta inglobando lo svuotamento di un altro mega invaso, quello di Lo Uttaro, il cosiddetto panettone.
Ogni giorno la regione produce 7.000 tonnellate di rifiuti, soltanto il 20% dei quali, in modo differenziato, troppo pochi per non saturare in modo piu' veloce i pochi invasi rimasti. Quelli di Chiaiano e Terzigno nel napoletano, garantiscono ancora una capacita' di sversamento per poco piu' di un anno. Stesso discorso per le discariche di Savignano e Sant'Arcangelo, nell'avellinese e nel beneventano.
Ma il problema maggiore per l'immediato, e' la scarsita' di fondi per le societa' addette alla raccolta e il complesso trasferimento in corso, teso alla provincializzazione del servizio che dovra' essere ultimato entro il 31 dicembre 2010.
C'e' poi il discorso della bonifica dei siti. Qui la questione e' ancora piu' complessa. 6 milioni di balle, non proprio "eco", aspettano di conoscere il loro destino.
Se per molti l'emergenza sembra un ricordo lontano, di certo possiamo sostenere che la normalita' della raccolta e' un concetto ancora molto futuribile.
L'unica certezza e' che i cittadini campani pagano la Tarsu piu' cara d'Italia. Da queste parti si dice: cornuti e mazziati.
Io aggiungerei: se il politico e' lo specchio della societa' in cui viviamo, a queste latitudini, il sacchetto d'immondizia abbandonato per strada, e' la migliore sintesi tra politica e territorio.


giovedì 22 luglio 2010

VENDOLA? PERCHE' NO

In questa asfittica stagione politica, dominata dallo scontro tra le correnti all'interno del PDL, dove ancora una volta l'opposizione se ne sta a guardare senza infierire, l'unico scossone viene dato da Nichi Vendola.
Il rieletto Governatore della Puglia ha lanciato la sfida. Prima cerchera' di conquistare la leadership del partito, poi di defenestare il Premier dal governo.
Certo, potrebbe apparire una semplice provocazione, quasi un "colpo di sole" in questa torrida estate. Eppure se andiamo a riflettere, il sogno del "nuovo Bertinotti" non e' pura follia.
Il piu' grande partito nazionale, oggi maggioranza di governo, perde pezzi e credibilita'. Molti dei suoi eletti sono inquisiti in delicatissime vicende giudiziarie. L'ala finiana non osa andare oltre una assidua ed estenuante schermaglia interna che sta facendo perdere credibilita' al Premier ma non e' sufficiente a far si che l'appena nato movimento di Generazione Italia, diventi un partito in carne e ossa.
L'opposizione ha cambiato guida gia' diverse volte. Da Veltroni a Franceschini, adesso Bersani. Il PD resta in ogni caso lontano dalla gente e dalle sue esigenze. I suoi militanti sono diventati degli intellettuali salottieri, dei funzionari burocrati che non attirano piu' le masse in modo carismatico ma si limitano a gestire l'ordinario senza proporre idee nuove.
Se al nord la protesta dei lavoratori, le esigenze della cittadinanza, il riconoscersi in un'identita' territoriale si e' trasformata nel tempo nell'identificazione quasi plebiscitaria con la Lega, al sud Vendola potrebbe diventare il portavoce del grido di aiuto e di ribellione di una popolazione stanca di vivere in una condizione di perenne ritardo e di sottosviluppo rispetto al restante paese.
Vendola potrebbe riunire nuovamente l'intera sinistra italiana, dandone una connotazione riformista, smussandone le spinte radicali, svincolandola dall'assoggettamento giustizialista dello scomodo alleato Di Pietro, compattando e dando un orientamento programmatico ai chiassosi ma, al tempo stesso eterei movimenti di piazza, come quelli di Grillo e dell'onda viola.


domenica 18 luglio 2010

IL LEADER E' SOLO E SENZA PARTITO

Dopo aver fondato il piu' grande partito nazionale in pochi mesi, adesso Berlusconi vorrebbe salvarlo in poche settimane, per giunta quelle estive, per la serie un salvataggio balneare.
Il leader e' stanco, stremato, sfibrato da lustri di difese processuali, colpito alle spalle dagli scandali che hanno travolto i suoi piu' stretti collaboratori, coloro i quali viceversa, avrebbero avuto il compito di tenere saldo e unito il partito a livello territoriale.
All'epoca della sua prima discesa in campo, FI, partito azienda, era nato gia' con una forte e spiccata propensione verticista ed individualista. Con la nascita del PDL, avvenuta dopo la fusione a freddo con gli ex alleanzini, il partito si trasforma in un grosso contenitore di potere e consenso, una mastodontica macchina accalappiatrice di uno sconsiderato prestigio e nepotismo personale che ha allontanato sempre piu' il suo leader dalla base, tenendolo all'oscuro di cio' che i suoi delfini orchestravano per pura brama individuale o per ardite logiche di campanile.
Nelle sue diverse esperienze al Governo, il Cavaliere ha sempre ricevuto ostacoli da i suoi alleati, visto che l'opposizione non ha fatto che perdere pezzi. All'inizio fu la Lega a tradire il Premier, in ultimo l'UDC del separatista Casini, volto' le spalle al suo leader.
Oggi il problema e' dentro al PDL. Il partito perde credibilita' giorno dopo giorno. Si rimpiangono quasi, i tempi dei festini e delle escort, quando si potevano discutere le debolezze dell'uomo, ma non le difficolta' politico-gestionali del capo del partito.
Nonostante cio', Berlusconi asserisce di avere dalla sua parte il voto degli italiani.
Qui si sintetizza la sua cecita', la sua atavica testardaggine. I voti ci sono, anzi ci furono. Ma oggi, quanti dei suoi fedelissimi elettori o di chi ha votato per la prima volta il PDL, si sarebbero aspettati che il partito diventasse una cloaca densa di malaffare o lo strumento naturale per il personale arricchimento, a danno e beffa dei contribuenti?
La nascita delle correnti poi, ha fatto il resto, frantumando il partito, mettendo in un' incontrollata centrifuga le sue intelligenze.
Frizioni, apparentamenti, guerre intestine di fatto stanno sfaldando il piu' grande partito nazionale. Affrettate ed inevitabili dimissioni di circostanza, imposte dall'alto, non riescono a dare nuovo smalto, a tamponare quell'emorragia di consenso instauratasi tra la gente che, col passar del tempo, si sta ormai cronicizzando.
Il fatto che Berlusconi voglia proprio ad agosto mettere ordine in un partito sempre piu' alla deriva o quanto meno tentare di sopire quel vespaio di polemiche e che sta arroventando il clima politico nazionale, e' un evidente segnale della sua solitudine, forse l'ultimo tentativo di un anziano boxer suonato, prima di gettare la spugna.

giovedì 15 luglio 2010

ARBUSTUM DISCO PARTY

E' tutto pronto per l'evento che domani si terra' nel mio agriturismo.
Sara' un party all'insegna dell'allegria e della spensieratezza, un modo per salutarsi prima delle vacanze. Spero vada tutto per il meglio e soprattutto che si registri una discreta affluenza. Il tam-tam e' iniziato da oltre un mese, con il passaparola tra i clienti, e il supporto della rete. Confido in una discreta presenza di americani della vicina base militare di Gricignano.
Ho tirato il giardino a lucido. Ogni angolo della mia villa e' pronto ad ospitare chi, in una serata di una torrida estate, vuole concedersi un po' di svago ascoltando della buona musica.
Si ballera' in giardino, sul prato, volendo anche a piedi scalzi, sotto un cielo che si preannuncia stellato, inebriati dal profumo intenso dei maestosi eucalipti e delle siepi di rosmarino e salvia.
La serata partira' dalle 21.00. Si iniziera' con dei ritmi "cool" che daranno quell'atmosfera' soft di benvenuto. Poi si passera' alla classica disco anni 70'-80', per fare un tuffo in un passato davvero indimenticabile. Si concludera' con della "tecno", per chi vuole ballare fino a alle ore piccole.
Il party sara' arricchito da un maestoso buffet rustico, innaffiato dal vino della casa.
Dopo la mezzanotte, lo chef allietera' gli ospiti con della imperdibile pasta fagioli e cotiche. A finire una freschissima tagliata di frutta.
Ancora una volta, Arbustum sara'...la tua casa in campagna!

lunedì 12 luglio 2010

SE NE DEVONO ANDARE

Si e' superato ogni limite. La cricca allarga i suoi tentacoli. Da appaltopoli, all'eolico.
Sono sempre gli stessi soggetti, ormai indifendibili che di giorno in giorno gettano discredito sulla credibilita' del Governo e sul suo operato che, in questi ultimi tempi, si sta limitando ad una strenue ed improponibile difesa dei suoi rappresentanti.
Adesso basta. Se ne devono andare.
Chi ha votato il PDL, o meglio, i rappresentanti di lista scelti nei salotti romani, di certo non immaginava di sostenere tali loschi personaggi, le loro clientele, le loro alchemiche brame di potere.
La gente e' stanca di ascoltare sempre le stesse notizie, i medesimi tentativi portati avanti da questi individui che si definiscono politici, di allargare in modo sistematico e con qualsiasi espediente anche complottista, il proprio consenso, divenuto una forma egemonica di corporativo potere dinastico.
Il Paese e' alla deriva, continuano ad esserci licenziamenti. La ripresa sempre assicurata dal Premier, e' divenuta una barzelletta che non fa per niente ridere.
Si cercano nuovi apparentamenti, si delineano pericolose rotture.
Qualcosa dovra' succedere, questo andazzo e' davvero pericoloso. Anche i piu' fedeli sostenitori di questa maggioranza, dovrebbero ricredersi, farsi un'esame di coscienza, e' capire che giunta l'ora di voltar pagina, costi quel che costi.
Militarizzate le strade di molte citta', urge adesso, far piazza pulita anche in molti ambienti della politica.

sabato 10 luglio 2010

SILENTE SOLITUDINE

Nella calura di luglio mi tiene compagnia il suono ipnotico delle cicale

Le spighe di grano si muovono appena, accarezzate da un lieve refolo di brezza

Il bianco della facciata della piccola chiesa, mi appare piu' intenso

Contemplo e rimembro, seduto all'ombra di una grande magnolia

Tutto mi sembra fermo, mentre veloce una goccia di sudore mi percorre la fronte

Il silenzio diventa assordante, magneticamente silente la mia coscienza

L'etereo entusiasmo svanisce, come il batter d'ali di una variopinta farfalla

Lo specchio verde che mi circonda, riflette soltanto solitudine

lunedì 5 luglio 2010

GOVERNO: IL CLIMA E' ROVENTE

E' arrivato il gran caldo. Estate torrida, con temperature al di sopra della media.
Assai rovente e' anche il clima che si avverte nel Governo, sempre piu' diviso e litigioso su questioni fondamentali, quali la legge sulle intercettazioni e il varo della manovra finanziaria, tutta lacrime e sangue, con ingenti tagli alle regioni.
A questo punto, con la radicalizzazione dello scontro netto ed irriducibile all'interno del PDL, ogni scenario e' ipotizzabile.
I due leader nonche' co-fondatori del primo partito nazionale, Berlusconi e Fini, si stanno adoperando in una estenuante prova di forza. Sono pronti a tutto pur di non vedere sminuite le reciproche posizioni. Ormai, siamo alla resa dei conti.
Il Paese e' ormai narcotizzato, in balia di questi sterili personalismi; le correnti opposte dello stesso partito, attraverso le diverse associazioni, fondazioni, comitati, testate giornalistiche di riferimento, stanno giocando una delicatissima ed al tempo stesso logorante partita a scacchi che per la nazione si sta trasformando in una vera e propria stasi determinista, in una forma di ipnotica paralisi decisionista.
Per una crisi aperta, ufficiale, formale, e' questione di giorni, forse di ore, con tutte le nefaste conseguenze del caso.
Di solito i governi andati in crisi in primavera trovavano un traghettatore per il periodo estivo.
Nella fattispecie bisogna trovare un "bagnino" che non facci affogare il paese in acque divenute torbide e che lo rifocilli da un'arsura ormai opprimente.



giovedì 1 luglio 2010

SOLO LA RETE E' SENZA BAVAGLIO

Notti d'estate, notti mondiali. No per noi italiani, delusi dalla spedizione sudafricana.
L'attenzione dei media resta comunque alta intorno al pallone. In questo clima pre-feriale, si dimenticano le centinaia di miliardi di euro che le borse europee stanno dilapidando. Passa silente la crisi del comparto auto, le incertezze del futuro della Fiat. Normali, per non dire da manuale, appaiono gli aumenti dei pedaggi delle autostrade, dei carburanti e delle bollette del gas, per non dimenticare quelli dell'Irpef e dell'Irap in alcune regioni, come la Campania.
L'importante e' che Berlusconi mantenga il suo ottimismo, profuso a iosa nel suo tour oltre oceano.
Intanto nel nostro Paese, si sta compiendo un vero e proprio attentato alla liberta' dell'informazione.
Il Governo insiste nel discutere il DDL in merito, entro la fine di luglio. La regia di quest'altro colpo di mano, come al solito e' stata perfetta. Quale periodo migliore se non quello dell'estate inoltrata, per far passare una legge così devastante? Per giunta con tutti i maggiori programmi di approfondimento televisivo, in pausa estiva, quindi senza nemmeno il bisogno di oscurarli.
I giornalisti scendono in piazza per dimostare il loro malcontento, per rimarcare l'evidente passo indietro che sta per compiere il nostro paese, i cui cittadini non avranno la stessa modalita' di informarsi, di sapere, di avere coscienza di cio' che li circonda, a meno che non si scelga di seguire il Tg1 o il Tg5, mediatici notiziari di regime.
Anche in questa circostanza, la stessa maggioranza appare divisa.
Il periodo che stiamo vivendo non e' per niente esaltante. Purtroppo vedo in giro rassegnazione, assuefazione, abitudine a convivere in questo clima opacizzato, in cui tutti sembrano narcotizzati, castrati nel fulvore delle loro iniziative, soggetti divenuti passivi, remissivi, acquiescenti, pervasi ed indottrinati artificialmente dal "verbo" telemediatico che, essendo pressoche' univoco, ha permeato in modo invasivo le menti e le coscienze dei riceventi il messaggio.
Per fortuna, senza bavaglio e' rimasta la rete, libera da filtri ed occulte regie. Almeno per ora.

martedì 29 giugno 2010

NOMINA DI BRANCHER: AUTOGOL DI BERLUSCONI

Il nostro Premier Silvio Berlusconi, gira per il mondo per i suoi impegni internazionali.
Prima in Canada, per il doppio appuntamento G-8, G-20, che ancora una volta, l'ennesima, ha sancito l'impossibilita' dei grandi di convergere su piattaforme condivise.
Il Presidente del Consiglio poi, e' volato in Brasile (da buon venditore, ha affermato che dopo l'eleminazione dell'Italia, tifa per la squadra verde-oro - poteva fare altrimenti?) dove ha accusato senza mezzi termini, l'influenza dei media del nostro paese e la loro azione negativa e distorta, tesa a produrre un' alterata informazione per i cittadini. Addirittura ha esortato gli stessi a scioperare nei confronti della stampa, non acquistando i quotidiani.
Ha aggiunto di non poter amministrare liberamente il Paese per la presenza di un Parlamento macchinoso, di un Presidente della Repubblica limitante l'azione del Governo e di un'azione giudiziaria affidata a magistrati schierati politicamente.
Peccato che dinanzi alla stampa internazionale, si sia dimenticato di spiegare in base a quale principio di liberta' o per quale alta e nobile azione democratica, abbia preso la decisione di nominare un nuovo Ministro (il problema e' che non si e' capito il dicastero affidatogli), nella persona di Aldo Brancher, un individuo su cui pendono diversi casi di imputazione per i quali sperava di ricorrere immediatanmente al leggittimo impedimento.
Berlusconi ha commessso un pacchiano autogol. Mai come in questa occasione, anche la maggioranza si e' fortemente opposta alle scelte del suo leader, nella fattispecie davvero imbarazzanti.
Lo sostengo da un po' di tempo: la parabola del Premier e' al capolinea.

giovedì 24 giugno 2010

LA RESA DEI CAMPIONI

Quando ho visto il terzo goal della Slovacchia, nato su di una rimessa laterale, mi sono reso conto che si era toccato il fondo. Questa gravissima distrazione non accade neanche sui campi di terza categoria, nemmeno nelle scuole calcio, dove i piccoli di 6-7 anni tirano i loro primi calci al pallone.
Quell'errore sintetizza la pochezza della squadra azzurra, una squadra spremuta nel fisico e confusa nelle idee, confusione accentuata da un tecnico (sempre molto presuntuoso) che in ogni partita ha cambiato il modulo di gioco ed i suoi interpreti, un tecnico che ha lasciato a casa alcuni grossi talenti ma che soprattutto non ha saputo usare al meglio (io ho visto un ottimo Quagliarella) quelli convocati per questa avventura sudafricana, presto trasformatasi in incubo.
Lippi nella conferenza stampa del dopo partita, si e' assunto tutte le responsabilita' di questa figuraccia. Era il minimo che potesse fare, visto il calo progressivo che la nazionale ha avuto negli ultimi due anni, culminato nell'assenza di vittorie nell'anno in corso.
Il tecnico aveva puntato tutto sui suoi senatori, i quali pero' arrivavano a questo mondiale, logori nel fisico e senza piu' le motivazioni avute nella passata edizione, quando in un modo o nell'altro si doveva dare una risposta sul campo allo scandalo di calciopoli.
L'ultimo errore l'ha commesso la Federezione, presentando a pochi giorni dalla partenza per il ritiro (era proprio il caso di andare a Sestriere per allenarsi sul sintetico?), il successore di Lippi, l'ex tecnico della Fiorentina, Prandelli.
In modo formale e sostanziale, si sanciva ancor prima di partire per il Sudafrica, la resa dei campioni.

lunedì 21 giugno 2010

SEPE INDAGATO: A MARONNA C'ACCUMPAGNA

L'inchiesta sulla cricca si allarga, coinvolgendo anche le mura Vaticane: ad essere indagato e' il Cardinale Crescenzo Sepe, arcivescovo di Napoli.
La questione come al solito e' molto ingarbugliata, difficile da leggere. Sono coinvolti tutti i nomi ultimamente usciti nelle cronache giudiziarie, inerenti i possibili illeciti verificatisi negli appalti dei grandi eventi.
Balducci, Anemone, Bertolaso, Lunardi. Adesso esce fuori il nome di Sepe. E' stato lo stesso Bertolaso a tirarlo in ballo.
Il prelato era a capo di una potentissima congregazione, la Propaganda Fide, con un patrimonio stimato di oltre 9 miliardi di euro, composto prevalentemente da immobili e donazioni vitalizie.
Strano che nel 2006, Benedetto XVI, allontani il Cardinale a scadenza del suo primo mandato, un'eccezione rispetto i suoi predecessori.
Il Cardinale che sembra sereno e convinto di fare chiarezza in tempi brevi, scrive una lettera ai napoletani, esortandoli ad avere fiducia, dicendo loro che anche questi sono gli sforzi ed i sacrifici da sostenere nel portare la croce.
Lui deporra' a breve dinanzi ai giudici. E' il caso di dire che un confessore si confessa. Chissa' quali "terremoti" provochera' la cardinalizia deposizione.
Speriamo che i vertici della curia napoletana non siano coinvolti in illeciti penali. Napoli gia' soffre abbastanza di suo.
In questa delicatissima vicenda al popolo di questa citta' non resta che aggrapparsi alla fede. Prendendo in prestito un'affermazione spesso adoperata dello stesso Sepe, auguriamoci che "a Maronna c'accumpagna".


mercoledì 16 giugno 2010

NAPOLI, TORNA L'INCUBO MUNNEZZA

E' arrivato il caldo, a Napoli anche il fetore nauseabondo della munnezza.
Tornano con il loro imbarazzante ingombro, i cumuli di rifiuti per le strade. L'azienda cittadina addetta alla raccolta ha pochi fondi. Ci sono stipendi arretrati non percepiti dai dipendenti che con il loro scipero hanno messo in ginocchio la citta'. C'e' da riorganizzare il riassetto dell'intera raccolta, la cui gestione e' passata dal comune alla provincia. Nel frattempo, la differenziata non decolla, così come l'individuazione di nuovi termovalorizzatori. In queste settimane e' scoppiata una forte polemica sulla possibilita' di aprire un grosso invaso nel Parco Nazionale del Vesuvio, dove ubicare una futura mega discarica di tal-quale, senza dimenticare il destino dei 6 milioni di false eco-balle, la cui distruzione pare ancora assai lontana.
Di questa nuova emergenza, avvertita anche nella provincia di Caserta (altra azienda ma medesimi problematiche), non se ne parla ancora a livello nazionale. Sappiamo quanto il Premier ci tenga a far girare per il mondo, l'immagine della " cartolina Napoli ", ma la realta' da queste parti e' molto diversa rispetto a quella irradiata dai media. Piu' volte ho segnalato come tale disagio non sia mai stato superato in pieno.
Per le strade cittadine, sono ammassate oltre 1400 tonnellate di munnezza. I turisti si muovono per le vie del centro facendo zig zag tra i rifiuti. Bisogna trovare una soluzione ed in fretta, prima che il problema non sia piu' gestibile con gli strumenti ordinari.
A Napoli, la munnezza e' di nuovo un incubo.

domenica 13 giugno 2010

BAVAGLIO ALL'INFORMAZIONE: SEGNALE ALLARMANTE

Tanto rumore sta producendo l'introduzione della cosiddetta legge bavaglio, in cui non si da piu' alla stampa la possibilita' di divulgare notizie che in qualche maniera possano ledere un potenziale imputato prima che lo stesso riceva una sentenza definitiva o che possano coinvolgere un soggetto non ufficialmente sottoposto a nessun tipo di informativa cautelare.
C'e da un lato la maggioranza di Governo che per bocca del suo leader Berlusconi, continua ad accusare le interferenze della magistratura, anzi, una parte di essa, come palesi minacce alla liberta' dei singoli cittadini.
Dall'altra, l'opposizione e una grossa fetta di stampa non direttamente assoggettata al pensiero del Presidente del Consiglio o comunque non alle sue dirette dipendenze che vede in tale proposta di legge, un vero e proprio escamotage portato avanti in nome della privacy, ma che in realta' cela un disegno non tanto occulto ma se vogliamo fin troppo evidente, di tenere a tacere tutto cio' che direttamente o indirettamente possa in qualche modo colpire una certa casta di potere.
La legge gia' passata al Senato, in cui si e' sfiorato lo scontro, arrivera' alla Camera non prima di settembre.
E intanto? Il Paese, completamente narcotizzato da questa contrapposizione interna, continua nella sua lenta agonia, nel vivere alla giornata senza dare risposte serie e concrete a migliaia di disoccupati, a tagliare in settori fondamentali come la ricerca e la programmazione ad impoverire di fatto, non solo il potere d'acquisto delle famiglie ma la possibilita' che le stesse possano in piena autonomia, scegliersi il proprio futuro.
Io su questa materia, mi pronunciai in tempi non sopsetti, nel giugno 2008, quando da poco salito in carica, il Governo Berlusconi ne inizio' a discutere. Rispetto allo scenario ipotizzato, la legge in esame e' ancor piu' restrittiva.
Limitare oggi la liberta' d'informazione, in un paese che si considera tra le democrazie piu' evolute al mondo, rappresenta ancor piu' una forma di impoverimento culturale per l'intera collettivita'. In nome del consenso elettorale, divenuto ben presto, espressione di mediatico populismo libertario del leader, si sta compiendo di fatto, una forma di morbida e progressiva metamorfosi costituzionale.
Essere preoccupati che le masse possano informarsi, divenire quindi coscienti e pensanti di cio' che le circonda, e' un segnale davvero allarmante.
Mettere il bavaglio all'informazione e' di fatto, un grosso autogol della maggioranza che dimostra a questo punto, di temere fin troppo che si possano intravedere i troppi scheletri nascosti negli armadi del potere.




mercoledì 9 giugno 2010

MAGGIORANZA AL BAR. LE RUSPE RIPARTONO

Il problema dell'abusivismo edilizio e' molto esteso qui in Campania. Sono ben 60.000 gli immobili abusivi realizzati negli ultimi dieci anni. Mesi or sono, ci sono stati anche diversi abbattimenti che hanno generato violenti scontri tra i residenti fuorilegge e le forze dell'ordine.
Nella passata campagna elettorale per il rinnovo del consiglilo regionale, il PDL si impegno' a portare in Parlamento tale delicata questione, sospendendo pro-tempore l'azione delle ruspe, con la promessa di trovare una soluzione definitiva. In tempi di sanatorie e condoni, il non procedere alle demolizioni, poteva essere considerata una strada da percorrere comoda a tutti.
Ieri, si votava alla Camera tale decreto. Gia' passato al Senato, sorprendentemente e' stato bocciato alla Camera. Violente polemiche hanno investito " l'eccesivo tempismo " di Rosi Bindi, la vice di Fini, che secondo i tanti esponenti della maggioranza, non ha atteso abbastanza per proclamare chiusa la votazione.
Il decreto e' stato battuto 249 a 231. Assenti ben 64 deputati del PDL. Molti di essi si intrattenevano al bagno, alla buvette, a fumare in pieno relax o addirittura a prendere aria all'esterno di Montecitorio, approfittando dell'arrivo tanto atteso delle belle giornate.
La maggioranza e' furiosa, si spera nell'intercessioone del presidente Fini. Si vorrebbe far ripetere la votazione, circostanza assai improbabile. Il decreto antidemolizioni, tecnicamente, e' stato cancellato.
Da domani, un sindaco (poco probabile) o un magistrato, potrebbe in ogni momento ordinare la demolizione di un immobile abusivo. In Campania ci sarebbe soltanto l'imbarazzo della scelta.
A questo punto, i tanti residenti abusivi, sapranno con chi prendersela. I loro rappresentanti in Parlamento, ancora una volta, non erano al loro posto durante le loro pubbliche funzioni squisitamente retribuite. Il governo, in tempo di austerity, dovra' rinunciare suo malgrado, ad un ingente ritorno di liquidita' proveniente dai condoni.
Combattere l'abusivismo dovrebbe essere una priorita'. Qui in Campania, probabilmente, si arrivera' alle demolizioni, per una tazzina di caffe' in piu' presa a Montecitorio.



lunedì 7 giugno 2010

FRANCESCA SCHIAVONE, UN'ITALIANA REGINA A PARIGI

Francesca Schiavone entra nella storia, vincendo a Parigi il Roland Garros, prova del grande slam su terra rossa. E' la prima affermazione in assoluto per una tennista italiana. Solo Nicola Pietrangeli, ben cinquanta anni or sono e Adriano Panatta, nel 1976, erano riusciti nell'impresa.
Non ho avuto il tempo per scrivere prima questo post. Il fine settimana ero molto impegnato con il lavoro. Sono riuscito a vedere degli scampoli dell'incontro, mandato in onda all'ultimo momento anche dalla Rai (e' un peccato che il tennis non sia visto piu' in chiaro come prima). Mi sono emozionato tanto. Anche io gioco a tennis a livello amatoriale. La vittoria della "Schiavo", così e' chiamata dagli amici, e' molto significativa. La tennista italiana la conquista alla soglia dei 30 anni, dopo una carriera in cui i progressi ed i miglioramenti sono stati graduali ma costanti.
E' la vittoria dell'intelligenza, del saper pensare in campo, del gioco vario, sicuramente non basato sull'uso esclusivo della forza e del fisico. Francesca e' alta soltanto 166 cm. ma ha un gran talento, grossa reattivita' ed un gioco molto esplosivo.
Con questa vittoria la Schiavone raggiunge il 6° posto nella classifica mondiale, intasca un premio di oltre un 1.500.000 euro, che non guasta, ma soprattutto da un grosso slancio a tutto il settore tennistico nazionale.
Dopo l'expolit della Pennetta lo scorso anno - anche lei nei top ten mondiali - e il trionfo nella Federation Cup, ancora una volta, una donna da lustro al tennis del nostro Paese, attento (fin troppo) soltanto alle vicende calcistiche.

giovedì 3 giugno 2010

SAVIANO CONTINUA A DIVIDERE

Ancora una volta, l'ennesima, Saviano e' stato criticato per la sua opera o per meglio dire, per la propagazione mediatica negativa che la stessa, secondo molti, produrrebbe sul territorio campano. Dopo gli interventi di Berlusconi e quelli di Fede che hanno determinato un vespaio di polemiche, questa volta e' stato il giocatore del Milan, Borriello, da poco escluso da Lippi per i prossimi mondiali, a schierarsi contro lo scrittore. Le dichiarazioni dell'attaccante del Milan non sono le prime provenienti dal mondo del calcio. Tempo addietro, fu il capitano della nazionale, Fabio Cannavaro, all'epoca giocatore del Real Madrid a dire la sua sull'autore di Gomorra. Io da questo spazio ho cercato sempre di sottolineare come all'indiscusso coraggio dell'autore, meritevole di far conoscere al mondo intero, il sistema mafioso campano, sia susseguita una spamodica ricerca di populismo presenzialista che, in parte, ha sminuito il valore assoluto della sua opera. Vi giro una risposta (risalente al gennaio 2009) che diedi ad una famosa blogger, quando all'epoca si discuteva sulla probabilita' che Gomorra potesse vincere l'Oscar:

" Che dirti. Prima cosa dobbiamo fare un distinguo tra Saviano e Garrone, tra libro e film. Anch'io mi trovo d'accordo con te sul film. Si cerca di suscitare forte emozione, in modo lento, scontato. Se ne andiamo a fare un discorso tecnicamente qualitativo, vediamo quanti limiti ci siano nel valutare il film come quasi certo vincitore all'Oscar - a proposito, stasera mi sembra si assegnino i Golden Globes. Quindi si dovrebbe essere d'accordo che il film se vincera' l'Oscar, sara' un contributo all'opera di Saviano come coraggiosa denuncia ma non come premio all'esecuzione cinematografica di Garrone. Ma lo stesso Saviano, crea un genere narrativo sui casalesi, impiantando il suo racconto su stralci di verbali, indagini degli inquirenti o lavori fatti da altri suoi colleghi. C'e' infatti anche una citazione nei suoi confronti, fatta da un altro giornalista che solo in un secondo momento viene ufficialmente inserito tra coloro che indirettamente hanno aiutato il giovane narratore a realizzare questo ormai famosissimo libro - puoi andare su www.ilroma.net del 9 gennaio 2009 a pag.9 (ne feci anche un post quando se ne parlo' nuovamente)- divenuto fenomeno di costume, un glamour all'italiana, affievolendo il suo carattere di denuncia, proprio perche' inflazionato. Tra le altre cose, Saviano non produce un lavoro alla fine di un lungo periodo di indagine, come fecero al suo tempo gli scomparsi Giancarlo Siani - per la camorra- ed Ilaria Alpi per le vicende di dubbi traffici illeciti che si celavano dietro la guerra in Somalia. In questo piu' meritoria, sicuramente piu' analitica, e' l'opera "Solo per Giustizia", del P.M. Cantone (per anni alla guida del pool investigativo per la Procura di Santa Maria Capua Vetere) o quella di Rosaria Capacchione "L'oro della Camorra" giornalista che da 15 anni segue la cronaca nera su Casal di Principe, anche lei ora sotto scorta. Tra le altre cose, Saviano nel libro, dedica ampio spazio alla camorra napoletana, al principio parla dei traffici e gli intrecci con la mafia cinese che hanno come scenario il porto di Napoli. Diciamo che poi, gli eventi reali che si sono succeduti, in modo cronologicamente naturale, hanno dato maggiore eco su cio' che accadeva a Casal di Principe. Ci si e' improvvisamente dimenticati delle faide tra il clan dei Di Lauro e degli scissionisti nell'area nord di Napoli, faida che ha prodotto decine di vittime. Ci si dimentica di cosa entra nei porti di Napoli e Salerno, ci si dimentica di chi gestisce lo spaccio ed il racket nel capoluogo partenopeo. A tal proposito, ti invito a leggere il mio post pubblicato l'11 ottobre 2008 e pubblicato anche dal quotidiano Roma di Napoli , per vedere come tante purtroppo siane le piaghe che affliggono il territorio campano ma come, ultimamente, si parli solo del clan dei casalesi. L'emergenza rifiuti e' stata "dirottata" come conseguenza del business del clan dei casalesi nello smaltimento dei rifiuti tossici. Cio' e' vero ma lo smaltimento di quelli ordinari- i sacchetti della spazzatura nelle strade di Napoli - non ha nulla a che fare con quello dei liquami tossici provenienti dal nord. Poi ci sono state le uccisioni proprio a Casal di Principe, cosa che non accadeva da lungo tempo, ed infine le uccisioni del giorno di San Gennaro, 19 settembre, dove furono massacrati 6 extra-comunitari a Castelvolturno. A quel punto e' come se l'opera di Saviano prendesse corpo e vita propria , diventando una sorta di naturale proiezione del macabro, una real fiction, dove i morti erano realmente esistenti. Approfondimenti televisivi continui, dibattiti, simposi facevano il resto. Faccio notare come l'ultima volta che Saviano appariva a Matrix, Mentana registrava il suo picco di ascolto, vicino al 40%, ascolti da semifinale di un campionato del mondo di calcio. Si e' determinata un ricerca spasmodica di ascolto, dove lo stesso Saviano diventa strumento di propagazione mediatica, a prescindere. L'opera di Saviano, manca pero' di una parte, se la dobbiamo considerare una moderna prova di neorealismo all'ombra del Vesuvio. Manca dello Stato. Non si citano le decine di arresti, le confische, i sequestri fatti anche precedentemente l'uscita del suo libro. Non si menziona l'opera meritoria di tanti inquirenti, investigatori, magistrati, forze dell'ordine spesso sotto pagate che comunque hanno assicurato alla giustizia tanti malviventi. Non si spiega che spesso, anche gli attuali provvedimenti in tema di restrizione dell'attivita' criminosa, non sono altro che la risultante di anni ed anni di indagini, di lavoro oscuro, perpetuo. Pare come se per incanto tali interventi siano la diretta conseguenza delle denunce di Saviano. Cio' lo trovo ingiusto per chi si sacrifica da anni in un lavoro estenuante e delicatissimo. Certo sara' stata fatta una scelta di libera impostazione narrativa. Ma siccome questo neorealismo e' monco di una parte, Gomorra come opera, non puo' per me essere assurto come libro di didattica nelle scuole dell'obbligo. Si fa educazione, non solo con la denuncia. Si educano le future generazioni, proponendo loro anche modelli positivi. Il bello, anzi il brutto che tutti gli intellettuali napoletani si sono schierati a favore del giovane narratore, secondo me facendo un grande autogol per il territorio. Se ti capita, vai di tanto in tanto a curiosare nel mio link napolipuntoeaccapo. A distanza di mesi, il forum culturale partenopeo mi ha dato atto di cosa segnalassi da tempo con preoccupazione, cioe' che alla lunga , in particolar modo per il territorio campano, gli effetti della propagazione mediatica di Gomorra saranno solo negativi. Addirittura, l'Assessore al Turismo Campano Claudio Velardi, nel suo blog, proponeva mesi fa la lettura a puntate di Saviano. Mi permisi di fargli notare che così facendo, di certo il Turismo in Campania si andava a fare benedire. Lui l'anno passato, accoglieva personalmente i turisti agli arrivi, offrendo loro le classiche sfogliatelle, forse per non far sentir l'olezzo della munnezza. Gli dissi che forse, per il 2009, si sarebbe dovuto procurare all'accoglienza, dei giubbini anti proiettile... Alla fine, credo che proprio per la devastante eco prodotta dal fenomeno, Gomorra vincera' l'Oscar. L'Italia avra' l'assegnazione di questo ambito trofeo. A Saviano, preferisco Benigni ".

mercoledì 2 giugno 2010

2 GIUGNO: NON C'E' NIENTE DA FESTEGGIARE

2 Giugno, festa nazionale. Ogni anno gli stessi discorsi, le stesse parate, i soliti impegni, le scontate promesse.
Si deve far festa, nonostante la crisi, i tagli, la dilagante disoccupazione, la mancanza di qualsiasi prospettiva di sviluppo.
Ci dobbiamo sentire per un giorno, nazionalmente uniti dal tricolore, nonostante le spinte separatiste del nord, le imbarazzanti ruberie affariste della nostra classe dirigente romana, il perdurante malaffare perpetuato al sud.
Il Paese e' da tempo scivolato nel buio di una profonda crisi di valori, da cui non si riesce a vedere ancora la luce. Le sue stesse Istituzioni, non sono piu' garanzia del regolare confronto democratico ma spesso diventano deleterie espressioni di contrapposizione politica.
In questo contesto politico-economico-sociale così decadente, cosa si dovrebbe festeggiare?
Un paese che guarda nostalgicamente solo al suo passato ma non si pone nuovi orizzonti di crescita e di ammodernamento, e' un paese destinato ad invecchiare, non solo per l'eta' media dei suoi cittadini.