martedì 10 aprile 2012

A NAPOLI IL VENTO E' CAMBIATO

Grande fermento per la partenza delle world series dell' America's Cup a Napoli.

La citta' in pochi mesi, si e' rifatta il trucco, offrendo al mondo intero una recuperata bellezza, fin troppo oscurata negli anni passati, per il dramma dell'emergenza rifiuti.

Si e' registrato un boom di turisti inaspettato all'ombra del Vesuvio, con un incremento superiore al 20%.

Hotel, bed and breakfast, ristoranti, pizzerie, hanno registrato il tutto esaurito. Complici le concomitanti feste pasquali, il capoluogo partenopeo ha accolto ben volentieri, un' invasione di turisti, i quali hanno potuto ammirare il fascino del golfo: ad ovest Capo Posillipo, ad est Punta Campanella, a sud l'isola di Capri a nord il lungomare di Via Caracciolo, definitivamente liberato e restituito alla citta'.

Lo scenario di gara e' unico al mondo. Le colline del Vomero, di Posillipo e quella di Monte di Dio, saranno le tribune naturali per assistere alla competizione. I piu' fortunati, dalle proprie abitazioni, potranno ammirare in lontananza il grande evento sportivo, tifando per i beniamini di casa, l'equipaggio di Luna Rossa. La Villa Comunale, nel suo splendore diventera' per una settimana, il paddock dei team in gara.

Che il buon vento benedica la gara. In citta', e' gia' cambiato.







sabato 7 aprile 2012

AUGURI DI BUONA PASQUA!

Per qualche giorno non potro' essere su questo spazio. Lo sapete, a Pasqua sono impegnatissimo con l'agriturismo, sperando che meteo non faccia troppo capricci.

Auguro a voi tutti, un sereno periodo di festa!

giovedì 5 aprile 2012

I LADRONI PADANI

Ai tempi di manipulite, agitavano il cappio come simbolo di epurazione. Vent'anni dopo, anche i leghisti si sono rivelati dei ladroni qualunque, gente che dopo aver salvato diversi e poco onorevoli rappresentanti del Parlamento dalle patrie galere, dopo aver mantenuto a galla l'improponibile governo Berlusconi travolto da interminabili scandali, dopo aver preso in giro per 4 lustri i loro elettori con improbabili ipotesi separatiste, questa volta i leghisti si trovati coinvolti in questioni di appropriazione indebita, relativa alla gestione dei rimborsi elettorali, fondi a quanto pare, utilizzati per spese private.
Bossi si e' dimesso, decisione inevitabile. Per una volta il Senatur non alza il dito medio, ma incassa in modo inequivocabile una sconfitta storica. Un partito nato in modo quasi surreale, divenuto riferimento consolidato per un certo territorio del Paese, diventa gradualmente strumento ed espressione di concentrazione nepotistica, tipica manifestazione della generica malapolitica nazionale, dove la bramosia di potere non e' dissimile da quella gia' esistente nelle altre forze politiche.
Il nord improvvisamente, si trova orfano di due grossi riferimenti politici (lo affermavo da tempo). Il PDL, dopo le dimissioni di Berlusconi e i vari scandali che investono la Giunta Formigoni, traballa. Adesso e' la Lega ad avere molti scheletri nell'armadio. Il sogno e' finito. La Padania, accezione fanta-politica, rimane orfana del suo fondatore, leader indiscusso, unico collante di un partito tribale ed al tempo stesso, anticostituzionale.
Dopo aver messo stabilmente le chiappe sugli scranni romani, i padani sono diventati ladroni a casa loro.



domenica 1 aprile 2012

MANCA IL CORAGGIO DI OSARE

Monti sanguisa, Monti amico delle banche, Monti alleato delle multinazionali e dei poteri forti. Ma davvero il Professore della Bocconi e' l'unico artefice di questa cura da cavallo che pretende di annullare il nostro "giurassico" debito pubblico in pochi mesi? Potrebbe spremere così in profondita' le nostre budella da solo, senza il placet della politica? Il problema, evidentemente, resta sempre lo stesso. Monti fino ad ora, eccetto qualche briciola, non ha tolto niente all'apparato di Stato, vero e proprio sistema di istituzionalizzato malaffare. In piena crisi, quando il Paese era alla deriva, tutti hanno difeso a spada tratta Napolitano, ma ricordo che “Re Giorgio” al momento, non ha espresso nessun monito in tal senso.
I privilegi della casta sono rimasti invariati. Le Province ed il loro opulento spreco legalizzato, pure. Le societa' partecipate, anche. Il numero dei parlamentari, che sarebbe dovuto dimezzarsi sulla carta, sara’ ridotto solo di circa il 20%, dopo necessaria riforma costituzionale, quindi mai, visto che Monti tra 12 mesi mesi, togliera’ il disturbo.
Il problema, anzi il vuoto, resta politico. Il nostro destino dipende da noi. Se continuiamo a mantenere in vita questo mastodontico carrozzone, non avremo speranze.
Perche' oggi non dilaga la protesta? Come mai prima si scendeva in piazza soltanto contro Berlusconi? Perche’ la sinistra tace? E l’Onda Viola che fine ha fatto? Moretti e i girotondini perche’ non si tengono piu’ per mano? Dario Fo e Franca Rame, perche’ non ci ammorbano ancora con i loro fenestrelli? E Saviano che dice? Si sente libero perche’ non c’e’ piu’ Silvio? Libero, in un paese desertificato. Si dira’, Berlusconi e’ stato un grande bluff, ci ha nascosto la verita'. Ok, tutto vero. Evidentemente, non era il male assoluto. Tuttalpiu' era il necessario collante, sia per le sue cricche asservite che per la sua ridicola e rissosa opposizione. Ma adesso, possono solo i lavoratori, i piccoli artigiani, gli imprenditori indebitati sul l’orlo del suicidio, i pensionati che vanno a rovistare nei rifiuti ed a mangiare alla Caritas, salvare l’Italia?
Ritengo che Berlusconi andasse defenestrato ma non si puo’ avere l'arronganza di pretendere di recuperare un ventennio di illusioni e miraggi messianici, in soli 6 mesi. Culturalmente il Paese resta arretrato. Manca una vera sinistra a difesa dei piu’ deboli. Manca una vera destra, idealista, conservatrice e al tempo stesso propensa alla tutela sociale.
Monti fa il gallo sulla monnezza poiche’ il contesto che si e’ trovato davanti e’ un forma di ectoplasma terminale, fatto di replicanti inermi, porta borse asserviti e prostrati al loro leader di appartenenza, gente mediocre che come unico obiettivo mira a tenere al caldo le proprie chiappe sugli scranni romani. La Lega fa opposizione, e’ tornata forcaiola, solo che adesso, non solo dimentica che ha salvato dalle patrie galere tanti poco onorevoli parlamentari ma, a sua volta, ha le mani nella marmellata.
Anch’io mi ero illuso. Pensavo che dopo inevitabili provvedimenti tampone, il nuovo Governo facesse intravedere qualche iniziativa per lo sviluppo. Invece solo aumenti di tasse, tariffe e interessi bancari.
Penso che andra’ sempre peggio, anche perche’ storicamente, noi italiani siamo un popolo di sottomessi, di voltagabbana, non abbiamo nel nostro DNA lo spirito rivoluzionario, siamo gente che aspetta lo scorrere degli eventi, senza avere mai il coraggio di osare.

lunedì 26 marzo 2012

MONTI HA MOLTI COMPLICI

Tutti se la prendono con il Presidente Monti per le restrizioni che noi italiani stiamo subendo in questo periodo. Nessuno ricorda pero', che tutto cio' e' possibile, fin quando il Prof. ricevera' un consenso quasi unanime in Parlamento.
Tutti i partiti, tranne qualche eccezione, si celano dietro la grande personalita' del bocconiano, scaricando soltanto sulla sua persona, le responsabilita' di cio' che sta accadendo nel Paese. Dietro la minaccia di un default sempre imminente, ognuno dei rappresentanti politici dei maggiori partiti nazionali, preferisce far agire Il Primo Ministro, in questo prosciugamento esistenziale di noi comuni cittadini.
Fino a quando potremmo resistere? Fino a quando sopporteremo questo salasso? Siamo passati da un governo populista ed illusionista, che propagava in modo compulsivo i suoi tentacoli clientelari, ad uno tecnocrate e decisionista che, in brevissimo tempo, pretende di mettere ordine nell'atavico caos burocratico-finanziario del Paese.
Sono settimane che si discute su come escogitare il miglior metodo per poter licenziare un lavoratore. Ma quando arriveranno i tanto attesi provvedimenti per lo sviluppo? La gente e' esausta, incazzata. Questa stessa gente pero', dovrebbe tenere a mente, quando ne sara' il momento, chi e' stato complice di questo spappolamento di risorse, al fine di salvare un Paese di fatto prosciugato dalla mala-politica, divenuta legalizzato sistema a delinquere.
Monti, nonostante tutto, avra' un mandato ad orologeria. Finito il suo compito di istituzionale vivisezionatore, il cadavere di noi comuni mortali, ritornera' a disposizione dei leaders politici, oggi suoi complici, a breve nuovamente aguzzini del nostro destino.

lunedì 19 marzo 2012

GLI STERILI SOLONI DELLA SINISTRA

Tante parole, tanti dibattiti, tanti soloni che si producono in sterili chiacchere da salotto, circa la necessita' o meno di modificare l'art.18, ma alla fine il succo della questione non cambia: l'Italia si sta impoverendo e lo sta facendo anche in fretta.
Ma la sinistra esiste ancora in questo Paese? Finita la battaglia quotidiana contro il nemico conclamato, Silvio Berlusconi, cosa sta realizzando per risollevare le sorti di milioni di operai ormai sul baratro del licenziamento, senza speranze per il futuro, ne' certezze per il presente?
Vedo tanti giornalisti famosi, facenti parte di quella cerchia di "eletti" del sapere e della saggezza, ultimi e assai presunti testimoni, di quella superiorita' morale della sinistra impegnata, da tempo tramontata, come Gad Lehrner o Fabio Fazio che si animano nel cercare di portare avanti argomentazioni a favore della classe operaia e di tutti quei milioni di precari, cassintegrati, giovani laureati, disoccupati cronici e storici, che oggi non hanno nessuna garanzia per il loro domani.
Ma costoro, si sono mai sporcate le mani di grasso, così come fa l'operaio della catena di montaggio o di fango, come succede al bracciante nei campi?
Costoro non sanno cos'e' la "fatica", il sudore, la sofferenza di chi davvero si logora per portare a casa un pezzo di pane. Questi giornalisti "impegnati" sono la migliore espressione di quella che ormai si puo' definire la sinistra italiana: un manipolo di intellettuali imborghesiti, vestiti di cachemere, dei radical chic che pensano che lo scontrino fiscale possa cambiare le sorti della nazione, così, quasi per incanto, come se avvenisse un nuovo miracolo economico, senza calcolare o facendo saggiamente, finta di dimenticare che, nel frattempo, tante aziende non produranno piu' IVA per il semplice fatto che hanno chiuso i battenti.
Una volta, la sinistra fermava il Paese, mobilitando le masse contro i potentati. Oggi, gli esponenti di questa nuova ed asfittica sinistra salottiera, dialogano con i potenti nei palazzi del potere, si rivolgono alla masse a colpi di tweet.
La rete ha capovolto i regimi in nord-Africa. In Italia, e' diventata un gioviale passatempo di chi dovrebbe occuparsi di sovvertire il sistema.


giovedì 15 marzo 2012

LO SPREAD SCENDE, LA DISPERAZIONE SALE

Lo spread scende, l'economia pure. L'Italia avra' pure riguadagnato quella dignita' internazionale dopo il periodo delle orge berlusconiane, ma la musica non cambia. Anzi, pare che per noi comuni cittadini, compressi dalla morsa del mutuo, dalle rate dell'autovettura, dalle rette scolastiche, dalle esose tariffe locali, dal caro bolletta, dal salasso carburante, dall'incubo IMU, il periodo alle porte sia a dir poco nefasto.
Il Governo Monti continua a rimandare la tanto annunciata fase 2, quella relativa allo sviluppo. D'improvviso si e' pensato che lo scontrino fiscale potesse diventare per incanto, la chiave di volta per il rilancio della nostra economia. Pagare tutti, per pagare meno e avere al contempo, migliori servizi. Sacrosanto. Nel frattempo pero', i tecnici del governo, dovranno rivedere le loro stime di recupero di IVA e quindi di aumento di cassa, poiche' tante aziende stanno chiudendo i battenti, sia per mancanza di credito dalle banche (da strozzine diventate becchine), sia per una domanda che si e' ridotta al lumicino. Centinaia di migliaia di imprese chiuderanno, specie nel settore agricolo, soprattutto al sud. A quel punto, come fara' cassa il Governo?
Anch'io da questo spazio, ho sottolineato come un governo di tecnici fosse il male minore in un paese dove malapolitica e corruzione diffusa, erano diventati costume consolidato.
Ma da questo Governo, in tanti, me compreso, si aspettavano risposte tese ad instaurare un percorso di ripresa e sviluppo. Cio' non sta avvenendo. E' solo di Monti la colpa? I partiti, quelle mastodontiche organizzazioni a fine di lucro, cosa stanno facendo nel frattempo? Cosa si dicono Monti, Alfano, Bersani e Casini, nelle loro riunioni segrete?
Il Paese vuole delle risposte. La disperazione aumenta e con essa, il fermento di una potenziale, ramificata ed incontrollabile protesta sociale.


giovedì 8 marzo 2012

SI, LA POLITICA FA PROPRIO SCHIFO

Perche' il Ministro per la cooperazione Riccardi, dovrebbe scusarsi? La politica fa schifo, non ci voleva un ministro per ricordarlo agli italiani.
Il PDL, con 46 dei suoi Senatori, firma una richiesta di dimissioni, verso il Ministro che ha osato pronunciare questa sua opinione nei confronti di chi, ormai da troppo tempo, paralizza le istituzioni e le sorti di questo Paese.
Tutto nasce dal mancato vertice dei principali partiti con il Governo, saltato perche' erano previste discussioni su alcuni settori per così dire nevralgici per la componente pidiellina, vale a dire, giustizia e informazione pubblica.
D'improvviso, probabilmente, sarebbero stati messi in discussione, privilegi di casta da tempo polarizzati a proprio ed esclusivo vantaggio. Un governo tecnico, calato dall'alto per risollevare le sorti economiche del Paese, non poteva ambire ad interessarsi d'altro.
Tale presa di posizione, rappresenta senza dubbio, un pericoloso precedente. I professori chiamati dall'UE al capezzale della Nazione, sono stati avvisati. Per i prossimi mesi, dovranno interessarsi esclusivamente a dissanguare gli italiani, nell'ardua impresa di mettere ordine nei conti dello Stato. Ogni loro accennato tentativo di migliorare al contempo le regole di convivenza democratica in questo Paese, sara' condannato con cinica spietatezza dalla maggioranza del Parlamento, istituzione democratica che tengo a ricordare, ha sancito che Ruby era la nipote di Mubarak e che molti dei suoi rappresentanti non potevano essere sottoposti a carcerazione.
La politica torna a riprendersi la scena. Lo fa nel suo modo consueto: generando schizzi di merda.
Vedere gente come Gasparri e La Russa inorridire per la frase pronunciata dal Ministro, senza dimenticare lo scandalo che sta travolgendo la Lega, dopo quello che ha riguardato il Pd, fa capire a tutti gli italiani in modo cristallino che i sacrifici che stiamo compiendo saranno resi vani tra circa un anno: la politica tornera' nuovamente a schizzarci il volto della sua materia.

domenica 4 marzo 2012

PROTESTA NO TAV: ESPRESSIONE DEL DISAGIO SOCIALE

La protesta No Tav dilaga. Ormai si e' capito che non e' piu' soltanto una questione collegata ai territori della Val Susa. Non si tratta di fascinorosi ecologisti anti-cementificazione, ne' di sparuti cittadini di montagna che non vogliono vedere deturpata la loro valle, per far posto ad una grande opera che dovrebbe (il condizionale di questi tempi e' dobbligo) portare sviluppo e benessere in quei territori e di riflesso all'intero Paese. Del resto, tale teoria, e' stata piu' volte smentita da esperti di settore e dalla realta' dei flussi commerciali che vedono premiare la direttrice sud-nord a quella ovest-est.
In questo caso, ci troviamo dinanzi, ad una forma di protesta sociale che potrebbe prendere, se non intercettata, una deriva molto pericolosa. In molti affermano che in Italia esiste un organizzato popolo del no. No al Ponte sullo Stretto, no ai gassificatori, no alle centrali nucleari, no alle grandi opere. Sara' vero, ma l'Italia e' l'unico paese al mondo, dove e' stato certificato da tante sentenze, che realizzare grandi opere significa legalizzare una forma di ruberia di Stato, dove le amministrazioni locali e le organizzazioni malavitose lucrano a danno dei cittadini, per opere che spesso non hanno una reale utilita' e la cui realizzazione richiede tempi biblici.
Il no di Monti alle Olimpiadi del 2020, ne e' la riprova.
Come mai allora, l'attuale Governo mostra il pugno duro contro i No Tav? Probabilmente, Monti non vuole mettere becco in progetti presi da altri governi, rischiando di interrompere quella pax vivendi con un Parlamento chino ai suoi dictat di traghettatore del Paese nella tempesta.
Ma chi protesta esprime un disagio che, in questi ultimi tempi, sta diventando una cronicizzata patologia.
Nella protesta No Tav, c'e' la rabbia del cassintegrato, l'inquietudine del precario, la frustrazione del disoccupato, l'avvilimento del licenziato, il rancore del fallito, la rassegnazione del laureato, lo stento del pensionato, la mortificazione del terremotato.
Quando si innesca un coctail esplosivo così pericoloso e quando, a questi interlocutori non si da ascolto, tutto e' possibile.

lunedì 27 febbraio 2012

TASSE O POLITICA? GLI ITALIANI PARE ABBIANO SCELTO

Siamo tartassati dalle tasse, dall'aumento del prezzo dei carburanti, da quello prossimo dell'Ici, divenuta Imu. Gli stipendi dei lavoratori italiani sono tra i piu' bassi d'Europa, mentre quello dei parlamentari e' quello piu' elevato. Abbiamo un debito pubblico spaventoso, mentre il nostro Pil dopo anni di crecita irrisoria, nel 2012 avra' un andamento negativo. La disoccupazione giovanile e' tra la piu' elevata nell'area UE, mentre il nostro welfare e' quasi da terzo mondo.
Nonostante cio', nonostante Monti non faccia intravedere al momento, nessun provvedimento foriero di crescita e sviluppo, gli italiani lo preferiscono ai tanti politici sia di destra che di sinistra ( il centro in Italia e' solo calcolato opportunismo generalista ) che per anni hanno portato il Paese alla deriva.
Un dato fortemente indicativo e' dato da una ricerca di settore, seconda la quale, solo l' 8% degli italiani oggi, vorrebbe un immediato ritorno dei partiti alla conduzione della vita pubblica del Paese. In un Paese, dove la corruzione, il clientelismo, l'affarismo sono diventati sistema nell'amministrazione della cosa pubblica, meglio un commissario che istituzionalizzate cricche di potere.
Una cosa impressionante che Monti e' riuscito a realizzare in 100 giorni, e' il risparmio di oltre 40 milioni per le spese di Governo, di cui la meta' provengono soltanto dalla riduzione dei costi per l'utilizzo di trasporti di Stato (essenzialmente i voli di linea). Cio' deve far riflettere su come lo spreco e lo sperpero fossero ormai innati in chi gestiva la cosa pubblica.
Certo, Monti tutt'oggi e' sorretto da un Parlamento dove siedono tanti di questi politici. Ma a questi stessi politici, per diverisi motivi, fa comodo supportare il Professore.
Andare al voto subito o tra un anno a poco serve, pur cambiando l’attuale sistema elettorale.
E' la politica, nel suo insieme, ad aver fallito in questi ultimi lustri. Gli italiani sono consapevoli che andrebbe ricostituita un'intera classe dirigente. Meglio affidarsi ad un tecnico che ci spreme il midollo, che ritornare al vecchio teatrino della politica. I politici da parte loro, stanno al gioco, sapendo che si tratta solo di aspettare. Fanno fare a Monti cio' che non avrebbero mai avuto la capacita' o il coraggio di fare.
Tuttavia, non essendo l'Italia una repubblica presidenziale, ne’ uno stato dove il presidente del consiglio puo’ decidere senza il parere del parlamento, i partiti giocano ancora un ruolo determinante che, in questo caso, e' di complicita'. Monti dura, in quanto e' il Parlamento che lo fa durare.
Fino ad ora, tale Istituzione democratica, era garanzia contro qualunque ipotesi di deriva personalistica. Oggi potrebbe essere un limite al reale svecchiamento di un paese ormai logoro, nell’economia, nella societa’ e nella sua cultura.

giovedì 23 febbraio 2012

100 GIORNI LACRIME E SANGUE

Il Prof. Monti supera indenne i primi 100 giorni di mandato. Il Parlamento gli da ancora una sconfinata fiducia. Come potrebbe fare diversamente? I maggiori partiti prendono fiato, contenti che il nominato e non eletto Presidente del Consiglio, faccia il suo mestiere, raggranellando il piu' possibile soldi dalle tasche degli italiani, per la precisione da quelli che da sempre pagano il conto di una crisi che pare sia senza fine.
In verita', il sottoscritto riponeva molta fiducia in Monti. Il precedente governo era alla frutta, Berlusconi era ormai una figura politica imbarazzante, non piu' credibile a livello internazionale. Andare subito a nuove elezioni tuttavia, la consideravo un'ipotesi troppo rischiosa. L'idea di un governo tecnico, guidato da una personalita' autorevole, con il sostegno della maggioranza del Parlamento, era una soluzione piu' che plausibile.
Mi aspettavo aspri interventi di tassazione, inevitabili quando si deve far cassa ed in fretta. Al tempo stesso pero', speravo in riforme epocali nel settore dello sviluppo e della crescita. La famosa fase 2 annunciata dal nuovo esecutivo, stenta pero' a prendere forma.
I maggiori interventi di liberalizzazione, restano ancora in fase embrionale. Le tanto attese riforme costituzionali per l'eliminazione delle province e la drastica riduzione dei parlamentari, sono state calendarizzate per la fine dell'anno in corso. L'ipotesi di far pagare la nuova IMU anche anche alla Chiesa, e' stata celermente accantonata. Nel mercato del lavoro, non penso che il discutere le ipotesi di come lincenziare un lavoratore, possano determinare crescita e sviluppo, a meno che non si ipotizzi che questo debba avvenire attraverso il maggior utilizzo dei registratori di cassa.
Nel frattempo tante aziende chiudono, non avendo piu' domanda sul mercato e credito dalle banche, le quali pare, abbiamo smesso di svolgere anche la loro semplice funzione di salvadanaio, visto che chi ha qualche spicciolo, se lo tiene nascosto in casa.
Dopo 100 giorni di governo Monti, lo spread si e' stabilizzato, le Borse sono in crescita ma comunque siamo stati ulteriormente declassati dalle agenzie di rating, segno evidente che le aspettative di ripresa per la nostra economia sono ancora in fase prettamente prospettica. Di sicuro, siamo piu' sfiduciati per il nostro futuro e abbiamo molti meno euro in tasca.
Il dramma vero, e' che al momento nel paese, non ci sarebbe nessuna valida alternativa politica. Monti e' consapevole di questo vuoto istituzionale e procede spedito per la sua strada lacrime e sangue, incurante delle vittime che lascia sul selciato.

domenica 19 febbraio 2012

IL MOLLEGGIATO NON E' PIU' ROCK

Non e' mia abitudine seguire Sanremo. Da anni non guardo piu' il Festival. Penso che da tempo, questo carrozzone di costruite e pianificate polemiche nazional popolari, intorno alla kermesse canora, abbia abbondantemente oscurato e sminuito, lo stesso valore delle canzoni e dei loro interpreti, riducendole a motivetti riempitivi di un evento ormai controllato, gestito, influenzato e condizionato da grossi gruppi di potere.
Cio' che ho seguito, la prima volta attraverso internet e la seconda in diretta, sono stati i tanto attesi, pubblicizzati (a mo' di martellamento quotidiano), interventi di Adriano Celentano, ultimamente assurto, a nuova icona profetica del nostro Paese. L'artista personalmente, non mi e' piaiuto affatto. Il molleggiato per l'occasione, e' stato poco "rock". Non contesto il fatto che un’artista diventi una sorta di filosofo e che dia lezioni di sociologia contemporanea a mo’ di sermone. Non contesto i tanti soldi dati ad un’artista per due esibizioni, anche se trovo profondamente sensibile il suo voler devolverli in beneficenza (e’ stata taciuta la contestazione degli sponsor che hanno chiesto la restituzione di ben 650.000 euro perche’ Celentano ha sforato i tempi stabiliti). Alla fine pero', trattavasi sempre di soldi di noi contribuenti e "mamma" Rai, in tempo di spasmodica ricerca di sobrieta’, diventata quasi un must da sbandierare, una moda molto chic anche per chi i soldi continua ad averli, poteva cercare di spendere meno. Lo stesso dicasi per le vallette ed il conduttore. Ripeto non contesto cio’.
Mi e’ dipiaciuto pero' che il molleggiato abbia adoperato il palco di Sanremo quasi per una bega personale. Ha dato addosso a due testate vicine alla chiesa perche’ le medesime, nei giorni precedenti, avevano stigmatizzato l’inopportunita’ del suo cachet. Parlando di Gesu', gli apostoli, il senso della vita e della morte, ha accusato queste testate di essere diventate organi d'informazione politica. Sara' vero, ma forse e' altrettanto vero, che l'intera istituzione ecclesiastica ha smarrito l'essenza del suo spririto pastorale. Ma forse, in tal caso, Adriano si sarebbe spinto troppo oltre.
Da Celentano mi aspettavo di piu'. L'artista non ha parlato dell’attuale momento politico-economico, della crescente disoccupazione, della perdita di speranza di milioni di giovani rassegnati a rimanere ai margini della societa', della corruzione dilagante e permanente tra chi amministra la cosa pubblica, mala-abitudine elevatasi a costume condiviso, delle carceri sovraffollate, della tassazione violenta a cui siamo sottoposti dal nuovo governo, non seguita da misure finalizzate allo sviluppo.
Mi dispiace, ma devo constatare che, uscito di scena il nemico per antonomasia, l'illusionista creatore di facili sogni alla portata di tutti, lo statista corruttore divenuto all'impproviso ingombrante, in tanti abbiano perso un facile ed, ultimamente, debole obiettivo per le proprie dissacrazioni e nessuno riesca a proporre, a generare modelli per la rinascita, per il riscatto di questa societa’, per la genesi di una rivoluzione, prima di tutto, culturale.
In tal senso, Celentano, nella sua veste di rocker contestatore, mi ha deluso in modo assoluto.

giovedì 16 febbraio 2012

IL NO DI MONTI ALLE OLIMPIADI FA RIFLETTERE

Venti anni or sono, ebbe inizio tangentopoli. La prima Repubblica si dissolveva sommersa dagli scandali e dalle mazzette. Dopo venti anni poco e' cambiato. Il mal costume ha continuato ad imperversare, con strategie diverse, piu' raffinate. Un tempo erano i politici ha incassare le mazzette. Oggi sono loro a pagare i favori, per mantenere il loro potere, la propria poltrona.
Anche per tale atavica, insita, inguaribile predisposizione all'imbroglio legalizzato, l'attuale Governo Monti ha bocciato in modo definitvo la candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2020.
Il Prof. con la sua proverbiale sobrieta', ha addotto spiegazioni economiche al suo diniego, sostenendo che negli ultimi vent'anni, in quasi tutti i paesi organizzatori, si e' verificato un profondo dissesto nelle casse dello stato, susseguente alle ingenti spese per la realizzazioni delle opere previste. Per il comitato promotore, i giochi rappresentavano un' irripetibile occasione di sviluppo. Per il Governo invece, una piu' che probabile deriva al dissesto.
In altre parole, il Presidente del Consiglio, ha fatto intuire attraverso il concetto della grossa difformita' tra spese preventive e consuntive, che nel nostro Paese ci sarebbe stato un "magna-magna" incalcolabile ed incontrollabile, in ordine alla possibilita' di organizzare un evento colossale come un'Olimpiade. Le varie cricche, se ne faranno una ragione.
Se invece, i suoi timori, fossero soltanto di natura prettamente economica, ci sarebbe da preoccuparsi per davvero. Vorrebbe significare che Monti e' consapevole che la recessione in atto sara' molto lunga, ed i suoi effetti molto gravosi, da sottoporre il Paese ad una forte contrazione perdurante nel tempo, tale da non permettere nessun tipo di spesa straordinaria.
Le Olimpiadi di certo non si faranno. L'uscita in tempi brevi dalla crisi, resta invece una grossa incognita.

lunedì 13 febbraio 2012

SANREMO: LA FOTO DEL PAESE CHE FU

Martedì 14 febbraio, San Valentino, ha inizio il festival di Sanremo, kermesse canora diventata consolidato costume del nostro Paese.
Le luci della ribalta come al solito saranno puntate sulla cittadina ligure. Vip, presunti tali, inviati dei media, pupe in cerca di visibilita', paparazzi pronti allo scoop e tantissimi pendolari curiosi, si concentreranno nella citta' dei fiori che, per una settimana, diventera' una sorta di " isola dei cantanti famosi " o di chi, per la prima volta, tentera' la strada del successo, sperando di agganggiarsi all'impresario giusto.
Mai come quest' anno, tanto effimero ed evanescente trambusto, tale plastica ed artefatta costruzione mediatica, stridera' con la cruda ed avvilente realta' sociale, fatta di rinunce e privazioni, di precari e cassintegrati, di aziende che chiudono e di imprenditopri che falliscono, di giovani talenti che emigrano e di loro coetanei che si rassegnano a rimanere inoccupati.
I protagonisti piu' attesi di questo festival, Morandi e Celentano, sono la testimonianza vivente dell'Italia che fu, una foto in bianco e nero ormai sbiadita e sepolta dalla polvere, icone trasformatesi in delle maschere di carnevale che rievocano i bei tempi andati.
Oggi, una crisi dilagante, figlia di un progressivo fallimento della politica, di un incancrenimento della morale dei suoi interpreti, sommerge l'intero Paese. La progressiva diminuzione dello spread e il crescente consenso internazionale del nostro Presidente del Consiglio, servono soltanto a calmierare le Borse. L'Italia resta un paese fermo e senza prospettive.
Chissa' se a Sanremo, oltre l'amore, sara' cantato il grido di dolore di un Paese in ginocchio.

sabato 11 febbraio 2012

MOMENTO NO

Quasi mai ho adoperato questa piattaforma per sfoghi personali. Ma stasera avverto il bisogno di farlo, di girare a chi segue questo spazio, le angosce e le sofferenze che sto patendo in questo inizio d'anno. E' un momento no.
La mia attivita' va male. Mi dovrei consolare vedendo che in tanti non se la passano bene. Ma io sono sempre stato un tipo combattivo, tenace, caparbio che non riesce a vedere il bicchiere mezzo vuoto.
Il sogno di una vita pare dissolversi. La mia fu all'epoca, una scelta piu' esistenziale che imprenditoriale. Non volevo arricchirmi con quello che mi apprestavo ad intraprendere, sapevo le difficolta' che avrei incontrato in un territorio notoriamente difficile, Casal di Principe, marchiato da un' univoca ed atavica fama negativa, antropologicamente indelebile. Speravo di "campare" in modo decoroso. Purtroppo le cose non girano. Da settembre scorso, si e' notevolmente ridotto il numero dei clienti che frequenta l'agriturismo. Cio' ha reso piu' gravosi, gli impegni finanziari intrapresi.
A tutto questo, si aggiunge un cattivo stato di salute. Ho problemi all'anca. Dopo oltre 20 anni di calcio, migliaia di chilometri di jogging, circa 4 anni di tennis, e tanto lavoro in campagna, senza dimenticare la tanta acqua e freddo presi sulla moto, i vecchi dolorini con i quali convivevo da tempo, si sono accentuati, divenendo cronici. Inoltre, da poco, seguivo gli allenamenti di calcio a 8 dei ragazzi della parrocchia del quartiere dove abito a Napoli. Aver dovuto sospendere tale iniziativa mi e' dispiaciuto tantissimo.
Il primario che mi ha visitato mi ha esortato ad abbandonare l'idea di continuare a praticare il tennis, passatempo che ultimamente, per me era diventata un'importante valvola di sfogo, per trovare uno scampolo di evasione in una vita diventata stressante. Secondo il suo parere, l'unica attivita' fisica che potrei praticare senza gravare sull'articolazione, e' il nuoto.
Mi sto sottoponendo a terapie fisioterapiche. Sono seguito da uno staff molto preparato, fisioterapisti che per il passato hanno seguito anche la nazionale italiana rugby. Ma dopo due settimane di cure e trattamenti, non riscontro nessun miglioramento. Mi hanno detto che ci vuole tanta pazienza.
Bisogna accettare l'idea che l'eta' avanza, ma non avendo ancora 45 anni, ed avendo sempre fatto sport, mi ritengo ancora "giovane".
Qualcosa in me comunque sta cambiando. Cio' che amavo tanto, nel lavoro e nel tempo libero, d'improvviso mi e' diventato ostile. Sto riflettendo molto sul mio presente ma soprattutto sul mio futuro. Sto intuendo che a breve, dovro' rinunciare a qualcosa.
Di solito, quando si cade, ci si rialza. Spero di trovare ancora la forza e l'entusiasmo per farlo.

mercoledì 8 febbraio 2012

" NEVICA, GOVERNO TECNICO "

Di solito, quando c'erano grosse precipitazioni piovose, si era soliti pronunciare la fatidica frase: " piove, governo ladro".
Nell'ultimo periodo berlusconiano, si iniziava addirittura ad ipotizzare che il cavaliere portasse sfiga. Terremoti, alluvioni, smottamenti, crolli di dimore imperiali, finanche la fine di tirannie presiedute da alcuni capi di stato, diventati amici di Silvio, furono collegate a questa fantasiosa e surreale ipotesi iettatoria.
La storia ha cambiato il suo corso. Da un governo di politici inquisiti (salvati dal carcere attraverso il Parlamento) faccendieri, venduti e comprati, siamo passati ad una compagine di alto profilo tecnico-professionale, composta da illustri professori amici di banchieri, intorno alla quale pare, la politica si sia inchinata, cercando a bocce ferme e, lontano dai riflettori, di sistemare per altra via, i propri interessi di casta, non portando disturbo al conducente.
Ma a livello di "sfiga" non pare le cose sia cambiate. Dopo il disastro della Concordia (a proposito di inchino...), adesso l'Italia e' piegata dal gelo. L'ondata di freddo ha fatto gia' quaranta vittime, palesando l'atavica approssimazione del nostro Paese, a fronteggiare situazioni eccezionali.
Questo Governo e' stato da subito battezzato come governo "lacrime e sangue".
In questo caso potremmo affermare: "nevica, governo tecnico". Dopo i primi provvedimenti varati sulle teste di noi italiani, le lacrime sono diventate stalattiti e il sangue si e' definitivamente raggelato.



giovedì 2 febbraio 2012

OSTAGGI DELLA CHAMPION

Il Napoli non riesce piu' a vincere. La bella squadra di inizio campionato, d'improvviso si e' smarrita.
Nelle ultime quattro partite, raccolti soltanto tre punti, una media da retrocessione. Dopo aver pareggiato in casa con il Bologna, in trasferta a Siena, dopo la sonora sconfitta col Genoa, ieri gli azzurri non sono andati oltre lo 0-0 con un modesto Cesena.
Il Napoli e' settimo. La capolista Juventus, con una partita in meno e' a 14 punti, l'Udinese terza, ci distanzia di 11.
Mazzarri se la prende con gli arbitri, palesando grossa insofferenza e scarso senso di autocritica. Il Presidente De Laurentiis, se la prende con i tifosi, secondo lui poco pazienti e riconoscenti verso cio' che la societa' ha fatto per la squadra e la citta', dimenticando cio' che lui ha ricevuto come imprenditore, quando in 60.000 riempivano il San Paolo anche nelle prime partite di C.
La squadra denuncia grossi sbandamenti in difesa, poca lucidita' a centrocampo ed un preoccupante appanamento in attacco.
Qualcosa si e' inceppato. La magica compagine di Champion, ha perso continuita', iniziando ad accusare una certa insicurezza. Anche le cose facili, diventano complicate. Giocatori tanto attesi e pagati a caro prezzo come Inler (circa 20 milioni di euro), non rendono come dovrebbero, altri acquistati come preziosi rincalzi, sono stati definitivamente accantonati dal mister (Phideleff, Fernandez, Chavez, Donadel, Lucarelli), altri ancora, ceduti nel mercato di gennaio (Santana, Mascara, Rinaudo). Il Napoli, eccetto l'innesto di Pandev, continua a ruotare intorno all'organico della passata stagione, evidenziando a questo punto, dei limiti nella gestione del mercato.
La squadra e' chiamata a disputare un importante appuntamento, gli ottavi di Champion, contro il Chelsea (gare il 21/2 e 6/3), ma questa gara si sta trasformanodo in una sorta di incubo, che sta tenendo in ostaggio un'intera citta'. Nessuno osa attaccare la societa' ed il tecnico, in modo apertamente duro, perche' al momento, restiamo ancora nell'Europa che conta.
Ma a questo punto, era meglio uscire nel girone di qualificazione e puntare nuovamente in alto in campionato o fare espererienza in gare europee? Le vie del Signore sono infinite, ma credo sia umanamente improbabile che il Napoli possa vincere la piu' importante competizione europea. Quindi con ogni probabilita', visto che assai compromesso il raggiungimento del terzo posto, lasciapassare per una nuova Champion per il prossimo anno, la stagione pare compromessa. Il Napoli rimane in corsa anche in Coppa Italia. Assicurarsi la finale da disputare contro Juventus o Milan, garantirebbe l'accesso all'Europa League. Ma la Champion ha un altro fascino e soprattutto, altri ritorni economici.
De Laurentiis parla di squadra in working-progress ma sa benissimo che solo ritornando nella massima competizione europea, potrebbe assicurarsi un bilancio florido e in ordine, pena la cessione dei pezzi migliori, corteggiati ormai da tempo.
Sognare fa bene ma, oggettivamente, un ciclo pare volgere a termine. E quando le cose vanno male, la colpa e' sempre degli arbitri e della mala sorte.


giovedì 26 gennaio 2012

UN PAESE UNITO. NELLA PROTESTA

In tutta Italia divampa la protesta. Centinaia di migliaia di persone occupano le strade. I Tir si fermano, bloccando di fatto la distribuzione delle merci nel paese. Protestano i farmacisti, i notai, gli avvocati, i benzinai, i tassisti, gli edicolanti, gli ambulanti, gli agricoltori, i pescatori.
I provvedimenti del governo Monti infiammano il malcontento, mettendo ancora piu' a nudo una situazione di quasi definitivo non ritorno: una stagnante recessione.
E come se d'improvviso, si fossero aperti gli occhi dopo un lungo sonno, un' ipnotica catarsi, nella quale non ci si rendeva conto del lento, graduale, inesorabile impoverimento della collettivita'. L'Italia da oltre dieci anni cresceva meno degli altri grandi paesi europei, continuava ad avere scarsa efficienza nei servizi, nelle infrastrutture, investiva poco nella ricerca, continuava cio' nonostante, ad avere una elevata pressione fiscale ed un impressionanete debito pubblico.
Ma perche' solo adesso si protesta? Perche' solo adesso si scende in piazza, non per esibire un maglione di cachemire viola o per compiere dei patetici girotondi, ma per affrontare con violenza le forze dell'ordine?
Dopo una stucchevole, sterile, di certo non produttiva alternanza politica, tra berlusconismo ed antiberlusconismo che in pratica ha castrato la Nazione di idee, uomini e programmi, oggi ci si scaglia contro un governo tecnico o se volgiamo tecnocrate, il quale voglio ricordare se ce ne fosse bisogno e' retto da una maggioranza parlamentare, quindi politica.
I provvedimenti presi sono stati duri, forse potevano essere diversi. Ma la situazione precipitava e tutti, ma proprio tutti, se la stavano facendo addosso, a cominciare dal Cavaliere che quotidianamente, vedeva dissolversi le sue ricchezze nelle Borse. Altro che senso di responsabilità!
Questo governo dei professori, ma non degli Scilipoti, dei banchieri ma non degli indagati per mafia, per la sua connotazione apolitica, ha avuto la capacita' di compattare il malcontento, di renderlo svincolato da qualsiasi forma di mediazione e compromesso e per questo, di accrescerne a dismisura, i suoi effetti sull'intero territorio nazionale.
Berlusconi per circa un ventennio ha diviso il Paese.
Monti d'improvviso, lo ha unito. Nella protesta.

domenica 22 gennaio 2012

LA CRESCITA? C'E BISOGNO DI UN MIRACOLO

Il prof. Monti (continuo a nominarlo con la sua originaria qualifica) vara il decreto sviluppo, la tanto attesa fase 2. Dopo aver contratto radicalmente il potere d'acquisto delle famiglie, il governo cerca di rianimare l'economia del Paese.
Secondo sua ammissione, questa serie di nuove norme, potrebbe determinare una crescita del PIL del 10%. Molto vaghi pero', restano i tempi in cui si svilupperebbe tale crescita.
Bastera' l'istituzione di altri 500 notai, la creazione di 5000 farmacie, un maggior numero di distributori di benzina self (dopo aver determinato l'aumento del prezzo alla pompa), la liberalizzazione delle licenze dei taxi, per cambiare le sorti dell'Italia?
C'e' anche la possibilita' per i giovani imprenditori, che si vogliano mettere in societa', di pagare soltanto 1 euro per l'avvio della loro attivita', come se cio' bastasse per intraprendere un nuovo percorso imprenditoriale.
Le compagnie assicurative poi, dovrebbero presentare al cliente almeno due preventivi comparativi prima della stipula di un contratto e in un secondo momento poi, potrebbero applicare altri sconti in seguito all'installazione di una scatola nera sulle autovetture. Cio' dovrebbe calmierare il prezzo delle tariffe. Sappiamo come e' andata a finire la precedente liberalizzazione nel settore.
Piu' articolato poi, il sistema che svincolera' la distribuzione del gas ( a scanso di equivoci Monti si e' recato in Libia per riformulare i rapporti di amicizia tra i due paesi) dalla compagnia che ne detiene il monopolio così come per la rete ferroviaria, rispetto all'ente che ne controlla il trasporto su ferro.
Anni addietro, si prometteva sviluppo attraverso l'aumento dei posti di lavoro, con tanto di "rogito televisivo".
Oggi la crescita dovrebbe essere garantita dall'incremento delle liberalizzazioni. Piu' concorrenza, minori costi, piu' potere d'acquisto, maggior propensione a spendere. E tanti scontrini fiscali!
Monti riuscira' nel miracolo? Un tempo, questo termine fu sinonimo di concreta ed impressionante crescita economica. Oggi, c'e davvero bisogno di un intervento misericordioso.

martedì 17 gennaio 2012

IL NAUFRAGIO DI UN PAESE

Si piangono i morti della sciagura della Costa Concordia, al largo dell'isola del Giglio. Il conto delle vittime, col passare delle ore ahime', sara' destinato inevitabilmente a salire.
L'iniziativa folle di un comandante desideroso di protagonismo (pare che non sia l'unico ad effettuare manovre pericolose), che per un attimo pensava di guidare un gommone e non un transatlantico, si e' risolta in modo drammatico, causando una vera e propria tragedia. La magistratura decidera' quali siano le sue reali responsabilita'. Mentre scrivo, apprendo che al momento, Schettino, ha ottenuto gli arresti domiciliari. E' il caso di affermare che in Italia, soltanto gli sfigati finiscono in galera.
Questo pauroso incidente, sembra un perfetto fermo immagine, di un paese che sta colando a picco, una disgrazia che avuto il paradossale merito, di celare per qualche giorno, la triste realta' che ci circonda, una realta' da tempo immersa in abissi profondissimi, dai quali purtroppo, non si riesce a scorgere la luce della superficie. I governanti precedenti, per troppo tempo infatti, hanno lasciato il paese alla deriva, celando ai "passeggeri" l'inevitabile disastro.
In Italia e' in atto una protesta dilagante. Tante categorie di lavoratori vedono minati i propri livelli minimi di sopravvivenza. In tanti hanno perso il lavoro, in molti temono di perderlo. Le misure prese dal Governo Monti, coincidono con l'inizio di una fase di forte contrazione economica. Ci saranno piu' tasse e meno sviluppo. Il 2012 sara' un anno di recessione, in quanto e' gia' prevista una crescita negativa del PIL, coincidente con un avanzamento generalizzato della poverta'. Nel frattempo, nonostante la manovra varata, le agenzie di rating ci hanno ulteriormente declassato.
La Costa Concordia e' adagiata su di un fianco. Il "Titanic Italia" e' a fondo da tempo. (1, 2)