Angelo D'Amore - FNV NA 656 -
Parlando con tanti nuovi amici di Futuro Nazionale, sia personalmente che scambiando con loro commenti e pareri sui social, mi accorgo che si è creata sin dall'inizio, una distinzione molto netta.
Da un lato ci sono coloro che credono nell'idea Vannacci dalla prima ora, dai tempi de "Il Mondo al Contrario". Sposano il progetto, ne condividono il disegno a prescindere, senza velleità arriviste nel breve periodo.
Dall'altro ci sono coloro che pur condividendone la linea, vorrebbero assolutamente che il centro destra aprisse a Futuro Nazionale, poichè si è ormai intuito che tale decisione, non dipenda dal Gen. Vannacci ma dalla possibilità che i leader della maggioranza, si aprano a tale ipotesi.
Ciò permetterebbe al neonato partito sovranista, di diventare forza politica di governo da subito, già alle prossime politiche del 2027, visto che, in base a tutti i sondaggi, l'attuale maggioranza di governo, con il supporto dei futuristi, si confermerebbe come coalizione vincente a Palazzo Chigi.
Io personalmente (parlo a titolo assolutamente personale) penso che entrando in coalizione, Futuro Nazionale si debba a sua volta adattare ai desiderata delle altre compagini politiche, non potendo imporre in maniera assoluta e inderogabile, la propria agenda.
Da sempre in politica, le coalizioni trovano una sintesi, una mediazione, che accontenti un pò tutte le forze che la compongono.
In tale maniera, si correrebbe il rischio che le famose linee rosse invalicabili e irrinunciabili, definite dal Gen. Vannacci, diventerebbero da subito arancioni, per poi tendere nel tempo, verso le varie sfumature di giallo...
Ritengo che un partito nato ufficialmente, soltanto il 13 Giugno dell'anno in corso, debba prima di tutto organizzarsi.
Organizzare il suo radicamento sul territorio. Far crescere la sua base. Selezionare la sua classe dirigente. Strutturarsi ai vari livelli. Penetrare gradualmente nelle diverse amministrazioni locali.
Chiaramente, se l'ingresso nell'attuale maggioranza non sarà realizzato per i motivi sopra indicati, con ogni probabilità il Paese tornerà ad essere governato dalle sinistre, sempre stando alle proiezioni dei sondagisti.
Ci potemmo trovare, perchè no, un Ranucci leader del Campo Largo, diventare Premier della Nazione.
Per molti una iattura, una vera e propria sciagura politica. Ovvio, anche per il sottoscritto.
Ma quanto potrebbe durare tale tipo di governo, composto da anime diverse, variegate, spesso anche tra loro in conflitto su determinate tematiche (conflitto in Ucraina, Riarmo, Ponte sullo Stretto, Tav, diritti LGBT+), partiti molto diversi tenuti insieme soltanto dall'atavico, fokloristico e fantasioso collante antifascista?
Inoltre la prossima maggioranza di Governo, dovrà affrontare un periodo molto delicato. La crisi economica sarà sempre più palpabile. Con ogni probabilità, già da questo autunno, si determinerà un vero e proprio incendio sociale.
Gli effetti di una guerra nel cuore dell'Europa che dura da oltre quattro anni, la chiusura di Hormuz dalla fine del mese di Febbraio la cui riapertura, al momento, è a data da destinarsi, l'incertezza dei mercati, il crescente debito statunitense, si faranno sentire sull'economia globale, con inevitabili ricadute sul fronte interno.
Quanto potrebbe durare questo Governo di sinistra?
Due anni? Diciotto mesi?
Molti affermano che il prossimo Parlamento deciderà l'inquilino del Quirnale e che sarebbe un'occasione persa dalla destra, non poter incidere su tale scelta.
Penso che la Nazione andrebbe avanti comunque.
Certo anche Berlusconi che all'epoca, ottenne maggioranze bulgare, dovette confrontarsi con Presidenti della Repubblica limitanti il suo operato, come Scalfaro, Napolitano e lo stesso Mattarella.
Ma nel frattempo, in quei diciotto mesi di governo rosso, Futuro Nazionale, continuando ad avere mani libere, diventerebbe la vera forza di opposizione della Nazione.
La sua azione, assumerebbe una connotazione trasversale, nazional-popolare.
La sua ascesa diventerebbe inarrestabile, come è accaduto in Germania con AfD di Alice Weidel e in Francia con Rassemblement National di Marine Le Pen.
Futuro Nazionale supererebbe facilmente il 30% come sta accadendo oggi nei due partiti citati, la cui crescita è stata nel tempo sottaciuta cinicamente dai media generalisti, per evitare probabili effetti emulativi nel nostro Paese.
La domanda, o meglio la scelta, in sintesi è molto semplice:
- da subito al potere?
- maggiore crescita nel tempo?