lunedì 26 novembre 2012

PRIMARIE PD: UNA GUERRA TRA POVERI

Mentre il Paese affonda, i media non fanno altro che bombardarci con le primarie del PD.
Dapprima giornate intere a parlare dei candidati, poi ore di analisi e approfondimento sullo scontro televisivo, un'americanata in stile grande fratello, non proprio di sinistra. Infine il tam-tam sull'esito delle proiezioni e gli ulteriori commenti sulla vittoria parziale di Bersani. E non e' ancora finita: ancora una settimana di passione, in attesa del ballottaggio, tra il segretario del PD  e il sindaco Renzi. La mastodontica macchina da combattimento del  partito e dell'intero centro-sinistra italiano, attende di incoronare il suo leader, il futuro candidato alla guida del Paese. Una settimana di accordi sottobanco, guerre intestine, alchemiche promesse, strategiche alleanze. Un tutti contro tutti senza esclusioni di colpi. Altro che vittoria della politica, come insistono a farcela vedere. A me sembra una misera guerra tra poveri, gente che in assenza di competitor reali, si sente di assumersi di diritto, la guida morale e materiale della Nazione. Una faida tra personalismi , uno scontro tra dirigenze pur di conquistare il potere. Insistono nel presentarla come un risveglio della politica con la p maiuscola. Ma ai tempi di Berlinguer, non mi sembra ci fossero le primarie...
Dopo lustri di impegno indefesso ed univoco nella pratica dell'antiberlusconismo, per la prima volta devono promuovere qualcosa di nuovo al Paese. Nella logica del "ma-anche" cercano di tenersi buoni tutti, pur di strappare il massimo dei consensi e vedersi accrescere il tanto atteso vantaggio nelle prossime elezioni. Ma il loro destino e' segnato. Le politiche economico-finanziarie dell'UE, l'andamento delle Borse, la fibrillazione internazionale, lo spread, l'agenda Monti, saranno le principali variabili su cui confrontarsi in vista delle elezioni, per le quali non sappiamo ancora in che modo votare, senza dimenticare il delicato passaggio di consegne al Quirinale, scadenza delicatissima, perche' anche dopo le elzioni l'ingovernabilita' restera' diffusa.
 



martedì 20 novembre 2012

MONTI-BIS: SCELTA POLITICA O "RITROVATO RIFUGIO"?

Una settimana dice che e' a disposizione, l'altra che il suo lavoro volge a termine e, che un nuovo governo, dovra' guidare il Paese.
Questo e' l'atteggiamento di Mario Monti nell'ultimo periodo, una sorta di partita a poker con tanto di bluff.
Il tormentone Monti-bis continua, con nuove sfaccettature. Una grossa parte politica del Paese si e' resa conto della sua effimera consistenza, sempre piu' eterea ed evanescente. Quello che resta del centro-destra ormai e' solo spazzatura, ma di quella tal quale, non piu' riciclabile, ne' riconvertibile. Questi soggetti politici, specialmente quelli che affollano in modo sempre piu' straripante, il cosiddetto centro, vorrebbero essere tenuti ancora per mano dal Professore, una sorta di parafulmine all'apocalisse politica che ha dilaniato le proprie fila. E poi c'e' Grillo, il male assoluto, il guru dell'antipolitica, il masaniello sognatore, il destabilizzatore della democrazia, lo spettro del manifestato fallimento della politica tradizionale. 
Un Paese barzelletta non puo' finire in mano ad un comico
Ed ecco che d'improvviso, tutti si danno da fare per mobilitare le coscienze, per riaccendere le speranze, per recuperare quel consenso ormai perduto. Si parla infatti anche di un governo Monti-Zemolo, un' ipotesi fantapolitica di aggregazione moderata, fatta da personalita' provenienti dalla societa' civile, piu' i transfughi di piccoli partiti ormai alla frutta o movimenti meteore che speravano di trovare maggior fortuna (vedi FLI).
Nel frattempo l'incertezza aumenta. Non si sa ancora in che maniera si andra' a votare, ne' quando sara' la data delle elezioni. Nel PD sono in corso le primarie, nel PDL si stanno "scannando" per le candidature. Al Quirinale ci sara' il cambio dell'inquilino.
Monti se ne sta li a guardare, in maniera quasi seccata. Ma lui e' consapevole che in caso i mercati ritornino a tremare, lo spread a risalire, il suo lavoro dovra' continuare. Nessuno avra' il coraggio infatti, di governare un paese in fiamme.
Ma vuoi vedere che alla fine di un inverno "interminabilmente tempestoso", tutti lo tireranno nuovamente per la giacchetta?


giovedì 15 novembre 2012

POLITICA E MEDIA ORMAI OBSOLETI

In Spagna, Portogallo, Grecia, milioni di persone scendono in piazza per gridare il loro sdegno contro le decisioni prese dall'UE. 
In Italia, soltanto poche migliaia di studenti organizzano cortei pacifici prendendo manganellate in testa, nel tentativo di urlare la loro rabbia per un domani incerto. Perche' nel nostro Paese, non si genera per davvero una grande sommossa popolare? Perche' non ci si ferma tutti in segno di protesta? Davvero allora non si e' toccato il fondo o magari si vede finalmente la luce in fondo al tunnel?
L'Italia notoriamente, e' stato sempre un paese dimesso, tendente al compromesso, alla mediazione, all'inciucio, finanche al tradimento, per far prevalere un bigotto quieto vivere, senza sussulti, ne' prese di posizioni decise. Il periodo degli anni di piombo, fu piu' una parentesi di radicamento ideologico estremizzato che una vera e convinta rivoluzione cuturale.
Quella ahime', non potra' mai avvenire, per la presenza di due grosse "istituzioni storico-culturali": il Vaticano e la mafia. Da sempre e' noto che in Italia, quando hai fame, ti rechi in parrocchia o dal capo zona, per trovare conforto...
Quando poi vedi le trasmissioni di approfondimento politico, piegarsi a mere logiche di audience piu' che ai reali problemi del Paese, ti rendi conto perche' non deve apparire strano ed anitdemocratico, l'atteggiamneto di chi, come Grillo, diserta a tavolino qualsiasi programma televisivo.
Ospitare un gonfio ed invecchiato Briatore a Servizio Pubblico, per anteporlo a Landini, a me sembra piu' una trovata pubblicitaria che un reale "servizio pubblico" al Paese. Cosi come mandare sulla televisione a pagamento la sfida tra i pretendenti alla leadership del centro-sinistra, una sorta di x-factor preconfezionata, tra candidati senza carisma, paragonabili a dei manichini in una vetrina natalizia della Coin, esperienza che a breve, si svolgera' anche nel centro-destra, in perfetta par-condicio...
Uscito di scena il "nemico da abbattare", la politica ed i media d'improvviso si scoprono obsoleti, palesando i propri limiti culturali, l'imbarazzante carenza nell'essere strumenti formativi per il Paese.


sabato 10 novembre 2012

VITTORIA DI OBAMA E LE DIVERSE PERCEZIONI DEGLI USA

Obama viene riconfermato Presidente degli Stati Uniti d'America. La favola del primo uomo di colore alla guida della casa Bianca, continua.
Il paese a stelle e strisce pero', appare diviso, lacerato al suo interno ( per una vittoria avvenuta sul filo di lana), logorato da una crisi economica di lunga durata che ha mietuto tante vittime anche a quelle latitudini.
Anch'io ho tifato per Obama, un presidente che ha tentato cose difficili in un momento di grande difficolta', rimettendoci spesso la faccia ma avendo avuto il coraggio di osare, un presidente molto umano, il vicino della porta accanto.
Quello che mi da fastidio pero', e' quella ricerca fin troppo forzata di far apparire gli USA come un paese perfetto o per meglio dire, quella duplice facciata che viene data alla nazione a seconda di chi poi va assumerne la guida.
La vittoria dei democratici, la riconferma di un presidente afro-americano, per giunta rieletto, incarnano il sogno americano, la leggenda di un paese dove tutto e' possibile, il modello di un'efficiente democrazia da imitare, la compattezza di un popolo che si unisce davanti al suo leader mettendo da parte i particolarsmi e le contrapposizioni ideologiche.
Se avesse vinto Mitt Romney, un repubblicano e, sciaguratamente poi, nel breve periodo fosse scoppiata l'ennesima guerra, gli Stati Uniti sarebbero ritornati a ricoprire quel ruolo di grande potenza colonizzatrice, esportatrice di potere, cultura e abitudini, una nazione che con la guerra fa muovere la sua economia e che sulla luna magari, ci ando' grazie ad una fiction girata negli studi di Hollywood...


venerdì 2 novembre 2012

BYE, BYE, TONINO!

Caro Di Pietro,
da te non me lo sarei aspettato. Da sempre ti sei battuto per la legalita' contro ogni tipo di ruberia e abuso della casta. Ti sei assurto ad unico difensore della costituzione, attaccando anche il Quirinale, senza se e senza ma. Hai fatto dell'antiberlusconismo il tuo credo, la tua filosofia, la tua ossessione. Di tutto cio' ne hai fatto un tuo dogma o forse, sei stato abile a farcelo pensare.
Ma come spesso tu andavi affermando, anche a te ti hanno preso con le mani nella marmellata. Hai tenuto nascosto per anni il bilancio del tuo partito e forse, e ripeto forse, quei soldi li hai utilizzati per usi personali, diciamo come l'ultimo dei " trota" arrivati a Montecitorio.
Ti prego, adesso non fare il Formigoni di turno, arroccandoti nel tuo fortino.
Lascia il partito ( l'Italia di quali valori?..) ad altri, perche' non e' giusto che esso finisca per colpa tua. Anzi, lascia la politica e questo mondo che neanche a te appartiene, perche' di gente come te, ne abbiamo davvero gia' abbastanza.
E non ti illudere che Grillo ti tenda piu' di tanto la mano, le sue boutade sono semplici esperimenti propagandistici. Ritornatene nel tuo feudo molisano, tutti i decaduti lo fanno. Li ci sara' sempre tanta gente che continuera' a considerarti un piccolo patriarca ( lo stesso e' capitato a Mastella) a farti credere che tu sei vittima del potere, quello stesso potere che anche a te ha accecato la vista.
Bye, bye, Tonino!
p.s. la prima cosa che ho fatto, ti ho cancellato dai link del mio blog

mercoledì 31 ottobre 2012

VOTO IN SICILIA: UN CAMPANELLO D'ALLARME

Il voto siciliano mette in chiaro principalmente tre cose: l'astensionismo, l'ascesa del M5S e l'ingovernabilita'.
La gran parte del popolo siciliano di destra, non si reca alle urne, sentendosi orfano di una valida coalizione rappresentativa, ormai frantumata, divisa e allo sbando. Il "laboratorio" siciliano propone una nuova coalizione, quella in cui c'e' l'alleanza tra PD e UDC, forzatura politica che puo' esistere in Sicilia, abituata ad ammucchiate clientelari ma che sara' difficile da riproporre a livello nazionale. 
Il m5s si conferma realta' emergente, movimento che tutti continuano a vedere come forza anti-politica a cui viene dato poco credito ma che, pian piano, in tanti iniziano a intravedere come necessario interlocutore politico.
Il neo-governatore Crocetta, non potra' legiferare senza l'appoggio degli altri partiti, in un territorio stremato dalla crisi a da lustri di sprechi istituzionali-autonomisti.
Se le elezioni amministrative in Sicilia, dovevano rappresentare una cartina di tornasole per l'appuntamento della prossima primavera nel Paese, di certo non possiamo stare tranquilli. L'incertezza e' notevole.
Nel PD ci saranno le primarie dall'esito molto incerto. Caos totale nel PDL, in piena guerra tra bande. Berlusconi ha finito di essere collante di una forza variegata, il suo illusionismo mediatico non produce piu' effetto. Casini sta alla finestra, non sapendo con chi allearsi. Vendola vede sminuito il suo carisma di oratore intellettuale, Di Pietro a sua volta, si trova a gestire imbarazzanti situazioni interne relative all'amministrazione dei fondi del partito.
Fino ad aprile, ci saranno altri scandali, altre ruberie della casta. Speriamo ci sia alemeno un piu' equo sistema elettorale.
Gli elettori volteranno le spalle alla politica o abbracceranno il nuovo che avanza?

domenica 28 ottobre 2012

BERLUSCONI: UN SUICIDIO IN DIRETTA

C'e' chi si suicida gettandosi da un ponte.

C'e' chi la fa finita ingerendo barbiturici.

C'e' chi adopera un revolver come passaggio ad altra vita.

Taluni, sono piu' platealmente teatrali nella realizzazione del proprio gesto estremo. Organizzano interviste a reti unificate per dichiarare pubblicamente, la propria volonta' di non ritirarsi dalla scena politica.
Ognuno e' libero di scegliere serenamente la propria fine. Amen!



lunedì 22 ottobre 2012

LA FINE DELLA DESTRA AVVENNE NEL 2009


Così scrivevo nel marzo del 2009. Cio' che presagivo ahime', si e' realizzato.

In Italia non esiste piu' una destra politica di riferimento. Finito Berlusconi e continuate le ruberie anche tra coloro i quali gridavano "Roma ladrona", una parte politica del Paese si e' dissolta. Caso unico nel panorama politico internazionale, l'Italia al momento, non ha piu' una prospettiva politica a destra. Tutti i big o presunti tali, facenti parte di questa corrente, cercano di riciclarsi verso il centro, verso quell'anima moderata di ispirazione cattolico-liberale che a mio parere puo' ritenersi, nel caso italiano, una sorta di insalata russa o per essere piu' precisi, una fetida minestra riscaldata, proposta agli elettori per cercare di non scomparire del tutto.

Questo era il mio post.

Buona lettura!

lunedì 15 ottobre 2012

SCIOGLIMENTO CHIRURGICO

La Lega in Lombardia ritorna ad essere forcaiola. Abbandona le scope e riprende i cappi. Ma che faccia di bronzo bisogna avere a fare della questione morale una bandiera, un modus vivendi, dopo che i suoi piu' alti dirigenti rubavano dalle casse del partito per appagare i propri desideri personali.
Certo, si dira' che e' stato fatto un ripulisti nei vertici del partito e che rubare in proprio, e' cosa molto diversa che comprare voti dalla mala, nello specifico l'ndragheta calabrese. 
Pero' improvvisamnete, ci si rende conto che al nord la mafia esiste, dopo che per bocca di Maroni, la malavita organizzata era un fenomeno del tutto sconosciuto oltre il Po.
Ma l'Expo di Milano del 2015, chi lo dovrebbe finanziare, visto che ormai il Paese e' in bancarotta? La movida della capitale economica del Paese, da chi veramente e' gestita?
Meglio dire le cose come stanno. Negli ambienti leghisti, ci si e' resi conti che il PDL e' allo sfascio. Berlusconi ormai, rappresenta il passato. Il centro-destra uscira' sconfitto alle prossime elezioni. Piu' conveniente allora, disfarsi quanto prima dei vecchi alleati, costringendoli a rassegnare le dimissioni, con conseguente scioglimento del Consiglio Regionale.
Ognuno per i fatti propri e "nemici" come prima. Meglio che si calmino le acque sulla Lombardia e che le attenzioni del Paese cambino direzione, spostandosi magari su territori per cosi dire, antropologicamente predisposti a subire questo tipo di clamore mediatico. Sul nord, non si deve fare rumore!
Il problema deve rimanere circoscritto in alcune aree del Paese. Se si aprissero tutti gli armadi per davvero,  troppi scheletri ne uscirebbero e lo spread inizierebbe a salire.

mercoledì 10 ottobre 2012

LA POLITICA VA COMMISSARIATA

La macchina burocratica, ha bisogno della politica?  Mi spiego. Un organismo amministrativo, sia centrale che periferico per funzionare al meglio, necesiterebbe esclusivamente di professionisti seri e preparati; perche' tali compiti allora, dovrebbero essere svolti da figure provenienti dalla politica? D'altronde oggi in Italia, c'e' un governo tecnico, fatto da persone che prima, ufficialmente, non si interessavano di politica a tempo pieno, guida tecnica che, per molti degli stessi leaders politici attuali, dovrebbe essere mantenuta anche dopo la scadenza naturale di questa legislatura. Che senso ha allora insistere sul trovare una nuova via politica per il Paese, visto che e' ormai conclamata la propensione quasi genetica dei nostri amministratori ad usare la cosa pubblica per interesse personale?
In questo momento storico, in Italia servirebbe soprattutto di pulizia, di epurazione, non il perpetuarsi di un dramma,  in cui si e' trasformata la politica, in cui si cercano nuovi attori figuranti ma i registi ed i produttori restano gli stessi.
La corruzione e' ormai dilagante. Dopo 20 anni da tangentopoli, nulla e' cambiato in questo Paese.
Se si mettesse la lente d'ingrandimento su ogni amministrazione, si scoprirebbero dappertutto ruberie e sprechi, cattive gestioni e sperpero del danaro pubblico. Quando si arriva ad un colpevole, tanti altri la fanno franca, perche' e' impossibile controllare a fondo ogni ente pubblico, ogni amministrazione territoriale.
Molti concordano nel ritenere il cosiddetto "modello Caserta" - la militarizzazione del territorio per finalita' di lotta alle organizzazioni di stampo mafioso - uno strategico strumento con cui lo Stato combatte l'illegalita'.
Data la perdurante corruzione esistente nella politica, la dilagante abitudine di molti amministratori di servirsi del danaro pubblico per arricchimento personale, la conclamata commistione tra politica e malavita, perche' non allargare in modo esteso e capillare la militarizzazione anche nella gestione delle amministrazioni sia centrali che periferiche? E' peggiore un regime militare (non di tipo sud-americano ma una forma di commissariamento prolungato della pubblica amministrazione) o una democrazia solo virtuale ma in realta' espressione del clientelismo di casta e dell'affarismo mafioso?
A Reggio Calabria, primo capoluogo di provincia ad essere commissariato, non e' calato il coprifuoco come accadeva tempo fa a Tripoli, per intenderci. La vita continua.

lunedì 8 ottobre 2012

L'ASFITTICA LITANIA DELLA POLITICA

I partiti continuano a illudersi di poter illudere gli elettori. Non passa giorno che non si sentano dichiarazioni d'intenti tese al cambiamento, allo svecchiamento, alla rottamazione delle vecchie nomenclature, al favorire il merito, le donne, i giovani. Per non parlare poi, del richiamo alla morale, all'etica, al decoro, alla lotta alle ruberie ed agli sprechi.
Il problema e' che a propagare ad iosa tale volume di chiacchere sterili, di bla bla bla gia' ascoltati per anni, sono gli stessi politici responsabili dello sfascio. Vogliono rinnovare ma loro non si ritirano.
A destra, in piena confusione ed in caduta verticale nei consensi, sono alla ricerca di un nuovo leader. Berlusconi pare si sia reso "disponibile" a non presentarsi per il bene del centro-destra, del Paese e perche' no, per l'andamento delle sue azioni... Una destra che  tornera' ad avere piu' anime e forse anche piu' simboli.
A sinistra non sanno chi sara' il nuovo leader. Renzi piace di piu' agli avversari del PD che non ai suoi militanti. Rappresenta il nuovo perche' lo dice la sua carta d'identita', ma non emoziona ed i suoi discorsi in maniche di camicia (in questo imita il suo avversario Bersani) sembrano spot simili a quelli che propongono i saldi alla Rinascente.
Vendola va per la sua strada, mostrando coerenza ma la sua oratoria rimmarra' per l'ennesima volta fine a se stessa, cosi come rimarranno vani i tentativi di spallata istituzionale portati dal "ruvido" Di Pietro.
Casini cerca perennemente alleati. Pare che sia finito il suo innamoramento per il PD. Il suo ondeggiare da pendolo, nelle ultime ore lo starebbe riavvicinando ai moderati del centro-destra qualora il Cavaliere decidesse davvero di ritirarsi ( voi ci credete?).
Spuntano chiaramente nuovi partiti e movimenti. Tremonti e Sgarbi ne hanno fondato dei nuovi. Montezemolo sta sempre li pronto ad appoggiare una qualche lista di moderati presi dalla cosiddetta societa' civile ( meglio dire una societa' indebitata senza prospettive e speranza) schierati a favore della riconferma di Monti.  
Circa la  Lega non mi pronuncio. Continuo a considerarla un'accezione surreale di natura fantastica.
I politici parlano, parlano. Parlano tra loro, ormai. La loro asfittica litania, e' il farneticare prodotto da individui assenti e distanti, a cui nessuno da piu' ascolto.
Il Paese vive da troppo tempo una stasi determinista e l'assoluta mancanza di decisionismo e dirigismo nella politica. Per troppo tempo l'elettore e' stato considerato un soggetto passivo, recettivo, una semplice scheda da infilare nell' urna. La deriva sociale e' assai vicina. Cosi come e' prossima una rivoluzione culturale. Una rivoluzione civica e civile contro il sistema, contro la casta e i privilegi, contro gli abusi e le ruberie dei politici
La grande onda che sommergera' questo flautolento corpo in decomposizione rappresentato dai partiti tradizionali, e' prossima.
Fermare il nuovo che avanza, e' sempre piu' difficile.

lunedì 1 ottobre 2012

UN PAESE SENZA CORAGGIO

I nostri politici sono diventati d'improvviso dei candidi moralizzatori. Tutti fanno a gara per presentare una legge contro le ruberie della casta. Certo, non tutti rubano, non tutti potevano sapere cosa facesse il collega di turno, ma di sicuro e' quanto mai postumo il loro patetico tentativo di rifarsi una verginita' perduta, di redimersi davanti ai cittadini. Molto raro poi, l'uso delle dimissioni a prescindere, in Italia viste come ammissione di colpa e non come assunzione di responsabilita' dinanzi agli elettori. Al contrario, abbiamo spesso assistito al rifugio nelle istituzioni, come garanzia di liberta' dalle patrie galere.
Il vento pero' sta cambiando. Nei politici, la  paura di essere spazzati via, e' cresciuta a dismisura nell'ultimo periodo. Il loro rinnovato agitarsi e' l'ennesimo tentativo per poter rimanere incollati alle loro poltrone. Di qui i loro appelli ai ripulisti interni, all'azzeramento delle nomenclature scomode, all'allontanamento delle mele marce, dimenticando che in Parlamento siedono ancora circa 100 tra indagati o inquisiti.
Un altro fattore che accomuna al momento,  la gran parte dei partiti, e' la fiducia incondizionata verso Monti. Ma come si fa a non capire che nessuno ha piu' il coraggio di metterci la faccia? Il professore, sebbene scomodo, fa il lavoro sporco che loro non potrebbero fare, perche' ormai da lustri non hanno fatto nulla per il Paese, facendolo scivolare in una forma di immobilismo decisionale.
Un dato e' certo: la crisi colpisce tutti, ma la lentezza e la dilagante corruzione e corruttibilita' delle nostre amministrazioni centrali e periferiche, e' un caso tutto italiano, se ci riferiamo ai paesi per cosi dire evoluti.
In Europa incendia la protesta. In Italia invece, assistiamo passivi e silenti al nostro progressivo declinio.
C'e' piu' rassegnazione che rabbia.
Il nostro infatti, e' un Paese in cui e' assai difficile poter ipotizzare una rivoluzione, anche solo culturale. Storicamente abbiamo subito in silenzio. E' un Paese che non riesce a trovare ne' colpe ne' colpevoli, che non processa mai sé stesso. Un Paese che ha vinto una guerra cambiando l'alleato di turno. Che fa pace con un dittatore (Gheddafi) e poi ne bombarda il territorio, per non essere da meno alle grandi potenze europee. Un Paese senza spina dorsale, che si genuflette all'uomo forte del momento, si chiami Craxi, Berlusconi o Mussolini, ma che gli gira le spalle alla prima tempesta. Una Nazione di nepotismi, caste e clientele, di compromessi storici e ammucchiate pentapartitiche, di bustarelle e raccomandati, dove per vedersi assicurato il pane, si va dal parroco o dal capo zona.
Per tale motivo, e' molto difficile affidarsi al nuovo che avanza, aprirsi ad altri interlocutori, a rompere con gli schemi pregressi, a trovare il coraggio di cambiare.



giovedì 27 settembre 2012

GENNARO E' IL MIO SPIDERMAN

Di solito non realizzo post linkandone altri. Ma per la mia azienda e, soprattutto, per chi ha permesso che 

essa ricevesse finalmente il meritato risalto, affinche' non rimanesse, come dice Ligabue in una sua canzone:

" una piccola stella senza cielo ".

A tale scopo, pubblico questi link, ringraziando immensamente gli autori, professionisti della comunicazione

eno-gastronomica:

Karen Phillips, blogger americana, ed Alessandro Manna, Slow Food Caserta

Buona lettura:

http://www.tipicamente.it/index.php/se-spiderman-vendemmia-lasprinio-di-aversa/

 http://apolloedioniso.blogspot.it/2012/09/uomini-ragno-casale.html

lunedì 24 settembre 2012

SLOW FOOD A CASAL DI PRINCIPE

Grande evento ad Arbustum, il 22 settembre. Il piccolo vino, per l'occasione e' stato davvero grande!
Molti dei presenti, non avevano mai assistito ad una vendemmia in altezza. Lo spettacolo e' stato molto emozionante.
Ho offerto un pranzo con prodotti tipici bufalini. Molto apprezzata la gelatina di vino asprinio e gli scialatieli "Terra di Lavoro", un piatto ideato anni or sono per il territorio. Un primo piatto di pasta fresca, scalatielli, in cui ho combinato divinamente, lo spezzatino di bufala, la mela annurca, le noci ed il liquore di nocino.
La mozzarella e' stata offerta dal caseificio " Antica Casearia Fierro ", il cui titolare, da pochi giorni e' diventato Presidente settore caseario per la Provincia di Caserta per Confindustria. Molto esclusivo anche il dessert. Per l'occasione, ho preparato un dolce alla mela annurca, con acini d'asprinio.
Tra i presenti, Franco Marconi per la Camera Commercio di Caserta, Francesco D'Amore delegato Coldiretti e funzionario Consorzio di bonifica del Volturno, Silvia Imparato imprenditrice vitivinicola, premiata consecutivamente dal 1994 con il 3 bicchieri.
Un grazie particolare per l'ideazione e l'ottima riuscita dell'evento a Raffaele Magliulo dell'omonima cantina e Alessandro Manna, Presidente Slow Food Caserta.
Vi giro qualche link dell'evento, ringraziando immensamente  Maria Grazia Sapatiello per le foto, stupende:
http://www.facebook.com/media/set/?set=a.4225032543179.2164536.1206232065&type=1
e Karen Phillips per il video, da togliere il respiro:
http://www.youtube.com/watch?v=kvSBRLIOmlk&feature=youtu.be












giovedì 20 settembre 2012

FERMARE IL NUOVO CHE AVANZA

Tutto e' fermo, nulla cambia in questo dannato Paese. Le ruberie dei partiti continuano alla faccia della povera gente. Gli sperperi di denaro pubblico (12 miliardi per l'acquisto di 90 caccia F-35) decisi dal nostro Parlamento, pure.
Il PD aspetta le primarie per vedere se Renzi riesce a fare il botto o se sara' lui a rottamarsi anticipatamente.
Il PDL aspetta le decisioni del suo padrone. Se lui decidera' di non scendere in politica, il partito si indebolira'. Se al contrario, il Cavaliere, decidera' di ripresentarsi, il partito si indebolira' ugualmente.
Casini guarda entrambi, sperando in un ulteriore governo tecnico, per posticipare la conta del suo elettorato.
Vendola vorrebbe riuscire a convolare a nozze riconosciute, magari da celebrarsi in chiesa. 
La riforma elettorale giace ancora nel cassetto.
Cio' che dovevamo sapere da  Lusi e Belsito rimane ancora un mistero.
Sull'ILVA e' calato il silenzio.
La FIAT molto probabilmente, chiudera' qualche stabilimento, godendosi i guadagni in Borsa alla faccia del vertiginoso calo nelle vendite.
La luce in fondo al tunnel, rimane la fiammella di un cero accesso alla Madonna.
I dibattiti televisivi inizieranno a riparlare del nulla. I direttori di rete e quelli di testata, insieme ai conduttori dei programmi di approfondimento, riprenderanno a parlare tra loro. Da soli.
In questa stasi determinista,  l'unica preoccupazione unanime, e' fermare il nuovo che avanza.




giovedì 13 settembre 2012

LA VENDEMMIA DEGLI UOMINI RAGNO

Settembre, tempo di vendemmia. Anche quest'anno mi appresto in azienda a raccogliere il frutto tanto atteso.
Il settore vitivinicolo risente della crisi globale. Nel casertano ancora di piu'. Io da 2 anni raccolgo soltanto le uve, non vinificando in sede, ma facendomi trasformare il prodotto da una cantina vicina condotta da un mio parente.
I consumi in generale si sono ridotti e pure, l'asprinio, l'antica vite del territorio dell'agro-aversano, vero fiore all'occhiello del mio agriturismo, avrebbe delle enormi potenzialita', sia per le sue intrinseche proprieta' organoelettriche (la sua elevata acidita' lo rende perfetto per la spumantizzazione) che di richiamo culturale e  paesaggistico. Purtroppo, da soli, noi piccoli produttori di asprinio, in un terriotrio martoriato da problemi ben piu' grandi, non riusciamo sempre a promulgare e valorizzare al meglio tale produzione di nicchia  Tra gli imprenditori non si e' mai fatto sistema, un grosso limite che ha condizionato anche le altre colture agricole. Risultato: oggi la gran parte delle campagne dell'agro-aversano e' utilizzata per le sole produzioni cerealicole (alimento per il settore bufalino) o nel caso peggiore, letteralmente abbandonate.
Nonostante cio', con la mia perseverante ostinazione e, grazie anche all'aiuto della cantina menzionata (cantine Magliulo), sono riuscito ad organizzare un evento eno-gastronomico di eccezionale richiamo:
" La vendemmia degli Uomini Ragno ". Grandi piccoli uomini, per un grande piccolo vino.
L'evento, pubblicato anche sul mio account facebook, si svolgera', meteo permettendo, il prossimo 22 settembre.
Uno dei principali obiettivi che mi promisi all'atto della realizzazione del mio agriturismo, fu quello di preservare la testimonianza di questa antichissima vite. Oggi, nel mio piccolo, ci sono riuscito!

lunedì 10 settembre 2012

CIO' CHE VECCHIO NON PORTA IL CAMBIAMENTO

Vedo ancora tanta confusione nella politica (possiamo ancora usare questo termine?) italiana.
Il PDL, pardon, Berlusconi,  deve ancora decidere cosa fare in merito alle prossime politiche. Si seguiranno gli ennesimi sondaggi sul da farsi. Nel frattempo, un intero gruppo dirigente aspetta le decisioni del suo padre-padrone, non ancora rassegnatosi ad una serena vecchiaia da nonno. In attesa anche la Lega che, in caso di un passo indietro del cavaliere, potrebbe strizzare di nuovo l'occhio al PDL al nord, ma rimmarrebbe con molti soldi in meno in cassa (oltre a quelli sottratti dai suoi ex dirigenti massimi).
L'UDC, per bocca di Casini, spera di convincere Monti a rimanere ancora in carica anche dopo la primavera 2013. Da buon lecchino, si siede al primo banco per farsi notare dal "severo professore". Come fare? Iscriverlo nelle fila del partito e poi candidarlo, nominarlo come Presidente del Consiglio tecnico, sperando in una bufera finanziaria-produttiva che faccia spaventare nuovamente tutti contro ogni ipotesi di governo politico? Bah, si vedra'. Intanto Monti smentisce qualsiasi ipotesi di una sua nuova candidatura. Non e' detto pero', che non ci sia un nuovo governo tecnico (se le ipotesi nefaste si verificheranno in inverno) con guida Passera. Nel frattempo, come un gioco tra bimbi, Casini brucia sul tempo Berlusconi e inserisce la dicitura "ITALIA" sul logo del suo partito, come se tale parolina magica fosse garanzia di sicuro successo o magari di maggior limpidezza verso gli elettori.
E Bersani? Nella vasta e articolata area progressista, c'e' molta fribillazione ma, al contempo, tanta incertezza se preferire un altro governo tecnico o accollarsi il rischio di governare ( pare davvero sia la volta buona per vincere) il Paese in questo drammatico momento storico. Pronti ad andare al voto anche domani, ma non certi di farlo in alleanza con il PD, rimangono Vendola e Di Pietro, sempre piu' isolati nelle loro roccafarti romanticamente reazionarie.
Tutti i maggiori leaders (ha parlato anche Fini dall'alto del suo 2% di consensi) puntano a compattare il Paese contro il rischio di derive antipolitiche, populiste e nazionaliste. Tutti si richiamano ai concetti di responsabilita', coraggio, unita', generosita', sacrificio (quanti ancora ne dobbiamo fare?), per il bene dell'Italia e dell'Europa, tutti usano i soliti slogan tesi a premiere il merito od a puntare sui giovani (quelli della mia generazione a cui fu promesso cio' 20 anni or sono, sono tutti ormai ultra quarantenni...), di contrastare ogni forma di corruzione o nepotismo. Che belle parole e che faccia di bronzo a pronunciarle.
Nessuno che dica: " scusate abbiamo commesso degli errori, facciamo un passo indietro per il bene del Paese. Che avanzi il nuovo! "
Nel frattempo non si sa come saranno scelti i candidati, in che maniera voteremo, quale premio sara' dato al partito che vince. Gli uomini in campo poi, restano gli stessi. Le loro idee, i loro programmi si propagano come suoni stonati emessi da un grammofono arrugginito.
Cio' che rappresenta il vecchio, non puo' portare il cambiamento.



martedì 4 settembre 2012

M5S: REALTA' SCOMODA ANCHE PER L'EUROPA

La risposta di Grillo al presidente del Parlamento europeo Martin Schulz, evidenzia come il M5S sia cresciuto in Italia e, al tempo stesso, sintetizza l'essenza di fondo di questa nuova realta' politica del Paese.
Il fatto che anche in Europa, Grillo inizi a dar fastidio, e' segno evidente che la sua ascesa e' ormai irrefrenabile.
Nel vuoto politico in cui si sono inabissati i partiti italiani, colui il quale riesce ancora a suscitare l'interesse dei cittadini verso la cosa pubblica, viene ormai etichettato come minaccia per la democrazia e, per tale motivo, a tutti i costi isolato.
Credo che Grillo abbia scelto autonomamente di tenersi fuori dal contraddittorio convenzionale, gestito dai media a loro volta controllati dalla ramificata casta di potere. Ha scelto di diffondere il suo messaggio usando la rete, dove ci si puo' confrontare in modo libero ed autonomo e dove, alla stessa maniera, si puo' essere criticati in modo crudo e diretto. Per molti, questo atteggiamento sfiora l'anarchia, l'autoritarismo, il populismo mediatico ( a mezzo internet) e viene identificato come processo di teorizzazione anti-politica. Ma la politica per così dire tradizionale, in Italia, in oltre 60 anni di Repubblica, cosa ha prodotto? Allora, se vogliamo attenerci a queste indicazioni che provengono chiaramente dai leaders dei partiti tradizionali e dagli organi d'informazione da loro gestiti e controllati, e' giunta l'ora di votare un "anti-politico" per defenestrare un'intera classe di professionisti della poltrona ad oltranza.
Perche' gli altri partiti, salvo qualche eccezione, non usano la stessa strategia di comunicazione? Perche' i loro rappresentanti, sanno di appartenere al passato, di essere arrivati inesorabilmente, al capolinea.

sabato 1 settembre 2012

NESSUNO E' AL DI SOPRA DI OGNI SOSPETTO

Attacco al Quirinale? Destabilizzazione delle Istituzioni? Minaccia alla democrazia? Bah, penso che si stia facendo tanto rumore per nulla. In Italia non ci si deve meravigliare piu' di niente. Se il Capo dello Stato e' coinvolto in conversazioni compromettenti, non deve far gridare allo scandolo ma deve indurre a riflettere che, in questo dannato Paese, davvero nessuno e' al di sopra di ogni sospetto.
Quando era una precisa parte politica ad essere attaccata, si parlava di sacrosanto dovere d'informazione da parte della stampa (a volte quasi morboso) e di meritevole condotta della magistratura i cui esponenti a volte, erano considerati dei veri e propri eroi nazionali.
Adesso le cose sono un po' cambiate. Si parla d'informazione deviata, manipolata, di magistratura impazzita (perche' attacca il suo massimo rappresentante?), di necessita' di una legge sulle intercettazioni (guarda che coincindenza!), di complotto internazionale teso a ribaltare un ordine precostituito. Ma quale ordine? Ormai il Paese e' alla deriva, senza una spina dorsale politica ed economica, con una classe dirigente obsoleta, imprigionato da una corruzione dilagante. Un tempo, negli anni di piombo, le Istituzioni venivano attaccate perche' ancora forti. Oggi la loro credibilita' e' al lumicino. I loro rappresentanti, si trascinano per inerzia sapendo di non avere piu' nessun peso specifico. Non importa sapere a quale area politica appartengano.

domenica 26 agosto 2012

NON C'E' BISOGNO DI GRILLO PER DIRE CHE QUELLI DEL PD SONO ZOMBIE

Quando non si sa piu' cosa dire in questo Paese, si urla al fascismo. Lo erano Berlusconi e i suoi colonelli ex-alleanzini per la loro smania di potere e protagonismo, a volte lo era Bossi per la sua indole settaria e razzista. Oggi a detta di Bersani, lo e' Grillo (peccato che il leader del M5S non accetti il contraddittorio), solo per aver detto che gli attuali dirigenti del PD sono ridotti a livello di zombie.
Ma perche', negli ultimi anni, la sinistra italiana cosa ha fatto? Il suo univoco e primario obiettivo e' stato quello di inseguire il fantasma di Berlusconi per fini propagandistici, ma, all'atto pratico, ha sempre consentito sia il perpetuarsi delle ruberie e degli abusi di Palazzo, sia quelli privati del Cavaliere, permettendogli di mantenere tutti i suoi privilegi, a cominciare dal mai risolto conflitto di interessi.
La sinistra italiana e' da tempo divisa al suo interno. L'ala cattolica  non ha mai convissuto pacificamente con quella progressista, troppo diverse le loro origini. Anche nell'Ulivo di Prodiana memoria, la convivenza allargata fu un esperimento mal riuscito. Prevalsero logiche di bottega e di mera sopravvivenza parlamentare, rispetto agli interessi generali. La componente radical chic poi, negli ultimi anni, nei suoi discorsi da salotto (ma anche in veri e propri happening televisivi molto seguiti) ha progressivamente perso di vista le esigenze della classe operaia ed i diritti primari delle categorie piu' disagiate. Per combattare un solo uomo, una parte molto ampia della politica italiana, ha perso di vista le esigene di milioni di cittadini.
La sinistra inoltre, si e' trovata d'improvviso castrata della sua assai presunta superiorita' morale. Ci si e' resi conto che i suoi esponenti politici rubavano come altri, erano collusi come tanti, potevano essere corrotti o corrompere alla pari di tanti uomini politici di questo Paese.
Forse, a breve, per la palese mancanza di avversari e non certo per i suoi meriti, quella che oggi si vuol far ancora chiamare sinistra in questo Paese, riuscira' anche a governare. Ma cio' non toglie, che questa sinistra, nonostante in Italia al momento non esista piu' una destra, così come e' concepita e strutturata, ha grossi limiti.