mercoledì 31 ottobre 2012

VOTO IN SICILIA: UN CAMPANELLO D'ALLARME

Il voto siciliano mette in chiaro principalmente tre cose: l'astensionismo, l'ascesa del M5S e l'ingovernabilita'.
La gran parte del popolo siciliano di destra, non si reca alle urne, sentendosi orfano di una valida coalizione rappresentativa, ormai frantumata, divisa e allo sbando. Il "laboratorio" siciliano propone una nuova coalizione, quella in cui c'e' l'alleanza tra PD e UDC, forzatura politica che puo' esistere in Sicilia, abituata ad ammucchiate clientelari ma che sara' difficile da riproporre a livello nazionale. 
Il m5s si conferma realta' emergente, movimento che tutti continuano a vedere come forza anti-politica a cui viene dato poco credito ma che, pian piano, in tanti iniziano a intravedere come necessario interlocutore politico.
Il neo-governatore Crocetta, non potra' legiferare senza l'appoggio degli altri partiti, in un territorio stremato dalla crisi a da lustri di sprechi istituzionali-autonomisti.
Se le elezioni amministrative in Sicilia, dovevano rappresentare una cartina di tornasole per l'appuntamento della prossima primavera nel Paese, di certo non possiamo stare tranquilli. L'incertezza e' notevole.
Nel PD ci saranno le primarie dall'esito molto incerto. Caos totale nel PDL, in piena guerra tra bande. Berlusconi ha finito di essere collante di una forza variegata, il suo illusionismo mediatico non produce piu' effetto. Casini sta alla finestra, non sapendo con chi allearsi. Vendola vede sminuito il suo carisma di oratore intellettuale, Di Pietro a sua volta, si trova a gestire imbarazzanti situazioni interne relative all'amministrazione dei fondi del partito.
Fino ad aprile, ci saranno altri scandali, altre ruberie della casta. Speriamo ci sia alemeno un piu' equo sistema elettorale.
Gli elettori volteranno le spalle alla politica o abbracceranno il nuovo che avanza?

domenica 28 ottobre 2012

BERLUSCONI: UN SUICIDIO IN DIRETTA

C'e' chi si suicida gettandosi da un ponte.

C'e' chi la fa finita ingerendo barbiturici.

C'e' chi adopera un revolver come passaggio ad altra vita.

Taluni, sono piu' platealmente teatrali nella realizzazione del proprio gesto estremo. Organizzano interviste a reti unificate per dichiarare pubblicamente, la propria volonta' di non ritirarsi dalla scena politica.
Ognuno e' libero di scegliere serenamente la propria fine. Amen!



lunedì 22 ottobre 2012

LA FINE DELLA DESTRA AVVENNE NEL 2009


Così scrivevo nel marzo del 2009. Cio' che presagivo ahime', si e' realizzato.

In Italia non esiste piu' una destra politica di riferimento. Finito Berlusconi e continuate le ruberie anche tra coloro i quali gridavano "Roma ladrona", una parte politica del Paese si e' dissolta. Caso unico nel panorama politico internazionale, l'Italia al momento, non ha piu' una prospettiva politica a destra. Tutti i big o presunti tali, facenti parte di questa corrente, cercano di riciclarsi verso il centro, verso quell'anima moderata di ispirazione cattolico-liberale che a mio parere puo' ritenersi, nel caso italiano, una sorta di insalata russa o per essere piu' precisi, una fetida minestra riscaldata, proposta agli elettori per cercare di non scomparire del tutto.

Questo era il mio post.

Buona lettura!

lunedì 15 ottobre 2012

SCIOGLIMENTO CHIRURGICO

La Lega in Lombardia ritorna ad essere forcaiola. Abbandona le scope e riprende i cappi. Ma che faccia di bronzo bisogna avere a fare della questione morale una bandiera, un modus vivendi, dopo che i suoi piu' alti dirigenti rubavano dalle casse del partito per appagare i propri desideri personali.
Certo, si dira' che e' stato fatto un ripulisti nei vertici del partito e che rubare in proprio, e' cosa molto diversa che comprare voti dalla mala, nello specifico l'ndragheta calabrese. 
Pero' improvvisamnete, ci si rende conto che al nord la mafia esiste, dopo che per bocca di Maroni, la malavita organizzata era un fenomeno del tutto sconosciuto oltre il Po.
Ma l'Expo di Milano del 2015, chi lo dovrebbe finanziare, visto che ormai il Paese e' in bancarotta? La movida della capitale economica del Paese, da chi veramente e' gestita?
Meglio dire le cose come stanno. Negli ambienti leghisti, ci si e' resi conti che il PDL e' allo sfascio. Berlusconi ormai, rappresenta il passato. Il centro-destra uscira' sconfitto alle prossime elezioni. Piu' conveniente allora, disfarsi quanto prima dei vecchi alleati, costringendoli a rassegnare le dimissioni, con conseguente scioglimento del Consiglio Regionale.
Ognuno per i fatti propri e "nemici" come prima. Meglio che si calmino le acque sulla Lombardia e che le attenzioni del Paese cambino direzione, spostandosi magari su territori per cosi dire, antropologicamente predisposti a subire questo tipo di clamore mediatico. Sul nord, non si deve fare rumore!
Il problema deve rimanere circoscritto in alcune aree del Paese. Se si aprissero tutti gli armadi per davvero,  troppi scheletri ne uscirebbero e lo spread inizierebbe a salire.

mercoledì 10 ottobre 2012

LA POLITICA VA COMMISSARIATA

La macchina burocratica, ha bisogno della politica?  Mi spiego. Un organismo amministrativo, sia centrale che periferico per funzionare al meglio, necesiterebbe esclusivamente di professionisti seri e preparati; perche' tali compiti allora, dovrebbero essere svolti da figure provenienti dalla politica? D'altronde oggi in Italia, c'e' un governo tecnico, fatto da persone che prima, ufficialmente, non si interessavano di politica a tempo pieno, guida tecnica che, per molti degli stessi leaders politici attuali, dovrebbe essere mantenuta anche dopo la scadenza naturale di questa legislatura. Che senso ha allora insistere sul trovare una nuova via politica per il Paese, visto che e' ormai conclamata la propensione quasi genetica dei nostri amministratori ad usare la cosa pubblica per interesse personale?
In questo momento storico, in Italia servirebbe soprattutto di pulizia, di epurazione, non il perpetuarsi di un dramma,  in cui si e' trasformata la politica, in cui si cercano nuovi attori figuranti ma i registi ed i produttori restano gli stessi.
La corruzione e' ormai dilagante. Dopo 20 anni da tangentopoli, nulla e' cambiato in questo Paese.
Se si mettesse la lente d'ingrandimento su ogni amministrazione, si scoprirebbero dappertutto ruberie e sprechi, cattive gestioni e sperpero del danaro pubblico. Quando si arriva ad un colpevole, tanti altri la fanno franca, perche' e' impossibile controllare a fondo ogni ente pubblico, ogni amministrazione territoriale.
Molti concordano nel ritenere il cosiddetto "modello Caserta" - la militarizzazione del territorio per finalita' di lotta alle organizzazioni di stampo mafioso - uno strategico strumento con cui lo Stato combatte l'illegalita'.
Data la perdurante corruzione esistente nella politica, la dilagante abitudine di molti amministratori di servirsi del danaro pubblico per arricchimento personale, la conclamata commistione tra politica e malavita, perche' non allargare in modo esteso e capillare la militarizzazione anche nella gestione delle amministrazioni sia centrali che periferiche? E' peggiore un regime militare (non di tipo sud-americano ma una forma di commissariamento prolungato della pubblica amministrazione) o una democrazia solo virtuale ma in realta' espressione del clientelismo di casta e dell'affarismo mafioso?
A Reggio Calabria, primo capoluogo di provincia ad essere commissariato, non e' calato il coprifuoco come accadeva tempo fa a Tripoli, per intenderci. La vita continua.

lunedì 8 ottobre 2012

L'ASFITTICA LITANIA DELLA POLITICA

I partiti continuano a illudersi di poter illudere gli elettori. Non passa giorno che non si sentano dichiarazioni d'intenti tese al cambiamento, allo svecchiamento, alla rottamazione delle vecchie nomenclature, al favorire il merito, le donne, i giovani. Per non parlare poi, del richiamo alla morale, all'etica, al decoro, alla lotta alle ruberie ed agli sprechi.
Il problema e' che a propagare ad iosa tale volume di chiacchere sterili, di bla bla bla gia' ascoltati per anni, sono gli stessi politici responsabili dello sfascio. Vogliono rinnovare ma loro non si ritirano.
A destra, in piena confusione ed in caduta verticale nei consensi, sono alla ricerca di un nuovo leader. Berlusconi pare si sia reso "disponibile" a non presentarsi per il bene del centro-destra, del Paese e perche' no, per l'andamento delle sue azioni... Una destra che  tornera' ad avere piu' anime e forse anche piu' simboli.
A sinistra non sanno chi sara' il nuovo leader. Renzi piace di piu' agli avversari del PD che non ai suoi militanti. Rappresenta il nuovo perche' lo dice la sua carta d'identita', ma non emoziona ed i suoi discorsi in maniche di camicia (in questo imita il suo avversario Bersani) sembrano spot simili a quelli che propongono i saldi alla Rinascente.
Vendola va per la sua strada, mostrando coerenza ma la sua oratoria rimmarra' per l'ennesima volta fine a se stessa, cosi come rimarranno vani i tentativi di spallata istituzionale portati dal "ruvido" Di Pietro.
Casini cerca perennemente alleati. Pare che sia finito il suo innamoramento per il PD. Il suo ondeggiare da pendolo, nelle ultime ore lo starebbe riavvicinando ai moderati del centro-destra qualora il Cavaliere decidesse davvero di ritirarsi ( voi ci credete?).
Spuntano chiaramente nuovi partiti e movimenti. Tremonti e Sgarbi ne hanno fondato dei nuovi. Montezemolo sta sempre li pronto ad appoggiare una qualche lista di moderati presi dalla cosiddetta societa' civile ( meglio dire una societa' indebitata senza prospettive e speranza) schierati a favore della riconferma di Monti.  
Circa la  Lega non mi pronuncio. Continuo a considerarla un'accezione surreale di natura fantastica.
I politici parlano, parlano. Parlano tra loro, ormai. La loro asfittica litania, e' il farneticare prodotto da individui assenti e distanti, a cui nessuno da piu' ascolto.
Il Paese vive da troppo tempo una stasi determinista e l'assoluta mancanza di decisionismo e dirigismo nella politica. Per troppo tempo l'elettore e' stato considerato un soggetto passivo, recettivo, una semplice scheda da infilare nell' urna. La deriva sociale e' assai vicina. Cosi come e' prossima una rivoluzione culturale. Una rivoluzione civica e civile contro il sistema, contro la casta e i privilegi, contro gli abusi e le ruberie dei politici
La grande onda che sommergera' questo flautolento corpo in decomposizione rappresentato dai partiti tradizionali, e' prossima.
Fermare il nuovo che avanza, e' sempre piu' difficile.

lunedì 1 ottobre 2012

UN PAESE SENZA CORAGGIO

I nostri politici sono diventati d'improvviso dei candidi moralizzatori. Tutti fanno a gara per presentare una legge contro le ruberie della casta. Certo, non tutti rubano, non tutti potevano sapere cosa facesse il collega di turno, ma di sicuro e' quanto mai postumo il loro patetico tentativo di rifarsi una verginita' perduta, di redimersi davanti ai cittadini. Molto raro poi, l'uso delle dimissioni a prescindere, in Italia viste come ammissione di colpa e non come assunzione di responsabilita' dinanzi agli elettori. Al contrario, abbiamo spesso assistito al rifugio nelle istituzioni, come garanzia di liberta' dalle patrie galere.
Il vento pero' sta cambiando. Nei politici, la  paura di essere spazzati via, e' cresciuta a dismisura nell'ultimo periodo. Il loro rinnovato agitarsi e' l'ennesimo tentativo per poter rimanere incollati alle loro poltrone. Di qui i loro appelli ai ripulisti interni, all'azzeramento delle nomenclature scomode, all'allontanamento delle mele marce, dimenticando che in Parlamento siedono ancora circa 100 tra indagati o inquisiti.
Un altro fattore che accomuna al momento,  la gran parte dei partiti, e' la fiducia incondizionata verso Monti. Ma come si fa a non capire che nessuno ha piu' il coraggio di metterci la faccia? Il professore, sebbene scomodo, fa il lavoro sporco che loro non potrebbero fare, perche' ormai da lustri non hanno fatto nulla per il Paese, facendolo scivolare in una forma di immobilismo decisionale.
Un dato e' certo: la crisi colpisce tutti, ma la lentezza e la dilagante corruzione e corruttibilita' delle nostre amministrazioni centrali e periferiche, e' un caso tutto italiano, se ci riferiamo ai paesi per cosi dire evoluti.
In Europa incendia la protesta. In Italia invece, assistiamo passivi e silenti al nostro progressivo declinio.
C'e' piu' rassegnazione che rabbia.
Il nostro infatti, e' un Paese in cui e' assai difficile poter ipotizzare una rivoluzione, anche solo culturale. Storicamente abbiamo subito in silenzio. E' un Paese che non riesce a trovare ne' colpe ne' colpevoli, che non processa mai sé stesso. Un Paese che ha vinto una guerra cambiando l'alleato di turno. Che fa pace con un dittatore (Gheddafi) e poi ne bombarda il territorio, per non essere da meno alle grandi potenze europee. Un Paese senza spina dorsale, che si genuflette all'uomo forte del momento, si chiami Craxi, Berlusconi o Mussolini, ma che gli gira le spalle alla prima tempesta. Una Nazione di nepotismi, caste e clientele, di compromessi storici e ammucchiate pentapartitiche, di bustarelle e raccomandati, dove per vedersi assicurato il pane, si va dal parroco o dal capo zona.
Per tale motivo, e' molto difficile affidarsi al nuovo che avanza, aprirsi ad altri interlocutori, a rompere con gli schemi pregressi, a trovare il coraggio di cambiare.



giovedì 27 settembre 2012

GENNARO E' IL MIO SPIDERMAN

Di solito non realizzo post linkandone altri. Ma per la mia azienda e, soprattutto, per chi ha permesso che 

essa ricevesse finalmente il meritato risalto, affinche' non rimanesse, come dice Ligabue in una sua canzone:

" una piccola stella senza cielo ".

A tale scopo, pubblico questi link, ringraziando immensamente gli autori, professionisti della comunicazione

eno-gastronomica:

Karen Phillips, blogger americana, ed Alessandro Manna, Slow Food Caserta

Buona lettura:

http://www.tipicamente.it/index.php/se-spiderman-vendemmia-lasprinio-di-aversa/

 http://apolloedioniso.blogspot.it/2012/09/uomini-ragno-casale.html

lunedì 24 settembre 2012

SLOW FOOD A CASAL DI PRINCIPE

Grande evento ad Arbustum, il 22 settembre. Il piccolo vino, per l'occasione e' stato davvero grande!
Molti dei presenti, non avevano mai assistito ad una vendemmia in altezza. Lo spettacolo e' stato molto emozionante.
Ho offerto un pranzo con prodotti tipici bufalini. Molto apprezzata la gelatina di vino asprinio e gli scialatieli "Terra di Lavoro", un piatto ideato anni or sono per il territorio. Un primo piatto di pasta fresca, scalatielli, in cui ho combinato divinamente, lo spezzatino di bufala, la mela annurca, le noci ed il liquore di nocino.
La mozzarella e' stata offerta dal caseificio " Antica Casearia Fierro ", il cui titolare, da pochi giorni e' diventato Presidente settore caseario per la Provincia di Caserta per Confindustria. Molto esclusivo anche il dessert. Per l'occasione, ho preparato un dolce alla mela annurca, con acini d'asprinio.
Tra i presenti, Franco Marconi per la Camera Commercio di Caserta, Francesco D'Amore delegato Coldiretti e funzionario Consorzio di bonifica del Volturno, Silvia Imparato imprenditrice vitivinicola, premiata consecutivamente dal 1994 con il 3 bicchieri.
Un grazie particolare per l'ideazione e l'ottima riuscita dell'evento a Raffaele Magliulo dell'omonima cantina e Alessandro Manna, Presidente Slow Food Caserta.
Vi giro qualche link dell'evento, ringraziando immensamente  Maria Grazia Sapatiello per le foto, stupende:
http://www.facebook.com/media/set/?set=a.4225032543179.2164536.1206232065&type=1
e Karen Phillips per il video, da togliere il respiro:
http://www.youtube.com/watch?v=kvSBRLIOmlk&feature=youtu.be












giovedì 20 settembre 2012

FERMARE IL NUOVO CHE AVANZA

Tutto e' fermo, nulla cambia in questo dannato Paese. Le ruberie dei partiti continuano alla faccia della povera gente. Gli sperperi di denaro pubblico (12 miliardi per l'acquisto di 90 caccia F-35) decisi dal nostro Parlamento, pure.
Il PD aspetta le primarie per vedere se Renzi riesce a fare il botto o se sara' lui a rottamarsi anticipatamente.
Il PDL aspetta le decisioni del suo padrone. Se lui decidera' di non scendere in politica, il partito si indebolira'. Se al contrario, il Cavaliere, decidera' di ripresentarsi, il partito si indebolira' ugualmente.
Casini guarda entrambi, sperando in un ulteriore governo tecnico, per posticipare la conta del suo elettorato.
Vendola vorrebbe riuscire a convolare a nozze riconosciute, magari da celebrarsi in chiesa. 
La riforma elettorale giace ancora nel cassetto.
Cio' che dovevamo sapere da  Lusi e Belsito rimane ancora un mistero.
Sull'ILVA e' calato il silenzio.
La FIAT molto probabilmente, chiudera' qualche stabilimento, godendosi i guadagni in Borsa alla faccia del vertiginoso calo nelle vendite.
La luce in fondo al tunnel, rimane la fiammella di un cero accesso alla Madonna.
I dibattiti televisivi inizieranno a riparlare del nulla. I direttori di rete e quelli di testata, insieme ai conduttori dei programmi di approfondimento, riprenderanno a parlare tra loro. Da soli.
In questa stasi determinista,  l'unica preoccupazione unanime, e' fermare il nuovo che avanza.




giovedì 13 settembre 2012

LA VENDEMMIA DEGLI UOMINI RAGNO

Settembre, tempo di vendemmia. Anche quest'anno mi appresto in azienda a raccogliere il frutto tanto atteso.
Il settore vitivinicolo risente della crisi globale. Nel casertano ancora di piu'. Io da 2 anni raccolgo soltanto le uve, non vinificando in sede, ma facendomi trasformare il prodotto da una cantina vicina condotta da un mio parente.
I consumi in generale si sono ridotti e pure, l'asprinio, l'antica vite del territorio dell'agro-aversano, vero fiore all'occhiello del mio agriturismo, avrebbe delle enormi potenzialita', sia per le sue intrinseche proprieta' organoelettriche (la sua elevata acidita' lo rende perfetto per la spumantizzazione) che di richiamo culturale e  paesaggistico. Purtroppo, da soli, noi piccoli produttori di asprinio, in un terriotrio martoriato da problemi ben piu' grandi, non riusciamo sempre a promulgare e valorizzare al meglio tale produzione di nicchia  Tra gli imprenditori non si e' mai fatto sistema, un grosso limite che ha condizionato anche le altre colture agricole. Risultato: oggi la gran parte delle campagne dell'agro-aversano e' utilizzata per le sole produzioni cerealicole (alimento per il settore bufalino) o nel caso peggiore, letteralmente abbandonate.
Nonostante cio', con la mia perseverante ostinazione e, grazie anche all'aiuto della cantina menzionata (cantine Magliulo), sono riuscito ad organizzare un evento eno-gastronomico di eccezionale richiamo:
" La vendemmia degli Uomini Ragno ". Grandi piccoli uomini, per un grande piccolo vino.
L'evento, pubblicato anche sul mio account facebook, si svolgera', meteo permettendo, il prossimo 22 settembre.
Uno dei principali obiettivi che mi promisi all'atto della realizzazione del mio agriturismo, fu quello di preservare la testimonianza di questa antichissima vite. Oggi, nel mio piccolo, ci sono riuscito!

lunedì 10 settembre 2012

CIO' CHE VECCHIO NON PORTA IL CAMBIAMENTO

Vedo ancora tanta confusione nella politica (possiamo ancora usare questo termine?) italiana.
Il PDL, pardon, Berlusconi,  deve ancora decidere cosa fare in merito alle prossime politiche. Si seguiranno gli ennesimi sondaggi sul da farsi. Nel frattempo, un intero gruppo dirigente aspetta le decisioni del suo padre-padrone, non ancora rassegnatosi ad una serena vecchiaia da nonno. In attesa anche la Lega che, in caso di un passo indietro del cavaliere, potrebbe strizzare di nuovo l'occhio al PDL al nord, ma rimmarrebbe con molti soldi in meno in cassa (oltre a quelli sottratti dai suoi ex dirigenti massimi).
L'UDC, per bocca di Casini, spera di convincere Monti a rimanere ancora in carica anche dopo la primavera 2013. Da buon lecchino, si siede al primo banco per farsi notare dal "severo professore". Come fare? Iscriverlo nelle fila del partito e poi candidarlo, nominarlo come Presidente del Consiglio tecnico, sperando in una bufera finanziaria-produttiva che faccia spaventare nuovamente tutti contro ogni ipotesi di governo politico? Bah, si vedra'. Intanto Monti smentisce qualsiasi ipotesi di una sua nuova candidatura. Non e' detto pero', che non ci sia un nuovo governo tecnico (se le ipotesi nefaste si verificheranno in inverno) con guida Passera. Nel frattempo, come un gioco tra bimbi, Casini brucia sul tempo Berlusconi e inserisce la dicitura "ITALIA" sul logo del suo partito, come se tale parolina magica fosse garanzia di sicuro successo o magari di maggior limpidezza verso gli elettori.
E Bersani? Nella vasta e articolata area progressista, c'e' molta fribillazione ma, al contempo, tanta incertezza se preferire un altro governo tecnico o accollarsi il rischio di governare ( pare davvero sia la volta buona per vincere) il Paese in questo drammatico momento storico. Pronti ad andare al voto anche domani, ma non certi di farlo in alleanza con il PD, rimangono Vendola e Di Pietro, sempre piu' isolati nelle loro roccafarti romanticamente reazionarie.
Tutti i maggiori leaders (ha parlato anche Fini dall'alto del suo 2% di consensi) puntano a compattare il Paese contro il rischio di derive antipolitiche, populiste e nazionaliste. Tutti si richiamano ai concetti di responsabilita', coraggio, unita', generosita', sacrificio (quanti ancora ne dobbiamo fare?), per il bene dell'Italia e dell'Europa, tutti usano i soliti slogan tesi a premiere il merito od a puntare sui giovani (quelli della mia generazione a cui fu promesso cio' 20 anni or sono, sono tutti ormai ultra quarantenni...), di contrastare ogni forma di corruzione o nepotismo. Che belle parole e che faccia di bronzo a pronunciarle.
Nessuno che dica: " scusate abbiamo commesso degli errori, facciamo un passo indietro per il bene del Paese. Che avanzi il nuovo! "
Nel frattempo non si sa come saranno scelti i candidati, in che maniera voteremo, quale premio sara' dato al partito che vince. Gli uomini in campo poi, restano gli stessi. Le loro idee, i loro programmi si propagano come suoni stonati emessi da un grammofono arrugginito.
Cio' che rappresenta il vecchio, non puo' portare il cambiamento.



martedì 4 settembre 2012

M5S: REALTA' SCOMODA ANCHE PER L'EUROPA

La risposta di Grillo al presidente del Parlamento europeo Martin Schulz, evidenzia come il M5S sia cresciuto in Italia e, al tempo stesso, sintetizza l'essenza di fondo di questa nuova realta' politica del Paese.
Il fatto che anche in Europa, Grillo inizi a dar fastidio, e' segno evidente che la sua ascesa e' ormai irrefrenabile.
Nel vuoto politico in cui si sono inabissati i partiti italiani, colui il quale riesce ancora a suscitare l'interesse dei cittadini verso la cosa pubblica, viene ormai etichettato come minaccia per la democrazia e, per tale motivo, a tutti i costi isolato.
Credo che Grillo abbia scelto autonomamente di tenersi fuori dal contraddittorio convenzionale, gestito dai media a loro volta controllati dalla ramificata casta di potere. Ha scelto di diffondere il suo messaggio usando la rete, dove ci si puo' confrontare in modo libero ed autonomo e dove, alla stessa maniera, si puo' essere criticati in modo crudo e diretto. Per molti, questo atteggiamento sfiora l'anarchia, l'autoritarismo, il populismo mediatico ( a mezzo internet) e viene identificato come processo di teorizzazione anti-politica. Ma la politica per così dire tradizionale, in Italia, in oltre 60 anni di Repubblica, cosa ha prodotto? Allora, se vogliamo attenerci a queste indicazioni che provengono chiaramente dai leaders dei partiti tradizionali e dagli organi d'informazione da loro gestiti e controllati, e' giunta l'ora di votare un "anti-politico" per defenestrare un'intera classe di professionisti della poltrona ad oltranza.
Perche' gli altri partiti, salvo qualche eccezione, non usano la stessa strategia di comunicazione? Perche' i loro rappresentanti, sanno di appartenere al passato, di essere arrivati inesorabilmente, al capolinea.

sabato 1 settembre 2012

NESSUNO E' AL DI SOPRA DI OGNI SOSPETTO

Attacco al Quirinale? Destabilizzazione delle Istituzioni? Minaccia alla democrazia? Bah, penso che si stia facendo tanto rumore per nulla. In Italia non ci si deve meravigliare piu' di niente. Se il Capo dello Stato e' coinvolto in conversazioni compromettenti, non deve far gridare allo scandolo ma deve indurre a riflettere che, in questo dannato Paese, davvero nessuno e' al di sopra di ogni sospetto.
Quando era una precisa parte politica ad essere attaccata, si parlava di sacrosanto dovere d'informazione da parte della stampa (a volte quasi morboso) e di meritevole condotta della magistratura i cui esponenti a volte, erano considerati dei veri e propri eroi nazionali.
Adesso le cose sono un po' cambiate. Si parla d'informazione deviata, manipolata, di magistratura impazzita (perche' attacca il suo massimo rappresentante?), di necessita' di una legge sulle intercettazioni (guarda che coincindenza!), di complotto internazionale teso a ribaltare un ordine precostituito. Ma quale ordine? Ormai il Paese e' alla deriva, senza una spina dorsale politica ed economica, con una classe dirigente obsoleta, imprigionato da una corruzione dilagante. Un tempo, negli anni di piombo, le Istituzioni venivano attaccate perche' ancora forti. Oggi la loro credibilita' e' al lumicino. I loro rappresentanti, si trascinano per inerzia sapendo di non avere piu' nessun peso specifico. Non importa sapere a quale area politica appartengano.

domenica 26 agosto 2012

NON C'E' BISOGNO DI GRILLO PER DIRE CHE QUELLI DEL PD SONO ZOMBIE

Quando non si sa piu' cosa dire in questo Paese, si urla al fascismo. Lo erano Berlusconi e i suoi colonelli ex-alleanzini per la loro smania di potere e protagonismo, a volte lo era Bossi per la sua indole settaria e razzista. Oggi a detta di Bersani, lo e' Grillo (peccato che il leader del M5S non accetti il contraddittorio), solo per aver detto che gli attuali dirigenti del PD sono ridotti a livello di zombie.
Ma perche', negli ultimi anni, la sinistra italiana cosa ha fatto? Il suo univoco e primario obiettivo e' stato quello di inseguire il fantasma di Berlusconi per fini propagandistici, ma, all'atto pratico, ha sempre consentito sia il perpetuarsi delle ruberie e degli abusi di Palazzo, sia quelli privati del Cavaliere, permettendogli di mantenere tutti i suoi privilegi, a cominciare dal mai risolto conflitto di interessi.
La sinistra italiana e' da tempo divisa al suo interno. L'ala cattolica  non ha mai convissuto pacificamente con quella progressista, troppo diverse le loro origini. Anche nell'Ulivo di Prodiana memoria, la convivenza allargata fu un esperimento mal riuscito. Prevalsero logiche di bottega e di mera sopravvivenza parlamentare, rispetto agli interessi generali. La componente radical chic poi, negli ultimi anni, nei suoi discorsi da salotto (ma anche in veri e propri happening televisivi molto seguiti) ha progressivamente perso di vista le esigenze della classe operaia ed i diritti primari delle categorie piu' disagiate. Per combattare un solo uomo, una parte molto ampia della politica italiana, ha perso di vista le esigene di milioni di cittadini.
La sinistra inoltre, si e' trovata d'improvviso castrata della sua assai presunta superiorita' morale. Ci si e' resi conto che i suoi esponenti politici rubavano come altri, erano collusi come tanti, potevano essere corrotti o corrompere alla pari di tanti uomini politici di questo Paese.
Forse, a breve, per la palese mancanza di avversari e non certo per i suoi meriti, quella che oggi si vuol far ancora chiamare sinistra in questo Paese, riuscira' anche a governare. Ma cio' non toglie, che questa sinistra, nonostante in Italia al momento non esista piu' una destra, così come e' concepita e strutturata, ha grossi limiti.

A PRESTO DA VOI

A chi mi segue chiedo scusa se in quest' ultimo periodo scrivo con minor frequenza.
L'agriturismo mi sta impegnando molto di piu', da quando sono passato ai fornelli (il cuoco torna a settembre).

Appena avro' tempo, vorrei parlare di vari argomenti, come ad esempio lo stallo politico che si prefigura in autunno, causato anche dall'incertezza in merito alla nuova legge elettotrale da realizzare o delle prime critiche ricevute dal Sindaco De Magistris, un primo cittadino che, ultimamente, e' sempre piu' interessato dalle vicende che hanno luogo lontano da Napoli (vorrebbe creare una lista politica nazionale per le prossime elezioni del 2013). Forti  polemiche ha suscitato la sua intenzione di fare un quartiere a luci rosse in citta'. Staremo a vedere.
 
Potrei parlarvi anche della crisi del settore agricolo, specie nella provincia di Caserta, un comparto che vive ormai una situazione di non ritorno, tra difficolta' degli imprenditori ed assenza delle istituzioni preposte.
 
Per adesso vi auguro buona domenica!
 
P.S. E' iniziato il campionato, pare che il copione (anche l'atteggiamento arbitrale) sia lo stesso...

martedì 21 agosto 2012

AMBIENTALISMO AD OROLOGERIA

Tanto rumore intorno all'Ilva di Taranto. D'improvviso ci si accorge che il sito industriale e' inquinato e che le maestranze non possono svolgere attivita' lavorative al suo interno, senza mettere a repentaglio la propria salute. E il sindacato in tutti questi anni dove era? Perche' la magistratura si muove solo adesso? Si moriva di tumore in silenzio, senza che nessuno protestasse. Possibile?
Bah, a me pare una strana coincidenza. In che senso? Il nostro PIL e' fermo, anzi e' in contrazione. Quale momento piu' propizio che aprire un'indagine e mettere a riposo temporaneo la piu' grande acciaieria del Paese? Si dovra' mettere a regime l'impianto, rispettando i vincoli di sicurezza per i lavoratori. I tempi previsti? Ma quando mai i tempi di esecuzione vengono rispettati in questo Paese? Allora meglio fare un po' di rumore, diventare tutti ambientalisti e moralisti convinti.
Per l'Ilva di Bagnoli a Napoli, ormai chiusa da decenni, si sente parlare di bonifica da tempi immemorabili. Sta di fatto che l'area e' ancora inquinata, dismessa, per non dire abbandonata. La vecchia giunta regionale di Bassoliniana memoria la fece diventare l'epicentro di qualsiasi iniziativa progettuale. Dall'epoca, eccetto un museo al suo interno, nulla e' stato fatto per riconvertire la zona. Non a caso, in merito alle ultime prove di qualifica della prossima America's Cup, in cui Napoli riuscì ad avere la candidatura, il comitato organizzatore si oppose all'ipotesi di disputare le gare nello specchio d'acqua antistante l'ex acciaieria, a causa di consistenti rischi per la salute dei velisti. In quella circostanza pero', la cosa passo' in secondo piano. Si doveva fare in fretta e portare l'evento in citta', ad ogni costo. Le gare furono portate a Napoli con il placet delle varie amministrazioni locali (Regione, Provincia, Comune, Unione Industriali e Comitato Bagnoli Futura) che, all'atto dell'indicazione di Bagnoli, credo gia' sapessero che era improponibile portare l'America's Cup in acque contaminate, nonostante ci si impegnasse per l'ennesima volta a riqualificare l'area interessata (leggi articolo dell'epoca). Il rischio fu per così dire calcolato. Mal che andasse, le gare sarebbero state svolte sul lungomare di Via Caracciolo e non su quello di Bagnoli (facente parte del golfo di Pozzuoli) per la quale sfumo' l'ennesima colata di finanziamenti dissoltisi nel nulla.
Cosi fu. La citta' ebbe l'evento. Bagnoli e' ancora inquinata.



sabato 18 agosto 2012

LA FINTA GUERRA ALLO SCONTRINO

Anche Monti, in pochi mesi, ha imparato a fare propaganda, usando attentamente la giusta terminologia mediatica, a seconda degli argomenti trattati.
Dapprima ha insistito sul concetto di "luce" che si intravede (il problerma e' che la vede solo lui) alla fine del tunnel, ma intanto la persistenza della crisi e' sotto gli occhi di tutti.
Ora parla di "guerra" all'evasione. Per l'occasione ha sguinzagliato per l'ennesima volta, i suoi fidi finanzieri in un scenografico porta a porta in quelli di Capalbio ( terre frequentate dalla borghesia di sinistra e non dagli imprenditori cafonal che si recano a Cortina - localita' controllata lo scorso inverno), alla ricerca di qualche proprietario di villa che non ha registrato il contratto per l'affitto estivo.
Nel frattempo anche lui, non solo i precedenti professori di sinistra, non ha ancora legiferato sull'eliminazione del conflitto di interessi.
Ha mantenuto poi, un' irrisoria penale sanzionatoria del 5% sugli evasori totali e una legge sul falso in bilancio, di Berlusconiana memoria, che a definirla barzelletta e' poco offensivo. Non si e' interessato in nessun modo, nel prendere provvedimenti concreti in merito alla lotta alla corruzione, un bubbone che ci costa circa 100 miliardi di euro l'anno.
Non si permette di mettere becco nei bilanci dei partiti, ne' in quelli delle cooperative di qualsiasi colore. Indossa l'elemetto del  "guerriero mediatico" ma nel frattempo dimentica o finge di dimenticarsi che le piccole e medie imprese italiane attendono (invano) oltre 120 miliardi di crediti dallo Stato, pagando cio' nonostante, le tasse piu' elevate tra i paesi occidentali, anticipando nel contempo l'IVA, senza vedersi pagare le fatture.
Quello che Monti non riesce a capire e' che con questo stato di polizia fiscale, i veri ricchi gia' sono andati altrove ( Austria, Slovenia, Romania e nord-Africa - basta vedere come sono deserti i pontili delle maggiori localita' turistiche della penisola ) i capitali provenienti dalle loro attivita' rimangono saldamente in Svizzera, chi vorrebbe investire si tiene a debita distanza dal nostro Paese e che la guerra allo scontrino lo vedra' sconfitto, perche' l'IVA recuperata nel breve periodo, sara' poi nuovamente persa, poiche' tante aziende chiuderanno definitivamente battenti e, forza maggiore, le tasse non le pagheranno piu'.
Chi lo ha compreso invece, sono i tanti immigrati che iniziano ad abbandonare il nostro Paese in cerca di migior fortuna.

mercoledì 15 agosto 2012

FERRAGOSTO AI FORNELLI

Un saluto a tutti e un augurio un po' in ritardo per un buon fatto ferragosto!
Io ero a lavoro in azienda ma oggi ero ai fornelli, per la mia prima volta.
Dopo una settimana di rodaggio, ho affrontato il "test" dell'Assunta, per cimentarmi in cucina.
E' andata abbastanza bene, c'e' stata qualche piccola disattenzione ma, nel complesso, la prova a detta dei miei clienti, e' stata superata.
Sono stanco ma soddisfatto. La cucina mi inizia a piacere. D'altronde avendo avuto un maestro al mio fianco per 9 anni, qualcosa avro' pure imparato.
Il mio chef ad agosto va in ferie ma quest'anno ho preferito calarmi io in questo ruolo e non chiamare sostituti. 
Ho avuto clienti nuovi ma anche alcuni di affezionati che in un primo momento, hanno avuto dei dubbi nel vedermi in altra veste. Avere proprio da loro i complimenti, mi ha davvero inorgoglito.
Un grazie a tutti loro specialmente a chi, da poco frequenta l'azienda e subito ci ha fatto ritorno.
Vi adoro!


martedì 14 agosto 2012

IL MONDO CORRE. NOI SIAMO FERMI

Bellissima la cerimonia di chiusura dei giochi olimpici di Londra. Si respirava un'atmosfera magica nella capitale inglese. Annie Lennox, George Micheal, sottofondo dei Beatles e di David Bowie, top model in passerella trasportate da auto rigorosamente british.
Londra ha fatto vedere la sua grandezza, espressione di una potenza che domino' mezzo mondo fino a meno di un secolo fa. Tanti must made in Great Britain da esportare,  difficilmente imitabili dai "professionisti" del copia ed incolla cinesi.
Fra 4 anni,  il braciere olimpico sara' acceso a Rio de Janeiro, citta' simbolo di un paese che e' diventato in pochi anni la piu' forte potenza economica del sud-America, non dimenticando che, due anni prima, nel 2014, sempre a Rio, saranno disputati i campionati mondiali di calcio.
E noi? Saremo imbottigliati ancora sulla Salerno-Reggio Calabria e, probabilmente, ancora illusi dalle farneticazioni di Silvio Berlusconi, omologati nel pensiero per i format della De Filippi, traditi dai nostri idoli del calcio perche' coinvolti in altre torbide vicende legate alle scommesse.
Povera Italia, sempre piu' lontana dai paesi che contano, costretta nel breve, a mettere in  "svendita" il suo patrimonio artistico ed architettonico o ad assistere al suo materiale collassamento, come sta avvenendo per gli scavi di Pompei.
Nello sport siamo tra le prime 8 nazioni al mondo. Nella realta' quotidiana, specie nell'ambito economico-sociale siamo davvero indietro, con un debito pubblico che ormai sfiora i 2.000 miliardi di euro. A livello politico poi, siamo da terzo mondo, mentre paesi che ne facevano parte, stanno combattendo per accedere finalmente, a forme di civile democrazia. Evidentemente e cio' che meritiamo. Negli ultimi 50 anni, abbiamo votato sempre gli stessi partiti. Negli ultimi 20, le stesse persone. Non saremo mai capaci di sovvertire il sistema ma rimarremo piu' inclini a trovare un piccolo pertugio, per poterne farne parte.
Il mondo corre, noi per troppo tempo abbiamo camminato. Adesso ci siamo fermati e si vede!