venerdì 24 luglio 2009

NORMALITA': OPACO SPECCHIO DELL'IO

Cosa e' normale? Molti vedono la normalita' come un innato atteggiamento, una interiore predisposizione, un indotto comportamento di emulazione, finalizzato a vedere nell'altrui soggettivita', la proiezione del proprio io.
A volte, cio' non e' altro che una lenta, pigra, ipnotica forma di "catarsica" autoidentificazione.
L'altro, finisce di essere un soggetto definito, diventando una sorta di replicante, in cui immedisimarsi. Uno specchio spesso opaco, impolverato, dove il guardarsi si tramuta in disperata ricerca della propria interiorita' o meglio, quella parte di essa a cui tendiamo e che vorremmo mutasse, di pari passo al mutare schizzofrenico della realta' che ci circonda.
Cio' determina, inevitabilmente, una standardizzazione dei nostri comportamenti, una omologazione appiattita, sterile, asettica del nostro proiettarci verso l'esterno.
Meglio allora chi viene additato come "a-normale". L'eccentrico, l'anticonformista, l'istrionico, l'idealista, il sognatore, il romanticamente naif; colui il quale, vive la realta' attivamente, la trasforma, ne assorbe i suoi umori, ne avverte le vibrazioni, ne intercetta il mutamento, coglie l'attimo e ne vive l'intensita'.
Anormale, e' colui che si mette in discussione, accetta la sfida, il cambiamento, soprattutto non teme l'altrui giudizio.
Anormale, e' chi si tuffa nelle acque gelide del mare di marzo, chi va a ballare dopo un lutto, chi supplica ancora dopo l'orgasmo, chi dice no sull'altare, chi aspetta anni pur di veder realizzato un sogno.

mercoledì 22 luglio 2009

POVERA NAPOLI, UNA CITTA' FRUSTRATA

Ci risiamo. Come ogni anno, il problema balneabilita' sulle coste tra Napoli e il litorale domizio, fino alla foce del fiume Garigliano, si ripresenta.
Oltre al normale inquinamento, questa volta c'e' stata anche la rottura del depuratore di Cuma. Risultato: chilometri di costa impraticabili, danno ai gestori dei lidi e disagi ai bagnanti, i quali, gia' in precedenza, non nuotavano di certo in acque cristalline. La scia di schiuma e sporcizia si e' spinta fino a largo, lambendo anche il canale di Procida, mettendo a repentaglio anche i bagni dei piu' fortunati possessori di natanti e non offrendo, come al solito, una bella immagine della nostra citta' ai tanti turisti presenti.
Vietata anche la vendita di cozze e mitili allevati al largo delle coste. In questi casi, la precauzione e' d'obbligo. Ingenti i danni anche nel settore ittico, per tutti gli operatori.
Nel frattempo si continua a morire ammazzati. Ennesimo omicidio di camorra nel centro di Napoli.
Trucidato a colpi di pistola (tre sparati a distanza ravvicinata al volto) tra la folla, Pasquale Esposito di 31 anni. La sfida senza fine tra clan rivali, continua.
Morire in questo modo a Napoli non fa piu' notizia. Dall'inizio dell'anno, e' salita a 47 la conta dei morti, tra la citta' e il suo hinterland. Una vera mattanza, quasi un morto ogni 4 giorni. Un dato che deve far riflettere, se si considera il grande dispiego di uomini e mezzi imposto dallo Stato per far fronte al problema della macro-criminalita'.
Ieri sono andato al concerto di Enzo Avitabile, tenutosi a Castel Sant'Elmo.
Dalla fortezza si scorgeva un panorama mozzafiato. Napoli sembrava una dea dormiente, sotto le stelle, distesa sotto il Vesuvio e cullata in lontananza dall'isola di Capri.
Mi chiedevo: perche' tanta bellezza deve essere frustrata dallo scempio in cui la citta' e' sprofondata? Cosa e' rimasto di quella che fu un tempo, dimora della cultura greca e poi romana del mediterraneo?
Credo purtroppo che non bastera' piu' una semplice cartolina, per emozionare l'immaginario collettivo circa il fascino e le bellezze di questa terra.
E' arrivato il momento in cui e' necessaria una rivoluzione culturale.

domenica 19 luglio 2009

LA "CADUTA" PAPALE

Papa Benedetto XVI rivolgendosi ai fedeli nella sua ultima apparizione, ha affermato di non dover cedere allo scoramento, dinanzi alle difficolta' del delicato momento storico che stiamo vivendo, dove un numero sempre piu' consistente di persone vive, anzi, sopravvive, affrontando difficolta' enormi dal punto di vista economico, difficolta' che spesso diventano forma di scoramento esistenziale, di profonda e costante erosione nella sicurezza del proropio io.
Il Santo Padre, nell'Angelus tenutosi a Romano Canavese, ha rivolto un'esortazione alle famiglie che soffrono a causa della crisi e della disoccupazione: "non scoraggiatevi" ha affermato Benedetto XVI, rivolgendosi agli abitanti della zona di Ivrea. In sintesi un appello o se vogliamo un "invito di facciata" rivolto in senso più ampio a tutte le famiglie italiane che cercano di sbarcare il lunario.
Il Pontefice ha ribadito in modo marcato, quanto questo tema gli stia a cuore. Il Papa ha poi aggiunto: " La Provvidenza aiuta chi opera il bene e si impegna per la giustizia, aiuta quanti non pensano solo a sè, ma anche a chi sta peggio di loro ". Ha rammentato come il popolo italiano sia sempre stato abituato ai sacrifici, alle rinunce. Un popolo che conobbe l'emigrazione di inizio 900' per poi assaporare il benessere, diventando l'Italia, meta o se vogliano "illusorio eldorado" per migliaia di disgraziati che vedono il nostro paese, come una sorta di accecante e distorto miraggio, prima di confrontarsi con le reali difficolta' esistenti.
Penso che dopo la sfortunata caduta che ha procurato al Santo Padre un lieve infortunio, maggiore sia stato lo scivolone commesso sul generalizzare circa lo stato psicologico di chi veramente sta affrontando una sorta di "via crucis" esistenziale.
Per Berlusconi, si deve affrontare la crisi con un dinamico ottimismo.
Per Benedetto XVI, giustamente, la speranza di un futuro migliore, e' innanzitutto una questione di fede.
Amen!

venerdì 17 luglio 2009

UN VENERDI 17 INDIMENTICABILE. INCONTRO KAY RUSH

Chi l'ha detto che venerdi' 17 porti sempre sfortuna?
A Napoli specialmente, la superstizione e' d'obbligo. Quando viene questa coincidenza nel calendario, tutti sono leggermente preoccupati di cosa attende loro durante la giornata. Si iniziano a far scongiuri e riti scaramantici.
Io invece, ho avuto la fortuna di coronare un sogno, di vedere realizzato un desiderio.
La mia amica Kay Rush, scendera' a Napoli, precisamente a Battipaglia, dove portera' il suo Unlimeted, un concentrato di musica cool-deep-house di grande tendenza, sonorita' esclusive per atmosfere eleganti.
Sono tanto emozionato. Incontrero' una persona( l'accompagnero' personalmente) che e' stato un riferimento per noi ragazzi degli anni 80'. Ancora oggi, il suo fascino resta immutato, così come la sua inesauribile energia, il suo dirompente dinamismo.
A proposito, per tutti gli amici campani, che seguono il mio blog, venite a Battipaglia stasera, ascolterete musica di grande livello. Vi giro il link di dove si terra' l'esclusivo il beach party
Il venerdì 17, non e' stato mai così bello!

lunedì 13 luglio 2009

GRILLO: DALLA PIAZZA ALLA POLTRONA

Grillo si candida alle primarie del PD. Nessun clamore, il Beppe nazionale, di politica ne faceva da tempo.
Il moralizzatore di piazza, il salvatore delle coscienze italiche, il giullare che ha interotto l'ipnotico girotondo concentrico della sinistra radical chic, l'urlatore del vaffanculo a cui non piace il contraddittorio, l'ecologista che come propulsione per i suoi natanti preferisce i potenti motori turbo diesel al silenzioso ondeggiare delle vele, scende ufficialmente in politica.
Grillo non forma un suo partito, una sua corrente, come era nella logica- che fortuna avrebbe avuto?- ma va a tuffarsi nel calderone post-catto-comunista denominato PD, in piena crisi di identita', consenso, valori, idee, programmi, uomini. Non ha il coraggio di trascinare nella "rete" i suoi seguaci, replicanti urlanti, piu' inclini alla protesta ed al chiasso da piazza che alla programmazione fattiva.
Ci e' cascato anche lui. Si getta nella mischia, con la pretesa di moralizzare una corrente politico- ideologica che ha smarrito la sua identita'.
E i leader del PD cosa dicono? D'Alema lo accogliera' a bracce aperte? Fassino, Rutelli, Bersani, Rosi Bindi, Finocchiaro, andranno ai suoi dibattiti? E lui continuera' ad urlare nelle piazze o si dara' un tono da intellettuale per sedersi a fianco di Travaglio, quando Santoro iniziera' nuovamente i nuovi programmi autunnali? La politica non andava svecchiata?
Penso che la mossa di Grillo sia un altro autogol per il PD. Dividera' ulteriormente un partito in crisi di identita' e indirettamente dara' un bel assist alla destra che avra' tanto da argomentare su questa scelta.
Inoltre lo stesso Grillo avra' delle spiacevoli sorprese. Molti dei suoi seguaci lo abbandoneranno, non condividendone la scelta.
La casta si combatte dall'esterno, non di certo, impregnandosi del suo fetido unto.

giovedì 9 luglio 2009

SILENZIO

Il silenzio e' parte del nostro essere.
Lo cerchiamo per riflettere, per isolarci, per fuggire, per colmare i nostri vuoti, per esorcizzare le nostre paure.
Il silenzio e' anche calma, beatitudine, conforto, proiezione intima e intimistica del vissuto interiore, ricerca di armonia e benessere.
Nel silenzio ricordiamo meglio, riflettiamo maggiormente, sentiamo il nostro io nascosto piu' vicino, cerchiamo da esso risposte che spesso non troviamo.
Il silenzio a volte, pero', si trasforma in un vuoto pesante che permea la nostra mente, ci opprime, diventa assordante, invadente. Cerchiamo di prenderne le distanze ma sovente ci insegue, avvolgendoci nelle sue tenebre.
Anche nella nebbia del nostro negativo silenzio, dovremmo avere la forza di captare il giungere di un nuovo ed impercettibile suono, piccola luce di rinnovata speranza.
Suoni, rumori, fruscii appena accennati, frammenti di sensazioni vissute che ritornano alla nostra mente, dandoci quella forza che costantemente cerhiamo.
Il rumore di una goccia d'acqua che cade in un vaso di rame, il batter d'ali fulmineo di un gabbiano, l'improvviso ondeggiare delle foglie di un platano appena sfiorate dal vento, l'allegro scoppiettio della legna che arde in un pomeriggio d'inverno, la carezza del mare senza onda all'aurora, quando l'acqua si adagia alla sabbia e la sfiora.
Teniamo lontano da noi il silenzio cupo e assordante, tendiamo verso silenti forme di interiore armonia rigenerante.
Nel silenzio, non perdiamo la fede.

martedì 7 luglio 2009

JACKSON: SOLO FINO ALLA FINE

Molto emozionante la diretta di Italia1 sull'ultimo saluto a Michael Jackson. Nello studio molto partecipati, gli interventi di Linus e dell'amica Kay Rush - che vedro' a breve.
La commemorazione tenutasi a Los Angeles, evidenzia come a parte il calore dei suoi fans, l'artista vivesse ormai da tempo un buio periodo di solitudine.
Sommerso dai debiti e dalle sue fobie, lontano dalla scena da troppo tempo, in molti forse da lui avevano preso le distanze, non potendo godere dei vantaggi del suo genio, vivere di sua luce riflessa.
Anche nell'ultimo atto della sua esistenza terrena, fin troppi big della musica, dello spettacolo, del cosiddetto star system, erano assenti.
Tra i cantanti presenti, eccetto Lionel Richie, Stevie Wonder, Maria Carey, pochi davvero i grandi.
Mancavano in tanti, da Diana Ross a Gloria Gaynor, da Elton John a Madonna (chissa' forse tutti avevano concerti in questo periodo, come gli U2 anche loro assenti).
Capita sempre così. In vita, all'apice della notorieta', tutti sono vicino al fuoriclasse. Al primo declinio, tutti si allontanano, sapendo che al "ricco banchetto" sono finite le portate.
Comunque non conta chi c'era e chi no - da sottolineare comunque l'assenza della famiglia Clinton a cui Jackson fu molto vicino - Significativo invece, e' che l'artista nel suo pirotecnico e, al tempo stesso, tormenato percorso di vita fatto di luci e ombre, ha dato molto di piu' di quanto non abbia ricevuto, non in termini di denaro, ma di affetto, calore, vicinanza - quella degli appossionati, spesso soffocante, era altra cosa.

sabato 4 luglio 2009

G8, A TREMARE E' IL PIANETA

Il G8, "traslocato" dalla Sardegna in terra d' Abruzzo per volere del Premier, fa preoccupare i grandi del mondo.
La terra continua a tremare. Finanche Berlusconi, usa il termine "preoccupazione" per sottolineare l'apprensione crescente per il grande appuntamento che vedrà L'Aquila diventare la capitale del mondo.
Si ipotizzano spostamenti logistici in extremis, piani di emergenza, repentine evacuazioni, allestimenti degli incontri in aule bunker. Addirittura il Premier inglese, Gordon Brown, si tiene allenato sostenendo un corso di sopravvivenza per prepararsi al peggio.
Come da copione, ormai reteirato, il G8 si annuncia più un happening scenografico di stampo hollywoodiano che un significativo appuntamento incentrato sulle difficili sorti del pianeta.
I problemi relativi all'economia globale ancora in fase di stallo, all'inferno Afghanistan, alle critiche condizioni medio-orientali, all'irrisolto problema israelo-palestinese, passano in secondo piano rispetto le drammaticità contingenti di una terra, quella abruzzese che col suo dramma e, con la ricercata enfasi da spettacolarizzazione dello stesso, consentirà di sminuire problematiche di più ampio respiro e di più remota origine.
La terra di Abruzzo continua a tremare per cause naturali. Il pianeta terra invece, per lo scarso decisionismo dei grandi.

mercoledì 1 luglio 2009

INCONTRO CON ENZO AVITABILE


Oggi alla Feltrinelli di Napoli in Piazza dei Martiri, ho avuto l'onore di conoscere un grande artista napoletano: Enzo Avitabile.
L'occasione era la presentazione della suo nuovo lavoro musicale, dal titolo Napoletana, che avra' la sua presentazione ufficiale al Museo Madre il prossimo 2 Settembre.
Ho conosciuto un autore dall'elevatissimo spessore culturale, un cantante che trasferisce nelle sue opere, il suo vissuto, da lui stesso definito come magma in continuo movimento.
In quest'ultimo lavoro, Avitabile lascia per un attimo il suo percorso artistico dell'ultimo periodo, quello per intenderci caratterizzato dalla ritmicita' ribelle dei Bottari, per trasferirsi in modo quasi "mistico" verso l'essenza della musica antica napoletana - da qui il titolo dell'opera -
L'artista recupera l'antico "lirismo" della melodia napoletana, con brani classici, pietre miliari della tradizione canora all'ombra del Vesuvio, dove la parola cantata diventa essenza reale e verace dell'opera, dominando e prevalendo alla stessa musicita', tipica partenopea.
E' la parola stessa, in questo lavoro, a conferire e trasmettere suono, vibrazione, melodia.
Napoletana e' l'esempio di innovazione nella tradizione. Guardare avanti - Avitabile asserisce di essere sempre un attento osservatore del cambiamento che ci circonda - non dimenticando e rinnegando la tradizione, la tipicita' unica del canto napoletano, espressione che lui vuol presentare non in chiave popolare ma "popolana".
Quindi un' opera semplice nella sua complessita' di riadattamento, essenziale, cruda, diretta, quasi mistica, spogliata da fronzoli per cosi' dire folkloristici ma esaltata da quella autenticita' tipica partenopea. Un'opera da ascoltare nei teatri, nelle chiese, nei musei, poiche' bisognevole di un coinvolgimento piu' intimo e viscerale.
Si canta la sofferenza - una forma di vissuto lamento interiore - che una volta poteva essere rappresentato dai canti contandini, oggi da quelli metropolitani post-industriali.
E' un Avitabile molto diverso da quello di alcuni anni fa. Meno ribelle, sicuramente piu' profondo. Un 'artista sensibile, attento a trasferire un autentico sound qualitativo, molto distante da quelle sonorita' di massa che ultimamente hanno oscurato lo spessore artistico della melodia napoletana.

domenica 28 giugno 2009

"PESSIMISTI": TUTTI ZITTI

Dobbiamo sorridere, essere felici - magari abbronzati e con il lifting appena rifatto - non catastrofisti, per niente allarmisti.
I soldi sono pochi? Non fa niente, basta non pensarci troppo. Chi lo fa, e' un pessimista, anzi peggio, uno iettatore.
Il Premier se la prende con i media. Secondo il suo "imparziale tele-parere", gli organi di informazione sprigionerebbero crepuscolarita' ed oscurantismo a iosa, a mo' di una grossa spargisale, su di un impervio percorso ghiacciato.
Il Premier, come spesso accade, e' un po' distratto - certo a lui le "distrazioni" non mancano...
Berlusconi dimentica che tali "presagi nefasti", sono venuti da due autorevoli organi Istituzionali, come la Banca d'Italia, per bocca del suo Governatore Draghi e da Confindustria, con le dichiarazioni non certo ottimistiche del suo Presidente, Emma Marcegaglia.
Per entrambi gli organismi, il futuro non e' per niente roseo, specie nel breve periodo.
Anche in questo caso, ci troviamo dinanzi a "schierati fiancheggiatori" pessimisti, indottrinati da quella stampa anti-berlusconiana, pronta a pugnalare il Premier alle spalle?
Nella vita serve ottimismo, sempre, ci mancherebbe. Ma una cosa e' la solare e positiva componente caratteriale dei singoli, altro e' confutare una realta' cruda, quale l'attuale situazione economica interna ed internazionale.
Se ci sono tanti soldi, perche' il Governo non completa rapidamente la Salerno-Reggiocalabria, iniziando magari a porre la prima pietra del Ponte sullo Stretto?
In quel caso, veramente staremmo tutti zitti.


venerdì 26 giugno 2009

MICHAEL JACKSON: IL GENIO HA SPENTO LA LAMPADA

Un grande artista se ne e' andato.
Micheal Jackson e' morto a Los Angeles. Il genio ha spento la lampada, non e' piu' tra noi.
Come i grandi geni, spesso l'artista americano, e' stato incompreso.
Amato fino al delirio dai suoi fan, criticato, messo in discussione dall'opinione pubblica e dagli addetti ai lavori.
Stritolato dal suo stesso essere personaggio, vittima dei suoi eccessi e delle sue fobie, spesso viene sminuito o addirittura dimenticato il notevole talento naturale dell'artista, campione mondiale di vendite.
I numeri sono indiscutibili.
Ancora oggi, l'album Thriller del 1982, con 109 milioni di copie vendute, e' il disco piu' venduto nella storia della musica. Nel 1987, l'album Bad ne vende 30 milioni e nel 1991, Dangerous, arriva a 32 milioni.
Ha creato un genere unico, inimitato ed inimitabile.
Corpo, danza, musica, voce, effetti speciali, creazione del mega evento, diventano elementi contraddistintivi che si fondono in un tutt'uno grazie all'inventiva dell'artista, ne caratterizzano il genere che da subito, si trasforma in fenomeno di massa.
Jackson, non e' solo un cantante, ben presto diventa un'icona.
A differenza di altri grandi, lui in vita, era gia' leggenda, mito di un'epoca.


giovedì 25 giugno 2009

EQUILIBRIO

Dirompente positivita' mi reintegra, rigenera la mia mente, pervade il mio spirito.
Il cammino d'improvviso diventa meno impervio, l'orizzonte piu' libero, sgombro.
Sorgente fresca da ristoro al mio viaggio, riposo alle mie membra.
Brezza leggera e costante, soffia alle mie spalle, rendendo meno infuocato il tragitto.
La piccola cala, diventa porto sicuro, abbasso le vele e guardo le stelle.
Linfa vitale rinforza il mio corpo, ossigena i miei pensieri, regola il mio tempo.
Il giardino rigoglioso, si alimenta di sola brina notturna.
Per un attimo riesco a fermarmi, a contemplare, a rendere nitido, spontaneo il mio proiettarmi.
Divento oriente, attesa, passaggio d'acqua sotto i ponti, diluvio che gonfia la foresta.
La luce risorge. E' piu' intensa. I colori piu' vivi. Il suono piu' armonico. I sapori piu' dolci.
Riesco a riflettere con maggior distacco, minor partecipazione, recuperato equilibrio.
Gli errori commessi diventano saggi consigli, semi da mettere a dimora in luoghi diversi.
Le cicatrici di una vita, diventano direttrici guida del mio percorso.
Le mete future, non sono piu' sfide ma ambiziosi progetti.

lunedì 22 giugno 2009

CRISI IRANIANA, MINACCIA PER TUTTI

La crisi iraniana nonostante la sua cruda dirompenza, non riesce a diventare un problema internazionale.
Le diplomazie dei vari paesi si limitano a comunicati di circostanza. Non si vuole determinare una crisi dalle dimensioni incontrollabili.
E gli Stai Uniti, cosa fanno? Obama prendera' una posizione piu' netta, decisa, incontrovertibile? Il suo aprirsi al mondo islamico, era una butade propagandistica o un concreto fine da realizzare con il lavoro diplomatico? Puo' coesistere l'Islam con la democrazia? E se cio' non e' garantito, e' opportuno intervenire?
Le ultime crisi internazionali, in ordine di tempo, sono state i passati bombardamenti in Palestina, in un periodo di vacatio di potere alla Casa Bianca - il Presidente era eletto ma non insediato - e la crisi del Tibet, a ridosso degli ultimi giochi Olimpici.
Nonostante le due questioni, restano pressoche' irrisolte, le diplomazie fecero palesi sforzi per raggiungere provvisori compromessi.
Da un lato, i bombardamenti israeliani spaccarono inevitabilmente l'opinione pubblica in filo-americani e anti-americani, dall'altro l'evento sportivo organizzato dalla Cina, gigante asiatico e nuovo colosso dell'economia globale - nella scorsa estate non sapevamo ancora dell'imminente crollo della Borsa Americana e dell'economia reale mondiale - furono eventi di tale portata che non potevano far rimanere distaccate le democrazie piu' evolute.
Le stesse democrazie, oggi, prendono atto impotenti, del dilagare dell'oppressione da regime, perpetuata in Iran. Ma non intervengono in modo concreto per fermare lo strapotere del suo dittatore, Akhmadinejad. Tutti restano alla finestra, tutti aspettano la prima mossa americana.
Quella parte del mondo, e' da tempo una bomba inesplosa troppo pericolosa perche' qualcuno abbia il coraggio di disinnescarla.
In Iraq, dietro la ricerca di esportare la democrazia, c'era il palese fine di controllare una fetta di mercato petrolifero non indifferente. Stessa cosa di riflesso, dicasi per l'Afghanistan.
In Iran, provocare una crisi diplomatica o addirittura far "sentire" una maggior presenza occidentale nelle varie basi dislocate in medio oriente, potrebbe equivalere ad accendere la miccia di un grosso conflitto, anche in virtu' delle innumerevoli dichiarazioni del suo leader, il quale e' sempre piu' consapevole del suo potere e della sua influenza in medio-oriente.
Speriamo che in queste settimane si arrivi ad una qualche apertura da parte del regime, altrimenti il prossimo vertice del G-8 in Italia, diventera' un incontro dalle delicate ripercussioni internazionali.
Se la questione iraniana e medio-orientale, nel suo insieme, non sara' risolta nel breve periodo, le conseguenze cadranno su tutti e saranno anche piu' incisive, visto il perdurare della crisi economica globale.

sabato 20 giugno 2009

CERCASI RONDE MARINE

Il problema sicurezza fu uno dei cavalli di battaglia delle passate elezioni del 2008.
In Campania oltre il dramma spazzatura, anche quello della criminalita' fu un tema molto battutto nelle promesse, pardon, impegni, da parte dell'attuale Premier.
All'epoca non esisteva "ufficialmente" Noemi e Berlusconi sovente veniva all'ombra del Vesuvio, per dare conforto a noi poveri napoletani, per infondere speranze per un domani diverso.
La spazzatura e' sparita- chissa' dove e' finita... - la criminalita' resta un problema dilagante, dalle connotozioni ormai sociologiche.
I morti ammazzati non si contano piu'. La percezione di sicurezza a Napoli resta molto labile, evanescente, eterea. La movida notturno e' un rigordo lontano. In citta' vengono puniti gli esercizi commerciali che aprono al pubblico abusando di qualche metro di marciapiede, ma non si fa nulla di concreto per fermare una criminalita' ormai dilagante, un fenomeno che per le sue proporzioni sta diventando una componente "normale" dell' humus metropolitano.
In questo caso, chiaramente, le responsabilita' non sono esclusivamente dell'amministrazione locale che da sola non puo' arginare tale fenomeno.
C'e' bisogno di un intervento massiccio del governo centrale. Da queste parti, vista la dilagante macrocriminalita', lo scippo, la rapina, il furto d'auto diventano reati "banali", perdita di tempo per gli organi inquirenti, impegnati estrenuamente per indagini di maggior rilievo e delicatezza.
Eclatante l'ultimo episodio di pirateria marina.
Venerdi, alle 20.00, a largo di Posillipo, un gommone con tre uomini a bordo si avvicina ad un grosso motoscafo. Gli uomini saliti a bordo, armati di mitragliette, derubano dei loro effetti personali gli occupanti il natante, prima di imporre loro di gettarsi a mare - uno di loro ha implorato di poter indossare prima un salvagente non sapendo nuotare -
Napoli ultimamente non finisce mai di stupire, ahime' in peggio. Al nord le ronde sono una realta'. Da queste parti, servirebbero anche quelle marine. Non sommozzatori in pensione, ma lagunari scelti, armati fino ai denti.
...chissa' se una volta presi i delinquenti e scontata la loro pena, non rischieremmo di ritrovarceli come guide turistiche regionali, esperte nell'accoglienza ai turisti, magari per le gite nel golfo...

giovedì 18 giugno 2009

I CITTADINI FUGGONO DAI PROIETTILI. I POLITICI DALLE LORO RESPONSABILITA'

Il video choc, dell'uccisione del giovane romeno, avvenuta alla fine di maggio, ha fatto il giro del mondo. L'eccidio, accaduto all'interno della metropolitana, nel centralissimo quartiere Montesanto, come era prevedibile, ha alimentato il solito polverone di polemiche e di innumerevoli interpretazioni sociologiche. Tutti come al solito, sono intervenuti al capezzale di una citta' in coma profondo.
L'imprenditoria "impegnata", il baronato universitario, l'associazionismo anticamorra, il mondo dei professionisti e i tanti "intellettuali" ( molti dei quali da tempo fuggiti da Napoli per poi profetizzarne il crepuscolo dai loro salotti romani ) fanno sentire la loro voce.
Nei loro interventi, mettono in salvo lo spirito di abnegazione, altruismo e soliderieta' che cottradistingue il popolo partenopeo, sempre pronto ad adoperarsi per il prossimo. Tale predisposizione caratteriale stride ovviamente con il modo crudo in cui la povera moglie del romeno ancora agonizzante, sia rimasta sola, nella totale indifferenza dei passanti, impegnati a dileguarsi in fretta dal luogo dell'eccidio.
Inmancabile l'intervento del sindaco. La Iervolino afferma che anche nella "nordica" Milano, i passanti sarebbero scappati per salvaguardare la propria incolumita'. Cio' e' vero, ci mancherebbe.
Ma il Sindaco, come tutti gli altri teorizzatori socio-metropolitani, tribuni elitari del "verbo" cittadino, dimenticano che ormai da queste parti, data la crescente frequenza dell'uso delle armi tra la gente, a breve, gli episodici sprint dei singoli cittadini in fuga dai proiettili vaganti, si trasformeranno in nutrite gare podistiche di massa.
In quella che ormai nell'immaginario collettivo e' stata ribattezzata come "terra di gomorra", si spara indifferentemente in luoghi isolati ed affollati, col buio ed alla luce del sole.
A noi napoletani, di rimanere all'ombra del Vesuvio, non ce l'ha ordinato il medico.
Noi cittadini fuggiamo dai proiettili. I politici dalle loro responsabilita'. Chi governa invece, avrebbe il dovere di agire affinche' cio' non accada. Ma forse, si preferisce mantenere il caos.
Nel disordine, la mente degli individui, e' piu' facile da manipolare.

lunedì 15 giugno 2009

GLI EX DETENUTI? ANDASSERO A ZAPPARE

Sgomento a Napoli per la decisione presa su iniziativa dell'Assessore Regionale all'Istruzione, Formazione e Lavoro, Corrado Gabriele, di utilizzare gli ex detenuti come accompagnatori dei turisti in citta'.
Gia' ieri ad opera del mio amico blogger il chiodo, la questione prese corpo nella rete.
Anch'io tengo a sottolineare come questa decisione sia un'offesa per Napoli, un'altra testimionianza della deriva in cui siamo sprofondati, dell'abbandono culturale di una citta' ormai spenta.
Oggi i quotidiani cittadini ne hanno dato risalto. Anche la radio cittadina piu' ascoltata, Radio KissKiss Napoli, all'interno dello spazio mattutino Cafe' Blu, condotto dall'amica Ida Di Martino, la voce della citta', ha rivolto agli ascoltatori la questione.
Anche l'associazione civica Napolipuntoacapo per opera di Sergio Fedele ha sollevato notevoli critiche alla scelta fatta dalla Giunta Regionale.
Atavica qui all'ombra del Vesuvio, e' sempre stata quella propensione all'assistenzialismo, di stampo clientelare, per ottenere voti e consenso. La sinistra e' allo sbando, dopo la batosta alle ultime elezioni che ha sancito, se ce ne fosse ancora il dubbio, la fine di un ciclo politico, quello Bassoliniano. Si continuano ad emanare provedimenti senza logica, completamente improvvisati, pur di ottenre appoggio e consenso.
Da queste parti dove i livelli di disoccupazione sono elevatissimi, con tanti diplomati e laureati a spasso, sembra una schiaffo alla morale pensare di poter fare accoglienza affidando l'immagine della citta' ad ex spacciatori o criminali di diverso genere, con livelli di scolarizzazione che rasentano l'analfabetismo. E' vergognoso.
Io non sono contrario al reinserimento sociale di chi ha commesso reati ed infranto la giustizia.
Ritengo davvero imbarazzante pero', che degli ex criminali possano diventare le guide turistiche della citta' per chi desidera conoscerne il suo patrimonio storico-artistico-monumentale-paesaggistico.
Se davvero si vuole rendere utile il reinserimento sociale di tali individui, si potrebbe puntare sul settore primario: l'agricoltura.
in campagna di braccia operose, ce n' è sempre bisogno. Gli ex detenuti, andassero a zappare.

domenica 14 giugno 2009

LA DERIVA, E' CULTURALE

Il Paese e' avvolto da un opaco e magnetico appiattimento. Non reagisce, e' inerme, incastrato in uno sterile conflitto politico, divenuto ormai socio-esistenziale. Berlusconiani e anti-berlusconiani.
Siamo tutti fermi, rigidi, incollati su di una piattaforma di contrasto non piu' ideologico ma relazionale. Non ci rendiamo conto che a parte le problematiche economiche che affliggono il Paese, a cui non si sono date risposte serie, nette, inequivocabili - la social card ne e' la dimostrazione piu' mortificante - con la scusante di un crollo economico-finanziario globale, la deriva che sta attanagliando la nazione, e' culturale.
Il Paese si sta impoverendo, stritolato in questa contrapposizione che ormai ha assunto connotazioni sociologiche. Viviamo in un'epoca di trasformazione dell'informazione ma non siamo ancora in grado di poter ottimizzarne i benefici.
I modelli imposti dai nostri media, soffrono evidentemente la tipicizzazione, la spettacolarizzazione, la personalizzazione che a loro viene data da chi nel bene o nel male, su questi media riesce ad esercitarne il controllo in modo strategico, quasi occulto. In Italia sappiamo da chi tale controllo e' esercitato.
La notizia deve essere urlata, deve craere ascolto innanzitutto, meglio se all'interno di una tribuna che assomiglia sempre piu' ad un'arena. Meglio la rissa che argomentazioni di contenuto.
Il pubblico, espressione di un paese sempre piu' attento al gossip ed ai reality, si appassiona, sceglie i suoi paladini, in base alla violenza delle loro espressioni, al loro sarcasmo che spesso diventa gratuita volgarita'.
Berlusconi ha diviso il Paese. Ha creato una linea di demarcazione netta, precisa tra chi e' con lui e chi gli e' contro. I suoi avversari gli hanno dato una grossa mano, cadendo in questa trappola, non riuscendo da tempo, a proporre idee e programmi alternativi ma solo sterili contrapposizioni, spesso rivolte all'uomo e non al politico.
Cio' ha impoverito il Paese. Chi come me, non si e' sentito partecipe di questa mediocre ed effimera contrapposizione, si e' momentaneamente allontanato dalla politica, con l'astensionismo.
Allontanarsi dalla politica come espressione di dissenzo. Cio' non e' in assoluto, un comportamento civico corretto. Ma in tale fase storica, e' l'unico metodo per non farsi coinvolgere da questo impoverimento, soprattutto culturale.


martedì 9 giugno 2009

NON CAMBIA NULLA

Le elezioni per molti hanno emesso verdetti, sentenze, condanne.
Per me nulla e' cambiato.
Di Pietro ha raddoppiato il consenso, prendendo pero' soprattutto al suo alleato e diventando per questa ragione, davvero scomodo.
Il PD perde meno del previsto ma perde. Smarrisce soprattuto un' identita' mai nata. Che fa Franceschini?
Casini avanza un pochino ma resta piccolo e sempre in cerca di apparentamenti - stavolta a sinistra.
La sinistra radicale, presentatasi divisa, continua a dissolversi.
Pannella per l'ennesima volta supera il digiuno ma vede ulteriolmente eroso il suo consenso.
Il vero vincitore alle urne e' la Lega, un partito non piu' separatista ma sicuramente a vocazione territoriale.
E il PDL, pardon, Berlusconi? Non avanza, anzi retrocede leggermente ma resta in modo imbarazzante, ampiamente dilagante, conquistando tantissime amministrazioni. Adoperati toni trionfalistici per le province - a che servono? - passate al centro-destra. Ma le province non dovevano scomparire? Penso che se non lo vorra' la Lega...continueranno ad esistere.
Quindi, in Italia non cambia nulla.
Finita la campagna elettorale, forse pero' si iniziera' finalmente a parlare di politica.
Dico forse, poiche' l'estate e' alle porte. A breve si iniziera' a parlare solo di G8 - non so come l'Italia ne faccia ancora parte - con i tanti problemi reali dimenticati, attraverso una strategica e surreale scenografia irradiata ad arte per distrarre l'opinione pubblica, ipnotizzandola e opacizzandone il suo spirito critico.
Forse l'aumento dell' astensionismo, altro dato inconfutabile, e' anche la palese dimostrazione di disaffezione a questa politica.


venerdì 5 giugno 2009

IO NON VOTO.

Tra poche ore, calera' il silenzio su questa disarmante campagna elettorale. Mai nella storia democratica della nostra Repubblica, si era scivolati così in basso.
Un silenzio che sulla politica dovrebbe diventare permanente, una forma di manifesto mutismo assordante, per evidenziare quanto squallido rumore, chiasso isterico, delirio sterile sia stato prodoto in quest'ultima "rissa elettorale", da mediocri protagonisti politici sempre piu' distanti dalla gente e dalle sue esigenze.
Il loro penoso trascinarsi in uno scontro sempre piu' misero dal punto di vista dei contenuti e delle idee, ha solo accentuato la spaccatura presente nel Paese, tra berlusconiani e anti-berlusconiani.
Il popolo si e' diviso per un fattore di appartanenza, non piu' per questioni culturali, sociali, ideologiche e per ultima istanza politiche.
I partiti piccoli, specie a sinistra non hanno saputo far gruppo, diventando ancor piu' evanescenti e poco rappresentativi.
Per le amministrative si formano alleanze di cartello che portano spesso il "solitario" Casini, lui che tra destra e sinistra, sceglie l'Italia, ad appoggiare l'una o l'altra parte - piu' sovente la destra - smentendo nei fatti, cio' che proclama come simbolo di una presunta pseudo-indipendenza, divenuta a questo punto, becera e truffaldina.
In Europa invece, tutti i partiti tengono a ribadire che correranno da soli, quasi che l'alleato di turno all'interno delle competizioni amministrative, fosse un appestato.
Penso che in questa fase storica, sia necessario staccarsi da questo desolante scenario.
In Campania - l'appuntamento principale e' per la provincia di Napoli - assisteremo ad una svolta storica, non politica. La sinistra con i suoi errori e' alla fine di un percorso. I suoi interpreti, spesso tra loro in contrasto, non sono piu' proponibili. A destra si e' puntato come al solito ad una forma di consenso populista, meno alla qualita' degli attori, delle idee e dei contenuti. Perche' andare a votare se non lo si e' spinti a farlo per il semplice fatto di possedere una tessera, ultimamente tenuta nascosta, visto il livello in cui e' precipitata la politica?
Io non votero', assolutamente. Penso che saremo in tanti questa volta. L'elettore e' stanco, sfiduciato, ha preso sempre piu' coscienza che i suoi rappresentanti sono da lui distanti. Perche' continuare a dar loro sostegno?
Abbandonare la politica quindi, non deve apparire come una forma di protesta anarchica ma come un vero evoluzionismo sociale. Disertare le urne, non sara' un' espressione di disobbedienza civica ma un fattore di indipendenza culturale.
Liberarsi da questa politica, dai suoi interpreti - a volte davvero improponibili - per riacquistare la propria autonomia soggettiva, la propria coscienza di individui liberi non soggetti ad un nauseabondo sistema clientelare che porta a premiare non chi ha idee migliori ma chi detiene piu' potere.
Non votando, mi sentiro' piu' libero.

martedì 2 giugno 2009

NAPOLI, CHE VERGOGNA

Se si e' arrivati a profanare anche la tomba di Toto', vuol dire che la citta' e' ormai in un vicolo cieco, in un binario morto, ormai in putrefazione.
Ancora una volta, le cronache devono citare avvenimenti che infangano la citta', la umiliano, cancellano in modo permanente la sua antica storia, la sua millenaria cultura, il suo eccezionale patrimonio.
Non penso il gesto sia opera di qualche sconsiderato o di qualche mitomane in cerca di notorieta'.
Purtroppo temo, sia una becera, penosa, vile azione calcolata, strategica, finalizzata a ottenere comunque attenzione, a suscitare un negativo e roboante clamore.
Oggi e' la festa della Repubblica. Qui a Napoli, non c'e' proprio nulla da festeggiare.
La citta' e' un moribondo che si trascina da tempo, avvolto nel suo male, nella sua agonia lenta e inesorabile.
La memoria del Principe Antonio de Curtis, e' stata oltraggiata. Napoli ha ricevuto il suo ennesimo schiaffo. Ormai la citta' non reagisce, poiche' non ha piu' la forza culturale di farlo. Vive solo evocando il suo passato che diventa giorno dopo giorno, piu' remoto.
La vergogna che ha macchiato la citta' per l'ennesima volta, ne e' la piu' chiara e palese dimostrazione.